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	<title>xenofobia - ilMonti.com</title>
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	<description>il blog di Andrea Monti</description>
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	<title>xenofobia - ilMonti.com</title>
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		<title>Il fascismo pare tornato ad Arcore, sta in  maggioranza ed è rosso</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2017/11/20/fascismo-tornato-ad-arcore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Nov 2017 18:03:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fascismo? Ad Arcore se critichi l&#8217;Anpi non hai più diritto di parola in Consiglio. Forse dovremmo iniziare a difenderci da questi fascisti rossi, attraverso una pacifica rappresaglia Ci risiamo. Il delirante tour della «mozione antifascista», che già aveva fatto tappa a Monza, Bernareggio e Nova Milanese, atterra nel Consiglio Comunale di Arcore. Il contenuto? Sempre il [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2017/11/20/fascismo-tornato-ad-arcore/">Il fascismo pare tornato ad Arcore, sta in  maggioranza ed è rosso</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><em>Fascismo? Ad Arcore se critichi l&#8217;Anpi non hai più diritto di parola in Consiglio. Forse dovremmo iniziare a difenderci da questi fascisti rossi, <i>attraverso una pacifica rappresaglia</i></em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2017/11/1200px-Bandiera_delle_Brigate_Garibaldi_partigiane_1943-1945.svg_.png"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-5146 size-large" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2017/11/1200px-Bandiera_delle_Brigate_Garibaldi_partigiane_1943-1945.svg_-1024x681.png" alt="fascismo" width="1024" height="681" /></a></p>
<p>Ci risiamo. Il delirante tour della «mozione antifascista», che già aveva fatto tappa a Monza, Bernareggio e Nova Milanese, atterra nel Consiglio Comunale di Arcore. Il <a href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2017/11/odg-28025-2017.pdf">contenuto</a>? Sempre il medesimo squadrismo rosso. L’obiettivo è, letterale dal testo, « impedire agibilità politica» ad alcuni soggetti, anche partiti politici, come specificato espressamente. Ci domandiamo, a noi che piace la democrazia e siamo repellenti ai fascismi rossi e neri, come sia possibile che ad Arcore non valgano le garanzie costituzionali? Ovvero, se un partito partecipa regolarmente alle elezioni indette nello Stato italiano, senza mai essere stato ricusato o escluso in applicazione delle leggi che vietano la ricostituzione del partito fascista, su quali base il Podestà (magari a loro piace essere chiomati così) di Arcore intenderà impedirne o limitarne la libertà d’azione?</p>
<p>Non solo, addirittura si arriva a dire che queste formazioni politiche (non meglio specificate) non dovranno più avere diritto di parola in Consiglio Comunale.</p>
<blockquote><p>2. individuare le forme e le modalità più efficaci secondo quanto stabilito dall&#8217;ordinamento per non consentire che tali formazioni possano prendere parola durante i Consigli Comunali</p></blockquote>
<p>Perché dovremmo prima o poi intenderci su cosa possa significare essere fascisti nel ventunesimo secolo? Tralasciando i riferimenti a ideologie e dittatori del secolo scorso, morti e sepolti da metri di terra (per fortuna), per me l’essere fascista sta negli atteggiamenti e nelle azioni che vengono propugnate. Cercare di tappare la bocca a chi non la pensa come te, come vuole fare la maggioranza di Arcore, è un atteggiamento che assomiglia molto al fascismo. Magari non c’è l’olio di ricino e il manganello, ma quelli potrebbe sempre portarli qualcun altro, come quei simpatici ragazzi «di sinistra» che amabilmente mettono spesso a ferro e fuoco le città, distruggendo vetrine e negozi, o aggredendo i pacifici militanti della Lega, come successo a Monza. Non è fascismo anche questo? E chissà poi quali saranno queste azioni o fatti di stampo fascista che hanno creato tanto allarme sociale ad Arcore? Andiamo a memoria, ricordandoci che effettivamente sì, qualche azione dal sapore fascista in città si era registrata. Per esempio quando un tizio, in realtà un noto esponente politico cittadino, fu fotografato mentre era intento a strappare i manifesti dell&#8217;avversario, peraltro regolarmente affissi. Atto deplorevole, un gesto abbastanza cretino e infantile, ma certo non mi sembra tale da giustificare l&#8217;allarme rosso rispetto alla democrazia della comunità arcorese. La cosa ridicola è che il personaggio protagonista del bel gesto, <a href="https://www.mbnews.it/2016/11/arcore-nel-mirino-dellopposizione-lassessore-allo-strappo-fausto-perego/">colto in flagrante e reo confesso</a>, era  giusto un assessore di questa maggioranza di sinistra, che ora agita il rischio fascismo e lancia strali verso il pericolo antidemocratico. Siamo al ridicolo.</p>

<p>C’è poi un passaggio ancora più pericoloso, in questa mozione al gusto di olio di ricino, ed è questo:</p>
<blockquote><p>valutato che sempre più spesso con interventi sui social più diffusi, come Facebook e Twitter si tenta di avallare, giustificare, osannare quanto avvenuto durante il «ventennio» fascista in Italia, nel contempo denigrando e accusando le associazioni antifasciste, i partigiani e l’Anpi</p></blockquote>
<p>E qui casca l’asino. Come può essere una colpa grave, tanto da essere privati del diritto di parola in Consiglio Comunale (sì, è previsto addirittura questo) , criticare e accusare l’Anpi? Ovvero, quel manipolo che tenta pervicacemente di speculare ancora su una guerra civile morta e sepolta nel secolo scorso? Come possiamo non accusare e criticare gente, come l’Anpi, che si permette di criticare la scelta di ricordare attraverso una targa, è accaduto a Noli, il feroce stupro e assassinio di una bambina di tredici anni? E opporsi alla commemorazione solo e soltanto perché il crudele atto è avvenuto per mano partigiana, ovvero quelli della loro parte? Che differenza trovate tra chi tenta di giustificare o minimizzare le stragi fasciste e quelli che vorrebbero negare gli eccidi dei partigiani rossi? A questo punto c’è da intendersi, perché se si vogliono escludere i movimenti che hanno atteggiamenti fascisti, allora l’Anpi dovrebbe essere tra i primi candidati all’esclusione. Talvolta si comportano proprio come fossero loro i nuovi fascisti. Rossi o neri non fa differenza, almeno per chi si pone dritto in faccia alla stella polare che è la democrazia. A me non piace parlare di rappresaglia, tanto cara alle fazioni rosse e nere che animarono la guerra civile italiana, ma una reazione a questo punto sarebbe opportuna. Per come la penso io, se l’Anpi continua a promuovere, direttamente o indirettamente, queste iniziative liberticide, sarebbe il caso di pensare se valga la pena di invitarli ancora alle commemorazioni ufficiali. Credo che se vanno avanti così non meritino nessuno spazio, almeno tra chi ama la democrazia e la libertà di pensiero. E spero che siano ancora maggioranza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2017/11/odg-28025-2017.pdf">Leggi il testo della Mozione presentata in Consiglio Comunale ad Arcore</a></p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2017/11/20/fascismo-tornato-ad-arcore/">Il fascismo pare tornato ad Arcore, sta in  maggioranza ed è rosso</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Fermo, la Caporetto degli imbecilli buonisti</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2017/01/19/fermo-la-caporetto-buonisti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jan 2017 11:44:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2017/01/19/fermo-la-caporetto-buonisti/">Fermo, la Caporetto degli imbecilli buonisti</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;">Era stato trattato come un mostro. Ma in carcere non ci andrà e la moglie della vittima non chiederà risarcimento, perché ha mentito</h3>
<p><a href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2017/01/immagini.quotidiano.net-2.jpeg"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-4630 size-large" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2017/01/immagini.quotidiano.net-2-1024x682.jpeg" alt="fermo" width="1024" height="682" /></a></p>
<p style="text-align: center;">[spreaker type=player resource=&#8221;episode_id=10340305&#8243; theme=&#8221;dark&#8221; autoplay=&#8221;false&#8221; playlist=&#8221;false&#8221; cover=&#8221;https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/images.spreaker.com/original/a700ec50128424b9693464601a5e1973.jpg&#8221; width=&#8221;100%&#8221; height=&#8221;150px&#8221;]</p>
<p>Amedeo Mancini, colui che fu dipinto come il mostro razzista di Fermo, dovrà scontare solo una piccola pena di quattro anni. Non andrà nemmeno in carcere, solo domiciliari e per otto ore al giorno sarà persino libero di andare al lavoro. Mancini, quello che per uno stuolo di zerbini del politicamente corretto era uno spregevole assassino razzista, non dovrà nemmeno risarcire i parenti della vittima, cioè la moglie che ha rinunciato ad ogni indennizzo, per non rischiare di essere denunciata per le false dichiarazioni rilasciate. Sarà solo chiamato a pagare la miseria di cinquemila euro, quelli necessari a rimborsare il costo del rimpatrio della salma di Emmanuel Chidi Namdi.</p>
<p>Si chiude dunque come una vera e propria Caporetto, una grande ritirata per i soloni del pensiero buono e giusto, quelli che sempre e comunque stanno dalla parte dello straniero. Quelli che se solo critichi sei un razzista, figurarsi se osi pure reagire, o ribellarti, fosse pure contro un’aggressione.</p>
<h3>FERMO, UNA STORIA DI FALSO RAZZISMO</h3>
<p>Emmanuel Chidi Namdi morì a Fermo nel luglio del 2016, a seguito di una lite con Amedeo Mancini. Mancini è bianco, è un ultrà della Fermana, un ex pugile. Emmanuel è un migrante, è nero, è africano ed è un richiedente asilo. Per alcuni, naturalmente imbecilli, questi furono elementi sufficienti per arrivare subito alla sentenza: Mancini ha ucciso Emmanuel per razzismo, perché è nero, per xenofobia, perché poi sicuramente è di destra. E il fatto che magari non la pensa politicamente come loro, lo rende già un po’ colpevole.</p>
<p>Partì così il carosello della manifestazioni, delle fiaccolate, delle marce. Come <a href="http://www.anconatoday.it/cronaca/fermo-marcia-migrante-emmanuel.html">questa</a>, dove sfilarono sindacalisti, comunisti e grillini. Tutti contro Mancini il razzista.</p>
<p>Bello rileggere le dichiarazioni di alcuni illuminati pensatori:</p>
<p><strong>Maurizio Di Cosmo</strong> della Camera del Lavoro di Fermo</p>
<blockquote><p>«Crediamo che questa città debba dare una risposta di diniego all’aggressione razzista che ci è stata. Questo non è l’unico evento ma ci sono altri fatti che parlano di illegalità e di razzismo. In questa comunità c’è un problema e vorremmo che la città respinga questo scivolamento verso un clima di barbarie»</p></blockquote>
<p><strong>Amar Ousmane</strong> dell’AISAM</p>
<blockquote><p>«Siamo tutti con la compagna di Emmanuel. Il suo dolore è il nostro dolore che condividiamo con lei e tutti i migranti d’Italia e speriamo che un fatto così non accada mai più».</p></blockquote>
<p>Fino ad arrivare a Don Vinicio Albanesi, che arringava la folla con il megafono</p>
<blockquote><p>Emmanuel è un martire della libertà e noi lo difenderemo, nel rispetto della vita, della sua donna e di ogni essere vivente</p></blockquote>
<p>Insomma, il quadro era perfetto, a questi non sembrava neppure vero. Finalmente un migrante massacrato senza motivo, solo per razzismo, solo per paura del diverso. Un africano, un nero, ucciso per mano di un bianco violento. Finalmente anche in Italia accadeva, dopo anni a commentare cose che succedevano solo negli USA. Finalmente un martire qui vicino a noi, da coccolare, da osannare. E da sfruttare politicamente, ovvio.</p>
<p>Peccato che poi la realtà si sia messa di mezzo. Maledetta realtà, maledetta verità. Ha rovinato l’idillio di una storia che era così perfetta. Ma non era vera. Piccolo ed «insignificante» particolare.</p>
<p>Sono bastati pochi giorni, qualche indagine, il minimo sindacale di interrogatori. Si è capito presto che la povera vedova di Emmanuel aveva mentito. Si è ben presto scoperto che l’indifeso migrante, cioè la povera vittima, si era preso la briga di colpire Mancini, addirittura con un palo di ferro. Il Mancini sferrò un pugno per reazione, l’altro cadde prendendo un colpo fatale alla testa. Una lite, una scazzottata finita male. Anzi, pare che Mancini sia stato addirittura aggredito per diversi minuti, sempre per mano del «martire» Emmanuel.</p>
<p>Ora arriva il patteggiamento, ovvero una condanna minima per omicidio preterintenzionale. Niente aggravanti di recidiva e futili motivi. L’aggravante di razzismo ridotta ai minimi termini. Ma queste è probabilmente una pena più severa di quella che avrebbe subito se la lite fosse avvenuta con un bianco. Invece Emmanuel, era migrante, era africano, era nero. Dunque Mancini si è dovuto difendere da due accuse, quella di omicidio e quella di razzismo. Ma qui, lasciatemelo dire, il razzismo è stato davvero al contrario.<br />
Sarebbe bello che tutti gli imbecilli che hanno alimentato questo caso inesistente di razzismo, quelli che hanno elevato a martire chi martire non era, chiedessero scusa. Scusa a Mancini, scusa a noi, scusa alla verità. Non accadrà, naturalmente.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2017/01/19/fermo-la-caporetto-buonisti/">Fermo, la Caporetto degli imbecilli buonisti</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>A Tirano non permettono ad un cittadino italiano di candidarsi perché nato in Congo. Xenofobia? No, Partito Democratico.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Apr 2014 16:59:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2014/04/26/a-tirano-non-permettono-ad-un-cittadino-italiano-di-candidarsi-perche-nato-in-congo-xenofobia-no-partito-democratico/">A Tirano non permettono ad un cittadino italiano di candidarsi perché nato in Congo. Xenofobia? No, Partito Democratico.</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli ingredienti per un bel pippone benpensante su Repubblica, di quelli magari firmati da Gad Lerner, c&#8217;erano tutti: un uomo nato nel Congo che vive in Italia, istruzione e titolo di studio sopra la media, che di professione fa il medico, un piccolo paese di montagna, Tirano, incastonato in quella Valtellina che deve sembrare così lontana ai cittadini snob di città. E poi le imminenti elezioni cittadine, le liste da compilare e il divieto di candidarsi a chi non sia nato in Paese. Ed erano già pronti gli intellettuali di sinistra: ma com&#8217;è possibile? Ma chi ha potuto partorire questa bislacca idea? Diamine! Un &#8216;idea proprio da zulù, che solo dei montanari da acculturare potevano escogitare, sicuramente dei leghisti xenofobi. I tromboni erano già pronti al diluvio di parole, ad puntare il solito ditino e a pontificare; me l&#8217;immaginavo già i titoloni contro i leghisti brutti e cattivi, contro i montanari ignoranti, contro i bifolchi che pretendono l&#8217;autarchia identitaria declinata fino all&#8217;ultimo villaggio sperduto dell&#8217;impero italico. Peccato però che qui la Lega non c&#8217;entri nulla, e l&#8217;ultimo ingrediente sbagliato, quello che ha mandato a pallino il soufflé radical chic, è che la lista in questione è quella in cui è confluito il PD di Tirano, alleato della sezione locale di Sel, partito in cui è iscritto lo sventurato Vicky Tshimanga. Chissà se partirà la solita canea, quella valanga di fango abitualmente scaraventata contro la Lega, si trattasse anche solo di un semplice militante che scrive una battuta infelice su Facebook o Twitter? Chissà se qualche Magistrato penserà di aprire un fascicolo per discriminazione razziale, come accaduto al leghista condannato a due anni per una foto contro la Kyenge. Chissà se si muoverà anche qui U.N.A.R. (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali), quello che perse tempo (e soldi nostri) per <a href="http://www.ilmonti.com/zingari-e-accattonaggio-molesto-il-ministero-corregge-il-consigliere-mariani-atto-grave-e-liberticida-intervenga-il-sindaco/">minacciare di sanzioni il Consigliere Comunale di Monza della Lega, Alberto Marian</a>i, dopo aver &#8220;schedato&#8221; alcuni suoi interventi in Consiglio. Sicuramente qui il razzismo non c&#8217;entra nulla, come del resto in tanti altri casi di cronaca ingigantiti solo per convenienza; molto probabilmente ci troviamo di fronte ad una malizia da prima repubblica, da politici scafati e navigati per lasciar fuori potenziali avversari considerati elettoralmente pericolosi. Ma non posso non pensare, ed è inutile negarlo, che se fosse stata una sezione della Lega Nord a deciderlo ora saremmo sommersi da prediche infinite e da lunghe invettive contro la xenofobia leghista. E invece è roba del PD, e allora tutto va bene, o magari non va bene, ma di certo non è xenofobia, non è razzismo, non è paura da chi viene da lontano. Forse più della xenofobia dovremmo temere la stupidità e la faziosità di qualcuno.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2014/04/26/a-tirano-non-permettono-ad-un-cittadino-italiano-di-candidarsi-perche-nato-in-congo-xenofobia-no-partito-democratico/">A Tirano non permettono ad un cittadino italiano di candidarsi perché nato in Congo. Xenofobia? No, Partito Democratico.</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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