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	<title>ilMonti.com</title>
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	<description>il blog di Andrea Monti</description>
	<lastBuildDate>Thu, 08 Oct 2026 17:03:37 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Sanità: il Governo aumenta i fondi, ma Gimbe si inventa un taglio da 19mld </title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2026/10/08/sanita-il-governo-aumenta-i-fondi-ma-gimbe-si-inventa-un-taglio-da-19mld/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 17:02:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[il Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il taglio da 19 miliardi alla sanità non esiste: lo dice lo stesso rapporto Gimbe. Il fondo sanitario cresce di 17,5 miliardi, e anche in termini reali.</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2026/10/08/sanita-il-governo-aumenta-i-fondi-ma-gimbe-si-inventa-un-taglio-da-19mld/">Sanità: il Governo aumenta i fondi, ma Gimbe si inventa un taglio da 19mld </a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><!-- TITOLO: Sanit&agrave;: il Governo aumenta i fondi, ma Gimbe si inventa un taglio da 19 mld --></p>


<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Ormai in Italia si fa a gara a chi la spara più grossa. Nonostante un aumento (a valori reali) del fondo sanitario, Gimbe si inventa un taglio che non esiste.</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Ieri accendo la radio e sento la voce di Sebastiano Barisoni, vicedirettore esecutivo di Radio 24 e conduttore della trasmissione &#8220;Focus economia&#8221;, lanciare una notizia bomba di questo tipo: “la spesa sanitaria ha subito un taglio di quasi 19 miliardi dal 2022 ad oggi”. Accipicchia. Perbacco. Un taglio di 19 miliardi in quattro anni sulla sanità, eppure noi non ce ne eravamo accorti? Ma com’è possibile? Per fortuna che c’è Barisoni, ho subito pensato, perché qui è un attimo che ti sfuggono cose mastodontiche. Perché 19 miliardi di tagli sarebbero un’enormità. Infatti, sarebbero. Perché in realtà non esistono.</p>



<span id="more-35867"></span>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta del solito Nino Cartabellotta, che ogni anno spara i suoi dati, firmandoli con questa fondazione GIMBE. L’obiettivo è sempre quello di sparare i titoli a nove colonne, dati elaborati ad hoc per finire sui giornali, con un’utilità per i cittadini e per il sistema sanitario pari a zero. <br>Per la sua fondazione qualche utilità forse ce l’hanno, magari per pubblicizzare la campagna online “Salviamo il Servizio Sanitario Nazionale”, con tanto di banner per la donazione. Ma salviamo da chi? C’è forse qualcuno che ha mai messo in dubbio l’esistenza del Servizio Sanitario Nazionale? Ovviamente no.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema è che poi queste notizie (che in realtà non lo sono) vengono riprese, masticate e riutilizzate come attacco politico da tutto il caravanserraglio dei partiti di minoranza.</p>



<div style="height:23px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">DA DOVE NASCE QUESTA PANZANA DEL TAGLIO DA 19 MILIARDI?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Preso dalla curiosità sono andato a leggermi questo rapporto GIMBE, per capire dove nasceva l’invenzione del taglio di 19 miliardi, sapendo invece che il fondo sanitario negli ultimi anni è sempre aumentato. E infatti ne trovo conferma pure sfogliando le centinaia di pagine del rapporto. A pag. 42 possiamo leggere che il Governo ha aumentato il Fondo sanitario nazionale (FSN) di 17,5 miliardi, da 125,4 a 142,9 miliardi:</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;un incremento mai registrato nell&#8217;arco di quattro anni sotto alcun Governo&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il mistero si infittisce: come mai tutti i giornali e il buon Barisoni ci parlano di un taglio monstre di 18,8 miliardi? Perché GIMBE ha deciso di mettere a confronto il rapporto tra fondo sanitario e PIL negli anni che vanno dal 2022 al 2026. E questo rapporto fondo/PIL è passato dal 6,27% del 2022 al 6,14% del 2026. I 18,8 miliardi sarebbero la somma, in quattro anni (dal 2023 al 2026), di quanto si sarebbe dovuto aggiungere ogni anno al fondo sanitario per mantenere il rapporto fondo/PIL al 6,27%. Per riportarlo al 6,27% quest’anno basterebbero circa 3 miliardi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I più svegli di voi avranno capito già l’assurdità di tale ragionamento. Andiamo però con ordine: la prima grande notizia che ci sentiamo di consegnare a Cartabellotta è questa: in matematica il risultato di un rapporto è influenzato da due fattori, non solo da uno di questi. Il risultato del 6,27% del 2022 non è il risultato di una robusta crescita del fondo sanitario. È l’esatto contrario: quell&#8217;anno il fondo cresce appena del 2,9% con l&#8217;inflazione all&#8217;8,1%, e perde quasi il 5% del suo potere d&#8217;acquisto: è il calo più forte dal 2010. In realtà il rapporto con il PIL era già in discesa dal 6,62% del 2021. Il motivo? Perché l&#8217;economia cresceva, e lo faceva molto più in fretta di quanto crescesse il fondo. È quindi assurdo che il GIMBE prenda come metro di riferimento un anno di contrazione reale della sanità.</p>



<div style="height:23px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">QUALCUNO POTREBBE ARRIVARE A RIMPIANGERE IL -9% DEL PIL</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Si dirà che comunque siamo molto sotto la media europea, che è del 7,1%. Infatti dalle parti del PD non hanno perso tempo, con l’Onorevole Sereni che ci indica la retta via:</p>



<p class="wp-block-paragraph">per il campo progressista la priorità sarà proprio invertire la tendenza al definanziamento della sanità pubblica e raggiungere la media europea del 7,1% sul Pil</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi se raggiungessimo la “quota 7,1%” saremmo finalmente tranquilli con la sanità in Italia. Una precisazione: quel 7,1% è la media OCSE della spesa sanitaria pubblica in rapporto al PIL, una misura più ampia del solo Fondo sanitario nazionale (e su quel metro l’Italia è al 6,2%). Ma anche restando sul fondo sanitario, i numeri raccontano parecchio. Adesso leggetevi la serie storica di questo rapporto, così potrete anche notare quando siamo già arrivati oltre il 7%.</p>



<div style="max-width:720px;margin:28px auto;background:#f7f2e6;border-radius:10px;overflow:hidden;border:1px solid #e3dccb;font-family:Georgia,'Times New Roman',serif;color:#2a2a2a">
    <div style="background:#1f3d2b;color:#f7f2e6;padding:18px 22px">
        <div style="font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:11px;letter-spacing:.12em;text-transform:uppercase;color:#d99a2b;margin-bottom:6px">ILMONTI.COM &middot; DATI</div>
        <div style="font-size:21px;line-height:1.25;font-weight:bold">Fondo sanitario in rapporto al PIL, 2010-2026</div>
        <div style="font-size:14px;opacity:.85;margin-top:4px">Il 6,27% del 2022 &egrave; il valore pi&ugrave; basso fino ad allora. Il picco del 2020 lo ha fatto il crollo del PIL.</div>
    </div>
    <div style="padding:8px 14px 4px;overflow-x:auto">
        <table style="width:100%;border-collapse:collapse;margin:0">
            <thead>
                <tr>
                    <th style="font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:11px;letter-spacing:.06em;text-transform:uppercase;color:#6b6b6b;text-align:left;padding:10px 8px;border-bottom:2px solid #1f3d2b;font-weight:normal">Anno</th>
                    <th style="font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:11px;letter-spacing:.06em;text-transform:uppercase;color:#6b6b6b;text-align:left;padding:10px 8px;border-bottom:2px solid #1f3d2b;font-weight:normal">Fondo sanitario / PIL</th>
                    <th style="font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:11px;letter-spacing:.06em;text-transform:uppercase;color:#6b6b6b;text-align:left;padding:10px 8px;border-bottom:2px solid #1f3d2b;font-weight:normal;text-align:right">Var. punti</th>
                </tr>
            </thead>
            <tbody>
                <tr style="">
                    <td style="padding:7px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;font-weight:bold;white-space:nowrap">2026</td>
                    <td style="padding:7px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;width:48%">
                        <div style="display:flex;align-items:center;gap:8px">
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                                <div style="width:35.6%;height:10px;background:#1f3d2b;border-radius:5px"></div>
                            </div>
                            <span style="font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;min-width:52px;text-align:right">6,14%</span>
                        </div>
                    </td>
                    <td style="padding:7px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;text-align:right;color:#2f7a4f;font-weight:bold">+0,11</td>
                </tr>
                <tr style="">
                    <td style="padding:7px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;font-weight:bold;white-space:nowrap">2025</td>
                    <td style="padding:7px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;width:48%">
                        <div style="display:flex;align-items:center;gap:8px">
                            <div style="flex:1;min-width:70px;background:#e3dccb;height:10px;border-radius:5px;overflow:hidden">
                                <div style="width:29.4%;height:10px;background:#1f3d2b;border-radius:5px"></div>
                            </div>
                            <span style="font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;min-width:52px;text-align:right">6,03%</span>
                        </div>
                    </td>
                    <td style="padding:7px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;text-align:right;color:#b5523b;font-weight:bold">&minus;0,03</td>
                </tr>
                <tr style="">
                    <td style="padding:7px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;font-weight:bold;white-space:nowrap">2024</td>
                    <td style="padding:7px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;width:48%">
                        <div style="display:flex;align-items:center;gap:8px">
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                                <div style="width:31.1%;height:10px;background:#1f3d2b;border-radius:5px"></div>
                            </div>
                            <span style="font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;min-width:52px;text-align:right">6,06%</span>
                        </div>
                    </td>
                    <td style="padding:7px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;text-align:right;color:#2f7a4f;font-weight:bold">+0,04</td>
                </tr>
                <tr style="">
                    <td style="padding:7px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;font-weight:bold;white-space:nowrap">2023</td>
                    <td style="padding:7px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;width:48%">
                        <div style="display:flex;align-items:center;gap:8px">
                            <div style="flex:1;min-width:70px;background:#e3dccb;height:10px;border-radius:5px;overflow:hidden">
                                <div style="width:28.9%;height:10px;background:#1f3d2b;border-radius:5px"></div>
                            </div>
                            <span style="font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;min-width:52px;text-align:right">6,02%</span>
                        </div>
                    </td>
                    <td style="padding:7px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;text-align:right;color:#b5523b;font-weight:bold">&minus;0,25</td>
                </tr>
                <tr style="background:#f1e3c4;">
                    <td style="padding:7px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;font-weight:bold;white-space:nowrap">
                        2022
                        <br>
                        <span style="font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:10px;letter-spacing:.04em;text-transform:uppercase;padding:2px 6px;border-radius:3px;display:inline-block;margin-top:4px;white-space:nowrap;background:#d99a2b;color:#fff">base GIMBE</span>
                    </td>
                    <td style="padding:7px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;width:48%">
                        <div style="display:flex;align-items:center;gap:8px">
                            <div style="flex:1;min-width:70px;background:#e3dccb;height:10px;border-radius:5px;overflow:hidden">
                                <div style="width:42.8%;height:10px;background:#d99a2b;border-radius:5px"></div>
                            </div>
                            <span style="font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;min-width:52px;text-align:right">6,27%</span>
                        </div>
                    </td>
                    <td style="padding:7px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;text-align:right;color:#b5523b;font-weight:bold">&minus;0,35</td>
                </tr>
                <tr style="">
                    <td style="padding:7px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;font-weight:bold;white-space:nowrap">2021</td>
                    <td style="padding:7px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;width:48%">
                        <div style="display:flex;align-items:center;gap:8px">
                            <div style="flex:1;min-width:70px;background:#e3dccb;height:10px;border-radius:5px;overflow:hidden">
                                <div style="width:62.2%;height:10px;background:#1f3d2b;border-radius:5px"></div>
                            </div>
                            <span style="font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;min-width:52px;text-align:right">6,62%</span>
                        </div>
                    </td>
                    <td style="padding:7px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;text-align:right;color:#b5523b;font-weight:bold">&minus;0,58</td>
                </tr>
                <tr style="background:#f1e3c4;">
                    <td style="padding:7px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;font-weight:bold;white-space:nowrap">
                        2020
                        <br>
                        <span style="font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:10px;letter-spacing:.04em;text-transform:uppercase;padding:2px 6px;border-radius:3px;display:inline-block;margin-top:4px;white-space:nowrap;background:#d99a2b;color:#fff">COVID: PIL &minus;9%</span>
                    </td>
                    <td style="padding:7px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;width:48%">
                        <div style="display:flex;align-items:center;gap:8px">
                            <div style="flex:1;min-width:70px;background:#e3dccb;height:10px;border-radius:5px;overflow:hidden">
                                <div style="width:94.4%;height:10px;background:#d99a2b;border-radius:5px"></div>
                            </div>
                            <span style="font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;min-width:52px;text-align:right">7,20%</span>
                        </div>
                    </td>
                    <td style="padding:7px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;text-align:right;color:#2f7a4f;font-weight:bold">+0,88</td>
                </tr>
                <tr style="">
                    <td style="padding:7px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;font-weight:bold;white-space:nowrap">2019</td>
                    <td style="padding:7px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;width:48%">
                        <div style="display:flex;align-items:center;gap:8px">
                            <div style="flex:1;min-width:70px;background:#e3dccb;height:10px;border-radius:5px;overflow:hidden">
                                <div style="width:45.6%;height:10px;background:#1f3d2b;border-radius:5px"></div>
                            </div>
                            <span style="font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;min-width:52px;text-align:right">6,32%</span>
                        </div>
                    </td>
                    <td style="padding:7px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;text-align:right;color:#b5523b;font-weight:bold">&minus;0,07</td>
                </tr>
                <tr style="">
                    <td style="padding:7px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;font-weight:bold;white-space:nowrap">2018</td>
                    <td style="padding:7px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;width:48%">
                        <div style="display:flex;align-items:center;gap:8px">
                            <div style="flex:1;min-width:70px;background:#e3dccb;height:10px;border-radius:5px;overflow:hidden">
                                <div style="width:49.4%;height:10px;background:#1f3d2b;border-radius:5px"></div>
                            </div>
                            <span style="font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;min-width:52px;text-align:right">6,39%</span>
                        </div>
                    </td>
                    <td style="padding:7px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;text-align:right;color:#b5523b;font-weight:bold">&minus;0,08</td>
                </tr>
                <tr style="">
                    <td style="padding:7px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;font-weight:bold;white-space:nowrap">2017</td>
                    <td style="padding:7px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;width:48%">
                        <div style="display:flex;align-items:center;gap:8px">
                            <div style="flex:1;min-width:70px;background:#e3dccb;height:10px;border-radius:5px;overflow:hidden">
                                <div style="width:53.9%;height:10px;background:#1f3d2b;border-radius:5px"></div>
                            </div>
                            <span style="font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;min-width:52px;text-align:right">6,47%</span>
                        </div>
                    </td>
                    <td style="padding:7px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;text-align:right;color:#b5523b;font-weight:bold">&minus;0,05</td>
                </tr>
                <tr style="">
                    <td style="padding:7px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;font-weight:bold;white-space:nowrap">2016</td>
                    <td style="padding:7px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;width:48%">
                        <div style="display:flex;align-items:center;gap:8px">
                            <div style="flex:1;min-width:70px;background:#e3dccb;height:10px;border-radius:5px;overflow:hidden">
                                <div style="width:56.7%;height:10px;background:#1f3d2b;border-radius:5px"></div>
                            </div>
                            <span style="font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;min-width:52px;text-align:right">6,52%</span>
                        </div>
                    </td>
                    <td style="padding:7px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;text-align:right;color:#b5523b;font-weight:bold">&minus;0,09</td>
                </tr>
                <tr style="">
                    <td style="padding:7px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;font-weight:bold;white-space:nowrap">2015</td>
                    <td style="padding:7px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;width:48%">
                        <div style="display:flex;align-items:center;gap:8px">
                            <div style="flex:1;min-width:70px;background:#e3dccb;height:10px;border-radius:5px;overflow:hidden">
                                <div style="width:61.7%;height:10px;background:#1f3d2b;border-radius:5px"></div>
                            </div>
                            <span style="font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;min-width:52px;text-align:right">6,61%</span>
                        </div>
                    </td>
                    <td style="padding:7px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;text-align:right;color:#b5523b;font-weight:bold">&minus;0,12</td>
                </tr>
                <tr style="">
                    <td style="padding:7px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;font-weight:bold;white-space:nowrap">
                        2014
                        <br>
                        <span style="font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:10px;letter-spacing:.04em;text-transform:uppercase;padding:2px 6px;border-radius:3px;display:inline-block;margin-top:4px;white-space:nowrap;border:1px solid #999;color:#666">max pre-COVID</span>
                    </td>
                    <td style="padding:7px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;width:48%">
                        <div style="display:flex;align-items:center;gap:8px">
                            <div style="flex:1;min-width:70px;background:#e3dccb;height:10px;border-radius:5px;overflow:hidden">
                                <div style="width:68.3%;height:10px;background:#1f3d2b;border-radius:5px"></div>
                            </div>
                            <span style="font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;min-width:52px;text-align:right">6,73%</span>
                        </div>
                    </td>
                    <td style="padding:7px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;text-align:right;color:#2f7a4f;font-weight:bold">+0,12</td>
                </tr>
                <tr style="">
                    <td style="padding:7px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;font-weight:bold;white-space:nowrap">2013</td>
                    <td style="padding:7px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;width:48%">
                        <div style="display:flex;align-items:center;gap:8px">
                            <div style="flex:1;min-width:70px;background:#e3dccb;height:10px;border-radius:5px;overflow:hidden">
                                <div style="width:61.7%;height:10px;background:#1f3d2b;border-radius:5px"></div>
                            </div>
                            <span style="font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;min-width:52px;text-align:right">6,61%</span>
                        </div>
                    </td>
                    <td style="padding:7px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;text-align:right;color:#b5523b;font-weight:bold">&minus;0,01</td>
                </tr>
                <tr style="">
                    <td style="padding:7px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;font-weight:bold;white-space:nowrap">2012</td>
                    <td style="padding:7px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;width:48%">
                        <div style="display:flex;align-items:center;gap:8px">
                            <div style="flex:1;min-width:70px;background:#e3dccb;height:10px;border-radius:5px;overflow:hidden">
                                <div style="width:62.2%;height:10px;background:#1f3d2b;border-radius:5px"></div>
                            </div>
                            <span style="font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;min-width:52px;text-align:right">6,62%</span>
                        </div>
                    </td>
                    <td style="padding:7px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;text-align:right;color:#2f7a4f;font-weight:bold">+0,17</td>
                </tr>
                <tr style="">
                    <td style="padding:7px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;font-weight:bold;white-space:nowrap">2011</td>
                    <td style="padding:7px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;width:48%">
                        <div style="display:flex;align-items:center;gap:8px">
                            <div style="flex:1;min-width:70px;background:#e3dccb;height:10px;border-radius:5px;overflow:hidden">
                                <div style="width:52.8%;height:10px;background:#1f3d2b;border-radius:5px"></div>
                            </div>
                            <span style="font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;min-width:52px;text-align:right">6,45%</span>
                        </div>
                    </td>
                    <td style="padding:7px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;text-align:right;color:#b5523b;font-weight:bold">&minus;0,07</td>
                </tr>
                <tr style="">
                    <td style="padding:7px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;font-weight:bold;white-space:nowrap">2010</td>
                    <td style="padding:7px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;width:48%">
                        <div style="display:flex;align-items:center;gap:8px">
                            <div style="flex:1;min-width:70px;background:#e3dccb;height:10px;border-radius:5px;overflow:hidden">
                                <div style="width:56.7%;height:10px;background:#1f3d2b;border-radius:5px"></div>
                            </div>
                            <span style="font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;min-width:52px;text-align:right">6,52%</span>
                        </div>
                    </td>
                    <td style="padding:7px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;text-align:right;color:#888;font-weight:bold">&mdash;</td>
                </tr>
            </tbody>
        </table>
    </div>
    <div style="font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:11px;color:#6b6b6b;padding:8px 22px 16px">Fonte: 9&deg; Rapporto GIMBE, figura 2.2 &middot; PIL ISTAT a prezzi correnti, 2026 stima DPFP 2026 &middot; barre in scala da 5,5%</div>
</div>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2020 il nostro fondo sanitario ha rappresentato addirittura il 7,20% del PIL! Prima che qualcuno cominci a pensare quanto siano stati bravi Giuseppe Conte e il governo giallorosso, raffreddiamo subito gli entusiasmi: il 2020 è stato l’anno del COVID. Il Prodotto Interno Lordo è crollato di quasi nove punti in valori reali, il fondo sanitario è cresciuto a 108,6 mld a prezzi 2010, cioè al netto dell’inflazione, con il 5,5% di aumenti dovuti alla devastante crisi sanitaria. Niente di positivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La questione è che il confronto tra fondo sanitario e PIL può forse darti una vaga idea di quanto lo Stato investa in sanità della propria ricchezza, ma ricavarne un calcolo numerico relativo a un presunto taglio, che in realtà non esiste, è semplicemente controfattuale. E anche abbastanza scorretto e un pochino stupido.</p>



<div style="height:23px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">IN REALTÀ IL FONDO SANITARIO CRESCE, ANCHE IN VALORI REALI</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ma questo fondo sanitario, con il Governo Meloni, è cresciuto o è diminuito? È cresciuto, come abbiamo già ricordato, e come afferma lo stesso rapporto GIMBE a pagina 42. Il Governo ha aumentato il Fondo sanitario nazionale (FSN) di 17,5 miliardi, portandolo in valori nominali da 125,4 a 142,9 miliardi. Però esiste l’inflazione, ricorderanno i più precisi. Infatti il confronto più solido da fare è proprio quello tra l’ammontare totale del fondo sanitario a prezzi costanti, cioè non influenzati dall’inflazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per rispondere usiamo sempre i dati del rapporto GIMBE. Ed è così che scopriamo che il taglio proprio non esiste, perché anche al netto dell&#8217;inflazione non c&#8217;è nessuna perdita. La figura 2.4 riporta il fondo a prezzi costanti 2010, deflazionato con l&#8217;indice dei prezzi al consumo (NIC):</p>



<div style="max-width:720px;margin:28px auto;background:#f7f2e6;border-radius:10px;overflow:hidden;border:1px solid #e3dccb;font-family:Georgia,'Times New Roman',serif;color:#2a2a2a">
    <div style="background:#1f3d2b;color:#f7f2e6;padding:18px 22px">
        <div style="font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:11px;letter-spacing:.12em;text-transform:uppercase;color:#d99a2b;margin-bottom:6px">ILMONTI.COM &middot; DATI</div>
        <div style="font-size:21px;line-height:1.25;font-weight:bold">Il fondo sanitario al netto dell&#8217;inflazione</div>
        <div style="font-size:14px;opacity:.85;margin-top:4px">Nel 2026 &egrave; il 2% sopra il 2022: nessun taglio, nemmeno in termini reali.</div>
    </div>
    <div style="padding:8px 14px 4px;overflow-x:auto">
        <table style="width:100%;border-collapse:collapse;margin:0">
            <thead>
                <tr>
                    <th style="font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:11px;letter-spacing:.06em;text-transform:uppercase;color:#6b6b6b;text-align:left;padding:10px 8px;border-bottom:2px solid #1f3d2b;font-weight:normal">Anno</th>
                    <th style="font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:11px;letter-spacing:.06em;text-transform:uppercase;color:#6b6b6b;text-align:left;padding:10px 8px;border-bottom:2px solid #1f3d2b;font-weight:normal">FSN a prezzi costanti 2010 (mld &euro;)</th>
                    <th style="font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:11px;letter-spacing:.06em;text-transform:uppercase;color:#6b6b6b;text-align:left;padding:10px 8px;border-bottom:2px solid #1f3d2b;font-weight:normal;text-align:right">vs 2022</th>
                </tr>
            </thead>
            <tbody>
                <tr>
                    <td style="padding:9px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;font-weight:bold;white-space:nowrap">
                        2022
                        <br>
                        <span style="font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:10px;text-transform:uppercase;padding:2px 6px;border-radius:3px;display:inline-block;margin-top:4px;background:#d99a2b;color:#fff">base GIMBE</span>
                    </td>
                    <td style="padding:9px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;width:52%">
                        <div style="display:flex;align-items:center;gap:8px">
                            <div style="flex:1;min-width:70px;background:#e3dccb;height:14px;border-radius:7px;overflow:hidden">
                                <div style="width:73.6%;height:14px;background:#d99a2b;border-radius:7px"></div>
                            </div>
                            <span style="font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;min-width:46px;text-align:right">103,1</span>
                        </div>
                    </td>
                    <td style="padding:9px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;text-align:right;color:#888;font-weight:bold">&mdash;</td>
                </tr>
                <tr>
                    <td style="padding:9px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;font-weight:bold;white-space:nowrap">2023</td>
                    <td style="padding:9px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;width:52%">
                        <div style="display:flex;align-items:center;gap:8px">
                            <div style="flex:1;min-width:70px;background:#e3dccb;height:14px;border-radius:7px;overflow:hidden">
                                <div style="width:47.3%;height:14px;background:#1f3d2b;border-radius:7px"></div>
                            </div>
                            <span style="font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;min-width:46px;text-align:right">100,2</span>
                        </div>
                    </td>
                    <td style="padding:9px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;text-align:right;color:#b5523b;font-weight:bold">&minus;2,9</td>
                </tr>
                <tr>
                    <td style="padding:9px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;font-weight:bold;white-space:nowrap">2024</td>
                    <td style="padding:9px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;width:52%">
                        <div style="display:flex;align-items:center;gap:8px">
                            <div style="flex:1;min-width:70px;background:#e3dccb;height:14px;border-radius:7px;overflow:hidden">
                                <div style="width:74.5%;height:14px;background:#1f3d2b;border-radius:7px"></div>
                            </div>
                            <span style="font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;min-width:46px;text-align:right">103,2</span>
                        </div>
                    </td>
                    <td style="padding:9px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;text-align:right;color:#2f7a4f;font-weight:bold">+0,1</td>
                </tr>
                <tr>
                    <td style="padding:9px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;font-weight:bold;white-space:nowrap">2025</td>
                    <td style="padding:9px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;width:52%">
                        <div style="display:flex;align-items:center;gap:8px">
                            <div style="flex:1;min-width:70px;background:#e3dccb;height:14px;border-radius:7px;overflow:hidden">
                                <div style="width:78.2%;height:14px;background:#1f3d2b;border-radius:7px"></div>
                            </div>
                            <span style="font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;min-width:46px;text-align:right">103,6</span>
                        </div>
                    </td>
                    <td style="padding:9px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;text-align:right;color:#2f7a4f;font-weight:bold">+0,5</td>
                </tr>
                <tr>
                    <td style="padding:9px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;font-weight:bold;white-space:nowrap">2026</td>
                    <td style="padding:9px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;width:52%">
                        <div style="display:flex;align-items:center;gap:8px">
                            <div style="flex:1;min-width:70px;background:#e3dccb;height:14px;border-radius:7px;overflow:hidden">
                                <div style="width:92.7%;height:14px;background:#1f3d2b;border-radius:7px"></div>
                            </div>
                            <span style="font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;min-width:46px;text-align:right">105,2</span>
                        </div>
                    </td>
                    <td style="padding:9px 8px;border-bottom:1px solid #e3dccb;font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:14px;text-align:right;color:#2f7a4f;font-weight:bold">+2,1</td>
                </tr>
            </tbody>
        </table>
    </div>
    <div style="font-family:'IBM Plex Mono',ui-monospace,Menlo,Consolas,monospace;font-size:11px;color:#6b6b6b;padding:8px 22px 16px">Fonte: 9&deg; Rapporto GIMBE, figura 2.4 &middot; deflazionato con indice NIC, base 2010 &middot; barre in scala da 95 mld</div>
</div>



<div style="height:23px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">SPENDERE DI PIÙ È SEMPRE COSA BUONA E GIUSTA?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo aver scoperto l’assurdità di sfrugugliare a piacimento il rapporto fondo sanitario/PIL, vorrei lasciarvi con una riflessione. Davvero spendere sempre e comunque più soldi è quello che serve per una buona sanità? Perché vedere un segno più sui capitoli di spesa sanitaria dovrebbe automaticamente rallegrarci? Abbiamo speso decenni a ricordare come sia importante la qualità della spesa, renderla più efficace e meno sprecona. Perché in sanità non dovrebbe valere questo principio? Certo che vale, eccome se vale, forse anche di più. Quindi se in Germania spendono di più, questo non fa del sistema sanitario tedesco automaticamente il migliore e il punto di riferimento. Bisogna andare più a fondo, smetterla di trasformare il dibattito sulla sanità in una corrida dove ci si infilza a colpi di numeri. Insomma, ci vorrebbe un po’ più di serietà.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2026/10/08/sanita-il-governo-aumenta-i-fondi-ma-gimbe-si-inventa-un-taglio-da-19mld/">Sanità: il Governo aumenta i fondi, ma Gimbe si inventa un taglio da 19mld </a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>A Lazzate per “Fare la Lega”</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2026/09/15/a-lazzate-per-fare-la-lega/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 14:50:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Federalismi]]></category>
		<category><![CDATA[il Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Bossi]]></category>
		<category><![CDATA[federalismo]]></category>
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		<category><![CDATA[nord]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La presentazione del libro di Massimiliano Romeo a Lazzate è l’occasione per riflettere sul futuro della Lega e rilanciare la battaglia federalista, a trent’anni dal 15 settembre 1996.</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2026/09/15/a-lazzate-per-fare-la-lega/">A Lazzate per “Fare la Lega”</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="wp-block-heading">Come ricordare i 30 anni da quel leggendario 15 settembre 1996? Non c’è modo migliore di evocare quello spirito riscoprendo e rinvigorendo la battaglia federalista; perché il federalismo è ideologia e identità della Lega, che è sempre stata prima di tutto una comunità politica.</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Oggi è il 15 settembre, sono passati 30 anni dal quel giorno epico del 1996, consegnato alla memoria di un movimento politico che ha scritto un pezzo di storia del novecento europeo: la Lega Nord. Sarebbe però riduttivo, e pure sbagliato, limitarsi a festeggiare questa ricorrenza scavando a piene mani nei nostri ricordi. Limitarsi a scambiarci vecchie emozioni e immagini, scolpite nei nostri cuori, di quello che fu quel giorno.</p>



<span id="more-35858"></span>



<div style="height:24px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">Dobbiamo fare ben altro per onorare tre decenni di lotta politica, senza scadere nella tentazione di darsi di gomito tra vecchi reduci, pur nella consapevolezza che le nostre radici non possono essere recise, che la nostra storia è gloriosa e ben lungi dal provocar vergogna. Perché altrimenti si esaurisce la linfa che alimenta la nostra identità, che è poi una delle cause di questa crisi politica che stiamo attraversando.</p>



<div style="height:24px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading"><mark style="background-color:#FFEE58" class="has-inline-color">QUALE MIGLIORE OCCASIONE PER CELEBRARE IL 15 SETTEMBRE?</mark></h3>



<p class="wp-block-paragraph">E allora una occasione buona per festeggiare degnamente i 30 anni dal 15 settembre 1996 è la <a href="https://amicidicesarino.it/"><strong>serata di domani sera</strong></a> a Lazzate (16 settembre ore 21.00), organizzata dall’<a href="https://amicidicesarino.it/"><strong>Associazione Amici di Cesarino</strong></a>. Il tema della serata è la presentazione del libro del Senatore Massimiliano Romeo, dal titolo abbastanza emblematico: <a href="https://www.store.rubbettinoeditore.it/catalogo/fare-la-lega/"><strong>“Fare la Lega</strong>”</a>. Perché c’è ancora tanto bisogno di Lega, quella che vuole essere ancora sindacato del territorio, continuando a presidiare temi caldi come l&#8217;immigrazione e la sicurezza, pur nel perimetro largo di un movimento nazionale.<br> La Lega che si batte per le libertà e per la rivoluzione federalista, sia in Italia che in Europa: sono le battaglie identitarie della Lega, che riassume oggi Carlo Stagnaro in un magistrale <a href="https://www.ilfoglio.it/politica/2026/09/15/news/cosa-resta-della-padania-trentanni-dopo--407545" target="_blank" rel="noopener"><strong>pezzo su il Fogli</strong></a><a href="https://www.ilfoglio.it/politica/2026/09/15/news/cosa-resta-della-padania-trentanni-dopo--407545"><strong>o</strong></a>.<br></p>



<div style="height:24px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading"><mark style="background-color:#FFEE58" class="has-inline-color">UNA LEGA SENZA FEDERALISMO NON è LEGA</mark><br></h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2026/09/MIGLO-1024x683.png" alt="" class="wp-image-35862" srcset="https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2026/09/MIGLO-1024x683.png 1024w, https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2026/09/MIGLO-300x200.png 300w, https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2026/09/MIGLO-768x512.png 768w, https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2026/09/MIGLO.png 1536w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">MIGLIO</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il federalismo è l’ideologia da cui è nato il movimento politico della Lega. Non può esistere una Lega senza federalismo, come non può esistere la socialdemocrazia senza avere come base il socialismo democratico. Non è questione di discettare se il tema sia più o meno “alla moda”, si tratta di capire quale sia l’ideologia politica da cui ci si muove verso la costruzione delle soluzioni a dei problemi reali. Quelli sì possono seguire più o meno la moda del momento: sicurezza, immigrazione, lavoro, salute. E dall’ideologia federalista, vi garantisco,  si traggono le soluzioni migliori, più moderne ed efficaci, per tutti questi problemi. E beninteso, il federalismo è cosa diversa e addirittura opposta al “decentramento”: chi confonde le due cose avrebbe ricevuto un vigoroso rimbrotto dal professor Miglio. Il federalismo è libertà, il decentramento è una gentile concessione.</p>



<div style="height:24px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading"><mark style="background-color:#FFEE58" class="has-inline-color">CHI NE FA UNA QUESTIONE PERSONALE SBAGLIA DUE VOLTE</mark></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Del resto non è un caso che Romeo, Fontana, Zaia e altri governatori abbiano animato internamente un dibattito, che ha impegnato tutta questa estate movimentata, e che alla fine girava intorno proprio alle questioni legate all’identità, al sistema valoriale e alla linea politica di una Lega che appare in una fase di smarrimento. Questioni di cui <a href="https://www.ilmonti.com/2026/06/19/ripartire-dai-sindaci-non-dagli-slogan/"><strong>ho già avuto modo</strong></a> di parlare.<br>Certo tutto questo può causare, come ha causato, qualche frizione, alcuni malumori o peggio uscite un po’ scomposte. Ci sono le elezioni politiche tra dodici mesi, le elezioni regionali subito dopo. Ma c’è un interessa più grande in ballo: il futuro della Lega. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Credo sia assolutamente responsabile l’atteggiamento di chi sente in dovere di dire che qualcosa non va, con fermezza ma senza perdere rispetto e garbo, alimentando un dibattito fatto di idee, che deve rimanere sempre costruttivo e mai distruttivo. Sempre a favore della Lega, la nostra famiglia politica, e mai contro qualcuno. Chi ne fa una questione personale sbaglia due volte, perché non può esserci nessuna questione personale che supera, nella gerarchia di importanza, le sorti della Lega e della nostra comunità politica.</p>



<div style="height:24px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2026/09/pontida-1024x683.png" alt="" class="wp-image-35863" srcset="https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2026/09/pontida-1024x683.png 1024w, https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2026/09/pontida-300x200.png 300w, https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2026/09/pontida-768x512.png 768w, https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2026/09/pontida.png 1536w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi domani a Lazzate, attorno al ricordo della figura di Cesarino, si celebra la voglia di scoprire un rinnovato spirito leghista: autentico e moderno, che non dimentica però le proprie radici. Un viatico, un sorso di pozione magica per prepararci all’evento di domenica sul sacro pratone di Pontida. Sempre con la lega nel cuore.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2026/09/15/a-lazzate-per-fare-la-lega/">A Lazzate per “Fare la Lega”</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>La questione settentrionale si aggraverà</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2026/08/04/la-questione-settentrionale-si-aggravera/</link>
					<comments>https://www.ilmonti.com/2026/08/04/la-questione-settentrionale-si-aggravera/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 17:34:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Federalismi]]></category>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[federalismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Volkswagen frana e trascina la filiera lombarda e piemontese. Affitti su dell'8%, natalità ai minimi dal dopoguerra, comuni del Nord sotto pressione. La richiesta non è un sussidio: è una ZES. E se Roma continua a fingere di non sentire, la prossima non sarà solo una voce alzata a giugno.</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2026/08/04/la-questione-settentrionale-si-aggravera/">La questione settentrionale si aggraverà</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Crisi tedesca, caro affitti, natalità a picco: perché la Lega deve tornare a interpretare il Nord, puntando su ZES,  autonomia e federalismo, prima che sia tardi</h2>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho già avuto modo di parlare di questo&nbsp;<a href="https://www.ilmonti.com/2026/06/19/ripartire-dai-sindaci-non-dagli-slogan/">inizio estate “frizzante” per la Lega</a>, con il dibattito che ha riportato la questione settentrionale a conquistare le prime pagine dei giornali. Da qualche tempo il tema ha ritrovato vigore, dentro e fuori la Lega. Romeo, Fontana e Zaia stanno semplicemente rivendicando l’imporsi di una realtà che si fa ogni giorno più concreta: qui produciamo la maggior parte della ricchezza del Paese ma per qualcuno è come fossimo una minaccia da arginare, piuttosto che una opportunità, come se non fosse sacrosanto pretendere che questa locomotiva Nord sia libera di correre.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Da quando è diventato segretario della Lega Lombarda, nel dicembre 2024, Massimiliano Romeo lo va ripetendo a ogni occasione utile, rivolgendosi anche&nbsp;<a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2024/12/15/romeo-a-salvini-parliamo-del-nord-o-perderemo-i-loro-voti_71e02475-3334-4b78-a2c4-88969a18d452.html">direttamente al segretario</a>:</p>



<span id="more-35841"></span>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;Matteo, sono sempre stato leale con te, se non parliamo più del Nord, al Nord i voti non li prendiamo più&#8221;</em></p>
<cite>Massimiliano Romeo &#8211; Dicembre 2024</cite></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo quasi due anni sarebbe riduttivo derubricare tutto a un mugugno&nbsp;<a href="http://territoriale.in/">territoriale</a>. Il Governo del resto non è rimasto fermo: in questo scampolo di estate sono finalmente arrivate anche le pre-intese sull’autonomia differenziata in Parlamento:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“sono il primo passo verso lo Stato Federale”</p>
<cite>Massimiliano Romeo in Senato</cite></blockquote>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">ha subito&nbsp;<a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2024/12/15/romeo-a-salvini-parliamo-del-nord-o-perderemo-i-loro-voti_71e02475-3334-4b78-a2c4-88969a18d452.html">chiarito il Segretario Romeo</a>. Perché questi documenti hanno un senso solo se visti come una singola tappa di un percorso più ampio, che porti ad una vera e agognata riforma della costituzione in senso federale. Se così non si inquadrano, rischiano di trasformarsi nel solito rituale con cui Roma “compra del tempo”. E qui, dobbiamo rendercene conto, il tempo è sempre più scarso. Per questo dobbiamo dircelo chiaramente: quel copione stavolta non può bastare. La questione settentrionale non si sgonfia con un semplice titolo di giornale. Non sarà il solito mugugno che poi il lunedì torniamo tutti in bottega a lavorare, fatturare e pagare le tasse. Purtroppo le prospettive sono fosche, e la crisi del Nord rischierà di aggravarsi. Nelle prossime righe cercherò di spiegare il perché di questo mio pessimismo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h3 class="wp-block-heading"><mark style="background-color:#fdf9ae" class="has-inline-color">Culle vuote, un Nord che invecchia mentre lavora</mark></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Partiamo dal principio, da uno dei fondamentali per osservare il futuro di un popolo: la sua demografia. Qui arriva già il primo duro colpo, quello che raramente fa notizia, ma che peggiora giorno dopo giorno.&nbsp;<a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2026/07/28/nel-2025-in-italia-nati-solo-355mila-bambini-toccato-un-nuovo-minimo_6ad38616-8a91-4f3e-9f00-a12c8fbf1b26.html">Nel 2025 in Italia sono nati 355 mila bambini</a>. Il numero più basso dal dopoguerra. Il tasso di fecondità è sceso a 1,14 figli per donna, quando per tenere in piedi una popolazione ne servirebbero 2,1. E’ la prova che si sta smettendo di credere nel proprio futuro. E le regioni del Nord, quelle più ricche, quelle con più occupazione, sono anche quelle dove il costo della vita e della casa scoraggiano maggiormente la genitorialità. Non è un caso che&nbsp;<a href="https://www.adnkronos.com/cronaca/italia-2026-cresce-la-popolazione-straniera-soprattutto-al-nord-e-cala-la-natalita_36ate1lBJQfx3hIl1LRhgH">la popolazione italiana regga solo grazie ai flussi migratori, con oltre 5,5 milioni di stranieri residenti concentrati soprattutto proprio nelle regioni settentrionali</a>. Questo non può essere un modello sostenibile di sviluppo, anche perché questi flussi migratori non sono scevri da problemi. Qui arrivano i primi nodi nel pettine, quei nodi che a sinistra si preferisce non vedere: più immigrazione al Nord significa più pressione sui servizi sociali dei comuni. Asili, case popolari, mediazione culturale, sicurezza urbana: tutto pesa sui bilanci comunali di Lombardia, Veneto, Piemonte, mentre le culle restano vuote. Il risultato è una tensione sociale che cresce silenziosa nei quartieri, nelle scuole, nei pronto soccorso, e che una parte della politica nazionale continua a raccontare come se fosse un problema esclusivamente ideologico, e non anche un problema sociale reale, quotidiano, misurabile in euro e in conti che faticano a tornare, se non dopo drastici tagli.</p>



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<h3 class="wp-block-heading"><mark style="background-color:#fdf9ae" class="has-inline-color">Quando la Germania starnutisce, la Pianura Padana si becca la polmonite</mark></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Trasferiamoci per un attima a Wolfsburg, Bassa Sassonia, comune autonomo nel circondario di Helmstedt: quì ha sede uno dei più grandi complessi automobilistici al mondo, quello di Volkswagen. Ed è proprio da qui che iniziamo ad accorgerci che attorno al nostro collo si stringe una corda che potrebbe presto strangolarci. il Gruppo Volkswagen, tra i più grandi al mondo nel settore automotive, non è semplicemente alle prese con una fase congiunturale difficile: <a href="https://www.quattroruote.it/news/industria-finanza/2026/06/19/volkswagen_piano_2030.html">sta letteralmente franando</a>. La Cina oggi produce batterie a costi così bassi che a Berlino non riescono nemmeno a stamparne il numero su un foglio Excel, perché se ne vergognerebbero troppo. La Cina controlla da sola oltre il 70-75% della catena del valore globale delle batterie, generando pure una sovracapacità produttiva che deprime ulteriormente i prezzi. E chi pagherà il conto salato di questa enorme scommessa persa sull&#8217;elettrico? Di sicuro non saranno solo gli operai di Wolfsburg. Già sappiamo che Ducati e Lamborghini <a href="https://www.corriere.it/economia/finanza/26_luglio_20/lamborghini-e-ducati-in-vendita-e-la-crisi-volkswagen-perche-i-sindacati-temono-l-addio-al-gigante-tedesco-b00bee65-26e6-4428-a629-632e12d56xlk.shtml">verranno presto cedute</a>, ma non sarà solo questo (eh magari!) il conto della crisi che dovrà pagare l’Italia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo errore lo pagheranno sicuramente&nbsp;<a href="https://www.businessonline.it/news/le-aziende-e-i-lavoratori-in-piemonte-lombardia-emilia-romagna-che-rischiano-con-la-crisi-e-i-tagli-di-volkswagen-2026-2027_n85734.html">i centocinquanta fornitori piemontesi che vivono di ordini Volkswagen</a>, così come&nbsp;<a href="https://www.autotoday.it/notizie/mercato-auto/crisi-volkswagen-2026-2027-le-aziende-e-i-lavoratori-piu-esposti-tra-piemonte-lombardia-ed-emilia-romagna/">le centinaia di aziende lombarde</a>&nbsp;che producono cablaggi, componenti in plastica, sistemi di climatizzazione, tutti per il cliente teutonico che oggi annuncia drastici tagli e domani, quasi sicuramente, inizierà a chiuderà gli impianti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Purtroppo il Nord industriale italiano ha una legame storico e tradizionale con la manifattura tedesca. Lo sapevano già i nostri bisnonni nei primi del ‘900, così come i nostri genitori hanno fatto fortuna negli anni ‘80 e ‘90 con la Germania. Per questo si dice che che quando la Germania starnutisce, la pianura padana si becca una bella polmonite. Peccato che questa volta appare molto di più di un banale raffreddore stagionale. È una crisi epocale e strutturale, crisi conclamata di un modello che ha inseguito l&#8217;ideologia verde più della realtà dei costi, e ora il conto arriva a tutti, picchiando sui denti di chi in quella filiera ci lavora. Il sistema industriale del Nord non sarà più lo stesso dopo questa crisi, ne uscirà certamente diverso, magari anche più forte e resiliente nel lungo periodo, ma nel breve la crisi picchierà duramente.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2026/08/Immagine-Codex-4-ago-2026-19_31_47-1024x683.png" alt="locomotiva nord" class="wp-image-35852" srcset="https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2026/08/Immagine-Codex-4-ago-2026-19_31_47-1024x683.png 1024w, https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2026/08/Immagine-Codex-4-ago-2026-19_31_47-300x200.png 300w, https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2026/08/Immagine-Codex-4-ago-2026-19_31_47-768x512.png 768w, https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2026/08/Immagine-Codex-4-ago-2026-19_31_47.png 1536w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



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<h3 class="wp-block-heading"><mark style="background-color:#fdf9ae" class="has-inline-color">L’inevitabile transfer politico</mark></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Tutte queste conseguenze subiranno un prevedibile transfer sul piano politico. Guardiamo ancora la Germania: nella provincia di Helmstedt – Wolfsburg, da sempre contesa tra CDU e SPD, è l’AFD&nbsp;&nbsp;<a href="https://nowcast-eu.github.io/Germany/">oggi ad essere accreditata</a>&nbsp;di oltre il 30%, ovvero di gran lunga il primo partito. Una crescita enorme nell’ultimo anno, visto che solo nelle ultime politiche del 2025&nbsp;<a href="https://www.bundeswahlleiterin.de/en/bundestagswahlen/2025/ergebnisse/bund-99/land-3/wahlkreis-51.html">ha raccolto il 22,1%</a>. (+ 8,9%). L’avanzata dell’AFD nelle zone dell’ex DDR è addirittura impressionante, ormai secondo i sondaggi odierni raccoglie stabilmente la metà dei votanti, con le province del Sächsische&nbsp;<a href="https://nowcast-eu.github.io/Germany/">Schweiz-Osterzgebirge e del Görlitz dove siamo addirittura al 60%</a>. Alternative für Deutschland è un partito che è stato allontanato nel 2024 dal gruppo Europeo Identità e Democrazia (ID) per le sue posizioni filo naziste, oggi in Parlamento Europeo siede accanto a Futuro Nazionale di Vannacci. Anche se la mia impressione è che i continui tentativi di scioglimento e messa al bando dell’AFD,&nbsp;<a href="https://it.euronews.com/my-europe/2026/08/04/germania-associazione-di-avvocati-di-berlino-lancia-nuova-iniziativa-per-mettere-al-bando-">l’ultimo giusto in questi giorni</a>, così come la campagna di demonizzazione della sinistra, non faccia altro che ingrossare il fenomeno. Le idee cattive si combattono con le idee buone, non con i tribunali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C’è però un aspetto per noi interessante di questa crescita dell’estrema destra tedesca: la vittima principale dell’imperiosa ascesa dell’AFD non è la forza moderata di centro destra, ovvero la CDU/CSU, che al contrario tiene in molte aree del paese, piuttosto a soccombere sono le forze di sinistra. SPD e Verdi non riescono più a primeggiare praticamente in nessuna area della Germania, fatta eccezione per le città metropolitane, che varrebbero però un discorso a parte (anche in italia). Non possiamo prevedere cosa accadrà nello scenario politico italiano e del nord, ma l’esempio della Germania non può essere ignorato: alla crescita dell’ultra destra si accompagna la vittoria della forza di centro destra più moderata.</p>



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<h3 class="wp-block-heading"><mark style="background-color:#fdf9ae" class="has-inline-color">Un caro vita che al Nord schiaccia tutti</mark></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Ma non c’è solo una crisi della manifattura all’orizzonte. C’è un problema che ogni famiglia si trova in tavola tutti i giorni: un caro vita che è ancora più caro del resto d’Italia.&nbsp;<a href="https://www.idealista.it/news/immobiliare/residenziale/2026/07/06/400473-aumento-affitto-2026-come-si-calcola-l-adeguamento-istat-e-le-regole">I nuovi contratti di locazione nelle città del Nord sono saliti dell&#8217;8,1% in un anno</a>. Chi rinnova un vecchio contratto si porta a casa aumenti che oscillano tra il 4% e l&#8217;8%, decine di euro al mese che si liquidano come &#8220;adeguamento&#8221;, ma che nella vita reale si traducono in &#8220;meno soldi per tutto il resto&#8221;. E il resto, intanto, costa di più: energia, spesa, mutuo per chi ce l&#8217;ha, il sogno di comprare casa per chi non ce l&#8217;ha ancora. Il paradosso è stridente: la regione che produce di più è quella dove è più difficile permettersi di vivere. Le imprese lombarde e venete non trovano manodopera non perché manchi voglia di lavorare, ma perché un operaio non riesce più a permettersi un monolocale vicino alla fabbrica in cui dovrebbe entrare alle sei del mattino. Per non parlare del comparto pubblico, dove i rigidi paletti dei contratti nazionali rendono impossibile trovare figure professionali specializzate: ragionieri, geometri, assistenti sociali, per i comuni del nord assumere qualcuno è diventato quasi impossibile. E nonostante questo scenario, ogni proposta di discutere di stipendi legati al costo della vita delle diverse aree del paese&nbsp;<a href="https://www.flcgil.it/comunicati-stampa/scuola-gabbie-salariali-dal-governo-solo-risposte-che-dividono-il-paese-ci-opporremo-fermamente.flc?__no_mobile=1">è respinta quasi con orrore</a>. E come si pensa di risolvere questa conclamata ingiustizia? Lavoratori che compiono le stesse mansioni ma che, complice il più alto costo della vita, al Nord vengono pagati meno.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2026/08/Immagine-Codex-4-ago-2026-19_31_53-1024x683.png" alt="caro vita" class="wp-image-35851" srcset="https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2026/08/Immagine-Codex-4-ago-2026-19_31_53-1024x683.png 1024w, https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2026/08/Immagine-Codex-4-ago-2026-19_31_53-300x200.png 300w, https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2026/08/Immagine-Codex-4-ago-2026-19_31_53-768x512.png 768w, https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2026/08/Immagine-Codex-4-ago-2026-19_31_53.png 1536w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading"><mark style="background-color:#fdf9ae" class="has-inline-color">Una ZES del Nord: non chiediamo sussidi, vogliamo correre liberi</mark></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Ma al Nord per fortuna non manca la voglia di riscatto, ben lontani dall’idea di piagnucolare. Nessuno pensa di chiedere l&#8217;elemosina, si chiede una cosa in fondo banale: essere lasciati liberi di correre, con l’autonomia differenziata, con il federalismo e anche attraverso una Zona Economica Speciale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una ZES non è uno slogan: è un perimetro geografico dentro cui le imprese ottengono benefici reali: può essere un credito d&#8217;imposta sugli investimenti in macchinari e immobili, un taglio dell&#8217;imposta sui redditi per le aziende che avviano una nuova attività, ma soprattutto una sforbiciata secca alla burocrazia: un terzo in meno di tempo per le autorizzazioni ambientali ed edilizie, dimezzamento dei tempi quando servono più enti a dare il via libera, uno sportello digitale unico al posto della snervante gimkana tra Regione, Provincia e Ministero. In cambio l&#8217;azienda si impegna a restare nel territorio, senza spostarsi armi e bagagli all’estero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le ZES in Italia esistono già. Coprono Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, dal 1 gennaio 2024 riunite nella ZES Unica del Mezzogiorno. Otto regioni del Sud hanno agevolazioni fiscali e semplificazioni che in Lombardia, in Veneto, in Piemonte non esistono nemmeno sulla carta. Non è un caso che sia stato proprio Romeo, dai banchi del Senato, a chiedere pubblicamente al governo di&nbsp;<a href="https://www.ilgiorno.it/economia/zes-nors-vrifeiuq">estendere la ZES anche alla Lombardia</a>, ricordando che da sola questa regione produce il 22% del PIL nazionale e che le imprese lombarde di confine, quelle che lavorano a un passo dalla Svizzera, competono ogni giorno con cantoni che offrono fiscalità più leggera e meno carta bollata. Non stiamo dunque chiedendo un privilegio nuovo per il Nord: stiamo chiedendo che uno strumento già esistente, già collaudato, già finanziato dallo Stato per otto regioni, venga riconosciuto anche a chi quello Stato lo tiene in piedi con le tasse. Non è un capriccio identitario. È pragmatismo: non facciamo girare al minimo un motore da 12 cilindri, perché se lo lasciamo accelerare ne beneficiamo tutti.</p>



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<h3 class="wp-block-heading"><mark style="background-color:#fdf9ae" class="has-inline-color">Se non si scioglie il nodo, il Nord esploderà</mark></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Questi sono problemi politici reali, concreti, buoni per costruirci due programmi elettorali, non uno, per i prossimi dieci anni. Perché se non ci si prende cura del Nord succede quello che sta già iniziando a succedere sottotraccia: le imprese guardano oltre confine, verso una Svizzera, un&#8217;Austria, o l’est Europa che offrono in un mese quello che qui non si ottiene in un anno di permessi. I giovani più formati se ne vanno, non perché non amino la propria terra, ma perché quella terra non offre loro né una casa a un prezzo onesto né la certezza di poter mettere su famiglia senza sacrificare tutto il resto. Le città si svuotano di quell&#8217;energia che le ha rese ricche, e magari rimaniamo con un esercito di immigrati poco formati e che accentuano disagi e problemi sociali e di sicurezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se c’è ancora un territorio che produce e non vede il frutto di ciò che produce, questa frattura non potrà restare orfana politicamente: sta a noi tornare a rappresentare con convinzione e con forza questo elettorato. Senza abbandonare i temi della sicurezza e del contrasto all’immigrazione, sui cui abbiamo sempre lavorato per dare risposte concrete, pragmatiche, serie e attuabili. Senza nemmeno abbandonare l’idea di un partito nazionale, perché in ogni territorio italiano c’è lo spazio e la voglia di avere una forza politica che sia sindacato del proprio territorio, trovandosi poi uniti su tematiche di carattere generale e nazionale.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2026/08/04/la-questione-settentrionale-si-aggravera/">La questione settentrionale si aggraverà</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Le Lega nel futuro: ripartire dai sindaci, non dagli slogan</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 10:21:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Federalismi]]></category>
		<category><![CDATA[il Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È un inizio estate di passione per la Lega e per noi che le vogliamo bene. "Rivoluzione Lega", titolava la prima pagina di Libero di venerdì 5 giugno. Sono trascorse due settimane, passando attraverso una "vivace" seduta del Consiglio Federale della Lega, quotidiane rassegne stampa, retroscena a profusione, per ritrovarci ancora con quella parola "rivoluzione", a corollario della descrizione di una fase politica interna descritta come di "distruzione creativa". Copyright di Massimo Garavaglia, in una breve intervista pubblicata ieri su Repubblica.</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2026/06/19/ripartire-dai-sindaci-non-dagli-slogan/">Le Lega nel futuro: ripartire dai sindaci, non dagli slogan</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><br><em>Mentre viviamo una fase di &#8220;distruzione creativa&#8221;, la vera forza della Lega resta il radicamento locale<br></em></h2>



<p class="wp-block-paragraph">È un inizio estate di passione per la Lega e per noi che le vogliamo bene. &#8220;Rivoluzione Lega&#8221;, titolava la prima pagina di Libero di venerdì 5 giugno. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono trascorse due settimane, passando attraverso una &#8220;vivace&#8221; seduta del Consiglio Federale della Lega, quotidiane rassegne stampa, retroscena a profusione. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto per ritrovarci ancora con quella parola &#8220;rivoluzione&#8221;, a corollario della descrizione di una fase politica interna descritta come di &#8220;distruzione creativa&#8221;. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Copyright di Massimo Garavaglia, in una <a href="https://www.dagospia.com/politica/garavaglia-distruzione-creativa-lega-sembriamo-pd-c-e-casino-salvini-477729">breve intervista</a> pubblicata ieri su Repubblica.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<span id="more-35834"></span>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>«Una rivoluzione, ogni tanto ci vuole e adesso ci sarà, è nell&#8217;interesse di tutti. Soprattutto di Matteo Salvini».</p><cite><strong><em>Massimo Garavaglia su Repubblica</em></strong></cite></blockquote></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Frasi nette e decise, che lasciano davvero poco spazio all&#8217;immaginazione. Il clima è questo qui. La discesa in campo di Zaia, insieme agli altri governatori, da mesi in silenzioso pressing per spingere a un cambio di rotta, è il segnale che da qui al 2027 la Lega vuole tornare ad essere protagonista. Significa che in via Bellerio non ci si rassegna al declino dei sondaggi. E questa è una notizia positiva. Il quando e il come è tutto però ancora da scoprire e appare non poco complicato da definire.</p>



<div style="height:23px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading is-style-text-display has-accent-1-background-color has-background is-style-text-display--1" style="padding-top:0;padding-right:0;padding-bottom:0;padding-left:0"><strong>QUALE SPAZIO POLITICO CI LASCIA IL TRADIMENTO DI VANNACCI?</strong></h3>



<div style="height:23px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">Cominciamo a mettere in fila le cose certe, i dati di fatto. Il Congresso di Firenze, che sancì l&#8217;ingresso ufficiale del Generale Vannacci ai vertici della Lega, con la sua nomina a vice Segretario Federale, è ormai inevitabilmente consegnato alla storia. Vannacci se n&#8217;è andato, inseguendo il sogno di creare da solo un partito di estrema destra in Italia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La traiettoria che il generale ha impostato fin dal suo esordio in politica portava a questo epilogo, così come credo che in futuro porterà a una sua corsa solitaria alle politiche 2027, fuori dal centro destra, con l&#8217;idea di capitalizzare un&#8217;intera legislatura (che non per forza durerà cinque anni) dai banchi dell&#8217;opposizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto questo costringe la Lega a una riflessione e, probabilmente, a una scelta non facile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È ancora utile contendersi con Vannacci quello spazio politico, a destra della Meloni, che rischia di risultare molto affollato e per di più con risicati margini di manovra? La situazione di oggi, sia nei sondaggi che nelle urne, pone seri dubbi sulla possibilità di competere a destra della Meloni.</p>



<div style="height:23px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading is-style-text-display has-accent-1-background-color has-background is-style-text-display--2" style="padding-top:0;padding-right:0;padding-bottom:0;padding-left:0"><strong>SIAMO SOTTO IL CONSENSO DEL 2017, ANNO DELLA CANCELLAZIONE DEL NORD</strong></h3>



<div style="height:23px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">Questa è la fotografia dell&#8217;andamento del consenso, rilevato dai sondaggi dal 2017 a oggi, che ho voluto ritracciare in questo grafico.<br></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="530" src="https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2026/06/lega_fdi_ilmonti_3-1024x530.png" alt="sondaggio" class="wp-image-35835" srcset="https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2026/06/lega_fdi_ilmonti_3-1024x530.png 1024w, https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2026/06/lega_fdi_ilmonti_3-300x155.png 300w, https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2026/06/lega_fdi_ilmonti_3-768x398.png 768w, https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2026/06/lega_fdi_ilmonti_3-1536x796.png 1536w, https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2026/06/lega_fdi_ilmonti_3-2048x1061.png 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il 2017 non è una data a caso nella lunga storia della Lega: fu nell&#8217;autunno di quell&#8217;anno che si ufficializzò la <a href="https://www.corriere.it/politica/17_ottobre_28/lega-toglie-parola-nord-calderoli-salvini-bossi-71d8cdd6-bb4e-11e7-8ef5-94a13146dc45.shtml" target="_blank" rel="noopener" title="">cancellazione della parola Nord</a> dal simbolo. Una scelta che andava ben al di là del semplice significato semantico. Il rischio di snaturare e indebolire l&#8217;identità di un movimento politico, addirittura di intaccare le basi di un&#8217;intera comunità politica com&#8217;è sempre stata la Lega, era molto alto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le conseguenze, a lungo andare, potevano essere potenzialmente nefaste: proprio qui in questo spazio libero del mio blog, <a href="https://www.ilmonti.com/2017/02/24/nord-non-solo-questione-nome/" target="_blank" rel="noopener" title="">ne avevo scritto a febbraio di quell&#8217;anno</a> (leggerle a quasi dieci anni di distanza, fa un certo effetto). Per un breve periodo la sbornia elettorale e di consensi, davvero formidabile e sicuramente merito dell&#8217;impegno del Segretario Federale Matteo Salvini, ha oggettivamente nascosto alla nostra vista le conseguenze con cui oggi siamo costretti a fare i conti. Siamo un movimento politico che si sente orfano di un&#8217;identità: abbiamo archiviato la nostra, forse con troppa fretta, senza essere riusciti a costruirne un&#8217;altra altrettanto solida.</p>



<div style="height:23px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading is-style-text-display has-accent-1-background-color has-background is-style-text-display--3" style="padding-top:0;padding-right:0;padding-bottom:0;padding-left:0"><strong>PER TUTTI BISOGNA CAMBIARE: MA COME?</strong></h3>



<div style="height:23px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">Ed ecco allora che tutti si interrogano. Un cambio, un colpo di reni, una sterzata, oppure una &#8220;rivoluzione&#8221; per dirla alla Garavaglia. Nella Lega a molti pare assolutamente necessaria, per qualcuno un intervento ora sarebbe addirittura tardivo. La sensazione comune è che l&#8217;immobilismo, il tirare a campare fino alle politiche, travolgerebbe la Lega, presa in mezzo tra il consenso e l&#8217;apprezzamento della Meloni (quindi Fratelli d&#8217;Italia) e dell&#8217;arrembante Vannacci (Futuro Nazionale).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si fa però in fretta a dire &#8220;cambiamo&#8221;, ma come? Si accendono le suggestioni, le speranze e le intenzioni di ritornare a quella che è sempre stata la Lega: un movimento politico radicato sul territorio, post-ideologico, trasversale per sua natura, spinto dall&#8217;azione degli amministratori locali, un concentrato di puro pragmatismo politico, una forza nata per difendere il proprio territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nessuna operazione nostalgia, piuttosto una ristrutturazione politica per creare la Lega del futuro. Un partito moderno, che si mette in gioco sulle enormi sfide del futuro: per parlare ai giovani, ai lavoratori, alle partite IVA e agli imprenditori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È la soluzione lanciata da Zaia, che traccia anche una strada, un metodo: da mesi ripete il suo progetto di sdoppiare la Lega sul modello CSU bavarese e CDU, dove si tratteggerebbero due partiti autonomi. La CSU e la CDU tedesche sono legate unicamente da un accordo nel Bundestag, dove costituiscono un gruppo unico, oltre a un patto di desistenza locale. (Per chi volesse conoscere meglio la storia e il funzionamento del modello CDU e CSU, rimando a <a href="https://www.ilmonti.com/2026/01/12/il-modello-bavarese-spiegato-bene-e-perche-se-ne-parla-anche-in-italia/" target="_blank" rel="noopener" title="">questo approfondimento</a>, dove è tutto spiegato). Un modello che rende bene l&#8217;idea e la direzione su cui Zaia ipotizza di condurre la Lega di domani: il sindacato del territorio.</p>



<div style="height:23px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading is-style-text-display has-accent-1-background-color has-background is-style-text-display--4" style="padding-top:0;padding-right:0;padding-bottom:0;padding-left:0"><strong>ABBIAMO UNA GRANDE FORZA DA CUI RIPARTIRE: I NOSTRI SINDACI</strong></h3>



<div style="height:23px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">In una fase di oggettiva debolezza per la Lega, c&#8217;è una forza integra e non ancora ammaccata, diremmo un asset sano se stessimo parlando di un&#8217;azienda, che sarebbe un delitto disperdere: le centinaia di Sindaci (duecento solo in Lombardia) militanti della Lega, che ogni giorno lavorano per difendere le proprie comunità e marcare politicamente il loro territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono Sindaci che sempre più spesso, talvolta a malincuore, si sono trovati costretti in questi ultimi anni a presentarsi sotto insegne civiche, pur da militanti della Lega. Perché un Sindaco, soprattutto nelle piccole realtà che sono la quasi totalità dei comuni, può difficilmente permettersi di stare all&#8217;estrema destra. Deve riuscire a interpretare un messaggio politico capace di sedurre elettorati magari di estrazione diversa, che però ne condividono l&#8217;efficacia amministrativa. </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">È in quella dimensione, molto territoriale, dove si può tornare a consolidare il nostro consenso politico, su un terreno dove abbiamo sempre dimostrato di avere pochi rivali. Dove abbiamo ancora un esercito di amministratori pronti, lucidi e capaci. Luca Zaia, che ha guidato il clamoroso successo di questo modello di Lega territoriale in Veneto, volata al 36,3% alle regionali, potrebbe sicuramente esserne il miglior alfiere e uomo immagine della ripartenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa possibilità ha però una data di scadenza molto evidente: le amministrative della primavera del 2027. Andranno al rinnovo oltre 1000 amministrazioni comunali; arrivarci senza cambiare nulla significherebbe perdere molti di questi sindaci. Sabotare anche l’ultimo asset funzionante del movimento.</p>



<div style="height:23px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading is-style-text-display has-accent-1-background-color has-background is-style-text-display--5" style="padding-top:0;padding-right:0;padding-bottom:0;padding-left:0"><strong>SICUREZZA E IMMIGRAZIONE SARANNO SEMPRE DELLE PRIORITÀ</strong></h3>



<div style="height:23px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">Puntare sui sindaci e su un movimento politico territoriale avrebbe pure un ulteriore aspetto positivo: parlare di sicurezza e immigrazione dalla privilegiata posizione di chi vive sul campo, e non nei palazzi. Sicurezza e immigrazione sono due temi nostri da sempre, perché se vuoi essere l&#8217;alfiere del tuo territorio, della tua comunità, non puoi esimerti dal difenderla, dal voler costruire un luogo in cui si possa vivere in maniera sicura, serena e felice.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo abbiamo sempre fatto e continueremo a farlo. In maniera concreta, pragmatica, schierando i nostri sindaci e proponendo di dare loro magari più poteri. Senza invocare soluzioni facili ma concretamente irrealizzabili, tipo il lancio di paracadutisti contro gli scippatori e i maranza o carri armati per sparare nelle città che nemmeno Bava Beccaris. Inseguire la politica di slogan, sparate e parole ad effetto non è solo sbagliato, ma porterebbe la sfida sul terreno più congeniale al Generale. Lui lo sa bene, perché nell&#8217;enorme tempo libero che ha a disposizione un soldato senza guerre, due lezioni base di Sun Tzu o Carl von Clausewitz le avrà pure imparate: far scegliere agli altri il campo di battaglia sarebbe un grave errore.&nbsp;</p>



<div style="height:23px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2026/06/19/ripartire-dai-sindaci-non-dagli-slogan/">Le Lega nel futuro: ripartire dai sindaci, non dagli slogan</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Pedaggio superstrada: ecco tutta la verità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Feb 2026 18:06:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La storia completa del futuro pedaggio su un tratto della Milano-Meda: dal 1990 ad oggi, chi ha deciso e cosa, soprattutto perché i cittadini devono pagare la tratta B2 di Pedemontana. Spoiler: la Lega non c&#8217;entra nulla. Sulle soluzioni possibili per difenderci dal pedaggio ne ho già parlato, intanto prosegue l&#8217;azione dei 14 Sindaci che [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2026/02/15/pedaggio-superstrada-ecco-tutta-la-verita/">Pedaggio superstrada: ecco tutta la verità</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center is-style-default">La storia completa del futuro pedaggio su un tratto della Milano-Meda: dal 1990 ad oggi, chi ha deciso e cosa, soprattutto perché i cittadini devono pagare la tratta B2 di Pedemontana. Spoiler: la Lega non c&#8217;entra nulla.<br></h2>



<div style="height:29px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">Sulle soluzioni possibili per difenderci dal pedaggio ne <a href="https://www.ilmonti.com/2024/05/16/pedemontana-superstrada-a-pedaggio-serve-un-fronte-comune-dei-sindaci/" target="_blank" rel="noopener" title="">ho già parlato</a>, intanto prosegue l&#8217;azione dei 14 Sindaci che <a href="https://www.consiglio.regione.lombardia.it/wps/wcm/connect/78d0ce50-db0e-4f17-8235-38615326b4a6/33-+audizione+11+dicembre+2025+-+ore+10.30.pdf?MOD=AJPERES" target="_blank" rel="noopener" title="">sono giunti in audizione</a> in Consiglio Regionale. Sicuramente ne parleremo ancora in futuro; ma oggi vogliamo concentrarci su una importante operazione verità. Perché ormai sul tema del pedaggio della Milano-Meda (in realtà di un solo pezzo di 10km), si stanno esercitando un po&#8217; tutti i partiti politici: di minoranza, di maggioranza, di destra e di sinistra. Talvolta è quasi esilarante vedere come ognuno abbia la sua soluzione in tasca: facile, facile. Così elementare che uno, davvero, non riesce a capacitarsi del perché nessuno prima ci abbia mai pensato. Purtroppo c&#8217;è sempre un perché, ovviamente, ma per la propaganda questo non conta. <br></p>



<span id="more-35751"></span>



<p class="wp-block-paragraph">E così assistiamo alle performance di quelli che <a href="https://www.ilcittadinomb.it/news/cronaca/milano-meda-nuova-petizione-contro-la-tassa-pedemontana/" target="_blank" rel="noopener" title="">raccolgono le firme</a> per non pagare il pedaggio dell&#8217;autostrada (e chi non vorrebbe non pagare i pedaggi? Firmerei anche io per avere tutte la autostrade gratis!), chi dice che <a href="https://www.ilcittadinomb.it/news/cronaca/pedemontana-i-sindaci-della-b2-ribadiscono-contrari-al-pedaggiamento-della-milano-meda/" target="_blank" rel="noopener" title="">i residenti del proprio comune non devono pagare</a>, gli altri invece sì, perché in fondo chi se ne frega degli altri? Addirittura c&#8217;è chi dice che <a href="https://www.monzatoday.it/politica/fermare-pedemontana-come-ponte-stretto-messina.html" target="_blank" rel="noopener" title="">non va fatta Pedemontana</a>, anche se ormai i cantieri sono aperti e una tratta è in esercizio da anni. Il solito caravanserraglio della politica italiana.</p>



<div style="height:29px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Tutti parlano, pochi conoscono: come spesso accade.</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Questo perché il livello di conoscenza del progetto è purtroppo drammaticamente basso, così come pochi conoscono motivi e responsabili che ci hanno condotto a questo contestato pedaggio. Pensate che c&#8217;è chi, addirittura, confonde il tratto di superstrada che verrà pedaggiato, organizzando <a href="https://citynews-monzatoday.stgy.ovh/~media/horizontal-hi/38212759907647/presidio-milano-meda-patto-nord.jpg" target="_blank" rel="noopener" title="">manifestazioni a ridosso di un tratto di Milano-Meda</a> in cui il pedaggio in realtà non ci sarà: praticamente il circo Barnum della politica!</p>



<p class="wp-block-paragraph">E questo pressappochismo si traduce in una orgia di prese di posizione, che poi alla fine non sono altro che una presa per i fondelli dei cittadini, a cui si fa bere di tutto, senza che nessuno sappia o sia in grado di dire la verità. Invece <a href="https://www.ilmonti.com/tutti-gli-articoli-in-brianza/" target="_blank" rel="noopener" title="">su queste pagine</a>, come ben sapete voi pochi coraggiosi che avete la sventura di seguirmi da tempo, si è sempre cercato di far prevalere la verità sulla demagogia, anche a costo di perdere qualche voto.</p>



<div style="height:29px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Tutti se lo domandano: ma com&#8217;è possibile aver pensato di trasformare la Milano-Meda in autostrada a pedaggio?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Perché quando si parla di Pedemontana, tra le tante polemiche spesso speciose e gratuite, quella sul pedaggio della tratta B2 lascia molti cittadini giustamente sconcertati, oltreché incazzati.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Le domande sono sempre le stesse: perché dobbiamo pagare per una strada che già esiste? Ma com&#8217;è possibile che qualcuno abbia pensato di cancellare un tratto di Milano-Meda, per sostituirla con una autostrada a pagamento? Come diavolo è potuto accadere che si sia arrivati a questa proposta progettuale? Come è stato possibile arrivare a una così contestata, e contestabile, decisione? E soprattutto, di chi è la responsabilità di una scelta che oggi fa imbestialire tutti quanti?</p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-794e3cfa wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:50%">
<figure class="wp-block-pullquote has-x-large-font-size"><blockquote><p><em><strong>Come diavolo è potuto accadere che si sia arrivati a questa proposta progettuale?</strong></em></p></blockquote></figure>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:50%">
<p class="has-text-align-right wp-block-paragraph">Siccome chi è impegnato a fare propaganda spicciola, sempre condita di balle e inesattezze, non è interessato a rispondere a queste domande, tocca ancora una volta farlo a noi. Armandoci di pazienza.</p>
</div>
</div>



<p class="wp-block-paragraph">Perché purtroppo di risposte facili non ce ne sono, specie per questioni così complesse. Dobbiamo iniziare a riavvolgere il nastro di questa lunga storia e partire alla scoperta della verità su questa famigerata B2.</p>



<figure class="wp-block-image size-large" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2026/02/pede2-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-35759" srcset="https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2026/02/pede2-1024x683.jpg 1024w, https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2026/02/pede2-300x200.jpg 300w, https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2026/02/pede2-768x512.jpg 768w, https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2026/02/pede2.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<div style="height:29px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Notti magiche inseguendo&#8230; una autostrada</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Da dove cominciamo? Dove fissiamo il primo chiodo delle innumerevoli tappe dell&#8217;accidentato percorso di questa Pedemontana Lombarda?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si parte da lontano, perché la convenzione originaria, di quell&#8217;autostrada che si chiama tecnicamente &#8220;Collegamento autostradale Dalmine &#8211; Como &#8211; Varese &#8211; valico del Gaggiolo&#8221;, è stata stipulata tra A.N.A.S. e APL (Autostrada Pedemontana Lombarda) il 29 maggio 1990.</p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-794e3cfa wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:50%">
<p class="wp-block-paragraph">Un viaggio nel tempo che ci riporta a 36 anni fa, quando stavano per iniziare le &#8220;Notti Magiche&#8221; di Italia &#8217;90, Van Basten vinceva il titolo di capocannoniere con 19 reti e Giulio Andreotti guidava il suo VI governo. La Lega, che spesso viene additata come unica colpevole, muoveva i primi passi nella politica che conta e non governava né a Roma né in Lombardia.</p>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:50%">
<figure class="wp-block-pullquote has-x-large-font-size"><blockquote><p><em><strong>Venne eletto per la prima volta: Pietro Luigi Ponti. Rimarrà Sindaco di Cesano, un comune cruciale nella storia della tratta B2 di Pedemontana, per i successivi 14 anni, fino al 2004.</strong></em></p></blockquote></figure>
</div>
</div>



<p class="wp-block-paragraph">Qualche settimana prima, il 6 maggio 1990, si svolsero le elezioni amministrative in molti comuni della Brianza. Anche a Cesano Maderno, dove la Democrazia Cristiana colse il 40,41% dei voti e un giovane Sindaco venne eletto per la prima volta: Pietro Luigi Ponti, per tutti solo Gigi. Rimarrà Sindaco di Cesano, un comune cruciale nella storia della tratta B2 di Pedemontana, per i successivi 14 anni, fino al 2004.</p>



<div style="height:29px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Dal 1990 al 2003: niente Milano-Meda</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo l&#8217;approvazione della prima convenzione, i successivi anni sono stati interessati da una intensa attività politica e istituzionale, dove si è cominciato a sviluppare le varie ipotesi progettuali del tracciato. Il dialogo tra Regione Lombardia e i vari enti territoriali, Comuni e Province, è proseguito anche con l&#8217;approvazione di diversi protocolli d&#8217;intesa e documenti di indirizzo per arrivare all&#8217;individuazione di una scelta progettuale condivisa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In tutti questi anni, dal 1990 al 2003, si dibatte lungamente sul tracciato che dovrà avere la nuova autostrada. Tutte le soluzioni progettuali in discussione prevedevano che, dall&#8217;attuale arrivo della Tratta C a Binzago di Cesano Maderno, si sarebbe proseguiti linearmente in direzione ovest, per poi innestarsi sull&#8217;Autostrada A9 poco a sud di Saronno, all&#8217;altezza dello svincolo di Origgio/Uboldo. Niente sovrapposizioni con la Milano-Meda.</p>



<div style="height:29px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;era Formigoni e i primi ostacoli</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Intanto, il 23 aprile 1995, Roberto Formigoni diventa per la prima volta Presidente della Lombardia con il 41,7% dei voti, battendo il candidato del centrosinistra Diego Masi fermo al 27,39%. La Lega Nord è all&#8217;opposizione, come terzo polo, e raccoglie il 18,71% con Francesco Speroni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo presidente e la nuova giunta regionale hanno il loro bel da fare nelle Groane, con la soluzione progettuale prevista per la Pedemontana che trova molti ostacoli, e soprattutto diversi &#8220;nemici&#8221;. Il tracciato ipotizzato attraverserebbe il territorio di Cesano Maderno, interessando anche parte del Parco Groane. Due elementi che fanno alzare gli scudi a diversi amministratori locali, oltre a quelli di Cesano Maderno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La soluzione più lineare comincia così a tramontare, all&#8217;orizzonte inizia ad intravvedersi quella che, sappiamo ai giorni nostri, sarebbe diventata una sciagurata scelta.</p>



<div style="height:29px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Se non si può andare a ovest&#8230; si va a nord</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra una discussione e l&#8217;altra, gli anni passano e arriviamo al nuovo millennio. Dal Formigoni I passiamo al Formigoni II, che si afferma con un rotondo 62,37%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Intanto, nel 2003, si arriva finalmente a presentare un primo progetto preliminare per la Pedemontana Lombarda. Ma allora come si sarà risolto il &#8220;nodo&#8221; Cesano Maderno?</p>



<p class="wp-block-paragraph">La prima abbozzata soluzione, che ben presto si scoprirà essere solo di facciata, è abbastanza curiosa. Un classico esempio di compromesso politico, che però costruisce di fatto le basi per il problema di oggi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si cercava di accontentare da una parte chi chiedeva di non &#8220;violare&#8221; Cesano Maderno, evitando però dall&#8217;altra di cancellare un pezzo di superstrada, rendendola autostrada. Ecco allora il &#8220;capolavoro&#8221;: il progetto prevedeva che l&#8217;autostrada arrivasse solo fino all&#8217;innesto con la Milano-Meda, all&#8217;altezza di Binzago, e a quel punto si interrompeva l&#8217;autostrada, che sarebbe poi proseguita come nuova autostrada dopo Lentate Nord, in direzione Lomazzo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Insomma, i circa 10 km del tratto di superstrada venivano lasciati pressoché tali e quali, solo con una modesta riqualificazione, caricandosi però tutto il traffico indotto dalla nuova autostrada. Un uovo di Colombo, che però appare subito una soluzione strampalata e inadeguata anche a un occhio poco esperto di viabilità.</p>



<div style="height:29px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Il compromesso non regge, serve l&#8217;autostrada</h2>



<p class="wp-block-paragraph">E infatti il bluff dura poco. Questo progetto di autostrada a &#8220;singhiozzo&#8221; si rivela ovviamente inadeguato. Emergono una montagna di prescrizioni che ne evidenziano l&#8217;inadeguatezza, soprattutto per l&#8217;interruzione della continuità autostradale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come si potrebbe pensare di fare una autostrada che si interrompe proprio nel tratto dove insiste già un diluvio di traffico, per di più portandone altro? E infatti, non si può fare. Ed ecco che inizia a prendere forma la prima ipotesi progettuale che cancella quel tratto di Milano-Meda, con una soluzione concordata con gli enti territoriali.</p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-794e3cfa wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:50%">
<figure class="wp-block-pullquote has-x-large-font-size"><blockquote><p><strong><em>Inizia a prendere forma la prima ipotesi progettuale che cancella quel tratto di Milano-Meda,</em> con una soluzione concordata con gli enti territoriali</strong></p></blockquote></figure>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:50%">
<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h3 class="wp-block-heading">La soluzione della galleria</h3>



<p class="has-text-align-right wp-block-paragraph">In questa nuova versione il tratto di Milano-Meda, sempre tra Binzago e Cermenate, viene riqualificato e trasformato in autostrada, ma non in superficie, bensì sarebbe stata una autostrada quasi totalmente interrata. In superficie, sopra al tracciato autostradale, </p>
</div>
</div>



<p class="wp-block-paragraph">era prevista una strada di arroccamento, con una sola corsia per senso di marcia, che aveva come funzione quella di garantire i collegamenti locali gratuiti tra i comuni. Quindi: sotto l&#8217;autostrada e sopra una strada di collegamento senza pedaggio.</p>



<div style="height:29px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-image size-large" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2026/02/pede3-1024x683.jpg" alt="pedaggio" class="wp-image-35764" srcset="https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2026/02/pede3-1024x683.jpg 1024w, https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2026/02/pede3-300x200.jpg 300w, https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2026/02/pede3-768x512.jpg 768w, https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2026/02/pede3.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il progetto sarebbe perfetto, nonostante il pedaggio, ma il dibattito pubblico impazzisce</h2>



<p class="wp-block-paragraph">A questo punto la soluzione sembrerebbe a portata di mano. Accade però qualcosa, tra il 2004 e il 2009, momento in cui si approverà definitivamente l&#8217;attuale progetto di Pedemontana, che cambierà, non poco, le carte in tavola. Nonostante fossero già stati approvati i progetti preliminari nel 2005 e nel 2006.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questi anni continua il dialogo tra la Regione Lombardia e i Comuni interessati alla tratta B2: Lentate sul Seveso, Meda, Barlassina, Seveso e Cesano Maderno. Sono i soli interlocutori che hanno voce in capitolo. Ed è qui che inizia a infuocarsi il dibattito pubblico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli aspetti contestati sono sempre i soliti: l&#8217;eccessivo consumo di suolo di questa scelta progettuale, che in alcuni tratti prevede la strada di arroccamento scorrere lateralmente, ampliando quindi a quasi 8 corsie il tracciato totale (3 autostradali per senso di marcia, più le 2 corsie di arroccamento).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è purtroppo molto facile inquinare il dibattito pubblico in questo senso, con argomentazioni certamente valide, ma che spostano completamente il focus sugli aspetti determinanti di un progetto: che sono poi quelli che lo fanno funzionare. E invece, si guida l&#8217;opinione pubblica dritta e sparata verso il burrone, per capitalizzare il consenso politico oggi, fregandosene del disastro che si dovrà gestire domani. Quello che ci stiamo beccando tutti noi.</p>



<div style="height:29px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">I Sindaci rinunciano alla galleria per 60 milioni di euro</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono poi altri problemi da gestire: la necessità di ridurre i costi di realizzazione dell&#8217;opera, che ricordiamo dovrà essere sostenuta da un piano economico finanziario alimentato dai pedaggi. </p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-794e3cfa wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:50%">
<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è tutto il tema della cantierizzazione, perché è assolutamente necessario che durante i lavori siano mantenute in esercizio della Milano-Meda entrambe le carreggiate e corsie. La costruzione della lunga galleria complica entrambi questi aspetti, non di poco. Ed è proprio in questo clima politico da baraonda, tra la solita tiritera catastrofista</p>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:50%">
<figure class="wp-block-pullquote has-x-large-font-size"><blockquote><p><strong>Tutti i Sindaci della tratta B2 accettano infatti la proposta di eliminare la galleria e le strade di arroccamento gratuite. Un grave e fatale errore.</strong></p></blockquote></figure>
</div>
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<p class="wp-block-paragraph"> e le esigenze di limare i costi, che i cinque comuni della B2 si convincono a cambiare nuovamente il progetto. Infatti tutti i Sindaci accettano la proposta di eliminare la galleria e le strade di arroccamento gratuite. Un grave e fatale errore. Forse pochi ne furono consapevoli.</p>



<div style="height:29px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Il pedaggio è un disastro che diventerà subito orfano, come tutte le colpe</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ma perché i Sindaci accettarono questa proposta? Perché in quel momento si credeva più importante portare a casa la &#8220;vittoria&#8221; di aver ristretto l&#8217;occupazione di suolo dell&#8217;autostrada. E soprattutto, in cambio di questa rinuncia, ottennero un ricco contributo compensativo di 60 milioni di euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E qui c&#8217;è da sottolineare un aspetto importante, oggi forse dimenticato. Questi 60 milioni di euro vengono stanziati con una finalità precisa: risolvere il problema della viabilità gratuita di collegamento tra i diversi comuni, oggi gratuitamente assolto dalla Milano-Meda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Insomma, i Sindaci dissero: ci pensiamo noi a decidere quali infrastrutture siano necessarie per risolvere il problema della trasformazione della Milano-Meda in autostrada a pagamento. Soluzioni che avrebbero dovuto gestire tutto quel traffico che non sceglierà l&#8217;autostrada. Il tutto grazie al &#8220;tesoretto&#8221; di 60 milioni di euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad oggi però, praticamente nessuna di queste infrastrutture è stata realizzata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi questi Sindaci, giustamente, lanciano l&#8217;allarme traffico e congestione futura delle loro viabilità locali, invocando la gratuità della tratta. Però, nel progetto che i loro predecessori accettarono, quel problema scelsero di risolverlo con i 60 milioni di euro. Cifra a cui ovviamente non intendono rinunciare oggi e che, per la verità, è stata pure recentemente rivista in rialzo da Regione Lombardia, per attualizzarla al valore attuale.<br></p>



<div style="height:29px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa c&#8217;entra la Lega con la scelta del pedaggio? Nulla.</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ma insomma, alla fine di tutta questa lunga storia, si può sapere quali responsabilità avrebbe la Lega sulla questione del pedaggio di quel tratto di Milano-Meda? Nessuna. Il pedaggio si paga perché il progetto, fin dalla sua origine, </p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-794e3cfa wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:50%">
<figure class="wp-block-pullquote has-x-large-font-size"><blockquote><p><strong>Quando si è compiuta questa scelta la Lega non aveva la Presidenza di Regione Lombardia, non guidava l&#8217;Assessorato alle infrastrutture, aveva un solo Sindaco della tratta B2</strong></p></blockquote></figure>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:50%">
<p class="has-text-align-right wp-block-paragraph">è stato pensato come finanziato quasi totalmente dai pedaggi. Quando si è compiuta questa scelta la Lega non aveva la Presidenza di Regione Lombardia (Presidente era Roberto Formigoni di Forza Italia), non guidava l&#8217;Assessorato alle infrastrutture (era Raffaele Cattaneo Forza Italia, ora Noi Moderati), aveva un solo Sindaco della tratta B2, il Sindaco di Meda.</p>
</div>
</div>



<p class="wp-block-paragraph">Addirittura, per il primo pezzo di questa storia di Pedemontana, non stava nemmeno nella maggioranza che governava Regione Lombardia. Anche il centro sinistra, che oggi si straccia le vesti e gira i comuni raccogliendo firme, ha contribuito e non poco con i suoi amministratori a questo disastro. Sempre perché la politica ha quel brutto vizio di guardare alle prossime elezioni e non alle prossime generazioni. </p>



<div style="height:29px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">La Lega ha un solo merito: aver evitato si trasformasse nella Salerno-Reggio Calabria del Nord</h2>



<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è però un merito ascrivibile alla Lega, ovvero quella di aver evitato che Pedemontana rimanesse un cantiere a metà, un&#8217;opera incompiuta come la Salerno &#8211; Reggio Calabria, dove si sarebbero divorati quantità enormi di denaro pubblico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Presidente Roberto Maroni ha inaugurato la prima tratta della Pedemontana Lombarda, Attilio Fontana ha superato enormi difficoltà, così come i presidenti che si sono susseguiti alla guida di APL, per portare a termine un&#8217;opera attesa da intere generazioni.<br>Ai <s>posteri</s> cialtroni l&#8217;ardua sentenza.<br></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2026/02/15/pedaggio-superstrada-ecco-tutta-la-verita/">Pedaggio superstrada: ecco tutta la verità</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Come funzionano La csu e cdu bavaresi, spiegato bene</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2026/01/12/il-modello-bavarese-spiegato-bene-e-perche-se-ne-parla-anche-in-italia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jan 2026 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Federalismi]]></category>
		<category><![CDATA[autonomia]]></category>
		<category><![CDATA[baviera]]></category>
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		<category><![CDATA[federalismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo abbiamo sentito evocare spesso, negli ultimi mesi, questo modello bavarese: ma quanti conoscono davvero storia e funzionamento del matrimonio (di interessi) tra CDU e CSU? Se siete tra quelli curiosi di scoprirlo, siete finiti nel posto giusto.</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2026/01/12/il-modello-bavarese-spiegato-bene-e-perche-se-ne-parla-anche-in-italia/">Come funzionano La csu e cdu bavaresi, spiegato bene</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><em><strong>Lo abbiamo sentito evocare spesso, negli ultimi mesi, questo modello bavarese: ma quanti conoscono davvero storia e funzionamento del matrimonio (di interessi) tra CDU e CSU? Se siete tra quelli curiosi di scoprirlo, siete finiti nel posto giusto.</strong></em></p>



<h4 class="wp-block-heading"><br></h4>



<p class="is-style-default wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)">In Germania esiste da decenni un modello di successo basato sulla divisione territoriale del potere. L&#8217;Unione cristiano-sociale bavarese (CSU) è presente solamente in Baviera ed è totalmente assente dal resto del Paese, eppure ha strappato il 60,7% dei voti alle ultime elezioni regionali. Questo partito ha governato in Baviera fin dalle origini, tanto da guadagnarsi l&#8217;appellativo di &#8220;partito egemone&#8221;, mantenendo addirittura la maggioranza assoluta nel Parlamento bavarese dalle elezioni del 1962 fino a prima di quelle del 2008.</p>



<span id="more-35734"></span>



<p class="wp-block-paragraph"><mark style="background-color:color-mix(in srgb, currentColor 20%, transparent)" class="has-inline-color has-contrast-color">Se hai fretta e vuoi solo leggere le pillole, <a href="#pillole" title="salta qui">salta qui</a>.</mark></p>



<p class="is-style-default wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)">Questi numeri ci fanno già intuire perché in Italia il “Doge” Luca Zaia &#8211; eletto nel 2020 con il 76,8% dei consensi e fresco di oltre 200 mila preferenze nel 2025 &#8211; guardi con interesse a questo modello. In Germania la collaborazione tra CDU e CSU ha una storia consolidata: i due partiti democristiani costituiscono un gruppo parlamentare unico nel Bundestag fin dal 1° settembre 1949, dimostrando come sia possibile coniugare identità regionali forti con un&#8217;efficace presenza nazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ovviamente, vale la pena di ricordarlo, la Germania è uno stato federale, aspetto che ha sicuramente stimolato l’affermazione di questo modello politico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo post analizzeremo il funzionamento del modello bavarese, le sue radici storiche e i suoi risultati elettorali, per poi confrontarlo con la situazione italiana attuale e capire se ha senso parlare di un modello CSU e CDU in Italia.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 class="wp-block-heading is-style-default" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)">Dove nasce il modello bavarese</h2>



<p class="is-style-default wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)">L&#8217;Unione Cristiano-Sociale in Baviera rappresenta un caso unico nel panorama politico europeo: un partito regionale che, pur operando esclusivamente all&#8217;interno dei confini bavaresi, ha saputo conquistare un potere locale pressoché assoluto e influenzare significativamente l’intera politica nazionale tedesca.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h3 class="wp-block-heading is-style-default" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)">Le radici nel Partito Popolare Bavarese</h3>



<p class="is-style-default wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)">La CSU affonda le proprie radici nel Partito Popolare Bavarese (BVP), che si era staccato dal Partito di Centro Tedesco nel novembre 1918 per seguire un percorso più conservatore e identitario-bavarese. Il BVP mostrò tendenze monarchiche poiché molti bavaresi non avevano mai accettato il rovesciamento della Casa di Wittelsbach, vivendo un periodo di quasi separatismo nei primi anni &#8217;20. Durante la Repubblica di Weimar, il BVP fu sempre il partito più popolare in Baviera, ottenendo risultati&nbsp;<a target="_blank" rel="noreferrer noopener" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Partito_Popolare_Bavarese">tra il 31,6% e il 39,4%</a>&nbsp;nelle elezioni statali tra il 1919 e il 1932. Finisce la sua corsa con l’incubo nazista, venne infatti bandito il 4 luglio 1933 dal Partito Nazionalsocialista, ma questa è tutta un’altra (brutta) storia. Le basi ideologiche della attuale CSU vennero invece tracciate da Franz Josef Strauß, personaggio venerato in Baviera, già dopo la guerra, sebbene fosse troppo giovane per diventarne subito il leader.</p>



<p class="is-style-default wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)"></p>



<h3 class="wp-block-heading is-style-default" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)">Il dominio politico in Baviera dal dopoguerra</h3>



<p class="is-style-default wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)">La CSU ha governato in Baviera fin dalle origini, tanto da guadagnarsi l&#8217;appellativo di «partito egemone»: sono stati esponenti della CSU tutti i&nbsp;<a target="_blank" rel="noreferrer noopener" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Unione_Cristiano-Sociale_in_Baviera">Primi Ministri bavaresi dal 1957 ad oggi</a>&nbsp;(e già dal 1946 al 1954). Inoltre, la CSU ha mantenuto da sola la maggioranza assoluta nel Parlamento bavarese dalle elezioni del 1962 fino a prima di quelle del 2008. Dopo le elezioni del 2018, governa la Baviera in coalizione con il partito&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Liberi_Elettori">Freie Wähler&nbsp;</a>(Liberi Elettori). Questo livello di dominio è unico nel panorama politico tedesco del dopoguerra. La Baviera ha vissuto un costante miracolo economico dagli anni Sessanta a oggi, gestito con costanza dalla CSU grazie alla sua capacità di farsi allo stesso tempo monopolio democratico locale e alleato cruciale per la CDU nazionale. La storia economica e industriale della Baviera, non va sottovalutato, ha enormi assonanze con quella della Lombardia e del Veneto.</p>



<p class="is-style-default wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)"></p>



<h3 class="wp-block-heading is-style-default" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)">Ideologia: conservatorismo, regionalismo e europeismo</h3>



<p class="is-style-default wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)">Dal punto di vista ideologico, la CSU è caratterizzata da un profilo fortemente conservatore, senza dubbio più marcato rispetto alla CDU. Ripone molta importanza nei valori quali la famiglia, la sussidiarietà, la responsabilità sociale e, soprattutto, il ruolo centrale delle comunità locali. Dopo una iniziale resistenza rumorosa verso l&#8217;integrazione europea (ai tempi del Trattato di Maastricht), la Baviera ha iniziato a fare a Bruxelles quello che aveva sempre fatto a Bonn (quando la Germania era divisa) e Berlino: presenziare, farsi sentire, diventare elemento politico indispensabile. Ma non si è trattato solo di tattica o dialettica poltica, ha preteso e ottenuto anche una modifica costituzionale. La Baviera aveva l’esigenza di proteggersi dalla possibile invadenza di Bruxelles, ottenne così una modifica dell&#8217;<a href="https://storicamente.org/federalismo-in-germania_falcone_link9">articolo 23 della Costituzione tedesca</a>, che sancì la partecipazione dei Bundesländer alle politiche europee del governo centrale.</p>



<p class="is-style-default wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)"></p>



<h3 class="wp-block-heading is-style-default" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)">La sede e l&#8217;organizzazione interna della CSU</h3>



<p class="is-style-default wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)">La forza della CSU risiede nell&#8217;avere strutture in ogni luogo e nel consentire un contatto diretto e personale anche nell&#8217;epoca della digitalizzazione, alla faccia dell’idea di “partito liquido”. Già nel 1987 la Baviera apriva la sua prima rappresentanza a Bruxelles, oggi situata in un lussuoso complesso che sorge simbolicamente di fronte al Parlamento europeo, perché la simbologia ha la sua importanza. Il partito ha tratto per decenni la propria forza da un fecondo retroterra ecclesiale, associativo e sindacale in ogni paese e quartiere. Questo elemento ci ricorda fortemente la storia della Democrazia Cristiana in Italia, soprattutto al nord. Questa capacità di radicamento territoriale, unita alla strategia di puntare sulle generazioni più giovani, ha permesso alla CSU di mantenere una salda presa sulla società bavarese, distinguendosi come modello politico di straordinaria longevità ed efficacia.</p>



<p class="is-style-default wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)"></p>



<h2 class="wp-block-heading is-style-default" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)">Il rapporto CDU/CSU: un’alleanza strategica</h2>



<p class="is-style-default wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)">Ma fuori dalla Baviera come funziona? L&#8217;alleanza tra CDU e CSU rappresenta un caso unico nel panorama politico europeo: due partiti distinti che collaborano strategicamente mantenendo le proprie identità separate.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="687" src="https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2026/01/Gemini_Generated_Image_8s3hkb8s3hkb8s3h-1024x687.png" alt="baviera" class="wp-image-35737" srcset="https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2026/01/Gemini_Generated_Image_8s3hkb8s3hkb8s3h-1024x687.png 1024w, https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2026/01/Gemini_Generated_Image_8s3hkb8s3hkb8s3h-300x201.png 300w, https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2026/01/Gemini_Generated_Image_8s3hkb8s3hkb8s3h-768x515.png 768w, https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2026/01/Gemini_Generated_Image_8s3hkb8s3hkb8s3h-1536x1030.png 1536w, https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2026/01/Gemini_Generated_Image_8s3hkb8s3hkb8s3h-2048x1374.png 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading is-style-default" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)">Come si dividono i territori</h3>



<p class="is-style-default wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)">La divisione territoriale è chiara e rispettata: la CSU opera esclusivamente in Baviera, mentre la CDU è presente in tutti gli altri 15 Länder tedeschi. Questo accordo, mai formalizzato per iscritto ma rispettato rigorosamente, garantisce alla CSU l&#8217;autonomia bavarese e alla CDU la rappresentanza nel resto del paese. Entrambi i partiti evitano di presentare candidati nei territori dell&#8217;altro, creando un sistema di non-concorrenza che ha rafforzato entrambe le formazioni. Da noi verrebbe tradotto con quell’orribile termine: desistenza.</p>



<p class="is-style-default wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)"></p>



<h3 class="wp-block-heading is-style-default" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)">Il gruppo parlamentare unico al Bundestag</h3>



<p class="is-style-default wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)">Dal 1° settembre 1949, CDU e CSU costituiscono un gruppo parlamentare unitario nel Bundestag, denominato &#8220;Unionsfraktion&#8221;. Questa unione permette loro di presentarsi come forza politica coesa a livello federale pur mantenendo distinte identità regionali. Il gruppo parlamentare congiunto ha garantito stabilità al sistema politico tedesco per decenni, consentendo alla CSU di influenzare la politica nazionale nonostante la sua presenza limitata alla sola Baviera. La Unionsfraktion è l’unica dimensione istituzionale in cui CSU e CDU sono formalmente insieme.&nbsp;</p>



<p class="is-style-default wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)"></p>



<h3 class="wp-block-heading is-style-default" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)">Le crisi storiche e le minacce di separazione</h3>



<p class="is-style-default wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)">Nonostante la longevità dell&#8217;alleanza, non sono mancati momenti di crisi. Particolarmente tesa fu la situazione nel 1976, quando Franz Josef Strauss minacciò di estendere la CSU a livello nazionale in risposta ai tentativi della CDU di entrare in Baviera. L&#8217;episodio chiave avviene a Wildbad Kreuth. Il leggendario leader bavarese Franz Josef Strauß, chiamato anche il &#8220;Toro della Baviera&#8221;, rompe con la CDU di Helmut Kohl. Vota la fine del gruppo comune. La minaccia è quasi atomica per la politica tedesca:&nbsp;</p>



<p class="is-style-default wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)"></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-style-default is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)">
<p class="wp-block-paragraph">&#8220;La CSU si presenterà in tutta la Germania come quarto partito, rubando voti a destra alla CDU&#8221;<strong>.</strong></p>
<cite>Franz Josef Strauss</cite></blockquote>



<p class="is-style-default wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)"><br>Kohl a quel punto entra letteralmente in uno stato di panico. Se la CSU corre da sola, la CDU perde il 10-15% e addio governo. Alla fine l&#8217;accordo venne ricucito, ma a condizioni pressoché dettate dai bavaresi: massima autonomia e diritto di veto.&nbsp;<br><br>Altro scontro nel 2018, a causa di una grave crisi sulla politica migratoria ha nuovamente messo in discussione l&#8217;unità, quando Horst Seehofer (CSU) si oppose duramente alla linea di Angela Merkel (CDU). Tuttavia, il pragmatismo ha sempre prevalso, riconoscendo i benefici reciproci dell&#8217;alleanza e confermando la forza strategica della CSU.</p>



<p class="is-style-default wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)"></p>



<h3 class="wp-block-heading is-style-default" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)">Il ruolo della CSU nel governo federale</h3>



<p class="is-style-default wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)">La CSU, sebbene presente solo in Baviera, ha sempre avuto un peso significativo nei governi federali a guida CDU/CSU. Dal dopoguerra, esponenti della CSU hanno ricoperto ministeri chiave come Finanze, Interni e Difesa. La CSU ha saputo sfruttare questa presenza per tutelare gli interessi bavaresi a livello nazionale, dimostrando come un partito regionale possa incidere efficacemente sulle politiche nazionali senza rinunciare alla propria identità territoriale.</p>



<p class="is-style-default wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)"></p>



<h2 class="wp-block-heading is-style-default" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)">Perché se ne parla in Italia: il caso Zaia e la Lega</h2>



<p class="is-style-default wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)">E adesso arriviamo alla domanda che nasce dall’interesse che ci ha guidati fin qui: ma sta roba qui si potrebbe fare anche in Italia? In effetti il modello bavarese è tornato alla ribalta più volte nell’ultimo anno. A dicembre 2024 iniziò a parlarne Massimiliano Romeo, da neoeletto Segretario della Lega Lombarda. Poi la suggestione ha preso forza a seguito delle fibrillazioni, dentro e fuori la Lega, conseguenza della delicata fase di transizione politica in Veneto, dopo quindici anni di Zaia governatore. Ed è stato proprio Luca Zaia a rilanciare l&#8217;idea di un modello duale per il Carroccio, nel solco tracciato dall’esperienza della CDU-CSU tedesco.</p>



<figure class="wp-block-image size-large" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2026/01/trio-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-35738" srcset="https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2026/01/trio-1024x683.jpg 1024w, https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2026/01/trio-300x200.jpg 300w, https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2026/01/trio-768x512.jpg 768w, https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2026/01/trio.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading is-style-default" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)">Il terzo mandato negato e la reazione di Zaia</h3>



<p class="is-style-default wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)">Come dicevo, la proposta di Zaia è emersa in un contesto di tensioni interne. Il governatore veneto, con un&nbsp;<a target="_blank" rel="noreferrer noopener" href="https://askanews.it/2025/10/19/zaia-da-modello-cdu-csu-tedesco-strada-che-puo-rilanciare-lega/">consenso personale del 68,5%</a>, si è trovato impossibilitato a ricandidarsi per il vincolo del terzo mandato. La sua reazione è stata a tratti comprensibilmente molto dura:</p>



<p class="is-style-default wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)"></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-style-default is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)">
<p class="wp-block-paragraph">&#8220;È un&#8217;anomalia tutta nostra&#8221;</p>
<cite>Luca Zaia</cite></blockquote>



<p class="is-style-default wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)"></p>



<p class="is-style-default wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)"> ha dichiarato,&nbsp;<a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2025/01/14/zaia-attacca-su-terzo-mandato-parlamentari-li-da-30-anni_bea8294e-d2d4-4de4-bde4-fa42fabdc9e8.html">definendo&nbsp;</a></p>



<p class="is-style-default wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)"></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-style-default is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)">
<p class="wp-block-paragraph">&#8220;stucchevole che la lezione venga da bocche che da 30 anni sono sfamate dal Parlamento&#8221;.&nbsp;</p>
<cite>Luca Zaia</cite></blockquote>



<p class="is-style-default wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)">Zaia ha chiarito che, se ci fosse lo sblocco dei mandati, si ricandiderebbe per rispondere ai tanti cittadini che glielo chiedono. Alla fine è arrivata la candidatura da semplice Consigliere Regionale, scatenando una vera e propria valanga di voti, con oltre 203.000 preferenze personali. Zaia ha indiscutibilmente trascinato la Lega in Veneto, il suo territorio, a un risultato doppio rispetto alle europee.&nbsp;</p>



<p class="is-style-default wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)"></p>



<h3 class="wp-block-heading is-style-default" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)">L’idea di una CSU del Nord non è nuova</h3>



<p class="is-style-default wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)">L’idea di replicare il modello CSU-CDU bavarese al nord Italia non è del resto nemmeno una novità. Tra gli anni settanta e ottanta fu proprio un veneto, Antonio Bisaglia potente ministro democristiano, a lanciare l’idea di una DC veneta indipendente da quella romana. L&#8217;ipotesi che circola ora è del resto ancora a livello di annuncio, idea e suggestione. L’intenzione è comunque di avere un partito di riferimento saldamente ancora al nord, senza interrompere l’esperienza della Lega come partito nazionale.&nbsp;</p>



<p class="is-style-default wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)"></p>



<h3 class="wp-block-heading is-style-default" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)">Il sostegno di Romeo, Fontana e Fedriga</h3>



<p class="is-style-default wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)">La proposta ha trovato subito sostegno in tanti dirigenti leghisti del Nord. Il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo ha fatto di più, lanciando la <a href="https://www.ilmonti.com/2025/09/26/carta-della-lombardia-una-nuova-visione-politica/" target="_blank" rel="noopener" title="">&#8220;Carta della Lombardia&#8221;</a> come documento manifesto, sostenendo proproo l&#8217;idea di</p>



<p class="is-style-default wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)"></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-style-default is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)">
<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;&#8220;una Lega nazionale che porta avanti battaglie comuni&#8221;&nbsp;e&nbsp;&#8220;Leghe territoriali federate capaci di valorizzare le diverse sensibilità&#8221;. </p>
<cite>Massimiliano Romeo</cite></blockquote>



<p class="is-style-default wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)"></p>



<p class="is-style-default wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)">Anche il governatore lombardo Attilio Fontana ha espresso supporto, definendo Zaia&nbsp;</p>



<p class="is-style-default wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)"></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-style-default is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)">
<p class="wp-block-paragraph">&#8220;una persona capace, intelligente e credibile&#8221; che &#8220;farebbe bene in qualsiasi ruolo”.</p>
<cite>Attilio Fontana</cite></blockquote>



<p class="is-style-default wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)"></p>



<h3 class="wp-block-heading is-style-default" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)">Il modello tedesco per modernizzare la Lega?</h3>



<p class="is-style-default wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)"></p>



<p class="is-style-default wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)">Il modello bavarese, secondo Luca Zaia, viene visto come possibile strumento per rilanciare le sorti elettorali della Lega. La divisione territoriale potrebbe consentire alla componente nordista di riconquistare con più facilità, per esempio, l&#8217;elettorato delle piccole e medie imprese, mentre la componente nazionale potrebbe sviluppare addirittura una propria identità distinta, attorno a temi comuni e condvisi come immigrazione e sicurezza. Zaia pare avere&nbsp;<a href="https://askanews.it/2025/10/19/zaia-da-modello-cdu-csu-tedesco-strada-che-puo-rilanciare-lega/">pochi dubbi</a>, arrivando a sostenere che questo modello potrebbe essere&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-style-default is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)">
<p class="wp-block-paragraph">&#8220;la strada che può modernizzare e rilanciare anche la Lega&#8221;.</p>
<cite>Luca Zaia</cite></blockquote>





<h2 class="wp-block-heading is-style-default" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)">Differenze e somiglianze tra Germania e Italia</h2>



<p class="is-style-default wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)">Confrontare i sistemi politico-istituzionali di Italia e Germania rivela però differenze sostanziali che influenzerebbero l&#8217;eventuale adozione del modello bavarese nel nostro paese.</p>



<p class="is-style-default wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)"></p>



<h3 class="wp-block-heading is-style-default" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)">Federalismo tedesco e centralismo italiano</h3>



<p class="is-style-default wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)">Nonostante&nbsp;<a href="https://books.fbk.eu/pubblicazioni/titoli/centralismo-e-federalismo-tra-otto-e-novecento-italia-e-germania-a-confronto/">alcuni parallelismi storici</a>&nbsp;tra Italia e Germania (industrializzazione tardiva, contemporaneità dell&#8217;unificazione nazionale, esperienze fascista e nazionalsocialista), il rapporto fra centro e periferia ha assunto forme profondamente diverse. La Germania ha sviluppato un sistema autenticamente federale dove i Länder godono di ampia autonomia, mentre l&#8217;Italia, definita dalla Costituzione come &#8220;una e indivisibile&#8221;, ha mantenuto un impianto centralista. Tuttavia, anche nella &#8220;centralistica&#8221; Italia esistono forti istanze a livello comunale e interessi localistici che si riflettono nel parlamento.</p>



<p class="is-style-default wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)">E quindi, nonostante le evidenti differenze tra i sistemi politici tedesco e italiano, l&#8217;alleanza CDU-CSU offre spunti interessanti. Innanzitutto, dimostra che è possibile coniugare identità territoriali forti con una presenza nazionale efficace, ed è alla fine questo l’aspetto più importante della faccenda.</p>



<p class="is-style-default wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)">La proposta di Zaia di adattare questo modello alla Lega rispecchia dunque una consapevolezza: i partiti devono adattarsi ai territori, non viceversa.&nbsp;</p>



<p class="is-style-default wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)"></p>



<p class="is-style-default wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)"></p>



<h2 class="wp-block-heading is-style-default" id="pillole" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)">Il post in pillole</h2>



<p class="is-style-default wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)">Il modello bavarese offre lezioni preziose per comprendere come un partito regionale possa mantenere forte identità locale ed esercitare influenza nazionale significativa.</p>



<p class="is-style-default wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)">• La CSU governa la Baviera dal dopoguerra mantenendo maggioranza assoluta per 46 anni, dimostrando l&#8217;efficacia del radicamento territoriale profondo</p>



<p class="is-style-default wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)">• L&#8217;alleanza CDU-CSU funziona attraverso divisione territoriale netta: CSU solo in Baviera, CDU negli altri 15 Länder tedeschi</p>



<p class="is-style-default wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)">• Zaia propone il modello tedesco per la Lega: due partiti alleati ma distinti, uno al Nord e uno al Centro-Sud</p>



<p class="is-style-default wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)">• La necessità di rilancio della Lega spinge verso soluzioni innovative che concilino identità territoriali e ambizioni nazionali</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2026/01/12/il-modello-bavarese-spiegato-bene-e-perche-se-ne-parla-anche-in-italia/">Come funzionano La csu e cdu bavaresi, spiegato bene</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>L’Europa al contrario vuole scippare le regioni</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2025/11/01/leuropa-al-contrario-vuole-scippare-le-regioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Nov 2025 19:14:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Federalismi]]></category>
		<category><![CDATA[coesione]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[FESR]]></category>
		<category><![CDATA[FSE]]></category>
		<category><![CDATA[lega]]></category>
		<category><![CDATA[lombardia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Bruxelles vuole togliere alle Regioni la gestione dei fondi di coesione. Eppure i numeri in tutta Europa dicono che sono proprio gli stati a faticare a spenderli.&#160; Dall&#8217;Europa suona un allarme che, per chi ne capisce, è di quelli drammaticamente seri. Accade che in un folle e incomprensibile rigurgito centralista, lassù a Bruxelles (e quaggiù [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2025/11/01/leuropa-al-contrario-vuole-scippare-le-regioni/">L’Europa al contrario vuole scippare le regioni</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Bruxelles vuole togliere alle Regioni la gestione dei fondi di coesione. Eppure i numeri in tutta Europa dicono che sono proprio gli stati a faticare a spenderli.&nbsp;</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Dall&#8217;Europa suona un allarme che, per chi ne capisce, è di quelli drammaticamente seri. Accade che in un folle e incomprensibile rigurgito centralista, lassù a Bruxelles (e quaggiù a Roma) qualcuno sta manovrando per eliminare i programmi regionali legati ai fondi di coesione, quelli con cui si spendono i fondi strutturali dell’Unione Europea. Si tratta del&nbsp;<strong>Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR)</strong>, che è orientato verso investimenti in innovazione e competitività per le PMI, e del&nbsp;<strong>Fondo Sociale Europe (FSE)</strong>, rivolto verso gli investimenti alla persona: istruzione, occupazione, formazione e inclusione sociale.</p>



<span id="more-35435"></span>



<div style="height:29px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading"><br><strong>ORA LE REGIONI GESTISCONO DIRETTAMENTE 47 MILIARDI DI FONDI EUROPEI</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di una vera e propria montagna di soldi: 47,4 miliardi di euro di fondi FESR e FSE+ gestiti direttamente da Regioni e Province autonome (dato ufficiale MEF, BMPC 31.08.2025), che verrebbero scippati alle regioni per farli gestire direttamente dagli stati europei.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fino ad oggi, infatti, queste risorse sono state distribuite con programmi regionali, alimentando molte funzioni delle regioni: formazione, lavoro, ricerca, innovazione, ecc… Senza tralasciare i numerosi bandi, promossi dalle regioni, che si concretizzavano in contributi alle nostre imprese, ai cittadini e ai nostri Enti Locali.</p>



<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading" style="border-style:none;border-width:0px"><strong>CON LA NUOVA PROPOSTA I FONDI SARANNO GESTITI DAGLI STATI</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Questa&nbsp;<a href="https://www.euractiv.com/news/commission-to-ditch-regions-with-e800bn-cash-for-reform-plan/">nuova proposta</a>&nbsp;sta agitando il PPE,&nbsp;<a href="https://www.euractiv.com/news/european-mayors-oppose-commission-plans-to-centralise-eu-funds/">i Sindaci di mezza Europa</a>&nbsp;e tutte le&nbsp;<a href="https://www.euractiv.com/news/epp-opens-up-to-von-der-leyens-controversial-money-for-reforms-plan/">149 regioni</a>&nbsp;coinvolte nei programmi, chiamando in causa il Vice Presidente, nonché responsabile della coesione, Raffaele Fitto. Se ai fondi FESR e FSE ci aggiungiamo anche la riforma della PAC (i programmi legati all’agricoltura) che sta seguendo la stessa traiettoria verso la centralizzazioni, stiamo parlando di circa 540 programmi e circa 800 miliardi di euro di risorse: una pezzo enorme dell’impegno europeo.</p>



<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">VOGLIONO CENTRALIZZARE COME LE RISORSE PNRR</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Ma da dove nasce questa decisione della Commissione Europea? L’obiettivo, come spesso accade, sarebbe la mitologia “semplificazione”, così come i risparmi grazie alle altrettante mitologiche “economie di scala”. L’ispirazione, ma sarebbe meglio parlare di “appetito che vien mangiando”, è scaturita dall’esperienza COVID. Dopo la pandemia l’Europa ha varato i fondi per il Next Generation EU, che in Italia ha preso la forma e il nome di PNRR. Il piano post pandemico dell’Europa ha tagliato fuori totalmente le regioni. </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">I risultati pessimi rispetto alle performance di spesa del Next Generation EU (in Italia non arriviamo a metà delle risorse spese, la prima della classe Francia poco meno del 60%) non hanno evidentemente scoraggiato l’utilizzo di un sistema che non funziona. Le regioni, soprattutto le più sviluppate, hanno al contrario sempre registrato performance di spesa di gran lunga migliori.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2025/11/regioni-1024x683.png" alt="" class="wp-image-35437" srcset="https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2025/11/regioni-1024x683.png 1024w, https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2025/11/regioni-300x200.png 300w, https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2025/11/regioni-768x512.png 768w, https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2025/11/regioni.png 1536w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">I DATI SONO INEQUIVOCABILI: LE REGIONI SPENDONO MEGLIO I FONDI</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Se guardiamo i dati del&nbsp;<a href="https://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/attivita_istituzionali/monitoraggio/rapporti_finanziari_ue/monitoraggio_politiche_di_coesione/2025-08-31/BMPC-31.08.2025.pdf">“Monitoraggio Politiche di Coesione”</a>&nbsp;del MEF troviamo i motivi per cui questa proposta di escludere le regioni non ha nessun senso. La scorsa programmazione, quella 2014-2020, ha visto i programmi nazionali fermarsi a una forchetta 84%-89%, mentre i programmi regionali si attestano tra 90%-99%, con alcune regioni come Lombardia ed Emilia Romagna che performano addirittura ben oltre il 100% (grazie ai fondi integrativi del programma SAFE). </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Non vanno meglio i dati dell’attuale programmazione: al 31 agosto 2025 i programmi nazionali gestiti dallo Stato hanno raggiunto solo un misero 4,8% di pagamenti, rispetto alla Lombardia che ha già pagato, quindi speso, il 16% dei fondi. Preoccupante anche l’impegno di spesa: lo stato arriva a stento al 32%, mentre Regione Lombardia naviga tra il 39% e il 43%.</p>



<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">SENZA QUEI SOLDI LE REGIONI ABBASSANO LA SERRANDA</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il dramma è che senza quei fondi molte regioni in Italia abbasseranno letteralmente la saracinesca, perlomeno in alcuni assessorati importanti: tipicamente lo sviluppo economico, la formazione, la ricerca ma non solo. Per la Regione Lombardia sarebbe una perdita drammatica, visto che gestisce 2,1 miliardi di euro di fondi FESR e FSE+, una quota pari a circa il 4,5% del totale nazionale. Non è un caso che l’Assessore&nbsp;<a href="https://www.lombardianotizie.online/fondi-coesione/">Guido Guidesi</a>&nbsp;abbia le idee chiare in proposito:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Centralizzare i fondi europei di coesione sarebbe un incubo. Significherebbe bloccare gli strumenti di sostegno alle imprese che oggi funzionano proprio perché gestiti in modo rapido e flessibile dalle Regioni.”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Così come il Presidente&nbsp;<a href="https://brescia.corriere.it/notizie/politica/25_settembre_03/regione-riceve-e-spende-bene-tutti-i-fondi-europei-critiche-infondate-c6f48600-0d37-4d33-a436-11e26c1b0xlk.shtml">Attilio Fontana</a>, già abbastanza furioso rispetto alla postura un po’ troppo centralista di alcuni elementi del Governo:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Regione Lombardia riceve e spende bene tutti i fondi europei. Sarebbe bello che chi ci criticava riconoscesse di aver sbagliato.”</p>
</blockquote>



<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">QUESTA RIFORMA SAREBBE UNO SCIPPO AL NORD</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Ma c’è dell’altro, purtroppo. Le nuove logiche di distribuzione dei fondi di coesione agiranno come una doppia tenaglia che si stringe sulle regioni più sviluppate, ovvero quelle del nord. Da una parte saranno indirizzati più fondi ai territori con un PIL più basso rispetto alla media Europea, generando degli squilibri rispetto alle attuali programmazioni, come s<a href="https://www.delorscentre.eu/en/publications/detail/publication/breaking-the-traps">egnalato dal Centro Jacques Delors</a>. L’altra parte della tenaglia agirà a casa nostra: come abbiamo visto in tutti i bandi del PNRR, i fondi distribuiti dallo stato alle regioni penalizzano sempre le regioni del nord. In questo senso, emblematico la&nbsp;<a href="https://bergamo.corriere.it/notizie/cronaca/22_ottobre_22/fondi-pnrr-bergamo-presentati-110-progetti-ma-soldi-vanno-sud-rabbia-bipartisan-sindaci-e8ed8424-51d6-11ed-8180-68ab22e31c66.shtml">vicenda dei fondi sulla rigenerazione urbana</a>, che esclusero totalmente tutti i comuni del nord.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1536" height="1024" src="https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2025/11/roma.png" alt="" class="wp-image-35438" srcset="https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2025/11/roma.png 1536w, https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2025/11/roma-300x200.png 300w, https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2025/11/roma-1024x683.png 1024w, https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2025/11/roma-768x512.png 768w" sizes="auto, (max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></figure>



<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">LE SCADENZE E L’AMBIGUITÀ DELL’ANCI</h3>



<p class="wp-block-paragraph">In questa fase iniziano i negoziati tra Stati membri, Parlamento e Consiglio, con una conclusione prevista nel 2027. Ciò significa che è necessario muoversi ora, costruendo il più ampio fronte possibile dei contrari a questa riforma.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sarebbe utile che qualche Comune, e anche l’ANCI, superino la loro attuale ambiguità: se c’è chi tra i sindaci pensa di guadagnarci qualcosa nell’estromettere le regioni dalla gestione dei fondi, sbaglia di grosso.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2025/11/01/leuropa-al-contrario-vuole-scippare-le-regioni/">L’Europa al contrario vuole scippare le regioni</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Colata di cemento mentre sfilano contro Pedemontana</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2025/10/17/vimercate-colata-cemento-no-pedemontana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Oct 2025 09:05:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[MONZA]]></category>
		<category><![CDATA[Pd]]></category>
		<category><![CDATA[pedemontana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Vimercate si approva una variante urbanistica da 230.000 mq, mentre la sinistra sfila contro Pedemontana. Un caso di clamorosa incoerenza politica.</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2025/10/17/vimercate-colata-cemento-no-pedemontana/">Colata di cemento mentre sfilano contro Pedemontana</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Grandi imbarazzi in Consiglio Comunale quando si alza la mano per adottare una mega variante da 230.00mq, poi grande facce di bronzo quando si scende in piazza (solo pochi giorni dopo) contro il &#8220;mostro&#8221; Pedemontana.  In arrivo anche 390.000mq di campo fotovoltaico a ridosso del Parco Pa.Ne. Ma tutti in silenzio. Forse è il caso di porre fine a questo teatrino.</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Quello che è accaduto nelle ultime settimane in Brianza ha davvero dell’incredibile. Proprio nei giorni in cui la sinistra e il PD organizzavano la <a href="https://www.ilgiorno.it/monza-brianza/cronaca/contro-pedemontana-sindaci-he2pawmm" title="sfilata dei Sindaci ">sfilata dei Sindaci </a><em>“No Pedemontana”</em> del 4 ottobre, andata poi in scena con il solito rosario classico di queste occasioni: difesa del suolo, stop al cemento, siamo la provincia più urbanizzata, salviamo i prati, a Vimercate il <a href="https://www.ilgiorno.it/monza-brianza/cronaca/via-libera-al-nuovo-data-29d40ed8" title="Consiglio comunale approvava">Consiglio comunale approvava</a> – ovviamente con voto favorevole della sinistra – un <strong>intervento da oltre 20 ettari che ne consumerà quasi 12 di prati</strong> in un colpo solo. Se pensiamo che il tanto contestato progetto di Pedemontana, opera europea strategica e attesa da 50 anni, considerato come la devastazione totale, ne occuperà mal contati 40, fatichiamo davvero a trovare una coerenza logica in tutto questo. </p>



<span id="more-35427"></span>



<p class="wp-block-paragraph">Si dirà, come si è detto, che questa decisione di approvare la costruzione di un enorme Data Center, uno dei più grandi d&#8217;Italia, porterà tanti soldi al Comune di Vimercate (circa 10 milioni di euro) e quindi sarebbe quasi stupido dire di no. Ok, d&#8217;accordo, non avevamo però inteso che la logica di chi ha sfilato in piazza contro Pedemontana fosse &#8220;se mi paghi puoi consumare suolo&#8221;. Ci è parso che da anni si combatta per salvare ogni metro quadro di terreno, a prescindere dall&#8217;importanza e strategici del progetto, innegabile su Pedemontana, oppure sulle compensazioni ottenuto, che anche con Pedemontana sono enormi (infatti i pedaggi sono alti anche per quello). </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Non contesto tanto il progetto, piuttosto l’incoerenza</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Iniziamo con chiarire subito una cosa: <strong>il mio intervento non è tanto contro questo progetto</strong>. Sviluppo, investimenti, innovazione sono concetti che hanno per me piena dignità e sono davvero convinto come possano portare valore a un territorio. Il Sindaco, che personalmente gode anche della mia simpatia e stima, è un ragazzo intelligente che ha evidentemente valutato come il bilancio finale sia positivo per il territorio. <br>Ecco, sono un po&#8217; meno d&#8217;accordo con chi, intervenuto in Consiglio Comunale, ha giustificato l&#8217;intervento come baluardo difensivo di una strategia volta alla &#8220;sovranità digitale&#8221;, per evitare che i nostri dati finiscano in mano al primo dittatore, tra i tanti che ci sono al mondo (peraltro la maggior parte di stampo comunista). Credo che non debba obbligatoriamente essere difesa in Brianza la sovranità digitale italiana, lo si può fare anche altrove, magari non nella &#8220;provincia più urbanizzata d&#8217;Italia&#8221;, per citare uno slogan gridato nelle piazze. </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Un nemico pubblico creato per convenienza</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il punto alla fine non è quindi  “data center sì o no”, giusto che lo decidano i cittadini di Vimercate: il punto è <strong>la coerenza</strong>. Da anni si è trasformato il progetto di Pedemontana in un  <strong><a href="https://www.ilmonti.com/2022/04/06/pedemontana-ecco-le-5-verita/" title="">nemico pubblico</a></strong>, una specie di totem contro cui scagliarsi per tenere unito un fronte ideologico, quello del “No”, che altrimenti si sfalderebbe. Io capisco che Pedemontana sia diventata il nemico perfetto da &#8220;costruire&#8221;, giusto per fare una <a href="https://lanavediteseo.eu/portfolio/costruire-il-nemico/" title="citazione colta">citazione colta</a>, per magari rifarsi una verginità. Credo però che questo atteggiamento sia irresponsabile, oltreché incoerente, e soprattutto foriero di tanti possibili danni per i cittadini. <br><br>Fa sorridere che da anni a Vimercate si discuta sull&#8217;impatto di Pedemontana, si contestino rilevati del progetto alti per necessità qualche metro (nonostante il tracciato sia in gran parte trincea o galleria), poi si vada in Consiglio Comunale e si approvi tranquillamente una delibera da 80.000mq di capannoni alti 22 metri di altezza! E insomma, dove non arriva la coerenza dovrebbe arrivarci almeno il pudore.<br></p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Andiamo oltre la demagogia,</strong> usiamo il pragmatismo anche con Pedemontana</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Lo ribadisco, io condivido la posizione del Sindaco, che sceglie oggi il pragmatismo al posto dell&#8217;ideologia. Lo capisco bene, perché quando non si tratta più di fare demagogia ma bisogna decidere e governare, quando il consumo di suolo non è di altri &#8220;brutti e cattivi&#8221;, ma <strong>della propria maggioranza</strong>, improvvisamente il &#8220;totem&#8221; sparisce. Però se finisce così, ovvero che mentre si urla in piazza contro un’autostrada pubblica si vota <strong>a favore di un insediamento industriale ambientalmente molto impattante</strong>, per consumo di suolo e sopratutto per bilancio energetico, il minimo che ci si può aspettare è un&#8217;accusa di incoerenza. Ed è proprio qui che nasce il mio sdegno: non nella contrarietà al progetto in sé, ma nella <strong>straordinaria irresponsabilità politica</strong> di chi predica in un modo e vota nell’altro. Non sarebbe meglio che da domani, su ogni progetto, si tenga questo atteggiamento costruttivo, pragmatico e di responsabilità? Che non significa non difendere il proprio territorio o non rivendicare modifiche utili al progetto, piuttosto smetterla di alimentare posizioni ideologiche assurde, come quella di sfilare in piazza per fermare un&#8217;opera che per 1/3 è già realizzata e funzionante e per un altro terzo ha i cantieri aperti. </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>E non è finita qui</strong>, altri 390.000mq saranno occupati dal fotovoltaico</h3>



<p class="wp-block-paragraph">E i 23 ettari del comparto dove sorgerà il data center rischia di impallidire davanti ai 390.000mq di un altro progetto che sta venendo avanti. <br><br>Dove? Proprio a ridosso di quel Parco Pa.Ne. che rappresenta il confine invalicabile per progettare la nuova tratta D. Infatti sul territorio di Burago di Molgora potrebbe a breve insediarsi un campo fotovoltaico enorme, <a href="https://www.silvia.servizirl.it/silviaweb/#/scheda-sintesi?idTipoEnte=6&amp;idTipoProcedura=3&amp;idProgetto=17187&amp;idProvenienza=4" title="qui i progetti">qui i progetti</a>, che occuperebbe addirittura 39 ettari proprio di quel territorio che si vorrebbe difendere dalla costruzione della nuova tratta D breve. <br>Avete visto qualcuno sfilare contro questa roba qui? Ovviamente no. Io lo dico da anni, lo scontro che si consuma sul tema di Pedemontana è solo ideologico, in cui la sinistra vuole acchiappare qualche voto, sobillando e ingannando i cittadini. Perché se il problema fosse davvero salvare le are verdi del Vimercatese, oggi saremmo tutti qui a discutere di questo enorme impianto da 390.000mq. Invece nessuno sa niente e nessuno ne parla. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="842" src="https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2025/10/fotovoltaico-1024x842.jpeg" alt="" class="wp-image-35430" srcset="https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2025/10/fotovoltaico-1024x842.jpeg 1024w, https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2025/10/fotovoltaico-300x247.jpeg 300w, https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2025/10/fotovoltaico-768x632.jpeg 768w, https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2025/10/fotovoltaico.jpeg 1241w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2025/10/17/vimercate-colata-cemento-no-pedemontana/">Colata di cemento mentre sfilano contro Pedemontana</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>La maestrine col ditino alzato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Oct 2025 16:38:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalla Boldrini alla Albanese, passando per lo scudiscio moralista e le supercazzole d’agosto. Cambiano i volti, non cambia la presunzione di chi si crede sempre dalla parte giusta. Dopo la parabola della&#160;“maestrina” Boldrini (copyright ilMonti), che ha trovato il suo scontato lieto fine sopra uno scranno in Parlamento, in questi tempi grami ci tocca sorbirci [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3 class="wp-block-heading"><em>Dalla Boldrini alla Albanese, passando per lo scudiscio moralista e le supercazzole d’agosto. Cambiano i volti, non cambia la presunzione di chi si crede sempre dalla parte giusta.</em></h3>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo la parabola della&nbsp;<a href="https://www.ilmonti.com/2013/04/12/la-mestrina-boldrini-arriva-dalla-fao-dove-i-privilegi-non-si-contano-viaggio-tra-stipendi-doro-hotel-di-lusso-auto-scontate-e-benzina-sottocosto/">“maestrina” Boldrini (copyright ilMonti)</a>, che ha trovato il suo scontato lieto fine sopra uno scranno in Parlamento, in questi tempi grami ci tocca sorbirci altre lezioncine quotidiane. Da chi? Ovviamente dalla nuova eroina di una certa sinistra (per fortuna, anche nel campo(santo) largo qualcuno si ribella): Francesca Albanese. Lei è sempre pronta con l’occhiale severo, il ditino alzato e lo scudiscio di cuoio in mano, lesta a sculacciare chiunque non la pensi come lei.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché Boldrini e Albanese, tra le tante cose in comune, hanno sicuramente quella convinzione di essere sempre, e a prescindere, nel giusto. In maniera così smaccata che, quando le ascolti, ti viene subito in mente la caustica massima di Bertolt Brecht:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>“Ci sedemmo dalla parte del torto perché gli altri posti erano occupati”.</strong><br></p>



<span id="more-35423"></span>



<h3 class="wp-block-heading"><br>ALBANESE E BOLDRINI, <strong>DUE CARRIERE NELLE NAZIONI UNITE</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Anche l’Albanese, come la Boldrini, è un frutto (amaro) cresciuto su quella gigantesca pianta che sono le Nazioni Unite. La prima è cresciuta nella FAO, per poi diventare portavoce per il Sud Europa dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati. Ed è in questa veste che ce la siamo sorbita per anni: imperversava tutti i giorni e a tutte le ore in tv, ricordandoci quanto fossimo cattivi, egoisti e inumani nell’opporci a una politica delle porte aperte agli immigrati irregolari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche Francesca Albanese è cresciuta nell’opulento grembo delle Nazioni Unite: prima all’Alto commissariato per i diritti umani e poi, dal 2022, come relatrice speciale sui territori palestinesi occupati. Ed è in questa veste che ha raggiunto il suo successo mediatico.<br></p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>HAMAS HA FATTO ANCHE COSE BUONE</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">In piena calura ferragostana ha iniziato a dare il meglio di sé, con&nbsp;<a href="https://www.ilriformista.it/francesca-albanese-hamas-non-e-solo-tagliagole-ha-vinto-elezioni-veramente-democratiche-e-costruito-scuole-e-ospedali-477773/">alcune dichiarazioni</a>&nbsp;che avrebbero già dovuto far provare vergogna ai suoi adulatori:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Quando si pensa ad Hamas non si deve pensare necessariamente a tagliagole. Hamas ha creato un sistema di scuole, ospedali e strutture pubbliche. Hamas ha vinto le elezioni”.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Una supercazzola, la versione 2.0 del caro e vecchio refrain fascista:&nbsp;<em>“Mussolini ha fatto anche cose buone”</em>. Una stupidaggine, visto che stiamo parlando di un’organizzazione terroristica, autrice — con i propri uomini armati (e ondate successive di civili di Gaza) — di uno dei più sanguinosi pogrom che la storia ricordi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rinfrescatevi qui la memoria: <a href="https://saturday-october-seven.com/?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTAAYnJpZBEwemVvd0pHMkZYODdobTB4dQEeW20U2jXeLZ_7YHqBEY-DN1E45hmyMVvNCPHrukVNcfXafYK0b1CJMXXPT2g_aem__vahRb7FELON6wM50E7Bjw"><strong>https://saturday-october-seven.com/</strong></a>.<br></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per poi dare un tocco “democratico” alle baggianate esposte, ci ha tenuto a ricordare che quelle sono state:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“le elezioni più democratiche del… ehm… elezioni veramente democratiche”.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Senza però sottolineare l’aspetto decisivo: Hamas ha chiuso il Parlamento e da quel lontano 2006 non si è più votato, instaurando una dittatura. Del resto, pure Hitler e Mussolini vinsero le elezioni, rendendo felice il gran Muftì di Gerusalemme Amin al-Husseini.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h3 class="wp-block-heading"><br><strong>LE PIETRE DI INCIAMPO, LA LOGICA E I MALATI DI TUMORE</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">È però l’ultimo scontro con Liliana Segre quello che sta finalmente abbattendo il nuovo totem della sinistra. Già, perché Francesca Albanese ha usato lo scudiscio più volte anche contro la Senatrice a vita. E questo, pur nella geografia variegata del Partito Democratico, rappresenta un po’ la linea rossa.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Scena 1:</strong>&nbsp;sbotta in diretta TV,&nbsp;<a href="https://www.la7.it/coffee-break/video/genocidio-francesco-giubilei-la-albanese-si-e-alzata-appena-ho-nominato-la-segre-e-unimmagine-di-06-10-2025-613988">abbandonando gli studi di La7</a>, quando Giubilei nomina le parole di Segre sul presunto “genocidio” palestinese.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Scena 2:</strong>&nbsp;i co-conduttori Marianna Aprile e Luca Telese si affrettano a spiegare che l’Albanese si è alzata perché aveva un altro impegno, concordato, e che Liliana Segre non c’entrava nulla.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Scena 3:</strong>&nbsp;la stessa Albanese conferma di avere sì un impegno programmato, ma smentisce i due conduttori, fornendo anche la surreale spiegazione del perché si sarebbe alzata proprio quando è stata citata la Senatrice:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">«La pietra di inciampo della logica è che se una persona ha una malattia, non va a farsi fare la diagnosi da un sopravvissuto a quella malattia, ma da un oncologo».</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Un gioco di parole squallido, buono per trollare qualcuno su Facebook, capace di strappare il sorriso a qualche stolto, ma privo di qualsiasi logicità e di tracce, seppur minime, di ragione. Liliana Segre ha tutto il diritto di avere un’opinione, forse persino di insegnare qualcosa, rispetto al perimetro e ai confini di un genocidio. Proprio perché lei lo ha vissuto in prima persona.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella stessa misura in cui un malato di cancro, da sopravvissuto, può ben insegnare e far comprendere quali siano i confini di una sofferenza così profonda e di un’esperienza così lacerante. Il medico è invece quello che cerca — e talvolta trova — la cura, non quello che conosce le sofferenze. La Segre non ha disquisito su quale sia la ricetta per la pace (ovvero la cura), ma ha cercato di far capire quali siano caratteristiche e dimensioni della “malattia”, ovvero il genocidio.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><br><strong>UNO SCRANNO IN PARLAMENTO ARRIVERÀ</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi, alla fine, oltre alla figura di palta, capita che questa fantomatica “pietra di inciampo della logica” arrivi proprio in faccia alla Albanese. Ma lei non ha nulla da temere: siamo certi che un posticino in Parlamento se lo sia comunque conquistato. Ora può anche riposarsi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La causa palestinese ha fatto la fortuna politica ed economica di tanti e anche in questo caso renderà l’aspettato servizio. Gli unici che da 80 anni ci vanno di mezzo sono proprio i bambini e i civili palestinesi, vittime di una classe politica che non ha mai saputo fare i loro interessi, scaraventandoli dentro una guerra dopo l’altra. Tutte contro Israele. Tutte perse sanguinosamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2025/10/07/albanese-boldrini-la-maestrine-col-ditino-alzato/">La maestrine col ditino alzato</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Carta della Lombardia: una nuova visione politica</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2025/09/26/carta-della-lombardia-una-nuova-visione-politica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Sep 2025 15:55:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[.]]></category>
		<category><![CDATA[autonomia]]></category>
		<category><![CDATA[carta]]></category>
		<category><![CDATA[federalismo]]></category>
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		<category><![CDATA[lega lombarda]]></category>
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		<category><![CDATA[nord]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La carta non è in contrapposizione con la Lega nazionale, non indebolisce per esempio il messaggio su sicurezza, immigrazione, identità. Lo rafforza. Perché ogni azione nazionale ha bisogno di una base solida, coerente, concreta. E quella base è il Nord. È la Lombardia. L’anima e il cuore del nostro movimento politico.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La Carta della Lombardia è la nostra grande novità politica, per essere forti sul territorio e potenti su scala nazionale. </h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono quattro parole, di Umberto Bossi, che dal giorno della sua malattia sono divenute una sorta di comandamento per ogni leghista: <strong>“tegn dür, mai mulá”.</strong> Ancora oggi lo si sente passare di bocca in bocca, a testimonianza della fibra dura e della scorza ruvida su cui si è forgiato il movimento leghista.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è un grido di battaglia, piuttosto di resistenza, utile nei momenti difficili. Se ne sente il bisogno oggi, nel pieno di una stagione di sospetta voglia (da parte di qualche forza politica) di rigurgito centralista: la volontà di centralizzazione dei fondi europei (oggi gestiti dalle regioni), il lungo ed estenuante braccio di ferro sull’autonomia differenziata, l’umiliazione delle province a cui non si riesce a trovare soluzione, il progressivo assorbimento del perimetro di competenza comunale. Tutti temi in cui la Lega, con vigore e forza, combatte e sgomita per imporre la propria agenda all’interno della maggioranza di Governo.</p>



<span id="more-35410"></span>



<p class="wp-block-paragraph">È in questo contesto sfidante che, dalla<a href="https://www.legalombardasalvini.com/" target="_blank" rel="noopener" title=""> Lega Lombarda</a> ovvero dalla Lombardia, parte una delle grandi novità politiche degli ultimi anni: la “Carta della Lombardia”, quindici punti programmatici chiari, che alla fine diventano un po’ la carta del Nord.</p>



<div class="wp-block-jetpack-tiled-gallery aligncenter is-style-rectangular"><div class=""><div class="tiled-gallery__gallery"><div class="tiled-gallery__row"><div class="tiled-gallery__col" style="flex-basis:49.68699%"><figure class="tiled-gallery__item"><img decoding="async" srcset="https://i0.wp.com/www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2025/09/WhatsApp-Image-2025-09-13-at-17.25.00-710x1024.jpeg?strip=info&#038;w=600&#038;ssl=1 600w,https://i0.wp.com/www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2025/09/WhatsApp-Image-2025-09-13-at-17.25.00-710x1024.jpeg?strip=info&#038;w=710&#038;ssl=1 710w" alt="" data-height="1600" data-id="35418" data-link="https://www.ilmonti.com/?attachment_id=35418" data-url="https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2025/09/WhatsApp-Image-2025-09-13-at-17.25.00-710x1024.jpeg" data-width="1110" src="https://i0.wp.com/www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2025/09/WhatsApp-Image-2025-09-13-at-17.25.00-710x1024.jpeg?ssl=1" data-amp-layout="responsive"/></figure></div><div class="tiled-gallery__col" style="flex-basis:50.31301%"><figure class="tiled-gallery__item"><img decoding="async" srcset="https://i0.wp.com/www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2025/09/WhatsApp-Image-2025-09-24-at-11.33.46-719x1024.jpeg?strip=info&#038;w=600&#038;ssl=1 600w,https://i0.wp.com/www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2025/09/WhatsApp-Image-2025-09-24-at-11.33.46-719x1024.jpeg?strip=info&#038;w=719&#038;ssl=1 719w" alt="" data-height="1600" data-id="35417" data-link="https://www.ilmonti.com/?attachment_id=35417" data-url="https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2025/09/WhatsApp-Image-2025-09-24-at-11.33.46-719x1024.jpeg" data-width="1124" src="https://i0.wp.com/www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2025/09/WhatsApp-Image-2025-09-24-at-11.33.46-719x1024.jpeg?ssl=1" data-amp-layout="responsive"/></figure></div></div></div></div></div>



<p class="wp-block-paragraph">Ricalca nella forma, nello spirito e nel cuore il vecchio programma/manifesto della Lega Lombarda, dato alle stampe negli anni ‘80, declinato però in chiave moderna, per una politica che guarda al futuro, senza farsi ammagliare da operazioni nostalgia o, peggio, dal reducismo. Un documento che è stato approvato all’unanimità dalla segreteria regionale guidata dal Senatore Massimiliano Romeo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Niente amarcord dicevamo, piuttosto questa Carta è una <strong>visione</strong>, una <strong>strategia</strong>, una <strong>proposta concreta</strong> per ridare centralità politica, economica e culturale alla Lombardia e, attraverso essa, a tutto il Nord.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Potremmo viverla anche come una <strong>chiamata alle armi</strong> politica, per una militanza che mai può permettersi di apparire fiacca, distratta, o addirittura spenta. Guai a chi pensa che le grandi battaglie siano finite, che sia stato detto o scritto tutto. <strong>La partita è aperta, il campo di battaglia ci attende,</strong> la Lega Lombarda ha tracciato oggi una nuova rotta.</p>



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<h2 class="wp-block-heading"><strong><mark style="background-color:#00d084" class="has-inline-color">CDU e CSU: la lezione tedesca per costruire il nostro futuro</mark></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Romeo lo ha chiarito fin da subito: la Carta della Lombardia non è in contrapposizione alla linea nazionale della Lega, anzi serve a renderla più forte. Rimanere sindacato del territorio e, contestualmente, essere parte di una forza politica nazionale. Come fare? Chi si mette a cercare modelli politici di questo tipo in Europa, si imbatte subito nell’esperienza della <strong>CDU e CSU</strong> in Germania.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>CSU</strong> (<em>Christlich-Soziale Union in Bayern</em>) opera esclusivamente in Baviera. Non è un partito nazionale, ma ha un ruolo chiave nella politica tedesca grazie all’alleanza con la <strong>CDU</strong> (<em>Christlich Demokratische Union Deutschlands</em>), che è invece il partito nazionale, presente nel resto del Paese. Insieme formano la cosiddetta “Unione” (<em>Unionsparteien</em>), una forza compatta e forte che ha guidato la Germania per decenni.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">La <strong>CSU</strong> resta profondamente bavarese, orgogliosamente identitaria, rimanendo coinvolta alla guida del Paese intero. <strong>Helmut Kohl</strong>, storico cancelliere della riunificazione, era della <strong>CDU</strong>. Ma fu <strong>Franz Josef Strauß</strong>, leader della <strong>CSU</strong>, a far pesare la voce della Baviera nel governo federale. E negli anni 2000 fu la <strong>CSU</strong> a esprimere il ministro delle Finanze, il ministro della Difesa, e persino a candidarsi alla Cancelleria con <strong>Edmund Stoiber</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2003, la <strong>CSU</strong> sfiorò il 61% in Baviera. Un plebiscito. E ancora oggi, con il 36–38% stabile dei consensi, è una forza egemone nel Land. Alle elezioni federali del 2025, l’Unione <strong>CDU/CSU</strong> ha riconquistato centralità, con il 28,6%: CDU al 22,6%, CSU al 6%. È una realtà che mostra come <strong>si può essere partito territoriale e al tempo stesso forza nazionale</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E allora, perché non costruire <strong>una Lega Lombarda alla tedesca</strong>? Una Lega radicata, autonoma nella proposta locale, ma leale nel progetto nazionale. Che non si limiti a rappresentare la Lombardia, <strong>ma che porti la Lombardia al centro della scena politica nazionale</strong>.<br><br></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-pullquote has-light-green-cyan-background-color has-background has-large-font-size" style="border-style:none;border-width:0px"><blockquote><p><strong>Non è in contrapposizione con la Lega nazionale</strong>, non indebolisce per esempio il messaggio su sicurezza, immigrazione, identità. <strong>Lo rafforza.</strong> Perché ogni azione nazionale ha bisogno di una base solida, coerente, concreta. E quella base è il Nord. È la Lombardia. L’anima e il cuore del nostro movimento politico.</p></blockquote></figure>
</blockquote>



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<h2 class="wp-block-heading"><strong><mark style="background-color:#00d084" class="has-inline-color">Non è contrapposizione, è espansione della visione</mark></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La Carta della Lombardia non divide la Lega ma la rafforza, non ritorna al passato ma guarda al futuro.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Non è in contrapposizione con la Lega nazionale</strong>, non indebolisce per esempio il messaggio su sicurezza, immigrazione, identità. <strong>Lo rafforza.</strong> Perché ogni azione nazionale ha bisogno di una base solida, coerente, concreta. E quella base è il Nord. È la Lombardia. L’anima e il cuore del nostro movimento politico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Carta serve a <strong>parlare ai milioni di persone che fanno grande ogni giorno la Lombardia</strong>: operai, imprenditori, artigiani, infermieri, agricoltori, insegnanti, commercianti. A chi non è abituato a chiede sussidi, mance o bonus, ma opportunità per crescere. A chi vuole vivere in sicurezza, guadagnare con dignità, lavorare con meno burocrazia, essere liberi di crescere. A chi è stanco di essere spremuto per finanziare una spesa inefficiente.</p>



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<h2 class="wp-block-heading"><strong><mark style="background-color:#00d084" class="has-inline-color">Cosa propone questa Carta?</mark></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Vi invito a leggere <a href="#carta" title="">tutta la carta</a> nei suoi 15 punti, anche in <a href="#valori" title="">questo documento</a> che approfondisce tutti i temi identitari.<br>Mi limito qui ad elencarne alcuni:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Salari territoriali</strong>: stipendi parametrati al costo della vita, che è spesso più alto nelle città lombarde rispetto ad altre zone del Paese.</li>



<li><strong>Sicurezza</strong>: per una maggiore sicurezza: più forze dell&#8217;ordine e militari in Lombardia, dove è più alta la concentrazione di immigrazione clandestina; rafforzamento dei presidi nelle stazioni e sui treni; una minore quota di riparto dei richiedenti asilo per i nostri comuni.</li>



<li><strong>Concorsi regionali</strong>: concorsi su base regionale nelle assunzioni pubbliche, per evitare il pendolarismo di rientro al Sud.</li>



<li><strong>Sanità autonoma</strong>: libertà di scegliere come utilizzare le risorse assegnate dal fondo sanitario nazionale senza i vincoli dello Stato, con piena autonomia, per curare meglio i nostri cittadini. Chi ha i conti in ordine deve poter decidere come poter usare i soldi: la Lombardia potrebbe risolvere domani il problema delle liste d’attesa, azzerandolo completamente. Se solo fosse libera di usare i soldi che ha già in cassa.</li>



<li><strong>Giovani, artigianato, scuola, università</strong>: sviluppo nei giovani della cultura dell&#8217;artigianato, del commercio, delle partite IVA, delle micro, piccole e medie imprese, attraverso incentivi e premialità. I talenti devono essere riconosciuti, premiati e valorizzati.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Questi sono punti di <strong>politica vera</strong>. Questa è <strong>una Lega che propone</strong> e disegna la Lombardia che vorremmo consegnare ai nostri figli.</p>



<div style="height:27px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><mark style="background-color:#00d084" class="has-inline-color">Militanti, adesso tocca a noi</mark></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Prima di essere Sindaco e amministratore, sono un militante, per questo sono consapevole che questa Carta non è fatta solo per essere letta. Dobbiamo inseme diffonderla, condividerla, insegnarla. Dobbiamo portarla nei gazebo, nei bar, nei gruppi, nelle scuole, nelle piazze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Serve la forza e la voce dei militanti. Servono le nostre braccia e il nostro coraggio. La Lega ha bisogno della Lombardia. La Lombardia ha bisogno della Lega per costruire un futuro che sia moderno, di crescita ma anche di libertà e giustizia nei confronti dei cittadini, troppo spesso considerati solo vacche da mungere. Si va in battaglia!</p>



<div data-wp-interactive="core/file" id="valori" class="wp-block-file"><object data-wp-bind--hidden="!state.hasPdfPreview" hidden class="wp-block-file__embed" data="https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2025/09/TEMI-IDENTITARI-2025-2.pdf" type="application/pdf" style="width:100%;height:600px" aria-label="Incorporamento di TEMI IDENTITARI 2025 ."></object><a id="wp-block-file--media-ab9e0703-c017-4cdc-86e3-c7d10f04f059" href="https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2025/09/TEMI-IDENTITARI-2025-2.pdf">TEMI IDENTITARI 2025 </a><a href="https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2025/09/TEMI-IDENTITARI-2025-2.pdf" class="wp-block-file__button wp-element-button" download aria-describedby="wp-block-file--media-ab9e0703-c017-4cdc-86e3-c7d10f04f059">Download</a></div>



<div id="carta" class="wp-block-file"><a id="wp-block-file--media-46ed83b6-f4a4-4f93-a5a0-3b379df754e1" href="https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2025/09/WhatsApp-Image-2025-09-24-at-11.33.46.jpeg">Carta Lombardia</a><a href="https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2025/09/WhatsApp-Image-2025-09-24-at-11.33.46.jpeg" class="wp-block-file__button wp-element-button" download aria-describedby="wp-block-file--media-46ed83b6-f4a4-4f93-a5a0-3b379df754e1">Download</a></div>



<p class="wp-block-paragraph"></p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2025/09/26/carta-della-lombardia-una-nuova-visione-politica/">Carta della Lombardia: una nuova visione politica</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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