<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>islam - ilMonti.com</title>
	<atom:link href="https://www.ilmonti.com/tag/islam/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.ilmonti.com</link>
	<description>il blog di Andrea Monti</description>
	<lastBuildDate>Mon, 08 Jan 2024 12:27:16 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>

<image>
	<url>https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2024/01/Progetto-senza-titolo-2-150x150.png</url>
	<title>islam - ilMonti.com</title>
	<link>https://www.ilmonti.com</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">63899545</site>	<item>
		<title>Il velo islamico sarebbe libertà?</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2021/11/05/il-velo-islamico-sarebbe-liberta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Nov 2021 10:58:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[hijab]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[velo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilmonti.com/?p=32570</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il consiglio d'Europa e l'Unione Europea tentano di convincerci che indossare il velo sia libertà ed emancipazione. Rivolta in Francia, e in Italia? La fratellanza musulmana quanto condiziona le politiche europee?</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2021/11/05/il-velo-islamico-sarebbe-liberta/">Il velo islamico sarebbe libertà?</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong><em>Il consiglio d&#8217;Europa e l&#8217;Unione Europea tentano di convincerci che indossare il velo sia libertà ed emancipazione. Rivolta in Francia, e in Italia? La fratellanza musulmana quanto condiziona le politiche europee?</em></strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://ilmonti.com/wp-content/uploads/2021/11/immagini.quotidiano.net_-1024x576.jpeg" alt="velo" class="wp-image-32571"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://video.repubblica.it/mondo/la-liberta-e-nell-hijab-lo-scivolone-del-consiglio-d-europa-ritirata-la-pubblicita/400554/401264">«La bellezza è nella diversità come la libertà è nell’hijab»</a>. Questo lo slogan che compariva, a sfondo di una immagine composta da due mezze figure di ragazza, una con velo islamico e una alla moda «europea», in una campagna del <a href="https://www.coe.int/it/">Consiglio d’Europa</a> finanziata dall’<a href="https://europa.eu/european-union/index_it">Unione Europea</a>.<br>La <a href="https://www.google.it/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=web&amp;cd=&amp;ved=2ahUKEwjfnZ_ThYH0AhUCDuwKHf7tA3MQFnoECAUQAQ&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.repubblica.it%2Festeri%2F2021%2F11%2F04%2Fnews%2Ffrancia_velo_consiglio_d_europa-324965791%2F&amp;usg=AOvVaw1pS_aHtKFNO74MsqjJVnSg">polemica</a> è scoppiata in Francia, patria storica del laicismo militante, e per questo è stata subito rimossa con la promessa che sarà «rimodulata». Questo episodio, grave e significativo, ci interroga su due questioni altrettanto importanti.<br>La prima riguarda le nostre istituzioni: quanto è profonda la presenza di una corrente legata ala <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fratelli_Musulmani">fratellanza musulmana</a>, ovvero l’islam militante, all’interno dei nostri stessi organi europei? Quanto e siamo coscienti di questo pericolo, chi controlla, l’opinione pubblica ne è informata e cosciente? Tutte domande che, temo, potrebbero nascondere risposte poco confortanti e tranquillizzanti.<br>La seconda questione è di principio: davvero possiamo considerare una scelta sempre di genuina libertà l’obbligo di portare il velo per giovani donne nate e cresciute in occidente e in Europa? Non sappiamo bene se sia sempre una libera scelta, ma anche se lo fosse, è corretto sostenere questo come un simbolo di libertà e quindi di emancipazione?<br>Anche qui le risposte probabilmente non sono tranquillizzanti, rispetto al fatto che qualcuno che decide quali campagne mediatiche finanziare e far arrivare ai nostri giovani, pensi che sia davvero un totem di libertà dover coprire il capo per le donne. Questo accade in Europa, nel 2021. Aiuto.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2021/11/05/il-velo-islamico-sarebbe-liberta/">Il velo islamico sarebbe libertà?</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">32570</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Lo ius soli facilita il terrorismo</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2017/05/24/lo-ius-soli-facilita-terrorismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 May 2017 12:39:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[cittdinanza]]></category>
		<category><![CDATA[gran bretagna]]></category>
		<category><![CDATA[integrazione]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[ius oli]]></category>
		<category><![CDATA[radicali]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilmonti.com/?p=4814</guid>

					<description><![CDATA[<p>La cittadinanza non aiuta l&#8217;integrazione, anzi il rischio è quello di aumentare il numero di cittadini che continuano a sentirsi stranieri, diventando sensibili alle sirene del radicalismo Mentre ci lecchiamo le ferite dopo l’ennesimo attacco terroristico, odioso, sanguinoso e brutale, il prossimo 15 giugno verrà discussa in Senato la legge sullo ius soli. Ovvero una modifica alle [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2017/05/24/lo-ius-soli-facilita-terrorismo/">Lo ius soli facilita il terrorismo</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;">La cittadinanza non aiuta l&#8217;integrazione, anzi il rischio è quello di aumentare il numero di cittadini che continuano a sentirsi stranieri, diventando sensibili alle sirene del radicalismo</h2>
<p><a href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2017/05/ius-soli.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-4815" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2017/05/ius-soli.jpg" alt="ius soli" width="1024" height="727" /></a></p>
<p>Mentre ci lecchiamo le ferite dopo l’ennesimo attacco terroristico, odioso, sanguinoso e brutale, il prossimo 15 giugno verrà <a href="http://www.repubblica.it/solidarieta/diritti-umani/2017/05/02/news/cittadinanza-164434783/">discussa</a> in Senato la legge sullo <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ius_soli">ius soli</a>. Ovvero una modifica alle attuali norme previste per acquisire la cittadinanza italiana. In senso più restrittivo? Naturalmente no. L’idea sarebbe quella di introdurre il principio dello <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ius_soli">ius soli</a>, seppur temperato, ovvero tendere a facilitare l’acquisizione della cittadinanza italiana a chi nasce sul territorio italiano.</p>
<p>E perché qualcuno vuole facilitare l’acquisizione della cittadinanza italiana? Secondo PD e sinistra, ottenere la cittadinanza italiana faciliterebbe il processo di integrazione. Vero? Naturalmente no.</p>
<p><a href="http://www.ilpost.it/2017/05/23/attentati-terroristici-europa-dal-2015-ad-oggi/">Qui</a> trovate la mappa degli ultimi attentati terroristi dal 2015 ad oggi. Francia, Germania e Gran Bretagna vantano le legislazioni più «morbide» in fatto di acquisizione della cittadinanza. Eppure sono quelle più martoriate dagli attacchi terroristici. Vale la pena ricordare poi che la quasi totalità degli attentatori, compreso l’<a href="http://www.huffingtonpost.it/2017/05/23/attentato-alla-manchester-arena-arrestato-un-23enne-sospettato_a_22105173/">ultimo</a> di Manchester, erano cittadini europei, spesso di seconda generazione.</p>
<p>È evidente quindi che non vi sia nessuna corrispondenza diretta tra l’ottenimento della cittadinanza e il lungo, difficile e complesso processo di integrazione. La cosa è nota a tutti quelli che non ragionano con il paraocchi del politicamente corretto.</p>
<h3>MA GLI STRANIERI VOGLIONO ESSERE CITTADINI ITALIANI?</h3>
<p>Da una <a href="http://www.qualificare.info/upload/Indagine%20estensiva%20immigrati.pdf">ricerca</a> del 2007 commissionata dal Ministero dell’Interno a Makno &amp; Consulting, emergono dati interessanti.</p>
<p>Innanzitutto gli italiani, e non gli stranieri, non hanno la minima idea di come si possa ottenere la cittadinanza italiana. Il 43,5% degli intervistati, quindi quasi uno su due, ammette di non avere idea di dopo quanti anni di residenza si possa chiedere la cittadinanza. Un altro 40% crede che siano sufficienti 5 anni (31,8%) o 3 anni (8,4%). Solo il 15% degli italiani è consapevole che la cittadinanza si può richiedere dopo 10 anni di residenza.</p>
<p>Clamoroso poi il dato sull’interesse potenziale a richiedere la cittadinanza. Solo il 55,2% degli stranieri residenti è interessato a diventare cittadino italiano. Il 20,3% risponde esplicitamente «NO» e il 24,5% «non risponde».</p>
<p>A conferma della scarsa propensione a diventare cittadini italiani ed europei, anche le risposte sui motivi per i quali interesserebbe diventare cittadini italiani.<br />
Al primo posto, con il 57%, è questa la motivazione che interessa oltre la metà degli stranieri:</p>
<blockquote><p>Non chiedere più il permesso di soggiorno</p></blockquote>
<p>L’ottenimento della cittadinanza non è visto come una condivisione di ideali, valori, storia e cultura, bensì un mero espediente per superare la burocrazia.</p>
<p>La risposta «per essere più integrato in italia» è stata barrata da un misero 23%.</p>
<h3>REGALARE CITTADINANZE E TROVARSI ITALIANI CHE SI SENTIRANNO STRANIERI</h3>
<p>Con la legge che introduce lo ius soli stiamo peggiorando un quadro già critico. Il rischio, regalando cittadinanze in maniera facile, è quello di ritrovarsi con un numero sempre crescente di italiani che si sentiranno però stranieri. Questa sensazione di estraniamento, di diversità all’interno di una comunità che non si avverte come la propria, sta probabilmente alla base di questo fenomeno che vede radicalizzarsi cittadini europei, di prima o seconda generazione.</p>
<p>Anche per questo motivo dobbiamo fermare, con ogni mezzo, lo scellerato progetto che mira ad introdurre il principio dello ius soli in Italia. Lo dobbiamo fare perché probabilmente regalare la cittadinanza facilità l’espansione del terrorismo, collaborando ad alimentare quel brodo di cultura in cui covano e proliferano gruppi radicali e terroristici.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2017/05/24/lo-ius-soli-facilita-terrorismo/">Lo ius soli facilita il terrorismo</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">4814</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Burqa vietato in Marocco. Una buona notizia e un cattivo segnale</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2017/01/13/burqa-vietato-in-marocco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jan 2017 12:17:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Estero]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[burqa]]></category>
		<category><![CDATA[divieto]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[islamizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[marocco]]></category>
		<category><![CDATA[monarchia]]></category>
		<category><![CDATA[rischio]]></category>
		<category><![CDATA[sharia]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilmonti.com/?p=4623</guid>

					<description><![CDATA[<p>Burqa, il Marocco, seppur con modalità controverse, avrebbe deciso di vietarlo. Una buona notizia? Apparentemente si, ma è anche un cattivo segnale La notizia è stata pubblicata qualche giorno fa dal sito Le360, organo dato vicino alla monarchia regnante, in cui si è raccontato come, ad alcuni venditori di Casablanca, sia stato comunicato il divieto [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2017/01/13/burqa-vietato-in-marocco/">Burqa vietato in Marocco. Una buona notizia e un cattivo segnale</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;"><em>Burqa, il Marocco, seppur con modalità controverse, avrebbe deciso di vietarlo. Una buona notizia? Apparentemente si, ma è anche un cattivo segnale</em></h3>
<p><a href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2017/01/burqa-600x300-1.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-4625 size-large" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2017/01/burqa-600x300-1-1024x512.jpg" alt="burqa" width="1024" height="512" /></a></p>
<p>La notizia è stata pubblicata qualche giorno fa dal sito <a href="http://fr.le360.ma/politique/securite-le-maroc-declare-la-guerre-a-la-burqa-a-la-source-103093">Le360</a>, organo dato vicino alla monarchia regnante, in cui si è raccontato come, ad alcuni venditori di Casablanca, sia stato comunicato il divieto di vendita del burqa, in molti casi solo in forma orale. Divieto che non sarebbe confinato solo alla più grande tra le città del Marocco, è stato notificato anche a Taroudant, qui in via ufficiale e scritta. Divieto che interesserebbe anche i produttori del contestato copricapo integrale, a cui sono state concesse 48 ore per interrompere definitivamente le produzioni e di sbarazzarsi di tutte le scorte, pena la confisca di tutto il materiale in giacenza. Un bel giro di vite e guerra totale al burqa. La decisione, a quanto è dato sapere, sarebbe stata presa dal Ministero dell’Interno, motivata dai rischi legati alla delinquenza comune. Si parla di teppisti che non pochi spiccioli possono acquistare l’indumento coprente, per poi usarlo in azioni criminali.</p>
<p>È una buona notizia il divieto del burqa in Marocco? Di per sé rappresenta una buona notizia, se vogliamo solo considerare il fatto che uno stato, con maggioranza di religione islamica, si pone chiaramente contro l’indumento simbolo delle derive più estremiste, quelle conosciute in Afganistan e in Pakistan. E lo fa con più forza e decisione di quanto si abbia il coraggio di fare nella stessa emancipata e liberale Europa.</p>
<p>Però la notizia potrebbe nascondere anche un segnale inquietante e poco rassicurante.</p>
<h3>IL MAROCCO E LA MONARCHIA COSTITUZIONALE</h3>
<p>Ricordiamo che il Marocco ha rappresentato, almeno fino ad oggi, un’isola felice nel panorama dei paesi Nord Africani. Vige una forma politica che affonda le sue radici nel XVI secolo. Re Mohammed VI, forte dell’appartenenza alla <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Dinastia_alawide">dinastia alawide</a>, che gli garantisce una discendenza diretta con il Profeta, detiene sia il potere religioso, come «guida dei credenti» che quello politico, con il potere di presiedere il Consiglio dei Ministri, nominare il Primo Ministro, i Ministri e quello di sciogliere le camere e indire nuove elezioni.</p>
<p>Sotto di lui un Parlamento eletto, con una maggioranza a cui il sovrano defe fare riferimento.</p>
<p>Questo assetto costituzionale, tecnicamente una Monarchia costituzionale, ha fino ad oggi funzionato da argine rispetto al rischio di inquinamento di forze islamiche più estremiste, che del resto non mancano in Marocco. Come, per esempio, la controversa <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Al-Adl_wa_l-Ihsan">al-‘Adl Wa al-Ihsân</a> (Giustizia e Beneficienza), mai riconosciuta dalla monarchia. Non partecipa alle elezioni ma svolge attività politica e sociale, con azioni di beneficienza e caritatevoli, con il dichiarato intento di islamizzare la società partendo dalle classi più povere e disagiate. Un modello non nuovo e molto simile ad altre forze politiche presenti nel panorama politico arabo e mediorientale.</p>
<h3>A PARIGI E BRUXELLES ATTENTATORI MAROCCHINI</h3>
<p>Una situazione apparentemente tranquilla, che ha sempre fatto pensare al Marocco come a un’isola felice. Negli ultimi anni però il quadro appare in deterioramento, ed è per questo che la decisione del divieto del burqa potrebbe suonare come un preoccupante campanello d’allarme. In un interessante articolo di <a href="http://www.linkiesta.it/it/author/bianca-senatore/534/">Bianca Senatore</a>, apparso su <a href="http://www.linkiesta.it/it/article/2016/04/04/jihad-il-pericolo-ora-arriva-dal-tranquillo-marocco/29842/">Linkiesta</a> il 4 aprile scorso, si raccontava proprio del rischio islamizzazione del Marocco. Ricordando come molti degli attentatori di Parigi e di Bruxelles fossero di nazionalità o di origine marocchina. Si ricordava anche dei circa 2000 foreign fighters, quelli che sarebbero partiti dal Marocco per andare a combattere nel teatro di guerra siriano.</p>
<p>Oggi ci aggiungiamo la situazione politica instabile, con le recenti elezioni che sì hanno visto ancora la vittoria di Benkirane, leader del Partito per lo sviluppo e la giustizia islamista (PJD), il quale però non ha raggiunto una maggioranza tale da garantirgli l’autosufficienza. Serve stringere alleanze, che però i partiti vicini alla monarchia non sono disposti a concedere.</p>
<p>Il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Partito_per_la_Giustizia_e_lo_Sviluppo_(Marocco)">Partito per la Giustizia e lo Sviluppo</a> (PJD), che si ispira all’AKP di Erdogan, è considerato un partito islamista moderato, dai primi anni 2000 è stato autorizzato a partecipare alla vita politica e alle elezioni in Marocco. Pur essendo moderato, così come viene etichettato lo stesso leader Benkirane, è da più parti accusato di voler lentamente islamizzare la società marocchina. Lo stesso Benkirane ha un passato legato a movimenti islamisti radicali, e fino a qualche anno fa ha tenuto posizioni estremamente rigide rispetto ai dettami coranici. Certo il PJD, questo è innegabile, ha fino ad oggi rappresentato un buon compromesso, e un ottimo argine rispetto all’avanzata di movimenti politici certamente più pericolosi e intransigenti. Fino ad oggi, appunto.</p>
<h3>QUINDI PERCHÈ IL DIVIETO DEL BURQA?</h3>
<p>Quindi il divieto del burqa è probabilmente più una questione politica che di sicurezza. Forse un segnale di posizionamento della Monarchia, che da la misura di quanto sia avvertito il rischio di una deriva pericolosa anche in Marocco, di quanto sia necessario mostrare i muscoli rispetto a chi vorrebbe imporre una società guidata dalle ferree leggi della sharia.</p>
<p>Nulla di tranquillizzante insomma, soprattutto per l’Italia, dove vive una grande comunità marocchina, che non possiamo permetterci diventi anch’essa possibile serbatoio di, seppur isolati, potenziali terroristi.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2017/01/13/burqa-vietato-in-marocco/">Burqa vietato in Marocco. Una buona notizia e un cattivo segnale</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">4623</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Scuola di arabo a spese della Provincia (che non ha soldi)</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2016/12/07/scuola-arabo-spese-della-provincia-non-soldi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Dec 2016 13:34:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[arabo]]></category>
		<category><![CDATA[corano]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[madrasa]]></category>
		<category><![CDATA[MONZA]]></category>
		<category><![CDATA[Pd]]></category>
		<category><![CDATA[ponti]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[ucoii]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilmonti.com/?p=4518</guid>

					<description><![CDATA[<p>Uno schiaffo alle tante associazioni sportive della Brianza, costrette a pagare salati l&#8217;utilizzo degli spazi scolastici Delle difficoltà della Provincia, per usare un termine che minimizza di molto la situazione, in termini di risorse economiche a disposizione, ho parlato più volte. Siamo ancora in attesa dell’approvazione del Bilancio Preventivo 2016, con equilibri raggiunti grazie ad una [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2016/12/07/scuola-arabo-spese-della-provincia-non-soldi/">Scuola di arabo a spese della Provincia (che non ha soldi)</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><em>Uno schiaffo alle tante associazioni sportive della Brianza, costrette a pagare salati l&#8217;utilizzo degli spazi scolastici</em></h2>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-4519 size-full" title="scuola di arabo" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2016/12/Cvs0Xc7UEAAcENH.jpg" alt="scuola di arabo" width="1149" height="577" /></p>
<p>Delle difficoltà della Provincia, per usare un termine che minimizza di molto la situazione, in termini di risorse economiche a disposizione, ho parlato più volte. Siamo ancora in attesa dell’approvazione del Bilancio Preventivo 2016, con equilibri raggiunti grazie ad una operazione non prevista dalle norme contabili, come scritto nero su bianco negli stessi documenti ufficiali. Soldi non ce ne sono insomma, la situazione è drammatica. In questo quadro di assoluta emergenza, dove i dettami costituzionali che obbligano all’attuazione, da parte delle Pubbliche Amministrazioni, del principio di buon andamento (art. 97 della Costituzione), meglio esplicitati nel principio di economicità della gestione amministrativa (art. 1, legge n. 241/1990 e ss.ii.mm.), assumono un pieno significato e quasi un obbligo rispetto alle decisioni afferenti alla sfera politica, cosa fa il nostro Presidente Ponti? Scialacqua, regala, elargisce. Con il DPP (Decreto Deliberativo Presidenziale)<a href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2016/12/Copia-di-memdoc_creapdf_814351692479476163714300479211.pdf"> n.98 del 30/11/2016</a>, ha deciso di regalare al <a href="https://www.facebook.com/Centro-Islamico-Di-Monza-E-Brianza-1379275179027141/">Centro Islamico di Monza</a> (guidato dall’algerino <a href="https://www.ucoii.org/fouad-selim/">Fouad Selim</a>, già membro dell’UCOII.), l’utilizzo di importanti (per dimensioni e durata) spazi scolastici provinciali, si tratta di quattro aule del Mosè Bianchi di Monza, per un lungo periodo che va dal novembre 2016 al giugno 2017. E per fare cosa? Per organizzare un corso di lingua araba. Non corsi di italiano per arabi, proprio corsi di arabo per bambini e ragazzi.</p>
<p>Mi chiedo, come mai la Provincia si permette il lusso di regalare questi spazi? E soprattutto, come mai a qualcuno «regala» quando invece a svariate decine di associazioni sportive, quelle che si occupano dell’attività ludica e agonistica di centinaia di nostri ragazzi, fa pagare <a href="http://www.provincia.mb.it/export/sites/default/istruzione/doc/usolocali/tariffe_2016.pdf">affitti salati</a> per l’utilizzo degli spazi scolastici di sua proprietà?</p>
<p>Il motivo, tenetevi forte, è descritto così nell’atto deliberativo:</p>
<blockquote><p>la Provincia di Monza e della Brianza ritiene opportuno offrire a bambini e ragazzi la possibilità di apprendere la lingua araba, in considerazione del considerevole numero di famiglie residenti in Italia provenienti dai paesi arabi, della storica rilevanza di scambi culturali tra paesi del Mediterraneo, della crescente diffusione di rapporti economici, commerciali e sociali tra i paesi arabi e l’Italia</p></blockquote>
<p>Siamo di fronte ad una sorta di integrazione alla rovescia, dove l’ente pubblico concede vantaggi economici per agevolare lo studio della lingua araba, cioè per meglio integrare i giovani italiani nella comunità araba. Noi pensavamo di essere alle prese con un problema enorme, ovvero quello di integrare giovani bambini e ragazzi di cultura e lingua araba in Italia. Invece no, oggi compiamo un passo in avanti, una drammatica evoluzione. Siamo noi a doverci integrare. Davvero curioso.</p>
<p>Questa iniziativa, come detto assolutamente discriminante rispetto alle associazioni, sportive e non, che pagano regolarmente per l’utilizzo degli spazi, sarebbe figlia di un non meglio conosciuto accordo di collaborazione tra Assessorato all’istruzione del Comune di Monza, Centro Islamico di Monza e Brianza e <a href="http://www.iisbianchi.it/nuovosito/">Istituto Scolastico Mosè Bianchi</a>. Che ruolo abbia la Provincia, oltre a quello di metterci gli spazi gratuitamente, non è dato sapere.</p>
<h3>CORSO A PAGAMENTO, 150€ PER IMPARARE L’ARABO</h3>
<p>Preso da curiosità ho chiamato il Centro Islamico, fingendomi interessato al corso. I partecipanti possono avere al massimo 16 anni e il corso non è gratuito. Sommariamente mi è stato indicato un costo complessivo di circa 150€, tra iscrizione, fornitura libri, assicurazione e quant’altro. Quindi la Provincia, in disperata situazione economica, concede gratuitamente spazi per organizzare corsi di arabo che sono pure a pagamento. Di bene in meglio, direi.</p>
<p>Il corso si svolgerà ogni martedì, dalle ore 17.00 alle ore 21.00 e proseguirà fino al 15 giugno.</p>
<h3>DIVERSI ASPETTI DA CHIARIRE E A CUI IL PRESIDENTE DOVRÀ RISPONDERE</h3>
<p>All’interno di una interrogazione che ho depositato oggi, il Presidente sarà poi chiamato a chiarire diversi aspetti legati a questa concessione gratuita.</p>
<p>Innanzitutto dal DDP non si evince bene chi sia il soggetto che abbia avanzato la richiesta di spazi, anzi, non si riporta l’esistenza di nessuna richiesta. Si fa semplicemente cenno ad una generica nota pervenuta in data 30 settembre 2016, a firma del Dirigente dell’Istituto «Mosè Bianchi», in cui viene inviato questo «Accordo di collaborazione», senza altro specificare. Ma è stata fatta la richiesta? E se si, chi l’avrebbe firmata?</p>
<p>Questo particolare non è secondario, visto che in base al «<a href="http://www.provincia.mb.it/export/sites/default/istruzione/doc/usolocali/REGOLAMENTO_PER_LA_CONCESSIONE_IN_USO_A_TERZI_DI_STRUTTURE_SCOLASTICHE_2016_1.pdf">Regolamento per la concessione in uso a terzi di strutture scolastiche</a>», specificatamente all’articolo 5, tale domanda dev’essere formalmente inviata e firmata dal legale rappresentante dell’associazione o ente che la presenta. C’è poi l’obbligo, sempre in base all’articolo 5, di presentare regolare copertura assicurativa RCT, obbligo posto in capo al soggetto che presenta la domanda.</p>
<p>Rimane poi la questione temporale, ovvero all’art. 6 si specifica chiaramente che le richieste annuali di occupazione spazi, come il caso in oggetto, debbano pervenire entro il 31 luglio, quando invece la nota della scuola è datata 30 settembre. Com’è stato possibile, quindi, concedere le aule? Arriva una domanda fuori tempo massimo di due mesi e si fa finta di nulla? Scuola e Provincia concedono senza battere ciglio? Chi ha avuto a che fare con questo tipo di domande, soprattutto quando coinvolgono le programmazioni scolastiche, sa bene quali e quante difficoltà è necessario superare.</p>
<h3>QUANTO AVREBBERO DOVUTO PAGARE?</h3>
<p>La concessione gratuita riguarda un periodo che va dal 1 novembre 2016 al 15 giugno 2017, tutti i martedì per quattro ore in quattro aule. Partendo dalla tariffa base oraria di 3,51€, i conti sono presto fatti. Si tratta di 4 aule, 33 martedì, per un totale di 528, che sommano un totale di 1.853,28€. Ma perché si è deciso di scontare questa cifra al Centro Islamico di Monza e Brianza? Perché sarebbero loro più meritori delle altre associazioni a cui viene fatto pagare regolarmente?</p>
<p>Senza contare i costi indiretti, visto che riscaldare, illuminare e tenere aperte queste aule comporterà ulteriori costi per l’ente, probabilmente anche maggiori.</p>
<h3>RISCHIO MADRASSE IN BRIANZA</h3>
<p>Una scelta politica incomprensibile, figlia del solito vizio della sinistra che si sente in qualche modo sottomessa ad un mondo islamico a cui pare tutto sia dovuto. Ma perché mai? Senza contare che questo corso, che ha la chiara finalità di far imparare l’arabo anche a quei bambini stranieri che sarebbero cresciuti con la sola lingua italiana, potrebbe rappresentare un elemento di radicalizzazione culturale, elemento che va in senso contrario alla sbandierata esigenza di integrazione. È evidente l’intenzione di questo Centro Islamico, quella di evitare che le nuove generazioni perdano il contatto con la cultura di riferimento delle famiglie, che magari già percepiscono come lontana. E il primo passo è preservare la lingua. A loro lo concedono, gli amici del PD, mentre invece si sono scagliati contro la legge di Regione Lombardia volta a tutelare la lingua lombarda.</p>
<p>Chi poi controllerà e vigilerà su questi corsi? Chi potrà garantire che non si trasformino in vere e proprie <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Madrasa">madrasse</a> nel cuore della Brianza?</p>
<p>Una scelta sbagliata e pericolosa, di cui chiediamo l’immediato annullamento, anche per gli evidenti profili di incompatibilità rispetto alla situazione economica della Provincia di Monza.</p>
<p><figure id="attachment_2578" aria-describedby="caption-attachment-2578" style="width: 50px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2016/12/interrogazione_SCUOLA_ARABO.pdf"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-2578" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2014/11/pdf-icon5-e1476710939644.png" alt="interrogazione" width="50" height="50" /></a><figcaption id="caption-attachment-2578" class="wp-caption-text"><a href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2016/12/interrogazione_SCUOLA_ARABO.pdf">Testo interrogazione</a></figcaption></figure></p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2016/12/07/scuola-arabo-spese-della-provincia-non-soldi/">Scuola di arabo a spese della Provincia (che non ha soldi)</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">4518</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Rischio terrorismo tra i profughi e &#8220;spirale balcanica&#8221;</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2016/03/09/rischio_terrorismo_tra_i_profughi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Mar 2016 18:21:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[asilo]]></category>
		<category><![CDATA[attentato]]></category>
		<category><![CDATA[balcani]]></category>
		<category><![CDATA[Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[giussano]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[ispi]]></category>
		<category><![CDATA[itstime]]></category>
		<category><![CDATA[profughi]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[vimercate]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilmonti.com/?p=4176</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ci risiamo, ancora un sedicente profugo arrestato con l&#8217;accusa di terrorismo. Progettava un attentato a Roma. Ma sappiamo davvero cosa rischiamo? Ne parliamo con l&#8217;analista e ricercatore  ISPI Giovanni Giacalone La cronaca di queste ore ci consegna l&#8217;ennesimo episodio di un presunto profugo, richiedente protezione internazionale, arrestato perché accusato di progettare un attentato nella capitale. [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2016/03/09/rischio_terrorismo_tra_i_profughi/">Rischio terrorismo tra i profughi e “spirale balcanica”</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><em>Ci risiamo, ancora un sedicente profugo arrestato con l&#8217;accusa di terrorismo. Progettava un attentato a Roma. Ma sappiamo davvero cosa rischiamo? Ne parliamo con l&#8217;analista e ricercatore  ISPI Giovanni Giacalone</em></h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-4177 aligncenter" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2016/03/1432924801-n-isis-large570.jpg" alt="1432924801-n-isis-large570" width="800" height="501" /></p>
<p>La <a href="http://www.ilgiornale.it/news/cronache/jihad-continua-iniziamo-roma-arrestato-limam-centro-accoglie-1233975.html">cronaca di queste ore</a> ci consegna l&#8217;ennesimo episodio di un presunto profugo, richiedente protezione internazionale, arrestato perché accusato di progettare un attentato nella capitale. Questa volta è stato prelevato direttamente nel centro profughi dove era ospitato, a spese nostre. Singoli episodi, che però iniziano a tratteggiare i confini di un rischio infiltrazioni che si fa sempre più grande, soprattutto con l&#8217;aumentare del numero di ospiti che ogni giorno si moltiplicano nei nostri comuni, fin dentro le nostre stesse case, <a href="https://www.youtube.com/watch?v=rOenmUuPeXo">come sta accadendo a Giussano</a> o a <a href="http://www.ilmonti.com/la-nostra-vimercate-non-sara-a-misura-dimmigrato/">Vimercate</a> e in tante altre parti in Brianza e in Italia.</p>
<p>Ma cosa rischia l&#8217;Europa e l&#8217;Italia dall&#8217;incessante invasione di profughi che premono ai nostri confini? Lo scopriamo in <a href="https://www.spreaker.com/user/ilmonti/rischio-terrorismo-tra-i-profughi-e-spir">questa interessante</a> chiacchierata con Giovanni Giacalone, ricercatore <a href="http://www.ispionline.it/en/ricercatore/giovanni-giacalone">ISPI</a> e analista <a href="http://www.itstime.it/w/team/">ITSTIME</a>, esperto di islam in particolare dell&#8217;area balcanica.</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;"><strong><a style="color: #ff0000;" href="https://www.spreaker.com/user/ilmonti/rischio-terrorismo-tra-i-profughi-e-spir">ASCOLTA LA NUOVA PUNTATA DELLA WEBRADIO ILMONTI.COM</a></strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><iframe loading="lazy" style="width: 100%; height: 131px;" src="https://www.spreaker.com/embed/player/standard?episode_id=7961873&amp;autoplay=false" width="300" height="150" frameborder="0" scrolling="no"></iframe></p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2016/03/09/rischio_terrorismo_tra_i_profughi/">Rischio terrorismo tra i profughi e “spirale balcanica”</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">4176</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Censimento centri islamici: ritorniamo a chiederlo in Provincia</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2015/09/29/censimento-centri-islamici-ritorniamo-a-chiederlo-in-provincia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2015 08:56:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[Mozioni]]></category>
		<category><![CDATA[censimento]]></category>
		<category><![CDATA[centri islamici]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[ponti]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilmonti.com/?p=3602</guid>

					<description><![CDATA[<p>Oggi discuteremo in Consiglio Provinciale una mia mozione «urgente», presentata più di otto mesi fa, il 16 gennaio 2015. Nel testo si chiedeva un impegno della Provincia al fine di realizzare, con l’aiuto dei comuni, un censimento dei centri islamici presenti sul territorio. Trovate qui il testo. &#160; &#160; Otto lunghi mesi, che danno l’idea [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2015/09/29/censimento-centri-islamici-ritorniamo-a-chiederlo-in-provincia/">Censimento centri islamici: ritorniamo a chiederlo in Provincia</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi discuteremo in Consiglio Provinciale una mia mozione «urgente», <a href="http://www.ilmonti.com/mozione-urgente-provincia-subito-un-censimento-e-registro-dei-centri-islamici/">presentata più di otto mesi fa</a>, il 16 gennaio 2015.</p>
<p>Nel testo si chiedeva un impegno della Provincia al fine di realizzare, con l’aiuto dei comuni, un censimento dei centri islamici presenti sul territorio. Trovate <a href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2015/01/ODG_CENTRIISLAMICI.pdf">qui il testo</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Otto lunghi mesi, che danno l’idea della scarsa considerazione che il Presidente Ponti e la sua maggioranza nutrono nei confronti delle minoranze. Ma il rispetto e la sensibilità democratica degli esponenti di quel partito che si dice «democratico», è quella che è. Lo sapevamo già.</p>
<p>Del resto la tattica di Ponti è quella della «melina totale»; prendere tempo, rimandare, smorzare i toni, non rispondere e cercare di eludere un problema, piuttosto che affrontarlo. Ed è per questo che la mia mozione, presentata qualche giorno dopo <a href="http://www.ilmonti.com/e-una-guerra-alla-nostra-liberta-e-potremmo-perderla/">le stragi</a> che hanno insanguinato Parigi ad inizio anno, è stata prontamente acquattata in un cassetto. Qualcuno avrà pensato bene di far passare otto lunghi mesi, giocando sulla memoria corta dell’opinione pubblica, e confidando che ogni consigliere avrebbe riacquistato quella spensieratezza, stretta parente dell’incoscienza, che puntualmente ci fa dimenticare i pericoli che corriamo. Naturalmente solo fino al prossimo attentato, in cui tutti si risvegliano spaventati.</p>
<p>Qualche settimana fa, avvisandomi che sarebbe stata finalmente discussa la mia mozione, mi chiesero se volessi aggiornarla, visto che conteneva dei riferimenti ai «recenti atti terroristici». Volutamente ho chiesto di non modificare il testo. Da una parte per rendere evidente a tutti la «tempestività» con cui si discutono questioni importanti; dall’altra perché, ho fatto notare, purtroppo la dura realtà dei fatti ci dimostra che quella mozione è sempre maledettamente attuale. Proprio qualche giorno prima era stato sventato <a href="http://www.corriere.it/esteri/15_agosto_21/sparatoria-treno-amsterdam-parigi-3-feriti-4f2634fc-482f-11e5-9031-22dbf5f9fa34.shtml">l’attacco terroristico</a> sul treno ad alta velocità Amsterdam-Parigi.</p>
<p>E ancora una volta, tragica casualità, proprio oggi discuteremo in Consiglio Provinciale questa mozione con il cadavere ancora caldo di un cittadino italiano <a href="http://www.corriere.it/esteri/15_settembre_28/cooperante-italiano-ucciso-dacca-cf8da7be-65f9-11e5-aa41-8b5c2a9868c3.shtml">ucciso in un attentato </a>terroristico. Certo, molto lontano da noi, ma maledettamente vicino se rileggiamo la rivendicazione dell’ISIS, che ha voluto mandare un messaggio inquietante all’Italia e alla sua comunità cristiana.</p>
<p>Ci dimentichiamo troppo in fretta della lunga scia di sangue che ha interessato in questi anni l’Europa e i cittadini europei. Giusto per rinfrescarci la memoria, ecco alcuni degli attentati più importanti che hanno interessato l’Europa e i suoi cittadini negli ultimi dieci anni:</p>
<blockquote><p>•<strong> 11 marzo 2004</strong>: una serie di bombe posizionate sui binari e sui treni regionali di Madrid nelle stazioni di Atocha, El Pozo, Santa Eugenia uccidono 191 persone.</p>
<p>• <strong>2 novembre 2004</strong>: Theodoor &#8220;Theo&#8221; van Gogh fu assassinato alle ore 8:45, nella parte est di Amsterdam. Il suo assassino, in possesso di doppia cittadinanza marocchina e olandese, vestito con una djellaba, un indumento tradizionale arabo, per rimarcare la sua appartenenza culturale, gli sparò otto colpi di pistola e successivamente gli tagliò la gola in pieno centro di Amsterdam per eseguire una fatwa legata alla pubblicazione del suo cortometraggio Submission.</p>
<p>• <strong>7 luglio 2005</strong>: sono 52 i pendolari uccisi in quattro attentati suicidi che colpiscono tre diverse stazioni della metropolitana e un autobus a Londra.</p>
<p>• <strong>2 novembre 2011</strong>: gli uffici della redazione di Charlie Hebdo a Parigi sono distrutti da una bomba molotov dopo la pubblicazione di una vignetta satirica sul profeta Maometto, nessun ferito.</p>
<p>•<strong> 11-19 marzo 2012</strong>: un uomo armato che afferma di avere legami con Al Qaeda uccide tre studenti ebrei, un rabbino e tre militari a Tolosa, nel sud della Francia.</p>
<p>• <strong>22 maggio 201</strong>3: due estremisti di Al Qaeda uccidono a colpi di machete un soldato di 24 anni reduce dell’Afghanistan a Londra.</p>
<p>• <strong>24 maggio 2014</strong>: quattro persone sono uccise al museo ebraico di Bruxelles per mano di un uomo armato di kalashnikov. L’accusato è un ex militare francese legato al gruppo terroristico stato islamico in Siria.</p>
<p>• <strong>7 gennaio 2015</strong>: alcuni uomini armati hanno attaccato con armi da guerra la redazione del settimanale satirico francese Charlie Hebdo a Parigi, in Francia. Il bilancio delle vittime è di almeno 12 morti e dieci feriti, di cui alcuni gravi.</p>
<p>• <strong>18 marzo 2015</strong>: attentato al Museo nazionale del Bardo, a Tunisi. Sono morte 24 persone, tra cui 21 turisti. Un assalto armato al Museo rivendicato dall’ISIS, in cui sono periti anche 4 cittadini italiani.</p>
<p>• <strong>26 giugno 2015</strong>: assalto armato alla spiaggia di Sousse, a 140 km a sud di Tunisi. Cinque uomini armati hanno assaltato la spiaggia imbracciando fucili automatici. Il bilancio è di 38 vittime, tra cui molti turisti inglesi, tedeschi e belgi. L’attentato è stato rivendicato dall’ISIS.</p>
<p>•<strong> 20 agosto 2015</strong>: su un convoglio del treno alta velocità Amsterdam-Parigi, un marocchino di 26 anni ha iniziato a sparare con un kalashnikov. Solo l’intervento di due marines, in abiti civili, ha evitato il peggio: tre feriti, uno grave</p>
<p>• <strong>28 settembre 2015</strong>: Cesare Tavella, un cooperante italiano di 51 anni, è stato freddato con tre colpi di arma da fuoco nel quartiere diplomatico di Dacca, capitale del Bangladesh. L’attentato è stato subito rivendicato dall’ISIS</p></blockquote>
<p>Una lunga catena di azioni sanguinose che dovrebbero convincerci a tenere la guardia sempre alta, che dovrebbero persuaderci come i problemi vanno affrontati, non elusi, altrimenti saranno i problemi ad interessarsi di noi.</p>
<p>Per questo mi aspetto oggi un atteggiamento responsabile della maggiorana.. Mi aspetto che il Presidente si adoperi per fare la sua parte, senza nascondersi dietro alla solita ammuina, alla scusa di non avere le competenze, oppure di non avere risorse. Quando vuole la Provincia si ritaglia ruoli anche oltre le sue competenze formali, come l’idea di proporre progetti alternativi per l’Autostrada Pedemontana. La nostra sicurezza è forse meno importante? Non credo.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2015/09/29/censimento-centri-islamici-ritorniamo-a-chiederlo-in-provincia/">Censimento centri islamici: ritorniamo a chiederlo in Provincia</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">3602</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Chiudiamo gli occhi, per non vedere la metamorfosi dell&#8217;Islam</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2015/01/12/chiudiamo-gli-occhi-per-non-vedere-la-metamorfosi-dellislam-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jan 2015 17:16:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[charlie]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[islamofobia]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilmonti.com/?p=2782</guid>

					<description><![CDATA[<p>Non dobbiamo odiare nessuno. Credo sia importante ricordarlo. Al contrario, dobbiamo amare, la nostra libertà; certo migliorabile, certo a volte sgangherata e incerta, ma che abbiamo conquistato con fatica. Tanta fatica. Poi non dovremmo dare niente per scontato, ed invece lo facciamo. Anzi, continuiamo a farlo. In realtà, a ben vedere, facciamo anche peggio, se possibile; chiudiamo [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2015/01/12/chiudiamo-gli-occhi-per-non-vedere-la-metamorfosi-dellislam-2/">Chiudiamo gli occhi, per non vedere la metamorfosi dell’Islam</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-2779" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2015/01/van-goh.jpg" alt="van goh" width="600" height="267" />Non dobbiamo odiare nessuno. Credo sia importante ricordarlo. Al contrario, dobbiamo amare, la nostra libertà; certo migliorabile, certo a volte sgangherata e incerta, ma che abbiamo conquistato con fatica. Tanta fatica. Poi non dovremmo dare niente per scontato, ed invece lo facciamo. Anzi, continuiamo a farlo. In realtà, a ben vedere, facciamo anche peggio, se possibile; chiudiamo gli occhi, perché non vogliamo vederla la realtà. Non vogliamo accettarla.<br />
Abbiamo chiuso gli occhi quando <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilpost.it/2014/11/02/morte-theo-van-gogh/">una mattina di novembre del 2004, alle 08.45</a></span>, in una strada affollata di Amsterdam, un cittadino con doppia cittadinanza, marocchina e olandese, vestito con una djellaba, sputò otto colpi di pistola contro <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Theo_van_Gogh_%28regista%29">Theo Van Gogh</a></span>; tento di decapitarlo ma non ci riuscì. Allora fece scempio del suo corpo, in mezzo alla gente, al chiaro della luce. Tagliò la gola di Theo e piantò un coltello nel suo grande petto e uno all&#8217;addome. Tutto dimenticato. Occhi chiusi.<br />
Theo se l’era cercata, si è detto. Era per qualcuno, poco più che un mezzo pazzo, un registra troppo pittoresco nell&#8217;agire; era uno che gridava spesso parolacce, insomma, troppo esuberante. Soprattutto troppo libero. Il suo assassino lo aveva ucciso per eseguire una fatwa, Theo se l’era meritata per aver girato un cortometraggio intitolato “Submission”, opera realizzata per appoggiare la campagna di emancipazione femminile nell’islam.<br />
Van Gogh sosteneva politicamente <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pim_Fortuyn">Pim Fortuyn</a></span>, anche lui assassinato, anche lui olandese. Pim era omosessuale, motivo in più per essere odiato da alcuni Imam, che con coraggio affrontava pubblicamente in TV. Talvolta in maniera memorabile e straordinariamente efficace. Macinava successi e consenso Pim. La sciatteria di qualcuno, anche a casa nostra, portò ad etichettare il suo movimento come di estrema destra. Niente di più falso. Pim combatteva per denunciare i rischi legati alla difficile convivenza tra Europa e Islam. Lo faceva da uomo che amava la libertà. È sepolto in Italia, Pim; sulla sua tomba ha voluto che si scrivesse “Loquendi libertatem custodiamus”. Purtroppo il suo movimento politico è morto con lui.</p>
<p><strong>NOI CHIUDIAMO GLI OCCHI E SUSSURRIAMO &#8220;UN PO&#8217; SE LA SONO CERCATA&#8221;</strong></p>
<p>Noi continuiamo a chiudere gli occhi, lo facciamo anche in questi giorni. Accendi la TV e ti assale una gragnola fatta di distinguo, di contestualizzazioni, di subdole, pelose e mal celate giustificazioni. Riecheggia, un po’ sussurrato, magari solo pensato, il macabro, vigliacco e codardo: “beh ma un po’ se la sono cercata”. Come Theo, come Pim, come tutti gli <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfoglio.it/articoli/v/124450/rubriche/charlie-hebdo-la-notte-dei-taglialingue.htm">intellettuali liberi, costretti alla macchia</a> </span>da queste stupide ed inaccettabili fatwe. Come possiamo accettarlo in silenzio? Alcune testate autorevoli, famose e potenti, occidentali e del mondo “libero”, decidono di non pubblicare le vignette. Il <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ft.com/intl/cms/s/0/9f90f482-9672-11e4-a40b-00144feabdc0.html#ixzz3O9fN9QVY">Financial Times</a></span> ha definito “stupidi” i vignettisti di Charlie Hebdo. Insomma, stupidi, cioè se la sono cercata. Intanto David <span style="text-decoration: underline;"><a href="(http://www.nytimes.com/2015/01/09/opinion/david-brooks-i-am-not-charlie-hebdo.html?hp&amp;action=click&amp;pgtype=Homepage&amp;module=c-column-top-span-region&amp;region=c-column-top-span-region&amp;WT.nav=c-column-top-span-region&amp;_r=1">Brooks sul NYT</a> </span>ci racconta come nella “libera” America i vignettisti sarebbero stati probabilmente denunciati.</p>
<p>In questi giorni, assistendo in TV alle numerosissime trasmissioni “speciali” (sempre troppe), non si fa altro che discutere sul pericolo “islamofobia”. Il problema, per qualcuno, sembrerebbe essere la Lega Nord, Salvini, la Le Pen, o la “gente ignorante” e il razzismo. Che poi, la gente ignorante, saremmo noi e i nostri concittadini. Insomma, è come se per tutti le vittime di questi attentati sarebbero i musulmani e il mondo islamico. Anche, certo, ma la prima vittima non è forse la nostra libertà? Per qualcuno no. Curioso, non trovate?</p>
<p><strong>CHIUDIAMO GLI OCCHI E CI RACCONTIAMO UNA REALTA&#8217; CHE NON ESISTE</strong></p>
<p>Continuiamo tutti a chiudere gli occhi. Con gli occhi chiusi avanziamo a tentoni, per forza. È il buio della ragione. Troviamo appigli sicuri aggrappandoci a banalità enormi, tipo: <em>”non tutti i musulmani sono terroristi”</em>. E giù applausi. Naturalmente nessuno lo pensa, nemmeno i più esagitati tra i populisti arriverebbero ad elaborare una tesi così stupida. Come tutte le banalità, però, anche questa non ci dice nulla e non ci illumina la via. Non serve a nulla, se non a compiacere la nostra scelta di non guardare.<br />
Un’altra, tra le più gettonate è questa:<em>”l’Islam non c’entra nulla con questi omicidi e non c’entra nulla, più in generale, con il terrorismo”</em>. Questa è la tesi anche del nostro ex Ministro degli Esteri, attuale Ministro Europeo, la Mogherini. Ed è forse la più surreale delle posizioni.<br />
Questa non è una banalità, ma un travisamento totale della realtà, la volontà appunto di non vedere ciò che abbiamo di fronte, arrivando persino a negarlo. Con energia.<br />
E non è tanto perché gli attentatori hanno agito in nome dell’Islam e per difendere l’Islam. E non è nemmeno il fatto, acclarato, che esista un vero e proprio network del terrore che non solo si ispira, ma addirittura si pone come obiettivo la vittoria totale dell’Islam nel mondo. Alcuni di questi, da diversi mesi, controllano addirittura uno Stato. Si potrà anche pensare che quelli di IS e di Al-Qaeda siano pazzi, estremisti, assassini e che non incarnino il vero Islam. E questo è sicuramente vero. Ma ciò non toglie che questi siano un pezzo di Islam, e probabilmente è pure un Islam che negli ultimi anni è stato capace, più di altri, di essere influente, influenzante e di agire come un magnete nel variegato mondo islamico.<br />
Perché la loro lotta affascina, e piace a tanti. Inutile negarlo. A questo proposito, sarebbe bene riascoltare le reazioni di alcuni fedeli Musulmani il giorno della morte di Bin Laden. Raccolte a Milano, in viale Jenner. Siamo in Lombardia, a casa nostra, non a Baghdadh o a Gaza</p>
<p><iframe loading="lazy" src="//www.youtube.com/embed/AfIUY2aU6tA" width="480" height="360" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>E ancora, ci si ostina a non voler riconoscere come quello di Parigi fosse un atto di guerra, che lo rende profondamente diverso da un semplice atto terroristico. Innanzitutto erano soldati per davvero, reduci dal fronte siriano. Bene o male, ma addestrati come soldati. Ed era poi evidente come si muovessero su un campo di battaglia: veloci e coprendosi a vicenda, utilizzando fucili da combattimento, muovendosi da soldati, uccidendo con facilità, freddezza e sparando con precisione. Loro si sentivano in un teatro di guerra. Questa è un&#8217;azione di guerra, ma qualcuno continua a negarlo, anche quando a spiegarcelo sono gli stessi attentatori. Lucidi, calmi e decisi hanno parlato a tv, giornali ed ostaggi. Hanno detto più volte che sono soldati di Al Qaeda e dell’IS, e sono arrivati a tranquillizzare le vittime dicendo: <em>“noi siamo soldati e non uccidiamo civili”.</em> Non un capello hanno torto, infatti, a quelli che loro considerano “civili”. I vignettisti, gli Ebrei in generale e i poliziotti sono per loro legittimi obiettivi militari.</p>
<p><strong>CONTINUIAMO A CHIUDERE GLI OCCHI, APRENDOLI VEDREMMO UNA METAMORFOSI</strong></p>
<p>Ma noi continuiamo a chiudere gli occhi. Abbiamo paura di ciò che potremmo vedere aprendoli. E abbiamo ragione.</p>
<p>Ci ostiniamo a non riconoscere che un brodo di cultura, spesso inconsapevole, esiste eccome, ed è composto da un sentimento che troppo spesso appare comune, da un modo di pensare ed argomentare, troppo spesso condiviso, con  leggerezza, da molti musulmani. Soldati di Parigi compresi.<br />
Argomentazioni che sarebbero estreme, ma che anche grazie alla condivisione e approvazione di  molta sinistra europea, hanno ricevuto piena legittimità. Una tragica legittimità.<br />
Amedy Coulibaly, nel suo video rivendicazione dopo gli attentati ha detto:</p>
<blockquote><p>&#8220;Quello che abbiamo fatto è legittimo, considerando quello che loro fanno a noi. Continuate a fare altri attentati”.</p></blockquote>
<p>Nella <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/telefono-giornalista-prima-morire-cherif-kouachi-srotola-92156.htm">telefonata con il giornalista </a></span>di una radio locale, mentre era asserragliato in tipografia con il fratello, Cherif spiega così la loro azione:</p>
<blockquote><p>«Non siamo killer. Siamo difensori del profeta. Noi non ammazziamo donne, non ammazziamo nessuno. Noi difendiamo il profeta. Se qualcuno offende il profeta allora non c’è problema, possiamo ucciderlo. Ma noi non uccidiamo donne. Non come voi. Siete voi che uccidete i bambini dei musulmani in Iraq, Siria e Afghanistan. Siete voi. Non noi. Nell’Islam noi abbiamo codici d’onore».</p>
<p><em><strong>Adesso vi siete vendicati? Avete ucciso persone?</strong></em><br />
«Esatto, ci siamo vendicati. L’hai detto tu: ci siamo vendicati».</p></blockquote>
<p>Sono gli occidentali che uccidono bambini: in Iraq, in Siria e in Afghanistan. C’è poi l’altro attentatore, sempre alla radio, bloccato nel supermarket ebreo, è Coulibaly a parlare:</p>
<blockquote><p><strong>Avete scelto quel supermercato per una ragione?</strong><br />
«Sì. Gli ebrei. L’ho fatto per tutte le oppressioni, in particolare lo Stato islamico. L’ho fatto per difendere tutti i Paesi dove sono oppressi i musulmani. Come la Palestina».</p></blockquote>
<p>Ora guardiamoci questo video, andato in onda solo ieri, in una trasmissione della TV italiana <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.la7.it/la-gabbia/rivedila7/bomba-islamica-12-01-2015-144703">La Gabbia su La7</a></span>. Parla una giovanissima ragazza di religione Islamica, assolutamente moderata e pacifica. E, aggiungo io, assolutamente in buona fede. Inizia con un preambolo in cui spiega che questo terrorismo non c’entra con l’Islam, per poi finire con il sostenere che il terrorismo è anche quello che fa Israele in Palestina. Tra Israele, Al Qauda e l&#8217;IS non c&#8217;è nessuna differenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong><iframe loading="lazy" src="//player.vimeo.com/video/116556709" width="500" height="278" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></strong></p>
<p>Siamo distanti anni luce, certo, dai soldati islamici di Parigi, e pochissimi dei tanti ragazzi che la pensano così compieranno poi la mutazione successiva. Ma è innegabile come il canovaccio sia comune.</p>
<p>Ma è da un altro interessantissimo video, sempre pubblicato su <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.la7.it/servizio-pubblico/video/libert%C3%A9-%C3%A9galit%C3%A9-fraternit%C3%A9-09-01-2015-144572">La7 questa volta a Servizio Pubblico</a></span>, che si scatta una fotografica sul passaggio successivo della metamorfosi. Dal pensiero all&#8217;azione. Dal microfono all&#8217; Ak-47.<br />
È un giovane bresciano di origini marocchine, una ragazzo come tanti ce ne sono in Italia: giustamente fiero delle sue origini, intelligente e spogliato da ogni finta retorica. Un tipo genuino. Senza fronzoli e giri di parole. Parla di un suo amico, partito per il fronte siriano, e alla precisa domanda dell’intervistatrice che chiede:<em>”ma perché tu non l’hai fatto?”</em>, risponde così:</p>
<p style="text-align: center;"><iframe loading="lazy" src="//player.vimeo.com/video/116556708" width="500" height="275" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Insomma, lui non è ancora arrivato a quel punto, quello in cui ci si convince che sia arrivato il momento di agire, in difesa di innocenti che vivono lontani. Il suo amico l’ha fatto, ha compiuto il passo ed è andato in Siria. A combattere. Vi confesso: io non ci vedo dei pazzi, dei fanatici o dei semplici assassini. Io ci vedo dei ragazzi fieri, arrabbiati, convinti da qualcuno (soprattutto in Italia) che sia l’occidente il motivo di tutti i mali del loro mondo, e che soprattutto l’occidente sia da mettere al pari di IS e Al Qaida. Perché sarebbero pazzi a pensarla così? Perché? Quando aprendo qualsiasi giornale, sito internet o peggio, pagina Facebook, siamo inondati da posizioni politiche simili. Israele terrorista, gli americani che uccidono i bambini, gli europei che uccidono le donne, le torri gemelle abbattute dalla CIA. Quante volte abbiamo ascoltato discorsi simili? Ed ora chiudiamo gli occhi? La radice del pensiero è questa, ed è condivisa da gran parte di quello che ci si ostina a chiamare “Islam moderato”. Che<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilmonti.com/lislam-moderato-non-esiste/"> in realtà non esiste</a></span>, perché la differenza tra un moderato e un non moderato dovrebbe essere nel pensiero, e non tanto nell&#8217;azione.</p>
<p><strong>CONTINUIAMO A CHIUDERE GLI OCCHI. MA IL MOTIVO DELL&#8217;ATTACCO A CHARLIE È CONDIVISO</strong></p>
<p>Continuiamo a chiudere gli occhi. Aprendoli vedremmo cose che non vogliamo vedere. Ci accorgeremmo, per esempio, che il motivo stesso dell’azione militare che ha portato a uccidere civili inermi, non è condiviso solo e soltanto da fanatici islamisti. Non si può fare satira sul profeta, questo il motivo per cui qualcuno ha deciso di uccidere quelli di Charlie Hebdo.<br />
E nemmeno in questi tragici giorni, nemmeno <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2015/01/10/milano-musulmani-in-piazza-no-a-violenza-ma-sulla-religione-non-si-scherza/328748/">tra i partecipanti ad una manifestazione che doveva essere di solidarietà proprio a Charlie Ebdo</a></span>, c’è chi riesce ad accettare che in uno Stato libero, come quello in cui viviamo, la satira non è un reato. Semmai, lo è la bestemmia. E invece no, giovanissimi musulmani rimangono fermi a contestare e condannare la libertà di fare satira:</p>
<p><iframe loading="lazy" src="//player.vimeo.com/video/116556710" width="500" height="278" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Apriamo gli occhi allora. C’è un problema che nasce proprio nel variegato mondo dell’Islam, ed è un grosso problema. E non si risolve continuando a dire che Israele è uno stato terrorista, che gli americani sono assassini e gli europei stupratori di donne. Così si rischia solo di alimentare un nocivo vittimismo, che frenerà ogni possibilità che l&#8217;Islam possa espellere da solo ogni suo corpo estraneo. Non si risolve regalando cittadinanze italiane, che non servono a nulla, visto che questi ragazzi continueranno a sentirsi marocchini, tunisi, egiziani o palestinesi. Non si risolve nemmeno aprendo nuove moschee, spesso finanziate dagli Stati Arabi che più di altri soffiano sul fondamentalismo.<br />
Si può tentare di risolverlo aprendo gli occhi. Sarebbe un buon inizio. Riconoscendo che esiste un pezzo di Islam che porta avanti, da decenni, una visione del corano che non è assolutamente compatibile con i principi occidentali e con la possibilità di vivere in pace tra di noi. E che questi principi, almeno in Europa, non c&#8217;è possibilità di discutere. Non sono principi negoziabili e non dobbiamo abdicare a nessuno dei nostri diritti e a nessuna delle nostre conquiste. A questo proposito trovo interessante questo intervento di Rula Jebreal, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.la7.it/servizio-pubblico/video/libert%C3%A9-%C3%A9galit%C3%A9-fraternit%C3%A9-09-01-2015-144572">sempre a Servizio Pubblico</a></span>, che riconosce che un problema nell’Islam esiste, e non fa finta di nasconderlo e di chiudere gli occhi.</p>
<p style="text-align: center;"><iframe loading="lazy" src="//player.vimeo.com/video/116556711" width="500" height="275" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2015/01/12/chiudiamo-gli-occhi-per-non-vedere-la-metamorfosi-dellislam-2/">Chiudiamo gli occhi, per non vedere la metamorfosi dell’Islam</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">2782</post-id>	</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Islam moderato non esiste</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2015/01/08/lislam-moderato-non-esiste/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jan 2015 15:57:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[moderato]]></category>
		<category><![CDATA[parigi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilmonti.com/?p=2761</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un sondaggio, condotto qualche anno fa tra la popolazione musulmana nel mondo, ha dimostrato che una larghissima maggioranza non crede che gli attentati dell&#8217;11 settembre 2001 siano stati condotti da arabi. Il 73% dei musulmani della “europea” Turchia si dice convinto che le torri gemelle siano state abbattute dagli occidentali. Così come il 75% degli [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2015/01/08/lislam-moderato-non-esiste/">L’Islam moderato non esiste</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pewglobal.org/2011/07/21/muslim-western-tensions-persist/"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2762" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2015/01/islam_fondamentalista_e_moderato_no.jpg" alt="islam_fondamentalista_e_moderato_no" width="1" height="1" /></a><a href="http://www.pewglobal.org/2011/07/21/muslim-western-tensions-persist/"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-2762" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2015/01/islam_fondamentalista_e_moderato_no.jpg" alt="islam_fondamentalista_e_moderato_no" width="671" height="503" /><span style="text-decoration: underline;">Un sondaggio</span></a>, condotto qualche anno fa tra la popolazione musulmana nel mondo, ha dimostrato che una larghissima maggioranza non crede che gli attentati dell&#8217;11 settembre 2001 siano stati condotti da arabi. Il 73% dei musulmani della “europea” Turchia si dice convinto che le torri gemelle siano state abbattute dagli occidentali. Così come il 75% degli egiziani. Il 53% dei musulmani del mondo è convinto che la causa della mancanza di prosperità delle loro nazioni sia da ricercarsi nella politica degli Stati Uniti e dell&#8217;occidente. Insomma, la maggior parte dei musulmani ci vede come colpevoli.<br />
<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.theguardian.com/uk/2007/jan/29/thinktanks.religion">Un altro sondaggio</a></span> di qualche anno fa, forse più sconvolgente, ci dice che è in crescita il fondamentalismo religioso soprattutto tra i giovani musulmani che vivono in Gran Bretagna: meno del 60% ha affermato che preferirebbe vivere sotto la legge britannica, al contrario il 37% di quelli compresi tra i 16 e i 24 anni, ha detto che preferirebbe la sharia, contro 17 % di quelli oltre 55. Oltre l&#8217;86% ha dichiarato che la cosa più importante della loro vita sia la religione. Quasi un terzo dei ragazzi tra i 16 e i 24 si è detto favorevole a giustiziare coloro che cambiano religione. Tutti i risultati sono in controtendenza, negativa, rispetto alle risposte dei loro genitori.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.pewglobal.org/2011/07/21/muslim-western-tensions-persist/">Ultimo sondaggio significativo</a></span>: la maggioranza dei cristiani in europa si sente di appartenere innanzitutto alla propria nazione. I cristiani francesi si sentono per il 90% innanzitutto francesi e solo dopo cristiani. Al contrario, il 94% dei pakistani si sente innanzitutto musulmano e solo dopo pakistano, come il 65% dei giordani e il 49% dei turchi.</p>
<p>Questi sondaggi fotografano una realtà che molti, anche tra i ben pensanti progressisti vorrebbero nascondere. Questi numeri sono la prova che esiste un vasto brodo di cultura islamica dove nascono e si sviluppano i più ridotti fenomeni di estremismo, che deflagrano poi nelle evidenti azioni terroristiche, o addirittura militari e paramilitari, come quella di ieri a Parigi.</p>
<p>Siamo sicuri che esiste davvero un islam moderato che è davvero egemone e maggioritario anche in Europa? È un dubbio, un timore che deve farci interrogare.</p>
<p>Ieri alla trasmissione <a href="http://www.la7.it/otto-e-mezzo/rivedila7/allahu-akbar-guerra-alleuropa-07-01-2015-144490"><span style="text-decoration: underline;">OttoeMezzo su la7</span>,</a> era ospite il presidente dell&#8217;UCOII (Unione delle Comunità Islamiche d&#8217;Italia) Izzedin Elzir, che è anche Imam di Firenze. Immagino che costui sia da considerare come uno dei massimo esponenti italiani di quell&#8217;Islam moderato, che molti considerano essere assolutamente compatibile con i valori fondanti del nostro Stato.</p>
<p>A questa domanda diretta di Lilly Gruber</p>
<blockquote><p>si può fare satira su Maometto?</p></blockquote>
<p>Il Presidente UCOII ha risposto come segue:</p>
<blockquote><p>L&#8217;islam non si può fare sul creatore su Allah sul profeta Muhammad e tutti profeti e sul corano, sul resto c&#8217;è la libertà diciamo di esprimere come gli pare.</p></blockquote>
<p>A questo punto la Gruber da una seconda possibilità, per rimediare, e aggiunge</p>
<blockquote><p>lei è d&#8217;accordo sul fatto che ci siano limiti di questo genere? Si dice che la satira è libera.</p></blockquote>
<p>Ma il signor Izzedin Elzir conferma il suo giustizio negativo sulla satira religiosa:</p>
<blockquote><p>Io credo che non è discorso di limiti o non limiti, il discorso di non creare discordia, il discorso di cercare di rispettare, oggi giorno il mondo è diventato un piccolo paese, nel mondo ci sono più di un miliardo di musulmani, noi che conosciamo la nostra realtà la nostra cultura che si scherza su di tutto, la satira su di tutto, dobbiamo ricordare che altre culture non le considerano queste un modo di scherzare un modo di criticare ma lo considerano una offesa. Detto questo tutto questo non può giustificare l&#8217;uccidere una persona.</p></blockquote>
<p>Ora non voglio nemmeno entrare nella polemica riguardo l&#8217;opportunità o meno di quel tipo di satira. Mi domando: la legge italiana, ed europea in generale, vieta la satira religiosa? La risposta è no.<br />
Allora mi domando, scusate, ma se nemmeno l&#8217;Islam considerato moderato si dimostra compatibile con le nostre leggi, siamo sicuri che esista un Islam moderato? Oppure aveva proprio ragione chi, Oriana Fallaci in testa, ammoniva del contrario?</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2015/01/08/lislam-moderato-non-esiste/">L’Islam moderato non esiste</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">2761</post-id>	</item>
		<item>
		<title>È una guerra alla nostra libertà, e potremmo perderla.</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2015/01/07/e-una-guerra-alla-nostra-liberta-e-potremmo-perderla/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jan 2015 16:56:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Charlie Hebdo]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilmonti.com/?p=2752</guid>

					<description><![CDATA[<p>Parigi, Francia. Ci siamo risvegliati, per ritrovarci in un incubo. Ma l&#8217;errore, forse, è stato quello di aver pensato che fosse possibile dormire tranquilli. Ci siamo illusi di poter far finta di nascondere che un problema, un grosso problema esista. Viviamo nella perenne convinzione che mai sarà violato il nostro giardino. Ed è incredibile come [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2015/01/07/e-una-guerra-alla-nostra-liberta-e-potremmo-perderla/">È una guerra alla nostra libertà, e potremmo perderla.</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2753" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2015/01/charlie-charia-hebdo2novembre2011n1011-1024x762.jpg" alt="charlie-charia-hebdo2novembre2011n1011" width="1024" height="762" />Parigi, Francia. Ci siamo risvegliati, per ritrovarci in un incubo. Ma l&#8217;errore, forse, è stato quello di aver pensato che fosse possibile dormire tranquilli. Ci siamo illusi di poter far finta di nascondere che un problema, un grosso problema esista. Viviamo nella perenne convinzione che mai sarà violato il nostro giardino. Ed è incredibile come abbiamo continuato a pensarlo anche dopo Madrid (11 marzo 2004), dopo Londra (7 luglio 2005). E nemmeno vedere un <a href="http://www.repubblica.it/esteri/2013/05/22/news/londra_uomo_ucciso_a_colpi_di_machete_polizia_sospetta_attentato_terroristico-59411352/">uomo decapitato per <span style="text-decoration: underline;">le strade della civilissima Londra</span></a>, al grido di “Allah Akbar”, ci ha risvegliato. Non vogliamo ammetterlo, ma qualcuno ha mosso guerra contro di noi. Nasconderlo non è servito a nulla, e non servirà a nulla continuare a farlo. La guerra non è contro uno stato, contro la Francia, contro la Gran Bretagna o contro l&#8217;Italia. Non è nemmeno contro l&#8217;Europa Unita, peraltro entità del tutto inconsistente ed inesistente dal punto di vista politico. Qualcuno è in guerra contro i nostri valori, la nostra cultura, la nostra libertà. Noi consideriamo loro estremisti. Loro probabilmente ci considerano egualmente estremisti. Probabilmente ai loro occhi siamo estremisti della libertà e questo non gli sta bene.<br />
Hanno colpito la Francia, patria della rivoluzione, Parigi capitale simbolo del pensiero libero e laicista ed un giornale come Charlie Hebdo, che faceva del libero pensiero il motivo stesso della sua esistenza.<br />
Hanno ucciso dodici persone inermi, a sangue freddo, poi si sono gettati per le strade gridando: “Allah Akbar”. É successo oggi, in Europa, a Parigi, nel 2015 . Questo è sconvolgente, ma potrebbe non sconvolgerci. Continueremo a pensare che non esista un problema? Continueremo ad anteporre sempre inutili distinguo, la paura di passare per razzisti o il pensiero che si tratti in fondo solo di folli estremisti isolati? Guardate bene i filmati. Non vedrete dei folli, ma uomini ben armati, ben addestrati. Si muovono veloci, sicuri e con spietata precisione. Si muovono come un esercito. Perché sono un esercito. Siamo in guerra, sarebbe ora di rendercene conto. Non farlo non ci salverà.<br />
E se siamo in guerra, cominciamo a riflettere su un punto elementare: le guerre si possono anche perdere. Io amo la libertà, il pensiero libero e la libertà individuale. Filosoficamente parlando sono convinto che, alla lunga, la libertà vinca sempre. Ma non possiamo negare che per parentesi, anche lunghe, della storia, la libertà ha dovuto soccombere. E la libertà è il bene più prezioso che abbiamo.<br />
C&#8217;è un rischio islamizzazione dell&#8217;Europa, sempre così distratta nel difendere i principi di libertà che l&#8217;hanno resa grande, ricca e prospera. Di questo rischio in Francia si dibatteva da tempo, gli intellettuali si interrogavano preoccupati del rischio che sta correndo la libertà, minacciata dal fondamentalismo islamico. Gli uomini di Charlie Hebdo facevano e fanno questo, utilizzando lo strumento della satira, e per questo sono morti. Hanno assassinato dei poeti, degli uomini che pensavano ed agivano liberi e per questo rappresentavano una minaccia. Quelli di Charlie Hebdo non hanno mai chinato il capo, non hanno scelto il silenzio, non si sono piegati alle minacce e agli attentati, seppur numerosi, e per questo sono morti. Sono martiri della libertà, sono morti per noi, per difendere la nostra libertà.<br />
Reagiremo ancora dimenticandoci di tutto? Pensando che tutto questo con noi non c&#8217;entra? Questa è una guerra contro di noi e contro la nostra libertà, ed è una guerra che possiamo perdere. Come difenderci? Innanzitutto difendendo la nostra cultura, i nostri valori, la nostra storia; senza vergogna, senza timore di offendere nessuno. Imponiamo, se necessario, la nostra libertà a chi la mette a rischio. Il rischio, è vero, potrebbe essere quello di sacrificare un po&#8217; dell&#8217;enorme tolleranza che abbiamo sempre dimostrato verso tutti. Credo sia il male minore, seppur negativo, e forse è un rischio che dobbiamo correre, perché la posta in gioco è troppo alta. Svegliamoci.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2015/01/07/e-una-guerra-alla-nostra-liberta-e-potremmo-perderla/">È una guerra alla nostra libertà, e potremmo perderla.</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">2752</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Fedeli musulmani che vagano in #Brianza. Libertà di culto, non di occupare.</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2012/06/08/liberta-di-culto-non-di-occupare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jun 2012 13:16:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[Besana]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilmonti.com/?p=202</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dopo aver occupato il cortile del Comune di Renate per la preghiera settimanale del venerdì, un gruppo di fedeli di religione musulmana, si sono dati appuntamento oggi in uno dei parcheggi adiacenti il campo sportivo di Besana. Sono andato sul posto, con alcuni militanti della Lega locale, per dare voce a tutti coloro che si [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2012/06/08/liberta-di-culto-non-di-occupare/">Fedeli musulmani che vagano in #Brianza. Libertà di culto, non di occupare.</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo aver occupato il cortile del Comune di Renate per la preghiera settimanale del venerdì, un gruppo di fedeli di religione musulmana, si sono dati appuntamento oggi in uno dei parcheggi adiacenti il campo sportivo di Besana. Sono andato sul posto, con alcuni militanti della Lega locale, per dare voce a tutti coloro che si sentono vessati da norme e leggi tanto pressanti e puntuali per chi ha la sventura di avere un passaporto italiano intasca, quanto a maglie larghe e passibili di interpretazioni benevole per chi arriva da paesi lontani e fa leva sulla minaccia di &#8220;creare problemi&#8221;.<br />
Ancora una volta si é deciso di chiudere un occhio, dopo tutto si tratta di 100 persone, dopo tutto non danno fastidio, dopo tutto come potrebbero rispettare le norme?<br />
Tollerare il fenomeno quando sembra piccolo, significa che si subirà quando diventerà incontrollabile. Il maresciallo dei carabinieri assicura: &#8220;non preoccupatevi, tanto settimana prossima non torneranno qui, andranno a Veduggio!&#8221;, inaugurando la carovana della preghiera musulmana itinerante in Brianza. É questo il modo giusto di affrontare i problemi? Non credo.<br />
Poche regole, chiare e certe per tutti. In Italia mille norme e si fanno rispettare solo ai più deboli, agli indifesi, agli onesti. Così non  va bene e non ci arrenderemo!</p>
<p><a href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2012/06/20120608-151555.jpg"><img decoding="async" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2012/06/20120608-151555.jpg" alt="20120608-151555.jpg" class="alignnone size-full" /></a></p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2012/06/08/liberta-di-culto-non-di-occupare/">Fedeli musulmani che vagano in #Brianza. Libertà di culto, non di occupare.</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">202</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
