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	<title>In primo piano - ilMonti.com</title>
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	<description>il blog di Andrea Monti</description>
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	<title>In primo piano - ilMonti.com</title>
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		<title>Pedemontana: ecco perché si costruisce la tratta D (breve) e non si usa la tangenziale</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2022/11/04/pedemontana-ecco-perche-si-costruisce-la-tratta-d-breve-e-non-si-usa-la-tangenziale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Nov 2022 17:00:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Brianza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Perché si costruisce la D breve, una nuova autostrada, e non si utilizza la parallela A51? Ecco le motivazioni tecniche</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2022/11/04/pedemontana-ecco-perche-si-costruisce-la-tratta-d-breve-e-non-si-usa-la-tangenziale/">Pedemontana: ecco perché si costruisce la tratta D (breve) e non si usa la tangenziale</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><em>Perché si costruisce la D breve, una nuova autostrada, e non si utilizza la parallela A51? Ecco le motivazioni tecniche</em></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://ilmonti.com/wp-content/uploads/2022/11/pedemontana-9-1024x576.jpg" alt="pedemontana" class="wp-image-33241"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Continua e infiamma il dibattito sulla Pedemontana, soprattutto sull’ultimo tratto in fase di progettazione: la D breve chiamata a sostituire la D versione lunga attualmente prevista.&nbsp; Su Pedemontana ho scritto molto su queste pagine, se vi serve un aggiornamento sui tanti aspetti toccati, date <a href="https://ilmonti.com/tag/pedemontana/">un occhio qui</a>.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Pedemontana: ecco perché si costruisce la tratta D" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/Z5L_CxtHuTg?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><mark style="background-color:#fffc00" class="has-inline-color">IL PD PRIMA CHIEDE A REGIONE DI FARE PEDEMONTANA E POI VUOLE DIFFIDARE REGIONE DAL PROSEGUIRE</mark></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Le ultime uscite degne di nota da registrare, abbastanza surreali, sono due: l’ex Senatore Roberto Rampi, che propone di<a href="https://www.mbnews.it/2022/11/lex-parlamentare-dem-rampi-alla-lega-pedemontana-non-e-un-totem-rinunciate/"> bloccare e rinunciare </a>a Pedemontana e il Pd in Consiglio Provinciale (si chiamano Brianza Rete Comune, ma sono del PD) che propone una mozione per <a href="https://primamonza.it/attualita/pedemontana-la-mozione-di-brianza-rete-comune-scatena-la-bagarre-in-aula/">diffidare Regione Lombardia</a> dal proseguire la costruzione di Pedemontana. Perché sono surreali queste posizioni? Perché fu proprio il Partito Democratico, nel giugno del 2018, a presentare <a href="https://ilmonti.com/wp-content/uploads/2022/11/MOZ-92-testo-approvato-1.pdf">questa mozione</a> in Consiglio Regionale, che nel dispositivo impegnava il Presidente Attilio Fontana a:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-style-default is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>sollecitare il Governo nell’individuare ed erogare finanziamenti per il completamento dell’autostrada Pedemontana lombarda, opera strategica e indispensabile per lo sviluppo economico infrastrutturale lombardo.”.<br></p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Mozione presentata dai Consiglieri Regionali del Partito Democratico, compreso il Capogruppo. Cioè, avete capito bene? Nel giugno del 2018 presentavano e facevano approvare una mozione che sollecitava il completamento di Pedemontana, considerandola opera strategica e indispensabile. Invece adesso, sempre il Partito Democratico, vuole diffidare Regione Lombardia dal realizzarla. Roba da matti. Vai a capire se siamo di fronte a una situazione di bipolarismo politico, oppure di semplice azione cialtronesca. Certo è, quale sia il caso in questione, i cittadini sono presi per il naso. Sarebbe da dire per il culo.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><mark style="background-color:#fffc00" class="has-inline-color">AFFRONTIAMO LA QUESTIONE SERIA DEL DIBATTITO</mark></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ora, lasciando perdere le robe da circo e tornando alla parte seria del dibattito, che merita davvero la nostra doverosa attenzione e ascolto, è utile affrontare una questione che interroga molti: perché si costruisce la tratta D e non si utilizza la A51 (Tangenziale Est) che passa con un percorso quasi parallelo alla futura Tratta D breve? Sul tema ho già avuto modo di <a href="https://ilmonti.com/pedemontana-stop-agli-egoismi/">dire la mia</a>, sommariamente, quando me la sono presa con chi ancora agita questo tema in maniera pretestuosa, anche nel Centro Destra.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La mia posizione non è una scelta politica, o peggio un capriccio, è semplicemente l’illustrazione e il risultato delle valutazioni tecniche che hanno portato a scartare l’ipotesi di utilizzare la strada esistente in sostituzione al tratto terminale della Autostrada Pedemontana. E’ la scelta, responsabile e consapevole, di Regione Lombardia.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><mark style="background-color:#fffc00" class="has-inline-color">LA TANGENZIALE A51 NON REGGE LA PEDEMONTANA</mark></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Partiamo dal principio. La Pedemontana ha come finalità ( e anche l’oggetto della concessione in corso) quella&nbsp; di creare un collegamento diretto con l’Autostrada A4. Obiettivo che si prefiggeva l’attuale configurazione della tratta D Lunga, che si sarebbe collegata all’altezza di Dalmine. L’analisi della concedente CAL S.p.A. dal punto di vista trasportistico, ha rilevato che i flussi attuali della A51, sommati a quelli della futura Pedemontana, renderebbero necessario un robusto adeguamento strutturale dell’asse della tangenziale, che oggi conta solo due corsie per senso di marcia. Tradotto: la A51 non reggerebbe il traffico aggiuntivo generato dalla Pedemontana, rendendo obbligatorio l’ampliamento dell’asse a tre corsie, pena il caos viabilistico.&nbsp; Altra problematica è la connessione con la A4, oggi mancante con la A51, quindi si renderebbe necessario un intervento sul nodo A4/A51 all’altezza di Agrate.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><mark style="background-color:#fffc00" class="has-inline-color">L’ITER, SEMPRE SE FATTIBILE, RICHIEDEREBBE ALTRI 20 ANNI</mark></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">E questi sono gli ostacoli dal punto di vista delle carenze infrastrutturali. Vi è poi un problema legato alla questione delle concessioni autostradali. La Tangenziale A51 vede come concessionario Milano Serravalle-Milano Tangenziali S.p.A, mentre l’Autostrada Pedemontana ha come concessionario Società Autostrada Pedemontana Lombarda S.p.A.. Ne deriva che il concessionario di Pedemontana non può realizzare opere e investimenti su un tratto di strada gestito da un altro concessionario.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tradotto in termini più semplici: ipotizzando fosse fattibile e vantaggioso (dal punto di vista economico e ambientale) pensare di realizzare la terza corsia sulla A51 e lo svincolo (e vedremo che non è così fattibile), questi lavori non potrebbero essere effettuati da Pedemontana, tantomeno rientrare nell’attuale piano finanziario. Dovrebbe essere Milano-Serravalle a promuovere un nuovo e diverso progetto, trovando le risorse&nbsp; in un nuovo piano finanziario (tutto da costruire), previa revisione della convenzione di concessione che andrebbe concordata e definita con il concedente Ministero delle Infrastrutture. A spanne, con i tempi che abbiamo già sperimentato per la Pedemontana, possiamo presumibilmente ipotizzare che ci sarebbe da attendere altri venti anni. E nel frattempo, val la pena di ricordarlo, la Pedemontana sarà completata fino alla tratta C a Usmate Velate, caricando di traffico l’attuale A51 che esploderebbe, riversando i flussi nelle viabilità cittadine.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><mark style="background-color:#fffc00" class="has-inline-color">CHI PAGHEREBBE?</mark></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">E chi pagherebbe? Naturalmente i costi dell’opera dovrebbero essere coperti da Milano Serravalle, che potrebbe avere due opzioni davanti a sé: o caricare i costi sulle attuali barriere, quindi aumentando le tariffe dei caselli (che oggi si vorrebbe al contrario eliminare) acuendo il fenomeno di chi oggi bypassa la barriera caricando di traffico la viabilità cittadina. Oppure, ipotesi più probabile, aggiunge altre barriere, rendendo a pagamento tutta l’attuale A51, oggi invece gratuita.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><mark style="background-color:#fffc00" class="has-inline-color">MA SAREBBE DAVVERO FATTIBILE L’ALLARGAMENTO?</mark></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli scenari appena descritti, di per sé già sufficientemente nefasti, danno comunque per scontata la fattibilità tecnica del potenziamento della A51. E dal punto di vista tecnico progettuale, a detta di chi ha affrontato la questione, di scontato c’è ben poco. Il tratto interessato dalla interconnessione della tratta C con la A51, fino alla connessione con la A4, vede la presenza di diversi ostacoli da risolvere e soprattutto di gallerie da modificare: una a ridosso della zona Ospedale e la Oreno-Vimercate di ottocento metri di lunghezza, pure in prossimità della zona urbanizzata. Intervenire su questa strada sarebbe complicato, probabilmente foriero di ulteriori proteste, cont empi di realizzazione biblici, senza contare la difficoltà nell’eventuale allestimento del cantiere. Sarebbe arduo garantire la percorrenza durante i lavori, altrettanto complicato chiudere la strada per lunghi periodi. Uno scenario che solo a pensarlo ci sarebbe da scappare a gambe levate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per ultimo, non per importanza, ci sarebbe da valutare il fatto che l’eventuale innesto della tratta C nella A51 andrebbe totalmente riprogettato, ma attualmente il tratto è già stato messo in gara e aggiudicati i lavori.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><mark style="background-color:#fffc00" class="has-inline-color">IN CONCLUSIONE: PROPORRE DI UTLIZZARE LA A51 È IRRESPONSABILE.&nbsp;</mark></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Se avete avuto la pazienza di leggere fino a qui (complimenti!) avrete intuito i motivi per cui pensare e proporre di utilizzare l’attuale Tangenziale A51 sarebbe politicamente irresponsabile. Una ipotesi al limite dell’impossibile dal punto di vista tecnico e che, nel caso sciagurato venisse percorsa, richiederebbe uno stop di ulteriori 20 anni, condannando la viabilità del vimercatese al caos totale. Chi sostiene e propone questa ipotesi lo fa con superficialità, tracciando linee nell’aria, idee valide nelle discussioni al bar che si sciolgono una volta aperte le carte. E non è questo il modo di far politica, questo è ingannare i cittadini. Creare problemi invece di risolverli.<br><br>Al contrario, la tratta D breve garantirebbe la chiusura dell’Autostrada Pedemontana con una sensibile riduzione di suolo (rispetto alla D lunga) come <a href="https://ilmonti.com/pedemontana-stop-agli-egoismi/">ho dimostrato qui</a>, velocizzerebbe la realizzazione delle opere riducendo il periodo di tempo che separerà l’entrata in esercizio della tratta C a Usmate e l’apertura della D. Lascerebbe gratuita la percorrenza dell’attuale tangenziale A51, che potrebbe essere sgravata dal traffico più pesante, migliorando in sicurezza e in emissioni in zone urbanizzate. Perché complicarsi la vita? Per capitalizzare un po’ di consenso politico soffiando sulle paure della gente? Non posso credere che la politica, quella buona, si riduca sempre e solo al vantaggio personale o di parte.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per ora è tutto… ma non sarà tutto qui.&nbsp;</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2022/11/04/pedemontana-ecco-perche-si-costruisce-la-tratta-d-breve-e-non-si-usa-la-tangenziale/">Pedemontana: ecco perché si costruisce la tratta D (breve) e non si usa la tangenziale</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Pedemontana: la tratta D va fatta e subito</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2022/06/07/pedemontana-la-tratta-d-va-fatta-e-subito/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jun 2022 14:26:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[autostrada]]></category>
		<category><![CDATA[pedemontana]]></category>
		<category><![CDATA[sindaci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I sindaci della tratta C hanno davvero firmato un documento che chiede di non realizzare la tratta D? Sarebbe il disastro per il vimercatese</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2022/06/07/pedemontana-la-tratta-d-va-fatta-e-subito/">Pedemontana: la tratta D va fatta e subito</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">I<strong><em> sindaci della tratta C hanno davvero firmato un documento che chiede di non realizzare la tratta D? Sarebbe il disastro per il vimercatese</em></strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://ilmonti.com/wp-content/uploads/2022/04/Pedemontana_Galleria_Seveso_1920x1080px-2-1024x576.jpg" alt="pedemontana" class="wp-image-32649"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">C’è un pezzo di politica italiana che è affetta dal morbo del «NO». Come fosse un virus, entra nell’organismo di alcuni ambienti politici e infetta in modo sistematico e sempre uguale. I sintomi, le reazioni, gli sfoghi cutanei di una politica che si avvita su se stessa, si manifestano sempre seguendo lo stesso schema. Colpisce piccoli gruppi, sempre molto rumorosi e puntualmente trovano soddisfazione massima nella visibilità che l’essere contro qualcosa gli riesce magicamente a regalare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Molto spesso sono pure le stesse persone, stesse facce, stessi nomi. Sono quelli che erano NO TAV, poi NO TRIV,&nbsp; ancora NO TAP, NO RIGASSIFICATORI, NO NUCLEARE, NO PALE EOLICHE. In Brianza ci è toccata l’ennesima fastidiosa variante: i NO PEDEMONTANA.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A sentirli hanno sempre solide ragioni: l’ambiente, il consumo di suolo, il pericolo di cataclismi epocali, la difesa di una natura che è sempre sull’orlo di un baratro mortale. In realtà a creare danni, enormi e che siamo costretti talvolta tutti noi a pagare, sono proprio loro. I signori del NO.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rappresentano quasi sempre sparute minoranze, capaci di conquistarsi grande risalto mediatico, soffocando le maggioranze silenziose che si limitano a utilizzare gli strumenti consoni alle democrazie: il voto e la conseguente scelta degli impegni programmatici dei diversi candidati. Prendiamo Pedemontana: l’opera ha attraversato 25 anni di dibattiti, è stata approvata ad ogni livello istituzionale esistente e previsto. Nel 2018 era uno dei più importanti impegni di mandato del Presidente di Regione Lombardia: «mi impegno a completare finalmente Pedemontana», fece sapere Attilio Fontana per tutta la campagna elettorale. Ha vinto le elezioni con venti punti di distacco, disintegrando nelle urne ogni forza politica che timidamente proponeva dei distinguo sul tema. Il Sindaco di Desio ha impostato le recenti elezioni comunali tutta sul no a Pedemontana: lo hanno mandato a casa. Così come ad Arcore, la sinistra che cavalca e blandisce i gruppi contrari a Pedemontana ha dovuto far le valigie e levare le tende.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La gente chiede di realizzare quest’opera da 40 anni, le associazioni di impresa lo chiedono ad ogni occasione utile, anche durante l’ultima Assemblea di Assolombarda. Eppure ancora c’è chi si ostina, con metodi molto discutibili, nel tentare di bloccare un progetto che è ormai all’alba dell’apertura dei cantieri.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’ultima, in ordine di tempo, è una lettera promossa dal Sindaco Alberto Rossi di Seregno, ad oggi <a href="https://www.ilcittadinomb.it/news/cronaca/seregno-matrimonio-aeb-a2a-la-procura-proroga-le-indagini/">ancora sotto indagine</a> per corruzione e turbativa d’asta per la gestione dell’integrazione societaria tra AeB con A2A, che chiede di non realizzare la tratta D. Personalmente, avendo parlato con qualche Sindaco che risulterebbe firmatario della lettera, nutro forti dubbi che fossero tutti d’accordo e consapevoli di aver sottoscritto un documento in cui si chiede di non realizzare la tratta D. Sempre che davvero i sindaci abbiano apposto una firma. Qualcuno l’ha vista?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma al Sindaco Rossi, ansioso di conquistare i titoli di giornale, è bastato fare un giro di mail e poi ha avvisato la stampa. Non è questo un modo serio di lavorare, non è questa la leale collaborazione tra istituzioni, come chiede la nostra Carta Costituzionale. Forse, visti anche i precedenti amministrativi che gli stanno costando una lunga indagine, il primo cittadino farebbe bene a curarsi anche della forma, che quando si tratta di rapporti istituzionali fa anche sostanza. Oltreché correttezza.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma soprattutto non si gioca su temi così importanti. Perché rimane da capire come mai i sindaci della tratta C si siano espressi sulla tratta D? Quanto sono consapevoli delle ricadute, devastanti, che la mancata realizzazione della tratta D causerebbe sul territorio del vimercatese? Lasciare una autostrada a metà, ovvero fermandosi alla sola tratta C, getterebbe nel caos viabilistico tutta l’area est della provincia. Lo stanno raccontando questo ai cittadini? La verità è che i Sindaci dovrebbero chiedere e pretendere il contrario, ovvero di accelerare sulla tratta D, perché va fatta subito o perlomeno il prima possibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Naturalmente, i signori del NO si dileguano quando dobbiamo pagare i conti delle loro stupide battaglie. Perché sono già impegnati a cavalcare l’ennesimo fronte del NO.&nbsp;</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2022/06/07/pedemontana-la-tratta-d-va-fatta-e-subito/">Pedemontana: la tratta D va fatta e subito</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Pedemontana, la risposta del direttore Speziali</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2021/03/17/pedemontana-la-risposta-del-direttore-speziali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Mar 2021 09:47:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[autostrade]]></category>
		<category><![CDATA[mbnews]]></category>
		<category><![CDATA[pedemontana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Continua la il dibattito su Pedemontana tra me e il Direttore di MBnews.it Matteo speziali.<br />
Pubblico, molto volentieri, la risposta del Direttore Speziali al mio intervento sul tema "Pedemontana".</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2021/03/17/pedemontana-la-risposta-del-direttore-speziali/">Pedemontana, la risposta del direttore Speziali</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong><em>Continua la il dibattito su Pedemontana tra me e il Direttore di <a href="http://MBnews.it">MBnews.it</a> Matteo speziali</em></strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://ilmonti.com/wp-content/uploads/2021/03/Copia-di-Senza-titolo-1-1024x576.jpg" alt="pedemontana" class="wp-image-32496"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Pubblico, molto volentieri, la risposta del Direttore Speziali al mio intervento sul tema &#8220;Pedemontana&#8221;. Per chi si fosse perso le puntate precedenti, potete leggerle qui:</p>



<ul class="wp-block-list"><li> <a href="https://www.mbnews.it/2021/03/pedemontana-ce-lappalto-ambientalisti-e-comitati-un-vero-azzardo-senza-copertura-finanziaria/">Intervista di Giulia Santambrogio agli ambientalisti su Pedemontana</a></li><li><a href="https://www.mbnews.it/2021/03/pedemontana-andrea-monti-lega-replica-a-comitati-del-no-e-ambientalisti/">La mia risposta agli ambientalisti</a></li><li><a href="https://www.mbnews.it/2021/03/pedemontana-e-i-professionisti-del-no-il-direttore-replica-ad-andrea-monti-lega/">Il primo intervento del direttore Matteo Speziali</a></li><li><a href="https://ilmonti.com/caro-direttore-su-pedemontana-sbagli-avendo-qualche-ragione/">La mia risposta sul blog ilMonti.com</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">E qui sottto, la controreplica del direttore. Sicuramente non finisce qui&#8230; il dibattito continua! Buona lettura e alla prossima puntata</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-background wp-block-paragraph" style="background-color:#eeeeee">Caro Andrea Monti, <br>apprezzo molto il suo spirito aperto al confronto e senza alcun dubbio la sua capacità retorica e di critica. Mi consenta di puntualizzare fin da subito che però non mi è permesso per la professione che faccio, il giornalista, e il ruolo che ricopro, direttore di testata, scrivere e pubblicare notizie infondate. Semmai convengo che sia naturale che su un tema così divisivo come Pedemontana in Brianza sia facile avere punti di vista contrastanti e anche divergenti.</p>



<p class="has-background wp-block-paragraph" style="background-color:#eeeeee">Sarò sintetico nel risponderle, per non farle perdere tempo e per non farlo perdere ai sui lettori se avrà il piacere di ospitare la mia risposta alla sua controreplica. <strong>Il nostro è senza alcun dubbio un interessante duello a distanza.</strong><br><br><strong>Ha ragione nel sostenere che Pedemontana è un’opera moderna</strong>: sistemi di pagamento innovativi che consentono un migliore scorrere del traffico e minor consumo di suolo rispetto alle autostrade tradizionali. Ma “vecchia” è nel fatto che si basi su un’esigenza che ha preso corpo nel 1986 (io avevo 9 anni, oggi ne ho 43). A quel tempo, forse, avrebbe avuto un senso, anzi uno spazio: <strong>oggi significa aprire una ferita non sanabile nel territorio,</strong> che io e lei amiamo e che, se me lo consente, mi permetto di aggiungere, tanto amava anche suo padre, senatore e sostenitore della nascita della nostra provincia, che ho avuto il piacere di conoscere.</p>



<p class="has-background wp-block-paragraph" style="background-color:#eeeeee"><strong>Ritengo che le due parole autostrada e ambiente non possono stare nella stessa frase.</strong> Non possono stare in una delle province più urbanizzate d’Italia. Nel 1986 c’era ancora margine perché il progetto fosse sostenibile? Oggi no: paesi come Lissone o Arcore hanno consumato tutto il suolo che si poteva consumare. I vari presidenti di provincia hanno fatto di tutto per limitare questo, da Dario Allevi (FI) a Roberto Invernizzi (Pd), ma ormai&#8230; A Lissone il suolo consumato è oltre il 70%. Monza, le ricordo, non svetta mai tra le città dove si vive meglio, nonostante il grande Parco, perché l’inquinamento presente è costantemente alle stelle. </p>



<p class="has-background wp-block-paragraph" style="background-color:#eeeeee">Anche se verrà realizzata, come da lei ben descritto <strong>secondo i migliori standard ambientali e secondo i migliori propositi</strong>,il progetto attuale dell’opera nella <strong>tratta C</strong>, che è, come leggo dallo stesso sito dell’infrastruttura, “è la tratta maggiormente problematica sia dal punto di vista urbanistico che ambientale, a causa del passaggio a ridosso degli insediamenti edilizi e dell’attra versamento di aree di pregio naturalistico, come il parco del fiume Lambro, le colline di Arcore e numerose aree agricole, <strong>è da rivedere</strong> (anche se di fatto sarebbe meglio non farlo&#8230;)</p>



<p class="has-background wp-block-paragraph" style="background-color:#eeeeee">L’ideale è che il tracciato in quel tratto sia per la maggior parte in galleria, se non del tutto. Ma la mancanza di fondi ha fatto sì che adesso sia per lo più in trincea. Non è la stessa cosa! Di 16,5 km circa di realizzazione a tre corsie per senso di marcia, la tratta C si sviluppa per soli 6,5 km in galleria artificiale e 9,5 km in trincea. <br>Non sono contrario alla modernità e alla mobilità, ma se Pedemontana deve essere, che sia realmente moderna, popolare e ambientalista. Perché non vogliamo farlo? Solo per maggiori profitti?</p>



<p class="has-background wp-block-paragraph" style="background-color:#eeeeee"><strong>Se la modernità significa avere un’autostrada tra le più care in assoluto, e lo è già, significa che è e sarà una modernità per pochi.</strong> E questo non mi sta bene. E dato che speriamo di uscire presto da questa Pandemia, di certo la gente nei prossimi anni non avrà il denaro da buttare dal finestrino e preferirà le code ai portafogli vuoti. Gli artigiani preferiranno comprare pane e salame, fare una polenta taragna ricca di formaggio che arrivare 10-15 minuti prima a casa. Invito anche i finanziatori dell’opera a riflettere su questo aspetto.  Il problema di questo modello è lo stesso che si ha per la TEEM: l&#8217;intervento dei privati alza inevitabilmente le tariffe dei transiti. Ciò determina che un&#8217;opera anche strategica sia meno utilizzata di quanto servirebbe per alleggerire realmente le &#8220;vecchie&#8221; strade dove rimangono le cose. La Teem ne è l’esempio, in quanto in tangenziale Est c’è ancora sempre coda.</p>



<p class="has-background wp-block-paragraph" style="background-color:#eeeeee">Ricordo che i costi per tutti sono anche quelli che non si vedono nel progetto: permeabilità dei suoli persa da recuperare, calore in più, emissioni e polveri non assorbite.</p>



<p class="has-background wp-block-paragraph" style="background-color:#eeeeee"><em><strong>Matteo Riccardo Speziali</strong></em><br>Direzione Editoriale <a href="http://Mbnews.it">Mbnews.it</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2021/03/17/pedemontana-la-risposta-del-direttore-speziali/">Pedemontana, la risposta del direttore Speziali</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Perché attaccano la Lombardia</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2020/05/21/perche-attaccano-la-lombardia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2020 16:51:06 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Lombardia è il modello della buona amministrazione di centro destra ed è governata dalla Lega. Per qualcuno due buoni motivi per muovere guerra</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">La Lombardia è il modello della buona amministrazione di centro destra ed è governata dalla Lega. Per qualcuno due buoni motivi per muovere guerra</h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://ilmonti.com/wp-content/uploads/2020/05/conte-1024x576.jpg" alt="lombardia" class="wp-image-32417"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">L’ultimo <a href="http://www.quotidianosanita.it/allegati/allegato9532784.pdf">Rapporto annuale sull’attività di ricovero ospedaliero</a> riporta i dati del 2018. Ci racconta che sono stati ben 164.832 i cittadini italiani che, pur vivendo in altre regioni d’Italia, hanno deciso di trasferirsi in Lombardia per farsi curare. Il <a href="https://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=80665">quotidiano sanità</a> ci dice altro, ovvero che dall’analisi dei dati emerge che per i ricoveri per alta specialità (tumore e terapie collegate), dal sud ci si sposta quasi sempre verso il nord.<br>Dati oggettivi, reali, veri, non demoscopici o frutti di sondaggi. La seconda regione che cura cittadini da fuori regione è l’Emilia Romagna, molto staccata con 108.677 ricoveri. La fotografia di una sanità ospedaliera che cura i propri pazienti e addirittura ne attrae altri. E siamo convinti, con tutti i distingui del caso, che sia difficile che un cittadino percorra un viaggio di migliaia di chilometri per farsi curare male, o per andare incontro ad una sanità disastrosa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Eppure, in queste settimane di emergenza, siamo arrivati a udire voci che addirittura chiedevano il commissariamento della gestione sanitaria di Regione Lombardia. Ma come? Fino a ieri venivate qui a farvi curare da tutta Italia, e tutto a un tratto siamo diventati il peggio del peggio? E’ possibile? Naturalmente, no.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Lombardia è stata la prima ad essere colpita dal Covid-19. La Lombardia ha avuto un focolaio nel lodigiano, domato e tenuto sotto controllo. Poi, quasi contemporaneamente, un secondo focolaio praticamente nell’intera provincia di Bergamo. Impossibile da domare. In pochi giorni, addirittura ore, i pronto soccorso di alcune province lombarde sono impazziti: centinaia di ricoveri contemporanei. Uno vero tsunami, peggio di un terremoto. Regione Lombardia è stata lasciata letteralmente sola. Il Governo non ha istituito la zona rossa a Bergamo, come richiesto da Regione Lombardia. Conte non ha emanato un solo decreto specifico per la Lombardia, tantomeno stanziamenti straordinari. Non ha nemmeno inviato in maniera puntuale mascherine, guanti, camici o reagenti per i tamponi. Per oltre due mesi non si è fatto vedere in Lombardia, arrivando nelle zone colpite solo dopo quasi tre mesi e in piena notte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Eppure, Regione Lombardia, seppur pagando un conto salato, ha retto l’onda, ha più che raddoppiato le terapie intensive in poche settimane, ha cercato di salvare più vite possibili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma continuano ad attaccarla. Continuano a paragonarla alla Regione Veneto, che sostanzialmente ha attuato la medesima politica. Ma le due realtà non sono paragonabili. Il focolaio in Veneto si è registrato in una pesino di 3.000 anime, molto più facile da arginare. Il Veneto ha avuto qualche giorno di vantaggio, come il resto d’Italia, e i casi di contagio sono nettamente inferiori. La Lombardia ha pagato per tutti. Da sola.<br>Invece di ringraziarci, di correre in nostro aiuto, cosa fanno? Ci attaccano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ordiscono campagne mediatiche per screditare il nostro sistema. In maniera cinica, spudorata e vergognosa. Come mai? Semplice: solo un calcolo politico. Pd e Movimento 5 Stelle sono disperati, hanno un governo che traballa e imbarca in ogni momento. Credono di aver trovato, nel momento di debolezza di Regione Lombardia, a seguito dell’epidemia, l’occasione giusta per combatterci. Combattere la Lombardia per screditare il simbolo del buon governo del centro destra a trazione leghista. Non riescono a batterci con il voto democratico, sperano di cavalcare l’onda del virus. E Lombardia significa anche Lega, ovvero il perno dell’intera coalizione di centro destra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma sono dei poveri illusi. La verità emergerà: chiara, limpida ed inequivocabile. La Lombardia ha agito come meglio poteva, ha reagito meglio di chiunque altro e ha dato prova di solidità. Arriverà un onda contraria che annegherà tutti i sogni di gloria di chi ci vuole morti. Siamo vivi, ci stiamo rialzando e torneremo più forti di prima.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2020/05/21/perche-attaccano-la-lombardia/">Perché attaccano la Lombardia</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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