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	<title>sondaggi - ilMonti.com</title>
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	<description>il blog di Andrea Monti</description>
	<lastBuildDate>Tue, 04 Aug 2026 17:36:11 +0000</lastBuildDate>
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	<title>sondaggi - ilMonti.com</title>
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		<title>Le Lega nel futuro: ripartire dai sindaci, non dagli slogan</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2026/06/19/ripartire-dai-sindaci-non-dagli-slogan/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 10:21:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Federalismi]]></category>
		<category><![CDATA[il Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È un inizio estate di passione per la Lega e per noi che le vogliamo bene. "Rivoluzione Lega", titolava la prima pagina di Libero di venerdì 5 giugno. Sono trascorse due settimane, passando attraverso una "vivace" seduta del Consiglio Federale della Lega, quotidiane rassegne stampa, retroscena a profusione, per ritrovarci ancora con quella parola "rivoluzione", a corollario della descrizione di una fase politica interna descritta come di "distruzione creativa". Copyright di Massimo Garavaglia, in una breve intervista pubblicata ieri su Repubblica.</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2026/06/19/ripartire-dai-sindaci-non-dagli-slogan/">Le Lega nel futuro: ripartire dai sindaci, non dagli slogan</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><br><em>Mentre viviamo una fase di &#8220;distruzione creativa&#8221;, la vera forza della Lega resta il radicamento locale<br></em></h2>



<p class="wp-block-paragraph">È un inizio estate di passione per la Lega e per noi che le vogliamo bene. &#8220;Rivoluzione Lega&#8221;, titolava la prima pagina di Libero di venerdì 5 giugno. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono trascorse due settimane, passando attraverso una &#8220;vivace&#8221; seduta del Consiglio Federale della Lega, quotidiane rassegne stampa, retroscena a profusione. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto per ritrovarci ancora con quella parola &#8220;rivoluzione&#8221;, a corollario della descrizione di una fase politica interna descritta come di &#8220;distruzione creativa&#8221;. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Copyright di Massimo Garavaglia, in una <a href="https://www.dagospia.com/politica/garavaglia-distruzione-creativa-lega-sembriamo-pd-c-e-casino-salvini-477729">breve intervista</a> pubblicata ieri su Repubblica.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<span id="more-35834"></span>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>«Una rivoluzione, ogni tanto ci vuole e adesso ci sarà, è nell&#8217;interesse di tutti. Soprattutto di Matteo Salvini».</p><cite><strong><em>Massimo Garavaglia su Repubblica</em></strong></cite></blockquote></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Frasi nette e decise, che lasciano davvero poco spazio all&#8217;immaginazione. Il clima è questo qui. La discesa in campo di Zaia, insieme agli altri governatori, da mesi in silenzioso pressing per spingere a un cambio di rotta, è il segnale che da qui al 2027 la Lega vuole tornare ad essere protagonista. Significa che in via Bellerio non ci si rassegna al declino dei sondaggi. E questa è una notizia positiva. Il quando e il come è tutto però ancora da scoprire e appare non poco complicato da definire.</p>



<div style="height:23px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading is-style-text-display has-accent-1-background-color has-background is-style-text-display--1" style="padding-top:0;padding-right:0;padding-bottom:0;padding-left:0"><strong>QUALE SPAZIO POLITICO CI LASCIA IL TRADIMENTO DI VANNACCI?</strong></h3>



<div style="height:23px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">Cominciamo a mettere in fila le cose certe, i dati di fatto. Il Congresso di Firenze, che sancì l&#8217;ingresso ufficiale del Generale Vannacci ai vertici della Lega, con la sua nomina a vice Segretario Federale, è ormai inevitabilmente consegnato alla storia. Vannacci se n&#8217;è andato, inseguendo il sogno di creare da solo un partito di estrema destra in Italia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La traiettoria che il generale ha impostato fin dal suo esordio in politica portava a questo epilogo, così come credo che in futuro porterà a una sua corsa solitaria alle politiche 2027, fuori dal centro destra, con l&#8217;idea di capitalizzare un&#8217;intera legislatura (che non per forza durerà cinque anni) dai banchi dell&#8217;opposizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto questo costringe la Lega a una riflessione e, probabilmente, a una scelta non facile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È ancora utile contendersi con Vannacci quello spazio politico, a destra della Meloni, che rischia di risultare molto affollato e per di più con risicati margini di manovra? La situazione di oggi, sia nei sondaggi che nelle urne, pone seri dubbi sulla possibilità di competere a destra della Meloni.</p>



<div style="height:23px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading is-style-text-display has-accent-1-background-color has-background is-style-text-display--2" style="padding-top:0;padding-right:0;padding-bottom:0;padding-left:0"><strong>SIAMO SOTTO IL CONSENSO DEL 2017, ANNO DELLA CANCELLAZIONE DEL NORD</strong></h3>



<div style="height:23px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">Questa è la fotografia dell&#8217;andamento del consenso, rilevato dai sondaggi dal 2017 a oggi, che ho voluto ritracciare in questo grafico.<br></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="530" src="https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2026/06/lega_fdi_ilmonti_3-1024x530.png" alt="sondaggio" class="wp-image-35835" srcset="https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2026/06/lega_fdi_ilmonti_3-1024x530.png 1024w, https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2026/06/lega_fdi_ilmonti_3-300x155.png 300w, https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2026/06/lega_fdi_ilmonti_3-768x398.png 768w, https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2026/06/lega_fdi_ilmonti_3-1536x796.png 1536w, https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2026/06/lega_fdi_ilmonti_3-2048x1061.png 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il 2017 non è una data a caso nella lunga storia della Lega: fu nell&#8217;autunno di quell&#8217;anno che si ufficializzò la <a href="https://www.corriere.it/politica/17_ottobre_28/lega-toglie-parola-nord-calderoli-salvini-bossi-71d8cdd6-bb4e-11e7-8ef5-94a13146dc45.shtml" target="_blank" rel="noopener" title="">cancellazione della parola Nord</a> dal simbolo. Una scelta che andava ben al di là del semplice significato semantico. Il rischio di snaturare e indebolire l&#8217;identità di un movimento politico, addirittura di intaccare le basi di un&#8217;intera comunità politica com&#8217;è sempre stata la Lega, era molto alto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le conseguenze, a lungo andare, potevano essere potenzialmente nefaste: proprio qui in questo spazio libero del mio blog, <a href="https://www.ilmonti.com/2017/02/24/nord-non-solo-questione-nome/" target="_blank" rel="noopener" title="">ne avevo scritto a febbraio di quell&#8217;anno</a> (leggerle a quasi dieci anni di distanza, fa un certo effetto). Per un breve periodo la sbornia elettorale e di consensi, davvero formidabile e sicuramente merito dell&#8217;impegno del Segretario Federale Matteo Salvini, ha oggettivamente nascosto alla nostra vista le conseguenze con cui oggi siamo costretti a fare i conti. Siamo un movimento politico che si sente orfano di un&#8217;identità: abbiamo archiviato la nostra, forse con troppa fretta, senza essere riusciti a costruirne un&#8217;altra altrettanto solida.</p>



<div style="height:23px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading is-style-text-display has-accent-1-background-color has-background is-style-text-display--3" style="padding-top:0;padding-right:0;padding-bottom:0;padding-left:0"><strong>PER TUTTI BISOGNA CAMBIARE: MA COME?</strong></h3>



<div style="height:23px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">Ed ecco allora che tutti si interrogano. Un cambio, un colpo di reni, una sterzata, oppure una &#8220;rivoluzione&#8221; per dirla alla Garavaglia. Nella Lega a molti pare assolutamente necessaria, per qualcuno un intervento ora sarebbe addirittura tardivo. La sensazione comune è che l&#8217;immobilismo, il tirare a campare fino alle politiche, travolgerebbe la Lega, presa in mezzo tra il consenso e l&#8217;apprezzamento della Meloni (quindi Fratelli d&#8217;Italia) e dell&#8217;arrembante Vannacci (Futuro Nazionale).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si fa però in fretta a dire &#8220;cambiamo&#8221;, ma come? Si accendono le suggestioni, le speranze e le intenzioni di ritornare a quella che è sempre stata la Lega: un movimento politico radicato sul territorio, post-ideologico, trasversale per sua natura, spinto dall&#8217;azione degli amministratori locali, un concentrato di puro pragmatismo politico, una forza nata per difendere il proprio territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nessuna operazione nostalgia, piuttosto una ristrutturazione politica per creare la Lega del futuro. Un partito moderno, che si mette in gioco sulle enormi sfide del futuro: per parlare ai giovani, ai lavoratori, alle partite IVA e agli imprenditori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È la soluzione lanciata da Zaia, che traccia anche una strada, un metodo: da mesi ripete il suo progetto di sdoppiare la Lega sul modello CSU bavarese e CDU, dove si tratteggerebbero due partiti autonomi. La CSU e la CDU tedesche sono legate unicamente da un accordo nel Bundestag, dove costituiscono un gruppo unico, oltre a un patto di desistenza locale. (Per chi volesse conoscere meglio la storia e il funzionamento del modello CDU e CSU, rimando a <a href="https://www.ilmonti.com/2026/01/12/il-modello-bavarese-spiegato-bene-e-perche-se-ne-parla-anche-in-italia/" target="_blank" rel="noopener" title="">questo approfondimento</a>, dove è tutto spiegato). Un modello che rende bene l&#8217;idea e la direzione su cui Zaia ipotizza di condurre la Lega di domani: il sindacato del territorio.</p>



<div style="height:23px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading is-style-text-display has-accent-1-background-color has-background is-style-text-display--4" style="padding-top:0;padding-right:0;padding-bottom:0;padding-left:0"><strong>ABBIAMO UNA GRANDE FORZA DA CUI RIPARTIRE: I NOSTRI SINDACI</strong></h3>



<div style="height:23px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">In una fase di oggettiva debolezza per la Lega, c&#8217;è una forza integra e non ancora ammaccata, diremmo un asset sano se stessimo parlando di un&#8217;azienda, che sarebbe un delitto disperdere: le centinaia di Sindaci (duecento solo in Lombardia) militanti della Lega, che ogni giorno lavorano per difendere le proprie comunità e marcare politicamente il loro territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono Sindaci che sempre più spesso, talvolta a malincuore, si sono trovati costretti in questi ultimi anni a presentarsi sotto insegne civiche, pur da militanti della Lega. Perché un Sindaco, soprattutto nelle piccole realtà che sono la quasi totalità dei comuni, può difficilmente permettersi di stare all&#8217;estrema destra. Deve riuscire a interpretare un messaggio politico capace di sedurre elettorati magari di estrazione diversa, che però ne condividono l&#8217;efficacia amministrativa. </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">È in quella dimensione, molto territoriale, dove si può tornare a consolidare il nostro consenso politico, su un terreno dove abbiamo sempre dimostrato di avere pochi rivali. Dove abbiamo ancora un esercito di amministratori pronti, lucidi e capaci. Luca Zaia, che ha guidato il clamoroso successo di questo modello di Lega territoriale in Veneto, volata al 36,3% alle regionali, potrebbe sicuramente esserne il miglior alfiere e uomo immagine della ripartenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa possibilità ha però una data di scadenza molto evidente: le amministrative della primavera del 2027. Andranno al rinnovo oltre 1000 amministrazioni comunali; arrivarci senza cambiare nulla significherebbe perdere molti di questi sindaci. Sabotare anche l’ultimo asset funzionante del movimento.</p>



<div style="height:23px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading is-style-text-display has-accent-1-background-color has-background is-style-text-display--5" style="padding-top:0;padding-right:0;padding-bottom:0;padding-left:0"><strong>SICUREZZA E IMMIGRAZIONE SARANNO SEMPRE DELLE PRIORITÀ</strong></h3>



<div style="height:23px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">Puntare sui sindaci e su un movimento politico territoriale avrebbe pure un ulteriore aspetto positivo: parlare di sicurezza e immigrazione dalla privilegiata posizione di chi vive sul campo, e non nei palazzi. Sicurezza e immigrazione sono due temi nostri da sempre, perché se vuoi essere l&#8217;alfiere del tuo territorio, della tua comunità, non puoi esimerti dal difenderla, dal voler costruire un luogo in cui si possa vivere in maniera sicura, serena e felice.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo abbiamo sempre fatto e continueremo a farlo. In maniera concreta, pragmatica, schierando i nostri sindaci e proponendo di dare loro magari più poteri. Senza invocare soluzioni facili ma concretamente irrealizzabili, tipo il lancio di paracadutisti contro gli scippatori e i maranza o carri armati per sparare nelle città che nemmeno Bava Beccaris. Inseguire la politica di slogan, sparate e parole ad effetto non è solo sbagliato, ma porterebbe la sfida sul terreno più congeniale al Generale. Lui lo sa bene, perché nell&#8217;enorme tempo libero che ha a disposizione un soldato senza guerre, due lezioni base di Sun Tzu o Carl von Clausewitz le avrà pure imparate: far scegliere agli altri il campo di battaglia sarebbe un grave errore.&nbsp;</p>



<div style="height:23px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2026/06/19/ripartire-dai-sindaci-non-dagli-slogan/">Le Lega nel futuro: ripartire dai sindaci, non dagli slogan</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Sciogliere la Lega Nord? Una follia</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2015/09/21/sciogliere-la-lega-nord-una-follia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2015 16:40:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[nord]]></category>
		<category><![CDATA[scioglimento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Inizierei con il ricordare come sarebbe stato il mondo politico secondo i nostri «sondaggisti». Nelle elezioni politiche del 2006 avrebbe dovuto trionfare la coalizione di Centro Sinistra, l’Unione guidata da Romano prodi, e pure con una netta vittoria. In realtà si trattò di un sostanziale, quanto clamoroso pareggio. Nelle elezioni politiche del 2008 ci raccontavano [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Inizierei con il ricordare come sarebbe stato il mondo politico secondo i nostri «sondaggisti».</p>
<p><strong>Nelle elezioni politiche del 2006</strong> avrebbe dovuto trionfare la coalizione di Centro Sinistra, l’Unione guidata da Romano prodi, e pure con una netta vittoria. In realtà si trattò di un sostanziale, quanto clamoroso pareggio.</p>
<p><strong>Nelle elezioni politiche del 2008</strong> ci raccontavano di una Lega Nord ai minimi termini e del grande successo della lista «Sinistra Arcobaleno». Risultato? La Lega ebbe uno dei migliori risultati della storia e per la lista di sinistra fu un mezzo disastro.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-3562" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2015/09/Schermata-2015-09-21-alle-18.38.05-1024x331.png" alt="Schermata 2015-09-21 alle 18.38.05" width="1024" height="331" /><iframe src="https://www.spreaker.com/embed/player/mini?episode_id=6657942&#038;autoplay=false" style="width: 100%; height: 71px;" frameborder="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p><strong>Nel 2013</strong> tutti i sondaggisti davano lo smacchiatore di giaguari Bersani vincitore a mani basse delle elezioni, e di un Berlusconi morto e sepolto.</p>
<p>Risultato? Un ribaltamento totale, con Berlusconi che pareggia le elezioni e il Movimento 5 Stelle che si impone con una performance nemmeno lontanamente prevista dalla numerosa pletora di sondaggisti.</p>
<p><strong>Anche nelle ultime europee</strong> si dicevano certi di un testa a testa tra Pd e Grillini. Ve lo ricordate? Naturalmente fu l’ennesima colossale figuraccia.</p>
<p>A questo punto l’unica domanda a cui vorremmo venga data risposta è di tipo sociologico più che demoscopico: ma come diavolo si fa a credere ancora ai sondaggi? E chi ancora vi paga per fare previsioni sballate? In realtà non ci crede nessuno, ma leggerli ci conforta, ci tiene impegnati e soprattutto serve per sporcare qualche pagina di giornale con stuzzicanti quanto inutili notizie. L’impressione è che gli istituti demoscopia in Italia siano un po’ i fratelli minori delle testate giornalistiche: più che la scienza, a comandare è la volontà politica di influenzare l’opinione pubblica. Altrimenti non si spiegherebbe il motivo per cui si buttano ancora valanghe di quattrini per avere risultati così grossolanamente sbagliati.</p>
<p>Ed in questo clima di affidabilità, ecco arrivare <a href="http://www.sondaggipoliticoelettorali.it/GestioneDomande.aspx">il sondaggio</a> che ci racconta come i leghisti vorrebbero addirittura lo scioglimento della Lega Nord. Ommamma, che sparata!</p>
<p>Commissionato dal quotidiano Libero e realizzato da Arnaldo Ferrari Nasi&amp;Associati, il sondaggio pone una domanda chiara agli elettori della Lega:</p>
<blockquote><p>Con Matteo Salvini, la Lega Nord sta cercando di diventare un movimento nazionale per governare il paese. Secondo lei è più opportuno&#8230;</p></blockquote>
<p>Ecco le risposte dei presunti elettori leghisti:</p>
<blockquote><p><em>Sciogliere la Lega Nord in un nuovo partito più grande per avere anche tanti voti di elettori Sud e di non leghisti, per cercare di vincere e governare</em> <strong>61%</strong></p>
<p><em>Mantenere il nome Lega Nord anche rischiando di non vincere</em><strong> 34%</strong></p>
<p><em>Non so</em> <strong>5%</strong></p></blockquote>
<p>A loro è bastato effettuare 600 telefonate per confezionare la notizia bomba, che subito Libero giustamente rilancia con un <em><a href="http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/11830044/Salvini--il-sondaggio-terremoto-.html">titolo ad effetto</a></em>: «Salvini, il sondaggio terremoto: per due padani su tre deve sciogliere la Lega e rifare il partito»</p>
<p>Vista l’affidabilità conclamata (ma alla rovescia) dei sondaggi in generale, possiamo affermare con un buon grado di approssimazione che la stragrande maggioranza degli elettori della Lega Nord non vuole effettivamente sciogliere la Lega Nord.</p>
<p>Ma perché commissionare un siffatto sondaggio? Non c’è bisogno di un sondaggio, o di qualcuno che faccia 600 telefonate, per intuire che sciogliere la Lega Nord sia semplicemente una follia. Cancellare un movimento che vanta ancora oggi il carattere dell’unicità nel panorama politico italiano. Un movimento che è l’unico e il primo nato per incarnare e risolvere la questione settentrionale; per dare voce alle istanze di un Nord che da sempre subisce le angherie di uno Stato centralista che non fa altro che soffocarlo con la burocrazie, depredandolo delle proprie risorse economiche.</p>
<p>Non importa quanti voti prendi oggi, quanto ne hai presi ieri e quanti potenzialmente potresti prenderne. Sciogliere la Lega Nord non risolverebbe il problema che l’ha fatta nascere, quindi la Lega Nord non potrà mai scomparire se non quando finalmente verrà ristabilita la giustizia e verrà affrontata e risolta positivamente la questione settentrionale.</p>
<p>La Lega Nord non è semplicemente un simbolo o un nome, non è un’operazione mediatica e politica ben riuscita, la La Lega Nord è ben altro, è la forza di un territorio che non potrà essere oppresso per sempre. Per questo qualsiasi cosa accada, qualsiasi decisione si potrà prendere in merito, avrà sempre le capacità di sopravvivere a se stessa. La Lega Nord è una maledizione per Roma e per chiunque tenterà mai di soffocarci.</p>
<p>Beninteso, non sono certo così sciocco da intuire che in questo momento vi sia una platea immensa di elettori in fuga da intercettare; c’è un 50% che non vota e di questi molti provengono dalla grande famiglia del Centro Destra. Ma voglio essere chiaro: nessuna tattica, per spregiudicata che sia o per efficace possa sembrare, dovrà mai pregiudicare la strategia a cui invece dovrebbe rispondere. Altrimenti sarebbe una tattica buona per l’avversario, non per noi.</p>
<p>Stiamo tranquilli, di elezioni ne abbiamo vinte tante, ma ci siamo ritrovati sempre a ripartire dal via. La politica non è la Champion’s League.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2015/09/21/sciogliere-la-lega-nord-una-follia/">Sciogliere la Lega Nord? Una follia</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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