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	<title>Sindaco - ilMonti.com</title>
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	<description>il blog di Andrea Monti</description>
	<lastBuildDate>Thu, 13 Jun 2024 10:43:02 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Sindaco - ilMonti.com</title>
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		<title>Pedemontana e superstrada a pedaggio, serve un fronte comune dei Sindaci</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2024/05/16/pedemontana-superstrada-a-pedaggio-serve-un-fronte-comune-dei-sindaci/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 May 2024 11:08:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[Sindaco]]></category>
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		<category><![CDATA[pedemontana]]></category>
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		<category><![CDATA[Superstrada]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come molti sanno io sono tra i convinti sostenitori dell’utilità di Pedemontana. Serve però che l’opera risulti utile e sostenibile per gli utenti, soprattutto quelli pendolari. Così come non possiamo ignorare, sarebbe irresponsabile, che essendo costruita con soldi a prestito, è inevitabile trovare sostenibilità economica alle richieste che si avanzano. E’ quindi auspicabile che per i pendolari, anche grazie al sistema di esazione “Free Flow”, siano fin da subito previste drastiche riduzioni del pedaggio. A prescindere dalla loro residenza. Uniti ce la possiamo fare.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Sul tema Pedemontana,<em> porterò un ordine del giorno in Consiglio Comunale, per chiedere ai Sindaci la nascita di un coordinamento, dalle groane al canturino</em></strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Pedemontana </strong>&#8211; La riapertura dei cantieri di Pedemontana entrano nel vivo, motivo per cui nelle ultime settimane si riaccendono i riflettori su un tema cruciale per l’opera: la tratta B2, ovvero il segmento di superstrada Milano-Meda che verrà sostituita e trasformata in autostrada a tre corsie. Un particolare che trascina con sé due aspetti che agitano cittadini e imprese: il primo è la fase dei lavori, foriero di qualche inevitabile disagio (anche se saranno sempre garantite due corsie per senso di marcia); il secondo è legato al pedaggio che verrà richiesto per percorrere quel tratto di superstrada che oggi è invece gratuita.<br></p>



<div style="height:13px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>E’ IL TEMPO DI UNA AZIONE POLITICA COORDINATA</strong> SU PEDEMONTANA</h3>



<p class="wp-block-paragraph">I tempi sono maturi per una rinnovata azione politica, motivo per cui ho deciso di preparare e presentare un Ordine del Giorno, che intendo proporre all’attenzione di tutti i Sindaci coinvolti: dalle Groane al Canturino. &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La vicenda è nota da tempo e affonda le radici negli anni dieci del duemila. Il tracciato della B2 ha subito, nel corso del tempo, numerosi stravolgimenti e varianti; da una parte per assecondare le esigenze dei territori (chi non voleva la Pedemontana nel proprio comune), le tutele ambientali, così come le prevedibili necessità di riduzione dei costi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si è così passati da una prima versione che prevedeva un passaggio lineare est-ovest, senza sovrapposizione sulla Milano-Meda, per poi ipotizzare un lungo interramento dell’autostrada, così da evitare l’eliminazione di una strada a scorrimento veloce e gratuita in superficie. Ipotesi scartata per risparmiare cento milioni di euro, sostituita da una nuova idea progettuale, quella di realizzare delle corsie di “arroccamento” laterali al tracciato. Ma anche questa variante fu poi abbandonata, promettendo un risparmio calcolato in circa 60 milioni i di euro, che nelle speranze di qualcuno dovevano garantire la gratuità dei residenti nei soli comuni afferenti alla B2. Ma questa ipotesi di eliminazione del pedaggio non ha mai trovato riscontro.<br></p>



<div style="height:13px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>NEL 2009 UNA MOZIONE A MIA FIRMA PER CHIEDERE LA GRATU</strong>ITÀ DI PEDEMONTANA</h3>



<p class="wp-block-paragraph">E’ una vicenda lunga, complicata, che ho vissuto in prima persona in molti dei suoi passaggi cruciali. Ero capogruppo in Consiglio Comunale quando, nel lontano 2009, presentai una mozione a Lazzate in cui si chiedeva proprio la gratuità totale della tratta B2 di Pedemontana. Trovate <a href="https://www.lazzate.com/olduploads/CC20092303_015_OdG%20Pedemontana_2902.pdf">il testo con il verbale qui</a>. La lettura è interessante, perché si ricostruisce parte della cronistoria che ha portato al rischio attuale: un salasso per tutti i pendolari. Così come quasi dieci anni dopo, nel giugno de 2018, feci approva <a href="https://www.ilgiorno.it/monza-brianza/cronaca/pedemontana-b2-459ffa68?live">anche in Consiglio Regionale</a> un impegno per rendere gratuita la tratta. </p>



<div style="height:13px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>I SINDACI NON SI DEVONO DIVIDERE, E’ NECESSARIO FARE FRONTE COMUNE</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">L’errore che fu compiuto in quegli anni è chiaro ed evidente: i Sindaci non hanno giocato in un fronte comune. Molti primi cittadini trattarono separatamente, quelli interessati direttamente al passaggio dell’infrastruttura sul proprio territorio cercarono di ottenere lo sconto solo per i loro cittadini. Risultato? Oggi è previsto che paghino tutti.<br>Per questo ho deciso di preparare e presentare, come Sindaco, un Ordine del Giorno nel prossimo Consiglio Comunale, che invita proprio a costituire un coordinamento tra tutti i Sindaci. Coinvolgendo anche i territori del comasco e del canturino, oltre a quelli brianzoli interessati dal fenomeno del pendolarismo sulla Milano-Meda. </p>



<div style="height:13px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>L’OBIETTIVO È OTTENERE UNA DRASTICA RIDUZIONE PER I PENDOLARI</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Come molti sanno io sono tra i convinti sostenitori dell’utilità di Pedemontana. Serve però che l’opera risulti utile e sostenibile per gli utenti, soprattutto quelli pendolari. Così come non possiamo ignorare, sarebbe irresponsabile, che essendo costruita con soldi a prestito, è inevitabile trovare sostenibilità economica alle richieste che si avanzano. E’ quindi auspicabile che per i pendolari, anche grazie al sistema di esazione “Free Flow”, siano fin da subito previste drastiche riduzioni del pedaggio. A prescindere dalla loro residenza. Uniti ce la possiamo fare.<br></p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2024/05/16/pedemontana-superstrada-a-pedaggio-serve-un-fronte-comune-dei-sindaci/">Pedemontana e superstrada a pedaggio, serve un fronte comune dei Sindaci</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>La natalità è un problema (grosso) di cui non si parla</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2024/04/17/la-natalita-e-un-problema-grosso-di-cui-non-si-parla/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Apr 2024 10:51:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sindaco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Drammatica la diminuzione delle nascite in Italia, che ha registrato un calo del 3,6% nel 2023 e del 34,2% dal 2008. Le conseguenze sono gravi: rallentamento della crescita economica e pressione sui servizi sociali. Nonostante l'urgenza, la natalità è assente dall'agenda politica. Come Sindaco ho risposto al problema raddoppiando il bonus asilo nido, estendendo l'accesso anche a famiglie con ISEEE superiori a 25.000€. Si pone attenzione politica su questioni meno importanti come i bagni gender fluid, bisogna  dare priorità alle politiche di sostegno alla famiglia.</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2024/04/17/la-natalita-e-un-problema-grosso-di-cui-non-si-parla/">La natalità è un problema (grosso) di cui non si parla</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center"><em>Impegnati a discutere dei bagni per i “gender fluid”, si parla troppo poco di un problema, la natalità, che ha dimensioni enormi. Come Sindaco ho deciso di dare un segnale, raddoppiando il bonus asilo nido.&nbsp;</em></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Natalità</em></strong> &#8211; “<em>Nel 2225 nascerà l’ultimo italiano</em>”. Non è una profezia, neppure una teoria da complottari o una provocazione da nazisti dell’Illinois. E’ <a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;rct=j&amp;opi=89978449&amp;url=https://www.adnkronos.com/multimedia/news-to-go/denatalita-ginecologi-con-questo-trend-nel-2225-nascera-lultimo-italiano_5HlbPtqR4QSBbQtOZGP8ux&amp;ved=2ahUKEwj-ouzk-MiFAxUP1QIHHcKWBegQFnoECCEQAQ&amp;usg=AOvVaw05DOKFodvo8Qt9mCzevGyF">quanto ha affermato</a>, dati e proiezioni alla mano, il presidente della Società italiana di ginecologia e ostetricia, Vito Trojano. La curva demografica in Italia punta drammaticamente verso il basso.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">I recenti dati Istat sul 2023, <a href="https://www.sanita24.ilsole24ore.com/art/dal-governo/2024-03-29/istat-altro-minimo-storico-le-nascite-379mila-bambini-2023-buona-notizia-mortalita-forte-calo-8percento-la-crisi-covid-160829.php?uuid=AFzgiF8">pubblicati il 29 marzo</a>, registrano un calo delle nascite pari al 3,6% rispetto al 2022, con un trend negativo che spaventa: dal 2008 (ultimo anno con saldo positivo) al 2023, il calo è del 34,2% (197mila bimbi nati in meno). In Europa la situazione non è migliore, ma l’Italia fa peggio anche in questa classifica che significa vita e futuro.</p>



<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;ITALIA FA PEGGIO DELL&#8217;EUROPA</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La prima sconcertante constatazione, dopo aver letto questi dati, è la percezione di assoluta indifferenza dell’opinione pubblica, di conseguenza della politica, su questo tema fondamentale per tanti aspetti della nostra vita e del nostro domani. Una contrazione delle nascite genera conseguenze drammatiche in molti aspetti della nostra della società: la crescita economica, i servizi sanitari, la scuola, il welfare, le pensioni, l’occupazione e il mondo del lavoro.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non voglio citare il lungo elenco di tematiche marginali, talvolta assurde, su cui si trascina il dibattito politico, quello che denuncio è la mancanza quasi totale del problema natalità sulle pagine dell’agenda politica quotidiana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In Europa, ma soprattutto in Italia, si sposta sempre più avanti l’età media in cui si decide di concepire un figlio, muovendo ovviamente verso una finestra anagrafica in cui il tasso di fertilità si abbassa. Il fattore economico gioca un ruolo determinante, in negativo. Senza una sicurezza economica, senza la capacitò reddituale per poter affrontare una gravidanza e le successive esigenze di una famiglia che lavora, diventa più difficile mettere al mondo un bimbo. </p>



<h3 class="wp-block-heading">GLI STRANIERI NON CI AIUTERANNO</h3>



<p class="wp-block-paragraph">E se qualcuno pensa di risolvere il problema grazie agli stranieri, non troverà soddisfazione: sicuramente inizialmente la loro fertilità potrà apparire maggiore, ma presto si adeguerà al trend dei connazionali, proprio perché gli ostacoli sono i medesimi.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel mio ruolo da Sindaco, con i pochi strumenti a disposizione, ho deciso insieme alla Giunta e alla nostra maggioranza, di affrontare il tema: abbiamo <a href="https://ilsaronno.it/2024/04/17/lazzate-via-libera-al-bilancio-di-previsione-2024-50-000-euro-per-il-bonus-asilo-nido/">raddoppiato il nostro fondo per il bonus Asilo Nido</a>, per cercare di aiutare tutte le famiglie, anche quelle con un reddito sopra i 25.000€ di ISEEE, eliminando una delle voci che più pesa nel bilancio familiare di due neo genitori.</p>



<h3 class="wp-block-heading">LA POLITICA DISCUTE DELLE TOILETTE &#8220;GENDER FLUD&#8221;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Una misura utile, non certo decisiva, che auspicherebbe però un impegno maggiore da parte di tutta la politica su questo tema. Perché possiamo anche discutere sulla necessità o meno di obbligare ad avere bagni pubblici dedicati a chi non si riconosce nei generi maschio e femmina, troviamo però anche il tempo per dedicare impegno e risorse per ritornare a far nascere figli. Altrimenti siamo destinati all’estinzione.&nbsp;</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2024/04/17/la-natalita-e-un-problema-grosso-di-cui-non-si-parla/">La natalità è un problema (grosso) di cui non si parla</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>FRONTALIERI: NUOVI E VECCHI COMUNI, SVELATO IL MISTERO “BRIANZA”?</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2024/02/17/frontalieri/</link>
					<comments>https://www.ilmonti.com/2024/02/17/frontalieri/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Feb 2024 12:53:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sindaco]]></category>
		<category><![CDATA[accordo italia svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[agenzia delle entrate]]></category>
		<category><![CDATA[fisco]]></category>
		<category><![CDATA[frontalieri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo mesi a interrogarci sul perché solo Lentate sul Seveso comparisse tra i beneficiari dei ristorni, abbiamo scoperto il mistero: è il Cantone dei Grigioni ad aver inserito la Brianza e Lentate sul Seveso. Alla ricerca di mister X.&#160; Frontalieri: armiamoci di pazienza e andiamo con ordine, cercando di sciogliere una matassa alquanto intricata. Dal [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><em><strong>Dopo mesi a interrogarci sul perché solo Lentate sul Seveso comparisse tra i beneficiari dei ristorni, abbiamo scoperto il mistero: è il Cantone dei Grigioni ad aver inserito la Brianza e Lentate sul Seveso. Alla ricerca di mister X.&nbsp;</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Frontalieri: armiamoci di pazienza e andiamo con ordine, cercando di sciogliere una matassa alquanto intricata. Dal principio: nel lontano 3 ottobre 1974 l’Italia e la Svizzera firmano un “<a href="https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/DF/310661.pdf"><strong><em>accordo relativo all’imposizione dei lavoratori frontalieri</em></strong></a><strong><em> ed alla compensazione finanziaria a favore dei Comuni italiani di confine</em></strong>”. Siamo ai tempi del Ministro Rumor agli esteri e Visentini alle finanze, piena prima repubblicana democristiana. Il testo è di soli sei articoli, molto importante per per il futuro di cittadini e comuni a ridosso del confine elvetico. Per i primi si apre l’orizzonte di importanti agevolazioni fiscali, per i secondi l’arrivo di generosi ristorni dai cantoni interessati. Le regioni e province coinvolte sono diverse, tra cui quelle di Varese, Como e Sondrio.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>LA FASCIA DEI 20KM PER ESSERE FRONTALIERI</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Ma quali sono i comuni e cittadini coinvolti? Come determinare con esattezza quali sarebbero da considerare comuni frontalieri? A chiarirlo sono i criteri di ripartizione, stabiliti di volta in volta con un decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Come quello emesso il 4 agosto 2016, divenuto oggetto di una importantissima <a href="https://def.finanze.it/DocTribFrontend/getContent.do?id=%7B470DA678-E02F-44C2-A3D4-6C947E544DD1%7D">risoluzione</a> della Agenzia delle Entrate che, quarantatré anni dopo l’accordo del 1974, era ancora chiamata a dirimere questo dubbio dei comuni frontalieri (pazzesco, a pensarci). Si tratta della <a href="https://def.finanze.it/DocTribFrontend/getContent.do?id=%7B470DA678-E02F-44C2-A3D4-6C947E544DD1%7D">risoluzione N.38/E del 28 marzo 2017</a>, che chiarisce ogni dubbio scrivendo:</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dalle disposizioni sopra richiamate risulta che la qualificazione di “frontaliero” svizzero, delineata a livello convenzionale, è da riconoscersi ai lavoratori che siano residenti in un Comune il cui territorio sia compreso, in tutto in parte, nella fascia di 20 Km dal confine con uno dei Cantoni del Ticino, dei Grigioni e del Vallese, ove si recano per svolgere l’attività di lavoro dipendente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E ancora, qualche riga più avanti, le tanto attese parole di chiarimento che hanno permesso a moltissimi cittadini frontalieri di sapere con certezza a quale regime fiscale dover aderire:</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ne consegue che solo qualora il Comune italiano di residenza del lavoratore frontaliero disti più di 20 km dal confine dei tre Cantoni svizzeri, in luogo dell’articolo 1 dell’Accordo del 3 ottobre 1974 troverà applicazione l’articolo 15 della Convenzione contro le doppie imposizioni stipulata dal nostro Paese con la Confederazione Svizzera.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>ARRIVA IL NUOVO ACCORDO FRONTALIERI  DEL 2020</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Ora arriva una seconda importante tappa di questa intricata vicenda: i <a href="https://www.mef.gov.it/inevidenza/2020/article_00029/Accordo.pdf">nuovi accordi tra Italia e Svizzera</a>, firmati il 23 dicembre 2020. Cosa cambia? Molto dal punto di vista fiscale, perché i redditi da lavoro verranno ora tassati nello Stato in cui si lavora (Svizzera nel caso dei nostri frontalieri), senza eccedere l’80% del totale delle imposte dovute, e poi dovranno essere versate anche nel luogo di residenza (Italia), eliminando però la doppia imposizione (ovvero detraendo quanto già pagato). Un accordo sicuramente meno conveniente dal punto di vista fiscale per i frontalieri.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>REGIME TRANSITORIO</strong> FRONTALIERI</h3>



<p class="wp-block-paragraph">L’articolo 9 del <a href="https://www.mef.gov.it/inevidenza/2020/article_00029/Accordo.pdf">nuovo accordo</a> prevede però un regime transitorio. Tutti i lavoratori che hanno iniziato l’attività prima dell’entrata in vigore dell’accordo (la data limite è il 17 luglio 2023), o che hanno svolta una attività lavorativa dal 31 dicembre 2018, potranno continuare a godere del precedente regime fiscale, quello più vantaggioso che non prevede la tassazione in Italia. Così come verranno previsti i ristorni per i comuni frontalieri fino al 31 dicembre 2033.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>IL PASTICCIO DELL’ELENCO DEI COMUNI AGGIORNATO</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è qui che nasce il “pasticcio” dei nuovi comuni. Da qualche tempo alcuni sindaci, soprattutto noi della Provincia di Monza e della Brianza, denunciavamo l’assenza negli elenchi con cui i vari cantoni predisponevano i ristorni, nonostante il loro territorio fosse senza dubbio ricompreso nella fascia dei 20km. Vale per esempio per il comune dove sono Sindaco, Lazzate, rientrante nella fascia dei frontalieri, con i nostri cittadini che godono del regime fiscale di favore, che però non viene ricompreso nel riparto dei ristorni.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>LA PROVINCIA DI MONZA E BRIANZA COMPARE NEI RISTORNI</strong> PER I COMUNI FRONTALIERI</h3>



<p class="wp-block-paragraph">O almeno così accadeva fino al 24 ottobre 2022, quando la <a href="https://www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/HP/istituzione/Giunta/sedute-delibere-giunta-regionale/DettaglioDelibere/delibera-7189-legislatura-11">delibera di Giunta Regionale N. 7189</a> comprendeva per la prima volta anche la Provincia di Monza e Brianza tra quelle beneficiarie dei ristorni. Per una quota di 1.226,87€, che equivalgono ad un solo contribuente frontaliere residente. Una notizia che ha iniziato a far nascere più di un interrogativo: perché è comparsa anche la Provincia di Monza? Com’è possibile che sia solo uno il frontaliere residente? Scopriamo poi che questo cittadino, comparso negli elenchi svizzeri trasmessi alle autorità italiane per calcolare i ristorni, sarebbe residente nel comune di Lentate Sul Seveso. Il mistero si infittisce l’anno successivo, quando con la <a href="https://www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/HP/istituzione/Giunta/sedute-delibere-giunta-regionale/DettaglioDelibere/delibera-1218-legislatura-12">delibera di Giunta Regionale N. 1218</a> la quota della Provincia di Monza e Brianza sale a 5.497,52€, ovvero pari a quattro cittadini contribuenti, sempre e solo residenti a Lentate sul Seveso. Perché compaiono solo i frontalieri di Lentate? Noi siamo certi ne esistano altri, e numerosi, residenti nei comuni della Brianza ricompresi nella fascia di 20 km, ma non riconosciuti negli elenchi. Abbiamo scoperto il mistero, più avanti lo sveleremo.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>ITALIA E SVIZZERA AGGIORNANO L’ELENCO DEI COMUNI, MA CON LA BEFFA</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Nel frattempo, sulla spinta di noi comuni brianzoli che chiedevamo una verifica degli elenchi dei comuni frontalieri, Italia e Svizzera firmano una <a href="https://municipium-images-production.s3-eu-west-1.amazonaws.com/s3/4104/allegati/comuni-di-confine.pdf">Procedura di amichevole composizione</a>, dove viene stilato un preciso elenco dei comuni rientranti nella fascia dei 20 km. In questo elenco, per la prima volta in un documento ufficiale, compaiono anche i comuni della Provincia di Monza e della Brianza: Barlassina, Briosco, Cogliate, Giussano, Lazzate, Lentate sul Seveso, Meda, Misinto e Veduggio con Colzano. Vittoria? Non proprio. Perché l’accordo si conclude con una frase sibillina ma determinante: <em>II presente accordo amichevole si applica a partire daI 1&#8242; gennaio 2024</em>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>IL CANTON TICINO PRODUCE DUE ELENCHI: VECCHI E NUOVI COMUNI DI FRONTIERA</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">La gioia per questo riconoscimento dura poco, ovvero fino al momento in cui il Canton Ticino pubblica le <a href="https://www4.ti.ch/dfe/dc/dichiarazione/imposte-alla-fonte-1/nuovo-accordo-tra-la-svizzera-e-litalia-sullimposizione-dei-lavoratori-frontalieri">nuove istruzioni</a> fiscali per i frontalieri, producendo un elenco dei vecchi comuni chiamato “Elenco 1A”, e un elenco di nuovi comuni frontalieri chiamato “Elenco 1”. Nel primo non compaiono i comuni della Brianza, così come altri comuni della Provincia di Sondrio che non erano stati riconosciuti, mentre nel secondo elenco vengono ricompresi tutti quelli inseriti negli elenchi allegati al testo della <a href="https://municipium-images-production.s3-eu-west-1.amazonaws.com/s3/4104/allegati/comuni-di-confine.pdf">composizione amichevole</a>. E nelle istruzioni si specifica che solo i residenti nell’elenco 1A avranno diritto di godere del vecchio regime fiscale, mentre i residenti dell’elenco 1, ovvero i nuovi comuni riconosciuti, dovranno sottostare ai regime fiscale del nuovo accordo, senza godere del regime transitorio previsto per i vecchi frontalieri. Una vera ingiustizia, peraltro non conforme a quanto previsto dagli accordi e dallo stesso Stato Italiano attraverso la risoluzione dell’Agenzia delle Entrate del 2017. E’ per questo che chiediamo oggi un chiarimento rapido e risolutorio della questione. Stiamo parlando di centinaia di famiglie, non solo della Brianza ma anche della Provincia di Sondrio, che si ritroverebbero le regole fiscali cambiate di punto in bianco e senza nessuna ragione. Pensiamo a famiglie che hanno deciso di acquistare casa o fare importanti investimenti, oggi si ritroverebbero in difficoltà. Sarebbero costrette ad agire in contenziosi complicati e lunghi, costosi e incerti, senza nessuna ragione, visto che i testi degli accordi parlano chiaro.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>SVELATO IL MISTERO DEL COMUNE DI LENTATE</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Dovevamo però una risposta rispetto al mistero legato al comune di Lentate sul Seveso, l’unico a comparire, tra quelli brianzoli, nell’elenco dei ristorni. Ebbene, grazie all’aiuto di un amico frontaliere valtellinese (che ringraziamo per l’attenzione) siamo forse giunti a capo di questo dilemma che non riuscivamo a risolvere. Abbiamo scoperto che il Cantone dei Grigioni, uno dei tre cantoni frontalieri insieme a Ticino e Vallese, ha pubblicato un suo <a href="https://www.gr.ch/IT/istituzioni/amministrazione/dfg/stv/steuererklaerung/quellensteuer/Documents/Grenzg%C3%A4ngerabkommen%2520CH-IT%25201974%2520IT.pdf">elenco di comuni “vecchi frontalieri”</a> in cui, udite udite, compare la Provincia di Monza e della Brianza con il solo Comune di Lentate sul Seveso. Eccolo <a href="https://www.gr.ch/IT/istituzioni/amministrazione/dfg/stv/steuererklaerung/quellensteuer/Documents/Grenzg%C3%A4ngerabkommen%2520CH-IT%25201974%2520IT.pdf">qui</a>, potete leggerlo.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le ragioni ufficiali di questo inserimento non possiamo conoscerle con precisione, possiamo però avanzare qualche ipotesi. Probabilmente il Cantone dei Grigioni aggiornava l’elenco di volta in volta che si iscriveva qualche lavoratore dei comuni all’interno della fascia dei 20 kilometri, e quindi presumiamo che un cittadino di Lentate, e non di altri comuni della Brianza, abbia iniziato la sua attività lavorativa in una azienda con sede nel Cantone dei Grigioni. Da qui l’inserimento nell’elenco e la conseguente trasmissione all’Italia dei dati con inserita anche la Provincia di Monza e della Brianza. Un lavoro preciso, evidentemente diverso da quello del Canton Ticino, dove lavorano la maggior parte dei frontalieri brianzoli, considerati da sempre dei “fantasmi”.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Speriamo che questo cittadino di Lentate che lavora nei Grigioni esista, magari trovi il coraggio di farsi avanti, così da fare piena luce a questa vicenda. Lanciamo un appello: batti un colpo se ci sei, anche in forma anonima.&nbsp;</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2024/02/17/frontalieri/">FRONTALIERI: NUOVI E VECCHI COMUNI, SVELATO IL MISTERO “BRIANZA”?</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Terzo mandato dei Sindaci? Sarebbe meglio eliminare ogni limite</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Feb 2024 13:37:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sindaco]]></category>
		<category><![CDATA[comuni]]></category>
		<category><![CDATA[consiglio comunale]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[lega]]></category>
		<category><![CDATA[sindaci]]></category>
		<category><![CDATA[terzo mandato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ancora meglio del terzo mandato sarebbe togliere qualsiasi limite, rendendo sempre contendibili le sfide elettorali invece di indurre nell’elettore l’idea che un secondo o terzo mandato sia un atto dovuto Lo scorso 25 gennaio il Governo ha varato il cosiddetto decreto “Election Day”, al cui interno è prevista la modifica del comma 2 dell’art. 51 [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph"><strong><strong>Ancora meglio del terzo mandato sarebbe togliere qualsiasi limite, rendendo sempre contendibili le sfide elettorali invece di indurre nell’elettore l’idea che un secondo o terzo mandato sia un atto dovuto</strong></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo scorso 25 gennaio il Governo ha varato il cosiddetto <a href="https://aliautonomie.it/wp-content/uploads/2024/01/DL-Elezioni-2024-Testo-2.pdf">decreto “Election Day”</a>, al cui interno è prevista la modifica del comma 2 dell’art. 51 del <a href="https://www.altalex.com/documents/news/2014/08/19/ordinamento-istituzionale-organi#titolo">TUEL</a>, estendendo la possibilità di un terzo mandato per i sindaci dei comuni tra i 5.000 e i 15.000 abitanti ed eliminando ogni limite per quelli sotto i 5.000. La notizia è stata accolta con piena soddisfazione dalla maggioranza delle forze politiche, soprattutto dagli amministratori locali, aprendo però un ulteriore punto di dibattito: perché non introdurre il terzo mandato per tutti i comuni, anche quelli di grandi dimensioni?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo a dar voce a questa richiesta è stato il Sindaco di Firenze, <a href="https://www.lanazione.it/firenze/cronaca/nardella-terzo-mandato-o3fb9efg">Dario Nardella</a>, che torna oggi sul tema in una intervista a La Stampa: il primo cittadino di Firenze lancia l’idea di un asse con la Lega, per votare a favore dell’emendamento del carroccio presentato in Commissione Affari costituzionali, dove si propone il terzo mandato per i sindaci e per i presidenti di regione. La questione sta creando <a href="https://www.lastampa.it/politica/2024/02/14/news/terzo_mandato_lega_governo-14069074/">qualche fibrillazione</a> anche nella maggioranza, con Fdi e Forza Italia che non sarebbero propensi ad “allungare la vita” di sindaci e governatori.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Naturalmente Nardella parla con un evidente conflitto di interessi, visto che l’approvazione dell’emendamento gli permetterebbe di ricandidarsi a giugno come Sindaco di Firenze. </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>PERCHÈ ESISTE UN LIMITE AI MANDATI DEI SINDACI?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Ma da quando esiste un limite ai mandati dei sindaci in Italia? E quali sarebbero i motivi che hanno spinto il legislatore a introdurre questa limitazione? &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Partiamo dal quando: bisogna tornare negli anni novanta del novecento, sul finire della Prima Repubblica. E’ precisamente l’introduzione della legge per l’elezione diretta del sindaco, ovvero la n. 81 del 25 marzo 1993, che prevedeva, all’articolo 2, un limite a svolgere più di due mandati consecutivi. L’elezione diretta dei primi cittadini ha rappresentato una vera e propria rivoluzione per le autonomie locali, garantendo stabilità e continuità amministrativa rispetto alla precarietà dei sindaci eletti in seno ai Consigli Comunali. Il Sindaco viene scelto direttamente dai cittadini elettori, depotenziando le segreterie politiche dei partiti (perlomeno durante gli anni del mandato), e dura in carica cinque anni (anche se in realtà in precedenza la durata era di quattro anni).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ciò ha radicalmente cambiato il panorama della politica locale, complice anche una serie di riforme e modifiche del TUEL che hanno spostato la bilancia dei poteri sempre più dal Consiglio Comunale, svuotato via via di competenze, verso la Giunta e il Sindaco.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">A questo punto, per i più attenti, è presto intuibile anche il “perché”, ovvero i motivi che hanno spinto il legislatore a limitare la durata nel tempo: l’Italia e la sua opinione pubblica vive nella perenne paura del ritorno a qualsivoglia dittatura, quindi anche a livello locale spaventava la possibilità che gli elettori potessero lasciare al potere la stessa persona per decenni. Se poi il decennio si trasforma in “ventennio”, la psicosi è garantita. E quindi dopo dieci anni il Sindaco deve fare le valigie, a prescindere dal volere di cittadini ed elettori. A prescindere dalla sua bontà nell’azione amministrativa, a prescindere pure dall’esistenza di una qualche alternativa presentabile. Un tema non banale, quello di non riuscire a trovare un candidato, specie nei piccolissimi comuni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>IN EUROPA SOLO PORTOGALLO E POLONIA PREVEDONO UN LIMITE</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Cosa accade nel resto d’Europa? Il limite ai mandati del Sindaco non si rinviene in quasi tutta Europa, tranne il caso del Portogallo (limite dopo il terzo mandato) e la Polonia (limite dopo il secondo mandato). E’ bene ricordare che le modalità delle elezioni non sono omogenee in tutte le legislazioni dei vari stati, ovvero non in tutti è prevista l’elezione diretta del Sindaco, ma anche laddove è prevista non si pone nessun limite alla ricandidatura. </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>TRA ELIMINAZIONE DI OGNI VINCOLO E TERZO MANDATO, MEGLIO LA PRIMA</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Dal 2014 a oggi il legislatore è intervenuto diverse volte su questa dibattuta norma: con la legge 56 del 2014 ha introdotto la possibilità del terzo mandato sotto i 3.000 abitanti. Scelta quasi obbligata, per evitare il commissariamento di molte realtà in cui si faticava a trovare anche un solo candidato. Successivamente ha esteso la previsione anche ai comuni fino a 5.000 abitanti e per ultimo, con il decreto di gennaio, ha tolto qualsiasi vincolo ai piccoli comuni, permettendo&nbsp; il terzo mandato a quelli tra i 5.000 e i 15.000.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se il presupposto del limite, così come inteso nel 1993, è quello di limitare la permanenza di un sindaco e incentivare il ricambio, sarebbe opportuno notare la distorsione che tale decisione ha di fatto prodotto oggi, a distanza di anni, nell’elettorato e nella politica locale. Si noterà infatti come l’opzione “secondo mandato”, è ormai acquisita come una prassi sia nelle segreterie politiche, che difficilmente decidono di non candidare il primo cittadino uscente, sia negli elettori, ormai propensi a rivotare il loro Sindaco per la seconda volta, come ne fosse una naturale estensione.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo atteggiamento, facilmente rinvenibile dai risultati elettorali, ha addirittura portato gli stessi partiti ad assumere strategie politiche che si adeguano a questa sorta di mandato “lungo”. Ovvero, non sono pochi i casi in cui le minoranze decidano di non presentare il candidato “buono” dopo il primo mandato, nella certezza che sarà più facile sfidare le maggioranze uscenti quando saranno costrette a cambiare il Sindaco alla fine dei due mandati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ciò significa che l’introduzione di un terzo mandato, in prospettiva, potrebbe sterilizzare la politica locale addirittura per quindici anni, creando una potenziale stortura democratica.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco perché, prendendo il coraggio a quattro mani, si dovrebbe giungere a una semplice soluzione: eliminare qualsiasi limite di mandato. A questo punto non esisterebbe nessun presunto diritto alla riconferma, sia esso effettivo o solo percepito, e la sfida elettorale sarebbe sempre e comunque alla pari, aperta, ogni cinque anni. </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>RIPORTARE POTERI E COMPETENZE AL CONSIGLIO COMUNALE</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Rimane aperta la questione dell’uomo solo al comando in maniera permanente, visto che l’eliminazione di ogni limite potrebbe garantire elezioni consecutive anche per decenni. Da una parte, con evidenti e ovvie ragioni democratiche, si potrebbe liquidare la questione sostenendo che se i cittadini elettori amano e apprezzano un sindaco, non ci sarebbe nulla di male nel tenerlo in carica per molto tempo. Non si possono però sottovalutare aspetti oggettivamente rilevanti: il rischio di un consolidamento del potere, l’eventuale propensione nel tempo a sistemi corruttivi, clientele, oppure semplicemente l’enorme&nbsp; forza mediatica e di presenza di cui un sindaco oggettivamente gode, capace di minare gli equilibri democratici della competizione elettorale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come fare? Per evitare tutto questo sarebbe utile e saggio riscoprire la centralità del Consiglio Comunale, l’Assemblea cittadina dove tutte le forze politiche sono rappresentate. Tornare ad mpliare le competenze del Consiglio sarebbe utile come bilanciamento dell’attuale strabordante potere del Sindaco e della Giunta. Un antidoto più sano e coerente con i principi democratici, piuttosto che una limitazione per legge della durata dei mandati.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2024/02/14/terzo-mandato-dei-sindaci-sarebbe-meglio-eliminare-ogni-limite/">Terzo mandato dei Sindaci? Sarebbe meglio eliminare ogni limite</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>CARO STATO, NOI SINDACI SIAMO MEGLIO DI QUANTO CI(G) CONSIDERI </title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jan 2024 14:38:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sindaco]]></category>
		<category><![CDATA[affidamenti]]></category>
		<category><![CDATA[anac]]></category>
		<category><![CDATA[appalti]]></category>
		<category><![CDATA[cig]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da un mese, la Pubblica Amministrazione italiana vive un blocco che paralizza acquisti e appalti. Il problema deriva dall'introduzione obbligatoria di piattaforme digitali certificate per gli appalti, della quale la maggior parte degli enti non dispone, causando conseguenze economiche e operative. Tra queste, ritardi nel PIL e annullamenti di gite scolastiche. All'origine del caos c'è l'ANAC, con il suo recente stop nell'emissione degli "smart CIG", indispensabili per qualsiasi acquisto. Il sistema burocratico attuale risulta eccessivo e ponderoso, soprattutto per spese minori, creando frustrazione e rallentamenti in un mondo pubblico non composto da malintenzionati ma, al contrario, da persone oneste e dedicate.</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2024/01/26/sindaci-cig/">CARO STATO, NOI SINDACI SIAMO MEGLIO DI QUANTO CI(G) CONSIDERI </a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><em><strong>Da un mese tutti gli acquisti della Pubblica Amministrazione sono bloccati. Il Governo spinge per snellire e semplificare, qualcuno rema con forza in direzione contraria. </strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Noi che siamo passati indenni al “<a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=web&amp;cd=&amp;cad=rja&amp;uact=8&amp;ved=2ahUKEwistp2Ek_uDAxXDQfEDHY7_AScQFnoECBcQAQ&amp;url=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FMillennium_bug&amp;usg=AOvVaw2Zplgv9wkfC6uat9RkJUzm&amp;opi=89978449">millenium bug</a>”, pensavamo che la paura di un nefasto tilt digitale fosse definitivamente dietro le nostre spalle. Ed invece ci siamo ritrovati nel capodanno nero dell’eco sistema binario con ventiquattr’anni di ritardo. Non per tutti certo, sicuramente per i 7.896 comuni italiani ma anche una serie infinita di enti pubblici, come scuole, aziende pubbliche, persino gli ospedali! Tutti bloccati in acquisti e appalti proprio dal primo dell’anno. Il motivo? A partire dal 1 gennaio 2024 è entrata in vigore la  digitalizzazione completa del ciclo degli appalti, attivando l’utilizzo di piattaforme digitali certificate. Quante sono queste piattaforme che hanno raggiunto la certificazione in tempo? Ovviamente poche e insufficienti e difficilmente raggiungibili da tutti i comuni ed enti pubblici.</p>



<h3 class="wp-block-heading">PIL INCHIODATO E GITE ANNULLATE</h3>



<p class="wp-block-paragraph">L’intero comparto degli appalti pubblici è inchiodato, certo non quella che si direbbe una manna per il PIL italiano del primo trimestre 2024.&nbsp; Senza contare tutte le scadenze, talvolta perentorie e tassative per non perdere finanziamenti, che i comuni rischiano di non ottemperare. Per non parlare di ospedali che faticano ad approvvigionarsi, si legge addirittura di numerose scuole che hanno dovuto <a href="https://www.ilgazzettino.it/nordest/venezia/gite_scuola_superiore_sito_ministero_piattaforma_annullamento_partenza_settimana_bianca-7882361.html">annullare le gite</a> scolastiche.</p>



<h3 class="wp-block-heading">STRETTI NELLA MORSA DELL’ANAC(ONDA)</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Dietro tutto questo caos, ancora una volta, ci ritroviamo la cara vecchia ANAC, che ha vissuto anni di protagonismo attivo&nbsp; con<a href="https://www.tpi.it/politica/raffaele-cantone-lascia-anac-20190723377446/"> l’ex Presidente Raffaele Cantone</a>; con le sue linee guida e regolamenti, prodotti a profusione come i colpi di un lanciarazzi Katjuša, aveva eretto un nuovo pilastro nell’edificio della gerarchia delle fonti: le soft law. Risultato? Il terrore generalizzato in ogni livello della macchina pubblica, soprattutto a danno di un esercito di funzionari onesti e perbene (ovvero la stragrande maggioranza).&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ridimensionata nella sua furia censoria, l’ANAC sembra essersi presa ora una rivincita: dal primo gennaio ha smesso di emettere gli “smart CIG”, ovvero la versione smart del Codice Identificativo Gara.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading">NO CIG NO PARTY</h3>



<p class="wp-block-paragraph">E senza CIG non fai nulla. E pazienza per le gare più complesse, su cui comunque si rischia di accumulare ritardi importanti, ma oggi è bloccato qualsiasi tipo di acquisto, pure da poche centinaia di euro! Perché? Non si riesce ad ottenere il CIG, tutti ne sono alla ricerca come Indiana Jones alla caccia dell’Arca perduta. Costretti a superare un calvario di prove che nemmeno i <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giochi_senza_frontiere">Giochi Senza Frontiere</a>, con i responsabili del procedimento impossibilitati a delegare collaboratori per riempire pile di scartoffie elettroniche. Perché si entra con la SPID, che è personale, creare delegati&nbsp; è un’altra avventura al limite dell’impossibile.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading">NON SIAMO IN UN MONDO DI LADRI&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Capisco che Venditti lo cantava negli anni novanta, forse però i parrucconi che siedono nei palazzi della burocrazia romana, con tutto il rispetto e la reverenza possibile, dovrebbero iniziare a pensare che i Sindaci non sono una categoria di briganti e malfattori, così come i funzionari pubblici non sono un esercito di malavitosi. Almeno per spesucce fino a 5.000€ si può pensare di andare verso lo snellimento e non la complicazione? Che diavolo serve un “Codice Identificativo Gara” per una spesa da poche centinaia di euro? Suvvia… </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il danno che si sta provocando all’intero sistema italiano della PA è incalcolabile, il tutto alle spalle di un Governo che invece ha tentato a più riprese di andare verso la direzione opposta, con la revisione delle soglie tutte al rialzo. Per questo a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. Forse questi bastoni tra le ruote non ci sono finiti per caso.&nbsp;</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2024/01/26/sindaci-cig/">CARO STATO, NOI SINDACI SIAMO MEGLIO DI QUANTO CI(G) CONSIDERI </a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Il saluto di Lazzate al suo concittadino nominato Arcivescovo</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2023/06/25/il-saluto-di-lazzate-al-suo-concittadino-nominato-arcivescovo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Jun 2023 18:59:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Sindaco]]></category>
		<category><![CDATA[lazzate]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il messaggio che ho letto da Sindaco, a nome della nostra comunità, per salutare la prima eucarestia da Arcivescovo del nostro concittadino Don Diego Ravelli</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2023/06/25/il-saluto-di-lazzate-al-suo-concittadino-nominato-arcivescovo/">Il saluto di Lazzate al suo concittadino nominato Arcivescovo</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il messaggio che ho letto da Sindaco, a nome della nostra comunità, per salutare la prima eucarestia da Arcivescovo del nostro concittadino Don Diego Ravelli</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Per chi non fosse stato presente oggi a Lazzate, in una magnifica giornata di festa, pubblico il testo del messaggio che ho letto al termine della funzione religiosa con cui abbiamo salutato il nuovo Arcivescovo di Recanati, il nostro concittadino Don Diego Ravelli.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-style-default is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sua eccellenza Arcivescovo, don Giancarlo , cari concittadini,</p>



<p class="wp-block-paragraph">è con grande emozione che intervengo qui oggi, in questo giorno sicuramente speciale per tutti noi, nella mia veste di Sindaco di Lazzate. A me spetta il compito di dare voce a una comunità intera, donne e uomini di Lazzate che desiderano manifestare la propria gratitudine e gioia per un nostro concittadino a cui è stata consegnata una grande responsabilità.&nbsp; Proprio il forte senso di appartenenza alla nostra comunità si dimostra oggi, con questo caloroso abbraccio, con questo grande giorno di festa, a rivendicare ancora una volta l’orgoglio di aver vinto la sfida di sopravvivere, crescere e rinascere della nostra Lazzate. Meglio di ogni parola, pensiero o riflessione, spiegano questo sentimento i versi del nostro poeta Enea Bianchi, dedicati alla nostra Lazzate, di cui voglio leggere qui un piccolo passo:</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Propri in sto post, che faseva paura, se adatta di gent che con sapa e mazza, lavurand de lena sta tera dura, han crea Lazza, in su la spiaza.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sua Eccelenza, Arcivescovo di Recanati, per noi semplicemente Don Diego, ha dato lustro al nome di Lazzate che non solo porta nel cuore, ma nelle sue azioni, nei suoi pensieri nel suo modo d’essere. Lui, oggi consacrato tra i più illustri nostri concittadini, ha continuato e continuerà a dare di zappa e mazza, lavorando di buona lena, come testimoniava il poeta Bianchi.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo ha fatto e lo farà in tanti luoghi del mondo, in tanti cuori e famiglie che&nbsp; ne avranno bisogno. Oggi lo salutiamo e lo cingiamo in questo caldo abbraccio, per far sapere che Lazzate non è per noi e per lui un semplice segno anagrafico, la nostra è una comunità che sarà sempre insieme a lui anche quando potrà sembrare così fisicamente lontana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E in queste settimane sono tanti che si sono impegnati di buona lena, che hanno lavorato perché quella di oggi rimanga una giornata storica per Lazzate. A loro va il mio&nbsp; e il nostro grazie, a nome di tutti i lazzatesi. Le nostre associazioni, oggi presenti qui con i loro vessilli, le centinaia di volontari che non fanno mai mancare il loro impegno, la loro presenza, la loro voglia di fare. I semplici cittadini, che non hanno voluto mancare oggi, così come non sono mai mancati nei momenti belli, come in quelli difficili. Questo significa essere una comunità, questo significa far parte di una grande famiglia allargata.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è con emozione, e un pizzico di genuino orgoglio, che questa famiglia, la nostra Lazzate, saluta e dà il benvenuto a sua Eccellenza Arcivescovo di Recanati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bentornato Don Diego,&nbsp; questa è casa tua.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



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		<title>Un mese da Sindaco</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2023/06/19/un-mese-da-sindaco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jun 2023 08:06:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sindaco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La grande emozione dei miei primi trenta giorni da Sindaco di Lazzate</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="has-text-align-center has-normal-font-size wp-block-paragraph"><strong><em>La grande emozione dei miei primi trenta giorni da Sindaco di Lazzate</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">E’ passato giusto un mese dallo scorso 15 maggio, un giorno per me indimenticabile, quando a poche ore dalla chiusura delle urne <a href="https://elezioni.repubblica.it/2023/comunali/14-maggio/lombardia/lazzate/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">venivo eletto e poi proclamato ufficialmente Sindaco</a> di Lazzate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un risultato oltre ogni aspettativa, con una affluenza in aumento (rimando però ad un livello preoccupante) e la maggioranza assoluta dei votanti che ha scelto la nostra Squadra, nonostante la presenza di tre liste. Una cosa notevole, che testimonia l’apprezzamento per il nostro Sindaco Loredana Pizzi che ha guidato Lazzate negli ultimi dieci anni, che certifica la bontà del nostro programma e l’apprezzamento per una campagna elettorale in cui abbiamo parlato solo di idee e contenuti. L’amore per Lazzate è stata la cifra che ha contraddistinto il nostro successo elettorale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E adesso? Si lavora. L’emozione è stata davvero tanta, come per tutti coloro che hanno avuto il privilegio di essere eletti sindaci, per me lo è stato ancora di più. Lazzate è il paese dove sono nato, cresciuto e diventato adulto. E’ la comunità dove ho mosso i miei primi passi in politica. Lazzate è il Comune dove mio padre per tanti anni è stato Sindaco, che ha plasmato e trasformato tutto quello che a Lazzate oggi c’è e prima non esisteva. Cesarino è Lazzate e Lazzate è Cesarino, sedersi sulla poltrona di primo cittadino ti getta addosso una grande responsabilità, te la senti tutta addosso. Non possono esistere però paragoni, non ci sono eredi, continuiamo a portare avanti i suoi insegnamenti e il suo amore per questa comunità. Questo ci guida e continuerà a guidare la nostra azione di Governo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un mese da Sindaco è troppo poco per iniziare a fare un bilancio, anche se su molti progetti siamo già partiti (Piazza Lombardia ed ex Piazza Mercato), abbiamo però lanciato un messaggio chiaro a tutti: noi continuiamo a lavorare per rendere sempre più grande e bella Lazzate, ogni minuto del nostro tempo sarà impegnato a crescere e fare le tante cose belle che abbiamo in testa. Per tutto il resto, odi personali, rancori, polemiche inutili, protagonismi da prime donne, non perderemo nemmeno un secondo, perché Lazzate si merita altro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo di fronte a noi una estate in cui Lazzate sarà davvero protagonista: il 2 luglio i Campionati Italiani di Skiroll, dal 28 luglio una rinnovata edizione di “Vacanze nel Borgo” con tante novità in arrivo, che ci accompagnerà fino al secondo week end di agosto, perché dal 10 al 13 ospiteremo addirittura i Campionati del Mondo di Skiroll, per poi arrivare a settembre con la Sagra della Patata e i Campionati Italiani di Trial. Una bellissima avventura che inizia alla grande. Siete carichi? Noi sì!</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2023/06/19/un-mese-da-sindaco/"><strong>Un mese da Sindaco</strong></a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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