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	<title>razzismo - ilMonti.com</title>
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	<description>il blog di Andrea Monti</description>
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	<title>razzismo - ilMonti.com</title>
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		<title>NESSUNO SI INGINOCCHIA PER EDWARD?</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2022/03/18/nessuno-si-inginocchia-per-edward/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Mar 2022 19:04:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[floyd]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel maggio 2020 un ragazzo afroamericano, George Floyd muore soffocato da alcuni agenti. Si scatenano rivolte e una campagna contro il razzismo in tutto il mondo. Ora scopriamo che due mesi prima la stessa sorte capitò, nell'indifferenza generale, a Edward Bronsteine, 38 enne bianco.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="has-text-align-center">Nel maggio 2020 un ragazzo afroamericano, George Floyd muore soffocato da alcuni agenti. Si scatenano rivolte e una campagna contro il razzismo in tutto il mondo. Ora scopriamo che due mesi prima la stessa sorte capitò, nell&#8217;indifferenza generale, a Edward Bronsteine, 38 enne bianco.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://ilmonti.com/wp-content/uploads/2022/03/speculazione-3-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-32630"/></figure>



<p><br>Vi ricordate la vicenda di George Floyd? Un ragazzo afroamericano ucciso dalla polizia statunitense, soffocato e schiacciato con un ginocchio. Questa vicenda, che doveva forse più utilmente aprire una riflessione sui metodi tavolta troppo brutali e sbagliati degli agenti, si trasformò invece in una campagna mondiale contro il razzismo. Per tutti Floyd fu ucciso perché nero, di colore. Laura Boldrini, con altri colleghi, arrivò ad inginocchiarsi nell&#8217;Aula della Camera dei Deputati, per protesta contro il razzismo.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" src="https://ilmonti.com/wp-content/uploads/2022/03/102830320-11da8eff-75a8-4cbf-b4d4-642f2f80930a.jpg" alt="" class="wp-image-32631"/></figure></div>



<p>Ora scopriamo, solo dopo quasi due anni (due lunghi anni di silenzio), che addirittura du mesi prima di Floyd, un <a href="https://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/usa-video-shock-soffocato-durante-un-controllo-di-polizia-uomo-arrestato-muore-come-george-floyd_47519439-202202k.shtml" target="_blank" rel="noreferrer noopener">altro ragazzo ha perso la vita nello stessio identico modo. Si chiamava Edward Bronsteine</a>, pare anche lui soffocato brutalmente. Nessuno si è inginocchiato per lui, nessuno si è scandalizzato, nessuno ci ha mostrato il video. Edward non era afro americano, forse per questo non ha fatto notizia? Nessuno può perdere la vita in questa assurda maniera, a prescindere dal colore della sua pelle. Una preghiera per entrambi. <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f64f-1f3fb.png" alt="🙏🏻" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2022/03/18/nessuno-si-inginocchia-per-edward/">NESSUNO SI INGINOCCHIA PER EDWARD?</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Forza Vesuvio è una cazzata, non un reato</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2017/03/17/forza-vesuvio-cazzata-non-un-reato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Mar 2017 12:32:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[condanna]]></category>
		<category><![CDATA[donatella galli]]></category>
		<category><![CDATA[napoletani]]></category>
		<category><![CDATA[processo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giù le mani da Donatella Galli, lei è l&#8217;unica vittima di una triste storia fatta di razzismo e discriminazione, ma contro il nord e i suoi cittadini [spreaker type=player resource=&#8221;episode_id=11412857&#8243; width=&#8221;100%&#8221; height=&#8221;200px&#8221; theme=&#8221;dark&#8221; playlist=&#8221;false&#8221; playlist-continuous=&#8221;false&#8221; autoplay=&#8221;false&#8221; live-autoplay=&#8221;false&#8221; chapters-image=&#8221;true&#8221; cover=&#8221;https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/images.spreaker.com/original/d298b7b371725940e07df872ffe364f4.jpg&#8221;] Il 19 novembre scorso, in onda sulla trasmissione Matrix, ‘o Governatore della Campania, Vincenzo De Luca, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;">Giù le mani da Donatella Galli, lei è l&#8217;unica vittima di una triste storia fatta di razzismo e discriminazione, ma contro il nord e i suoi cittadini</h3>
<p><a href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2017/03/image-3-1.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-4732" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2017/03/image-3-1.jpg" alt="forza vesuvio" width="1201" height="692" /></a></p>
<p>[spreaker type=player resource=&#8221;episode_id=11412857&#8243; width=&#8221;100%&#8221; height=&#8221;200px&#8221; theme=&#8221;dark&#8221; playlist=&#8221;false&#8221; playlist-continuous=&#8221;false&#8221; autoplay=&#8221;false&#8221; live-autoplay=&#8221;false&#8221; chapters-image=&#8221;true&#8221; cover=&#8221;https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/images.spreaker.com/original/d298b7b371725940e07df872ffe364f4.jpg&#8221;]</p>
<p>Il 19 novembre scorso, in onda sulla trasmissione Matrix, ‘o Governatore della Campania, Vincenzo De Luca, <a href="http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2016/11/17/de-luca-impresentabile-bindi-infame-da-ucciderla_ad7fd763-02f5-4ff0-bb9b-8e4d37b80861.html">disse che Rosy Bindi</a>, Presidente della Commissione Antimafia, era «da uccidere». Dopo un diluvio di dichiarazioni, scuse e le solite polemiche, il caso fu prontamente chiuso. Denunce, querele, processi? Nemmeno per sogno. De Luca aveva detto una cazzata, tra la battuta e la provocazione, tutte robe che non possono e non devono entrare in aula di tribunale, sopratutto per rispetto dei denari dei contribuenti che dovrebbero essere spesi per altro.</p>
<p>Basterebbe questo episodio per spiegare perché io difendo Donatella Galli, il Consigliere Provinciale della lega Nord, <a href="http://www.monzatoday.it/cronaca/forza-vesuvio-condannata.html">condannato a 20 giorni</a> di reclusione per aver cliccato «mi piace» su una foto ridicola e averci scritto sotto un commento cretino. Un episodio accaduto quattro anni e mezzo fa, quando senza pensarci troppo, la Galli commentò così quella mezza italia sprofondata:</p>
<blockquote><p>Forza Etna, Forza Vesuvio, Forza Marsili !!!</p></blockquote>
<p>Sei parole e tre punti esclamativi che costituiscono una cretinata, appunto, ma non un reato. Perché poi Donatella, che conosco bene, è una di quelle che fatica a trovare anche il coraggio di uccidere le zanzare ad agosto, che ti tormentano nelle notti afose della Brianza. Ha solo scritto una cazzata, una battuta da osteria, di quelle che prima o poi facciamo tutti, anche se corriamo a vergognarci. Napoletani compresi. Il risultato? Contro di lei si è scatenata una violenza inaudita. È stata vittima di ingiurie inenarrabili, di violenze verbali che proseguono da anni. Le hanno costruito un finto profilo, in cui a lei sono stato attribuite frasi truci e razziste, con l’unico scopo di scatenarle contro altra violenza. Qualcuno l’ha difesa? Naturalmente no.</p>
<p>Peggio, lo stato italiano si è accanito contro di lei. Lei, unica vittima, si è dovuta difendere, spendendo un sacco di quattrini in un processo sceneggiata, di quelli che ti fanno interrogare su dove diavolo gettiamo i soldi dei contribuenti? Perché la cosa scandalosa è che nessuno ha pensato di indagare e perseguire i responsabili, probabilmente per la maggior parte del sud e napoletani, dell’unica ombra di reato che si intravvede in questa storia: ovvero chi ha pensato e ordito una vera e propria caccia all’uomo telematica, quella che continua ancora oggi, fatta di accuse false e calunnie. Perché questi stronzi fomentatori di odio non vengono ricercati?</p>
<p>E aggiungiamoci pure che se questi napoletani (perché sono certo che molti si dissoceranno dal processo) sprecassero un decimo delle energie dimostrate contro la Galli per combattere la camorra, quella che tiene in scacco la città, quella che uccide ancora oggi in pieno giorno nella loro città, forse l’avrebbero già sconfitta. Ecco il punto.</p>
<p>Invece, diciamocelo, Donatella è stata perseguitata per la sua cazzata solo perché rappresentante della Lega, perché cittadina del nord, perché brianzola e perché non era una «potente». Perché ad un campano potente e del PD, come De Luca, lo si perdona se dice che una sua collega «andrebbe uccisa». Invece ad una brianzola non è concesso nemmeno di scrivere una battuta cretinata, una cazzata. Una roba che non ha fatto male a nessuno e non ha istigato un bel niente.</p>
<p>Ecco perché difendo Donatelli Galli, perché difendo anche il suo diritto a dire una cazzata senza troppe conseguenze, oltre alla vergogna. Ecco perché dico giù le mani da Donatella, che rimanga al suo posto di consigliere e che nessuno pensi di chiedere di lasciarlo. Dovremmo farlo tutti per ostentare quell’orgoglio del nord troppo spesso trascurato, dovremmo farlo per rifiutare una sentenza che appare solo razzista e discriminatoria.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2017/03/17/forza-vesuvio-cazzata-non-un-reato/">Forza Vesuvio è una cazzata, non un reato</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Fermo, la Caporetto degli imbecilli buonisti</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2017/01/19/fermo-la-caporetto-buonisti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jan 2017 11:44:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;">Era stato trattato come un mostro. Ma in carcere non ci andrà e la moglie della vittima non chiederà risarcimento, perché ha mentito</h3>
<p><a href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2017/01/immagini.quotidiano.net-2.jpeg"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-4630 size-large" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2017/01/immagini.quotidiano.net-2-1024x682.jpeg" alt="fermo" width="1024" height="682" /></a></p>
<p style="text-align: center;">[spreaker type=player resource=&#8221;episode_id=10340305&#8243; theme=&#8221;dark&#8221; autoplay=&#8221;false&#8221; playlist=&#8221;false&#8221; cover=&#8221;https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/images.spreaker.com/original/a700ec50128424b9693464601a5e1973.jpg&#8221; width=&#8221;100%&#8221; height=&#8221;150px&#8221;]</p>
<p>Amedeo Mancini, colui che fu dipinto come il mostro razzista di Fermo, dovrà scontare solo una piccola pena di quattro anni. Non andrà nemmeno in carcere, solo domiciliari e per otto ore al giorno sarà persino libero di andare al lavoro. Mancini, quello che per uno stuolo di zerbini del politicamente corretto era uno spregevole assassino razzista, non dovrà nemmeno risarcire i parenti della vittima, cioè la moglie che ha rinunciato ad ogni indennizzo, per non rischiare di essere denunciata per le false dichiarazioni rilasciate. Sarà solo chiamato a pagare la miseria di cinquemila euro, quelli necessari a rimborsare il costo del rimpatrio della salma di Emmanuel Chidi Namdi.</p>
<p>Si chiude dunque come una vera e propria Caporetto, una grande ritirata per i soloni del pensiero buono e giusto, quelli che sempre e comunque stanno dalla parte dello straniero. Quelli che se solo critichi sei un razzista, figurarsi se osi pure reagire, o ribellarti, fosse pure contro un’aggressione.</p>
<h3>FERMO, UNA STORIA DI FALSO RAZZISMO</h3>
<p>Emmanuel Chidi Namdi morì a Fermo nel luglio del 2016, a seguito di una lite con Amedeo Mancini. Mancini è bianco, è un ultrà della Fermana, un ex pugile. Emmanuel è un migrante, è nero, è africano ed è un richiedente asilo. Per alcuni, naturalmente imbecilli, questi furono elementi sufficienti per arrivare subito alla sentenza: Mancini ha ucciso Emmanuel per razzismo, perché è nero, per xenofobia, perché poi sicuramente è di destra. E il fatto che magari non la pensa politicamente come loro, lo rende già un po’ colpevole.</p>
<p>Partì così il carosello della manifestazioni, delle fiaccolate, delle marce. Come <a href="http://www.anconatoday.it/cronaca/fermo-marcia-migrante-emmanuel.html">questa</a>, dove sfilarono sindacalisti, comunisti e grillini. Tutti contro Mancini il razzista.</p>
<p>Bello rileggere le dichiarazioni di alcuni illuminati pensatori:</p>
<p><strong>Maurizio Di Cosmo</strong> della Camera del Lavoro di Fermo</p>
<blockquote><p>«Crediamo che questa città debba dare una risposta di diniego all’aggressione razzista che ci è stata. Questo non è l’unico evento ma ci sono altri fatti che parlano di illegalità e di razzismo. In questa comunità c’è un problema e vorremmo che la città respinga questo scivolamento verso un clima di barbarie»</p></blockquote>
<p><strong>Amar Ousmane</strong> dell’AISAM</p>
<blockquote><p>«Siamo tutti con la compagna di Emmanuel. Il suo dolore è il nostro dolore che condividiamo con lei e tutti i migranti d’Italia e speriamo che un fatto così non accada mai più».</p></blockquote>
<p>Fino ad arrivare a Don Vinicio Albanesi, che arringava la folla con il megafono</p>
<blockquote><p>Emmanuel è un martire della libertà e noi lo difenderemo, nel rispetto della vita, della sua donna e di ogni essere vivente</p></blockquote>
<p>Insomma, il quadro era perfetto, a questi non sembrava neppure vero. Finalmente un migrante massacrato senza motivo, solo per razzismo, solo per paura del diverso. Un africano, un nero, ucciso per mano di un bianco violento. Finalmente anche in Italia accadeva, dopo anni a commentare cose che succedevano solo negli USA. Finalmente un martire qui vicino a noi, da coccolare, da osannare. E da sfruttare politicamente, ovvio.</p>
<p>Peccato che poi la realtà si sia messa di mezzo. Maledetta realtà, maledetta verità. Ha rovinato l’idillio di una storia che era così perfetta. Ma non era vera. Piccolo ed «insignificante» particolare.</p>
<p>Sono bastati pochi giorni, qualche indagine, il minimo sindacale di interrogatori. Si è capito presto che la povera vedova di Emmanuel aveva mentito. Si è ben presto scoperto che l’indifeso migrante, cioè la povera vittima, si era preso la briga di colpire Mancini, addirittura con un palo di ferro. Il Mancini sferrò un pugno per reazione, l’altro cadde prendendo un colpo fatale alla testa. Una lite, una scazzottata finita male. Anzi, pare che Mancini sia stato addirittura aggredito per diversi minuti, sempre per mano del «martire» Emmanuel.</p>
<p>Ora arriva il patteggiamento, ovvero una condanna minima per omicidio preterintenzionale. Niente aggravanti di recidiva e futili motivi. L’aggravante di razzismo ridotta ai minimi termini. Ma queste è probabilmente una pena più severa di quella che avrebbe subito se la lite fosse avvenuta con un bianco. Invece Emmanuel, era migrante, era africano, era nero. Dunque Mancini si è dovuto difendere da due accuse, quella di omicidio e quella di razzismo. Ma qui, lasciatemelo dire, il razzismo è stato davvero al contrario.<br />
Sarebbe bello che tutti gli imbecilli che hanno alimentato questo caso inesistente di razzismo, quelli che hanno elevato a martire chi martire non era, chiedessero scusa. Scusa a Mancini, scusa a noi, scusa alla verità. Non accadrà, naturalmente.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2017/01/19/fermo-la-caporetto-buonisti/">Fermo, la Caporetto degli imbecilli buonisti</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>IL CIRCO MEDIATICO DELLA KYENGE INCIAMPA SU BALOTELLI. SUPERMARIO LA SNOBBA E SI ADDORMENTA</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2013/09/09/il-circo-mediatico-della-kyenge-inciampa-su-balotelli-supermario-la-snobba-e-si-addormenta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Sep 2013 09:54:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[abete]]></category>
		<category><![CDATA[balotelli]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignleft" alt="" src="http://www.corrierediroma.it/wp-content/uploads/2013/09/kyenge1-610x400.jpg" width="427" height="280" /> Il vorticoso caravanserraglio mediatico del Ministro all&#8217;integrazione (?!?), Cecile Kyenge, è incappato nella più grande delle sue ormai numerose ed epiche gaffe. L&#8217;occasione questa volta era di quelle ghiotte, la nazionale italiana di calcio alloggiava in un Hotel a Torino, e la Kyenge, per una casuale e fortunata coincidenza del destino si trovava proprio nel capoluogo piemontese, e proprio lì nel medesimo Hotel. Certo, la Kyenge avrebbe potuto limitarsi a mangiare pane e nutella insieme ai campioni della nazionale, tra un sorriso e un croissant e magari qualche autografo, una stretta di mano, un sorriso, un augurio, per ritornare poi ai rispettivi impegni.<span id="more-1288"></span> Con il senno di poi, sarebbe stato meglio, ma lì per lì sembrava così ghiotta l&#8217;occasione per dar fiato al trombone della lotta al razzismo imperante in Italia (?!?) e negli stadi italiani. Ecco allora che la giostra si organizza per bene, giornalisti, fotografi, e il Presidente Abete che mette in agenda l&#8217;incontro avvisando gli azzurri, senza però annoverare l&#8217;impegno tra quelli “obbligatori”, ovvero passibili di sanzione se snobbati; come dargli torto, del resto, un incontro con il Ministro Kyenge sul tema della lotta al razzismo implicherebbe quell&#8217;obbligo morale che va al di là di ogni minaccia di multa. Probabilmente la Kyenge non vedeva l&#8217;ora di essere immortalata con il “testimonial”, così come aveva proposto, per la campagna a favore dell&#8217;introduzione dello “ius soli” in Italia, ovvero Mario Balotelli, il Supermario nazionale. Un bel colpo mediatico, prime pagine conquistate, titoloni, interviste, chiacchiere e demagogia, davvero un bella mossa.</p>
<h2><span style="text-decoration: underline;">“Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi”</span></h2>
<p>Tutto pronto insomma; ore 09.30, in un Hotel di Torino sta andando in scena l&#8217;ennesimo teatrino del politicamente corretto. In prima fila il Presidente Abete, il Ct Prandelli, il capitano Gigi Buffon, quello accusato spesso di essere addirittura fascista, e poi i “nuovi italiani” Ogbonna ed El Shaarawy, e anche qualche “vecchio italiano” come Chiellini e Maggio. Un po&#8217; sparuta come rappresentanza, va detto, ma gli occhi sono tutti puntati verso l&#8217;ascensore, in attesa dell&#8217;arrivo di Mario Balotelli; con lui, la sua storia, il suo colore della pelle, nessuno farà caso al numero esiguo di campioni ad omaggiare la Kyenge. Tic tac, tic tac, passano i minuti e Supermario non si vede, l&#8217;ascensore si apre spesso, ma escono solo turisti, magari qualche tedescone in ciabattoni e calzini bianchi, che orrore. I musi cominciano a diventare lunghi e le facce tese; tutti si appiccicano sorrisi di circostanza, qualche dichiarazione retorica, e qualcun&#8217;altra piena di veleno, come questa della Kyenge: <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #993300;"><a href="http://www.corriere.it/sport/13_settembre_09/balotelli-autogol-snobba-ministro-lotta-razzismo-bocci_95dddbb4-191c-11e3-965e-2853ac612ccd.shtml"><span style="color: #993300; text-decoration: underline;">«La partita contro il razzismo è come quelle sul campo: non si gioca da soli»</span></a></span></span>, chiaramente stizzita per l&#8217;assenza del testimonial. Cala il sipario in fretta sul teatrino riuscito male, ma la frittata ormai è fatta, la gaffe è di quelle enormi, anche per chi gode di buona stampa a prescindere, come il Ministro Kyenge. Il fatto è che non puoi nemmeno buttarla sull&#8217;invettiva e la critica; fosse stato uno bianco e leghista a non presentarsi, per esempio, allora si che si poteva mettere in scena un bel piagnisteo a sfondo razzista, bollare l&#8217;episodio come l&#8217;ennesimo che starebbe a testimoniare quanto è forte il sentimento di intolleranza in Italia. E invece no, caro Ministro, ti tocca pure tacere, perché finalmente il caso ha voluto che arrivasse un monito, sotto forma di beffa, per chi cerca di speculare su un tema serio, importante e grave come il razzismo. Ma alla fine, si chiederà qualcuno, Mario Balotelli dov&#8217;è finito? Perché non si è presentato? Il Balo si sarebbe semplicemente addormentato, almeno così raccontano le cronache ufficiali; comunque sia andata, è più che evidente che l&#8217;argomento non riscuote in lui grande interesse, o molto probabilmente si sarà pure stufato di essere tirato in mezzo da un Ministro in costante rincorsa della dichiarazione ad effetto, del caso mediatico e del titolone in prima pagina. In maniera del tutto inconsapevole, a suo modo e con il suo stile, Mario Balotelli ha riportato il Ministro alla realtà, che non è fatta di chiacchiere e dichiarazioni inutili, ma di impegno e lavoro, magari in silenzio, almeno per un po&#8217;.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2013/09/09/il-circo-mediatico-della-kyenge-inciampa-su-balotelli-supermario-la-snobba-e-si-addormenta/">IL CIRCO MEDIATICO DELLA KYENGE INCIAMPA SU BALOTELLI. SUPERMARIO LA SNOBBA E SI ADDORMENTA</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>ENNESIMA PROVOCAZIONE: PER LA KYENGE SIAMO MALATI, DA CURARE. MA IO NON CHIEDO SCUSA, IO COMBATTO.</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2013/08/05/ennesima-provocazione-per-la-kyenge-siamo-malati-da-curare-ma-io-non-chiedo-scusa-io-combatto/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Aug 2013 10:55:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;anticamera dell&#8217;intolleranza, della xenofobia ed in ultima istanza del razzismo, è spesso la generalizzazione, additare il comportamento sbagliato di un singolo ed elevarlo a tratto distintivo di un gruppo intero, per delegittimarlo ed accusarlo a priori, non tanto come singolo individuo ma appunto come gruppo. Questo concetto dovrebbe essere patrimonio universale di tutti, ma in [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2013/08/05/ennesima-provocazione-per-la-kyenge-siamo-malati-da-curare-ma-io-non-chiedo-scusa-io-combatto/">ENNESIMA PROVOCAZIONE: PER LA KYENGE SIAMO MALATI, DA CURARE. MA IO NON CHIEDO SCUSA, IO COMBATTO.</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1><a href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2013/08/Schermata-2013-08-05-alle-12.30.34.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter  wp-image-1264" alt="Schermata 2013-08-05 alle 12.30.34" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2013/08/Schermata-2013-08-05-alle-12.30.34.png" width="634" height="335" /></a></h1>
<p>L&#8217;anticamera dell&#8217;intolleranza, della xenofobia ed in ultima istanza del razzismo, è spesso la generalizzazione, additare il comportamento sbagliato di un singolo ed elevarlo a tratto distintivo di un gruppo intero, per delegittimarlo ed accusarlo a priori, non tanto come singolo individuo ma appunto come gruppo. Questo concetto dovrebbe essere patrimonio universale di tutti, ma in prima istanza di chi ha sposato l&#8217;impegno politico e sicuramente dev&#8217;essere obbligatoriamente rispettato da chi svolge il ruolo di Ministro per l&#8217;integrazione.<span id="more-1265"></span></p>
<p>Si è già più volte discusso sulla inadeguatezza dell&#8217;On. Cecile Kyenge a ricoprire tale carica, capofila tra i nomi illustri a sostenerlo troviamo il politologo <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #993300;"><a href="http://www.corriere.it/editoriali/13_luglio_17/terzomondismo-salsa-italica_59ba1a3c-ee9a-11e2-b3f4-5da735a06505.shtml"><span style="color: #993300; text-decoration: underline;">Giovanni Sartori</span></a></span></span>. Collegandosi al <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #993300;"><a href="http://www.cecilekyenge.it"><span style="color: #993300; text-decoration: underline;">sito internet del Ministro</span></a></span></span>, troviamo riportata a questa dichiarazione:</p>
<blockquote><p>«Non sottovaluto gli episodi di razzismo, ma non ne faccio una questione personale. Mi pare di avere a che fare con i miei pazienti. Gente che sta male, manifesta un disagio ma esistenziale, un’incapacità di convivere con i diversi. Una malattia sociale. E io, come nella mia professione, devo ascoltare il disagio, senza farmi contagiare, senza sentirmi io stessa a disagio, perché dovrei? anzi voglio combattere la battaglia culturale senza paura. Anche nel luogo più difficile, dove quel disagio si manifesta, perfino nella tana del lupo, alla festa della Lega, con coraggio, fiera di essere italiana»</p></blockquote>
<p>Scopro quindi, secondo il dettame della Kyenge, di essere anche io “malato” in quanto leghista; prendendo come pretesto le parole fuoriluogo di qualche singolo, si addita un intero gruppo, i leghisti in questo caso, come pazienti da curare, malati che vivono un disagio, incapaci di convivere con i diversi. Cercare di appiccicare l&#8217;etichetta di malato a chi la pensa in maniera diversa, evocare le cure ai propri oppositori politici, non è poi una grande novità, la storia è piena di episodi simili di discriminazione. Non la pensi come me? Sei pazzo, quindi sei malato. E si rappresenta poi il confronto come un atto di coraggio, sfidando addirittura il “contagio”, come se le feste della Lega Nord fossero popolate da lebbrosi ed appestati. Confronto, tra l&#8217;altro, che poi non c&#8217;è stato, come a dire che tra gli appestati il Ministro per l&#8217;integrazione non c&#8217;è voluta andare, forse troppo grande la paura del contagio?</p>
<p>Il Ministro Kyenge continua ad evocare l&#8217;uscita di Calderoli, quasi come fosse un paravento, con l&#8217;accusa di razzismo sul tavolo ogni cosa può essere concessa; si può intimare alle Suore di togliersi il Burqa (?!?!?), si possono dipingere tutti leghisti come malati, si può perfino incassare le scuse ma continuare a pretenderle. Ecco, le scuse appunto. <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #993300;"><a href="http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/politica/2013/5-agosto-2013/verona-tosi-chiede-scusa-kyenge-ministro-aspetto-ancora-maroni-2222482235224.shtml"><span style="color: #993300; text-decoration: underline;">Ieri il Sindaco di Verona Flavio Tosi si è scusato</span></a></span></span> con Cecile Kyenge, risultato? Il Ministro ha rilanciato, pretendendo di essere chiamata da Roberto Maroni.</p>
<blockquote><p>«Il messaggio non è arrivato e quindi &#8211; ha ricordato &#8211; ho lasciato una sedia vuota all&#8217;iniziativa della Lega» «È vero : io aspettavo una dichiarazione di Maroni. E non sarà più una dichiarazione che aspetto io ma che il Paese aspetta».</p></blockquote>
<p>Dopo le scuse di Calderoli, reiterate più volte, dopo ancora le scuse di Flavio Tosi, la Kyenge continua a pretendere le scuse, perché lei dice”ho subito tre mesi di attacchi da parte della Lega”. Ecco il punto allora, il Ministro Kyenge non vuole essere attaccato, tiene in mano l&#8217;arma dell&#8217;offesa razzista per evitare che un movimento politico la possa criticare. Adesso la misura è colma, il giochino è evidente a tutti, e personalmente credo che la Lega Nord non si debba scusare proprio di nulla, tantomeno i leghisti.</p>
<p>Non siamo soggetti malati, la Lega Nord non è composta da persone da curare, semplicemente perché hanno un&#8217;idea di società diversa da quel meticciato globale, portatore di omologazione, che tanto sta a cuore al Ministro Kyenge. Io non partecipo al giochino delle scuse, perché vivo in una terra che ha visto distrutta la propria cultura, le proprie lingue, ha visto sfruttati i propri cittadini, le proprie imprese, trascinati in una crisi che sta depauperando le ricchezze accumulate da generazioni e sta privando del futuro i nostri giovani. Chi ha mai chiesto scusa ai cittadini della Padania per tutti questi soprusi, per tutte le prevaricazioni, per aver tentato di cancellare la loro identità per aver aperto le porte ad un&#8217;immigrazione selvaggia e indiscriminata? Io non chiedo scusa, io combatto.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2013/08/05/ennesima-provocazione-per-la-kyenge-siamo-malati-da-curare-ma-io-non-chiedo-scusa-io-combatto/">ENNESIMA PROVOCAZIONE: PER LA KYENGE SIAMO MALATI, DA CURARE. MA IO NON CHIEDO SCUSA, IO COMBATTO.</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>ITALIA: PENSAVAMO DI DOVERCI VERGOGNARE PER LA SHALABAYEVA, INVECE IL PROBLEMA È SOLO CALDEROLI</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2013/07/15/italia-pensavamo-di-doverci-vergognare-per-la-shalabayeva-invece-il-problema-e-solo-calderoli/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jul 2013 14:25:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Premessa: le parole proferite da Roberto Calderoli, durante un comizio a Treviglio, quelle in cui accomunava il profilo della Kyenge a quello di un orango, sono state spiacevoli e di cattivo gusto, e bene ha fatto lo stesso Calderoli, a scusarsi personalmente con il Ministro Kyenge. Ciò che scriverò in seguito non sia quindi percepito [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2013/07/15/italia-pensavamo-di-doverci-vergognare-per-la-shalabayeva-invece-il-problema-e-solo-calderoli/">ITALIA: PENSAVAMO DI DOVERCI VERGOGNARE PER LA SHALABAYEVA, INVECE IL PROBLEMA È SOLO CALDEROLI</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter" alt="" src="http://tg24.sky.it/static/contentimages/original/sezioni/tg24/politica/2013/07/14/kyenge_calderoli.jpg" width="590" height="370" /></p>
<p>Premessa: <span style="color: #993300;"><a href="http://video.corriere.it/calderoli-comizio-treviglio-contro-kyenge-senti-audio/dd78b584-ed4d-11e2-91ec-b494a66f67a7"><span style="color: #993300;">le parole proferite da Roberto Calderoli</span></a></span>, durante un comizio a Treviglio, quelle in cui accomunava il profilo della Kyenge a quello di un orango, sono state spiacevoli e di cattivo gusto, e bene ha fatto lo stesso Calderoli, a scusarsi personalmente con il Ministro Kyenge.</p>
<p>Ciò che scriverò in seguito non sia quindi percepito come un tentativo di giustificazione, di comprensione, ne tantomeno il classico gioco del &#8220;benaltrismo&#8221;.<em id="__mceDel"> <span id="more-1209"></span><br />
</em>Tuttavia, il polverone mediatico e istituzionale, sempre fragoroso quando di mezzo c&#8217;è la Lega Nord o un suo esponente, che sia il vice Presidente del Senato o un semplice militante poco importa, mi invita ad una riflessione da cui l&#8217;episodio in se ne trae solo spunto.<br />
L&#8217;impressione è che la maldestra uscita di Calderoli abbia rappresentato un salvagente, un&#8217;ancora di salvezza, per un Governo che comincia a sentirsi sempre più balneare, con l&#8217;approssimarsi dell&#8217;afa agostana. Lo stesso Ministro Kyenge può permettersi di tirare il fiato, poiché l&#8217;essere vittima di una battuta infelice, le regala la possibilità di ripararsi dalle critiche, che sono sacrosante e meritate, nei confronti della scellerata politica sulla cittadinanza che il Ministro all&#8217;integrazione sta tentando di imporre all&#8217;attenzione del Paese. Lo stesso Paese che sembra denunciare ben altre priorità.<br />
Insomma un bel regalo alla Kyenge, che rischia ora di segnare un punto senza averne nessun merito, nonostante abbia dimostrato di avere idee strampalate e pericolose sul concetto di cittadinanza e di integrazione. Un Ministro che è arrivata a motivare l&#8217;esigenza di concedere la cittadinanza italiana attraverso lo ius soli, commentando il caso di una bambina di 9 anni a cui la Federnuoto non concedeva il tesseramento; una gaffe clamorosa, visto che in questo modo sarebbe come sostenere che è giusto continuare a proibire di praticare sport agonistico ai figli di stranieri. Nel caso la bambina fosse arrivata in Italia all&#8217;età di un anno sarebbe forse giusto proibirle di giocare? Assurdo e ridicolo. Probabilmente non aveva del tutto torto il Professore Sartori, quando denunciava l&#8217;incompetenza e l&#8217;inadeguatezza della Kyenge al ruolo di Ministro all&#8217;integrazione.<br />
Oggi le parole di Calderoli, e l&#8217;eccessivo clamore sviluppatosi attorno alla notizia, aiutano a ritagliare sulla Kyenge un profilo di Ministro autorevole che non ha dimostrato di meritare.</p>
<p>Il Primo Ministro Letta ha dichiarato poche ore fa:</p>
<blockquote><p>Quello che sta succedendo è un&#8217;altra pagina vergognosa nel nostro paese su questi temi, l&#8217;Italia oggi è presente sulla stampa estera per questa vicenda: è una vergogna che fa male all&#8217;Italia</p></blockquote>
<p>Leggendo queste righe verrebbe da pensare che Letta si stia coprendo il capo di cenere per il caso Shalabayeva, dove l&#8217;Italia ha proceduto prima ed espellere moglie e figlia del dissidente kazako, salvo poi revocare il provvedimento di espulsione, giusto quando la donna era già di fatto agli arresti nel suo Paese. Una figuraccia enorme, con risvolti pesanti sulla politica estera dell&#8217;Italia.<br />
E invece no, visto che Letta è più preoccupato per una battutaccia, certo senza senso, detta li per li in una festa. Quando si dice che l&#8217;attacco è la migliore difesa.<br />
Roba da Italia, ci siamo, purtroppo, abituati.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2013/07/15/italia-pensavamo-di-doverci-vergognare-per-la-shalabayeva-invece-il-problema-e-solo-calderoli/">ITALIA: PENSAVAMO DI DOVERCI VERGOGNARE PER LA SHALABAYEVA, INVECE IL PROBLEMA È SOLO CALDEROLI</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>INTRODUZIONE IUS SOLI=LOTTA AL RAZZISMO. L&#8217;EQUAZIONE CRETINA DELLA MINISTRA KYENGE</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2013/05/07/introduzione-ius-solilotta-al-razzismo-lequazione-cretina-della-ministra-kyenge/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 May 2013 15:14:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[il Blog]]></category>
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		<category><![CDATA[discriminazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Spinge con decisione sull&#8217;acceleratore dello ius soli, la neo Ministra all&#8217;integrazione, forte della consapevolezza che un neo Ministro donna, nera, per metà congolese e di sinistra, è difficilmente criticabile, anzi, chi osa farlo viene bollato immediatamente con l&#8217;infamante accusa di razzismo. Correrò questo rischio. Cécile Kyenge, per sua stessa ammissione, è arrivata da clandestina in [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2013/05/07/introduzione-ius-solilotta-al-razzismo-lequazione-cretina-della-ministra-kyenge/">INTRODUZIONE IUS SOLI=LOTTA AL RAZZISMO. L’EQUAZIONE CRETINA DELLA MINISTRA KYENGE</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter" alt="" src="http://www.corriereimmigrazione.it/ci/wp-content/uploads/2013/02/cecile1.jpg" width="484" height="321" /></p>
<p>Spinge con decisione sull&#8217;acceleratore dello ius soli, la neo Ministra all&#8217;integrazione, forte della consapevolezza che un neo Ministro donna, nera, per metà congolese e di sinistra, è difficilmente criticabile, anzi, chi osa farlo viene bollato immediatamente con l&#8217;infamante accusa di razzismo.<br />
Correrò questo rischio.</p>
<p><span id="more-1112"></span></p>
<p><!--more--><br />
Cécile Kyenge, per sua stessa ammissione, è arrivata da clandestina in Italia, alla faccia di una schiera di immigrati, rispettosi, che con fatica cercano di rispettare le regole, per la verità nemmeno particolarmente rigide, che questo Paese si è cercato di dare negli ultimi decenni. D&#8217;altro canto eravamo già tristemente consci che il sistema-Italia premiasse sempre il più furbo, piuttosto che il più meritevole. Nominare Ministro all&#8217;integrazione un soggetto che è entrato in Italia in spregio alle normative, tutto sommato è coerente con il DNA di buona parte degli italiani stessi, convinti che le regole debbano essere rispettate, ma fino ad un certo punto.<br />
Sono contrario all&#8217;introduzione dello ius soli in Italia, <span style="text-decoration: underline; color: #993300;"><a href="http://www.ilmonti.com/carnate-regala-la-cittadinanza-ai-figli-di-immigrati-ma-si-ignora-che-molti-stranieri-non-desiderano-rimanere-in-italia/"><span style="color: #993300; text-decoration: underline;">come ho più volte spiegato su queste pagine</span></a></span>, soprattutto se questo viene letto come strumento volto a facilitare l&#8217;integrazione, quando al contrario dovrebbe essere il coronamento di un percorso di integrazione, sempre complesso e delicato.<br />
Purtroppo siamo costretti ad assistere al solito dibattito &#8220;minestrone&#8221;, dove si mischiano e si trattano temi ed argomenti, assolutamente scollegati tra loro. La Kyenge avrebbe arruolato Balotelli come testimonial, secondo lei sotto pressione a causa di attacchi a sfondo razzista. Probabilmente si dev&#8217;essere confusa con un altro milanista, Boateng, perché ultimamente SuperMario è messo sotto pressione più che altro da Raffaella Fico e dalla ballerina belga Fanny. Al di là del probabile scambio di persona, mi domando cosa diavolo c&#8217;entri il razzismo con il principio dello ius soli per l&#8217;ottenimento della cittadinanza? Dove vige lo ius soli sono forse limitati i fenomeni di razzismo? Assolutamente no, e gli esempi si sprecano: pensiamo alle tristi storie e ai numerosi, deprecabili, episodi di discriminazione razziale vissuti dai neri negli Stati Uniti, patria dello ius soli. Guardiamo a Parigi, dove le Banlieue vengono incendiate da figli di immigrati, con la cittadinanza francese in tasca, così come gli attentatori della Metropolitana di Londra, Pakistani di seconda generazione, nati in Inghilterra.<br />
Tra tanti dubbi ed incertezze, appare ormai conclamato che concedere la cittadinanza non garantisce l&#8217;integrazione, non aiuta a superare differenze culturali, e soprattutto non regala quel sentimento di appartenenza ad una comunità, che è poi il significato ultimo della cittadinanza. L&#8217;integrazione, come dicevamo, è figlia di un percorso lungo e tutt&#8217;altro che banale, talvolta addirittura difficilmente realizzabile a pieno.<br />
Ed invece il dibattito in Italia deraglia, entrando nella solita diatriba stupida a sfondo ideologico: sei contro lo ius soli? Allora sei un razzista. Questa la logica, cretina, che si vorrebbe far passare.<br />
Opporsi diventa quasi temerario, anche perché il merito della questione interessa a pochi. Per esempio, si sarà mai chiesta la Kyenge, nella sua foga di regalare la cittadinanza come fossero caramelle, se i cittadini stranieri in Italia vivano come priorità l&#8217;ottenimento della cittadinanza italiana? Sappiamo con certezza che pochi vogliono stabilirsi per sempre tra i confini italici; <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #993300;"><a href="http://www.interno.gov.it/mininterno/export/sites/default/it/assets/files/14/0653_Rapporto_Immigrati_Ricercasociale6.pdf"><span style="color: #993300; text-decoration: underline;">uno studio del 2008</span></a></span></span>, commissionato dal Governo Italiano ci diceva che solo il 26,3% degli stranieri desidera rimanere per sempre in Italia e solo il 55% manifestava un semplice interesse nel diventare cittadino italiano.<br />
Gli stranieri della cittadinanza italiana se ne fregano, farebbe meglio la Ministra Cècile Kyenge a mettere da parte la smania di dare il voto agli immigrati, e di concentrarsi piuttosto sui loro problemi e sulle loro esigenze, che sono ben altre. E non è questione di razzismo, piuttosto di serietà.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2013/05/07/introduzione-ius-solilotta-al-razzismo-lequazione-cretina-della-ministra-kyenge/">INTRODUZIONE IUS SOLI=LOTTA AL RAZZISMO. L’EQUAZIONE CRETINA DELLA MINISTRA KYENGE</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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