Avevamo preannunciato un autunno caldo per gli automobilisti/utenti della Milano-Meda, ed eccoci arrivati alla fase due dell’azione contro il malcostume degli Autovelox-rapina. Dopo la fisiologica ondata d’indignazione, protesta e grida di dolore, che ha caratterizzato il periodo estivo di molti brianzoli e milanesi, pizzicati e stangati dalle famigerate “macchinette”, siamo riusciti, finalmente, a dare sostanza e forma…
Leggo con dolore e dispiacere una lettera di un lettore de Il Cittadino di Monza, Padre Michele Triglione, dal titolo inequivocabile: “Non ho dubbi torniamo con Milano”. Mi tocca qui citare, e lo faccio volentieri, uno scrittore, vivente, che ho avuto il piacere di incontrare e conoscere personalmente, Roberto Gervaso, che ha avuto modo di affermare: “Dubito…
Con la guerra mossa agli autovelox “trappola” stiamo montando un buon polverone mediatico, buono per tenere desta l’attenzione e per creare le condizioni favorevoli a future azioni, senza dubbio più concrete. Parlo al plurale perché ci siamo ritrovati in tanti, e da più parti, a gridare la nostra indignazione contro questo sistema, furbesco, di fare soldi facili…
Ed ecco, puntuale, è arrivato il bilancio della prima settimana di funzionamento degli Autovelox della Provincia di Milano. Premetto che voglio prendere per buoni questi dati, e dobbiamo farlo per forza, anche perché non c’è alternativa, qui l’orchestra se la suona e se la canta da sola. Fatta questa doverosa premessa, passiamo a fare due conti veloci…
Leggo oggi su “il Cittadino” le dichiarazioni del Sindaco di Cesano Maderno, Gigi Ponti, il quale pizzicato a predicare bene e razzolare male in tema di autovelox, si difende in maniera confusa e pasticciata e butta poi la palla in tribuna accusandomi di essere “collega” di De Nicola. Perbacco, niente di meno, la fantasia al potere! Solo…
1,2,3,4,5,6,7,8,9,10,11… iniziava così il documentario girato dal gruppo provinciale del PD per denunciare il livello insopportabile raggiungo dalla cementificazione in Brianza; il conteggio era riferito ai 40 passi che dividono il confine tra Meda e Seregno e proprio 40 passi era il titolo del docufilm. VIDEO 40 PASSI