Forse aveva ragione Alda Merini, quando diceva che “chi è a corto di bugie non può salvarsi“, l’importante certo è che non arrivi mai nessuno a smentirti. In questi giorni il lungo romanzo della vicenda “Penati e Serravalle” si arricchisce di un capitolo interessante, ma andiamo con ordine.
[spreaker episode_id=2510683 type=mini width=100% color=e8e8e8 autoplay=false] “Si possono ingannare poche persone per molto tempo o molte persone per poco tempo. Ma non si possono ingannare molte persone per molto tempo”. Sarebbe utile che rileggesse queste parole di Abraham Lincoln la neo-Presidente della Camera, Laura Boldrini. Nella sua vita lavorativa, fin dal 1989 si è occupata di curare…
[spreaker episode_id=2488904 type=mini width=100% color=e8e8e8 autoplay=false] “Tra il dire e il fare“, lo slogan che campeggiava sul materiale elettorale del Movimento 5 Stelle. Appunto, verrebbe da dire. Perché alla fine se ne sono accorti, con un pò di ritardo, giusto dopo le elezioni, che le loro proposte sul taglio dello stipendio parlamentare erano inattuabili.
Non ho mai avuto un buon rapporto con la burocrazia, e nemmeno con i burocrati; al di là della stima o della simpatia personale, riesco sempre con fatica a comprendere il loro linguaggio bizantino, e spesso non riesco ad accettare i percorsi, per me poco logici, da cui maturano e prendono forma alcune decisioni amministrative. Premessa necessaria,…
Sono incazzato. Non conosco la Senatrice Giovanna Mangili, del Movimento 5 Stelle, seppur abiti a pochi chilometri, ma ieri ha rimediato davvero una brutta figura e con lei tutta la Brianza. In aula a Palazzo Madama si discutevano le dimissioni presentate dalla brianzola già alla prima seduta, quella di insediamento.
Su queste pagine ho parlato spesso del documentario “I 40 passi, la verde Brianza e la città infinita”, in cui la sinistra brianzola, sempre veloce di lingua, accusava la Provincia di Monza di non frenare il consumo di suolo e la cementificazione. L’ottobre scorso, prendendo la parola in Aula Consiliare, dissi che i 40 passi non era…
Cerchiamo di capirci qualcosa. Sono passati oramai trentasei giorni dalle elezioni politiche, quelle che dovevano consegnare il Paese alla sinistra e al suo condottiero Pier lo smacchiatore (che però non smacchia), vincitore annunciato, con tripudi preventivi. Il profeta di Bettola è rimasto invece a secco, nonostante avesse inaugurato la sua campagna elettorale con una pompa di benzina…
C’è una differenza evidente, quasi abissale in questi giorni, tra la palude della politica romana e il Paese reale. All’ombra della città eterna, politici e istituzioni, si lambiccano da oltre un mese ormai, alla ricerca di equilibri politici, soluzioni improbabili, accordi dell’ultima ora. Lontani anni luce da queste logiche, migliaia di imprenditori alzano a fatica la saracinesca…
[spreaker episode_id=2422081 type=mini width=100% color=e8e8e8 autoplay=false] Va riconosciuta a Pierluigi Bersani una tenacia che sfiora l’umanamente sopportabile. In un crescendo di insulti, a lui rivolti da Beppe Grillo, culminato in quel “padri puttanieri” di oggi, Pier lo smacchiatore continua a provarci, magari credendoci, da oggi, un po’ meno
[spreaker episode_id=2406055 type=mini width=500px color=e8e8e8 autoplay=false] “Fate Presto”. Così titolava il 10 novembre 2001, a tutta pagina, il più importante tra i giornali economici italiani, Il Sole 24 Ore. Solo due giorni prima il Premier Berlusconi aveva annunciato le dimissioni, dopo non essere riuscito ad ottenere la maggioranza assoluta della Camera sul Rendiconto generale dello Stato.