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	<title>crisi - ilMonti.com</title>
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		<title>Un impegno per la Lombardia: rilanciare le nostre botteghe</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2018/02/12/un-impegno-la-lombardia-rilanciare-botteghe/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Feb 2018 17:54:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Regionali2018]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La risposta alla crisi dei centri commerciali non può essere aprirne di più grandi. Regione Lombardia deve proseguire l&#8217;impegno per salvare il piccolo commercio Negli USA si sono inventati addirittura una mini serie YouTube, che si chiama Dead Mall Series, per raccontare il declino che ha investito il luccicante mondo dei centri commerciali. Potete ammirare [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2018/02/12/un-impegno-la-lombardia-rilanciare-botteghe/">Un impegno per la Lombardia: rilanciare le nostre botteghe</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;"><strong>La risposta alla crisi dei centri commerciali non può essere aprirne di più grandi. Regione Lombardia deve proseguire l&#8217;impegno per salvare il piccolo commercio</strong></h3>
<p><a href="http://owalrjpq.preview.infomaniak.website/wp-content/uploads/2018/02/bottega.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-5239" src="http://owalrjpq.preview.infomaniak.website/wp-content/uploads/2018/02/bottega.jpg" alt="" width="960" height="960" /></a></p>
<p>Negli USA si sono inventati addirittura una mini serie YouTube, che si chiama <a href="https://www.youtube.com/watch?v=3D4a3krGq00&amp;list=PLNz4Un92pGNxQ9vNgmnCx7dwchPJGJ3IQ">Dead Mall Series</a>, per raccontare il declino che ha investito il luccicante mondo dei centri commerciali. Potete ammirare la nascita e la morte di grani centri commerciali, quelli che in qualche modo hanno segnato la storia del commercio mondiale. In Lombardia, a dispetto di una legge che da qualche anno è diventata più stringente, si continuano ad aprire mega centri commerciali, sempre più grandi. Alla crisi di quelli esistenti, paradossalmente, si risponde costruendone di più grandi. A volte giganteschi. Oppure ampliando quelli esistenti. Sopra tutto questo aleggia la minaccia del web e del commercio elettronico, che Amazon in testa minaccia di decapitare tutti i sogni di gloria di questo grandi spazi di vendita.</p>
<p>Intanto le saracinesche dei nostri centri storici si abbassano, delle medie città, ma soprattutto dei piccoli e piccolissimi comuni. La correlazione dei due fenomeni, aperture di centri e chiusure di negozi, seppur contestata da qualcuno è difficilmente negabile. E se fosse solo una questione di occupazioni, oppure di imprese che muoiono, si potrebbe anche accontentarsi delle teorie che ci raccontano come il saldo occupazionale alla fine sarebbe positivo (anche se ne dubitiamo fortemente). Ma il rischio è ben più profondo. La chiusura degli esercizi commerciali, soprattutto quelli del centro storico che sono tra i più colpiti dall’epidemia, mette a rischio il cuore stesso dei nostri borghi. Negozi chiusi significa desolazione, deprezzamento degli immobili, quindi degrado e spopolamento. Un circolo vizioso negativo che dobbiamo impegnarci ad arrestare.</p>
<p>Per questo, il mio impegno per questa corsa alla Regione Lombardia, è di battersi per salvaguardare le nostre botteghe. Girando per vie, borghi, piazze e negozi in questa campagna elettorale, riscopro la ricchezza garantita dai nostri esercizi commerciali. Svolgono una funzione sociale, ma vengono continuamente tosati e tartassati. Dovremmo invece aiutali, agevolarli, e semplificare la loro vita. Invece è sempre più complicata.</p>
<p>Dobbiamo difenderci poi dall’omologazione che impera nei centri commerciali. Vorrei poter entrare in un negozio senza trovarmi gli stessi capi, con le stesse vetrine che ho già visto altrove. Vorrei varcare la soglia di un ristorante con la voglia di scoprire cosa cucinano e come, anche a costo di incappare in una fregatura. Oggi invece, con la logica delle catene, alimentate dai centri commerciali che fanno da matrigna, siamo invasi da ristoranti tutti uguali, in cui prima di entrare sai già cosa mangiare. Un impegno preciso: difendere le nostre botteghe, che dovranno rappresentare il futuro della nostra Lombardia.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2018/02/12/un-impegno-la-lombardia-rilanciare-botteghe/">Un impegno per la Lombardia: rilanciare le nostre botteghe</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>K-Flex ci dice che in Lombardia senza autonomia si muore</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2017/03/09/k-flex-ci-dice-lombardia-senza-autonomia-si-muore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Mar 2017 12:31:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brianza]]></category>
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		<category><![CDATA[azienda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le aziende non possono più sopportare 54 miliardi di residuo fiscale. Senza autonomia il nostro sistema produttivo morirà Da qualche mese c’è un’azienda con un nome strano, la K-Flex, che rimbalza sulle bocche di tutti, dalla stampa locale ai grandi network nazionali. A dispetto della sua dimensione internazionale, con le sedi e impianti sparsi per [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2017/03/09/k-flex-ci-dice-lombardia-senza-autonomia-si-muore/">K-Flex ci dice che in Lombardia senza autonomia si muore</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;"><em>Le aziende non possono più sopportare 54 miliardi di residuo fiscale. Senza autonomia il nostro sistema produttivo morirà</em></h3>
<p><a href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2017/03/immagini.quotidiano.net-3-1.jpeg"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-4715 size-large" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2017/03/immagini.quotidiano.net-3-1-1024x573.jpeg" alt="k-flex" width="1024" height="573" /></a>Da qualche mese c’è un’azienda con un nome strano, la K-Flex, che rimbalza sulle bocche di tutti, dalla stampa locale ai grandi network nazionali. A dispetto della sua dimensione internazionale, con le sedi e impianti sparsi per mezzo mondo, stiamo parlando di una realtà nata e cresciuta nel cuore produttivo della Lombardia, in Brianza.</p>
<p>I vertici aziendali hanno deciso di chiudere i battenti del sito produttivo di Roncello, proprio dove è partita l’avventura di questa realtà che solo fino a pochi mesi fa, prima delle agitazioni, era un fulgido esempio di imprenditoria lombarda.</p>
<p>Sono 187 i lavoratori che perderanno il posto di lavoro, a dispetto dei 60 colleghi che rimarranno in organico, perché assegnati al reparto ricerca e sviluppo, che continuerà ad operare regolarmente.</p>
<p>L’azienda è sotto accusa non solo per la decisione di chiudere i battenti e trasferire la produzione altrove, ma anche perché negli ultimi anni avrebbe goduto di svariati milioni di euro di finanziamenti. Il titolare e fondatore della K-Flex, in una <a href="http://www.ilgiorno.it/monza-brianza/economia/k-flex-licenziamenti-1.2949331">lunga intervista</a> a il Giorno, dice che però si tratta di un semplice prestito (non di finanziamento a fondo perduto) che in parte è già stato restituito e che finanziava attività di ricerca e sviluppo, settore che rimarrà in Italia e non sarà spostato.</p>
<blockquote><p>Si tratta di un prestito, che per definizione quindi dobbiamo ed abbiamo già restituito in buona parte, per attività di ricerca e sviluppo. L’erogazione di un prestito, secondo quanto previsto dal bando, avviene solo dopo l’effettiva verifica della destinazione di impiego dello stesso. L’importo complessivo è stato quindi interamente investito in Italia ed esclusivamente in ricerca e sviluppo. Il tutto documentabile e verificabile.</p></blockquote>
<p>Così come chiarisce anche la questione dell’aiuto ricevuto da Simest, ovvero Cassa Depositi e Prestiti. Si tratterebbe di un investimento con la logica del venture capital, proprio con lo scopo di internazionalizzare le aziende. Ironia della sorte.</p>
<blockquote><p>Forse non tutti sanno che lo scopo della SIMEST è proprio quello di sostenere la crescita delle imprese italiane attraverso l’internazionalizzazione della loro attività. Simest opera come società di private equity e versa capitale in imprese estere a forti potenzialità di sviluppo, non si tratta quindi di un aiuto di Stato ma di un investimento che Simest effettua con logiche di profitto come ogni altra impresa. Anche in questo caso si tratta di un prestito, concesso dal Ministero dello Sviluppo Economico attraverso una società del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti, a noi come a molte altre imprese italiane che stanno internazionalizzando.</p></blockquote>
<h3>PERCHÉ LE AZIENDE SCAPPANO?</h3>
<p>Credo che queste polemiche, buone solo ad alimentare il solito can can politico, rischiano di essere fuorvianti, se non addirittura dannose per le riflessioni che la vicenda K-flex dovrebbe indurci a sviluppare. Perché dovremmo iniziare a porci una domanda molto semplice: come mai le aziende che producono fuggono dalla Brianza e dalla Lombardia?</p>
<p>La K-Flex è una realtà sana, conta duemila dipendenti nel mondo e sta aprendo una fabbrica negli Stati Uniti, in Louisiana, che non è terzo mondo.</p>
<p>Potremmo pure ridurre la questione al semplice fatto che questo Amedeo Spinelli sarebbe semplicemente uno «stronzo», un «padrone» capitalista che decide, magari per sgarbo o per quattro pulciosi euro, di chiudere e trasferire la produzione della sua azienda. Il problema è che negli ultimi decenni, e non solo in Brianza, di questi imprenditori «stronzi» e «capitalisti», ce ne sono stati a centinaia. E oltre a far fuggire le aziende estere, cominciamo pure a far scappare i nostri imprenditori, quelli che hanno costruito una fortuna in Brianza e in Lombardia. Forse il dubbio che il problema stia altrove dovremmo farcelo venire? Che ne dite?</p>
<h3>LE AZIENDE SCAPPANO PERCHÉ NON SOPPORTANO I 54 MILIARDI RAPINATI DA ROMA</h3>
<p>Le aziende scappano perché non riusciamo più ad essere luogo adatto a fare impresa. Molto semplice. Se una volta potevamo sopperire alle carenze infrastrutturali, alla burocrazia, alla corruzione e a un sistema di leggi cervellotico, attraverso l’impegno, la dedizione, la fatica e la svalutazione, oggi non possiamo più farlo.</p>
<p>La colpa grave è stata quella di aver sperperato la ricchezza che abbiamo costruito in tutti questi anni, ed è stata tanta. Una montagna di quattrini che non sono stati investiti qui, in Lombardia, ma sono stati invece costantemente rapinati da Roma. Hanno alimentato il sistema perverso e distruttivo dell’assistenzialismo, che ancora oggi drena risorse al Nord, per tenere il Sud in una situazione comatosa, agevolando la malavita organizzata. Ogni giorno che alziamo la serranda o ci rechiamo in fabbrica, veniamo spennati come polli.</p>
<p>Per farla breve: il problema sta in quei mastodontici 54 miliardi di residuo fiscale annuo, la differenza tra ciò che cittadini e imprese versano e quanto ne rimane sul territorio sotto forma di trasferimenti e servizi. Il problema e la soluzione dei nostri mali sta tutta lì: 54 miliardi che servirebbero a rendere la Lombardia più efficiente, con strade ed infrastrutture all’avanguardia, tali da colmare il gap di costo della produzione. 54 miliardi che potrebbero allentare la morsa fiscale, che rende poco redditizio produrre in Lombardia.</p>
<p>La K-Flex è arrivata a perdere fino a 4 milioni di euro negli ultimi tre anni, considerando solo il sito produttivo italiano.</p>
<blockquote><p>Il bilancio civilistico della società italiana sarà positivo ma include gli utili prodotti all’estero dalle consociate. Il bilancio che riguarda le attività in Italia, escludendo quindi gli utili prodotti all’estero, sarà negativo come da alcuni anni a questa parte e, negli esercizi dal 2013 al 2015, ha fatto registrare perdite rilevanti che vanno dai 2,5 ai 4 milioni di euro.</p></blockquote>
<p>Questo Spinelli sarà pure «stronzo», non lo so non lo conosco, ma certamente non vuole passare da pirla.</p>
<h3>LA SOLUZIONE? IL REFERENDEM SULL’AUTONOMIA</h3>
<p>Perché il compito dell’imprenditore è semplicemente quello di far sopravvivere, magari anche crescere e prosperare, le proprie aziende. E considerate anche il fatto che se continuasse a perdere, rimanendo in Italia, magari i lavoratori il posto lo dovrebbero comunque salutare. Probabilmente anche gli altri 60, non solo i 187.</p>
<p>Quindi la soluzione, al di là di tante chiacchiere inutili, passa attraverso il referendum dell’autonomia, primo grande passo verso la richiesta, più che legittima, di poter tentare un ultimo e disperato salvataggio del sistema produttivo lombardo. Altrimenti, sarà la fine. Per tutti, Roma compresa.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2017/03/09/k-flex-ci-dice-lombardia-senza-autonomia-si-muore/">K-Flex ci dice che in Lombardia senza autonomia si muore</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>CialtronItalia. Numeri di un governo fallimentare, quello di Renzi il rimBOMBAmico</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2015/08/01/cialtronitalia-numeri-di-un-governo-fallimentare-quello-di-renzi-il-rimbombamico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2015 11:13:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[bomba]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[renzi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; “Lui non è capace, non è cattivo, non è proprio capace” Così Matteo Renzi parlava del suo predecessore Enrico Letta, parole sincere e genuine, perché carpite da una conversazione telefonica privata con il comandante interregionale della Guardia di Finanza Michele Adinolfi. Riavvolgiamo il nastro. Siamo al gennaio 2014, Enrico Letta è in carica da [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-3421 size-full" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2015/08/bomba.png" alt="bomba" width="2638" height="2268" /></p>
<p style="text-align: center;"><iframe loading="lazy" style="width: 100%; height: 71px;" src="https://www.spreaker.com/embed/player/mini?episode_id=6453968&amp;autoplay=false" width="300" height="150" frameborder="0" scrolling="no"></iframe></p>
<blockquote><p>&nbsp;</p>
<p>“Lui non è capace, non è cattivo, non è proprio capace”</p></blockquote>
<p>Così Matteo Renzi parlava del suo predecessore Enrico Letta, parole sincere e genuine, perché carpite da una conversazione telefonica privata con il comandante interregionale della Guardia di Finanza Michele Adinolfi.</p>
<p>Riavvolgiamo il nastro. Siamo al gennaio 2014,<span style="text-decoration: underline;"> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Governo_Letta">Enrico Letta</a></span> è in carica da circa 8 mesi ma il <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.in20righe.it/politica/3596-il-bomba-il-bugia-mat-teoria-il-tuttologo-flipper-e-voleva-mandare-a-casa-forlani-renzi-da-piccolo-e-da-grande.html">“bomba”</a></span> Renzi è già arrivato all’amara conclusione: incapace di governare. Giusto un mese dopo il ganzo gigliato prenderà il suo posto, dando il via ad un nuovo mondo fantastico, quello che ha trasformato l’Italia in “cialtronItalia”, dove tutto è una parodia del vero, dove la realtà non esiste e la fantasia è finalmente arrivata al potere, con qualche decennio di ritardo.</p>
<p>Oggi il Governo Renzi è in carica da 17 mesi, cioè ormai il doppio di quanto concesso allo “stai sereno” Enrico Letta. Risultati? La disoccupazione sta ancora inchiodata al 12,7%, stesso dato di quando si pose fine al Governo Letta, quella giovanile è schizzata al 44,2%, un dato da brivido, roba da far tremare i polsi.</p>
<p>Se fosse un governo di centro destra ci sarebbe da chiedere seduta stante le dimissioni del Ministro del Lavoro, ma essendo che ci sono gli amici “sinistri e sinistrati” al potere allora non solo non possiamo permetterci di mettere in dubbio le capacità dell’individuo che sta spingendo nell’abisso un’intera generazione, ma dobbiamo pure sorbettarci il “polettipensiero”, quello capace di commentare così gli ennesimi dati negativi sul mercato del lavoro</p>
<blockquote><p>I numeri di giugno confermano che siamo di fronte a dati soggetti a quella fluttuazione che caratterizza una fase in cui la ripresa economica comincia a manifestarsi» (Ansa, 31 luglio 2015)</p></blockquote>
<p>Naturalmente la fluttuazione sta tutta dentro al suo cervello e alla sua fantasia, lo stesso luogo dove si sarebbe manifestata una fase di “ripresa economica”.</p>
<p>Già, perché pure sul fronte crescita del PIL butta male, anzi malissimo, per i sognatori e pifferai magici di stirpe fiorentina.</p>
<p>A fronte dello sbandierato zerovirgola di crescita, (0,1% per la cronaca), quel dato che ha fatto stappare fiumi di champagne alla lunga schiera di cialtroni che attornia il Matteo sbagliato, c’è chi ha pensato di rovinare la festa all’orchestra del Titanic.</p>
<p>Si tratta di<span style="text-decoration: underline;"> <a href="http://www.scribd.com/doc/272923538/Natixis-Oil-and-Currency-Bonanza-in-Eurozone">uno studio</a></span> realizzato dal capo economista della banca francese Natixis, Patrick Artus, in cui è stato calcolato quanto i dati di crescita degli stati dell’eurozona siano stati influenzati da due fattori ampiamente e straordinariamente positivi: il cambio dell’euro e il prezzo del greggio. In poche parole si tratta di epurare il dato di crescita del PIL da fattori considerati esogeni rispetto alle dinamiche interne, quindi anche dalle “fulgide” decisioni del nostro magico governo. Risultato? La variazione PIL dell’Italia è di <strong><span style="color: #ff0000;">-1,03%</span></strong>, quindi ampiamente negativa. Riponete bottiglie e bicchieri.</p>
<p>Tutti questi brillanti risultati sono però stati raggiunti a caro, carissimo prezzo. Il famoso bonus di 80€, provvedimento inutile e che non ha influenzato in nessun modo i consumi e tantomeno la crescita. Circa 10 miliardi di euro, confermati per quest’anno e bruciati sull’altare della propaganda renziana in salsa di slide.</p>
<p>Che dire poi del famoso “<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/03/16/boeri-in-febbraio-76mila-richieste-decontribuzione-per-assunzioni/1509284/">milione di posti di lavoro</a></span>” (a proposito, dove l’avevamo già sentita questa? <span style="text-decoration: underline;"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Contratto_con_gli_Italiani">Ah già.. qui</a></span>) che ci aveva promesso Tito Boeri, grazie all’ideuzza del Governo di sgravare per tre anni le assunzioni a tempo determinato? Come ampiamente previsto da quelli che venivano chiamati “gufi”, come <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/10/30/ufficio-parlamentare-bilancio-manovra-non-fara-aumentare-occupazione/1179764/">Giuseppe Pisauro</a>, l’impatto sull’occupazione è stato un bello e rotondo zero.</p>
<p>Peccato che pure questa misura, studiata male e risultata inefficace, è costata svariati miliardi di euro. Il tutto condito dalle roboanti campagne propagandistiche condite da terminologia esotica, come “jobs act”. Chiamarla riforma del lavoro pareva brutto. Altre occasioni sprecate e non è che ne abbiamo ancora molti di jolly da giocare.</p>
<p>Insomma, per concludere: 17 mesi di Governo Renzi e un giovane su due è senza lavoro, la disoccupazione è ai massimi e la crescita continua ad essere negativa. In più, quel che è peggio, si sono sperperate quote ingenti di denari in operazioni inutili o effimere. Si addensano nubi fosche all’orizzonte del giovane premier fiorentino, per il “bomba” potrebbero arrivare tempi duri. Nel caso si scateni il temporale, niente paura, canteremo insieme la <a href="https://www.youtube.com/watch?v=7wn-TXHvbvc"><span style="text-decoration: underline;">canzone del “rimBOMBAamico</span>”</a>.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2015/08/01/cialtronitalia-numeri-di-un-governo-fallimentare-quello-di-renzi-il-rimbombamico/">CialtronItalia. Numeri di un governo fallimentare, quello di Renzi il rimBOMBAmico</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Quella volta che Fazio disse:”l&#8217;Euro sarà un purgatorio, non un paradiso”. Il #bastaeuro Tour fa tappa a Monza</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2014/04/30/quella-volta-fazio-disseleuro-purgatorio-non-paradiso-bastaeuro-tour-fa-tappa-monza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Apr 2014 10:55:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Appuntamento questa sera, ore 21.00 al Teatro Manzoni di Monza, il #bastaeuro Tour fa tappa finalmente a Monza; ospiti il Segretario Federale della Lega Nord Matteo Salvini e il Professor Claudio Borghi. Si parlerà di euro, di crisi, di moneta e di qualche idea per ricominciare a sperare nel futuro anche per noi e non [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2014/04/30/quella-volta-fazio-disseleuro-purgatorio-non-paradiso-bastaeuro-tour-fa-tappa-monza/">Quella volta che Fazio disse:”l’Euro sarà un purgatorio, non un paradiso”. Il #bastaeuro Tour fa tappa a Monza</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Appuntamento questa sera, ore 21.00 al Teatro Manzoni di Monza, il #bastaeuro Tour fa tappa finalmente a Monza; ospiti il Segretario Federale della Lega Nord Matteo Salvini e il Professor Claudio Borghi.<br />
Si parlerà di euro, di crisi, di moneta e di qualche idea per ricominciare a sperare nel futuro anche per noi e non solo per i tedeschi. Probabilmente questo disastro dell&#8217;Euro era probabilmente prevedibile, e in qualche misura era stato addirittura previsto, profetizzato o perlomeno messo in conto da qualcuno. <span style="color: #008000;"><a href="http://archiviostorico.corriere.it/1998/febbraio/13/euro_sara_Purgatorio_non_Paradiso_co_0_9802135135.shtml"><span style="color: #008000;">Spostiamo le lancette a parecchi anni indietro, torniamo alle cronache</span></a></span> del [tweetability]13 febbraio 1998, <span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;">il corriere.it titolava</span></span>:<em>&#8220;L&#8217; euro sarà un purgatorio, non un paradiso&#8221;</em>. Sono le parole di Antonio Fazio[/tweetability], Governatore della Banca d&#8217;Italia, che durante un&#8217;audizione alla Camera dei Deputati aveva lanciato duri moniti all&#8217;Italia e ai suoi politicanti, molti dei quali già in preda di una ingiustificata sbornia da euro.<br />
<em>“Senza flessibilita&#8217; le economie europee, non solo quella italiana, rischiano il &#8220;rigor mortis, l&#8217;Unione monetaria e&#8217; necessaria e importante, ma ha senso se si fa un passo piu&#8217; avanti verso l&#8217;unione politica”</em>, continuava il monito di Fazio, parole che lette oggi sembrano davvero profetiche.<br />
Tutti quelli che oggi difendono l&#8217;euro a prescindere, quelli che dipingono scenari catastrofici al solo pensiero che venga messa in discussione anche una piccola parte del sistema, sono gli stessi che ci dicevano che l&#8217;euro sarebbe stato un paradiso. Quelli che oggi criticano chi, con troppa facilità e con eccessiva semplificazione, gridano “basta euro”, sono i medesimi politicanti che con altrettanta faciloneria e una buona dose d&#8217;improvvisazione, ci convinsero che la moneta unica avrebbe eliminato tutti i mali di quella “fallItalia” che da anni noi della Lega avevamo previsto fosse destinata al collasso.<br />
Rigor mortis, fu la previsione di Antonio Fazio, e rigor mortis è la situazione attuale che attanaglia miglia di imprenditori, cittadini, lavoratori, giovani e pensionati. Ecco perché è giusto mettere in discussione questo euro e questa moneta unica, ma soprattutto questa Europa. La Lega non è contro l&#8217;Unione Europea, al contrario siamo forse più europeisti di altri, noi sogniamo un&#8217;Europa che si liberi finalmente dei vecchi Stati nazionali, che spesso non sono nemmeno delle nazioni, come nel caso eclatante dell&#8217;Italia. Sogniamo da sempre l&#8217;Europa dei Popoli, l&#8217;unica via per raggiungere una vera integrazione europea, per correre verso quell&#8217;unione politica che avrebbe dovuto essere un passaggio indispensabile, e colpevolmente ignorato, verso l&#8217;unione monetaria.<br />
A riprova di quanto il progetto stesso della Lega sia in qualche modo ispirato a quello di una nuova Europa, ricordo le parole di <strong>Umberto Bossi</strong> pronunciate il 16 giugno 1991 in un discorso a Pontida:</p>
<blockquote><p>“Il nostro progetto nasce a misura d&#8217;Europa, cioè di un moderno sviluppo economico perché lo stato nazionale tradizionale è al contempo sia troppo piccolo, sia troppo grande. È troppo piccolo se si considera la dimensione del mercato interno. È invece troppo grande come unità di gestione della finanza pubblica per cui ne derivano economie afflitte da dirigismo e poco efficienti, dove le lobby economiche riescono facilmente ad ottenere provvedimenti favorevoli dal Governo”</p></blockquote>
<p>Purtroppo in questo ultimo decennio è stato fatto poco o nulla; ogni tentativo di riforma del lavoro è stato osteggiato dai nostri sindacati, forse tra i peggiori d&#8217;Europa. Non si è fatto nulla per superare il concetto di Stato nazionale, perché faceva comodo a tutti, Roma in testa. Ci si è opposti ad ogni tentativo di riforma, cancellando il grande passo avanti rappresentato dalla Devolution approvata dalla Lega Nord al Governo, sacrificando tutto, anche il nostro futuro, sull&#8217;altare dell&#8217;anti berlusconismo. Ora quelli che hanno creato il disastro, quelli che hanno contribuito al fallimento dell&#8217;euro, ci dicono che non possiamo mettere nulla in discussione, che non possiamo criticare questo euro.<br />
Certo non tutti i mali arrivano dall&#8217;euro, certo non ci siamo dimenticati che uno Stato centralista, sprecone, inefficiente, sclerotizzato dalla burocrazia, come quelli italiano, sia da cancellare in fretta e subito; il problema è che secondo alcuni non si può nemmeno dire questo.<br />
Per qualcuno non si può dire che è un vero e proprio crimine assistere ad imprenditori che si suicidano, mentre ancora decine e decine di migliaia di forestali si vedono accreditato uno stipendio sicuro ogni 27 del mese, senza che il loro lavoro serva a qualcuno o a qualcosa. Non si può dire che c&#8217;è un pezzo d&#8217;Italia, il Nord, tartassato e criminalizzato oltre ogni misura, mentre al Sud si registrano tassi di infedeltà fiscale fuori da ogni controllo. Noi crediamo si possa e si debba continuare a dirlo, ma nel frattempo non possiamo continuare a tacere su un disastro come quello dell&#8217;euro, che sta gettando nel baratro.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2014/04/30/quella-volta-fazio-disseleuro-purgatorio-non-paradiso-bastaeuro-tour-fa-tappa-monza/">Quella volta che Fazio disse:”l’Euro sarà un purgatorio, non un paradiso”. Il #bastaeuro Tour fa tappa a Monza</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Electrolux e la quota 30€. La soluzione sarebbero i dazi, ma non ditelo all&#8217;Europa</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2014/02/07/electrolux-e-la-quota-30e-la-soluzione-sarebbero-i-dazi-ma-non-ditelo-alleuropa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Feb 2014 15:19:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[dazi]]></category>
		<category><![CDATA[electrolux]]></category>
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<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2014/02/07/electrolux-e-la-quota-30e-la-soluzione-sarebbero-i-dazi-ma-non-ditelo-alleuropa/">Electrolux e la quota 30€. La soluzione sarebbero i dazi, ma non ditelo all’Europa</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quota trenta euro. Il problema Electrolux sta tutto racchiuso dentro a queste due cifre; trenta euro per ogni singola lavatrice (o lavastoviglie) prodotta. Questo il gap che divide un lavoratore italiano dal suo omologo polacco. E anche nel caso tu fossi disponibile a diminuire le ore lavorate, ad eliminare le festività pagate, sospendere i premi di produttività, efficienza, redditività e qualità; ridurre i permessi sindacali, le pause e congelare gli scatti di anzianità, anche a quel punto, si ridurrebbe il divario di soli 7,5€ a pezzo, arrivando quindi a 22,5€ per lavatrice. Sempre troppi, considerato che si parla di una produzione al ritmo di 80 pezzi l&#8217;ora. Ogni giro di orologio l&#8217;azienda potrebbe risparmiare oltre 2000€ a stabilimento; difficile, a queste condizioni, convincersi che vi sia una via d&#8217;uscita percorribile.<span id="more-1706"></span></p>
<p>Ecco lo scenario che ci siamo trovati di fronte oggi, davanti ai cancelli della Electrolux di Solaro; una delegazione della Lega, guidata dal Segretario Matteo Salvini, è arrivata qui soprattutto per ascoltare e per cercare di mettere in campo ogni aiuto possibile. Forti si sono levate le grida di rabbia e di dolore di centinaia di lavoratori, che non si vogliono rassegnare al ridimensionamento della loro fabbrica, non vogliono piegarsi alla logica che è poi sempre la solita: tagli, esuberi, ristrutturazione e poi si chiude.</p>
<p>Tavoli di concertazione, sindacati, riunioni, scioperi, convocazioni straordinarie al Ministero dello Sviluppo; sempre la stessa liturgia, gli stessi attori protagonisti, lo stesso canovaccio e purtroppo, spesso, troppo spesso, il medesimo risultato: cassa integrazione, se va bene, mobilità e poi l&#8217;oblio.</p>
<p>La questione è sempre la maledetta quota trenta euro. Potremmo aprire un lungo discorso sul valore della vita umana, della qualità del lavoro, dell&#8217;utilità marginale di questi dannati trenta euro; magari e soprattutto per una multinazionale che macina miliardi di fatturato. Tutti discorsi buoni per riempire le pagine di qualche libro, di un trattato di sociologia, o peggio di un comizio per aizzare le folle, il pueblo affamato, contro il padrone avido e cattivo. Parliamoci chiaro: tutto inutile. È il mercato, bellezza, non è che possiamo prenderci in giro. Le aziende non rimangono laddove sono costrette, rimangono laddove vi sono le condizioni per generare più profitto. Tutto il resto è roba buona per riempire la programmazione di qualche talk show stile La Gabbia, Piazza Pulita o Quinta Colonna.</p>
<p>Non si può e non si deve pretendere che un&#8217;azienda non guardi innanzitutto al profitto, altrimenti cadrebbe il motivo stesso per cui questa azienda, in ultima istanza, garantisce il lavoro, ovvero la vita e una dignitosa esistenza a migliaia di onesti lavoratori. Il problema sta altrove, e risiede nella responsabilità di chi è chiamato a dettare le regole di questo mercato; insomma, <span style="color: #000000; background-color: #ffd700;">la soluzione la troviamo in una parola che qualcuno crede sia ancorata soltanto ad antichi retaggi medioevali, ma che è uno strumento comunemente usato da tutti: i dazi.</span></p>
<p>E non si tiri fuori la solita tiritera che le forme di protezionismo sono antistoriche, illiberali, anacronistiche o quant&#8217;altro; non lo si faccia perché se persino una delle economie più votate al liberismo del mondo, quella degli Stati Uniti d&#8217;America, ricorre all&#8217;utilizzo dei dazi, così come fanno anche tantissimi Paesi emergenti, come la Russia, Cina, India e Brasile, forse ci si dovrebbe rendere conto che aprire indiscriminatamente il mercato dell&#8217;Unione Europea non è stata un&#8217;idea proprio brillante. <strong><span style="color: #008000;"><a href="http://group.electrolux.com/en/sales-by-country-265/"><span style="color: #008000;">Electrolux vende un terzo dei propri</span></a></span></strong> elettrodomestici nel mercato dell&#8217;Europa Occidentale; ciò significa che se permettiamo di produrre in Europa Orientale, (mercato che per Electrolux vale un misero 5%), e nel frattempo garantiamo libero accesso al nostro ricco mercato, dove si generano gran parte dei volumi di vendita, significa che siamo stupidi, o in malafede. Quelle dell&#8217;Unione Europea appaiono come regole scritte apposta per depredare il nostro territorio, succhiare il succhiabile e poi abbandonarci quando, un giorno non troppo lontano, non serviremo più nemmeno come mercato. Perché oggi non siamo più competitivi come zona di produzione, e domani, con la diminuzione di salari e occupati, non saremo più interessanti nemmeno come mercato. Probabilmente ritorneremo poveri, e solo allora il ciclo ricomincerà. <span style="color: #000000; background-color: #ffd700;">La prospettiva dev&#8217;essere quella di diventare noi la Polonia del domani?</span></p>
<p>Ecco allora come raggiungere e conquistare la famosa quota trenta euro; su ogni lavatrice prodotta nei mercanti emergenti, quelli che oggi scontano un basso costo di mano d&#8217;opera, ci mettiamo trenta euro di tassa. Attenzione: questo non esime l&#8217;Italia dal dover superare enormi difetti endemici al nostro sistema; burocrazia, sprechi, spesa pubblica improduttiva, tasse abnormi, ecc.. ecc.. Questo lo si dovrà continuare a pretendere. Ma pensare che possiamo permetterci di distruggere il nostro sistema produttivo, sperando di costruire comunque un futuro per noi e i nostri figli, è oggettivamente folle.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2014/02/07/electrolux-e-la-quota-30e-la-soluzione-sarebbero-i-dazi-ma-non-ditelo-alleuropa/">Electrolux e la quota 30€. La soluzione sarebbero i dazi, ma non ditelo all’Europa</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>QUEL DIVARIO TRA LA PALUDE ROMANA E IL PAESE REALE. INTANTO TRIONFA LA BEATA IGNORANZA GRILLINA</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2013/03/29/quel-divario-tra-la-palude-romana-e-il-paese-reale-intanto-trionfa-la-beata-ignoranza-grillina/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Mar 2013 13:59:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[il Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[CASTA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C&#8217;è una differenza evidente, quasi abissale in questi giorni, tra la palude della politica romana e il Paese reale. All&#8217;ombra della città eterna, politici e istituzioni, si lambiccano da oltre un mese ormai, alla ricerca di equilibri politici, soluzioni improbabili, accordi dell&#8217;ultima ora. Lontani anni luce da queste logiche, migliaia di imprenditori alzano a fatica [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2013/03/29/quel-divario-tra-la-palude-romana-e-il-paese-reale-intanto-trionfa-la-beata-ignoranza-grillina/">QUEL DIVARIO TRA LA PALUDE ROMANA E IL PAESE REALE. INTANTO TRIONFA LA BEATA IGNORANZA GRILLINA</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter" alt="" src="http://albyok.altervista.org/pensoscrivo/wp-content/uploads/2013/02/Parlamento.jpg" width="560" height="350" /></p>
<p>C&#8217;è una differenza evidente, quasi abissale in questi giorni, tra la palude della politica romana e il Paese reale. All&#8217;ombra della città eterna, politici e istituzioni, si lambiccano da oltre un mese ormai, alla ricerca di equilibri politici, soluzioni improbabili, accordi dell&#8217;ultima ora. Lontani anni luce da queste logiche, migliaia di imprenditori alzano a fatica la saracinesca della loro bottega ogni santa mattina, e chi riesce ancora a farlo si sente miracolato; tanti, troppi si vedono costretti e rassegnati a non riaprirla più, soffocati da tasse, burocrazia, banche e crisi economica.<span id="more-1009"></span></p>
<p>Qualcuno ha accusato i toni troppo duri con cui Squinzi ha descritto lo stato di salute delle imprese a Bersani:&#8221;Non c&#8217;e&#8217; rimasto tempo, siamo vicinissimi alla fine&#8221;,ha sentenziato qualche giorno fa. E&#8217; semplicemente la descrizione di una realtà che molti si ostinano a far finta di non vedere.<br />
Bisogna agire, subito e in fretta, con azioni shock, incisive e risolutive.<br />
Liberare subito risorse, allentando il patto di stabilità che strangola Comuni ed enti locali, saldare i debiti verso le imprese creditrici delle PA, attuare una moratoria temporanea sul DURC, per non condannare alla chiusura tutte le imprese e gli artigiani che hanno avuto crisi di liquidità negli ultimi mesi.<br />
Ma non basta, bisogna agire sui consumi, ridando potere d&#8217;acquisto alle famiglie; subito il blocco dell&#8217;aumento IVA, congelamento dell&#8217;introduzione della TARES e abolizione IMU sulla prima casa.<br />
Per dare poi una vera scossa ai consumi sarebbe utile dare vita a qualche week-end &#8220;tax free&#8221;.<br />
Tutto questo ha sicuramente un costo, ma non possiamo continuare a pensare di poter risanare i conti dello Stato infliggendoci continui salassi che stanno portando il malato Italia dritto all&#8217;obitorio. Questo è il grido di dolore del Paese reale.</p>
<p>E la politica cosa fa? Purtroppo oggi il nuovo sarebbe incarnato dai grillini del 5 stelle, travolti ormai da una spirale anti-casta, che finirà per travolgerli, adesso che loro stessi sono ormai parte della casta.<br />
Tra dirette streaming, telecamere richieste in ogni incontro, (salvo quelli dove loro stessi discutono e si dividono, rigorosamente coperte da segreto), diminuzioni di stipendi, pranzi al sacco e trasferte in bicicletta; azioni talvolta apprezzabili, altre volte infantili, ma in fin dei conti inutili per dare risposte ad un Paese in piena crisi.In tutta questa foga si rischia poi di coprirsi di ridicolo, come accaduto in almeno due occasioni in questi giorni.<br />
La prima con il Vice Presidente grillino dell&#8217;Assemblea Siciliana, Antonio Venturino, <span style="color: #ff6600;"><a href="http://www.gds.it/gds/sezioni/politica/dettaglio/articolo/gdsid/250381/"><span style="color: #ff6600;">immortalato mentre scendeva da un&#8217;Audi A6 con tanto di lampeggiante</span></a></span>; &#8220;Questa non è un&#8217;auto blu, ma una vettura di servizio&#8221;, si è giustificato, risposta in perfetto stile &#8220;casta&#8221;. E aggiungendo giustificazioni ha fatto notare che non possiede nessuna auto, quindi come poteva fare altrimenti? A quel punto è partita una canea incredibile, con chi lo accusava di aver percepito rimborsi dalla Regione per qualche migliaia di euro proprio per la benzina della propria auto. Contro replica di Venturino, <span style="text-decoration: underline; color: #ff6600;"><a href="http://www.sicilia5stelle.it/2013/03/lauto-usata-abitualmente-da-venturino-e-la-multipla-del-fratello/"><span style="color: #ff6600; text-decoration: underline;">che specifica che lui un&#8217;auto non l&#8217;ha, ma usa abitualmente la Fiat Multipla del fratello</span></a></span>. Fermiamoci qui, dover guidare una Fiat Multipla è, per chi scrive, condanna già più che sufficiente.<br />
Ma Venturino è un semplice soldato 5 stelle, un &#8220;cittadino&#8221;, che può quindi sbagliare; ben più grave la grossolana gaffe del consulente della comunicazione Claudio Messora, noto blogger, arruolato direttamente da Casaleggio. Pubblica ieri 28 Marzo, sul suo Blog, un post a firma di Andrea Montefiori, dal titolo: <span style="text-decoration: underline; color: #ff6600;"><a href="http://www.byoblu.com/post/2013/03/28/Senatori-che-non-mollano-losso.aspx"><span style="color: #ff6600; text-decoration: underline;">&#8220;Senatori che non mollano l&#8217;osso&#8221;</span></a></span>. L&#8217;accusa è a chi ricopre più incarichi, non solo tra Regioni e Parlamento, ma anche Sindaci e Consiglieri Comunali, con tanto di lista di proscrizione allegata. Il primo grossolano errore, quando scrive: <em><strong>&#8220;In un momento storico in cui il tema dei &#8220;tagli ai costi della politica&#8221; è una priorità (reale o solo di facciata), ci sono parlamentari che percepiscono stipendi, indennità, gettoni di presenza e vitalizi mentre siedono comodamente su due o più poltrone&#8221;</strong></em>.  E&#8217; cosa abbastanza risaputa che le indennità non sono cumulabili, chi si dovesse trovare a ricoprire la carica di Sindaco/Assessore di Comuni o Province, per esempio, percepisce una sola delle indennità. La carica è comunque incompatibile per i Comuni sopra i 5.000 abitanti. Questo grillino, in piena trance fustigatrice, arriva a scrivere: <em><strong>&#8220;I parlamentari, senatori o deputati che siano, non possono presiedere più di un seggio istituzionale. Lo dice il 122mo articolo della Costituzione&#8221;</strong></em>, con tanto <span style="text-decoration: underline; color: #ff6600;"><a href="http://www.jus.unitn.it/cardozo/obiter_dictum/cost/art122.htm"><span style="color: #ff6600; text-decoration: underline;">di link al testo della nostra Carta</span></a></span>. Peccato che l&#8217;articolo in questione, avesse almeno preso la briga di leggerlo, parla solo delle incompatibilità dei componenti delle Assemblee o Giunte Regionali, che naturalmente in questi giorni decideranno se optare per il Parlamento o per la Regione, con buona pace di Andrea Montefiori e Claudio Messora.<br />
Non si capisce cosa c&#8217;entrino tutti quelli inseriti poi nella lista dell&#8217;infamia, rei di occupare la poltrona del Consiglio Comunale del proprio Comune, magari di poche migliaia di anime, e che si riunirà non più di dieci volte l&#8217;anno.<br />
Clamoroso poi questo passaggio:<em><strong>&#8221; Senza contare i rimborsi per le spese per alloggio, per il vitto, per lo staff. E se proprio dovesse capitare di dover pagare, non mancano diffuse scontistiche o, talvolta, conti gratis offerti dai ristoratori compiacenti.&#8221;</strong></em> Addirittura l&#8217;accusa verso i ristoratori compiacenti che sarebbero usi a offrire cene ai Consiglieri Comunali. Siamo alla follia.<br />
Insomma, se questo è il livello di Claudio Messora, colui che dovrebbe evitare di far fare figuracce ai Grillini, fossi in loro non dormirei sonni tranquilli.<br />
Una cosa è certa: non è questa la risposta che il Paese si attende, speriamo qualcuno lo capisca in fretta.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2013/03/29/quel-divario-tra-la-palude-romana-e-il-paese-reale-intanto-trionfa-la-beata-ignoranza-grillina/">QUEL DIVARIO TRA LA PALUDE ROMANA E IL PAESE REALE. INTANTO TRIONFA LA BEATA IGNORANZA GRILLINA</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Autovelox come sanguisughe, due multe in un giorno, totale 300€. Agguati come fossimo in Vietnam, ma è la Brianza</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2012/08/14/autovelox-come-sanguisughe-due-multe-in-un-giorno-totale-300e-agguati-come-fossimo-in-vietnam-ma-e-la-brianza/</link>
					<comments>https://www.ilmonti.com/2012/08/14/autovelox-come-sanguisughe-due-multe-in-un-giorno-totale-300e-agguati-come-fossimo-in-vietnam-ma-e-la-brianza/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Aug 2012 15:15:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[autovelox]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[De Nicola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Continuano a tremare le cassette delle poste brianzole, e non solo, tanto che ormai l’approssimarsi del postino è vissuto quasi con terrore; esagerazioni? Mica tanto, visto che se ti arrivano 300€ di multa ai primi di agosto, facilmente è messa a repentaglio quella “settimanina” di vacanze che con fatica avevi strappato alla crisi. Infatti, continuano [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2012/08/14/autovelox-come-sanguisughe-due-multe-in-un-giorno-totale-300e-agguati-come-fossimo-in-vietnam-ma-e-la-brianza/">Autovelox come sanguisughe, due multe in un giorno, totale 300€. Agguati come fossimo in Vietnam, ma è la Brianza</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Continuano a tremare le cassette delle poste brianzole, e non solo, tanto che ormai l’approssimarsi del postino è vissuto quasi con terrore; esagerazioni? Mica tanto, visto che se ti arrivano 300€ di multa ai primi di agosto, facilmente è messa a repentaglio quella “settimanina” di vacanze che con fatica avevi strappato alla crisi. Infatti, continuano ad arrivarmi, copiose, le storie di tante vittime della Milano-Meda, addirittura qualcuno si è visto recapitare <span style="text-decoration: underline;">due verbali</span> nello stesso giorno.</p>
<p>Mi scrive Claudia:</p>
<p><strong><em>“ In data 8 agosto 2012, ho ricevuto <span style="text-decoration: underline;">ben due multe</span> per eccesso di velocità, la prima di Euro 70,94 perché in data 7 luglio 2012 è stata rilevata la mia velocità in 85 km/h alle ore 00,50; e un’altra di Euro 230,94 perché in data 3 luglio 2012 è stata rilevata la mia velocità in 114 km/h (con decurtazione di tre punti dalla patente).</p>
<p><span id="more-309"></span></p>
<p></em></strong></p>
<p><strong><em>Ora, Lei sa e comprende che le velocità citate sono assolutamente “normali” in una superstrada a due corsie per ogni senso di marcia, anche considerato l’orario.</em></strong></p>
<p><strong><em>Non posso permettermi queste spese e non posso guidare con l’angoscia che il mio stipendio sia devoluto in sanzioni secondo me inaccettabili”</em></strong></p>
<p>Qualcuno dirà, giustamente, che Claudia ha esagerato con la velocità, perché oggettivamente andare a 114 km/h è troppo anche su una extraurbana principale; il problema è che in una situazione “normale” Claudia avrebbe ricevuto un solo verbale da 70€; al contrario, grazie all’abbassamento scellerato del limite, si ritrova l’estate praticamente rovinata. Da qualunque parte si prenda, la questione puzza d’ingiustizia e grida vendetta.</p>
<p>La signora Claudia è spaventata, non nasconde l’ansia con cui vivrà i prossimi giorni:</p>
<p><strong><em>&#8220;Le sembra logico che in una settimana io debba pagare più di 300 euro per avere viaggiato una volta a 85 km/h e un’altra a 114 km/h?</em></strong></p>
<p><strong><em></em></strong><strong><em>E se me ne arrivano delle altre per gli stessi giorni che faccio?</em></strong></p>
<p><strong><em></em></strong><strong><em>Ma proprio in agosto dovevano notificare le multe? Per rovinare le ferie alle persone che non hanno fatto niente di male?&#8221;</em></strong></p>
<p>Domande a cui, oggettivamente, è difficile trovare delle risposte. Difficile convincersi del fatto che tutta quest’attività sia svolta, alla fine, per il nostro bene, per la nostra sicurezza, per la nostra incolumità.</p>
<p>Ogni automobilista multato può scaricare, insieme alla propria foto, anche il registro A.D.I., in cui, tra gli alti dati, vengono riportati anche i numeri di questo “business”, francamente impressionanti; la media, tra i verbali che ho avuto modo di leggere, è di circa 300 rilevazioni ogni 2,5h, per il solo impianto in direzione nord. Ricordo che l’azienda che gestisce questi impianti, oltre al noleggio, percepisce circa 10€ a notifica, insomma, un “Bancomat” aziendale da  1.200€/ora, senza contare l’impianto in direzione sud.</p>
<p>E lascio fare a voi i conti riguardanti gli incassi delle multe, incamerati dalla Provincia di Milano, a spanne si tratta di centinaia di migliaia di € al giorno.</p>
<p>In tempo di crisi, in un momento in cui si cerca in ogni modo di far ripartire i consumi, preleviamo milioni di € dalle tasche dei cittadini con tanta facilità, io non lo comprendo.</p>
<p><strong><em><span style="text-decoration: underline;">LA BRIANZA NON È IL VIETNAM</span></em></strong></p>
<p>Intanto non si ferma la voglia di “autovelox”, oltre agli impianti fissi i Comuni continuano a piazzare le loro “trappole” su questa strada, ormai diventata un campo minato. Lunedì 13 agosto 2012, giornata calda, come segnalazione un cartello piccolo, basso, posto a ridosso di uno svincolo, l’auto nascosta tra un rail e un cespuglio; siamo a Varedo, Brianza,  non in Vietnam, e l’agguato è per automobilisti di ritorno dal lavoro, non vietcong della resistenza sud vietnamita.</p>
<p>Allego questo video, per certi versi molto significati, non c’è altro da aggiungere.</p>
<p><strong> <span style="color: #ff0000;"><a href="http://www.youtube.com/my_videos_edit?ns=1&#038;video_id=UyYMBRGaX98"><span style="color: #ff0000;">13/08/2012 AUTOVELOX SULLA MILANO-MEDA</span></a></span></strong></p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2012/08/14/autovelox-come-sanguisughe-due-multe-in-un-giorno-totale-300e-agguati-come-fossimo-in-vietnam-ma-e-la-brianza/">Autovelox come sanguisughe, due multe in un giorno, totale 300€. Agguati come fossimo in Vietnam, ma è la Brianza</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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