Dalla Boldrini alla Albanese, passando per lo scudiscio moralista e le supercazzole d’agosto. Cambiano i volti, non cambia la presunzione di chi si crede sempre dalla parte giusta.
Dopo la parabola della “maestrina” Boldrini (copyright ilMonti), che ha trovato il suo scontato lieto fine sopra uno scranno in Parlamento, in questi tempi grami ci tocca sorbirci altre lezioncine quotidiane. Da chi? Ovviamente dalla nuova eroina di una certa sinistra (per fortuna, anche nel campo(santo) largo qualcuno si ribella): Francesca Albanese. Lei è sempre pronta con l’occhiale severo, il ditino alzato e lo scudiscio di cuoio in mano, lesta a sculacciare chiunque non la pensi come lei.
Perché Boldrini e Albanese, tra le tante cose in comune, hanno sicuramente quella convinzione di essere sempre, e a prescindere, nel giusto. In maniera così smaccata che, quando le ascolti, ti viene subito in mente la caustica massima di Bertolt Brecht:
“Ci sedemmo dalla parte del torto perché gli altri posti erano occupati”.
ALBANESE E BOLDRINI, DUE CARRIERE NELLE NAZIONI UNITE
Anche l’Albanese, come la Boldrini, è un frutto (amaro) cresciuto su quella gigantesca pianta che sono le Nazioni Unite. La prima è cresciuta nella FAO, per poi diventare portavoce per il Sud Europa dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati. Ed è in questa veste che ce la siamo sorbita per anni: imperversava tutti i giorni e a tutte le ore in tv, ricordandoci quanto fossimo cattivi, egoisti e inumani nell’opporci a una politica delle porte aperte agli immigrati irregolari.
Anche Francesca Albanese è cresciuta nell’opulento grembo delle Nazioni Unite: prima all’Alto commissariato per i diritti umani e poi, dal 2022, come relatrice speciale sui territori palestinesi occupati. Ed è in questa veste che ha raggiunto il suo successo mediatico.
HAMAS HA FATTO ANCHE COSE BUONE
In piena calura ferragostana ha iniziato a dare il meglio di sé, con alcune dichiarazioni che avrebbero già dovuto far provare vergogna ai suoi adulatori:
“Quando si pensa ad Hamas non si deve pensare necessariamente a tagliagole. Hamas ha creato un sistema di scuole, ospedali e strutture pubbliche. Hamas ha vinto le elezioni”.
Una supercazzola, la versione 2.0 del caro e vecchio refrain fascista: “Mussolini ha fatto anche cose buone”. Una stupidaggine, visto che stiamo parlando di un’organizzazione terroristica, autrice — con i propri uomini armati (e ondate successive di civili di Gaza) — di uno dei più sanguinosi pogrom che la storia ricordi.
Rinfrescatevi qui la memoria: https://saturday-october-seven.com/.
Per poi dare un tocco “democratico” alle baggianate esposte, ci ha tenuto a ricordare che quelle sono state:
“le elezioni più democratiche del… ehm… elezioni veramente democratiche”.
Senza però sottolineare l’aspetto decisivo: Hamas ha chiuso il Parlamento e da quel lontano 2006 non si è più votato, instaurando una dittatura. Del resto, pure Hitler e Mussolini vinsero le elezioni, rendendo felice il gran Muftì di Gerusalemme Amin al-Husseini.
LE PIETRE DI INCIAMPO, LA LOGICA E I MALATI DI TUMORE
È però l’ultimo scontro con Liliana Segre quello che sta finalmente abbattendo il nuovo totem della sinistra. Già, perché Francesca Albanese ha usato lo scudiscio più volte anche contro la Senatrice a vita. E questo, pur nella geografia variegata del Partito Democratico, rappresenta un po’ la linea rossa.
Scena 1: sbotta in diretta TV, abbandonando gli studi di La7, quando Giubilei nomina le parole di Segre sul presunto “genocidio” palestinese.
Scena 2: i co-conduttori Marianna Aprile e Luca Telese si affrettano a spiegare che l’Albanese si è alzata perché aveva un altro impegno, concordato, e che Liliana Segre non c’entrava nulla.
Scena 3: la stessa Albanese conferma di avere sì un impegno programmato, ma smentisce i due conduttori, fornendo anche la surreale spiegazione del perché si sarebbe alzata proprio quando è stata citata la Senatrice:
«La pietra di inciampo della logica è che se una persona ha una malattia, non va a farsi fare la diagnosi da un sopravvissuto a quella malattia, ma da un oncologo».
Un gioco di parole squallido, buono per trollare qualcuno su Facebook, capace di strappare il sorriso a qualche stolto, ma privo di qualsiasi logicità e di tracce, seppur minime, di ragione. Liliana Segre ha tutto il diritto di avere un’opinione, forse persino di insegnare qualcosa, rispetto al perimetro e ai confini di un genocidio. Proprio perché lei lo ha vissuto in prima persona.
Nella stessa misura in cui un malato di cancro, da sopravvissuto, può ben insegnare e far comprendere quali siano i confini di una sofferenza così profonda e di un’esperienza così lacerante. Il medico è invece quello che cerca — e talvolta trova — la cura, non quello che conosce le sofferenze. La Segre non ha disquisito su quale sia la ricetta per la pace (ovvero la cura), ma ha cercato di far capire quali siano caratteristiche e dimensioni della “malattia”, ovvero il genocidio.
UNO SCRANNO IN PARLAMENTO ARRIVERÀ
Quindi, alla fine, oltre alla figura di palta, capita che questa fantomatica “pietra di inciampo della logica” arrivi proprio in faccia alla Albanese. Ma lei non ha nulla da temere: siamo certi che un posticino in Parlamento se lo sia comunque conquistato. Ora può anche riposarsi.
La causa palestinese ha fatto la fortuna politica ed economica di tanti e anche in questo caso renderà l’aspettato servizio. Gli unici che da 80 anni ci vanno di mezzo sono proprio i bambini e i civili palestinesi, vittime di una classe politica che non ha mai saputo fare i loro interessi, scaraventandoli dentro una guerra dopo l’altra. Tutte contro Israele. Tutte perse sanguinosamente.


Commenti
Una risposta a “La maestrine col ditino alzato”
Siamo in perfetta sintonia con quanto da Voi discusso, nel. commento.
Mi permetto di aggiungere, quanto già dichiarato su alcuni commenti su facebook sulla situazione
Palestinese che coinvolge le due super madame a servizio dei terroristi e degli immigrati, ma
sempre contro l’Italia è contro gli Italiani, i quali siano considerati dei poveri tapiri.
Ci sarà da ridere nel momento che il gruppo di Hamas non sarà più in grado di terrorizzare il
popolo Palestinese , è quindi verrà fuori tutta la verità sui morti Palestinesi e sulle angherie e
subite. Di cui in questi giorni, con la scusa di condannare i traditori del popolo Palestinese che ‘
hanno festeggiato la notizia della pace, ponendoli ,
ADDIRITTURA A CIELO APERTO È SDRAIATI PER TERRA CON RAFFICHE DI MITRA.
Nessuno ne’ parla, questa è la VERGOGNA DELLA STAMPA INTERNAZIONALE CHE’ NAZIONALE.