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	<title>statuto - ilMonti.com</title>
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	<description>il blog di Andrea Monti</description>
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	<title>statuto - ilMonti.com</title>
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		<title>Il Congresso l&#8217;ha vinto la Lega. Rimangono Lega Nord e Padania</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2017/05/23/congresso-lha-vinto-la-lega-rimangono-lega-nord-padania/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 May 2017 08:33:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[articolo 1]]></category>
		<category><![CDATA[congresso]]></category>
		<category><![CDATA[lega nord]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un congresso che ha deluso i più esagitati, quelli che tifavano per rivoluzioni e trasformazioni radicali. Rimane la Lega Nord, rimane la Padania, rimane l&#8217;art. 1 dello Statuto E dopo il 21 maggio, incredibilmente, venne anche il 22 maggio. Il mondo non è finito. Tastiamoci e diamoci un pizzicotto, giusto per capire se esistiamo ancora. [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2017/05/23/congresso-lha-vinto-la-lega-rimangono-lega-nord-padania/">Il Congresso l’ha vinto la Lega. Rimangono Lega Nord e Padania</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><em>Un congresso che ha deluso i più esagitati, quelli che tifavano per rivoluzioni e trasformazioni radicali. Rimane la Lega Nord, rimane la Padania, rimane l&#8217;art. 1 dello Statut</em>o</h2>
<p><a href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2017/05/IMG_1133-1.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-4812" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2017/05/IMG_1133-1.jpg" alt="congresso" width="1024" height="768" /></a></p>
<p>E dopo il 21 maggio, incredibilmente, venne anche il 22 maggio. Il mondo non è finito. Tastiamoci e diamoci un pizzicotto, giusto per capire se esistiamo ancora. Si, ci siamo. Dopotutto era solo un congresso, ed è stato solo e semplicemente un congresso, come io auspicavo qualche <a href="http://www.ilmonti.com/favore-solo-un-congresso/">giorno fa</a>.</p>
<p>Probabilmente ci sarà qualcuno che è rimasto deluso, giusto quelli che dietro ad una tastiera hanno ringhiato per giorni con la bava alla bocca. Gente perlopiù che alla Lega non paga nemmeno una tessera. Lo hanno fatto per giorni, esortando qualcuno a far accadere qualche cosa. Hanno sperato in qualche scissione, si sono eccitati all’idea di nuove espulsioni, qualcuno preparava già la trasformazione del movimento. Non è accaduto nulla di tutto questo, e ora dovranno asciugarsi la bava alla bocca. Speriamo solo che lo facciano presto, evitando di sbrodolare ancora i loro inutili anatemi e le bizzarre idee su cosa, secondo loro, dovrebbe diventare la Lega Nord.</p>
<h3>STATUTO, NOME E SIMBOLO NON CAMBIANO</h3>
<p>A conti fatti, e a ben vedere, quel congresso che per qualcuno avrebbe dovuto rappresentare chissà cosa e chissà che, ha cambiato ben poco. Non vi sono state modifiche al nostro <a href="http://www.leganord.org/phocadownload/ilmovimento/statuto/Statuto.pdf">statuto</a>, e per la verità nessuno ha nemmeno osato presentarle.</p>
<p>Insomma la Lega lascia immutate le proprie finalità, stampigliate chiaramente nel tanto vituperato articolo 1:</p>
<blockquote><p>Lega Nord per l’Indipendenza della Padania” è un movimento politico confederale costituito in forma di associazione non riconosciuta che ha per finalità il conseguimento dell’indipendenza della Padania attraverso metodi democratici e il suo riconoscimento internazionale quale Repubblica Federale indipendente e sovrana</p></blockquote>
<p>Così come nessuna proposta di modifica di nome e simbolo è pervenuta. La Lega Nord rimane Lega Nord, il nostro glorioso Alberto rimane a difenderci con la spada sguainata, accompagnato dal fiero Leone di San Marco.</p>
<p>Qualcuno potrà obiettare che la linea politica non è più secessionista. Vero. Del resto non lo era già da molti anni. Quale novità allora? La novità è che a dispetto di mugugni, perplessità ed esplicite richieste di stralcio, l’articolo 1 rimane intatto, così come la finalità del movimento. La più grande novità è che noi siamo ancora quelli che puntano alla Padania indipendente, e non è una cosa da poco. Poi ci sono le tattiche, strategie e strumenti, e quelle saranno scelte da chi è stato chiamato a ricoprire il ruolo di Segretario Federale.</p>
<h3>IL SEGRETARIO NON CAMBIA E BOSSI NON SE NE VA</h3>
<p>La leadership di Salvini non è mai stata messa in discussione, per la verità nemmeno dallo stesso Gianni Fava, suo antagonista nelle primarie interne. La candidatura alternativa segnava la necessità di alcuni, che rappresentano oggi una minoranza significativa, di tenere il punto fermo sulla questione settentrionale e sulla priorità del tema della libertà dei nostri popoli, che sono profondamente diversi e distanti da altri che popolano la penisola italica.</p>
<p>Questo, in sintesi, è stato anche il cuore dell’intervento di Umberto Bossi, applaudito in diversi punti, omaggiato e rispettato dalla maggioranza dei congressisti e delegati. Ha ribadito che non lascerà la Lega, ricordando però che a lui interessa una Lega che continui a battersi contro Roma, il centralismo italiano e per la libertà della Padania. Ha ricordato la necessità di «aprirsi come una margherita», affrontando la lenta perdita di chi per mille motivi si è allontanato in questi anni. Intervento lucido, chiaro e diretto.</p>
<p>Certo, qualche sciocco ha tentato di rovinare tutto lanciando qualche fischio, probabilmente fischi di frustrazione, di quelli che credevano che la Lega dovesse trasformarsi in qualcosa d’altro, e sono stati delusi. Alla fine l’operazione non è riuscita e sono ritornati in fretta composti e mansueti non appena il Presidente Giorgetti ha richiamato tutti al silenzio.</p>
<h3>CHI HA VINTO IL CONGRESSO?</h3>
<p>Alla fine a vincere il Congresso è stata la Lega Nord. Quella Lega che a dispetto di tutto e di tutti resiste negli anni, come fosse immortale, resistendo ad ogni attacco e ad ogni desiderio di trasformazione e annientamento. E questa è la più bella vittoria, ripartiamo da qui.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2017/05/23/congresso-lha-vinto-la-lega-rimangono-lega-nord-padania/">Il Congresso l’ha vinto la Lega. Rimangono Lega Nord e Padania</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Renzi difende l&#8217;identità, Ponti ci prende in giro #jesuisBrianza</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2015/01/13/renzi-difende-lidentita-ponti-ci-prende-giro-jesuisbrianza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Jan 2015 10:48:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[ponti]]></category>
		<category><![CDATA[statuto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La parola identità è una delle parole più belle che dobbiamo difendere Così qualche giorno fa Renzi, commentando la strage di Parigi. E mentre a Parigi, preso dallo sgomento, il PD si rende conto dell&#8217;importanza di difendere la nostra identità, in Brianza si è cancellata, con un semplice tratto di penna. Senza che fosse necessario. Una [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2015/01/13/renzi-difende-lidentita-ponti-ci-prende-giro-jesuisbrianza/">Renzi difende l’identità, Ponti ci prende in giro #jesuisBrianza</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="aligncenter  wp-image-2789" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2015/01/JESUISBRIANZA-1024x550.jpg" alt="JESUISBRIANZA" width="535" height="270" /></p>
<blockquote><p>La parola identità è una delle parole più belle che dobbiamo difendere</p></blockquote>
<p>Così qualche giorno fa Renzi, commentando la strage di Parigi. E mentre a Parigi, preso dallo sgomento, il PD si rende conto dell&#8217;importanza di difendere la nostra identità, in Brianza si è cancellata, con un semplice tratto di penna. Senza che fosse necessario. Una scelta politica dunque.</p>
<p>Ho pubblicato qualche giorno fa la bella <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilmonti.com/appello-professori-ripristiniamo-statuto/">lettera appello</a></span> dell&#8217;ex Presidente del Consiglio Provinciale, Angelo De Biasio. Sabato è stata anche pubblicata dal settimanale locale &#8220;il Cittadino&#8221;.<br />
In questi giorni sono arrivate le prime risposte.<br />
Dure, e piene di tristezza, le parole che il professor <a href="http://www.ermannoarslan.eu">Ermanno Arslan</a> ha inviato all&#8217;ex Presidente De Biasio e che pubblico con la sua autorizzazione:</p>
<blockquote><p>Caro Amico e concittadino,<br />
quanta tristezza, soprattutto ricordando come il Prof.Bertazzini e il sottoscritto non siano &#8220;schierati&#8221; politicamente e come anzi siano su posizioni ideologico-religiose abbastanza divergenti. Ci siamo invece riconosciuti vicini nel riconoscere valori storici e culturali del territorio e della gente di Brianza che superano ed ignorano le tristi contrapposizioni della nostra epoca &#8230; Una storia triste, che non aiuta ad affrontare serenamente il nuovo anno.<br />
Con amicizia e solidarietà.<br />
Ermanno</p></blockquote>
<p>Una storia davvero triste, e a renderla ancora più triste <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2015/01/Statuto-della-Provincia-MB.pdf">la risposta arrivata in questi giorni</a></span>, direttamente dal Presidente della Provincia. Una risposta che ci prende in giro, ancora una volta. La cosa più grave è che prende in giro anche i due professori.</p>
<p>Ponti infatti, nella sua risposta, motiva la &#8220;<em>ratio</em>&#8221; della scelta di cancellare parte del titolo I dello Statuto, richiamando sostanzialmente due motivazioni: la prima sarebbe l&#8217;esigenza di approvare, entro il 31.12.2014, uno Statuto compatibile con la nuova normativa Delrio, la seconda la dichiarata necessità di rendere più snello il testo.</p>
<p>Peccato, però, che Ponti si guardi bene dal dirci quali sarebbero i presunti profili di incompatibilità della parte che è stata cancellata, ed elaborata a suo tempo dai professori, con la nuova conformazione dell&#8217;ente. Non lo dice, per un semplice motivo: la parte di testo cancellata non era in nessun modo in contrasto con la legge Delrio. Eliminarla è stata una scelta politica, che a questo punto non si ha nemmeno il coraggio di riconoscere, trincerandosi dietro motivazioni che non reggono.<br />
Ancora più grottesca la seconda motivazione, ovvero la volontà di elaborare un testo più snello. Peccato però, che il nuovo testo è più prolisso del vecchio (come ho prontamente <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilmonti.com/pd-cancellato-brianza-sogna-citta-metropolitana/">segnalato qui</a></span>). Non è più snello, è più grasso. Questo sembrerebbe essere lo stile Ponti, dove la verità appare un orpello, un elemento che si può forgiare e piegare alle esigenze politiche del momento.</p>
<p>Non ci arrenderemo, perché lo dobbiamo ai tanti che hanno lottato per veder riconosciuta la nostra provincia, e non sarà Ponti e la sua maggioranza a cancellare la nostra identità. <em>#jesuisBrianza</em></p>
<figure id="attachment_2578" aria-describedby="caption-attachment-2578" style="width: 100px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2015/01/Statuto-della-Provincia-MB.pdf"><img decoding="async" class="wp-image-2578" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2014/11/pdf-icon5.png" alt="pdf-icon" width="100" height="100" /></a><figcaption id="caption-attachment-2578" class="wp-caption-text"></strong> <strong>Lettera Presidente Ponti</strong></figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2015/01/13/renzi-difende-lidentita-ponti-ci-prende-giro-jesuisbrianza/">Renzi difende l’identità, Ponti ci prende in giro #jesuisBrianza</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Un appello a due Professori: ripristiniamo lo Statuto</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2015/01/05/appello-professori-ripristiniamo-statuto/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jan 2015 14:24:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[appello]]></category>
		<category><![CDATA[provincia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ricevo questa lettera aperta a firma dell&#8217;ex Presidente del (primo) Consiglio Provinciale di Monza e della Brianza, Angelo De Biasio, in cui rivolge un accorato appello a due illustri professori brianzoli: Pier Franco Bertazzini ed Ermanno Arslan. I due avevano lavorato alla stesura del titolo I dello Statuto della nostra Provincia, mettendosi a disposizione con grande [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2015/01/05/appello-professori-ripristiniamo-statuto/">Un appello a due Professori: ripristiniamo lo Statuto</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2015/01/LETTERA-APERTA-Bertazzini-Arslan.pdf"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-2740" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2015/01/LETTERA-APERTA-Bertazzini-Arslan-1.jpg" alt="LETTERA--APERTA-Bertazzini-Arslan-1" width="670" height="447" /></a>Ricevo <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2015/01/LETTERA-APERTA-Bertazzini-Arslan.pdf">questa lettera aperta</a></span> a firma dell&#8217;ex Presidente del (primo) Consiglio Provinciale di Monza e della Brianza, Angelo De Biasio, in cui rivolge un accorato appello a due illustri professori brianzoli: <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilcittadinomb.it/stories/Homepage/135915_dice_senza_timore_quel_che_pensa_intervista_a_pierfranco_bertazzini/">Pier Franco Bertazzini</a></span> ed <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ermanno_Arslan">Ermanno Arslan</a></span>.<br />
I due avevano lavorato alla stesura del titolo I dello Statuto della nostra Provincia, mettendosi a disposizione con grande professionalità e disponibilità. Quel lavoro oggi è andato perso, cancellato brutalmente dalla nuova maggioranza di centro sinistra, che senza nessun valido motivo (si è detto per rendere lo Statuto più snello, <a href="http://www.ilmonti.com/pd-cancellato-brianza-sogna-citta-metropolitana/">ma in realtà il nuovo testo è più lungo</a>) ha pensato di eliminare tutti i riferimenti alla nostra storia ed alla nostra cultura. L&#8217;appello ha come fine quello di sensibilizzare i due professori, sperando che nei prossimi mesi anche il Presidente Gigi Ponti, e l&#8217;intera maggioranza, si rendano conto dell&#8217;inopportunità di questa decisione e rimedino con una nuova stesura del titolo I.<br />
Noi ci speriamo ancora.</p>
<figure id="attachment_2578" aria-describedby="caption-attachment-2578" style="width: 80px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2015/01/LETTERA-APERTA-Bertazzini-Arslan.pdf"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-2578" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2014/11/pdf-icon5-150x150.png" alt="pdf-icon" width="80" height="80" /></a><figcaption id="caption-attachment-2578" class="wp-caption-text"><strong>Lettera aperta ai professori</strong></figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2015/01/05/appello-professori-ripristiniamo-statuto/">Un appello a due Professori: ripristiniamo lo Statuto</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Il PD ha cancellato la Brianza, e ora sogna la città Metropolitana</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2014/12/29/pd-cancellato-brianza-sogna-citta-metropolitana/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Dec 2014 11:58:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[celti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono solo parole, si dirà. Si è vero, sono solo parole, quelle scritte dentro uno Statuto. Così come sono solo parole quelle scritte dentro una costituzione, oppure una legge, un regolamento, una norma. Persino la sacra Bibbia è fatta solo di parole. Quando si lavora su uno Statuto si discute di parole, di concetti e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono solo parole, si dirà. Si è vero, sono solo parole, quelle scritte dentro uno Statuto. Così come sono solo parole quelle scritte dentro una costituzione, oppure una legge, un regolamento, una norma. Persino la sacra Bibbia è fatta solo di parole.<br />
Quando si lavora su uno Statuto si discute di parole, di concetti e di principi. È di una banalità quasi infantile, ma giova ricordarlo, visto che qualcuno si prodiga nella nota pratica ben descritta da un neologismo dei nostri tempi: il <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #800080;"><a style="color: #800080; text-decoration: underline;" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Benaltrismo">benaltrismo</a></span></span>.<br />
Ben altri sono i problemi, ci ricorda il sindaco Paolo Brambilla sulla <a href="https://www.facebook.com/paolo.brambilla.372?fref=ts"><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #800080; text-decoration: underline;">sua pagina Facebook</span></span>:</a></p>
<blockquote><p>“il mondo corre, e misurerà il nostro lavoro se le strade provinciali saranno spazzate bene dalla neve, non se nello Statuto sono richiamate le origini celtiche della Brianza”.</p></blockquote>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-2708" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2014/12/Schermata-2015-12-29-alle-14.46.41-1024x685.png" alt="Schermata 2015-12-29 alle 14.46.41" width="601" height="402" /></p>
<p>Un consiglio al sindaco: cominci a pregare in tre o quattro lingue e religioni diverse, perché questo sia un inverno clemente e con poca neve, perché il suo auspicio rischia di trasformarsi in una di quelle gaffe memorabili, viste le condizioni in cui il governo ha ridotto ad operare le province.<br />
Insomma, questa breve premessa per dire una cosa, me ne rendo conto, poco intelligente: se siamo chiamati a votare la modifica dello Statuto della nostra Provincia, succede che si discuta dello Statuto e dei suoi contenuti. E non di altro.<br />
Brambilla e i compagni/amici del PD si sono lamentati del fatto che le minoranze abbiano costretto la maggioranza ad una seduta fiume, oltre nove ore filate di consiglio, senza pausa. C&#8217;è da capirli: lavorare (si fa per dire, visto che alcuni sonnecchiavano o leggevano) per addirittura nove ore per alcuni politici è una cosa inaudita. Magari qualcuno potrebbe far loro notare che ogni lavoratore, come minimo, in fabbrica o in ufficio ci sta otto ore al dì, e in bottega magari pure dodici. Che poi di lavoro non è mai morta nessuno, state tranquilli.<br />
I motivi per cui abbiamo “inchiodato” il Consiglio Provinciale presentando 630 emendamenti sono noti e ne <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #800080;"><a style="color: #800080; text-decoration: underline;" href="http://www.ilmonti.com/dolce-dittatura-nuova-democrazia-pd-in-brianza/">ho già parlato qui</a></span></span>: il Presidente ha messo mano, pesantemente, allo Statuto della nostra Provincia (votato tra l&#8217;altro anche dal vecchio gruppo del PD) senza coinvolgere minimamente le minoranze. Senza istituire uno straccio di commissione Statuto, senza discutere nessuna delle richieste da noi avanzate. Pretendeva di venire in aula e approvare il nuovo Statuto, magari in dieci minuti.<br />
Si perché Ponti e quelli del PD brianzolo hanno un concetto tutto loro di condivisione, che funziona pressapoco così: fanno una proposta, te la fanno vedere e tu devi condividerla. Questa è la condivisione. Niente male. E si chiama Partito “Demcoratico”; ecco perché per loro le parole hanno poco significato.</p>
<p><b>STATUTO PIÙ SNELLO? NO, ADESSO È PIÙ LUNGO</b><br />
Il Presidente Gigi Ponti ha ripetuto per giorni, come un ritornello, questo concetto ribadito anche nelle dichiarazioni post voto:</p>
<blockquote><p>“Uno Statuto che abbiamo preso dalla passata amministrazione, e abbiamo reso più snello adattandolo alle esigenze della Legge Del Rio in attesa di conoscere quali saranno le nostre competenze”</p></blockquote>
<p>Questo il virgolettato riportato da il Giorno nell&#8217;edizione del 28 dicembre.<br />
E se il loro capo Renzi vanta un gran numero di cocorite, sempre pronte a rilanciare le sue balle iper galattiche (tipo: abbiamo ridotto le tasse, le assunzioni ripartono, i 300 miliardi del piano Junker ecc..), anche Ponti, fatte le dovute proporzioni, può vantare sulla sua personale scuderia di profeti del nulla.<br />
Uno su tutti, proprio Paolo Brambilla, che non ha perso tempo nel sottolineare la pragmaticità del suo Presidente:</p>
<blockquote><p>“Nel proporne il testo il Presidente, pragmaticamente, ha preso lo Statuto vigente, adeguandolo strettamente al dettato della riforma Del Rio, senza fronzoli e mozioni ideali o identitarie eccessive”</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-2709" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2014/12/Schermata-2015-12-29-alle-14.56.30.png" alt="Schermata 2015-12-29 alle 14.56.30" width="600" height="406" /></p>
<p>Quindi, secondo Ponti e Brambilla, il nuovo testo dello Statuto è ora più “snello” e “ senza fronzoli”. Ora la domanda sorge spontanea: ma l&#8217;avranno letto?<br />
Si perché, vedete, tutto è opinabile tranne la dura realtà dei numeri, che nonostante gli sforzi, e sono enormi, questi non si piegano nemmeno alla retorica e alla narrativa renziana. Non ancora. Cioè alle balle, seppur &#8220;cantate&#8221; magistralmente.<br />
E i numeri sul nuovo Statuto parlano chiaro e sono impietosi:</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>VECCHIO STATUTO</strong></span>: <strong>5.205</strong> parole e <strong>36.090</strong> caratteri<br />
<span style="text-decoration: underline;"><strong>NUOVO STATUTO</strong></span> (quello snello e senza fronzoli): <span style="color: #ff0000;"><strong>5.508</strong></span> parole e <strong><span style="color: #ff0000;">38.036</span></strong> caratteri</p>
<p>Ma com&#8217;è possibile? Non avevano mica fatto un lavoro per “asciugare” il vecchio statuto da orpelli non necessari? E com&#8217;è che adesso ci ritroviamo con uno Statuto più lungo e più prolisso di prima?<br />
La soluzione all&#8217;enigma è semplice: <span style="text-decoration: underline;">hanno mentito</span>.</p>
<p><b>IL PD CANCELLA LE NOSTRE ORIGINE E I NOSTRI VALORI, CANCELLA LA BRIANZA PER CONSEGNARCI ALLA CITTÀ METROPOLITANA</b></p>
<p>Hanno continuato a parlare per giorni della fantomatica esigenza di rendere più snello il testo, ma era una bugia, utile solo a nascondere l&#8217;operazione di cancellazione di tutta la parte legata alla nostra identità, ai valori fondanti e fondativi della nostra comunità brianzola. Ma si, sono solo parole, si dirà. In realtà questo è il primo passo verso il sogno, nemmeno tanto nascosto, di cancellare la Provincia di Monza e della Brianza. Il PD non l&#8217;ha mai veramente voluta la nostra provincia, questa è la verità; infatti molto di loro guardano già con favore un possibile ricongiungimento con la città metropolitana, ansiosi di consegnare la nostra Brianza al melting pot milanese. E il primo passo da compiere è quello di cancellare ogni traccia della nostra identità, della possibilità di rivendicare una nostra diversità, e se non siamo diversi sarà più facile fonderci con le periferie milanesi. Aiuto. Questo è il vero motivo, più o meno dissimulato, più o meno goffamente coperto dalle bugie sullo statuto “snello” e sulle battute sceme per deridere le radici celtiche della Brianza. Voglio trasformarci nella periferia della metropoli milanese.</p>
<p><b>ECCO COSA È STATO CANCELLATO</b><br />
Ma noi siamo una cosa diversa da Milano, e dobbiamo rivendicarlo. È anche utile che tutti sappiano quali sono le parole che hanno deciso di cancellare i compagni del PD; parole che evidentemente non condividono, parole che non hanno voluto lasciare nel nostro Statuto e quindi le hanno eliminate:</p>
<blockquote><p>“Caratteristica prevalente della popolazione, che ancor oggi abita questa terra, è la laboriosità declinata con equilibrio, salda fedeltà alle tradizioni, mai disgiunta dai valori etici e dalla solidarietà.”</p></blockquote>
<p>Poche righe, ma che rendono bene l&#8217;idea della nostra diversità, che ricordano i tratti distintivi e i valori delle genti di Brianza, che hanno reso la Brianza ciò che è e ciò che qualcuno vorrebbe cancellare. Parole che dovevano sparire per piegarsi al sogno di una Brianza metropolitana.</p>
<blockquote><p>“La Brianza, terra ricca di cultura, di testimonianze storiche, letterarie, artistiche ed artigianali, scientifiche e tecnologiche, ha esercitato un potere attrattivo su molti artisti ed anche oggi dà vita a nuove forme d’arte e di lavoro.”</p></blockquote>
<p>Ed ecco, qui sotto, le righe incriminate, quelle che parlano delle nostre origini, della nostra storia e che qualcuno ha canzonato, dileggiato, con l&#8217;atteggiamento tipico dell&#8217;ignorante.</p>
<blockquote><p>“La Brianza costituisce l’esito di una storia millenaria, erede di diverse civiltà e culture presenti, nel corso del tempo, sul suo territorio. Come ai tempi dei Celti, dei Romani e dei Longobardi, anche per effetto dell’incontro con il cristianesimo, essa è ancor oggi luogo di costruzione per un futuro di convivenza, di solidarietà, di pace e di lavoro.”</p></blockquote>
<p>Curiosamente, poi, la furia censoria del PD nei confronti della nostra storia, non ha risparmiato nemmeno l&#8217;etimologia. Cioè non gli andava bene il fatto che il nome Brianza derivi dal celtico, e non potendo modificare la storia cosa fanno? La cancellano.<br />
Ed ecco allora che sono state cancellate anche queste poche parole, dal semplice contenuto etimologico:</p>
<blockquote><p>“Brianza, il cui nome deriva dal celtico “brig &#8211; aant” (casa sul colle)”</p></blockquote>
<p>Noi ci siamo battuti come potevamo contro questo disegno scellerato delle sinistre, contro questa volontà di eliminare le radici identitarie, storiche e culturali per sostituirle con dei valori altrettanto condivisibili, ma universali, e che quindi non rimarcano più quella diversità e quella peculiarità che ha permesso, dopo decenni di battaglie, di veder coronato il sogno di essere riconosciuti come brianzoli.</p>
<p>Purtroppo la maggioranza ha fatto valere i propri numeri, piegando al suo volere persino i regolamenti; hanno eliminato senza ragione centinaia di emendamenti, hanno ridotto al minimo il tempo per discuterli, vanificando ogni nostro tentativo di resistenza. La differenza tra la democrazia e la dittatura della maggioranza, sta proprio nel rispetto delle regole scritte. Ora la parola passa ai Sindaci, a cui va il mio appello: non ratificate uno Statuto che uccide la Brianza, non negate la nostra identità.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2014/12/29/pd-cancellato-brianza-sogna-citta-metropolitana/">Il PD ha cancellato la Brianza, e ora sogna la città Metropolitana</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>La dolce dittatura della nuova democrazia PD in Brianza</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2014/12/17/dolce-dittatura-nuova-democrazia-pd-in-brianza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Dec 2014 12:37:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[pinochet]]></category>
		<category><![CDATA[ponti]]></category>
		<category><![CDATA[statuto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Succede in Brianza. “Dittatura dolce è un ossimoro con il quale cerchiamo di configurare un&#8217;entità politica inconsueta ma reale”. Così scriveva Eugenio Scalfari in un suo editoriale domenicale nel lontano, ma nemmeno troppo, 11 maggio 2008. Rispolvero questo concetto a distanza di anni, perché proprio una dolce dittatura si sta insediando al comando della nostra [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2014/12/17/dolce-dittatura-nuova-democrazia-pd-in-brianza/">La dolce dittatura della nuova democrazia PD in Brianza</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Succede in Brianza. “Dittatura dolce è un ossimoro con il quale cerchiamo di configurare un&#8217;entità politica inconsueta ma reale”. Così scriveva Eugenio Scalfari <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #000000;"><strong><a style="color: #000000; text-decoration: underline;" href="http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/politica/nuovo-governo/nuova-democrazia/nuova-democrazia.html">in un suo editoriale</a></strong></span></span> domenicale nel lontano, ma nemmeno troppo, 11 maggio 2008. Rispolvero questo concetto a distanza di anni, perché proprio una dolce dittatura si sta insediando al comando della nostra amata Provincia di Monza e della Brianza, sotto la regia di Gigi Ponti, che si dimostra tanto spietato politicamente quanto all&#8217;apparenza mite e gentile.<br />
Si è già detto dell&#8217;affaire Bea-Cem, dove sta imponendo ai comuni di mezza Brianza l&#8217;approvazione in tempi brevissimi di un progetto di fusione di cui i comuni soci sanno poco niente. Un&#8217;accelerazione inspiegabile, che non trova ragione in nessuna imminente scadenza da rispettare, ma risponde solo a quella logica spietata di una gestione dirigista, in cui un capo e una ristretta cerchia di potenti decidono e tutti debbono obbedire. Non si spiegherebbe, altrimenti, l&#8217;atteggiamento tenuto nei confronti dei sindaci di Desio, Seveso, Lentate e Bovisio Masciago, che alla richiesta ufficiale di rinvio dell&#8217;assemblea di BEA (prevista per il 18) si sono sentiti rispondere con un perentorio rifiuto. La decisione è presa, dall&#8217;alto, se ci si allinea bene altrimenti la maggioranza va avanti ugualmente, come un carro armato. E la maggioranza oggi è Ponti. Stop, fine dei giochi.<br />
Veniamo alla Provincia. In principio furono gli auspici, i sorrisi, le bella parole. Sarà la Provincia dei Sindaci, diceva Ponti, il Consiglio Provinciale non sarà più luogo di scontro tra maggioranza e opposizione; addirittura nella prima seduta arrivò a dire che avrebbe auspicato che le future riunioni si svolgessero nella sala ex giunta, perché più piccola e raccolta e perché nel nuovo consiglio non esisterà una vera e propria maggioranza e una vera e propria opposizione. Forse adesso si inizia a comprendere il reale significato di queste parole: non esisterà maggioranza e opposizione, perché conta di comandare solo lui e decidere tutto nella segreta stanza del suo ufficio. Noi della Lega, d&#8217;altro canto, eravamo stati facili profeti e avevamo capito subito che le buone intenzioni di Ponti erano semplicemente una farsa. Il semplice tentativo di nascondere la vera faccia di un Presidente padrone, che con il malinteso proposito di coinvolgere tutti, vorrebbe in realtà escludere l&#8217;intero consiglio, privandolo di ogni spazio.</p>
<p><b>Ecco la prima prova: lo Statuto. </b><br />
Domani è stato convocato un consiglio provinciale con all&#8217;ordine del giorno la modifica dello Statuto dell&#8217;ente. Lo Statuto è il documento più importante di cui si dota un comune o una provincia. Per semplificare potremmo dire, fatte le debite proporzioni, che lo Statuto è per la Provincia ciò che la Costituzione è per lo Stato. Non è un caso che dalla notte dei tempi, perlomeno da quando viviamo in una democrazia, alla stesura dello statuto e successive modifiche, sono sempre state coinvolte le minoranze; a ulteriore testimonianza dell&#8217;esigenza che vi sia larga condivisione sul documento, il legislatore ha previsto che per approvare modifiche allo Statuto occorra una maggioranza qualificata dei 2/3 (come recita il TUEL, che non è stato abrogato).<br />
Ponti ha invece agito in maniera inaudita. Non ha costituito la commissione Statuto e Regolamento (cosa che a Milano han fatto da diverso tempo), ha elaborato in proprio un nuovo Statuto e ha convocato il consiglio di giovedì per approvarlo. E nel frattempo ha già calendarizzato l&#8217;Assemblea dei Sindaci per lunedì 22, per farlo ratificare. Considera tutti dei passacarte. Certo, di grazia, ha avuto la “sensibilità” di consegnare qualche giorno prima ai capigruppo una copia del testo che ha deciso di approvare.<br />
E qui siamo solo al metodo, mutuato immaginiamo,da una sua recente lettura dei diari del giovane Augusto Pinochet.<br />
I contenuti, se possibile, sono pure peggio. Al di là della cancellazione pressoché totale dei riferimenti storici, culturali e identitari, alla cui stesura (condivisa all&#8217;unanimità dal vecchio consiglio) aveva lavorato anche il professor Bertazzini, il testo prevede poteri, pressoché assoluti, in capo al Presidente. Fa tutto il Presidente. Gli altri? Zitti!<br />
Le differenze con lo statuto in via di approvazione a Milano, per esempio, sono macroscopiche, e potete confrontarle con i vostri occhi: qui trovate lo statuto di <strong><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #000000;"><a style="color: #000000; text-decoration: underline;" href="http://www.provincia.milano.it/export/sites/default/chi_governa/consiglio_metropolitano/doc/proposta_STATUTO_CM_per_consiglio.pdf">Milano</a></span></span></strong> e qui quello di <strong><span style="text-decoration: underline; color: #000000;"><a style="color: #000000; text-decoration: underline;" href="http://www.provincia.mb.it/export/sites/default/doc/convocazioni_2014/consiglio_prov/18dic/Proposta_DC_STATUTO_MB.pdf">Monza</a></span></strong>.<br />
Già il Delrio aveva assorbito pesantemente gli ultimi scampoli di democrazia nelle Province, ma Ponti riesce ad andare persino oltre a quello indicato dal comma<strong><span style="text-decoration: underline; color: #000000;"><a style="color: #000000; text-decoration: underline;" href="http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2014/4/7/14G00069/sg"> 55 dell&#8217;art 1 del Delrio.</a></span></strong></p>
<p><b>Non staremo in silenzio. Si protesta</b><br />
Cosa possiamo fare? Purtroppo poco, perché siamo minoranza e lo siamo perché non è stata data nemmeno la possibilità ai cittadini di votare. Ma quel poco che possiamo fare lo faremo, e fino in fondo. L&#8217;appuntamento è per domani, dalle 14.30 daremo battaglia, venderemo cara la pelle perché è in gioco la democrazia e il futuro di tutti noi cittadini. In che modo? Lo scopriremo domani. Sarà fuori moda, ma per qualcuno la democrazia vale ancora qualcosa.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2014/12/17/dolce-dittatura-nuova-democrazia-pd-in-brianza/">La dolce dittatura della nuova democrazia PD in Brianza</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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