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	<title>Berlusconi - ilMonti.com</title>
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	<description>il blog di Andrea Monti</description>
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	<title>Berlusconi - ilMonti.com</title>
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		<title>La storia del candidato premier è sfuggita di mano </title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Nov 2017 22:31:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ogni giorno Forza Italia lancia un candidato premier. L&#8217;idea che &#8220;chi vince sceglie e tutti zitti&#8221; comincia a preoccuparmi Ieri Silvio Berlusconi ha battezzato questo tal Generale Leonardo Gallitelli al ruolo di candidato premier per il centro destra. Chi è? Boh è la risposta più comune. Certo la notorietà non garantisce qualità, ma un candidato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;"><em><strong>Ogni giorno Forza Italia lancia un candidato premier. L&#8217;idea che &#8220;chi vince sceglie e tutti zitti&#8221; comincia a preoccuparmi</strong></em><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-5154 size-large" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2017/11/sbirulino-1024x576.jpg" alt="premier" width="1024" height="576" /></h3>
<p class="m_-4891037475508951388p3"><span class="m_-4891037475508951388s2">Ieri Silvio Berlusconi ha <a href="http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2017/11/27/chi-e-leonardo-gallitelli_af480301-1630-4daf-af7d-575316414b6d.html">battezzato</a> questo tal Generale Leonardo Gallitelli al ruolo di candidato premier per il centro destra. Chi è? Boh è la risposta più comune. Certo la notorietà non garantisce qualità, ma un candidato premier dovrebbe almeno essere conosciuto da un elettore su dieci. Qui non si arriva a uno su cento. La cosa più buffa è che nemmeno l’interessato era a conoscenza della candidatura. &#8220;<em>Non parlo con Berlusconi da otto anni</em>&#8220;, ha dichiarato il Generale. E nemmeno Matteo Salvini, leader di uno dei pilastri della ricostituenda coalizione, non ne sapeva nulla.<span class="m_-4891037475508951388Apple-converted-space"> </span>Bene, ma non benissimo, per usare l&#8217;adagio molto in voga sulla piazza milanese.<span class="m_-4891037475508951388Apple-converted-space">  Credo che la</span> questione dell’indicazione del candidato premier  sia sfuggita un po&#8217; di mano. In casa Lega c’è la solida candidatura di Matteo Salvini, ormai lanciata da mesi, ma la risposta è un estenuante giochino al rimpiattino. Non volendo affrontare la scelta, la si rimanda. Tipico vizio italiano. Così, per necessità, è cominciata a circolare l’idea di decidere solo il giorno dopo delle elezioni chi sarà il prescelto. Da qui è derivata la logica conseguenza di legare l&#8217;esito di questo psichedelico &#8220;casting&#8221; al risultato elettorale. Non so voi, ma a me questa soluzione non appare una gran cosa, soprattutto viste le premesse. Cosa significa di preciso? Chi vince sceglie ad insindacabile giudizio? Con questi chiari di luna non vorrei che ci trovassimo come Presidente del Consiglio Sbirulino e senza neppur poter alzare il ditino, solo per il fatto che qualcuno ha preso cento voti in più della Lega. Siamo seri. Una non scelta non può mai essere la scelta giusta. Un po&#8217; si chiarezza agli elettori non dispiacerebbe. Mentre da settimane i 5 Stelle girano l&#8217;Italia con il loro candidato premier, mentre Renzi va alla Leopolda da leader del centro sinistra, seppur parecchio ammosciato, il centro destra è fermo al palo con il toto nomi. Continuiamo a giocare la tripla, 1 x 2, inventandoci di volta in volta un nuovo cavallo da lanciare verso l&#8217;ultimo miglio. Quando ci sarebbe da risolvere questa pratica e concentrarci sui programmi, sulle misure condivise, sulle risposte da dare al Nord che chiede autonomia. </span></p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2017/11/27/candidato-premier-sfuggita-mano/">La storia del candidato premier è sfuggita di mano </a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Alitalia deve fallire. Subito</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2017/05/04/alitalia-deve-fallire-subito/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 May 2017 13:58:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Italia sono fallite 100.000 imprese, mentre si sono buttati 7,4mld per salvare l&#8217;unica che doveva fallire Negli ultimi sette anni (2009/2016) sono fallite in Italia 100.000 imprese. Centomila. Una situazione drammatica e unica nel panorama europeo, giusto per ricordare che il problema, forse, è più l’Italia che non l’Europa. Dal 2009, infatti, la crescita [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em><strong>In Italia sono fallite 100.000 imprese, mentre si sono buttati 7,4mld per salvare l&#8217;unica che doveva fallire</strong></em></p>
<p><a href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2017/05/alitalia.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-4801 size-large" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2017/05/alitalia-1024x531.jpg" alt="alitalia" width="1024" height="531" /></a></p>
<p>Negli ultimi sette anni (2009/2016) <a href="http://impresalavoro.org/fallimenti-ancora-record-2009-2016-fallite-100mila-imprese/">sono fallite</a> in Italia 100.000 imprese. Centomila. Una situazione drammatica e unica nel panorama europeo, giusto per ricordare che il problema, forse, è più l’Italia che non l’Europa. Dal 2009, infatti, la crescita dei fallimenti registrati nella penisola è stata pari a + 55,42%. Sbalorditivo. Tutti i maggiori paesi OCSE hanno fatto meglio, rimanendo in campo negativo, con l’eccezione della sola Francia, che però registra un più modesto + 13,81% di crescita dei fallimenti.</p>
<p>Centomila imprese che chiudono i battenti significano milioni di posti di lavoro andati in fumo, miliardi di PIL perso, un numero sterminato di storie, esperienze, successi, traguardi raggiunti, gioie andati in fumo. Un patrimonio enorme, difficilmente ricostruibile, certo non in breve tempo. E di tutto questo disastro, ammettiamolo, la politica non se ne è mai davvero preoccupata. Al di là di sterili e improduttivi tavoli, riunioni, polemiche, dibattiti, il Governo e i palazzi romani sembravano attirati da altro. Muore un impresa, penseranno, ne nascerà un’altra da spremere.</p>
<p>C’è solo un’azienda, beata tra le tante, che da sempre gode di affetto, attenzioni e trattamenti speciali che non trovano giustificazioni razionali. E’ l’Alitalia, quella che sciaguratamente qualcuno ha etichettato come «orgoglio italiano». L’Alitalia non può fallire. Mai.</p>
<p>Il primo sciagurato salvataggio si consumò proprio nel 2008, all’alba della strage delle centomila aziende. Responsabilità di Berlusconi e Passera. Noi contribuenti, quindi anche le centomila aziende sacrificate sull’altare della crisi, abbiamo pagato 7,4 miliardi di euro per tenere in vita Alitalia. Proprio l’unica Azienda che avrebbe dovuto fallire per prima. Alitalia non ha mai prodotto nulla di buono per gli italiani, semmai ha elargito negli anni privilegi e prebende vergognose ai propri lavoratori, ha coccolato eserciti di politici, dalla prima alla seconda repubblica, rappresentando in questo davvero l’italianità. La peggiore.</p>
<p>Qualche cretino, scuserete il termine troppo leggero, ci racconta ancora che Alitalia servirebbe per rilanciare il turismo in Italia! Quando invece negli anni è successo semmai il contrario. Alitalia non ha mai incrementato il turismo laddove serviva, mentre Rayanair, Easyjet e l’esercito delle low cost, hanno portato milioni di turisti in città che parevano dimenticate. Lo hanno fatto chiedendo meno soldi e guadagnandoci più di Alitalia, che anzi nel frattempo accumulava solo perdite.</p>
<p>Ed oggi, dopo aver speso 7,4 miliardi di euro, dopo che nulla è cambiato dal 2008, se non in peggio, ancora si va avanti con le pantomime dei commissariamenti e dei possibili salvataggi. Addirittura qualcuno parla di nazionalizzazione, come i 5 Stelle, dimostrando che per loro servirebbe un unico vaccino, quello contro la stupidità.</p>
<p>Alitalia deve fallire, il prima possibile, i contribuenti pretendono il suo scalpo, finalmente. Non ci serve una compagnia aerea di bandiera, tantomeno una compagnia che macina solo perdite e che ha dimostrato di non avere nessuna possibilità di stare sul mercato. Chiudere bottega e abbassare la serranda. E che poi nessuno, per carità, si azzardi a ricoprire d’oro i suoi dipendenti, come successo nel passato. Non sono diversi dai dipendenti di quelle 100.000 imprese fallite, talvolta lasciati in mezzo a una strada senza nessun paracadute. Guai a voi.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2017/05/04/alitalia-deve-fallire-subito/">Alitalia deve fallire. Subito</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Berlusconi non comanda più</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2016/03/12/berlusconi-non-comanda-piu/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Mar 2016 10:53:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><em>Ci voleva costringere alla lista unica, ci chiamava &#8220;piccoli partitini&#8221;, si accordava con Renzi. Tutto finito?</em></h2>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-4202" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2016/03/silvio-berlusconi-facepalm1-586x364.jpg" alt="silvio-berlusconi-facepalm1-586x364" width="800" height="497" /></p>
<p>Qui non è più una questione di riconoscenza, che in politica è pure merce rara, di sentimenti, di storia o di affetto. È piuttosto una questione di leadership: Berlusconi non comanda più. Molto semplice. E l’amaro epilogo di questi giorni, con la ridicola votazione sovietica su Bertoldo, è il risultato della sua autodestituzione; perché cos’era in fondo l’accordo del Nazareno? Non era forse l’abdicazione in favore di Renzi? E non è forse stato quello il vero tradimento? Il vero schiaffo soprattutto verso un alleato, la Lega Nord, dimostratosi sempre leale, arrivando ad esserlo, in alcuni casi, addirittura contro i propri interessi, contro i propri elettori, contro la propria gente. E con il “Patto del Nazareno” Berlusconi accettò l’italicum, sorridendo sornione al premio di maggioranza dato alla lista. Cos’era quello? Se non un tentativo bello e buono di distruggere la coalizione di centro destra? Magari immaginando di soffocare la Lega sotto la forza elettorale di Forza Italia. <em>“Vi obbligheremo alla lista unica”</em>, pensava Berlusconi. Anzi, ce lo diceva proprio. Oggi è quella stessa legge, pensata per annullare i “piccoli partitini”, come amava chiamarci Silvio in tono sprezzante, che rischia di ridurre lui all’irrilevanza politica. Si, perché forse oggi la corsa solitaria converrebbe alla Lega.</p>
<p>Con il no a Bertolaso, Salvini sta dicendo una cosa molto semplice:”Berlusconi, non comandi più tu”. Il centro destra, abbandonato dallo stesso Berlusconi nella sua fase “nazarena”, ha trovato altri equilibri, altre leadership, altri orizzonti. E le “gazebarie” di oggi, una roba brutta già nel nome, rischiano di ridursi ad un esercizio al limite del ridicolo, considerato che si tratterà di votazione a candidato unico come in Unione Sovietica.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2016/03/12/berlusconi-non-comanda-piu/">Berlusconi non comanda più</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Tra la Catalogna e Silvio, un fischio ci sta</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2015/11/09/tra-la-catalogna-e-silvio-un-fischio-ci-sta/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Nov 2015 18:24:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per qualcuno &#8211; vedasi sotto &#8211; il problema di oggi, reduci dalla manifestazione di Bologna, sarebbero i fischi volati all’indirizzo del palco di Piazza Maggiore, proprio mentre a parlare era impegnato Silvio Berlusconi. &#160; Staff&#8221;Indegni i fischi al Presidente Silvio Berlusconi Salvini leader? Riflettiamoci bene Ribadisco il concetto Non&#8230; Posted by Lara Comi on Lunedì 9 [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2015/11/09/tra-la-catalogna-e-silvio-un-fischio-ci-sta/">Tra la Catalogna e Silvio, un fischio ci sta</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per qualcuno &#8211; vedasi sotto &#8211; il problema di oggi, reduci dalla manifestazione di Bologna, sarebbero i fischi volati all’indirizzo del palco di Piazza Maggiore, proprio mentre a parlare era impegnato Silvio Berlusconi.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-3866" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2015/11/lega-bologna0051-1000x600.jpg" alt="lega-bologna0051-1000x600" width="1000" height="600" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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<p><script>// <![CDATA[
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<blockquote cite="https://www.facebook.com/lara.comi.90/posts/1166251200068830"><p>Staff&#8221;Indegni i fischi al Presidente Silvio Berlusconi Salvini leader? Riflettiamoci bene Ribadisco il concetto Non&#8230;</p>
<p>Posted by <a href="https://www.facebook.com/lara.comi.90/">Lara Comi</a> on <a href="https://www.facebook.com/lara.comi.90/posts/1166251200068830">Lunedì 9 novembre 2015</a></p></blockquote>
</div>
</div>
<p>Io non ho fischiato, anche perché sinceramente faticavo non poco a comprendere cosa stesse dicendo. E non era solo un problema legato all’audio, che comunque non arrivava proprio forte e chiaro. Perché io dico che se sali sul palco a promettere che “<em>toglieremo la tassa sulla prima casa</em>” &#8211; senza ricordarti che ci ha già pensato Renzi dopo che tu l’hai rimessa con il Governo Monti &#8211; o che “<em>toglierò la tassa di successione</em>” &#8211; che vale ancora solo per i grandi patrimoni &#8211; pigliarti quattro fischi sarebbe pure il minimo. Cioè, tutto sommato è andata pure bene.</p>
<p>Il fatto è che l’intervento del capo di Forza Italia è stato a tratti surreale, appariva imballato, fuori giri e totalmente sconnesso dal contesto. Ecco, forse il problema su cui interrogarsi è proprio questo, cioè l’assenza di un senso politico della sua presenza sul palco di Bologna. Se qualcuno oggi si preoccupa di quei 4 fischi, significa che i problemi cominciano a sommarsi da quelle parti.</p>
<p>Lo slogan di Silvio, rilanciato dai forzisti era “uniti si vince”.</p>
<blockquote class="twitter-tweet" lang="it">
<p dir="ltr" lang="it">In diretta da <a href="https://twitter.com/hashtag/Bologna?src=hash">#Bologna</a>&#8230; <a href="https://twitter.com/hashtag/ForzaItalia?src=hash">#ForzaItalia</a> &#8211; <a href="https://twitter.com/hashtag/LegaNord?src=hash">#LegaNord</a> &#8211; <a href="https://twitter.com/hashtag/FdI?src=hash">#FdI</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/UnitiSiVince?src=hash">#UnitiSiVince</a> <a href="https://t.co/QHlAGtdXgs">pic.twitter.com/QHlAGtdXgs</a></p>
<p>— Mariastella Gelmini (@msgelmini) <a href="https://twitter.com/msgelmini/status/663302937544929280">8 Novembre 2015</a></p></blockquote>
<p><script src="//platform.twitter.com/widgets.js" async="" charset="utf-8"></script></p>
<p>Capiamoci. Si vince cosa? Forse si intenderebbero le prossime elezioni di non sappiamo quando? Probabile. Infatti Berlusconi, in un punto che non ricordo del suo <del>show</del> intervento, ha cominciato a snocciolare percentuali: 16% + 25% + 28% e… booooom ghignate di compatimento da tutta la piazza. Che forse sono pure peggio dei fischi.</p>
<p>Intendiamoci. Qui come primo passo bisogna liberare il Nord attraverso una rivoluzione federale vera, non con l’aspirina della Devolution, quella che poi anche gli elettori di Forza Italia del Centro Sud aiutarono ad affossare. Questo è quello che vogliamo noi che eravamo la a riempire quella piazza ieri, pochi o tanti che fossimo, quello vogliamo. Perché quella piazza, bene che si sappia, era piena al 90% di militanti della Lega Nord. Forse anche di più.</p>
<p>Matteo Salvini l’ha ricordato nella parte finale del suo intervento, citando Miglio e Salvemini, ricordando che dobbiamo a tutti i costi ottenere che le risorse rimangano ai territori. Noi vogliamo liberare il Nord, liberarci dalla schiavitù romana e vogliamo ridurre quella montagna di 100 miliardi di residuo fiscale che sopportiamo ogni anno.</p>
<p>Questo è il futuro, il resto è patetico passato. Il futuro è per esempio la Catalogna che oggi ha <a href="http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/catalogna-ok-a-mozione-indipendenzapremier-spagnolo-ricorso-a-consulta_2142949-201502a.shtml">votato il suo sacrosanto diritto all’indipendenza</a>, facendo partire il processo di costituzione di una Repubblica indipendente. Si fa sul serio da quelle parti, come dovremmo iniziare a fare noi sul serio.</p>
<p>E tu, caro Silvio, ci vieni a parlare della Tasi e della tassa di successione? Ma va la. Quattro fischi, perché siamo brava gente.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2015/11/09/tra-la-catalogna-e-silvio-un-fischio-ci-sta/">Tra la Catalogna e Silvio, un fischio ci sta</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>SE PASSA IL VOTO SEGRETO GRILLO PUÒ DISINTEGRARE IL PD. VI SPIEGO COME.</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2013/09/15/se-passa-il-voto-segreto-grillo-puo-disintegrare-il-pd-vi-spiego-come/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Sep 2013 22:54:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Gesù o Barabba?, Scegliete!&#8221;, Così ebbe inizio la più famosa delle votazioni palesi della Storia; l&#8217;esito, va detto, non fu certo memorabile. Al contrario, secondo Beppe Grillo “Il voto segreto è un abominio”, e la verità è che questa votazione sulla decadenza di Silvio Berlusconi rischia di diventare il Vietnam del Partito Democratico; e nel [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2013/09/15/se-passa-il-voto-segreto-grillo-puo-disintegrare-il-pd-vi-spiego-come/">SE PASSA IL VOTO SEGRETO GRILLO PUÒ DISINTEGRARE IL PD. VI SPIEGO COME.</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft" alt="" src="http://www.lindipendenza.com/wp-content/uploads/2013/02/grillo_pd.jpg" width="268" height="263" /></p>
<p>&#8220;Gesù o Barabba?, Scegliete!&#8221;, Così ebbe inizio la più famosa delle votazioni palesi della Storia; l&#8217;esito, va detto, non fu certo memorabile. Al contrario, secondo Beppe Grillo “Il voto segreto è un abominio”, e la verità è che questa votazione sulla decadenza di Silvio Berlusconi rischia di diventare il Vietnam del Partito Democratico; e nel Viet-fottuto-Nam si muore. Un agguato, una mina, una trappola o un cecchino, il pericolo arriva quando non te l&#8217;aspetti e magari da chi non ti saresti mai immaginato.</p>
<p style="text-align: center;">[spreaker type=mini width=100% autoplay=false episode_id=3327834]<span id="more-1312"></span></p>
<h3><strong>NESSUNO DICE LA VERITÀ</strong></h3>
<p>Diciamolo chiaramente: sul tema nessuno la racconta giusta, come nei migliori thriller politici. Il Pdl minaccia ogni giorno il Governo Letta, ma in realtà se Berlusconi potesse lo farebbe governare per diceci anni di fila. Letta ci mette la faccia, il Pdl ha comunque i suoi ministri e Berlusconi condiziona da fuori, senza avere il PD all&#8217;opposizione che rompe le scatole, visto che è ufficialmente un alleato, seppur anomalo.Certo, si agitano, nel tentativo di guadagnare giorni e posizioni preziose sul fronte della giunta per le elezioni. Finge anche il Partito Democratico, tentando di nascondere le profonde lacerazioni, presentandosi all&#8217;opinione pubblica forte e sicuro, quando al contrario appare in evidente stato di panico, e ne ha tutte le ragioni per esserlo. Ecco perché.</p>
<h3><strong>SE PASSA IL VOTO SEGRETO SONO GUAI PER IL PD</strong></h3>
<p>È necessario innanzitutto fare qualche conto, perché sui numeri si gioca il futuro del PD, più che di Berlusconi. I membri chiamati a votare in Giunta sono 23, <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #993300;"><a href="http://www.blitzquotidiano.it/foto-notizie/decadenza-berlusconi-chi-sono-23-giunta-elezioni-1647381/"><span style="color: #993300; text-decoration: underline;">ufficialmente così divisi</span></a></span></span>: 14 favorevoli (M5S + PD+MONTI), 8 contrari (PDL+ Lega) e 1 incerto (socialista). Questo il risultato sulla “carta”, l&#8217;esito apparirebbe dunque scontato, ma ad un occhio politicamente attento non sfugge il disegno di uno scenario alternativo e dirompente. Se passa il voto segreto tutto può cambiare, per esempio i 4 voti dei grillini, senza l&#8217;occhio dei cittadini controllori, diventerebbero l&#8217;arma di distruzione di massa per il Partito Democratico. Se Beppe Grillo fosse dotato di un minimo di furbizia non si farebbe scappare l&#8217;occasione; i 4 pentastellati, coperti dall&#8217;anonimato, potrebbero votare per salvare Berlusconi, portando l&#8217;esito ad un 12 a 11 che salverebbe il Cav, anche se solo momentaneamente visto che è in arrivo l&#8217;interdizione, ma detonerebbe la rivolta all&#8217;interno del PD, visto che i sospetti e i dubbi sono già oggi indirizzati ai potenziali Senatori “traditori” dei Piddini. Si scatenerenne la guerra civile prima del Congresso e il partito rischierebbe seriamente la disgregazione. I militanti inferociti sarebbero allo sbando, si aggirerebbero come belve ferite, azzannando e sbranando ogni dirigente che tentasse di abbozzare una spiegazione.</p>
<h3><strong>GRILLO VUOLE DISTRUGGERE TUTTI</strong></h3>
<p>Non dimentichiamoci che Grillo è come quel giocatore di Risiko che pesca la carta con l&#8217;obiettivo di distruggere le armate rosse e blu. Il suo obiettivo è distruggere tutto, e ora si ritrova con i blu già azzoppati dalla magistratura e il dito sul grilletto per uccidere i rossi. Può lasciarsi scappare un&#8217;occasione così ghiotta? Certamente gli uomini del PD hanno fiutato la trappola, non a caso si agitano per cercare di evitare il voto segreto, ma non sarà facile.</p>
<p>Intendiamoci, potrà anche essere semplicemente fantapolitica, un pensiero tanto assurdo quanto cinico, ma i numeri non sono fantasia, e l&#8217;ultimo post di Beppe Grillo sembra regalare segnali importanti in questa direzione. <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #993300;"><a href="http://www.beppegrillo.it/2013/09/voto_segreto_preparate_le_verdure.html"><span style="color: #993300; text-decoration: underline;">“Comunque vada, sarà un successo”</span></a></span></span>, ha scritto sulle pagine del suo blog oggi, e poi il sinistro riferimento alla votazione che affondò le velleità quirinalizie di Romano Prodi. Tutto questo suona come una sarcastica minaccia, e fossi in Epifani, Renzi Letta non dormirei sogni tranquilli. Noi armiamoci di pop-corn e godiamoci lo spettacolo.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2013/09/15/se-passa-il-voto-segreto-grillo-puo-disintegrare-il-pd-vi-spiego-come/">SE PASSA IL VOTO SEGRETO GRILLO PUÒ DISINTEGRARE IL PD. VI SPIEGO COME.</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>BERLUSCONI LASCIA? LA LEGA CON BOSSI PUÒ TORNARE FORTE COME IL 1993</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 13:02:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Bossi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Umberto Bossi ha sempre tracciato la via che la sua Lega, la nostra Lega, doveva seguire, una strada che é sempre stata vincente, capace di portare un piccolo movimento localistico fino a diventare la 3a forza dell&#8217;intero panorama politico italiani. Ma questo non é bastato e non basta per attuare quella rivoluzione del nord per cui [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Umberto Bossi ha sempre tracciato la via che la sua Lega, la nostra Lega, doveva seguire, una strada che é sempre stata vincente, capace di portare un piccolo movimento localistico fino a diventare la 3a forza dell&#8217;intero panorama politico italiani. Ma questo non é bastato e non basta per attuare quella rivoluzione del nord per cui ci battiamo da anni.</p>
<p><span id="more-94"></span></p>
<p>Abbiamo superato indenni la discesa in campo di Berlusconi, arrivato in politica nel 1994 per usarci prima e cercare di annientarci poi; ora si apre davanti a noi uno scenario politico nuovo. Se Berlusconi lascia per noi significa ritornare alle precondizioni, ovvero al 1993, anno d&#8217;oro della Lega, centinaia di Sindaci vinti, Milano compresa.<br />
Qualcosa é cambiato pero dal 1993 a oggi, a quell&#8217;epoca la Lega era un movimento immaturo, cresciuto troppo velocemente e senza classe dirigente. Ora siamo forti, abbiamo una classe dirigente collaudata e con una buona esperienza e capace di rappresentare ancora meglio di altri le genuine istanze di quella parte di nord che vuole cambiare. Scommettete sulla Lega perché siamo il futuro, con Bossi possiamo diventare il più grande partito del Nord e conquistarci la libertà! Sarà facile? No, sarà difficilissimo, sarà una dura battaglia, ma noi non abbiamo paura.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2012/02/04/berlusconi-lascia-la-lega-con-bossi-puo-tornare-forte-come-il-1993/">BERLUSCONI LASCIA? LA LEGA CON BOSSI PUÒ TORNARE FORTE COME IL 1993</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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