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	<description>il blog di Andrea Monti</description>
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		<title>Bea, il porto delle nebbie democratiche</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2015/05/30/bea-il-porto-delle-nebbie-democratiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 May 2015 14:11:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[Bea]]></category>
		<category><![CDATA[cem]]></category>
		<category><![CDATA[mazzucconi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con una tempestività che da un po’ la misura esatta di quanto sia veramente “democratico” il partito che governa la nostra provincia, dopo oltre cinque mesi, è stata discussa la mia mozione “urgente” (sic!) presentata il 23 dicembre 2014. D’altra parte questo è il rispetto con cui il presidente Ponti tratta il consiglio provinciale, dove [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-3205 alignnone" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2015/05/Il-porto-delle-nebbie-cover-locandina.jpg" alt="Il-porto-delle-nebbie-cover-locandina" width="761" height="432"></p>
<p>Con una tempestività che da un po’ la misura esatta di quanto sia veramente “democratico” il partito che governa la nostra provincia, dopo oltre cinque mesi, è stata discussa la mia <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilmonti.com/pasticcio-fusione-bea-cem-tutto-rifare-presentata-mozione-urgente/">mozione</a></span> “urgente” (sic!) presentata il 23 dicembre 2014.</p>
<p>D’altra parte questo è il rispetto con cui il presidente Ponti tratta il consiglio provinciale, dove può anche capitare, com’è capitato qualche giorno fa, che se qualche consigliere arriva con qualche minuto di ritardo non trovi nemmeno la sedia per sedersi. Siamo ad anni luce di distanza dal trattamento e dal rispetto che la nostra maggioranza di centro destra, dal 2009 al 2014, riconosceva alle forze di minoranza.</p>
<p>L’intenzione degli uomini di Ponti era evidentemente quella di attendere mesi e mesi sperando di smorzare polemiche, mugugni e mal di pancia sulla vicenda Bea/Cem. Per loro sfortuna però, invece di rasserenarsi, il clima si è fatto se possibile ancora più grigio.</p>
<p>Oggi il clima attorno a Bea ricorda sempre di più il porto delle nebbie, quello dei freddi inverni di Le Havre, del bar “Panama”, di Jean Gabin e della bellissima Michèle Morgan.</p>
<p>Ricapitoliamo i fatti salienti di questi cinque mesi: prima il&nbsp;<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilmonti.com/pasticcio-fusione-bea-cem-tutto-rifare-presentata-mozione-urgente/">macroscopico errore </a></span>sulla procedura scelta e deliberata dai soci, che prevedeva un aumento di capitale vincolato, risultato essere poi contrario ad una puntuale norma del codice civile, poi si è aggiunta pure la <span style="text-decoration: underline;"><a href="https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=Z7QLXOYCPGBL6GDE4T5JYNNU44&amp;q=gelsia">sentenza TAR Lombardia</a></span>, la nr. 0028712015, che ha premiato il ricorso di Gelsia Ambiente contro il Comune di Limbiate e che ha posto seri dubbi sui requisiti di Bea rispetto all’affidamento dei servizi pubblici locali, infine <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilmonti.com/il-presidente-di-bea-si-dimette-come-mai/">le dimissioni del presidente di Bea Boselli</a></span>, e a catena le dimissioni di altri tre componenti del CDA. I motivi delle dimissioni sono misteriose, ma le voci continuano a rincorrersi e dicono che il terremoto sarebbe legato ad errori ed orrori emersi attorno all’assegnazione dell’unica gara d’appalto andata a buon fine, delle tre legate al contestatissimo piano di potenziamento del forno inceneritore di Desio.</p>
<p>Ieri poteva essere occasione per fare un po’ di chiarezza, all’interno del consiglio del socio di maggioranza, ma evidentemente quando si parla di Bea nessuno riesce mai ad essere abbastanza chiaro. Chissà perché? Si discuteva la<span style="text-decoration: underline;"> <a href="http://www.ilmonti.com/pasticcio-fusione-bea-cem-tutto-rifare-presentata-mozione-urgente/">nostra richiesta</a></span> di ritiro della delibera con cui il consiglio provinciale aveva approvato l’aumento di capitale vincolato, aumento di capitale che non si poteva fare e non si è fatto, perché non conforme alla legge. Se una persona qualsiasi si trovasse a deliberare un qualcosa contrario alla legge, magari anche per errore e in buona fede, una volta accortosi cosa farebbe? Cercherebbe di porre rimedio e di cancellare la deliberazione assunta, giusto? Questa era la nostra richiesta, al limite della banalità, tanto era di buon senso.</p>
<p>Ma qui non abbiamo a che fare con persone qualsiasi, siamo di fronte a dei veri fenomeni, gente iper preparata, che conosce la normativa a menadito; sono infatti gli stessi “fenomeni” che hanno portato i sindaci di mezza Brianza fino al punto di votare un aumento di capitale, senza accorgersi che questo violasse la legge.</p>
<p>E non c’è allora da stupirsi che abbiano deciso di bocciare la nostra richiesta, e di non revocare una delibera che conteneva nel dispositivo una decisione in palese contrasto con la legge. Perché tanta ostinazione, si domanderà qualcuno? Perché revocare la delibera avrebbe costretto tutti i comuni soci, e la provincia, a ritornare nelle assemblee per approvare un nuovo percorso, con il rischio magari che la maggioranza questa volta non riuscirebbero ad ottenerla, a causa proprio dei pasticci combinati. Quindi, si tira dritto, sperando che nessuno faccia ricorso. Andare avanti e incrociare le dita, tipico di chi agisce mosso da pressappochismo. Ma il castello di carta gli cadrà presto addosso.</p>
<p>Il vice Presidente della provincia ha misurato le parole nel suo intervento;</p>
<blockquote><p>“se la domanda è: voi ritenete che il contenuto della delibera è in contrasto con quanto poi avvenuto, la risposta è: No”, ha dichiarato.</p></blockquote>
<p>Era sicuro nell’affermarlo, della stessa tracotante sicurezza con cui andò a votare, e a far votare ai suoi, in assemblea di Bea un aumento di capitale che solo poche ore dopo, nell’assemblea di Cem, scoprì con sua grande sorpresa essere contrario al Codice Civile. Ed è sempre la troppa sicurezza, se non l’arroganza, quella che ti frega.</p>
<p>Questa volta, cioè anche questa volta, il sindaco Invernizzi si è detto però sicuro, perché forte di alcuni pareri legali.</p>
<p>D’altro canto i consulenti legali pare che riscuotano un crescente successo nel PD brianzolo. È curioso infatti che il PD abbia deciso di nominare membro del CDA di Bea l’avv. Filippo Carimati, che a meno di un caso di omonimia, trattasi dello stesso avv. Filippo Carimati che compare come affidatario di un incarico di consulenza legale da parte della stessa Bea.</p>
<p><img decoding="async" class="size-large wp-image-3207 alignnone" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2015/05/Schermata-2015-05-30-alle-15.28.55-1024x257.png" alt="Schermata 2015-05-30 alle 15.28.55" width="1024" height="257"></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma si tratterà sicuramente di un singolare caso di omonimia, perché sarebbe davvero curioso che venga nominato nel CDA dell’azienda colui che era pagato fino a ieri (o ancora oggi?) come consulente legale della stessa!</p>
<p>Oppure, penseranno i più maligni, visto che dal punto di vista legale BEA non ha mai sbagliato un colpo, qualcuno avrà ben pensato di promuovere i consulenti legali direttamente nella sala di comando dell’azienda.</p>
<p>Ma sì, si tratterà sicuramente di omonimia, anche perché in Bea non sarebbe nemmeno l’unico caso. Un caso di omonimia lo registriamo anche tra il responsabile gestione rifiuti di Bea Gestioni e responsabile appalti di Bea, il dr. Samuele Marchioro classe 1981, e il presidente del Collegio Sindacale di Bea Gestioni, dr. Fernando Marchioro, classe 1953. Forse solo coincidenze.</p>
<p>Chiarezza e trasparenza. Questo è quello che chiediamo alla nuova presidente di Bea, l’on. Daniela Mazzuconi, su di lei confidiamo per riportare il sereno e la luce su troppe vicende poco chiare che si stanno affastellando una sopra l’altra all’orizzonte.</p>
<p>Magari ci permettiamo di chiedere anche un pochino di professionalità in più nel gestire aziende pubbliche, anche a costo di mettere da parte chi si è macchiato di grossolani e imperdonabili errori.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2015/05/30/bea-il-porto-delle-nebbie-democratiche/">Bea, il porto delle nebbie democratiche</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Bea-Cem, il Titanic dei rifiuti brianzoli</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2015/02/17/bea-cem-il-titanic-dei-rifiuti-brianzoli/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2015 14:47:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brianza]]></category>
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		<category><![CDATA[cem]]></category>
		<category><![CDATA[fusione]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Henry Hartley Wallace continuò a dirigere i suoi otto orchestrali fino all&#8217;ultimo, accompagnando i naufraghi del Titanic con popolari note di rag-time. La leggenda vuole che fu proprio lui, poco prima che la nave si inabissasse, ad alzarsi per congedarsi così ai suoi musicisti: “signori, è stato un piacere suonare con voi”. Wallace fu ritrovato [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2015/02/17/bea-cem-il-titanic-dei-rifiuti-brianzoli/">Bea-Cem, il Titanic dei rifiuti brianzoli</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2880" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2015/02/t2-1024x768.jpg" alt="t2" width="1024" height="768" /></p>
<p style="text-align: center;"><i>Henry Hartley Wallace continuò a dirigere i suoi otto orchestrali fino all&#8217;ultimo, accompagnando i naufraghi del Titanic con popolari note di rag-time. La leggenda vuole che fu proprio lui, poco prima che la nave si inabissasse, ad alzarsi per congedarsi così ai suoi musicisti: “signori, è stato un piacere suonare con voi”. Wallace fu ritrovato una settimana più tardi, dalla nave Mackay Bennett; morto, congelato, il suo cadavere stava sul pelo dell&#8217;acqua gelida a fianco del suo primo violinista, John Law Hume.</i></p>
<p style="text-align: center;"><i>Si è scritto molto sull&#8217;orchestra del Titanic, presa spesso e a torto come esempio di menefreghismo e superficialità. Sbagliato. Loro eseguivano degli ordini. Il comando gli ordinò di suonare, perché il rag-time desse ai passeggeri la sensazione che tutto fosse sotto controllo. Abbiamo urtato un Iceberg, ma il Titanic è inaffondabile. Guardate, l&#8217;orchestra suona, tutto è tranquillo. Non temete. Suonarono fino all&#8217;1:40 di notte, trenta minuti prima che il mega transatlantico di classe Olympic scomparve per sempre. Fino all&#8217;ultimo hanno compiuto il loro dovere: dissimulare.</i></p>
<p style="text-align: left;">Ho pensato subito a questo episodio, quando ho letto il comunicato stampa congiunto delle società Bea e Cem. La loro idea di creare una grande nuova società pubblica, frutto della fusione tra le due, a cui i comuni potranno conferire in house il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti, si è subito infranta contro due grossi iceberg, nemmeno uno, ma sulla nave imperterriti continuano a suonare del rag-time. D&#8217;altro canto i sindaci soci non devono sapere delle enormi falle che imbarcano acqua, bisogna trasmettere fiducia, sicurezza, addirittura audacia. Il Titanic è inaffondabile, si diceva.</p>
<p>È di qualche giorno fa, infatti, la <a href="http://www.cemambiente.it/passo-nel-processo-fusione-cem-bea/"><span style="text-decoration: underline;">breve nota congiunta</span></a> con cui le società <a href="http://www.cemambiente.it/"><span style="text-decoration: underline;">CEM</span></a> e <a href="http://www.beabrianza.it/"><span style="text-decoration: underline;">BEA</span></a>, annunciavano trionfalmente il compimento di un “Nuovo passo nel processo di fusione”.<br />
Curiosamente non si è specificato in quale, delle tante direzioni possibili, il passo sarebbe stato compiuto. Io tenderei comunque ad escludere che ci sia mossi in avanti.</p>
<p><b>ICEBERG NUMERO UNO, CENTRATO!</b></p>
<p style="text-align: center;"><i>Avanti con il reg-time, sir. Wallace! Alziamo il volume, e dispensiamo sorrisi. Tranquilli gente, il Titanic è inaffondabile!</i></p>
<p style="text-align: left;">Come ho già <a href="http://www.ilmonti.com/pasticcio-fusione-bea-cem-tutto-rifare-presentata-mozione-urgente/"><span style="text-decoration: underline;">raccontato qui</span></a>, durante la vivace assemblea di CEM del 18 dicembre 2014, il notaio incaricato di redigere l&#8217;atto, ha fatto sapere che la prima fase di questo “<a href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2015/02/Copia-di-3-all.-a.-relazione_illustrativa_cem_bea.pdf"><span style="text-decoration: underline;">Piano di Aggregazione e Sviluppo</span></a>”, a cui alcune eminenze grigie lavoravano da mesi, semplicemente non si poteva attuare perché in palese violazione di una precisa norma del Codice Civile (l&#8217;art. 2360). E basterebbe questa enorme “gaffe”, così come l&#8217;ha descritta il rappresentante del comune di Agrate Brianza in assemblea, perlomeno per avere qualche dubbio sulla bontà del lavoro svolto nel redigere l&#8217;intero Piano di Aggregazione; ma evidentemente a molti Sindaci, (non tutti in realtà) sta bene così. Se fossi in loro, però, non dormirei sonni proprio tranquilli.</p>
<p>Dicevo del comunicato di Bea e Cem, che esordisce così:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: left;"><i>Nuovo step nel processo di fusione tra CEM Ambiente e BEA. Dopo le Assemblee dello scorso 18 dicembre arrivano i pareri tecnici in merito alla modalità di prosecuzione del progetto e la partenza di un tavolo di lavoro in vista degli ulteriori sviluppi dell’operazione.</i></p>
</blockquote>
<p style="text-align: left;">Ohibò, e cosa diranno mai di così confortante e tranquillizzante questi pareri tecnici? Nella nota dello studio legale, a cui è stato richiesto il parere, viene a chiare lettere intimato e sconsigliato di dare corso all’operazione a causa della</p>
<blockquote>
<p style="text-align: left;"><i>“contrarietà a norme imperative per di più penalmente sanzionate”</i></p>
</blockquote>
<p style="text-align: left;">Accipicchia, siamo addirittura nel penale. Questo sta a significare che gli approfondimenti tecnici, che a detta di qualcuno dovevano sgombrare il campo dalle “eccessive” preoccupazioni emerse durante l&#8217;assemblea del 18 dicembre 2014, hanno invece confermato la piena e totale illegittimità della Fase 1 del <a href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2015/02/Copia-di-3-all.-a.-relazione_illustrativa_cem_bea.pdf"><span style="text-decoration: underline;">Piano di Aggregazione tra BEA e CEM</span></a>, che prevedeva proprio uno scambio di azioni attraverso aumento di capitale.</p>
<p><b>PROVINCIA E COMUNI REVOCHINO LE DELIBERE IN AUTOTUTELA</b><br />
Questo basterebbe per annullare, come abbiamo già richiesto con la <a href="http://www.ilmonti.com/pasticcio-fusione-bea-cem-tutto-rifare-presentata-mozione-urgente/">mozione presentata</a> a fine dicembre, tutte le delibere (di comuni e provincia) in autotutela. Cosa che consigliamo nuovamente e caldamente alla Provincia, soprattutto ai tecnici e funzionari che hanno apposto le firme di regolarità tecnica e di legittimità. I legali hanno sollevato come ciò che è stato deliberato sia in palese contrasto con norme imperative e penalmente sanzionabili. Com&#8217;è possibile che si attenda oltre? Come fanno ad essere corretti i pareri di regolarità e legittimità apposti?</p>
<p><b>IL SINDACO DI DESIO SI DOMANDA: DOVE VENGONO PRESE LE DECISIONI?</b><br />
Chi governa davvero le sorti di queste società? Dove vengono prese le decisioni strategiche per l&#8217;azienda BEA? Secondo quanto ha dichiarato il sindaco Corti di Desio, nell&#8217;assemblea di BEA del 8 dicembre 2014, è palese come le scelte strategiche della società non vengano prese in assemblea, la sua sensazione è che vengano prese altrove, e lui stesso si chiede dove?<br />
Il sospetto di qualcuno è che ci siamo una ristretta cerchia di persone che decida per tutti, sottoponendo poi a mera ratifica l&#8217;assemblea dei soci.</p>
<p>Ora la confusione regna sovrana, tra un pasticcio e l&#8217;altro i signori che muovono le fila sopra le teste degli ignari sindaci targati PD, non sanno bene che pesci pigliare.<br />
In realtà con il comunicato di CEM e BEA hanno giocato di rimessa, hanno buttato la palla in avanti sperando di trovare una soluzione. Ma quale sarebbe la soluzione? Fare finta di nulla?<br />
Lo stesso fa la Provincia, che è così in imbarazzo che rimanda nuovamente la discussione della mozione che <a href="http://www.ilmonti.com/pasticcio-fusione-bea-cem-tutto-rifare-presentata-mozione-urgente/">ho presentato</a> ormai più di un mese fa. Inizialmente si sarebbe dovuto convocare un Consiglio Provinciale il giorno 19 febbraio 2015, così come ci si era accordati nell&#8217;ultima capigruppo in cui era presente il Presidente Ponti, salvo poi apprendere della decisione di rinviare il Consiglio, forse, al prossimo 5 marzo. La paura fa novanta?</p>
<p><b>L&#8217;IMPERATIVO È TRANQUILLIZZARE I SINDACI. NON DOVETE TORNARE IN CONSIGLIO.</b><br />
La nota dei legali, per la verità prosegue indicando altre possibili soluzioni, attuabili in alternativa allo scambio di azioni previsto: si propone nello specifico una Joint Venture tra le due aziende oppure una più complicata operazione su azioni proprie. Possibilità alternative che dovrebbero naturalmente valutare i soci, cioè i sindaci. Dovrebbero, se non fosse che qualcuno, evidentemente, ha già deciso per loro. Forse le famose eminenze grigie che hanno dato già prova di grande affidabilità? Quelle che hanno fatto deliberare a tutti i soci un aumento di capitale vincolato, atto che oggi apprendiamo, per loro stessa ammissione, essere penalmente sanzionabile? Auguri!</p>
<p>Il <a href="http://www.cemambiente.it/passo-nel-processo-fusione-cem-bea/"><span style="text-decoration: underline;">comunicato</span></a> e prosegue infatti così:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: left;"><i>Lo comunicano le due Società che precisano come la nuova linea d’azione individuata sia perfettamente in linea con il mandato ricevuto dai Consigli comunali di valutare la prospettiva di fusione in un certo periodo di tempo, dal momento che lo scambio di azioni reciproco era un elemento accessorio e non fondamentale per procedere su questo percorso.</i></p>
<p style="text-align: left;"><i>Sono da considerare legittimi, dunque, gli atti adottati fino a questo momento e prosegue il percorso di collaborazione. «È già stato avviato – comunicano le due Società – un tavolo di lavoro per predisporre un Piano di azione riferito alle attività da porre in essere per preparare il progetto di fusione e realizzare le verifiche e le valutazioni congiunte propedeutiche alla decisione che dovranno assumere i Soci»</i></p>
</blockquote>
<p style="text-align: left;">Qui fate attenzione. Sono i vertici delle due società che comunicano come:<i>“la nuova linea d’azione individuata sia perfettamente in linea con il mandato ricevuto dai Consigli comunali”. </i>Direi che sarebbe perlomeno consigliabile usare il condizionale, visto anche i precedenti. Dicevamo attenzione, perché una lettura disattenta della comunicazione farebbe pensare che questa interpretazione sia avvallata dal parere legale (forse è questo che si vorrebbe dare da intendere ai sindaci?), ma non è affatto così<i>.</i> Nel parere redatto dallo studio legale non si dice nulla sulla presunta certezza che la nuova linea di azione sia coerente con il mandato dei Consigli; anzi sul punto ci si guarda bene dall&#8217;esprimersi. Non si dice nulla, se non di attuare altre azioni in alternativa, quindi consigliando implicitamente di ripassare per i Consigli comunali. È curioso invece come gli stessi che non si erano accorti dell&#8217;esistenza di una norma del Codice Civile, cioè una roba che sta lì scritta da un tot di tempo, ora si dicono certi e sicuri che la deliberazione dei Consigli sia in linea con la nuova linea d&#8217;azione. E a proposito, ma quale sarebbe la nuova linea d&#8217;azione? Di sicuro, come ho già detto, nessuna di quelle proposte nella nota dei legali, e sapete perché? Perché, come scrive nero su bianco l&#8217;Ammnistratore Pedrazzi nella sua lettera ai soci, ciò obbligherebbe un nuovo passaggio nei Consigli Comunali, che evidentemente si vuole evitare come fosse l&#8217;ebola. Dopo la prima figuraccia, vorrebbero evitarne una seconda. Come biasimarli? Ma c&#8217;è una robina chiamata legge, che non ti permette di fare sempre ciò che si vuole o ciò che è più conveniente.</p>
<p><b>PRIMA ERAN FASI FONDAMENTALI, OGGI DIVENTANO MAGICAMENTE “ACCESSORIE”</b><br />
È poi davvero curioso che nel comunicato stampa si legga: “<i>lo scambio di azioni r</i><i>eciproco era un elemento accessorio e non fondamentale per procedere su questo percorso”.</i><br />
Toh! Oggi dicono essere un elemento “accessorio”. Strano, visto che il punto 1 e 2 del dispositivo deliberato da tutti i Soci nei Consigli Comunali lo prevedeva espressamente, e ne deliberava espressamente l&#8217;attuazione.<br />
Ma c&#8217;è di più. La Relazione Illustrativa dell&#8217;Ipotesi di Piano di Aggregazione, uno degli allegati alla Delibera approvata dai Consigli, a pag. 16 recitava testuale:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: left;"><b>d. Fasi e tempi di realizzazione del progetto</b></p>
<p>Come evidenziato nell&#8217;accordo quadro sottoposto all&#8217;approvazione delle due Società, il primo, <b>FONDAMENTALE</b> elemento del piano di sviluppo è il perfezionamento delle fasi attuative dello stesso, finalizzate dapprima al rafforzamento della partnership e, in un secondo momento, al perfezionamento degli adempimenti occorrenti per dare corso all&#8217;integrazione delle due Società in una nuova realtà, tramite un processo di fusione propria.<br />
La prima fase prevede l&#8217;approvazione da parte delle Assemblee dei Soci delle due Società di un <b>AUMENTO DI CAPITALE RISERVATO</b> finalizzato alla realizzazione di uno scambio azionario di una quota pari al 5% del capitale sociale.</p></blockquote>
<p>In buona sostanza, la relazione ci diceva che la prima cosa fondamentale da fare era perfezionare le fasi attuative del piano, e che la prima di queste fasi prevedeva espressamente l&#8217;aumento di capitale riservato. Ora che hanno scoperto essere illegale ci dicono che era un elemento accessorio. Notevole, non credete?</p>
<p>Come del resto lo stesso <a href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2015/02/DC-CEM-BEA-ALLEGATI-A-B-C-D-E.pdf"><span style="text-decoration: underline;">accordo quadro</span></a>, anch&#8217;esso sottoposto ai Consigli Comunali che lo hanno approvato, descriveva in maniera specifica come si doveva procedere nella fase 1:</p>
<blockquote><p>Fase 1. Rafforamento della partnership<br />
Tale fase si caratterizza per un primo consolidamento della partnership da realizzare mediante uno <b><span style="text-decoration: underline;">scambio reciproco di azion</span></b><b><span style="text-decoration: underline;">i</span></b></p></blockquote>
<p style="text-align: left;">Quindi non è vero, come si vorrebbe far intendere, che lo scambio di azioni era una delle tante possibilità per addivenire ad un approfondimento e ad una reciproca conoscenza. Al contrario i Consigli Comunali ( e Provinciale) avevano specificatamente scelto quella tra le tante possibilità, per far partire il percorso di conoscenza e di sviluppo della partnership. Non altre.<br />
A quale titolo oggi l&#8217;Amministratore Unico della società decide, senza nemmeno sentire l&#8217;assemblea dei soci, che tale percorso sarà sostituito da un semplice e non meglio specificato accordo tra le parti? Quali azioni e impegni prevede questo accordo? Ma soprattutto, chi ne ha deciso i contenuti e i confini? È palese come il mandato dei soci fosse diverso: i soci non hanno dato mandato per redigere un accordo tra le parti, ma hanno chiaramente votato uno scambio di azioni attraverso un aumento di capitale dedicato. Se questo non si può fare, allora i soci debbono tornare ad esprimersi. Anche e soprattutto per una questione di trasparenze e correttezza, dopo lo scivolone legale subito.</p>
<p><b>ICEBERG NUMERO DUE, COLPITO!</b></p>
<p style="text-align: center;"><i>L&#8217;Architetto Thomas Andrews proferì le sue ultime parole: “affonderemo in un&#8217;ora e mezza, massimo due, se siamo fortunati”. Il capitano Edward John Smith si congedò dal mondo alla guida dell&#8217;inaffondabile Titanic, guardandolo tristemente affondare. Con lui si inabissarono i sogni di gloria e fortuna di oltre 1500 persone tra donne, uomini e giovani di belle speranze.</i></p>
<p>Dicevo del <a href="http://www.mbnews.it/2015/01/gelsia-limbiate-tar/">secondo iceberg</a>, quello che si è materializzato il 23 gennaio 2015, con la <a href="https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=Z7QLXOYCPGBL6GDE4T5JYNNU44&amp;q=gelsia"><span style="text-decoration: underline;">sentenza</span></a> con cui il TAR Lombardia ha accolto il ricorso di Gelsia ambiente contro la decisione del Comune di Limbiate di affidare il servizio di raccolta rifiuti a Bea.<br />
Al netto di una vicenda molto lunga e complessa, quelli che qui interessa sottolineare è che il tribunale ha scritto una cosa semplice ma sconvolgente, per chi ha ideato tutta l&#8217;operazione Bea/Cem, ovvero che Bea non ha i requisiti idonei per ottenere l&#8217;affidamento diretto dai comuni soci, in quanto il socio privato individuato con la gara non può essere considerato come socio operativo.</p>
<p style="text-align: left;">Ecco un passo decisivo della sentenza</p>
<blockquote>
<p style="text-align: left;"><i>In tal modo, si realizza l’assegnazione diretta del servizio ad una particolare società pubblica, al di fuori di qualunque meccanismo concorrenziale ed in assenza dei presupposti, neppure allegati dall’amministrazione, per un affidamento in house, con palese violazione dei modelli giuridici, interni e comunitari, utilizzabili per lo svolgimento dei servizi pubblici locali.</i></p>
</blockquote>
<p style="text-align: left;">Bea non può ottenere affidamenti diretti, ciò significa che nemmeno i soci di Cem e i futuri soci della nuova società frutto della fusione, potranno affidare senza gara i servizi a Bea/Cem. Colpiti e affondati. Mi domando: per quanto ancora l&#8217;orchestra suonerà del buon rag-time? Per quanto ancora si prenderanno in giro sindaci e cittadini?</p>
<p style="text-align: left;"><b>IL TEMPO STA PER SCADERE. VALUTIAMO UN CONSIGLIO STRAORDINARIO SENZA ESCLUDERE UN RICORSO</b><br />
Come abbiamo visto siamo di fronte ad una deliberazione assunta dal Consiglio Provinciale e in netto contrasto con la normativa, così come evidenziato dalla stessa società CEM.<br />
È assurdo che ancora non se ne sia preso atti, e da questo punti di vista il tempo per ripristinare la legittimità degli atti sta per scadere. Come forza di opposizione chiediamo che a nel giro di pochi giorni venga convocato un Consiglio Provinciale per discutere la nostra mozione che chiede il ritiro delle delibere, altrimenti richiederemo noi una convocazione straordinaria, facoltà prevista dall&#8217;art. 35 comma 6 del regolamento. Senza escludere, fino ad ora, la possibilità di ricorrere al Presidente della Repubblica, entro 120 giorni dalla deliberazione, se non verrà ritirata la delibera di indirizzo.<br />
Allo stesso modo chiediamo alla Provincia, in qualità di socio di maggioranza di BEA, di chiedere la revoca in autotutela della deliberazione dell&#8217;Assemblea, avendo riscontrato appunto profili di illegittimità sanzionabili penalmente.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2015/02/17/bea-cem-il-titanic-dei-rifiuti-brianzoli/">Bea-Cem, il Titanic dei rifiuti brianzoli</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Pasticcio fusione Bea-Cem, tutto da rifare? Presentata mozione urgente</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2014/12/23/pasticcio-fusione-bea-cem-tutto-rifare-presentata-mozione-urgente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2014 11:31:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[Mozioni]]></category>
		<category><![CDATA[Bea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La contrastatissima, anche da noi in Consiglio Provinciale, fusione tra Bea e Cem deraglia subito, nemmeno il tempo di giungere indenne alla prima stazione: lo scambio azionario tra le due società. Ricapitoliamo. Nella seduta in cui si doveva approvare, di fatto, la fusione tra Bea e Cem, la maggioranza di centro sinistra si era già [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La contrastatissima, anche da noi in Consiglio Provinciale, fusione tra Bea e Cem deraglia subito, nemmeno il tempo di giungere indenne alla prima stazione: lo scambio azionario tra le due società.<br />
Ricapitoliamo. Nella seduta in cui si doveva approvare, di fatto, la fusione tra Bea e Cem, la maggioranza di centro sinistra si era già squagliata come neve al sole <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #800080; text-decoration: underline;"><a style="color: #800080; text-decoration: underline;" href="http://www.ilmonti.com/maggioranza-pd-si-spacca-fusione-beacem-fi-ncd-corrono-in-aiuto/">in Consiglio Provinciale</a></span></span>, scontando i pesanti mal di pancia di tutta una parte piddina che aveva sollevato, come del resto noi, più di una perplessità sull&#8217;operazione. Ma il Presidente Ponti aveva comunque tirato dritto, forte dei numeri seppur risicati, serrato i ranghi e incassato il si all&#8217;operazione; nonostante la cosa fosse tutt&#8217;altro che condivisa dalla sua stessa maggioranza.</p>
<p><b>Se cade lo scambio di azioni cade tutto il castello di carte</b><br />
Serve ricordare che il progetto di fusione, così come esposto nel testo dell&#8217;accordo quadro e della sua relazione illustrativa, prevedeva come prima fondamentale fase di attuazione, quello dello scambio azionario tra le due società con collegato aumento di capitale. Su questo punto, tra l&#8217;altro, si basa tutta la strategia che sottende all&#8217;operazione di fusione tra Bea e Cem, visto che questo scambio azionario avrebbe poi giustificato l&#8217;affidamento “in house” (quello che Cottarelli chiede di evitare) dei comuni soci alle rispettive società, che poi alla fine si dovrebbero addirittura fondere in un&#8217;unica realtà aziendale. Bene, o meglio, male; visto che questo primo passaggio sembrerebbe addirittura illegittimo.</p>
<p>I primi ad avanzare dubbi sulla legittimità di questo aspetto dello scambio di azioni, erano stati i nostri consiglieri di maggioranza a Correzzana (centro destra + Lega). E ci avevano visto giusto.<br />
Si apprende infatti, come ha dato notizia ieri il consigliere Gianmarco Corbetta <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #800080; text-decoration: underline;"><a style="color: #800080; text-decoration: underline;" href="http://gianmarcocorbetta.it/2014/12/la-fusione-bea-cem-parte-male-saltato-allultimo-minuto-lo-scambio-di-azioni/">sul suo blog</a></span></span>, senza che nessuno, tra Provincia o aziende abbia detto qualcosa, anche in nome della trasparenza dovuta ai cittadini (va bhè, pretendo troppo), che durante l&#8217;assemblea di Cem non sarebbe filato tutto liscio. Il notaio chiamato a vagliare l&#8217;atto avrebbe eccepito proprio sulla procedura di scambio azionario tra Bea e Cem, sostenendo che sarebbe in violazione dell&#8217;art. 2360 del codice civile, che testualmente recita:</p>
<blockquote><p>“E’ vietato alle società di costituire o di aumentare il capitale mediante sottoscrizione reciproca di azioni, anche per tramite di società fiduciaria o per interposta persona”</p></blockquote>
<p>Dopo un primo momento di imbarazzo generale, la soluzione trovata sarebbe stata quella di stralciare l&#8217;operazione dello scambio di azioni, che quindi non sarebbe stata votata.</p>
<p><b>Tutto sistemato quindi? Ma nemmeno per sogno.</b><br />
Il Consiglio Provinciale, con la delibera nr. 41/2014 <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #800080; text-decoration: underline;">(<a style="color: #800080; text-decoration: underline;" href="http://albopretorio.provincia.mb.it/index.php/albo/action/download/allegato/7897/">potete leggerla qui)</a></span></span>, aveva votato un preciso impegno che vincolava il Presidente, o il Vice Presidente delegato a presentarsi in Assemblea, ad approvare l&#8217;Accordo Quadro e la sua nota illustrativa con il passaggio fondamentale dello scambio di azioni, citato anche nel dispositivo della delibera. Se ne deduce, visto che questa parte è stata stralciata dal testo votato, che non vi è aderenza tra il mandato del consiglio e il voto espresso in assemblea. E se davvero questa previsione di scambio di azioni non fosse conforme alla normativa, sarebbe bene che la delibera stessa fatta assumere al Consiglio Provinciale, venisse ritirata in autotutela, in quanto violerebbe la legge.</p>
<p>Potevamo noi stare in silenzio? Naturalmente no, e infatti abbiamo già provveduto a presentare una mozione urgente, chiedendo che la questione venga discussa al prossimo consiglio provinciale, tra l&#8217;altro già calendarizzato per il 27 dicembre prossimo. Nel<span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #800080;"><a style="color: #800080; text-decoration: underline;" href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2014/12/mozione_bea_cem2.pdf"> testo della mozione, che allego qui sotto</a></span></span>, chiediamo che venga fatta subito chiarezza sullo svolgimento dei fatti nell&#8217;assemblea di CEM e che venga richiesto il ritiro in autotutela delle deliberazioni assunte. Cosa succederà? Vorranno discutere apertamente la cosa? Staremo a vedere. Di sicuro si configura un percorso ad ostacoli per questa fusione, anche perché tale vizio di difformità tra il mandato del consiglio e quanto votato in Assemblea di CEM varrebbe per tutti i comuni soci.</p>
<p>&nbsp;</p>
<figure id="attachment_2578" aria-describedby="caption-attachment-2578" style="width: 50px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2014/12/mozione_bea_cem2.pdf"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-2578 size-full" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2014/11/pdf-icon5-e1415900096644.png" alt="pdf-icon" width="50" height="50" /></a><figcaption id="caption-attachment-2578" class="wp-caption-text"><strong>Testo Mozione Bea Cem</strong></figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2014/12/23/pasticcio-fusione-bea-cem-tutto-rifare-presentata-mozione-urgente/">Pasticcio fusione Bea-Cem, tutto da rifare? Presentata mozione urgente</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>La maggioranza PD si spacca sulla fusione BEA/CEM, FI e NCD corrono in aiuto</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2014/12/10/maggioranza-pd-si-spacca-fusione-beacem-fi-ncd-corrono-in-aiuto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Dec 2014 11:57:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Quando si discute di affari e azienda pubbliche, piuttosto che di politica, gli schieramenti si mischiano e le larghe intese, per qualcuno, diventano più naturali. Già, perché il progetto du fusione BEA/CEM non convince tutta la maggioranza di centro sinistra, tanto che ieri in consiglio provinciale, dove si discutevano ben tre documenti sull&#8217;argomento, alla fine [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando si discute di affari e azienda pubbliche, piuttosto che di politica, gli schieramenti si mischiano e le larghe intese, per qualcuno, diventano più naturali. Già, perché il progetto du fusione BEA/CEM non convince tutta la maggioranza di centro sinistra, tanto che ieri in consiglio provinciale, dove si discutevano ben tre documenti sull&#8217;argomento, alla fine la maggioranza si è salvata per il rotto della cuffia, con soli due voti di scarto, grazie anche all&#8217;intervento provvidenziale del sindaco di Concorezzo Riccardo Borgonovo, in quota NCD, che ha inspiegabilmente votato a favore del progetto di fusione. Inspiegabilmente, nel senso che si è guardato bene dal motivare la sua scelta, e non ha aperto bocca per tutti il lungo consiglio.<br />
La tensione in aula, tra i consiglieri di sinistra, era così densa che ad un certo punto si poteva persino tagliare l&#8217;aria a fette. Da incorniciare, e conservare per i posteri, la dichiarazione di voto del capogruppo PD Domenico Guerriero:<em> “dichiaro il voto di maggioranza di “quasi” tutto il mio gruppo”</em>.<br />
Risultato? Solo 9 consiglieri hanno votato a favore, e ben 7 si sono astenuti o hanno votato contro. Una maggioranza risicata, soprattutto tenendo conto che tra i favorevoli si è contato pure il voto di Borgonovo, che teoricamente dovrebbe stare all&#8217;opposizione, essendo stato anche uno dei candidati presidente che si è presentato come alternativa a Gigi Ponti; evidentemente qualcuno l&#8217;ha convito ad allinearsi alla maggioranza, ed avrà adoperato buone argomentazioni. Aggiungiamo pure che l&#8217;opposizione ha scontato l&#8217;assenza di Gabriele Volpe, (si sa che i malanni di stagione colpiscono, a volte chirurgicamente, le vecchie volpi), così che alla fine si può ben comprendere come la fusione tra BEA e CEM, super sponsorizzata da Ponti, si stia rivelando un boccone amaro mal digerito dai più, soprattutto a sinistra. Altrettanto chiaro è il dato, sempre più eclatante, cioè che l&#8217;unica opposizione in provincia sia quella della Lega Nord, ma su questo ne eravamo convinti già da tempo.</p>
<h3>LA PANTOMIMA DELL&#8217;ATO RIFIUTI NON CONVINCE I RIOTTOSI PD. È una presa in giro.</h3>
<p>Il PD aveva aperto la giornata con un mezzo colpo di scena, anzi più un colpo di teatro, anzi una vera e propria pantomima. Nel disperato tentativo di recuperare e convincere i consiglieri riottosi, il PD ha pensato bene di ricorrere al più classico degli stratagemmi: alzare uno spauracchio. Ecco allora materializzarsi, di fretta e furia e all&#8217;ultimo momento, senza che nessuno ne sapesse nulla, un ordine del giorno targato PD da sottoporre al voto dell&#8217;aula. A testimonianza di quanto il testo sia stato vergato di corsa, segnalo curiosamente che il dispositivo finale impegna “il Presidente della Giunta”. Non si è avuto il tempo nemmeno di aggiornare i vecchi modelli usati nei cinque anni di opposizione, lasciando il riferimento alla Giunta, organo che non esiste più. Minuzie. E visto che ad un ordine del giorno non si nega nulla (tanto non conta niente) hanno pensato bene di ficcarci dentro un po&#8217; di tutto: un bel peana contro il mitologico “far west” del mercato, qualche spruzzatina, in salsa cubana, in stile ultima frontiera della lotta al capitalismo e al malvagio “business”, senza naturalmente dimenticarsi di citare anche qualche parolina magica, tipo; ri-conversione. Che ci sta sempre bene, salvo poi votare di li a poco, approvando la fusione Bea Cem, per dare lunga vita del forno di Desio.<br />
La chicca però, stava già nel titolo, ovvero l&#8217;intenzione di costituire l&#8217;ATO dei rifiuti di Monza e Brianza. E questa è una colossale presa per i fondelli ai consiglieri di maggioranza, e il perché è presto spiegato.<br />
Se davvero l&#8217;intenzione fosse stata quella di costituire un ATO dei rifiuti di Monza e Brianza, per quale assurdo motivo dopo pochi minuti la maggioranza ha votato si alla fusione di Bea con Cem, società che vede nella propria compagine sociale per metà comuni che stanno in provincia di Milano? I due passaggi erano e rimangono assolutamente in antitesi, anzi, proprio sulla scorta del complicatissimo iter che ha portato alla costituzione dell&#8217;Ato dell&#8217;acqua, due anni passati tra fusioni, scorporazioni e aggregazioni, appare chiaro come la creazione di un solo soggetto partecipato da comuni di province diverse, pone oggi un ostacolo praticamente insormontabile, almeno nel breve, alla costituzione dell&#8217;ATO rifiuti.<br />
Ma questo, dopotutto, è il rodato sistema Gigi Ponti: dissimulare, pigliare per il naso, distribuire sorrisi e paroline buone e dolci, ma alla fine decidere con autorità e spietatezza, per assecondare solo e soltanto gli i propri fini e quelli della propria corrente politica. E tutti in silenzio. Zitti e mosca! Bene hanno fatto a non piegare la testa, e bisogna riconoscerne il coraggio, i consiglieri che non si sono prestati a questo squallido giochino. Onore quindi agli astenuti: Monguzzi, Garofalo e Vanosi. Il che starebbe a significare che forse Seveso e Bovisio, tutti soci di BEA, non sono propriamente d&#8217;accordo alla fusione.</p>
<h3>DALLA FUSIONE CI PERDERANNO I CITTADINI E I COMUNI. MA CHI CI GUADAGNA?</h3>
<p>Va anche registrato, per chi ancora nutrisse qualche speranza sulla presunta buona fede di alcuni esponenti del PD, che ieri si è registrato l&#8217;ennesimo schiaffo a Cottarelli, il suo mitologico piano e la tanto sbandierata esigenza di dimagrire le aziende pubbliche.<br />
Si è deciso che il bene dei cittadini passi attraverso la creazione di una mastodontica azienda pubblica, gestita da vecchi arnesi della politica, qualcuno dei quali sta li da oltre 20 anni, che gestirà tutto il ciclo dei rifiuti senza passare attraverso il vaglio delle gare. Questo significherà una cosa semplice: costi più alti. Ma che importa, tanto pagheranno i cittadini, l&#8217;importante è poter gestire in futuro una delle 5 aziende più grandi a livello nazionale, come si è vantato ieri il capogruppo Guerriero. Immagino manifestazioni e scene di giubilo tra i cittadini, felicissimi che il PD possa gestire una delle 5 aziende del settore a livello nazionale.<br />
L&#8217;aspetto buffo è che proprio gli estensori della relazione a sostengo del percorso aggregativo di Bea e Cem, abbiano poggiato buona parte delle ragioni a favore della fusione, sulla famosa relazione del commissario Cottarelli. Mi domando: ma l&#8217;avranno <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #000000;"><strong><a style="color: #000000; text-decoration: underline;" href="http://revisionedellaspesa.gov.it/documenti/Programma_partecipate_locali_master_copy.pdf">letta tutta la relazione</a></strong></span></span>, o si saranno fermati ai primi paragrafi? C&#8217;è più di un sospetto, dando per scontata la loro buona fede, che si siano limitati al titolo, o poco più. Già perché lungo tutta la sua relazione, proprio Cottarelli, non fa altro che smontare l&#8217;impianto dell&#8217;operazione BEA e CEM.</p>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;esigenza che venga tenuto il più possibile lontano il privato dalla gestione dei servizi pubblici a rilevanza economica, come sostenuto ieri dal PD in provincia, il commissario pare avere le idee chiare e dimetralmente opposte. Ecco cosa dice:</p>
<blockquote><p>“Che il campo di azione della mano pubblica debba essere limitato in una economia di mercato è un principio accettato anche se trova diverse formulazioni. Due in particolare sono gli approcci che possono essere seguiti:</p>
<p>• Da un lato c’è chi sostiene che il vincolo principale all’azione di imprese pubbliche debba essere costituito dalla necessità di operare allo stesso livello delle imprese private, agendo quindi in modo efficiente e senza ricevere un supporto da parte del settore pubblico.</p>
<p>• Un altro approccio, più restrittivo, è quello di chi, comunque, ritiene che il campo dell’azione delle partecipate debba essere strettamente limitato ai compiti istituzionali dell’ente di controllo, che, presumibilmente, non includono la produzione di beni e servizi che possono essere forniti, in quantità ritenute adeguate, dal settore privato.</p></blockquote>
<p>Direi che vi sia poco spazio per le interpretazioni. Ma se qualcuno nutrisse ulteriori dubbi, è sempre l&#8217;uomo chiamato da Letta e venuto dall&#8217;America (e negli States subito rispedito) a chiarirceli:</p>
<blockquote><p>“La mera profittabilità di una azienda pubblica non ne giustifica l’esistenza. Questa posizione può essere motivata dicendo che, prima o poi, la presenza di una impresa pubblica corre il rischio di: (i) turbare il corretto funzionamento del mercato; e (ii) provocare passività per la collettività, per di più con modalità non trasparenti.”</p></blockquote>
<p>Il piano di Bea e Cem inoltre, come denunciato a gran voce dal nostro gruppo, si regge tutto sul principio secondo il quale i comuni, già a partire dalle prossime settimane, dopo l&#8217;avvenuto inizio dell&#8217;iter di aggregazione, dovranno conferire i servizi di raccolta e smaltimento rifiuti con il sistema “in house”, quindi direttamente, senza ricorrere a nessun tipo di procedura di selezione.<br />
Anche qui Cottarelli non ha dubbi, e la pensa in maniera diametralmente opposta:<br />
“Si dovrebbe eliminare la possibilità di affidamento <i>in house </i>o la sua ulteriore limitazione, anche al di là della disciplina comunitaria<i>. </i>Questo costituirebbe un passo importante per valutare in modo non soggettivo ma oggettivo la possibilità da parte del mercato di fornire i servizi richiesti. Inoltre, l’affidamento <i>in house </i>richiede l’esistenza di un “controllo analogo”. Tale controllo dovrebbe, in linea di principio, vincolare a tal punto l’operatività di una partecipata da vanificare i vantaggi da una esternalizzazione dell’attività rispetto all’ente partecipante.”</p>
<p>Ma nel piano di Cottarelli non manca nemmeno un riferimento preciso al ciclo integrato dei rifiuti, e nemmeno a dirlo, il commissario smentisce la tesi del PD brianzolo e il progetto di fusione BEA CEM, quando dice:</p>
<blockquote><p>“Le linee di intervento prospettate per i servizi idrici con riferimento al quadro normativo degli ATO possono essere utilmente estese al caso dei rifiuti. Per questo settore si deve, tuttavia, tenere conto che i vari segmenti della filiera (raccolta e pulizia stradale, smaltimento) presentano caratteristiche produttive diverse. Maggiore variabilità richiede maggiore flessibilità. Per questo si ritiene utile dare la possibilità di gestire su scala diversa i tre comparti garantendo però il coordinamento dei diversi affidamenti attraverso l’ente di governo dell’ATO.”</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo significa una cosa semplice e banale: l&#8217;ATO dei rifiuti non va inteso, come vorrebbe il PD, la possibilità di far gestire automaticamente e senza gara e BEA e CEM tutti i rifiuti provinciali, e oltretutto lo stesso Cottarelli sottolinea come sarebbe buona cosa tenere separate le varie fasi del servizio, quando invece con la fusione di BEA e CEM si punta a creare un unico soggetto che gestisca sia la raccolta che lo smaltimento.</p>
<h3>LA NOSTRA PROPOSTA</h3>
<p>Certo che se da una parte l&#8217;affidamento “in house” pone qualche rischio, soprattutto legato alla sua presunta legittimità (come non abbiamo mancato di sottolineare) va ricordato che non esiste nessuna norma, legge o semplice indicazione, che vieti o vieterebbe agli enti locali di aggiudicare il servizio attraverso una procedura ad evidenza pubblica. Una semplice gara, onde selezionare in maniera oggettiva il fornitore migliore per svolgere i servizi legati al ciclo integrato dei rifiuti.<br />
E se l&#8217;esigenza è quella di avere una regia, il controllo e la garanzia pubblica sul delicato mondo dei rifiuti, essendo questa anche la nostra di esigenza, abbiamo avanzato una proposta che avrebbe superato anche questa problematica, senza limitare il principio salutare della concorrenza.<br />
Abbiamo proposto che la Provincia, così come prevede l&#8217;articolo 33 comma 3 bis del codice degli appalti, diventi centrale di committenza, facendosi carico di gestire il delicato iter di predisposizione delle gare. A queste gare potranno naturalmente partecipare tutti, aziende pubbliche comprese. E come si dice in questi casi? Vinca il migliore. A quel punto, se davvero le aziende pubbliche della Brianza sono le più efficienti e le più convenienti, come quasi tutti nel PD appaiono convinti, avranno gioco facile ad aggiudicarsi gli affidamenti. Sarebbe così sventato il rischio, quanto mai reale e concreto con la fusione Bea Cem, che a pagare il conto (salato) di questa (finta) voglia di tutelare il pubblico a tutti i costi, saranno come sempre i cittadini, attraverso le tariffe dei rifiuti che inesorabilmente si alzeranno sempre più.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2014/12/10/maggioranza-pd-si-spacca-fusione-beacem-fi-ncd-corrono-in-aiuto/">La maggioranza PD si spacca sulla fusione BEA/CEM, FI e NCD corrono in aiuto</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>A Limbiate i soviet difendono BEA. Hasta la victoria siempre!</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2014/11/28/limbiate-i-soviet-difendono-bea-hasta-victoria-siempre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Nov 2014 17:55:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[Bea]]></category>
		<category><![CDATA[cem]]></category>
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		<category><![CDATA[riifuti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È bello scoprire che c&#8217;è sempre qualche pezzo di mondo che non si arrende all&#8217;inesorabile evoluzione dei tempi; sapere che ci sia sempre qualche ultimo giapponese che resiste, e che non si arrenderà mai. Mi è capitata per le mani la risposta del sindaco di Limbiate Raffaele De Luca e del suo assessore Sandro Archetti, ad [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È bello scoprire che c&#8217;è sempre qualche pezzo di mondo che non si arrende all&#8217;inesorabile evoluzione dei tempi; sapere che ci sia sempre qualche ultimo giapponese che resiste, e che non si arrenderà mai.<br />
Mi è capitata per le mani la risposta del sindaco di Limbiate Raffaele De Luca e del suo assessore Sandro Archetti, ad una interrogazione puntuale e circostanziata, del nostro gruppo Lega Nord di Limbiate. Argomento? Una richiesta di chiarimenti in merito alla decisione, a tutti apparsa improvvida, assunta dal comune di Limbiate di affidare la raccolta rifiuti, oltre allo smaltimento, alla propria controllata BEA.<br />
Servizio di raccolta, è bene ricordare, che la società BEA non svolge e non ha mai svolto e che non può svolgere in prima persona, essendo priva dei mezzi necessari. Ma adesso scopriremo che nella Little Havana limbiatese, evidentemente, le priorità sono altre. Tenetevi forte.</p>
<p><strong>RISPARMIARE 500.000€? AVEVAMO SCHERZATO!</strong></p>
<p>Innanzitutto la questione economica. Il Sindaco De Luca, al contrario di quanto aveva sbandierato (o qualcuno gli aveva fatto sbandierare) sulla stampa questa estate, dove era arrivato ad ipotizzare un risparmio di 500 mila euro per il comune affidando il servizio a Bea, oggi fa retromarcia e dichiara, nero su bianco, che il risparmio non è la priorità dell&#8217;operazione e comunque è impossibile ipotizzare se ci sarà. Apperò! Niente male.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-2642" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2014/11/Schermata-2014-11-28-alle-18.02.51-1024x715.png" alt="Schermata 2014-11-28 alle 18.02.51" width="800" height="559" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vorrei far cadere la vostra attenzione su questo inciso, scritto in perfetto stile “Politburo”:</p>
<blockquote><p>“Vale la pena ricordare che la convenzione oggi esistente, tra Comune di Limbiate e Gelsia Ambiente Srl, non è più in grado di stabilire la chiarezza relazionale necessaria tra ente e società pubblica”</p></blockquote>
<p><b><i>“Chiarezza relazionale necessaria”</i></b>?!?! A parte che l&#8217;impressione di essere alle prese con una supercazzola è elevata, ricapitoliamo:  la coppia sindaco/assessore ci dice che abbiamo un contratto con Gelsia srl, ma siccome la convenzione non è più in grado di stabilire la “chiarezza relazionale” che desideriamo, allora abbiamo affidato la raccolta ad un&#8217;altra azienda, che però non fa la raccolta. Mi sembra che non faccia una piega. O No? Dubitate della linea? La linea non si discute, anche quando non c&#8217;è (come cantava Ferretti).</p>
<p>Quindi per concludere: risparmi? Zero.</p>
<p><em><strong>IL MERCATO È UN FAR WEST!?!?!?</strong></em></p>
<p>Ancora si chiedono gli amici della Lega di Limbiate: ma perché non avete deciso di fare una gara ad evidenzia pubblica, di grazia, per decidere chi debba svolgere un servizio pubblico?</p>
<p>E qui la risposta arriva direttamente dall&#8217;ottobre del 1917, compiendo un lungo viaggio spazio-temporale, da Mosca alla Brianza. Peccato che sindaco ed assessore, presi com&#8217;erano a recitare il ruolo di ultimi e strenui difensori del socialismo reale, abbiano perso un po&#8217; di vista qual è qui il nocciolo della questione. E non è quello di discettare su quanto sia cattivi i padroni, sporchi capitalisti i privati o sfruttati i braccianti agricoli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-2643" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2014/11/Schermata-2014-11-28-alle-18.13.41-1024x277.png" alt="Schermata 2014-11-28 alle 18.13.41" width="802" height="217" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Leggiamo infatti che a detta loro il ciclo dei rifiuti deve assolutamente rimanere in mano pubblica e loro sono convinti che l&#8217;interesse pubblico sia tutelato da una gestione partecipata e non dal far west del mercato.<br />
Al netto di tutte le considerazioni ( e sarebbero pessime e forse irripetibili) che sarei portato ad elaborare leggendo queste parole, mi domando cosa c&#8217;entri questo pistolotto ideologico contro il mercato (fonte di tutti i mali secondo il dogma socialista), con il fatto che qui si è trattato di togliere un servizio a Gelsia per darlo a Bea, che sono ambedue aziende pubbliche.<br />
Poi saremo anche curiosi, molto curiosi, di vedere come sindaco e assessore si difenderanno dal &#8220;pueblo&#8221; incazzato, e succederà se seguiranno questa strada, costretto a pagare aumenti di tariffe della Tari per il solo motivo che qualcuno è convinto che, cito testuale:</p>
<blockquote><p>“La regia unica se di matrice totalmente pubblica, sia lo strumento migliore per porsi obiettivi di massimizzazione della differenziazione dei rifiuti, riduzione dei costi, e progressivo superamento delle tecnologie di incenerimento”</p></blockquote>
<p>Avete capito? Una società totalmente pubblica, che ottiene un affidamento senza gara, che ha la garanzia di copertura automatica dei costi attraverso la tariffa, è la soluzione migliore per garantire la riduzione dei costi del servizio. E poi la decisione di far portare i rifiuti di mezza Brianza a bruciare in Bea (con la fusione di Cem) è la soluzione migliore per il progressivo superamento delle tecnologie di incenerimento. E Cicciolina naturalmente è vergine, ci aggiungerei io.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2014/11/28/limbiate-i-soviet-difendono-bea-hasta-victoria-siempre/">A Limbiate i soviet difendono BEA. Hasta la victoria siempre!</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>È ufficiale: stop alla fusione Gelsia-Acsm Agam. Congeliamo anche il matrimonio Bea-Cem</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2014/11/24/e-ufficiale-stop-alla-fusione-gelsia-acsm-agam-congeliamo-anche-il-matrimonio-bea-cem/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Nov 2014 19:43:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[acsm]]></category>
		<category><![CDATA[Bea]]></category>
		<category><![CDATA[cem]]></category>
		<category><![CDATA[gelsia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Adesso è ufficiale, dopo che se ne parlava da settimane: Acsm-Agam ha diramato uno scarno comunicato in cui dà notizia che le trattative per l&#8217;eventuale aggregazione con Aeb-Gelsia sono state interrotte. Questa importante notizia coinvolge direttamente anche alcuni comuni che in questi giorni stanno accelerando il processo di fusione tra Bea-Cem. Alla luce di questa [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2014/11/24/e-ufficiale-stop-alla-fusione-gelsia-acsm-agam-congeliamo-anche-il-matrimonio-bea-cem/">È ufficiale: stop alla fusione Gelsia-Acsm Agam. Congeliamo anche il matrimonio Bea-Cem</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Adesso è ufficiale, dopo che se ne parlava da settimane: Acsm-Agam ha diramato uno <a href="https://www.acsm-agam.it/documents/10157/aeffd2ba-9403-4504-80d8-abb28b4b638f"><u>scarno comunicato</u><strong></strong></a> in cui dà notizia che le trattative per l&#8217;eventuale aggregazione con Aeb-Gelsia sono state interrotte.<br />
Questa importante notizia coinvolge direttamente anche alcuni comuni che in questi giorni stanno accelerando il processo di fusione tra Bea-Cem. Alla luce di questa novità mi aspetto che si congeli anche questo processo aggregativo. La fretta, in questi casi, è cattiva consigliera. </p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2014/11/24/e-ufficiale-stop-alla-fusione-gelsia-acsm-agam-congeliamo-anche-il-matrimonio-bea-cem/">È ufficiale: stop alla fusione Gelsia-Acsm Agam. Congeliamo anche il matrimonio Bea-Cem</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Confetti tra BEA/CEM, supposte per i cittadini. La Lega dice NO.</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2014/11/18/confetti-beacem-supposte-per-i-cittadini-lega-dice/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Nov 2014 15:52:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[Bea]]></category>
		<category><![CDATA[cem]]></category>
		<category><![CDATA[consiglio provinciale]]></category>
		<category><![CDATA[mozione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Qualche giorno fa ho incontrato un sindaco del PD, che dopo il mio primo intervento, giudicato troppo polemico, in consiglio provinciale, mi ha invitato a fare innanzitutto gli interessi dei cittadini della Brianza. L&#8217;ho rassicurato, dicendo che questo sarà lo spirito con cui lavorerò in Provincia. Detto fatto. Proprio per dimostrare che il mio interesse [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2014/11/18/confetti-beacem-supposte-per-i-cittadini-lega-dice/">Confetti tra BEA/CEM, supposte per i cittadini. La Lega dice NO.</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa ho incontrato un sindaco del PD, che dopo il mio primo intervento, giudicato troppo polemico, in consiglio provinciale, mi ha invitato a fare innanzitutto gli interessi dei cittadini della Brianza. L&#8217;ho rassicurato, dicendo che questo sarà lo spirito con cui lavorerò in Provincia.<br />
Detto fatto. Proprio per dimostrare che il mio interesse è quello di lavorare per il bene dei cittadini della Brianza, ho presentato come primo firmatario, insieme al consigliere Andrea Villa, una mozione del Gruppo Lega Nord Padania in Consiglio Provinciale di Monza Brianza, per impegnare il Presidente Gigi Ponti a prendere posizione contraria rispetto all&#8217;ipotesi di fusione delle due aziende BEA e CEM.<br />
Il documento, <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #339966;"><a style="color: #339966; text-decoration: underline;" href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2014/11/bea_cem.pdf">che trovate qui</a></span></span>, è lungo e dettagliato e analizza tutti gli aspetti negativi che questa prospettata fusione porta con se.</p>
<p><b>AAA rifiuti cercasi. Chi cerca trova, in casa PD.</b><br />
Come i lettori più attenti ricorderanno, il sottoscritto è sempre stato contrario ad ogni ipotesi di raddoppio o anche di semplice potenziamento dell&#8217;inceneritore di Desio; avevo scritto anche un <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #339966; text-decoration: underline;"><a style="color: #339966; text-decoration: underline;" href="http://www.ilmonti.com/appello-al-pd-niente-colpi-di-mano-sul-futuro-dellinceneritore-di-desio-cerchiamo-una-strada-condivisa/">appello ai Sindaci del PD</a></span></span> prima del voto in assemblea di BEA, il piano passò con una risicata maggioranza, come <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #339966; text-decoration: underline;"><a style="color: #339966; text-decoration: underline;" href="http://www.ilmonti.com/inceneritore-di-desio-colpo-di-mano-del-pd-la-porcata-e-servita/">scrissi qui</a></span></span>. La questione interessò anche le cronache nazionali, e persino<span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #339966;"> <a style="color: #339966; text-decoration: underline;" href="http://www.ilmonti.com/la-decisione-di-aumentare-linceneritore-di-desio-indigna-anche-lhuffington-post/">l&#8217;Huffington Post criticò</a></span></span> la scelta di investire su un potenziamento di un inceneritore in Lombardia, dove è da tempo acclarata una sovracapacità, invece di pensare a forme alternative e complementari di smaltimento. Ricordo anche come uno dei punti deboli del piano fosse proprio la difficoltà di BEA di poter competere con altri giganti nella dura lotta per accaparrarsi rifiuti da bruciare, in un contesto futuro che vede la continua riduzione del rifiuto da incenerire.<br />
Come fare dunque a tenere in piedi un inceneritore che non serviva ma che abbiamo potenziato perché interessava a qualcuno farlo? A furia di sbattere la testa contro un muro, alcune teste pensanti del PD, diventato ormai il veri padrone di queste società pubbliche, hanno trovato una soluzione geniale e utile. Utile a chi? Naturalmente non ai cittadini, ma utile solo a generare artificialmente un futuro al forno inceneritore di BEA, che poi pare essere l&#8217;unico obiettivo per qualcuno. E quale sarebbe allora questa soluzione, di grazia? Semplice e banale, quanto astuta: si prende il CEM, anche questa una società controllata per lo più da comuni di centro sinistra, e lo si fa fidanzare e poi sposare con BEA. Il risultato sarà una nuova società per azioni, nata appunto dalla fusione di BEA e CEM. Così facendo i 49 comuni soci di CEM, diventati grazie alla fusione proprietari di un inceneritore, dove volete che smaltiranno i loro rifiuti? Naturalmente nel forno di Desio. Ecco dunque risolto il problema di trovare i rifiuti per il forno di BEA, che anzi potrà avere problemi di abbondanza. Evviva, confetti per tutti. Supposte per noi.</p>
<p><b>Tutto bene quel che finisce bene dunque? Naturalmente no. </b><br />
Ma in tutto questo, ci domandiamo nel testo della mozione, l&#8217;interesse dei cittadini dove emergerebbe? Si perché la sensazione, in tutta questa vicenda, è che qualcuno si sia scordato che ogni amministratore pubblico ha il dovere di difendere gli interessi dei propri cittadini prima di ogni altra cosa, anche prima degli interessi delle proprie aziende, se necessario. D&#8217;altro canto crediamo che un&#8217;azienda pubblica abbia senso di esistere se crea un vantaggio per la collettività e non, al contrario, se i cittadini debbono pagare il prezzo della sua sopravvivenza. E quale sarebbe invece l&#8217;interesse del cittadino? Semplice: avere un servizio di raccolta e smaltimento sempre più efficiente e ad un prezzo sempre più contenuto, rispettando naturalmente l&#8217;ambiente. E qual&#8217;è lo strumento per garantire questa corsa continua al miglioramento del servizio e il contemporaneo contenimento dei prezzi? Semplice: la concorrenza.<br />
Quella stessa concorrenza che permette oggi ai comuni soci di Bea di scontare costi di smaltimento nettamente inferiori a quelli di qualche anno fa, questo anche grazie al fatto che BEA è stata costretta a ricorrere al mercato, ovvero a partecipare ad aste al ribasso per accaparrarsi i rifiuti.<br />
La risposta degli amici del PD va naturalmente nel senso contrario, ovvero la creazione di una grande società che punta di fatto ad un monopolio; i comuni soci si affideranno ad essa sia per lo smaltimento che per la raccolta, con la scusa che il servizio sarà offerto “in house”, ovvero dalla loro società. Con tanti saluti al libero mercato, la concorrenza, l&#8217;innovazione.<br />
E chi pagherà i maggiori costi? Secondo voi? Naturalmente i cittadini. Ecco in arrivo un pacco di supposte, e nemmeno in omaggio! Infatti oggi i costi di raccolta e smaltimento che sostengono i comuni devono essere coperti interamente, al 100%, dalla tassa rifiuti (TARI). Questo significa che ogni singolo euro di aumento si scaricherà direttamente in un aumento di imposta. Cioè nelle tasche dei cittadini. Beh però quei cittadini saranno soci di una grande società per azioni, vuoi mettere che orgoglio? Eh cavolo! Non state più nella pelle immagino. Attenzione perché qualcuno vi dirà: bhé ma queste società genereranno un utile, quindi un dividendo per tutti i comuni soci, quindi per i cittadini. Se qualche intelligente vi farà questo discorso potrete sempre rispondere che se l&#8217;utile di un&#8217;azienda scaturisce da un costo maggiore del servizio, che copro io con i miei soldi, non vedo dove starebbe il vantaggio, se non per lo stato, visto che sull&#8217;utile ci pagheremmo pure le imposte. Non sarebbe meglio quindi che i miei sacri soldini stessero direttamente beati nelle mie tasche senza nemmeno uscire? Che ne dite? Così non prendono freddo!</p>
<p><b>Ma c&#8217;è anche di peggio.</b><br />
Gli aspetti negativi non si esauriscono però con il rischio di un aumento dei prezzi e di un deterioramento del servizio, tipiche conseguenze di un servizio gestito da aziende pubbliche in regime di monopolio, ma rischierà addirittura di mortificare lo sviluppo della raccolta differenziata. Oggi abbiamo infatti una separazione tra la società CEM da una parte, chiamata a svolgere il servizio di raccolta, cercando di investire in azioni che mirano all&#8217;aumento della differenziata e la società BEA dall&#8217;altra, che ha come obiettivo quello di bruciare più rifiuti possibili. È evidente come rischierà di emergere un palese conflitto di interessi tra le due realtà che andranno a fondersi: come potranno i soci di BEA puntare verso un deciso aumento della differenziata, quando questo determinerebbe una diminuzione della quantità di rifiuti che la stessa BEA brucia per generare i propri ricavi? Il rischio è quindi quello di pagare tasse più e alte e veder mortificato il potenziale sviluppo della raccolta differenziata. Un capolavoro insomma.</p>
<p><b>Noi chiediamo di dire NO</b><br />
Ecco perché la Lega Nord invita il Presidente Gigi Ponti e la maggioranza del PD a dire no a questo sciagurato progetto di fusione, a pensare prima agli interessi dei cittadini, e solo dopo agli interessi di quelle aziende pubbliche che dovrebbero essere al nostro servizio e non viceversa.<br />
Lo chiediamo con un documento presentato in Provincia, che è socia di BEA al 20%, e che ha come Presidente il Sindaco di Cesano Maderno, socio per un altro 11,25%. Insomma, ci sembra che Gigi Ponti sia quello che comanda qui, quindi la persona giusta a cui chiedere di fermare questa mezza porcata.</p>
<dl id="attachment_2578" class="wp-caption alignleft" style="width: 60px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2014/11/bea_cem.pdf"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-2578 size-full" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2014/11/pdf-icon5-e1415900096644.png" alt="pdf-icon" width="50" height="50" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd"><strong>Testo Mozione BEA CEM</strong></dd>
</dl><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2014/11/18/confetti-beacem-supposte-per-i-cittadini-lega-dice/">Confetti tra BEA/CEM, supposte per i cittadini. La Lega dice NO.</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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