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	<title>germania - ilMonti.com</title>
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	<description>il blog di Andrea Monti</description>
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	<title>germania - ilMonti.com</title>
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		<title>IL BIGLIETTO UNICO A 9€ IN GERMANIA? ILLUSIONE FINITA, TORNANO LE VECCHIE TARIFFE.</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2022/08/28/biglietto-germania/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Aug 2022 15:03:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[germania]]></category>
		<category><![CDATA[mobilità]]></category>
		<category><![CDATA[trasporti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E’ durata il tempo di una estate la promozione per il trasporto pubblico tedesco. Da settembre si torna alle vecchie tariffe con una consapevolezza in più: i mezzi pubblici vanno pagati.</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2022/08/28/biglietto-germania/">IL BIGLIETTO UNICO A 9€ IN GERMANIA? ILLUSIONE FINITA, TORNANO LE VECCHIE TARIFFE.</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>E’ durata il tempo di una estate la promozione per il trasporto pubblico tedesco. Da settembre si torna alle vecchie tariffe con una consapevolezza in più: i mezzi pubblici vanno pagati.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://ilmonti.com/wp-content/uploads/2022/08/biglietto-1024x576.jpg" alt="biglietto" class="wp-image-33027"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>IN GERMANIA LO FANNO</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Vi ricordate quando si ripeteva: “<a href="https://www.youtube.com/watch?v=gfLjq75ZRtg">In Germania lo fanno</a>” ? È stato il lungo tormentone che ha accompagnato il clamoroso successo, prima di piazza e poi elettorale, di Beppe Grillo. Un ritorno di fiamma dello slogan esterofilo lo abbiamo vissuto a fine primavera scorsa: il 23 maggio il Governo Federale Tedesco <a href="https://www.corriere.it/economia/consumi/22_giugno_01/germania-biglietto-unico-9-euro-al-mese-treni-tram-bus-gia-venduti-7-milioni-ticket-ffc4c7d6-e177-11ec-bb0d-bf3a1b8d46c7.shtml">ha varato</a> un biglietto unico per il trasporto a soli 9€. In Italia l’entusiasmo per la misura è salito alle stelle, con più di uno convinto che questo fosse un po’ l’uovo di Colombo: vendendo il titolo di viaggio a un prezzo così basso se ne sarebbero venduti a milioni, incassando cifre che non avrebbero generato perdite insopportabili. Pareva l’invenzione del moto perpetuo. Entusiasmo giustificato dai primi dati di vendita: 7 milioni di biglietti venduti solo in pochi giorni. Con trend in crescita nelle successive settimane.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per molti, in Italia e in Germania, la misura inizialmente provvisoria sarebbe stata resa sicuramente permanente. Inevitabili, date le premesse, le spinte per introdurre subito in Italia questo regime rivoluzionario, copiando dall’idea tedesca.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>LA REALTÀ PRESENTA IL CONTO: SALATO</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La realtà, come sempre accade, arriva a bussarti alla porta e buttarti giù dal letto. Perché la verità è che Germania, un po’ come l’Italia, ha varato alcune misure per affrontare il caro carburanti: 35 centesimi di sconto sulla benzina e il biglietto unico a 9€. Gli aiuti valevano per tre mesi di tempo, dal 1 giungo al 31 agosto.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma adesso il Governo, a pochi giorni dalla scadenza, ha fatto sapere che non rinnoverà la misura. Illusione finita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La polemica impazza tra le forze di maggioranza che sostengono un Governo giallo-rosso-verde, sensibile all’ambiente ma costretto a fare i conti con i limiti di bilancio, soprattutto ora che ci sarà da affrontare ben altri problemi sul fronte caro energia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il biglietto a 9€ tutto compreso, come prevedibile, è una misura troppo onerosa per le finanze del Governo Federale, oltre 2,5 miliardi di euro. Da noi la notizia è passata quasi sotto silenzio, rispetto all’entusiasmo e clamore di quando fu introdotto. Occorre leggere la stampa tedesca per approfondire aspetti interessanti di questa esperienza. Vi consiglio la lettura di <a href="https://www.faz.net/aktuell/wirtschaft/klima-nachhaltigkeit/was-kommt-nach-dem-9-euro-ticket-18273878.html">questo articolo</a> pubblicato su Frankfurter Allgemeine Zeitung&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>I REGALI PIACCIONO, MA NON POSSONO DURARE</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il successo per numero di utenti è sicuramente apprezzabile: milioni di biglietti venduti, un sensibile aumento di fruitori non abituali del trasporto pubblico nei periodi di morbida e apprezzabile anche negli orari di punta. Una indagine ha stimato che il 18% dei tedeschi ha sostituito questa estate lo spostamento in auto privata con un viaggio in treno o in bus. Non male. Un regalo, un omaggio, come prevedibile è stato apprezzato. Ma è sostenibile la misura nel lungo periodo? Pare di no, visto che non verrà confermata. Adesso la ricreazione è finita. Quando i ragazzi torneranno a scuola e i lavoratori saranno a pieno regime, si torna ai vecchi prezzi e ai vecchi titoli di viaggio. C’è un tentativo per rimodulare il biglietto a 69€, ma tutto ancora è in alto mare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché l’aspetto economico, comunque pesante per le casse federali, non è l’unica criticità emersa: l’aumento dei fruitori di mezzi pubblici ha messo in tensione la rete teutonica del trasporto, perchè aumentare il numero di viaggiatori porta il sistema a livelli di tensione che poi generano disservizi, ritardi e utilizzo del personale non sostenibile nel lungo periodo. Qualcuno sostiene, con qualche ragione, che alla lunga risulterebbe inutile “regalare” i biglietti se il servizio non è di qualità e non soddisfa le esigenze di mobilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’illusione è sta bella, ma è durata poco, il tempo di una estate. Con buona pace di tutti quelli che “in Germania lo fanno”: no, non lo fanno più.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2022/08/28/biglietto-germania/">IL BIGLIETTO UNICO A 9€ IN GERMANIA? ILLUSIONE FINITA, TORNANO LE VECCHIE TARIFFE.</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Fare qualcosa per la Catalogna</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2018/03/27/qualcosa-la-catalogna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Mar 2018 10:20:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[ARRESTI]]></category>
		<category><![CDATA[asilo politico]]></category>
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		<category><![CDATA[estradizione]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Germania ha accolto un milione di richiedenti asilo extracomunitari, ma ha arrestato l’unico vero perseguitato europeo. Stranezze e follie di una Europa che dobbiamo mettere in crisi Catalogna &#8211; La Germania nel 2017 ha accolto 222.683 persone che affermavano di scappare da persecuzioni politiche. Tanti sono coloro hanno fatto richiesta di asilo politico in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;">La Germania ha accolto un milione di richiedenti asilo extracomunitari, ma ha arrestato l’unico vero perseguitato europeo. Stranezze e follie di una Europa che dobbiamo mettere in crisi</h3>
<p><a href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2017/09/http-2F2Fo.aolcdn.com2Fhss2Fstorage2Fmidas2F4ac66f16e0a917668392e2f388ab1f5f2F2056904842Fcata.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-5039" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2017/09/http-2F2Fo.aolcdn.com2Fhss2Fstorage2Fmidas2F4ac66f16e0a917668392e2f388ab1f5f2F2056904842Fcata.jpg" alt="catalogna" width="1024" height="512" /></a></p>
<p><em><strong>Catalogna</strong></em> &#8211; La Germania nel 2017 ha accolto 222.683 persone che affermavano di scappare da persecuzioni politiche. Tanti sono coloro hanno fatto richiesta di asilo politico in terra tedesca. Nel 2016 furono molti di più, addirittura 745.545. La Germania, seppur per una breve parentesi temporale, ne fece persino un vanto, inondando li media di tutto il mondo con le foto di cittadini festanti che accoglievano i richiedenti asilo. Per questo è davvero curioso che la Spagna, impegnata da mesi alla caccia del più noto tra i perseguitati politici europei, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Carles_Puigdemont">Carles Puigdemont</a>, abbia scientificamente scelto proprio la Germania come Stato membro dove far scattare la trappola che lo ha portato all’arresto. Sappiamo che l’operazione porta la firma dei servizi segreti spagnoli, il Centro Nacional de Inteligencia (CNI), ma che <a href="http://www.repubblica.it/esteri/2018/03/26/news/puigdemont_nella_sua_auto_un_chip-spia_degli_007_spagnoli-192291987/">ha sicuramente coinvolto</a> altre intelligence europee. Forse quella della stessa Germania? Il risultato è che oggi Puigdemont è in carcere, colpito da un mandato di arresto europeo. Strumento che però non prevede, tra le fattispecie di reato che lo rendono automatico, la sedizione e la ribellione, ovvero le accuse per cui la Spagna lo vuole processare e incarcerare. Eppure, come detto, l’Europa e la Germania accolgono milioni di soggetti che, nei loro paesi di origine, sono accusati in molti casi proprio di sedizione e ribellione. E’ evidente che anche chi rivendica una libertà di espressione democratica negata, seppur agendo pacificamente e con azioni non violente, si trasforma automaticamente in un «ribelle». Accogliamo milioni di africani, che nella stragrande maggioranza dei casi si fingono perseguitati, e arrestiamo un politico europeo democraticamente eletto? Curioso. La differenza, prendendo in mano tomi, codici e leggi, risiederebbe nel presupposto, accettato da tutti i paesi membri, ma ben lontano dall’essere dimostrato in questo caso, che in ogni stato europeo sarebbero garantiti libertà e diritti democratici. Sempre e per definizione. Si tratta del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Trattato_di_Amsterdam">trattato di Amsterdam</a>, specificatamente l’allegato <a href="http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:12016M/TXT&amp;from=EN">protocollo n.24</a>, voluto proprio, ma guarda un po’, dall’ex primo ministro spagnolo <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Jos%C3%A9_Mar%C3%ADa_Aznar">José María Aznar</a>:</p>
<blockquote><p>Gli Stati membri dell’Unione europea, dato il livello di tutela dei diritti e delle libertà fondamentali da essi garantito, si considerano reciprocamente paesi d&#8217;origine sicuri a tutti i fini giuridici e pratici connessi a questioni inerenti l&#8217;asilo.</p></blockquote>
<p>Fu proprio il Belgio, non a caso il luogo scelto per l’esilio da Puigdemont, ad inserire la possibilità di concedere comunque l’asilo politico, con questa eccezione così formulata:</p>
<blockquote><p>La domanda d&#8217;asilo presentata da un cittadino di uno Stato membro può essere presa in esame o dichiarata ammissibile all&#8217;esame in un altro Stato membro unicamente nei seguenti casi:</p>
<p>D) se uno Stato membro così decide unilateralmente per la domanda di un cittadino di un altro Stato membro; in tal caso il Consiglio ne è immediatamente informato; la domanda è esaminata partendo dal presupposto che sia manifestamente infondata senza che ciò pregiudichi, in alcun caso, il potere decisionale dello Stato membro.</p></blockquote>
<p>Ed è proprio per questo che la Spagna, consapevole della sensibilità belga, ha ordito l’operazione di intelligence per catturare il ribelle catalano entro i confini della Germania. A questo punto Madrid esulta, certi della collaborazione tedesca. Sono evidentemente sicuri che la Germania, dominus europeo nell’attuale assetto berlinocentrico, non possa permettersi di trasformare la crisi catalana in crisi europea. Una mossa astuta, non c’è ce dire, seppur sensibile a qualche potenziale rischio per questo novelli emuli di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Francisco_Franco">Francisco Franco</a>. Proprio la crisi catalana potrebbe essere utilizzata come grimaldello per scardinare l’egemonia teutonica in Europa, magari mettendola in difficoltà, e perché no giocando a favore di quegli stati che vorrebbero contare di più in Europa. Questo, in fondo, era pure l’obiettivo dei secessionisti, quello di trasformare la crisi catalana in una crisi europea. Ad oggi è stato un enorme fallimento, va riconosciuto. Così come dobbiamo ammettere, con onestà intellettuale, che ad oggi la situazione, rispetto alla popolarità in Europa della rivolta, non è migliorata. In Italia la notizia delle vicende catalane scivola molto sotto la cronaca politica, superata addirittura dalle notizie di costume. Un peccato, perché oggi avremmo un solido motivo per criticare la politica tedesca, senza rischiare di essere bollati come i soliti spendaccioni che frignano. Sarebbe l’occasione utile per mettere in discussione questa Europa, ancora troppo schiava di logiche e convenienze legate a doppio filo alle vecchie cancellerie. Qualcosa andrebbe fatto, per la libertà dei catalani e per il loro diritto a scegliere democraticamente, ma anche per il nostro futuro e per quella dell’Europa che sogniamo. Molto diversa da questa. Certo Puigdemont non si aiuta nemmeno con la scaramanzia, avendo scelto come residenza belga proprio la cittadina di Waterloo, il luogo simbolo della disfatta napoleonica, diventato sinonimo di ogni sconfitta. Speriamo porti bene.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2018/03/27/qualcosa-la-catalogna/">Fare qualcosa per la Catalogna</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>70 anni da via Rasella: i nipoti dei &#8220;Bozen” uccisi sono italiani, e i nipoti dei comunisti appoggiano un tedesco in Europa (Schulz)</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2014/03/23/70-anni-da-via-rasella-i-nipoti-dei-bozen-uccisi-sono-italiani-e-i-nipoti-dei-comunisti-appoggiano-un-tedesco-in-europa-schulz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Mar 2014 19:52:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[germania]]></category>
		<category><![CDATA[partigiani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi, 24 marzo, è il giorno di una delle ricorrenze più tristi, che ci riporta ad una strage, un massacro di 335 esseri umani, che si fatica a comprendere anche contestualizzandolo all&#8217;interno di uno dei più sanguinosi conflitti della storia, quello della Seconda Guerra Mondiale. Si sono scritti fiumi d&#8217;inchiostro sulla vicenda, anni di processi, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, 24 marzo, è il giorno di una delle ricorrenze più tristi, che ci riporta ad una strage, un massacro di 335 esseri umani, che si fatica a comprendere anche contestualizzandolo all&#8217;interno di uno dei più sanguinosi conflitti della storia, quello della Seconda Guerra Mondiale. Si sono scritti fiumi d&#8217;inchiostro sulla vicenda, anni di processi, polemiche, dibattiti; inutile continuare ad interrogarsi oltre sulle innumerevoli sfaccettature di una vicenda che appare come un caleidoscopio della guerra stessa; ricco di sentimenti ed emozioni contrastanti e contrastate, di torti e ragioni, di sangue, troppo sangue e spesso, troppo spesso, inutilmente versato.</p>
<p>Se davvero  è inutile parlare del passato, curioso potrebbe essere guardare all&#8217;Europa di oggi, giocando a guardarla, per un attimo, giusto un attimo, con gli occhi del 1944.  Dove sono oggi i nipoti di vinti e vincitori, di vittime e carnefici? Le vittime dell&#8217;attentato,  in tutto 33, erano uomini appartenenti al Reggimento “Bozen”; si trattava di soldati inesperti e poco addestrati, reclutati tutti dopo l&#8217;8 settembre 1943, nessun giovanissimo tra di loro, diversi erano già attempati padri di famiglia. I nipoti di que 33 soldati, sbrigativamente e impropriamente passati per tedeschi, sono oggi italiani, vivendo in Sud Tirolo, quella terra che lo Stato Italiano si ostina a chiamare Alto Adige. I nipoti delle vittime del GAP, il Gruppo di Azione Patriottica, sono gli stessi che oggi, durante le Olimpiadi Invernali, riaccendono lo spirito patriottico di tanti italiani, che da Roma sventolano il tricolore, nonostante i loro nomi così smaccatamente tedeschi, nonostante alcuni non parlino nemmeno l&#8217;italiano, e chi ci prova lo fa con estrema fatica. I loro nonni passarono per nemici tedeschi da uccidere, i loro nipoti sono considerati patrioti italiani. È il tempo che passa, asciuga le ferite, offusca i ricordi, fa dimenticare le divisioni. E i nipoti della Brigata Garibaldi? I nipoti dei giovani che pensarono, idearono, ed eseguirono il più grande e noto attentato contro le forze tedesche, dove sono oggi? Dopo 70 anni di cose ne sono cambiate a sinistra; caduto il muro, messo in soffitta il vecchio Partito Comunista, oggi quei nipoti stanno nel Partito Democratico, quello stesso PD, ironia della sorte, che appoggia in questa campagna elettorale, quella che deciderà chi dovrà comandare in Europa, proprio un tedesco, quel Martin Schulz che, tanti anni, fa Berlusconi apostrofò dandogli del “Kapò”. Giusto per stare in tema.<br />
Passano gli anni, bellezza, le persone cambiano, fortunatamente, le guerre passano e l&#8217;Europa è finalmente diversa. Ma è veramente così diversa? Ne siamo così sicuri? È vero, cambiano i metodi, e questo è fondamentale, ma se guardiamo alla Germania del 2014, con la sua voglia di imporsi come Stato egemone, come quello che detta le regole al resto dell&#8217;Europa, e non viceversa, come dovrebbe essere, segue regole e politiche comuni, condivise da tutti, cosa scopriamo? Ecco, forse, ci accorgiamo che l&#8217;Europa così non funziona, perché vi sono molti modi per unire gli Stati europei, per eliminare i confini, le dogane e i Governi;  era sbagliata l&#8217;idea della Germania del 1944, ma è probabilmente sbagliata anche l&#8217;idea della Germania del 2014. La soluzione è semplice, quanto difficile: superare il concetto di Germania, di Francia, Italia o Spagna. O vogliamo l&#8217;Europa, quella che unisce le tante nazioni del nostro continente, oppure continuiamo a parlare di Stati, quindi di Germania: ad occhio e croce non arriverà nulla di buono da questa seconda ipotesi, anche questa volta.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2014/03/23/70-anni-da-via-rasella-i-nipoti-dei-bozen-uccisi-sono-italiani-e-i-nipoti-dei-comunisti-appoggiano-un-tedesco-in-europa-schulz/">70 anni da via Rasella: i nipoti dei “Bozen” uccisi sono italiani, e i nipoti dei comunisti appoggiano un tedesco in Europa (Schulz)</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Scettici, Ufo e Garibaldini. Ecco chi non vuole il 75%</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2013/01/16/scettici-ufo-e-garibaldini-ecco-chi-non-vuole-il-75/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Jan 2013 20:42:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da quando la Lega Nord ha fissato l&#8217;obiettivo di trattenere il 75% delle tasse in Lombardia, e nella futura macro regione del Nord, si è scatenata la controffensiva dei tromboni di professione. La difesa dei detrattori si è schierata a geometria variabile, terrorizzati, hanno suonato la chiamata alle armi generali. Buon segno, siamo sulla strada [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2013/01/16/scettici-ufo-e-garibaldini-ecco-chi-non-vuole-il-75/">Scettici, Ufo e Garibaldini. Ecco chi non vuole il 75%</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><iframe src="http://www.youtube.com/embed/p5cP0DMhORA" height="315" width="420" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
<p>Da quando la Lega Nord ha fissato l&#8217;obiettivo di trattenere il 75% delle tasse in Lombardia, e nella futura macro regione del Nord, si è scatenata la controffensiva dei tromboni di professione.<br />
La difesa dei detrattori si è schierata a geometria variabile, terrorizzati, hanno suonato la chiamata alle armi generali. Buon segno, siamo sulla strada giusta.<br />
Ma quali sono le posizioni in campo? Eccole.</p>
<p><span id="more-655"></span></p>
<p><strong>GLI SCETTICI</strong><br />
Sono i meno fantasiosi del gruppo, quelli che non si sprecano nemmeno di abbozzare una posizione argomentata. Spocchiosi, arroganti, si limitano a liquidare con un semplicistico &#8220;non si può fare&#8221;, la proposta leghista.</p>
<blockquote><p>Risposta: Perché la Lombardia non può chiedere di trattenere per se il 75% delle tasse versate, quando altre Regioni già lo fanno? E il nostro punto di riferimento non è tanto la Regione Sicilia, che trattiene nelle proprie casse, anche se sarebbe meglio chiamarli forzieri, addirittura il 100%, con risultati però poco invidiabili.Noi guardiamo al Trentino, per esempio, capace, in un periodo di crisi economica, di aiutare le proprie imprese, stimolando addirittura un fenomeno di immigrazione imprenditoriale.Sempre più numerosi sono le imprese del Nord che spostano le attività in Carinzia, in Polonia, in Romania o in Svizzera; si chiama competizione territoriale, e a queste condizioni noi non rappresentiamo più un&#8217;opportunità.</p></blockquote>
<p><strong>I GARIBALDINI</strong><br />
Tra i Garibaldini si annovera anche il candidato del centro sinistra alla guida della Lombardia, <a href="http://www.lapoliticaitaliana.it/Agenzia/?d=20130110&amp;id=74602">Umberto Ambrosoli, che ha sentenziato</a>, con toni allarmistici, che questa proposta di tenerci una parte dei nostri soldi, significherebbe una sola cosa: la secessione del nord!<br />
Insomma, colui che si candida a rappresentare i lombardi, Dio ce ne scampi, considera ineludibile lo stato di sfruttamento dei suoi concittadini. I lombardi, sarebbero costretti, anzi condannati, a pagare i conti di uno stato inefficiente, sprecone, assistenzialista, pena lo sfascio.</p>
<blockquote><p>Risposta: il tessuto produttivo del nord si sta depauperando con una velocità spaventosa, le imprese chiudono, se non si interviene subito, il gettito non sarà più garantito, non tanto per una forma di egoismo, semplicemente perché esaurito alla fonte. Muoia Sansone con tutti i Filistei? No grazie.<br />
Il 25%, che proponiamo di devolvere allo Stato centrale, rappresenta una quota sufficiente a garantire un corretto sistema di solidarietà nazionale, il resto è spreco.</p></blockquote>
<p><strong>GLI UFO</strong><br />
Questa è la categoria più stimolante, di cui Mario Sechi, dopo una stupefacente performance alla trasmissione della Gruber, Otto e Mezzo, ne è diventato il capitano e leader indiscusso.<br />
Cerco di farla semplice e breve, perché si entra in un terreno che sta al confine tra l&#8217;assurdo, il metafisico e il trattamento sanitario obbligatorio.<br />
La tesi degli UFO è questa: la ricchezza del Nord è prodotta, in gran parte, sul mercato italiano (che comprende anche i consumatori del Centro Sud), quindi, sarebbe scorretto che il Nord drenasse per se tasse che sono frutto di utili generati grazie anche ai consumatori del Sud. Addirittura, si dice, il Nord a conti fatti (quali conti è difficile capire!) rischierebbe di perderci.<br />
Fate un paio di respiri profondi. Mantenete la calma.</p>
<blockquote><p>Risposta: in premessa va chiarito che la proposta non prevede né dazi, né tantomeno tentativi di autarchia economica da parte del Nord. Ammesso, e non concesso, che risponda ad una qualche logica fiscale, tentare di ripartire il dato del gettito a seconda della residenza del consumatore, è tutto da dimostrare che il mercato più importante e con più capacità di spesa sia il Centro Sud; ad occhio e croce, anche qui il Centro Nord rappresenta il mercato più forte, e questa teoria, applicata anche alle aziende del Centro Sud, probabilmente tenderebbe ad annullarsi.<br />
Nota: naturalmente nessuno ha mai paventato questo ragionamento nei confronti delle attuali Regioni a statuto speciale.<br />
Ma c&#8217;è di più. Se avesse senso un ragionamento di questo tipo, dovremmo rivendicarlo anche nei confronti delle altre nazioni europee, e su parte degli utili prodotti dalle loro aziende, naturalmente quelle che non hanno una stabile organizzazione in Italia. Facciamo qualche esempio. L&#8217;Italia rappresenta <a href="http://www.rapportipaesecongiunti.it/rapporto-congiunto.php?idpaese=19">il sesto mercato per la Germania</a> e il <a href="http://www.rapportipaesecongiunti.it/rapporto-congiunto.php?idpaese=16">secondo per la Francia</a>, quindi anche loro dovrebbero contribuire a pagare stipendi di forestali, lavoratori socialmente utili o pensioni a falsi invalidi? Pensate a quanti formaggi o vini Francesi siamo costretti a comprare nelle loro grandi catene di supermercati.<br />
Potremmo invitare Mario Sechi, nella nuova veste di politico, a chiederne conto alla Merkel e Hollande. Dovesse mai accadere, prenoto un posto in prima fila, pop corn alla mano, mi godo lo spettacolo.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2013/01/16/scettici-ufo-e-garibaldini-ecco-chi-non-vuole-il-75/">Scettici, Ufo e Garibaldini. Ecco chi non vuole il 75%</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Il CAL Lombardia vara la SuperProvincia CO-LC-MB-VA, intanto in Germania le Province sono il triplo che in Italia e più piccole</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2012/09/26/il-cal-lombardia-vara-la-superprovincia-co-lc-mb-va-intanto-in-germania-le-province-sono-il-doppio-che-in-italia-e-piu-piccole/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Sep 2012 16:12:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ieri il comitato di Presidenza del CAL, con in testa il Presidente Guido Podestà, ha elaborato una proposta di razionalizzazione (sic!), delle 12 province Lombarde, tenendo conto, salvo alcune deroghe, dei due parametri capestro decisi dall’ultimo decreto del governo dei tecnici, almeno 350.000 abitanti e 2.500 kilometri quadrati. Risultato? Iniziamo con le deroghe, richieste per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri il comitato di Presidenza del CAL, con in testa il Presidente Guido Podestà, ha elaborato una proposta di razionalizzazione (sic!), delle 12 province Lombarde, tenendo conto, salvo alcune deroghe,  dei due parametri capestro decisi dall’ultimo decreto del governo dei tecnici,  almeno 350.000 abitanti e 2.500 kilometri quadrati.</p>
<p>Risultato? Iniziamo con le deroghe, richieste per Sondrio, difficilmente accorpabile come realtà ad altre, e per Mantova, a cui non sembrava giusto imporre l’accorpamento visto che per rispettare il vincolo territoriale mancava loro proprio un niente, insomma, per una volta non vale il detto che per un punto Martin perse la cappa.</p>
<p><span id="more-359"></span></p>
<p>La cosa ridicola e scandalosa sarebbe l’ipotetica creazione che accorperebbe le attuali province di Como, Lecco, Monza e Varese.</p>
<p>E giusto per avvicinare le istituzioni ai bisogni dei cittadini, si da vita ad una super-provincia da oltre 2.500.000 abitanti, centinaia di migliaia d’imprese, tessuti socio-economici differenti, distretti industriali complessi che vanterebbero l’esigenza di una guida specifica, certo molto più di altre Province che invece sono state fatte salve.</p>
<p>Credo che quest’area avrebbe più diritto di altre in Italia di determinarsi in una Regione ad hoc, e non invece in una sola Provincia.</p>
<p>Ma andiamo oltre, perché più interessante sarebbe andare a studiare modelli stranieri, per esempio chissà se qualcuno del governo dei “saggi” che sta salvando il paese (ri-sic!) sia mai andato a controllare, giusto per esempio, com’è organizzata la Germania con gli enti intermedi?</p>
<p>So che molto pensano che la “virtuosa” Germania le Province le abbia già abolite da un pezzo, o se proprio ancora fanno parte dell&#8217;assetto istituzionale saranno giusto una manciata e tutte teutoniche.</p>
<p>Tutt&#8217;altro. In Germania le province, o meglio l’ente intermedio tra la Regione (Lander) e i Comuni,  si chiamano “Landkreise”; quanti sono in tutto?  Al momento sono ben 295, contro le 109 Province italiane.</p>
<p>L’organizzazione e le competenze non sono certo identiche a quelle delle Province italiane, ma in buona sostanza si occupano di assistenza sociale, sanità, strade e trasporti, come le nostre Province.</p>
<p>Gli organi dei Landkreise sono il Kreistag (Consiglio), con a capo il Landrat, che funge il ruolo di Governatore del circondario e in molti di questi è previsto il Kreisausschuss, ovvero la giunta.</p>
<p>Se anche in Germania avessero adottato i paletti del Governo Monti, le cose non sarebbero andate molto bene per i cittadini tedeschi; solo 1/3 delle Province circa, conta più di 350.000 abitanti e anche soddisfano l&#8217;altro vincolo, ovvero i  2.500kmq di estensione.</p>
<p>Chiudo con le parole di Guido Podestà rilasciate al Corsera di oggi: <em><strong>“siamo stati ancora una volta la Regione più virtuosa, abbiamo fatto i compiti che ci sono stati richiesti. Adesso il resto d’italia faccia altrettanto, altrimenti tutto si tradurrebbe nell’ennesima ingiustizia”</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Certo caro Presidente, stia certo che le Regioni d’Italia saranno tutte così sciocche da rispettare dei parametri scemi, e scontentare i propri cittadini; è chiaro che ben poche lo faranno, forse nessuna. Anzi, giusto per informazione, alcune Regioni nemmeno hanno provveduto ad istituire il CAL… no tanto per dire.</p>
<p><a href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2012/09/20120926-184419.jpg"><img decoding="async" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2012/09/20120926-184419.jpg" alt="20120926-184419.jpg" class="alignnone size-full" /></a></p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2012/09/26/il-cal-lombardia-vara-la-superprovincia-co-lc-mb-va-intanto-in-germania-le-province-sono-il-doppio-che-in-italia-e-piu-piccole/">Il CAL Lombardia vara la SuperProvincia CO-LC-MB-VA, intanto in Germania le Province sono il triplo che in Italia e più piccole</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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