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	<title>appalti - ilMonti.com</title>
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	<description>il blog di Andrea Monti</description>
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	<title>appalti - ilMonti.com</title>
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		<title>CARO STATO, NOI SINDACI SIAMO MEGLIO DI QUANTO CI(G) CONSIDERI </title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2024/01/26/sindaci-cig/</link>
					<comments>https://www.ilmonti.com/2024/01/26/sindaci-cig/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jan 2024 14:38:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sindaco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da un mese, la Pubblica Amministrazione italiana vive un blocco che paralizza acquisti e appalti. Il problema deriva dall'introduzione obbligatoria di piattaforme digitali certificate per gli appalti, della quale la maggior parte degli enti non dispone, causando conseguenze economiche e operative. Tra queste, ritardi nel PIL e annullamenti di gite scolastiche. All'origine del caos c'è l'ANAC, con il suo recente stop nell'emissione degli "smart CIG", indispensabili per qualsiasi acquisto. Il sistema burocratico attuale risulta eccessivo e ponderoso, soprattutto per spese minori, creando frustrazione e rallentamenti in un mondo pubblico non composto da malintenzionati ma, al contrario, da persone oneste e dedicate.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><em><strong>Da un mese tutti gli acquisti della Pubblica Amministrazione sono bloccati. Il Governo spinge per snellire e semplificare, qualcuno rema con forza in direzione contraria. </strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Noi che siamo passati indenni al “<a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=web&amp;cd=&amp;cad=rja&amp;uact=8&amp;ved=2ahUKEwistp2Ek_uDAxXDQfEDHY7_AScQFnoECBcQAQ&amp;url=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FMillennium_bug&amp;usg=AOvVaw2Zplgv9wkfC6uat9RkJUzm&amp;opi=89978449">millenium bug</a>”, pensavamo che la paura di un nefasto tilt digitale fosse definitivamente dietro le nostre spalle. Ed invece ci siamo ritrovati nel capodanno nero dell’eco sistema binario con ventiquattr’anni di ritardo. Non per tutti certo, sicuramente per i 7.896 comuni italiani ma anche una serie infinita di enti pubblici, come scuole, aziende pubbliche, persino gli ospedali! Tutti bloccati in acquisti e appalti proprio dal primo dell’anno. Il motivo? A partire dal 1 gennaio 2024 è entrata in vigore la  digitalizzazione completa del ciclo degli appalti, attivando l’utilizzo di piattaforme digitali certificate. Quante sono queste piattaforme che hanno raggiunto la certificazione in tempo? Ovviamente poche e insufficienti e difficilmente raggiungibili da tutti i comuni ed enti pubblici.</p>



<h3 class="wp-block-heading">PIL INCHIODATO E GITE ANNULLATE</h3>



<p class="wp-block-paragraph">L’intero comparto degli appalti pubblici è inchiodato, certo non quella che si direbbe una manna per il PIL italiano del primo trimestre 2024.&nbsp; Senza contare tutte le scadenze, talvolta perentorie e tassative per non perdere finanziamenti, che i comuni rischiano di non ottemperare. Per non parlare di ospedali che faticano ad approvvigionarsi, si legge addirittura di numerose scuole che hanno dovuto <a href="https://www.ilgazzettino.it/nordest/venezia/gite_scuola_superiore_sito_ministero_piattaforma_annullamento_partenza_settimana_bianca-7882361.html">annullare le gite</a> scolastiche.</p>



<h3 class="wp-block-heading">STRETTI NELLA MORSA DELL’ANAC(ONDA)</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Dietro tutto questo caos, ancora una volta, ci ritroviamo la cara vecchia ANAC, che ha vissuto anni di protagonismo attivo&nbsp; con<a href="https://www.tpi.it/politica/raffaele-cantone-lascia-anac-20190723377446/"> l’ex Presidente Raffaele Cantone</a>; con le sue linee guida e regolamenti, prodotti a profusione come i colpi di un lanciarazzi Katjuša, aveva eretto un nuovo pilastro nell’edificio della gerarchia delle fonti: le soft law. Risultato? Il terrore generalizzato in ogni livello della macchina pubblica, soprattutto a danno di un esercito di funzionari onesti e perbene (ovvero la stragrande maggioranza).&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ridimensionata nella sua furia censoria, l’ANAC sembra essersi presa ora una rivincita: dal primo gennaio ha smesso di emettere gli “smart CIG”, ovvero la versione smart del Codice Identificativo Gara.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading">NO CIG NO PARTY</h3>



<p class="wp-block-paragraph">E senza CIG non fai nulla. E pazienza per le gare più complesse, su cui comunque si rischia di accumulare ritardi importanti, ma oggi è bloccato qualsiasi tipo di acquisto, pure da poche centinaia di euro! Perché? Non si riesce ad ottenere il CIG, tutti ne sono alla ricerca come Indiana Jones alla caccia dell’Arca perduta. Costretti a superare un calvario di prove che nemmeno i <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giochi_senza_frontiere">Giochi Senza Frontiere</a>, con i responsabili del procedimento impossibilitati a delegare collaboratori per riempire pile di scartoffie elettroniche. Perché si entra con la SPID, che è personale, creare delegati&nbsp; è un’altra avventura al limite dell’impossibile.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading">NON SIAMO IN UN MONDO DI LADRI&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Capisco che Venditti lo cantava negli anni novanta, forse però i parrucconi che siedono nei palazzi della burocrazia romana, con tutto il rispetto e la reverenza possibile, dovrebbero iniziare a pensare che i Sindaci non sono una categoria di briganti e malfattori, così come i funzionari pubblici non sono un esercito di malavitosi. Almeno per spesucce fino a 5.000€ si può pensare di andare verso lo snellimento e non la complicazione? Che diavolo serve un “Codice Identificativo Gara” per una spesa da poche centinaia di euro? Suvvia… </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il danno che si sta provocando all’intero sistema italiano della PA è incalcolabile, il tutto alle spalle di un Governo che invece ha tentato a più riprese di andare verso la direzione opposta, con la revisione delle soglie tutte al rialzo. Per questo a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. Forse questi bastoni tra le ruote non ci sono finiti per caso.&nbsp;</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2024/01/26/sindaci-cig/">CARO STATO, NOI SINDACI SIAMO MEGLIO DI QUANTO CI(G) CONSIDERI </a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Profughi, appalti e Prefettura. Qualcosa non quadra</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2017/08/30/profughi-appalti-prefettura-qualcosa-non-quadra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Aug 2017 16:28:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brianza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Esposto all&#8217;ANAC sugli affidamenti per l&#8217;accoglienza profughi. Con la gara ci costano 34€, con gli affidamenti diretti 30€. Sprecati oltre due milioni di euro? Ho inviato un esposto all’ANAC, in merito alla gestione delle gare sui richiedenti asilo in Brianza. Già, perché «le prefetture non sono Nembo Kid», come ha dichiarato al Sole 24 ore [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2017/08/30/profughi-appalti-prefettura-qualcosa-non-quadra/">Profughi, appalti e Prefettura. Qualcosa non quadra</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><em>Esposto all&#8217;ANAC sugli affidamenti per l&#8217;accoglienza profughi. Con la gara ci costano 34€, con gli affidamenti diretti 30€. Sprecati oltre due milioni di euro?</em></h2>
<p style="text-align: center;"><iframe style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fandreamonti78%2Fvideos%2F1363563677089466%2F&amp;show_text=0&amp;width=560" width="560" height="315" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Ho inviato un esposto all’ANAC, in merito alla gestione delle gare sui richiedenti asilo in Brianza. Già, perché «le prefetture non sono Nembo Kid», come ha <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2017-05-18/migranti-cantone-decreto-bandi-giusta-direzione-ma-rafforzare-controlli-104515.shtml?uuid=AELVPYOB">dichiarato al Sole 24 ore</a> Raffale Cantone il 18 maggio scorso. Il capo dell’Anti Corruzione in Italia parlava delle numerose gare d’appalto che le varie Prefetture hanno gestito in questi anni, non sempre in maniera impeccabile, par di capire.</p>
<h3>ACCOGLIENZA, MA QUANTO MI COSTI?</h3>
<p>Quanto costa l’accoglienza dei richiedenti asilo? Il costo, più o meno uguale in tutta Italia, è teoricamente di circa 35€ al giorno per ogni ospite. Tanti? Pochi? Secondo molti, e guardando i profitti, una enormità. Secondo i partecipanti ai bandi, cooperative, associazioni e imprenditori privati, invece «ok il prezzo è giusto». Addirittura sarebbe quasi risicato, rispetto ai numerosi servizi che sono chiamate ad erogare. Non si direbbe.</p>
<p>La Prefettura di Monza e Brianza, lo scorso mese di marzo, ha pubblicato un bando di gara europeo, per selezionare i soggetti chiamati a svolgere il servizio di accoglienza nei loro centri. L’importo dell’appalto, per i soli sei mesi che vanno da giugno 2017 a dicembre 2017, era di 16.897.440,00€. Tanta roba, per soli 180 giorni.</p>
<p>La gara non è di quelle al «massimo ribasso», utilizza invece la formula dell’offerta «economicamente più vantaggiosa». Significa, a spanne, che la valutazione deve rispettare un mix tra offerta tecnica (qualità dei servizi e delle strutture offerte) e il ribasso economico, ovvero lo sconto applicato sul costo giornaliero di 35€. La procedura <a href="http://www.prefettura.it/FILES/AllegatiPag/1258/avviso_aggiudicazione_gara_cig7003813154_2.pdf">si è chiusa il 14</a> di giugno, con la pubblicazione della graduatoria.</p>
<p>Sono sette i soggetti che hanno presentato offerte, ognuno offrendo diverse disponibilità di posti: si va dalla RTI Bonvena che ha messo a disposizione 1.121 posti letto, alla D&amp;G Research che ha partecipato al bando per un solo posto letto. Sì, avete capito bene.</p>
<h3>C’È CHI PARTECIPA AL BANDO EUROPEO OFFRENDO UN SOLO POSTO LETTO</h3>
<p>La D&amp;G Research ha partecipato ad un bando pubblico europeo aperto, del valore totale di 16 milioni di euro, ha compilato una dettagliata offerta tecnica, ha riempito montagne di scartoffie, leccato bolli e francobolli, scaldato cera lacca, consumato fiumi di inchiostro, tutto solo per offrire un misero posto letto, per un solo richiedente asilo. Curioso, non trovate? O forse non poteva non esserci? Non poteva non partecipare? Metti che poi, magari, esce una proroga di quel bando? Vai a saperlo.</p>
<p>Quello che però sappiamo, perché è atto pubblico, è che effettivamente la D&amp;G Research ha firmato il contratto con la Prefettura, <a href="http://www.prefettura.it/FILES/AllegatiPag/1258/ConvenzioneDeG2017_2.pdf">eccolo qui</a>, e lo ha fatto per un solo posto. Dove? A Lentate sul Seveso, in via Mancini n.39. Si tratta di uno stabile in località Birago, dove i vicini assicurano però che gli ospiti sono ben più di uno. Diciamo che siamo più vicini alla decina.</p>
<h3>UN SOLO POSTO LETTO, MA L’OFFERTA TECNICA RISULTA TRA LE MIGLIORI</h3>
<p>Ancora più curioso, per noi profani, anche se tutto risponderà sicuramente a profili di correttezza, non lo metto in dubbio, è il fatto che la D&amp;G Research, con la sua «mastodontica» offerta di un solo posto letto, si sia piazzata terza nel punteggio finale, mettendosi dietro ben quattro concorrenti. Ancora più curioso, ad essere pignoli, è il fatto che proprio il loro progetto, quello legato ad un solo posto, ovvero l’<a href="http://www.prefettura.it/FILES/AllegatiPag/1258/apertura_busta_maggio2017_2.pdf">offerta tecnica</a>, gli ha consentito di piazzarsi sul gradino più basso del podio. L’<a href="http://www.prefettura.it/FILES/AllegatiPag/1258/verbale_apertura_off_economica_accog_migranti2017.pdf">offerta economica</a>, infatti, è stata la più alta di tutti con i 34,96€ al giorno, in virtù della più bassa di un altro concorrente di 33,50€. Evidentemente hanno offerto un solo posto letto, è vero, ma a questo fortunato saranno garantiti «extra vizi». Si scherza, naturalmente.</p>
<h3>DOPO IL BANDO SI PASSA AGLI AFFIDAMENTI DIRETTI</h3>
<p>Il problema, alla fine di questa lunga procedura di gara, durata tre lunghi mesi e costata un tot alle tasche del contribuente, è che la Prefettura è riuscita a reperire «solo» 1.712 posti, a fronte del fabbisogno messo a bando di 2.256. Quindi, verrebbe da pensare, i soggetti partecipanti alla gara non erano nella condizione di offrire più posti di quelli offerti, altrimenti lo avrebbero fatto. Giusto? No, sbagliato.</p>
<p>Infatti, dopo soli 14 giorni, ovvero il 28 giugno 2017, il Prefetto firma una <a href="http://www.prefettura.it/FILES/AllegatiPag/1258/Determina_a_contrarre_affidamenti_diretti.pdf">determina a contrarre</a>. Nel documento, dopo un lungo preambolo volto a giustificare l’ingiustificabile in nome della «estrema urgenza», si afferma che da ora in avanti si affiderà il servizio di accoglienza ad ogni soggetto che ne manifesterà la volontà. Senza gare, bandi e selezioni particolari. Chi arriva si accomoda, almeno fino al 30 settembre 2017. Tutto in nome, come detto, della «estrema urgenza». Ecco il testo del dispositivo:</p>
<blockquote><p>di affidare &#8211; fino all’espletamento della procedura di gara di prossima indizione e comunque non oltre il 30 settembre 2017 &#8211; il servizio di accoglienza ai cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale mediante stipula di apposite convenzioni, agli operatori che manifesteranno la loro disponibilità ad un prezzo non superiore a €30 pro-capite/pro-die, oltre IVA se dovuta</p></blockquote>
<p>Ohibò! Ma come? Mettendo in piedi addirittura una gara europea, per un lungo periodo di sei mesi, per un appalto da 16 milioni di euro e 2.256 posti, la Prefettura ha spuntato un prezzo medio di 34€ pro-capite/pro-die. Poi con affidamenti diretti alla spicciolata, magari di poche unità di profughi e per un tempo limitato, riesce a pagare «solo» 30€.</p>
<p>I meno attenti fra voi si limiteranno a dire: «che bravi, ci hanno fatto risparmiare!». I meno distratti, al contrario, noteranno subito la palese incongruenza. Se con piccoli affidamenti diretti, sporadici e limitati nel tempo, riesco a spuntare 30€, con l’appalto di lunga durata per duemila posti, avrei dovuto pagare meno, e comunque di certo non il 15% in più! Perché è bene ricordarlo, l’affidamento a 30€, si basa sui medesimi capitolati, identici servizi richiesti e medesime caratteristiche.</p>
<p>È evidente che qualcosa non quadra, è evidente che anche la gara da 16milioni di euro andava aggiudicata a non più di 30€. E stiamo parlando di una differenza di oltre due milioni di euro, mica bruscolini.</p>
<h3>CHI NON AVEVA OFFERTO POSTI A 34€, È PRONTA AD OFFRIRNE A 30€</h3>
<p>C’è poi una ulteriore stranezza, che si somma alle altre. A Lazzate è stata proprio la D&amp;G Research ad attivare l’accoglienza per 4 persone, e l’ha fatto il 17 luglio, ovvero nel periodo in cui vigeva l’affidamento diretto. È davvero strano che la D&amp;G avesse pochi mesi prima offerto un solo posto nella sua offerta, indicando un prezzo di 34,97€, salvo poi essere in grado di ospitare subito altre persone al prezzo di 30€.</p>
<h3>ESPOSTO ALL’ANAC, INTERVENGA CANTONE</h3>
<p>Qualcosa in tutto questo non quadra, e qualcuno ci deve spiegare quale sia il prezzo giusto dell’accoglienza in Brianza. 30€ o 34€? Una differenza che ci costa milioni di euro. Di noi contribuenti. Questi sono gli argomenti alla base dell’esposto all’ANAC, che ho provveduto a scrivere ed inviare in questi giorni direttamente all’Autorità di Raffaele Cantone. Saranno loro, almeno lo auspico, che cercheranno di fare chiarezza in questa strana vicenda.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2017/08/30/profughi-appalti-prefettura-qualcosa-non-quadra/">Profughi, appalti e Prefettura. Qualcosa non quadra</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>La moglie del boss serve il caffè alla Polizia Provinciale</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2017/02/09/la-moglie-del-boss-serve-caffe-alla-polizia-provinciale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Feb 2017 16:25:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Provincia he dato in gestione il bar attraverso una gara, in cui però potevano partecipare solo le cooperative sociali. La Provincia gestisce, attraverso la CUC, anche le gare di 34 comuni su 55 della Brianza La notizia di oggi è di quelle esplosive: «la &#8216;ndrangheta nel bar della Provincia». Lo rende noto il Giorno, [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2017/02/09/la-moglie-del-boss-serve-caffe-alla-polizia-provinciale/">La moglie del boss serve il caffè alla Polizia Provinciale</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;"><em>La Provincia he dato in gestione il bar attraverso una gara, in cui però potevano partecipare solo le cooperative sociali. La Provincia gestisce, attraverso la CUC, anche le gare di 34 comuni su 55 della Brianza</em></h3>
<p><a href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2017/02/20121107-toghe-processo-tribunale-1.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-4678 size-full" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2017/02/20121107-toghe-processo-tribunale-1.jpg" alt="boss" width="800" height="600" /></a></p>
<p>La notizia di oggi è di quelle esplosive: «la &#8216;ndrangheta nel bar della Provincia». Lo rende noto <a href="http://www.ilgiorno.it/monza-brianza/cronaca/ndrangheta-bar-provincia-1.2879507">il Giorno</a>, con un’inchiesta a firma dell’ottimo Dario Crippa. Si tratta di un esposto, recapitato alla stessa Provincia (oltreché a Prefettura e Procura), da cui però ci si è guardati bene dal renderlo pubblico.Forse meglio «stare muti»? La notizia, davvero sconcertante, è che dietro il bancone del bar che sta all’interno del palazzo della Provincia di Monza, a fare caffè e spremute, ci sarebbe niente meno che la moglie del boss Candeloro Pio da Melito Porto Salvo, della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/'Ndrina_Iamonte">‘Ndrina iamonte</a>, già arrestato dopo l’inchiesta «Infinito» nel 2010, poi condannato in via definitiva a 20 anni di reclusione per associazione a delinquere di stampo mafioso. Robette da niente.</p>
<p>A detta della denuncia, la signora non si limiterebbe a svolgere ruoli di semplice «barista», ma il suo ruolo avrebbe tutta l’aria di essere operativo e gestionale.</p>
<h3>QUANTE CONVERSAZIONE CARPITE? DATI E INFORMAZIONI SENSIBILI?</h3>
<p>Il primo aspetto, se volete banale, ma non meno inquietante, è legato al fatto pratico e fisico della presenza di tale figura all’interno del Palazzo Provinciale. Perché in quel bar non arrivano avventori «normali». Passano funzionari, dirigenti, agenti della Polizia Provinciale. Proprio quegli agenti, ironia della sorte, che furono i protagonisti dell’operazione «Infinito». Tra un caffè e l’altro, un panino e un’insalata, magari ci si scambia, com’è normale che sia tra colleghi, qualche informazione sensibile. E vai a saperlo che lì, proprio dietro al bancone, ci sta la moglie del boss che hai con fatica gettato al fresco? No, non è normale.</p>
<h3>LA PROVINCIA, ATTRAVERSO LA CUC, GESTISCE I BANDI DI QUASI 40 COMUNI</h3>
<p>L’altro aspetto, non meno preoccupante, è legato alla nuova <a href="http://www.provincia.mb.it/CUC/Aderire/index.html">Centrale Unica di Committenza</a>. La famigerata CUC, che <a href="http://www.ilmonti.com/labbiamo-preso-nel-cuc/">criticai </a>in tempi non sospetti, attraverso cui la Provincia gestisce gli appalti (quelli più sostanziosi) di 34 comuni della provincia.</p>
<blockquote><p>Agrate Brianza, Aicurzio, Albiate, Arcore, Barlassina, Bellusco, Bernareggio, Besana in Brianza, Biassono, Briosco, Carate Brianza, Cavenago in Brianza, Cesano Maderno, Cogliate, Correzzana, Caponago, Desio, Giussano, Lentate sul Seveso, Lesmo, Limbiate, Lissone, Macherio, Misinto, Muggiò, Nova Milanese, Renate, Ronco Briantino, Seregno, Sulbiate, Triuggio, Usmate Velate, Veduggio con Colzano, Villasanta.</p></blockquote>
<p>e in più anche quelli di Afol Monza e Brianza.</p>
<p>Ora scopriamo, come segnalato nell’esposto, che la Provincia ha assegnato attraverso una propria gara, di cui <a href="http://www.provincia.mb.it/servizi_cittadini/appalti/bandi2014/bar.html">troviamo qui</a> la documentazione, un servizio delicato e sensibile come quello del bar interno, ad una cooperativa che ha assunto a lavorare la moglie di un boss, e firmando una convenzione nella quale si indica come responsabile un condannato.</p>
<p>Il primo pensiero va alle numerosissime gare, per un giro d’affari di diversi milioni di euro, che attraverso la CUC la Provincia di Monza e Brianza sta gestendo per i comuni. Ad oggi, formalmente, non vi è nessuna notizia di eventuali «inquinamenti», ma è innegabile come questa vicenda getti un velo di sospetto, magari anche ingiustificato, ma certamente comprensibile.</p>
<h3>STRANEZZE NEL BANDO: PER FARE IL CAFFÈ BISOGNA ESSERE UNA COOPERATIVA?</h3>
<p>Bisognerà capire perché, per esempio, sia stato deciso che a quel bando potessero partecipare solo cooperative sociali di tipo B (di cui alla Legge 381/91). Per fare caffè e spremute bisogna essere una cooperativa? Perché non aprire anche a normali aziende esperte nel settore? È evidente, anche se tale scelta possa trovare solide motivazioni, che ciò limiti ampiamente il numero dei soggetti che potrebbero parteciparvi.</p>
<h3>SI VALUTI LA SOSPENSIONE DELL’ATTIVITÀ</h3>
<p>Ora è il caso di fare chiarezza, di non nascondere nulla e di agire prontamente per evitare che si continui come se niente fosse. La Brianza non è nuova ad interdittive, recentemente hanno <a href="http://milano.repubblica.it/cronaca/2016/04/07/news/seregno_confiscato_dai_carabinieri_il_bar_della_ndrangheta-137110399/">colpito due bar</a> di Seregno, auspichiamo che il Presidente si sia già premurato per sollecitare un provvedimento in tal senso. Non vorremmo che questa volta, visto che si tratta di un’amministrazione targata PD, si tenti di minimizzare, di fare finta di nulla, di dire che in fondo non è niente di che. Non vorremmo che gli stessi tromboni, quelli pronti a suonare al minimo sospetto, quando si tratta di amministrazioni di centro destra, si esibiscano con la sordina. La lotta alla mafia non è una bandiera. Dimsostratelo.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2017/02/09/la-moglie-del-boss-serve-caffe-alla-polizia-provinciale/">La moglie del boss serve il caffè alla Polizia Provinciale</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>L&#8217;abbiamo preso nel CUC!</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2015/10/30/labbiamo-preso-nel-cuc/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Oct 2015 15:05:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[appalti]]></category>
		<category><![CDATA[bandi]]></category>
		<category><![CDATA[burocrazia]]></category>
		<category><![CDATA[cui]]></category>
		<category><![CDATA[provincia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Uno dei tanti refrain della politicaccia italiana, colpita periodicamente e stagionalmente da mode e tormentoni, sempre impegnata a scovare un nuovo capro espiatorio di tutti i mali italici, si è concentrata recentemente sul numero delle stazioni appaltanti, ritenuto particolarmente eccessivo. Diciamo che l’idea di snellire è sempre ben accetta, i tentativi di dimagrire pletorici apparati [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2015/10/30/labbiamo-preso-nel-cuc/">L’abbiamo preso nel CUC!</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Uno dei tanti refrain della politicaccia italiana, colpita periodicamente e stagionalmente da mode e tormentoni, sempre impegnata a scovare un nuovo capro espiatorio di tutti i mali italici, si è concentrata recentemente sul numero delle stazioni appaltanti, ritenuto particolarmente eccessivo.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-3838" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2015/10/3_div_DRAG-IMG-TESTO-SLIDE_CHILD_20140814_022033-1024x724.jpg" alt="3_div_DRAG-IMG-TESTO-SLIDE_CHILD_20140814_022033" width="1024" height="724" /></p>
<p>Diciamo che l’idea di snellire è sempre ben accetta, i tentativi di dimagrire pletorici apparati pubblici sono sempre graditi, così come facciamo la ola al solo pensiero che qualcuno voglia accorciare la lunga e pesante catena della burocrazia italiana. Il problema, come sempre, sta nella soluzione che poi si decide di adottare. Perché adesso da Roma ci fanno sapere che ai comuni va tolta ogni possibilità di appaltare, o quasi. Evidentemente nella capitale più marcia d’Europa, dove si è recentemente coniato il neologismo «mafia capitale», sono convinti che i piccoli e piccolissimi comuni siano popolati da uno stuolo di funzionari e politici avvezzi al malaffare, al ladrocinio e alla corruzione. Così come come il bue che da del cornuto all’asino, dalla città di Roma, patria di ogni tipo di nefandezza e corruttele varie, si vorrebbe insegnare come si portano avanti appalti in maniera trasparente e liberi da ogni oscuro e opaco condizionamento. Lo avrete capito, siamo alle barzellette. Eppure sta succedendo questo. I nostri comuni, soprattutto i piccoli e piccolissimi, sono stati di fatto privati della possibilità di appaltare lavori o acquistare beni e servizi in autonomia. Come faranno quindi? La soluzione per tutti sarà aderire ad una CUC (Centrale Unica di Committenza), che anche la nostra Provincia di Monza e Brianza, seppur in ritardo, <a href="http://www.provincia.mb.it/area_vasta/CUC/index.html">ha recentemente varato con una delibera </a>provinciale. Ma cosa accadrà nel concreto? Come dovranno muoversi i comuni? Si genereranno davvero dei risparmi? Naturalmente no, perché in Italia le soluzioni trovate non risolvono quasi mai i problemi per cui sono state trovate. Perché al di là di mille bei discorsi, è risaputo che la gran parte dei lavori, delle forniture e dei servizi che i nostri comuni si trovano ad appaltare, difficilmente potranno rispondere alla generale e ipotetica idea di accorpamento o di acquisto cumulativo, di cui tanti soloni e filosofi della politica si riempiono la bocca. Tante e tali sono le peculiarità delle singole spese, che alla fine i comuni non potranno far altro che continuare a bandire appalti funzionali alle loro singole esigenze. Con la differenza che lo faranno attraverso la CUC. Quindi con una difficoltà in più. Non potranno più farlo in maniera autonoma, ma dovranno obbligatoriamente transitare da questa famosa CUC, che significherà coinvolgere la Provincia in ogni loro singolo acquisto. Capite bene che anche nella previsione di trovarsi di fronte i più veloci e bravi funzionare del mondo (e in alcuni casi è pure vero), ciò non potrà che costituire un passaggio burocratico in più e non certo un orpello di meno. Bisogna pure tenere conto che il responsabile del procedimento, chiamato quindi a rispondere al contenuto della gara d’appalto, rimarrà comunque il funzionario comunale.</p>
<p>Questo significa che sempre su di lui cadrà quasi l’identica mole di lavoro che sopportava prima. In più dovrà confrontarsi e coinvolgere i funzionari della Provincia, e solo negli uffici della Provincia troverà conclusione l’iter, con una commissione aggiudicatrice mista tra Provincia e Comune. Si dirà, ma almeno abbiamo scongiurato il rischio corruzione. Se questo fosse vero, ma non lo è affatto, significherebbe che i funzionari comunali siano per partito preso meno onesti di quelli provinciali. Naturalmente non è così, anche perché in molti casi chi sta in provincia lavorava in precedenza in un comune. C’è al contrario un rischio in più. Ora nella CUC graviteranno tutti gli appalti di tutti i comuni, situazione che moltiplica enormemente il valore degli affari gestiti da un singolo ente. Non c’è bisogno di un genio per intuire come un piccolo appalto, di poche migliaia di euro, difficilmente stimola fantasie criminogene e quindi la creazione di reti e connivenze volte al malaffare. Non c’è la «ciccia» per farlo.</p>
<p>Pensate che persino l’ANCI, ed è tutto dire, ha avuto un moto di sdegno e protesta rispetto a questa configurazione. Non è un caso che è stata chiesta una modifica, già inserita peraltro nella prima versione della legge di stabilità, per cui questo odioso orpello della CUC dovrebbe scattare solo per importi oltre i 40.000€, anche per i comuni inferiori ai 10.000 abitanti (per gli altri era già così). Se la legge di stabilità sarà approvata senza modifiche, questo è naturalmente già qualcosa, ma l’inutile aggravio burocratico in molti casi ci sarà comunque. È innegabile. Risvolti positivi? Pochi o nulli. Risparmi? Pochi o nulli, anzi probabilmente il tutto determinerà aggravi di costo.</p>
<p>Sarà interessante capire, infatti, come verrà gestita tutta la parte economica relativa a questa famigerate CUC. Le convenzioni che in queste settimane vengono proposte ai comuni sono pressoché tutte identiche, prendo però come esempio, per comodità, quella della nostra Provincia di Monza e Brianza.</p>
<p>Quando la CUC fu presentata all’Assemblea dei Sindaci, qualche settimana fa, si fece passare l’idea che il tutto fosse a costo zero per i comuni. Nell’ultima seduta di Consiglio Provinciale, dove abbiamo approvato la costituzione della CUC, ho sollevato alcune perplessità in merito, chiedendo formalmente se fosse vero che la CUC sia a costo zero per i comuni. Inizialmente la risposta fu eloquente: confermiamo che è a costo zero.</p>
<p>Alla mia successiva richiesta di chiarimenti però, dove facevo notare che l’art.7 della convenzione è abbastanza esplicito:</p>
<blockquote><p>a) con il termine &#8220;costi diretti&#8221;, le spese vive derivanti dalla celebrazione di una specifica procedura di affidamento (contributo per l’autorità di vigilanza, pubblicazione bandi e avvisi, etc.);</p>
<p>b) con il termine &#8220;costi generali&#8221;, le spese sostenute per il funzionamento della centrale, autonomamente contabilizzate, la cui utilità è limitata a tale struttura organizzativa e non si estende al resto del servizi della Provincia di Monza e della Brianza (acquisto di pubblicazioni, pratiche o stampati, formazione specifica, acquisto di hardware e software e relativi canoni di manutenzione, etc.);</p>
<p>c) con il termine &#8220;costi comuni&#8221;, la quota di spese generali sostenute dalla Provincia di Monza e della Brianza, non autonomamente contabilizzata, la cui utilità può essere diretta al funzionamento sia della</p>
<p>￼</p>
<p>centrale, sia di altri servizi dell&#8217;ente (manutenzione locali, utenze di pubblici servizi, carta e cancelleria,</p>
<p>spese postali, etc.).</p></blockquote>
<p>Mi si rispondeva che il fatto che vengano descritte le diverse fattispecie di costi, non significa che obbligatoriamente saranno fatti pagare (cioè si identificano le diverse tipologie di costo così, per impiegare il tempo), e che sarà eventualmente la Conferenza dei Sindaci a decidere se rendere la CUC a pagamento o lasciarla completamente gratuita. (Naturalmente fatti salvi i costi diretti, che non posso essere comunque evitati dal comune)</p>
<p>Siccome la questione non sta in questi termini, cioè la Conferenza dei Sindaci non deciderà se far pagare o non far pagare, semmai quanto e come far pagare, che è cosa molto diversa, chiedevo di indicarmi quale articolo della convenzione affermasse questa possibilità data all’Assemblea dei Sindaci. Dopo qualche secondo di palpabile imbarazzo, mi si citava appunto l’art. 6 comma 2 della convenzione, dove si chiarisce che:</p>
<blockquote><p>6.2 La Conferenza dei Sindaci provvede inoltre ad adottare le decisioni di indirizzo con riguardo agli aspetti economico finanziari relativi alla ripartizione delle quote per le risorse e le spese relative alla Centrale di</p>
<p>committenza;</p></blockquote>
<p>È chiaro come si parli chiaramente di ripartizione, ovvero i costi ci sono e la conferenza dei Sindaci deciderà semplicemente in che maniera caricarli ad ogni singolo comune, determinando in base a quali parametri, principi ecc…</p>
<p>E non potrebbe essere altrimenti, visto che dal punto di visto dei costi l’articolo 7.2 chiarisce poi ogni dubbio:</p>
<blockquote><p>7.2 Al fine di consentire l’efficace organizzazione della Centrale di committenza le spese per la struttura organizzativa operante come Centrale di committenza sono ripartite tra i Comuni associati, sulla base di quote definite in sede di Conferenza dei Sindaci, nel rispetto dei seguenti criteri:</p></blockquote>
<p>Questo significa che ai comuni saranno caricati costi aggiuntivi, rispetto agli attuali che gravano sulla gestione delle gare, che in gran parte non potranno essere ridotti per due semplici motivi: si tratta per lo più di attività svolte da personale interno, che continuerà ad essere pagato e in secondo luogo dovrà continuare a svolgere gran parte dell’attività relativa agli appalti, che continuerà a gravare in capo al comune.</p>
<p>Per farla breve: con la CUC i sindaci e i cittadini patiranno un dilatarsi di tempi e burocrazia e in più si vedranno aumentare pure i cosi. Non c’è che dire, l’abbiamo presa nel CUC!</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2015/10/30/labbiamo-preso-nel-cuc/">L’abbiamo preso nel CUC!</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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