La Carta della Lombardia è la nostra grande novità politica, per essere forti sul territorio e potenti su scala nazionale.
Ci sono quattro parole, di Umberto Bossi, che dal giorno della sua malattia sono divenute una sorta di comandamento per ogni leghista: “tegn dür, mai mulá”. Ancora oggi lo si sente passare di bocca in bocca, a testimonianza della fibra dura e della scorza ruvida su cui si è forgiato il movimento leghista.
Non è un grido di battaglia, piuttosto di resistenza, utile nei momenti difficili. Se ne sente il bisogno oggi, nel pieno di una stagione di sospetta voglia (da parte di qualche forza politica) di rigurgito centralista: la volontà di centralizzazione dei fondi europei (oggi gestiti dalle regioni), il lungo ed estenuante braccio di ferro sull’autonomia differenziata, l’umiliazione delle province a cui non si riesce a trovare soluzione, il progressivo assorbimento del perimetro di competenza comunale. Tutti temi in cui la Lega, con vigore e forza, combatte e sgomita per imporre la propria agenda all’interno della maggioranza di Governo.
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