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	<title>centro profughi - ilMonti.com</title>
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	<description>il blog di Andrea Monti</description>
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	<title>centro profughi - ilMonti.com</title>
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		<title>Sono entrato in un centro profughi. Ecco cosa ho visto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2015 14:48:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ieri abbiamo fatto visita ad uno dei centri di prima accoglienza provinciale (Hub) dei richiedenti protezione internazionale allestito in Brianza. Si tratta di quello realizzato in località Mombello nel Comune di Limbiate. nella visita ho accompagnato l’Assessore Regionale Simona Bordonali, in compagnia del mio collega Consigliere Provinciale Andrea Villa e il Consigliere Comunale di Limbiate [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri abbiamo fatto visita ad uno dei centri di prima accoglienza provinciale (Hub) dei richiedenti protezione internazionale allestito in Brianza. Si tratta di quello realizzato in località Mombello nel Comune di Limbiate. nella visita ho accompagnato l’Assessore Regionale Simona Bordonali, in compagnia del mio collega Consigliere Provinciale Andrea Villa e il Consigliere Comunale di Limbiate Cinzia Galli.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-3551 alignnone" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2015/09/IMG_0004.jpeg" alt="IMG_0004" width="1600" height="1200" /></p>
<p style="text-align: center;"><iframe src="https://www.spreaker.com/embed/player/mini?episode_id=6657209&#038;autoplay=false" style="width: 100%; height: 71px;" frameborder="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>Ho scritto questo lunghissimo reportage (troppo lungo forse), diviso in sezioni a secondo degli argomenti, per rendere più agevole la lettura.</p>
<p>La prima parte è un fedele racconto di ciò che ho visto e sentito, cronaca pura, imparziale e il più possibile corretta che metto a disposizione di tutti. Quello che penso e quello che ho pensato dopo la visita l’ho scritto alla fine.</p>
<p>I più curiosi possono quindi saltare direttamente là all’ultimo capitolo, ma leggere il resto è sicuramente utile ed interessante.</p>
<h2>[su_highlight background=&#8221;#f4e427&#8243;]Cosa ho visto?[/su_highlight]</h2>
<p>È il primo ed unico centro di questo tipo che ho avuto l’occasione di visitare; cercando un confronto con altre strutture di questo tipo di cui ho letto oppure visto servizi e reportage, posso confermare ciò che ha dichiarato l’assessore Bordonali, ovvero che quello di Limbiate è sicuramente una struttura di primo livello: bella, accogliente, nuova e pulita.</p>
<p>Molto lontana dalla drammatica situazione che si vive nelle tendopoli di Agrate o in quelle di Bresso.</p>
<p>Conosco bene questi spazi di Mombello, visto che sono stati i miei uffici per 4 anni dal 2010 al 2014, vederli trasformati in un dormitorio ammetto che mi fa un certo effetto. Gli spazi interni sono di recentissimo allestimento, inaugurati dalla Provincia appena qualche anno fa, nel 2010 per la precisione, e una volta adibiti ad ospitare i settori agricoltura, ambiente, caccia e pesca, turismo e sport.</p>
<h4>[su_label type=&#8221;success&#8221;]Come un ottimo ostello[/su_label]</h4>
<p>I vecchi singoli uffici sono stati trasformati in altrettante camere da letto, in cui sono presenti dai 4 ai 6 letti a castello. Non esistono quindi camerate con numerosi letti in promiscuità. Diciamo che è una soluzione alloggiativa simile a molti ostelli in cui qualcuno di voi avrà avuto sicuramente modo di soggiornare. Anzi, in realtà posso dirvi che ho visto molti ostelli o anche pensioni di gran lunga peggiori.</p>
<h4>[su_label type=&#8221;success&#8221;]Lavanderia e ambulatorio[/su_label]</h4>
<p>Le presenze sono tutte di sesso maschile, ciò ha permesso di trasformare quelli che erano i vecchi WC femminili nella stanza docce, dove è presente anche l’angolo lavanderia, con una bella lavatrice di grandi dimensioni e un’asciugatrice.</p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-3549 alignnone" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2015/09/IMG_0001.jpeg" alt="IMG_0001" width="1600" height="1200" /></p>
<p>Esiste anche un piccolo locale adibito ad ambulatorio/infermeria, per la verità migliorabile e non particolarmente attrezzato. Va ricordato che comunque in loco si effettuano semplici visite, niente di approfondito e che eventuali necessità sanitarie ulteriori sono comunque soddisfatte fuori da questo centro.</p>
<h4>[su_label type=&#8221;success&#8221;]dotazione tecnologia ottima: tv e wi-fi[/su_label]</h4>
<p>il centro è dotato anche di alcuni servizi tecnologici particolarmente apprezzati dagli ospiti, come la TV e il Wi.Fi.</p>
<p>La TV è chiaramente considerata un elemento indispensabile, tanto che come vedremo più avanti il mancato funzionamento anche per brevissimi periodi è motivo di vibranti proteste.</p>
<p>Gli uffici sono stati dotati anche di una copertura wi-fi, (impianto realizzato ad hoc, visto che gli uffici della Provincia non erano dotati di infrastruttura wi-fi) così che gli ospiti possono usufruire di un collegamento internet permanente utilizzando direttamente i loro smartphone personali. Questo significa per loro: chiamare in maniera autonoma attraverso servizi come Skype e simili, navigare per reperire notizie e informazioni, godere di intrattenimento video e audio direttamente on demand sul loro dispositivo.</p>
<p>Uno dei responsabili mi ha informato che per scelta dei responsabili del centro, il wi-fi viene spento per alcune ore del giorno, per evitare che rimangano tutto il giorno in branda a fare nulla e soprattutto che non facciano le attività di formazione previste. Anche questi brevi black out sono motivo di accalorate proteste.</p>
<h4>[su_label type=&#8221;success&#8221;]cosa mangiano?[/su_label]</h4>
<p>il cibo viene preparato all’esterno, messo in conservazione e somministrato nel centro. Gli addetti mettono a disposizione una scelta tra quattro tipologie di menù. I coordinatori si sforzano, come ci hanno riferito, di offrire tipologie di cibi e ricette il più vicino possibile alle abitudini alimentari degli ospiti. Riso, cuscus e pollo sono apprezzatissimi. Il problema, ci fanno notare, è che la cosa non è sempre realizzabile: i nigeriani, per esempio, gradiscono mangiare il pollo fritto, tanto fritto da essere nero carbonizzato. Ricette impossibili da preparare quotidianamente qui da noi. Ecco perché le lamentele sul cibo non mancano mai.</p>
<h4>[su_label type=&#8221;success&#8221;]piccola curiosità[/su_label]</h4>
<p>Quello che fu l’ufficio dell’Assessore Fabrizio Sala ( e poi di Martina Sassoli) è oggi trasformato nello spazio mensa, dove vengono serviti i pasti che sono però realizzati all’esterno della struttura e distribuiti quotidianamente per il loro consumo. A fianco della sala mensa, nell’ufficio che era del dirigente settore Ambiente, oggi vi è un piccolo spazio dedicato allo svago, dove mi è sembrato di scorgere quello che fu il divanetto che impreziosiva l’arredamento dell’ufficio a disposizione dell’assessore.</p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-3550 alignnone" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2015/09/IMG_0002.jpeg" alt="IMG_0002" width="1200" height="1600" /></p>
<h2>[su_highlight background=&#8221;#f4e427&#8243;]Cosa ci hanno detto[/su_highlight]</h2>
<p>Ci siamo intrattenuti a lungo con due operatori della RTI di cooperative che gestiscono il centro, con il Presidente Roberto D’Alessio e con il Vice Prefetto Aggiunto Dott.re Diego Dalla Verde. Un colloquio sereno, in cui tutti si sono dimostrati molto disponibili e cordiali con noi.</p>
<h4>[su_label type=&#8221;success&#8221;]i numeri[/su_label]</h4>
<p>Ieri nella struttura erano presenti 66 ospiti, nonostante la capienza dichiarata limiterebbe l’ospitalità a poco più di 50 individui. Hanno confermato come in piena emergenza estiva si siano sfiorate le 80 presenze, mai superate.</p>
<p>Gli ospiti sono tutti di sesso maschile, come già ricordato, e tutti molto giovani, alcuni giovanissimi. Mi ha colpito in particolare la loro prestanza fisica e l’apparente ottimo stato di salute. Le due cose mi sono state confermate come caratteristiche normalmente riscontrabili in tutti gli uomini transitati dal centro.</p>
<p>Mi ha stupito, anche perché essendo questo un primo centro di smistamento, è chiamato ad accogliere immigrati giunti in Italia da un tempo relativamente breve. Questo conferma la tesi che solo i più forti riescono a sopravvivere all’infame viaggio organizzato dai trafficanti di uomini. E i più deboli che fine faranno? Ci pensiamo?</p>
<h4>[su_label type=&#8221;success&#8221;]da dove arrivano? Niente siriani[/su_label]</h4>
<p>La loro provenienza è quasi esclusivamente del centro Africa: Nigeria, Ghana, Costa d’Avorio, Nuova Guinea e Mali in prevalenza. Aree che non sembrano interessate da particolari conflitti o guerre. Tra questi solo la Nigeria e il Mali subiscono da tempo una crescente attività terroristica da parte di alcuni pericolosi gruppi, tra cui «Boko Haram». Questo elemento, se da una parte potrebbe in qualche modo giustificare una richiesta di protezione, apre però anche ad un secondo risvolto inquietante: quali sono e sono eventualmente calcolati i possibili rischi legati ai collegamenti e contatti che alcuni elementi giunti in Italia potrebbero avere o sviluppare in futuro con organizzazioni terroristiche? Ciò anche in considerazione delle possibilità di collegamento e comunicazione garantite agli ospiti: accesso libero ad internet attraverso il wi-fi. Certamente non siamo però di fronte a provenienze da crisi importanti e conclamate, come l’emergenza siriana.</p>
<p>La Guinea invece è un Paese ancora colpito dall’epidemia di Ebola, tanto che il sito viaggiare sicuri <a href="http://www.viaggiaresicuri.it/paesi/dettaglio/guinea.html?no_cache=1">consiglia agli italiani</a>di lasciare se possibile il Paese. A questo proposito va però ricordato che rimane particolarmente difficile che un soggetto affetto da ebola riesca a portare a compimento il lungo viaggio e, nel caso accadesse, sarebbe quasi sicuramente fermato e dirottato verso adeguate strutture direttamente dopo lo sbarco.</p>
<p>Nessuna presenza di siriani è stata registrata in questo centro.</p>
<p>Tutto questo ci porta a credere, con una buona approssimazione, che la maggioranza dei presenti in questa struttura difficilmente potrà vedersi riconosciuta una qualche tipologia di protezione, tantomeno l’asilo politico.</p>
<h4>[su_label type=&#8221;success&#8221;]quanto rimangono qui? E dopo dove vanno?[/su_label]</h4>
<p>In questa struttura il tempo di permanenza medio ci è stato indicato in una forbice che va dai 30 ai 48 giorni, quindi tutto sommato un tempo limitato. Il passaggio successivo è quello di trasferirli, per un periodo molto breve, in un residence (come <a href="http://www.residenceallastazione.it/servizi.php">quello di Carnate</a>), dove viene sperimentato una sorta di «inserimento alloggiato». Semplicemente, prima di assegnare loro una delle abitazioni a disposizione della rete di accoglienza, vengono messi alla prova nel residence che rappresenta una via di mezzo tra il centro accoglienza totalmente assistito e l’alloggio in cui vivranno autonomamente. Molto critico, ci hanno segnalato, l’aspetto legato all’abitudine alle pulizie. Anche i giovani africani, per risolverla con una battuta, non hanno tanta voglia di fare i lavori domestici.</p>
<p>Dopo l’inserimento abitativo, tutti gli ospiti di questo centro si vedranno assegnata un’abitazione, tra le tante reperite in Brianza in affitto nel mercato privato, dove attenderanno gli esiti del lunghissimo percorso burocratico. Ciò significa, in media, almeno 18 mesi. In questo periodo rimangono sempre mantenuti e assistiti dalla medesima rete di accoglienza, cambiando solo l’alloggio.</p>
<h4>[su_label type=&#8221;success&#8221;]cosa fanno tutti il giorno?[/su_label]</h4>
<p>Noi siamo entrati attorno alle 18.30, uscendo dopo un’ora abbondante. Abbiamo potuto vedere diversi ragazzi che giravano per i corridoi, alcuni stavano sul divano, altri sul letto. Molti naturalmente non era presenti nel centro. Ed è normale, in quanto va ricordato che non sono assolutamente in un regime di tipo detentivo, quindi liberi di circolare quanto e dove vogliono.</p>
<p>Gli operatori delle cooperative ci hanno comunque illustrato una serie di attività in cui si cerca di impegnare queste persone: corsi di lingua italiana (quasi tutti parlano o inglese o francese secondo le ex colonie di provenienza), qualche laboratorio per imparare i rudimenti di attività lavorative e naturalmente qualche attività ludica e di svago.</p>
<p>Il comune di Limbiate ha occupato alcuni richiedenti asilo anche in lavori socialmente utili: potature piante, rasatura erba ecc…</p>
<p>A me risulta però che questa attività sia ora interrotta o comunque limitata, riducendo il tutto, questa la mia impressione, a un semplice «spot» propagandistico.</p>
<h4>[su_label type=&#8221;success&#8221;]richieste, dinieghi, ricorsi ed appelli[/su_label]</h4>
<p>La trafila burocratica è lunga e complessa. Chi tra di voi si stia chiedendo come diavolo faccia un ragazzotto del centro africa, che parla solo inglese e francese, a districarsi nei meandri di una burocrazia italiana che disorienta gli stessi cittadini nativi, è presto detto: tutta la procedura è naturalmente seguita dalle cooperative che forniscono preziosa consulenza amministrativa in tal senso.</p>
<p>I richiedenti asilo vengono quindi fotosegnalati all’arrivo e quelli che non scappano prima del fotosegnalamento (e non sono pochi) vengono aiutati nella compilazione delle richieste.</p>
<p>Dopo molti mesi arriva il responso della commissione, che in caso positivo garantisce protezione e permanenza duratura in Italia. In caso di diniego (molto frequente), lo straniero viene aiutato nel fare ricorso alla decisione: il ricorso garantisce immediata sospensione dei termini, ovvero il diritto di continuare a permanere nella rete di accoglienza. Ecco allora che dopo i famosi 18 mesi arriva anche il responso del ricorso. Nel caso il ricorso venga rigettato lo straniero viene aiutato ad inviare legittima istanza di appello al ricorso che ha avuto esito negativo (siamo in Italia, patria degli appelli, contro appelli e ricorsi). In questo caso però, quasi sempre, non è più concessa la sospensiva dei termini e quindi lo straniero viene invitato a lasciare l’alloggio che occupa, in attesa della sentenza di appello. A quel punto in molti casi si perdono le tracce, in altri è sempre la cooperativa a tenere vivo il legame.</p>
<h4>[su_label type=&#8221;success&#8221;]di cosa si lamentano?[/su_label]</h4>
<p>Ieri, al termine della visita, l’Assessore Bordonali è stata fermata da alcuni ospiti, che hanno presentato in maniera assai vivace alcune rimostranze. Io ho seguito a distanza la scena, incuriosito dalla foga con cui venivano portata avanti la protesta ho chiesto quali fossero i motivi che agitava il gruppetto.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-3552" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2015/09/Copia-di-IMG_0003.jpg" alt="Copia di IMG_0003" width="1600" height="1200" /></p>
<p>La prima lamentela era per il fatto che la TV a loro disposizione fosse guasta e non funzionante da due giorni, la qual cosa evidentemente disturbava parecchio. La seconda problematica è legata al wi-fi, che a detta loro per diverse ore del giorno non è utilizzabile (questa è una scelta dei gestori, i cui motivi gli ho esposti sopra). Infine, immancabile, la lamentela sui pasti: la pasta al pomodoro è poco gradita, il riso sarebbe molto più apprezzato.</p>
<h2>[su_highlight background=&#8221;#f4e427&#8243;]Ordine pubblico e sicurezza[/su_highlight]</h2>
<p>Uno degli aspetti più caldi e delicati legati a questo tipo di centri è sicuramente la sicurezza. Qui non dobbiamo limitarci a quello che ci dicono statistiche e resoconti ufficiali. La sicurezza influenza gli stati d’animo della gente, è quasi un sentimento che determina il benessere o meno degli individui. Per questo motivo non mi sono limitato ai dati e alle notizie della Prefettura. Ho ascoltato anche la gente.</p>
<h4>[su_label type=&#8221;success&#8221;]la testimonianza della Prefettura[/su_label]</h4>
<p>Come già ricordato le persone presenti nel centro non vivono in regime detentivo, ciò significa che sono libere di circolare dentro e fuori dalla struttura. Il Vice Prefetto Dalla Verde ci ha rassicurato che a Limbiate, per fortuna, non si è mai registrato fino ad ora nessun evento particolarmente grave legato alla sicurezza. Gli ospiti sono stati protagonisti solo di qualche «scazzottata», tutto sommato abbastanza normale trattandosi di giovani ragazzi corpulenti. Gli «espulsi» dal centro sono stati fino ad ora solo due, uno per motivo legati allo spaccio di sostanze stupefacenti e uno che si è reso protagonista di un episodio di danneggiamento ai danni di un’ambulanza.</p>
<h4>[su_label type=&#8221;success&#8221;]la voce dei residenti[/su_label]</h4>
<p>Prima di recarmi all’interno della struttura ho voluto scambiare qualche parola con alcuni residenti, soprattutto per capire quale siano le difficoltà legate alla convivenza con la struttura denunciate da chi ci abita attorno. La diffidenza e le paure, come normale che sia, non sono poche. Alcuni abitanti confermano il continuo via vai che però a detta loro non interesserebbe solo e soltanto gli ospiti della struttura. Qualcuno mi ha riferito, naturalmente sono fatti che non ho potuto verificare, di aver parlato con alcune persone provenienti dalla provincia di Bergamo e regolarmente soggiornanti in italia da anni, queste sostenevano di essersi recati in «visita» al centro, dove era alloggiato un loro parente. Altri sostengono di aver «intercettato» alcuni ospiti in uscita serale che in realtà risiederebbero in comuni limitrofi a Limbiate. Questi fatti sarebbero di per sé insignificanti, ma testimoniano come ci sia la necessità di vigilare il più possibile ingressi e uscite dalla struttura. Le visite parenti non ci preoccupano, naturalmente; quello che ci preoccupa è che in qualità di «parenti» o «amici» potrebbe entrare chiunque. Altri si lamentano della continua presenza, anche di sera, di capannelli di persone che girano e gironzolano per le strade, apparentemente senza meta e senza motivo.</p>
<p>Poi, ma è difficile (anzi impossibile) capire se chi lo denuncia abbia ragione, alcuni hanno notato l’aumento di presunte attività illegali. Avranno ragione? O sono solo sensazioni? E anche nel caso avessero ragione, rimane altrettanto impossibile sostenere con certezza che tutto questo sia dovuto all’insediamento del centro. Mi limito, come credo comunque doveroso, a registrare ciò di cui alcuni cittadini si dicono sicuri.</p>
<p>Ma in tutti la reazione più forte è legata al profondo senso di ingiustizia che nasce dal vedere come lo Stato sia pronto, efficiente e generoso con queste persone, lo stesso Stato che ogni giorno è incapace di dare risposte ai propri cittadini in difficoltà. Questo è per tutti intollerabile.</p>
<h4>[su_label type=&#8221;success&#8221;]anche i profughi non sono di legno?[/su_label]</h4>
<p>Per finire, tra il serio e il faceto, tra la storia e la leggenda, c’è pure la questione legata alle presunte esigenze dell’uomo che si sa, non è certo di legno.</p>
<p>Un cittadino mi ha fatto avere questa immagine che riporto qui sotto; a detta sua immortalerebbe l’ingresso di una signorina dell’est dai costumi «allegri» accompagnata da un cittadino straniero ospite del centro.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-3555 alignnone" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2015/09/IMG_0005.jpeg" alt="IMG_0005" width="959" height="1280" /></p>
<p>Leggenda? Verità? Bufala? Anche qui impossibile dirlo.</p>
<p>Possiamo solo limitarci a descrivere quello che vediamo: l’ingresso è effettivamente uno degli accessi al centro (quello posteriore), l’uomo è sicuramente di colore e la donna apparentemente di razza caucasica. Tutto il resto è consegnato al mistero, o alla fantasia a seconda dei punti di vista.</p>
<h2 style="text-align: center;">[su_highlight background=&#8221;#f4e427&#8243;]Quindi, cosa ne penso io?[/su_highlight]</h2>
<p>Dopo questo lungo reportage, dove ho cercato di limitarmi alla semplice cronaca e descrizione di ciò che ho visto, alcuni tra i più pazienti tra di voi che giunti fin qua, si chiederanno quale sia la mia opinione. Cosa ne penso insomma?</p>
<p>La prima reazione che ho avuto una volta terminata la visita è stata quella di interrogarmi su un punto: ma qual è il senso di tutto questo?</p>
<p>Una struttura di recentissima realizzazione, bella, funzionale, pronta per essere messa a disposizione della società civile, viene sacrificata dalla Provincia per trasformarla in un ostello dove ospitare alcuni ragazzotti africani. Questi staranno per 18 mesi in una specie di vacanza, coccolati, con qualche comfort e tante attenzioni. Poi per molti di loro si riapriranno le porte e via, verso un’altra destinazione in clandestinità oppure un improbabile ritorno a casa. E cosa è servito tutto questo? A quale logica risponde l’idea di allestire una costosissima rete di ospitalità per gente che non scappa dalle guerre, che non sta particolarmente male e che in fondo non vuole nemmeno starci in Italia? Che senso ha? Per me nessuno.</p>
<p>Non abbiamo così smosso di un millimetro i problemi che affliggono i Paesi d’origine di questi ragazzi, peggio abbiamo sperperato una montagna di denaro che poteva essere meglio utilizzato.</p>
<p>Non vorrei sembrare cinico, ma io a Limbiate non ho visto sofferenza. Non ho percepito quella stessa sofferenza che tante volte mi è capitato di trovare e riconoscere nel nostro palazzo municipale, quando un padre di famiglia ti si attacca al collo piangendo dicendo che ha pensato magari di farla finita, tale è la disperazione. E tu che cerchi di farlo lavorare, aiutandolo attraverso i voucher lavoro (per fare un esempio), scopri che magari non puoi farlo perché lo Stato italiano (lo stesso che amorevolmente aiuta questi ragazzi) ti pone un limite, un tetto di spesa, anche se il comune di soldi propri ne ha, e avrebbe la possibilità di aiutare quel padre di famiglia.</p>
<p>Cosa possiamo pensare allora? Che tutto questo abbia un senso? No mi spiace.</p>
<p>Non ho visto gente con il terrore negli occhi, non ho percepito la tragedia entrando in quel centro. Potrei essermi sbagliato, è vero. Un’impressione conta come tale, e potrebbe ingannarti. Ma oggi mi ritrovo a scrivere questo, e lo faccio con la stessa onestà intellettuale con cui ho scritto per filo e per segno ciò che ho visto là dentro.</p>
<p>Ho visto questi ragazzi arrabbiarsi per la Tv e il wi-fi, ma non voglio indignarmi per questo. Vi dico anzi che lo trovo assai normale: sono dei giovani ragazzi, forti, in salute che come dei normali ragazzi di 18-20 anni danno importanza a cose che in talune situazioni, importanti non lo dovrebbero essere. Non mi ha sorpreso la loro protesta per il cibo, perché tutti, sempre si lamentano del cibo; dalla mensa della scuola a quella del villaggio vacanza. E forse proprio questo sta a significare che là dentro c’è qualcosa che è molto più simile alla normalità che alla tragedia.</p>
<p>Dopo la visita penso questo: che in fondo ci stanno un po’ prendendo in giro, che forse davvero stiamo sbagliando tutto e che dovremmo interrogarci al di la delle nostre rispettive posizioni, per quanto granitiche e irremovibili possano apparire.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2015/09/18/sono-entrato-in-un-centro-profughi-ecco-cosa-ho-visto/">Sono entrato in un centro profughi. Ecco cosa ho visto</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Era mare nostrum ora sono cazzi nostrum! Folle scelta in Brianza: un centro profughi accanto ad un centro donazioni Avis</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2015/02/19/era-mare-nostrum-ora-sono-cazzi-nostrum-folle-scelta-brianza-un-centro-profughi-accanto-ad-un-centro-donazioni-avis/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Feb 2015 15:54:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[limbiate]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Brianza non era di fatto più in condizione di accogliere gli immigrati (presunti profughi), che copiosi sono sbarcati nel 2014 e che continuano a sbarcare nel 2015. Non lo era perché nessuno dei 55 sindaci della provincia, nemmeno quelli del PD, erano disponibili a concedere spazi per allestire un hub di smistamento, essenziale per [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2015/02/19/era-mare-nostrum-ora-sono-cazzi-nostrum-folle-scelta-brianza-un-centro-profughi-accanto-ad-un-centro-donazioni-avis/">Era mare nostrum ora sono cazzi nostrum! Folle scelta in Brianza: un centro profughi accanto ad un centro donazioni Avis</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2892" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2015/02/018_018-1024x681.jpg" alt="018_018" width="1024" height="681" />La Brianza non era di fatto più in condizione di accogliere gli immigrati (presunti profughi), che copiosi sono sbarcati nel 2014 e che continuano a sbarcare nel 2015. Non lo era perché nessuno dei 55 sindaci della provincia, nemmeno quelli del PD, erano disponibili a concedere spazi per allestire un hub di smistamento, essenziale per accogliere nuovi arrivi. Questo avrebbe avuto come effetto l&#8217;immediato stop di nuovi arrivi. Naturalmente chi è chiamato, a pagamento, a gestire l&#8217;accoglienza degli immigrati non poteva accettare uno scenario simile, tantomeno adesso che si prevede l&#8217;arrivo in pochi mesi di 200.000 immigrati! Una cifra enorme, tenendo conto che in tutti i 12 mesi del 2014 (anno che ha segnato il record assoluto di sbarchi) sono stati circa 180.000. Ogni immigrato in più che arriva sono 33€ al giorno che si aggiungono al fatturato e se qualcuno chiudesse il rubinetto degli stranieri contestualmente verrebbe chiuso il rubinetto dei soldi. Chiaramente questa cosa a qualcuno non stava bene.<br />
E se i sindaci non volevano il centro pazienza, ci ha pensato direttamente la provincia, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilmonti.com/il-declino-del-sogno-brianzolo-centro-immigrati-negli-uffici-della-provincia/">come già raccontato</a></span>, mettendo a disposizione addirittura i propri uffici di Limbiate, nuovissimi, realizzati solo qualche anno fa. Quando si dice una gestione oculata delle risorse dei contribuenti.</p>
<p><b>RISCHI SANITARI CON IL CENTRO DI RACCOLTA AVIS</b><br />
Fino qui la polemica si limiterebbe alla cattiva gestione di un fenomeno, che<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilmonti.com/profughi-il-modello-brianza-e-razzista-perche-non-vale-per-tutti-stranieri-e-non/"> numeri alla mano</a></span>, c&#8217;entra ben poco con i profughi che scappano dalle guerre, ma tanto con la gestione colabrodo delle nostre frontiere. Ma adesso la situazione si fa seria, e una decisione presa sull&#8217;onda del solito buonismo un tanto al chilo e della solita solidarietà a pagamento, rischia di trasformarsi in un vero e proprio pericolo per tutti i cittadini brianzoli e non solo. Il problema è che il nuovo centro profughi condividerà lo stesso edificio (al piano superiore) con il grande centro di raccolta sangue dell&#8217;Avis.<br />
Da lì nei prossimi mesi transiterà qualche centinaio di immigrati clandestini giunti senza nessun controllo dal Nord Africa, e proprio nello stesso edificio dove è attivo da anni uno dei più grandi centri di raccolta sangue dell&#8217;Avis, fiore all&#8217;occhiello della Provincia di Milano e di Monza e Brianza. Nello stesso stabile ci sono tutte le stanze in cui centinaia di donatori, settimanalmente, arrivano per donare il loro sangue. Le prescrizioni richieste dall&#8217;ASL in questi casi sono naturalmente molto elevate, tanto che alcuni piccoli centri di raccolta ultimamente sono stati costretti alla chiusura. Pensate che ad alcuni di questi centri, per esempio, una delle criticità contestate è stata la promiscuità dei locali di raccolta con l&#8217;attività associativa degli iscritti dell&#8217;Avis! E la Provincia adesso pensa di aprire in promiscuità di edificio addirittura un centro profughi? Ma stiamo scherzando?</p>
<p>Intendiamoci, è normale che i livelli di sicurezza igienico sanitari richiesti ad una struttura in cui si raccoglie del sangue siano elevati; ci si domanda invece come sia possibile che a pochi metri, nella stessa aerea, si facciano alloggiare persone che proprio in quel luogo saranno sottoposte a controlli e a screening sanitari!? Follia! Com&#8217;è possibile che a pochi metri da dove si raccoglie sangue si facciano dormire e transitare persone potenzialmente affette da infezioni contagiose, come per esempio la scabbia, molto comuni e frequenti in persone vissute per mesi in condizioni così critiche. E soprattutto com&#8217;è pensabile mettere in contatto i donatori con persone provenienti da Paesi considerati a rischio per gli stessi standard del donatore.<br />
Dovete infatti sapere che chi, per esempio, ha compiuto un viaggio in paesi dell&#8217;Africa o del Medio Oriente, considerati a rischio infettivo, per 6 mesi gli è addirittura preclusa la possibilità di donare. A questo punto capite bene l&#8217;assurdità e la pericolosità della scelta presa dalla Provincia? Una decisione davvero scellerata e irresponsabile.</p>
<p>[su_pullquote align=&#8221;right&#8221;]a chi ha compiuto un viaggio in paesi dell&#8217;Africa o del Medio Oriente per 6 mesi gli è preclusa la possibilità di donare[/su_pullquote]Cosa grave è che non mi risulta che la Provincia abbia condiviso con i responsabili dell&#8217;Avis la scelta di installargli sopra la testa un centro profughi, anzi fino a qualche giorno fa si ventilava nei corridoi la possibilità che quegli stessi spazi fossero messi a disposizione proprio per l&#8217;Avis e per il trasloco del magazzino bibliotecario. Evidentemente la Provincia ha altre priorità. Sistemare gli immigrati.</p>
<p><b>ALTO RISCHIO TERRORISTI ISIS TRA I PRESUNTI PROFUGHI</b><br />
Ma quello sanitario non è l&#8217;unico pericolo. Giusto due giorni fa il Telegraph ha pubblicato<span style="text-decoration: underline;"> <a href="http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/islamic-state/11418966/Islamic-State-planning-to-use-Libya-as-gateway-to-Europe.html">questo allarmante articolo</a></span>, in cui si cita una fonte diretta dell&#8217;ISIS, che fa sapere come gli uomini neri del califfato stiano pianificando una strategia chiara: utilizzare il canale del trasporto clandestino di immigrati, tollerato ed anzi quasi agevolato dalle decisioni del governo italiano, per far sbarcare clandestinamente e in incognito soldati dell&#8217;esercito islamico. Insomma, con i barconi in cui ci fanno credere esserci solo gente che scappa dalle guerre, arriveranno soldati nemici, nuove potenziali cellule dormienti. Sempre sul Telegraph, vengono riportate anche le dichiarazioni dell&#8217;ambasciatore egiziano a Londra, Nasser Kamel, che mette in guardia dal concreto pericolo che confusi tra i clandestini sui gommoni, potrebbero presto arrivare centinaia di uomini dell&#8217;ISIS. E lo fa ricordando il numero elevatissimo degli sbarchi in queste ultime ore.</p>
<p>Purtroppo, a dimostrazione di quanto questo pericolo sia reale, vi sono altri numerosi indizi ed elementi. La Procura di Palermo <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/12/17/isis-indagine-palermo-rischio-terroristi-si-siano-infiltrati-i-migranti/1283249/">ha aperto da tempo un&#8217;inchiesta</a>,</span> e lo ha fatto in seguito a segnalazioni precise pervenute dai servizi segreti, cioè non dalle dichiarazioni di qualche leghista xenofobo. Sarebbero addirittura stati individuati già 5 elementi sospetti, e di questi alcuni di loro hanno già fatto perdere le tracce, come riportato <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.corrierediragusa.it/articoli/cronache/ragusa/29535-terrorismo-allerta-elevatissima-riserbo-inchiesta-procura-palermo-su-estremisti-isis-forse-gia-sbarcati-in-sicilia-40-miliziani-italiani.html">sui media locali</a>.</span><br />
Lo stesso governo, che inizialmente aveva addirittura deriso questa eventualità per bocca di alcuni ministri, oggi conferma che il rischio esiste ed è <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/01/22/terrorismo-gentiloni-esiste-rischio-infiltrazioni-notevoli-dallimmigrazione/1361106/">confermato dallo stesso Ministro Gentiloni</a></span> e anche Alfano <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2015/02/16/libia-isis-oggi-riunione-consiglio-sicurezza-onu.-telefonata-gentiloni-kerry._a3943585-c1e3-424c-b8ee-d62191dc5617.html">dichiara apertamente</a></span> che non è possibile escludere un rischio infiltrazioni.</p>
<p>Questo significa che tra gli ospiti del centro di Limbiate potrebbero potenzialmente celarsi anche pericolosi terroristi, o comunque soldati dell&#8217;esercito dell&#8217;ISIS. Il tutto nei pressi di alcune scuole e di alcuni presidi sanitari. Ma vi pare una scelta intelligente? A me no.</p>
<p><b>CI RACCONTANO CHE SONO DONNE E BAMBINI, MA NON È VERO</b><br />
La versione ufficiale, quella che qualcuno cerca di veicolare in modo artefatto per impietosire e giocare con la sensibilità delle persone, ci racconta che accogliamo solo profughi e che tra di loro ci sono molte donne e bambini, che naturalmente scappano dalle guerre. Peccato che tutto ciò sia semplicemente FALSO! Una vera e propria presa in giro, fatta circolare per indorare la pillola. Come ho già avuto modo <a href="http://www.ilmonti.com/profughi-il-modello-brianza-e-razzista-perche-non-vale-per-tutti-stranieri-e-non/">di raccontare</a>, i richiedenti protezione internazionale (la maggior parte di loro non ne avrà tra l&#8217;altro diritto) ospitati nella provincia di Monza sono oggi in totale 310, di questi ben 293 sono uomini, per lo più giovani, e ospitiamo un solo bambino. Avete capito bene? Significa che in questi centri saranno ospitati tutti uomini, giovani e forti, cioè con un profilo simile a quelli che le guerre solitamente le fanno, cosa che dovrebbe preoccupare ancora di più, non vi pare? Ma quando l&#8217;accoglienza diventa un business, si rischia di tralasciare persino le più elmentari nozioni del buon senso. Come si dice? Business is business! La Provincia torni sui suoi passi e non compia questo grave errore.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2015/02/19/era-mare-nostrum-ora-sono-cazzi-nostrum-folle-scelta-brianza-un-centro-profughi-accanto-ad-un-centro-donazioni-avis/">Era mare nostrum ora sono cazzi nostrum! Folle scelta in Brianza: un centro profughi accanto ad un centro donazioni Avis</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Centro immigrati a Limbiate: adesso diventeranno due? Ponti sapeva e ha taciuto? Domenica tutti a manifestare.</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2014/12/18/centro-immigrati-limbiate-diventeranno-ponti-sapeva-taciuto-domenica-tutti-manifestare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Dec 2014 11:18:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[centro profughi]]></category>
		<category><![CDATA[ponti]]></category>
		<category><![CDATA[prefetto]]></category>
		<category><![CDATA[provincia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Delle due l&#8217;una: o al presidente della Provincia Ponti è completamente sfuggita di mano la situazione del centro profughi di Limbiate, rischiando pure di far coprire con l&#8217;onta del ridicolo l&#8217;intero ente provinciale, oppure sta bellamente prendendo tutti per il naso, non solo a parole, ma pure con i comunicati ufficiali. Facciamo il punto. Ponti [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2014/12/18/centro-immigrati-limbiate-diventeranno-ponti-sapeva-taciuto-domenica-tutti-manifestare/">Centro immigrati a Limbiate: adesso diventeranno due? Ponti sapeva e ha taciuto? Domenica tutti a manifestare.</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Delle due l&#8217;una: o al presidente della Provincia Ponti è completamente sfuggita di mano la situazione del centro profughi di Limbiate, rischiando pure di far coprire con l&#8217;onta del ridicolo l&#8217;intero ente provinciale, oppure sta bellamente prendendo tutti per il naso, non solo a parole, ma pure con i comunicati ufficiali.<br />
Facciamo il punto.</p>
<p><b>Ponti il 27 novembre disse che non sapeva dove si fosse svolto il sopralluogo? Possibile?</b><br />
Mercoledì 26 novembre ho appreso della possibilità che si realizzasse un centro profughi a Limbiate (durante la presentazione del rapporto immigrati in Brianza), e subito il giorno seguente, giovedì 27 novembre, ne ho chiesto spiegazione al presidente Ponti, attraverso interrogazione in consiglio. Lui rispondeva confermando genericamente di un avvenuto sopralluogo a Limbiate, ma dicendo di<em> non sapere </em>dove e come si sarebbe realizzato l&#8217;ipotetico centro.<br />
Da li a pochi giorni, esattamente il 2 dicembre, davo notizia su questo blog delle prime indiscrezioni sul luogo dove sarebbe nato il <span style="color: #800080;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="text-decoration: underline;"><a style="color: #800080; text-decoration: underline;" href="http://www.ilmonti.com/aaa-centro-profughi-cercasi-in-arrivo-tendopoli-limbiate/">centro profughi, ovvero nell&#8217;area dell&#8217;ex CRAL</a></span></span>.</span><br />
Il giorno seguente, il 3 dicembre, confermavo la decisione di realizzare il centro profughi a Limbiate, proprio nell&#8217;area ex CRAL e chiarivo anche il luogo esatto:<span style="text-decoration: underline; color: #800080;"><span style="text-decoration: underline;"> <a style="color: #800080; text-decoration: underline;" href="http://www.ilmonti.com/confermato-centro-profughi-limbiate/">il bocciodromo all&#8217;interno</a></span></span> della vasta area di proprietà della Provincia di Monza.<br />
Il giorno 4 dicembre ricevevo<span style="text-decoration: underline; color: #800080;"> <span style="text-decoration: underline;"><a style="color: #800080; text-decoration: underline;" href="http://www.ilmonti.com/centro-profughi-limbiate-comune-conferma-provincia-si-nasconde/">notizia di una nota diramata direttamente dall&#8217;ufficio stampa del comune</a></span></span>, in cui si confermava la decisione di aprire il centro profughi a Limbiate, ma indicando come luogo di destinazione la comunità Montebello.<br />
Solo il 5 dicembre, quando ormai non si poteva certo più nascondere la notizia, che era diventata già di dominio pubblico da tempo, il Presidente Ponti si svegliava dal “torpore”, e pubblicava <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #800080; text-decoration: underline;"><a style="color: #800080; text-decoration: underline;" href="http://www.provincia.mb.it/news/dettaglio_news.html?id=15766&amp;area=256&amp;titolo=Monza%20e%20Brianza">una nota ufficiale sul sito istituzionale</a></span><b> </b></span>della Provincia, confermando che gli immigrati saranno ospitati non nel bocciodromo ma all&#8217;interno della comunità Montebello.</p>
<p><b>Ponti accusa me di fantasia, ma ora si scopre che ero io ad avere ragione, e non lui. Che figuraccia!</b><br />
Nel consiglio provinciale del 9 dicembre Ponti conferma la decisione di installare un centro profughi all&#8217;interno della comunità Montebello, e nel farlo non ha mancato di sottolineare, con malcelato sarcasmo, come qualcuno (riferendosi in maniera evidente, con tanto di sorrisino, al sottoscritto e alle mie indiscrezioni) si fosse lasciato andare a ipotesi fantasiose. Ponti si riferiva chiaramente ai miei due post, quello del 3 dicembre e il successivo del 4, dove avanzavo l&#8217;ipotesi che il centro si sarebbe realizzato all&#8217;interno dell&#8217;ex CRAL.<br />
Peccato che qualche giorno fa, come un fulmine a ciel sereno, ecco il classico colpo di scena: Roberto D&#8217;Alessio, responsabile del raggruppamento di cooperative che hanno vinto il bando per la gestione onerosa dei richiedenti protezione,<b> </b><span style="text-decoration: underline; color: #800080;"><a style="color: #800080; text-decoration: underline;" href="http://www.ilcittadinomb.it/stories/Cronaca/profughi-in-brianza-le-associazioni-bocciano-prefetto-e-provincia_1094980_11/">boccia senza mezzi termini la soluzione</a></span> della comunità Montebello. Ma c&#8217;è di più, perché sapete cosa dice D&#8217;Alessio? Ecco le sue parole:</p>
<blockquote><p>“l’ideale sarebbe poter attrezzare un padiglione dell’ex ospedale di Vimercate, uno del vecchio nosocomio di Monza o <b>il bocciodromo interno al complesso di Mombello</b>, lo stesso in cui sorge l’edificio prescelto da Provincia e Prefettura.”</p></blockquote>
<p>Avete capito bene? D&#8217;Alessio, persona che tra l&#8217;altro considero seria e che stimo, non si presta al giochino delle bugie e del dico e non dico; spiattella in maniera sincera tutta la verità su questa fumosa vicenda. E fa bene, perchè di verità e trasparenza c&#8217;è bisogno. Poi si può discutere tra favoreggi, contrari e tra le diverse soluzioni. Ma nascondere la verità è sbagliato. Lui sostiene che la scelta della comunità Montebello non è adatta per accogliere un centro di smistamento, come del resto abbiamo sostenuto noi fin dall&#8217;inizio, e conferma che il luogo scelto in un primo momento fosse proprio l&#8217;ex bocciodromo all&#8217;interno dell&#8217;ex CRAL. Capito bene? Altro “che ipotesi fantasiose”, come ridacchiava Ponti. Insomma, alla fine aveva ragione il sottoscritto. Domanda cattiva: com&#8217;è possibile allora che io sapessi già con precisione l&#8217;area che era stata verificata e poi scelta? Io semplice consigliere di minoranza riesco a saperne più del presidente che è proprietario dell&#8217;area? Oppure il presidente sapeva e ha volontariamente tenuto nascosta la cosa, per paura di dover giustificare la sua scelta? Credo sia più plausibile la seconda ipotesi, che dite?</p>
<p><b>Adesso esigiamo la verità e la massima trasparenza. Basta bugie.</b></p>
<p>Ma non è finita, perché in maniera sibillina. D&#8217;Alessio aggiunge altri elementi preziosi per ricostruire la verità sul punto:</p>
<blockquote><p>«<b>Noi abbiamo visitato proprio quell’area</b>. Poi, però, qualcuno ha cambiato opinione».</p></blockquote>
<p>Alt! Quindi il famoso sopralluogo, quello che Ponti sosteneva essere generico e di non riguardare un&#8217;area specifica, fu invece fatto proprio specificatamente sull&#8217;area dell&#8217;ex CRAL, e specificatamente nell&#8217;ex bocciodromo? Perché Ponti non l&#8217;ha detto il 27 novembre? Ha mentito? Ha nascosto la verità? Oppure non lo sapeva? Poi chi era colui che era d&#8217;accordo in un primo momento e poi avrebbe cambiato idea? La Provincia? Quindi Ponti sapeva che l&#8217;area scelta era il vecchio bocciodromo e aveva già dato un consenso di massima? Quando poi l&#8217;ha negato? E perché?<br />
Ma soprattutto, adesso cosa accadrà? Si rischierà quindi che a Limbiate verranno realizzati due centri profughi? Uno nella comunità Montebello e uno nell&#8217;ex bocciodromo? Si raddoppia quindi? Quanta confusione. Ma i cittadini avranno diritto di sapere qualche cosa, così, ogni tanto?</p>
<p><b>Domenica tutti a Limbiate, una manifestazione per chiedere che lo Stato aiuti anche i nostri!</b><br />
Quanto misteri, quante bugie, quanta voglia di nascondere la verità. Perché tutto questo? Adesso serve trasparenza, serve la verità. Esigiamo da Prefetto e Provincia tutte le informazioni: quanti immigrati vengono ospitati in Brianza? In quali e quante case private? Quanto stanzia Prefetto, provincia e comuni per l&#8217;accoglienza? Quanti posti letto vengono messi a disposizione da questa rete? Perché questa rete di alloggi non può essere messa a disposizione anche per l&#8217;emergenza abitativa?<br />
Se l&#8217;intenzione fosse quella di mettere a disposizione questi alloggi solo e soltanto agli stranieri, bene, però che lo dicano chiaramente. Certo, poi bisognerebbe avere il coraggio di andare davanti ai propri cittadini, Prefetto, presidente e sindaco, tutti insieme, a dire che lo Stato è pronto con le palanche per dare assistenza e alloggio a chi è entrato in maniera clandestina in Italia, ma non è altrettanto solerte e pronto a dare una mano alle centinaia di brianzoli sfrattati, oppure che sono da anni in attesa di una sistemazione o di una casa. Anni in cui, magari, continuano pure a pagare le tasse.<br />
Vorremmo esigere perlomeno un trattamento alla pari, che almeno lo Stato stanziasse somme identiche per affrontare l&#8217;emergenza alloggiava dei nostri in Brianza. Non è una questione di razzismo o di mancata sensibilità verso i profughi, il contrario, qui c&#8217;è qualcuno che pensa solo ai profughi e non pensa ai brianzoli, perché evidentemente lo Stato paga più facilmente per queste emergenze. Chiediamo almeno parità di trattamento, è chiedere troppo? Non credo. Diremo queste e tante altre cose domenica mattina, proprio a ridosso dell&#8217;entrata dell&#8217;ex centro Antonini, dalle 10 alle 12. Una manifestazione per dire basta agli aiuti a senso unico, o si aiutano tutti oppure non si aiuta nessuno. E la fila, credetemi, è lunga.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2014/12/18/centro-immigrati-limbiate-diventeranno-ponti-sapeva-taciuto-domenica-tutti-manifestare/">Centro immigrati a Limbiate: adesso diventeranno due? Ponti sapeva e ha taciuto? Domenica tutti a manifestare.</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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