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	<title>Consiglio Regionale - ilMonti.com</title>
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	<description>il blog di Andrea Monti</description>
	<lastBuildDate>Thu, 18 Jan 2024 08:32:44 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Consiglio Regionale - ilMonti.com</title>
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		<title>Milano voleva aumentare i biglietti dando la colpa alla Regione. Piano fallito, ora che faranno?</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2022/08/05/il-comune-di-milano-voleva-aumentare-i-biglietti-dando-la-colpa-alla-regione-piano-fallito-ora-che-faranno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Aug 2022 13:11:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consiglio Regionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nessuno ha ancora deciso di aumentare i biglietti di ATM e trasporto pubblico. Milano ha ordito un piano per farlo di nascosto dando la colpa a Regione. Ma la verità è venuta a galla. Ora la decisione spetta a loro. Cosa faranno?</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2022/08/05/il-comune-di-milano-voleva-aumentare-i-biglietti-dando-la-colpa-alla-regione-piano-fallito-ora-che-faranno/">Milano voleva aumentare i biglietti dando la colpa alla Regione. Piano fallito, ora che faranno?</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong><em>Nessuna decisione presa di aumentare i biglietti di ATM. Milano ha ordito un piano per farlo di nascosto dando la colpa a Regione. Ma la verità è venuta a galla. Ora la decisione spetta a loro. Cosa faranno?</em></strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://ilmonti.com/wp-content/uploads/2022/08/aumenti-bigliettiDelivery-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-32974"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Divampa la polemica tra Regione Lombardia e Comune di Milano. L’ennesima. Il tema? Il presunto aumento dei titoli di viaggio per il trasporto pubblico locale, metropolitana cittadina compresa. La tempesta politica, che sta infuriando in queste ore, mi ha visto protagonista in prima persona. Sono una sorta di testimone oculare di questa incresciosa vicenda, ennesima prova della miseria politica che pervade le istituzioni del nostro disgraziato paese.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo, da una posizione privilegiata, posso raccontarvi fatti e retroscena dell’ennesimo inganno ordito dal Comune di Milano sulle pelle dei cittadini, con atti, fatti e prove alla mano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In data 18 luglio 2022 alle ore 19:56, con protocollo numero 0002183, l’Agenzia del Trasporto Pubblico Locale di Milano convoca l’Assemblea in data 3 agosto 2022 alle ore 11:00. L’ordine del giorno prevede solo 3 punti, i seguenti: </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ol class="wp-block-list"><li><em><strong>Approvazione dell’assestamento generale di bilancio 2022-2024 e della verifica del permanere degli equilibri di bilancio;<br></strong></em></li><li><em><strong>Approvazione della proposta di modifica dello statuto dell’Agenzia, a recepire i nuovi obblighi definiti dalla L.R. 6/2012;<br></strong></em></li><li><strong><em>Verifica dello stato di avanzamento delle nomine dei rappresentanti dei comuni non capoluogo da parte delle Assemblee dei Sindaci delle Province del bacino e della Conferenza dei Sindaci della Città Metropolitana di Milano;<br></em></strong></li><li><strong><em>varie ed eventuali.</em></strong><br></li></ol>



<p class="wp-block-paragraph">Nessun punto all’Ordine del Giorno prevedeva la discussione su possibili aumenti legati all’adeguamento ISTAT. Mercoledì 3 agosto mi collego per partecipare all’Assemblea in qualità di delegato di Regione Lombardia, in modalità di teleconferenza. Discutiamo in maniera tranquilla i tre punti all’ordine del giorno. Al termine dell’ordine del giorno, il Presidente Barbone introduce il tema degli aumenti tariffari, sollecitando i soci dell’Assemblea ad esprimere il loro parere, non sulla decisione o meno di applicare gli aumenti, bensì sulla scelta di quali titoli aumentare, dichiarando che l’aumento è un obbligo di legge regionale. Tale obbligo normativo si rivelerà falso, inesistente, come poi ammetteranno gli stessi protagonisti. Infatti l’Assessore Censi, smascherata la falsità della presunta legge di Regione Lombardia che obbligherebbe all’aumento, comincia ora a correggere il tiro, trasformando in un obbligo dovuto a mancanza di risorse. Ecco cosa dichiara oggi su <a href="http://leggo.it">leggo.it</a></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-style-default is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>«Il Comune è obbligato a reperire questo incremento, può solo decidere su chi dovrà gravare. Se su tutti i cittadini, se su tutti quelli che utilizzano il trasporto pubblico, oppure solo su chi lo usa saltuariamente. Abbiamo ritenuto che la terza soluzione fosse l’unica possibilità rimasta».</p><cite>Arianna Censi &#8211; Assessore Mobilità Comune di Milano</cite></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>CRONACA DI UNA ASSEMBLEA DI ORDINARIA SCHIFEZZA</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Io prendo la parola, mantenendo (a fatica) toni pacati. Dichiaro che il punto in discussione non era all’ordine del giorno, quindi come Regione Lombardia non possiamo intervenire nella discussione, non avendo io mandato a intervenire su un argomento che non era previsto. Chiedo anche se il Presidente intenda mettere in votazione questo punto, perché nel caso faccio notare che non sarebbe legittimo, proprio perché non si può porre in votazione argomenti non presenti nella convocazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Presidente dichiara che non si tratta di una votazione, ma solo una raccolta di un parere dei soci. Specifica poi che l’Agenzia avrebbe mandato una integrazione, relativa a questo argomento, nella sera di venerdì 29 luglio. In realtà, a seguito di una verifica, si scoprirà che l’integrazione attraverso PEC è arrivata in Regione Lombardia alle ore 08.46 proprio di mercoledì 3 agosto, quindi un paio di ore prima dell’Assemblea, assolutamente fuori tempo massimo per aggiornare uffici e comunicare al sottoscritto l’integrazione all’ordine del giorno. <a href="https://ilmonti.com/wp-content/uploads/2022/08/Schermata-2022-08-05-alle-11.27.02-1024x719.png">Qui trovate </a>la prova della presa in carico della comunicazione. </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://ilmonti.com/wp-content/uploads/2022/08/Schermata-2022-08-05-alle-11.27.02-1024x719.png" alt="" class="wp-image-32975" width="732" height="513"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">A questo punto interviene l’Assessore del Comune di Milano Arianna Censi, con un intervento polemico comincia ad attaccare Regione Lombardia, dicendosi stupita che il rappresentante di Regione (cioè io) non prenda posizione sull’argomento. Il clima si scalda, io intervengo alzando parecchio la voce e gridando a più riprese che, a questo punto e data la piega polemica che ha preso il dibattito, chiedo di espungere dalla discussione e dai verbali questo punto, perché non era all’ordine del giorno. Non si può discutere di un tema così delicato senza adeguata documentazione, studio e preparazione. Ribadisco la richiesta più volte. L’Assessore Censi e il Presidente, insistono invece nel proseguire con la «raccolta di pareri». Evidentemente portavano avanti un piano già architettato e pensato a priori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Presidente Barbone e l’Assessore Censi, continuano a più riprese a sostenere che l’aumento legato all’adeguamento ISTAT sia obbligatorio per una norma di Regione Lombardia. Cosa, come già detto, assolutamente falsa, ma in quel momento è per loro utile per orientare la posizione dei soci a loro favore. Ai poveri e inconsapevoli soci, in buona sostanza, si dice: l’aumento è obbligatorio per legge, voi potete dirci solo se preferite che l’aumento sia spalmato su tutti i titoli di viaggio (quindi anche gli abbonamenti) oppure solo sui titoli giornalieri (biglietti singoli). I soci, molti dei quali appiattiti per comunanza politica ai voleri del Comune di Milano, altri perché messi di fronte ad una scelta vincolata, dichiarano che tra le due opzioni preferirebbero aumentare solo i titoli singoli, salvaguardando gli abbonamenti dagli aumenti.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa commedia dell’assurdo termina, con l’ulteriore richiesta di precisazione della Provincia di Monza e Brianza, che chiede di esplicitare nuovamente se si tratta di una votazione oppure no, perché non è in grado di esprimere un voto su un tema che non è all’ordine del giorno. Il Presidente Barbone ribadisce che non si tratta di una votazione. Ricorda poi che il CDA, sulla scorta del dibattito in Assemblea, prenderà la decisione sugli aumenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Assemblea chiusa.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>HA INIZIO LA SECONDA PARTE DEL PIANO DELLA CENSI: LA DISINFORMAZIONE</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo pochi minuti dalla chiusura dell’Assemblea, partono i lanci di agenzia dell’Assessore Censi che accusa Regione Lombardia di aver deciso l’aumento dei biglietti del TPL, compreso il biglietto della metro. La cosa strana, e molto sospetta, è che iniziano a circolare anche le cifre dell’aumento del biglietto della metropolitana, che passerebbe addirittura da 2€ a 2,30€. Ma da dove esce questa notizia? Da dove escono questi numeri? Nessuno ne ha parlato in Assemblea, nessuno lo ha esposto ai soci. Non lo ha detto il direttore Tosi, non lo ha detto il Presidente Barbone e tantomeno l’Assessore Censi. E’ evidente che era tutto preparato, pronto per applicare il complotto ai danni di Regione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inizia a divampare la polemica. La Regione, sbalordita da quanto accaduto, comincia a far sapere che&nbsp; l’aumento tariffario, al contrario di quanto hanno dichiarato in Assemblea il Presidente Barbone e l’Assessore Censi, non è assolutamente obbligatorio, tantomeno previsto da norme o leggi regionali.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è effettivamente così. Non è obbligatorio l’adeguamento ISTAT, la norma a cui si riferisce l’Assessore Censi (spiegata molto bene in <a href="https://ilmonti.com/wp-content/uploads/2022/08/ALLEGATO-2.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">questa nota</a> fatta pervenire a tutte le agenzie)  è una innovazione normativa che Regione Lombardia ha previsto per ampliare, non ridurre, l’autonomia gestionale delle agenzie di trasporto pubblico. Da quest’anno infatti Regione dà la possibilità, nel caso in cui le agenzie decidano di applicare l’adeguamento ISTAT, di poter scegliere in totale autonomia se applicare l’aumento a tutti i titoli oppure solo si titoli singoli. Una facoltà in più, non un obbligo. E comunque solo quando le agenzie decidessero di applicare l’adeguamento ISTAT e l’ammontare totale degli aumenti non potrà mai superare tale livello di adeguamento. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Passano le ore e quanto accaduto assume sempre di più la forma di un vero e proprio piano diabolico ordito dall’Assessore Censi e dal Sindaco Sala per nascondere una decisione che già avevano evidentemente preso: un nuovo aumento dei biglietti della metropolitana. Non si spiegherebbe altrimenti come sia possibile, a poche ore da una fumosa discussione in Assemblea, che ATM e Comune&nbsp; avessero già in mano la decisione su quanto aumenterà il biglietto: 2,30€.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>MILANO NEL 2019 AVEVA GIÀ AUMENTATO IL BIGLIETTO, BEN OLTRE L’INFLAZIONE&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Va ricordato, a beneficio dei più smemorati, che negli ultimi anni non si erano registrati adeguamenti ISTAT, con i prezzi fermi da molto tempo. Nonostante uno scenario di prezzi sempre bloccati, il Comune di Milano, attraverso un’altra vicenda opaca in cui piegando ai propri voleri le decisioni dell’Assemblea del TPL, aveva <a href="https://www.milanotoday.it/attualita/aumento-biglietto-atm-ufficiale-quando.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">varato un corposo aumento </a>del titolo singolo, passato in un sol colpo da 1,50€ a 2,00€ tondi. Ora, non vi sembrava già questo un adeguamento all’ISTAT? Eppure evidentemente non bastava a sostenere i conti di ATM, così ora hanno deciso di aumentare nuovamente il biglietti a 2,30€, mettendo in piedi questa maldestra operazione manipolatoria per tentare di dare la colpa a Regione Lombardia. Se vuoi aumentare il biglietto della metro, dovresti avere le palle per farlo e rivendicarne la paternità. Non nasconderti per dare la colpa ad altri. Patetici. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>IL PIANO COMINCIA A SCRICCHIOLARE. CASCA IL CASTELLO DI FALSITÀ, ORA IL COMUNE DEVE DECIDERE SE AUMENTARE I TITOLI DI VIAGGIO</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Attenzione però, perché adesso viene il bello. Siccome il diavolo è bravissimo a fare le pentole ma spesso cade sui coperchi, tutto questo castello di precarie falsità rischia di finire in testa all’Assessore Censi. Perché? Semplice, perché di fatto non è stato ancora varato nessun aumento dei biglietti, nessun adeguamento all’ISTAT è stato deciso. La scelta spetterà al Consiglio di Amministrazione dell’Agenzia del TPL, che a breve sarà riunito e che ad oggi non è ancora stato minimamente informato sulla questione. E’ il CDA che deve assumere la decisione dell’aumento, sapendo che l’Assemblea non ha dato nessun mandato chiaro ad aumentare i titoli, ma solo una preferenza su come aumentarli nel caso in cui il CDA decidesse di applicare l’adeguamento.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cosa farà il CDA a questo punto? Il controllo è in mano al Comune di Milano che dovrò dare indicazioni in merito. Il problema è che l’Assessore Censi non ha minimamente informato il Consiglio Comunale, non ha attivato nessun passaggio di condivisione per maturare questa indicazione di scelta da trasmettere al CDA dell’Agenzia del TPL. Pensavano di aumentare il biglietto di nascosto, facendo credere a tutti, pure ai loro consiglieri di maggioranza, che la colpa sia di Regione Lombardia. Il piano ora, con il clamore esploso, rischia di fallire, soprattutto perché non possiamo pensare che tutti i Consiglieri Comunali di sinistra a Milano siano sciocchi e con il paraocchi.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ora vediamo la decisione che prenderanno. Stiamo a vedere.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2022/08/05/il-comune-di-milano-voleva-aumentare-i-biglietti-dando-la-colpa-alla-regione-piano-fallito-ora-che-faranno/">Milano voleva aumentare i biglietti dando la colpa alla Regione. Piano fallito, ora che faranno?</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Medici di famiglia: colpa della regione o del governo?</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2022/03/26/medici-di-famiglia-colpa-della-regione-o-del-governo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Mar 2022 10:56:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consiglio Regionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il PD lombardo, infantile e irresponsabile come sempre, oggi scende in piazza per raccogliere le firme sui medici di famiglia. Ma il problema è nazionale, lo dicono i numeri e pure quelli del PD in Emilia Romagna.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong><em>Il PD lombardo, infantile e irresponsabile come sempre, oggi scende in piazza per raccogliere le firme sui medici di famiglia. Ma il problema è nazionale, lo dicono i numeri e pure quelli del PD in Emilia Romagna. </em></strong></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" src="https://ilmonti.com/wp-content/uploads/2022/03/speculazione-4-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-32637"/></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">La Lega ha riempito le piazze negli ultimi due fine settimana. Centinaia di gazebo in cui migliaia di cittadini hanno firmato la petizione rivolta al Ministro Speranza. Motivo? La carenza dei medici di famiglia, una vera emergenza che sta creando disagi e problemi a migliaia di lombardi. Il PD, protagonista di quasi tutti i governi degli ultimi anni, come ha reagito? Organizzando a sua volta una raccolta firme, però contro Regione Lombardia. Una roba da asilo infantile. Così si riproduce, dalla tragedia alla farsa, la contrapposizione che da qualche anno sta scaldando l’Aula di Consiglio Regionale.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ma insomma, si chiedono i cittadini, è colpa di Regione o del Governo? In sintesi, ha ragione la Lega o il PD?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La problematica, come tutte le questioni complesse, trova la soluzione attraverso azioni diverse e coordinate, alcune già messe in campo, come cercherò di spiegare sinteticamente più avanti. Dicevamo però che si voleva tentare di capire chi, tra Regione e Governo, è davvero responsabile di questo disastro? A chi dobbiamo dare ragione, magari anche la nostra firma, a chi invece dobbiamo indirizzare i nostri improperi quando non troviamo un medico che ci possa visitare?</p>



<p class="wp-block-paragraph">C’è un sistema, che supera chiacchiere e propaganda, convenienze di parte e supercazzole varie, per scoprirlo. Semplice, magari grezzo, ma super efficace. Ci si arriva per logica: se l’emergenza medici di famiglia è responsabilità degli errori di scelta e programmazione di Regione Lombardia, sarà sufficiente verificare se al di là del fiume Po la situazione cambia in meglio. L’azione legislativa e amministrativa di Regione Lombardia si limita ai propri confini, se il problema si verifica anche fuori da questi, è la controprova che gli errori stanno davvero altrove, precisamente a Roma.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi, se si dovesse scoprire che la carenza di medici di famiglia è pressoché patita in quasi tutte le regioni, sarà difficile continuare a sostenere che la colpa sia di Regione Lombardia. Perché chi amministra Regione Lombardia non decide per le altre regioni. Semplice, lineare, inconfutabile.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Bene, andiamo a vedere allora cosa succede nelle altre regioni.</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il dato da prendere in esame, per avere una fotografia immediata della situazione odierna e soprattutto futura, è il rapporto tra i medici di base in uscita nei prossimi anni e quelli che entreranno. Perché, non dobbiamo dimenticarlo, per formare un medico ci vogliono anni, quindi la programmazione deve partire da lontano. Ecco allora la situazione in tutte le regioni italiane, illustrata da questo grafico elaborato dall’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani (<a href="https://osservatoriocpi.unicatt.it/ocpi-Carenza%20Medici%20di%20base.pdf">qui trovate lo studio completo</a>):</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://ilmonti.com/wp-content/uploads/2022/03/Schermata-2022-03-26-alle-10.16.44-1024x933.png" alt="" class="wp-image-32642"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Come possiamo leggere il quadro nazionale che emerge è gravissimo. In&nbsp; Italia, nel periodo 2022-2028, sono previsti 27.301 medici di base in uscita, che verranno sostituiti solo da 8.631 giovani medici in entrata, pari al 32%. Questo si traduce in una riduzione di medici pari a 18.670 unità. Quindi, primo indizio: il problema è nazionale, riguarda tutta italia, e allora cominciamo a sospettare che non può essere imputato alla sola Regione Lombardia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma andiamo avanti nell’analisi della tabella. Scopriamo poi che sono solo due le Regioni che invertono la tendenza generale, ovvero solo due regioni nei prossimi 7 anni vedranno un numero maggiore di nuovi MMG (Medici di Medicina Generale) rispetto a quelli in uscita. Si tratta della Valle d’Aosta (4 unità in più) e il Trentino (14 unità in più). Cosa accomuna Trentino e Valle d’Aosta? Sono entrambe due regioni a statuto speciale, ovvero godono di maggiore autonomia. Secondo indizio: chi ha autonomia riesce a invertire la tendenza, la stessa autonomia che da 5 anni chiede e rivendica Regione Lombardia. Inascoltata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Arriviamo al dato lombardo: ci saranno 3.925 medici di base che usciranno dal sistema e verranno sostituti solo da 2.924, pari al 26%. E’ il dato peggiore tra le regioni? No. Il Lazio prevede un ricambio che si ferma al 25%, la Sicilia il 23%, l’Abruzzo il 21% e via fino al dato più basso della Sardegna, con il 10%. Ma tutte le altre regioni più importanti patiscono previsioni drammatiche: il Veneto avrà un ricambio pari solo al 32%, la Campania al 28% e la mitologica Emilia Romagna si ferma al 36%. Tutte le Regioni patiranno un saldo gravemente negativo, persino quella regione sempre additata dal Partito Democratico come il meglio del meglio nella gestione sanitaria: l’Emilia Romagna di Bonaccini.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è un caso, infatti, che è lo stesso Assessore alla Sanità dell’Emilia Romagna <a href="https://www.sulpanaro.net/2022/01/carenza-medici-di-base-la-regione-alza-il-numero-massimo-di-pazienti/">a ricordare come la responsabilità sta nella programmazione nazionale</a>:</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-center is-style-default is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«Da anni siamo impegnati a fronteggiare il tema della carenza di medici di famiglia, che purtroppo riguarda l’intero Paese e che richiede una soluzione sovraregionale» – sottolinea l’assessore alle Politiche per la salute </em><strong><em>Raffaele Donini</em></strong></p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Le differenze, pur con tutti gli sforzi degli amici del PD di coprire gli errori e orrori dei loro governi, non sono così significative da nascondere la verità che emerge eclatante dai numeri: il problema dei medici di famiglia è nazionale, frutto di una programmazione sbagliata del Governo e dei tagli sanguinosi attuati dagli ultimi governi nella sanità.<br><br>Ecco perché la Lega, da anni, sta sollevando la questione in tutte le regioni dove governa, sia con azioni politiche che ufficialmente nel tavole della Conferenza Stato Regioni.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Si va bene, il PD dice balle, ma come risolviamo la questione?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ok, quelli del PD dicono balle, ma dove sta la novità? Chiederanno i più avveduti tra voi. E questo non risolve nulla. Quindi, ora che abbiamo smascherato la ridicola azione politica del PD che cerca maldestramente di gettare responsabilità alla Lega e a Regione, cerchiamo di capire come si è arrivati fin&nbsp; qui e, soprattutto, cosa possiamo fare per risolvere il problema.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inquadriamo innanzitutto le competenze sulla gestione dei medici di base. I medici di medicina generale sono liberi professionisti che operano per il sistema sanitario in base ad un Accordo Collettivo Nazionale siglato a livello governativo. Non sono quindi dipendenti del sistema e per questo l<strong>a Lombardia ha competenza marginale</strong> sull’organizzazione della categoria dei medici di famiglia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per diventare medici di base bisogna compiere un lungo percorso di studi. Lungo e costoso. Motivo per cui le borse di studio giocano un ruolo decisivo nell’aumentare il numero di giovani medici. <strong>E chi finanzia le borse di studio?</strong> Le borse di specializzazione in medicina generale sono definite a livello nazionale, di concerto fra Ministero della Salute e Ministero dell’Università e della Ricerca.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">E quante borse di studio sono state finanziate negli ultimi anni? Ecco i dati.</p>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td>Triennio 20<strong>16</strong>/20<strong>19</strong></td><td><strong>90</strong> borse di studio</td></tr><tr><td>Triennio 20<strong>17</strong>/20<strong>20</strong></td><td><strong>100</strong> borse di studio</td></tr><tr><td>Triennio 20<strong>18</strong>/20<strong>21</strong></td><td><strong>317</strong> borse di studio</td></tr><tr><td>Triennio 20<strong>19</strong>/20<strong>22</strong></td><td><strong>313</strong> borse di studio</td></tr><tr><td>Triennio 20<strong>20</strong>/20<strong>23</strong></td><td>1<strong>74</strong> borse di studio</td></tr></tbody></table></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Numeri scarsi, addirittura dimezzati nell’ultimo triennio. Ma <strong>Regione Lombardia può decidere di finanziare ulteriori borse di studio</strong>? Sì, Regione Lombardia può integrare finanziando con risorse proprie ulteriori borse di studio, come del resto ha fatto nel triennio 2018-2021 con ulteriori 35 borse di studio. Ma lo può fare utilizzando le risorse del Fondo Sanitario Nazionale, ovvero dovrebbe ridurre le prestazioni sanitarie del nostro sistema, incidendo sulla carne viva di malati e pazienti. A voi pare giusto? I cittadini lombardi patiscono un residuo fiscale, differenza tra le tasse pagate e risorse trasferite dal governo, pari a 54&nbsp; miliardi di euro ogni anno, e dovremmo pure sopperire alle competenze che sono del Governo? In sostanza, dovremmo tagliare la sanità lombarda per fare ciò che sarebbe compito di Roma? No, i nostri malati e i nostri cittadini non lo meritano, e non intendiamo scalfire l’eccellenza della sanità lombarda, quella sì responsabilità di Regione Lombardia.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cosa ha fatto Regione e cosa si deve fare?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Regione Lombardia non è comunque rimasta a graduare, in attesa che al Governo arrivi una vera maggioranza di centro destra, non i disastrosi governi del PD, quelli che negli ultimi anni, da Mario Monti a Gentiloni, passando per Renzi, hanno tagliato 36 miliardi sulla sanità, trentasei miliardi!&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Regione Lombardia, con DGR n. 5004 del 5 luglio 2021, ha approvato le linee di sviluppo del corso di formazione in medicina generale, prevedendo l’attuazione del tirocinio professionalizzante. In questo modo, gli specializzandi potranno sostituire alcune attività teoriche con la pratica sul campo e la conseguente assegnazione di un massimo di 1.000 assisti. Un’iniziativa questa che permette di velocizzare ed efficientare il percorso formativo degli aspiranti medici di base e di potenziarne l’attività pratica potendo a coprire ogni anno circa le esigenze di circa 300 mila cittadini. Inoltre, allo specializzando che assume l’ambito carente o l’incarico temporaneo, grazie a questa delibera, vengono riconosciuti gli stessi incentivi del MMG “titolare”, in particolare per quanto concerne la medicina di gruppo e per il personale di studio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E ancora, <strong>Regione Lombardia ha fissato a 1.000 il numero massimo di assistiti per i medici in formazione</strong> tramite DGR 5004 del 5 luglio 2021. Questa soglia, definita congiuntamente con le sigle sindacali dei MMG, permette agli iscritti al terzo anno del corso di studiare e lavorare contemporaneamente ed è il valore definito più alto già in deroga rispetto alla normativa nazionale. Aumentare tale soglia, pregiudicherebbe il percorso formativo degli specializzandi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Insomma, è intuibile il disagio e il nervosismo degli esponenti del Partito Democratico, impegnati a coprire le malefatte e la cattiva programmazione dei loro governi, ma non è scaricando le colpe all’avversario politico che si risolve il problema per i cittadini. Sarebbe più corretto, più saggio e più intelligente unirsi a Regione Lombardia per chiedere con forza un cambio di rotta al Ministro Speranza. Correttezza, saggezza e intelligenza. Forse non è roba che possiamo aspettarci da PD e 5Stelle, impegnati solo in becera propaganda. Noi continuiamo a lavorare per i lombardi.&nbsp;</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2022/03/26/medici-di-famiglia-colpa-della-regione-o-del-governo/">Medici di famiglia: colpa della regione o del governo?</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>IL PNRR PARTE MALE: NORD ESCLUSO</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2022/01/05/il-pnrr-parte-male-nord-escluso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Jan 2022 15:42:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consiglio Regionale]]></category>
		<category><![CDATA[anci]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
		<category><![CDATA[nord]]></category>
		<category><![CDATA[pnrr]]></category>
		<category><![CDATA[rigenerazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 93% delle domande respinte dal primo bando riguardano comuni del Nord. E' necessario cambiare immediatamente i parametri. Non può essere esclusa dal PNRR la parte più dinamica, efficiente e produttiva del Pese</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong><em>Il 93% delle domande respinte dal primo bando riguardano comuni del Nord. E&#8217; necessario cambiare immediatamente i parametri. Non può essere esclusa dal PNRR la parte più dinamica, efficiente e produttiva del Pese</em></strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://ilmonti.com/wp-content/uploads/2022/01/Progetto-senza-titolo-5-1024x576.jpg" alt="rigenerazione urbana" class="wp-image-32585"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">In questi mesi ci hanno propinato il <a href="https://www.governo.it/sites/governo.it/files/PNRR.pdf">PNRR (Piano Nazionale di Rinascita e Resilienza)</a> come fosse il pane quotidiano. Un enorme piano, pensato e varato dall’Europa per uscire dalla crisi economica prodotta dalla pandemia Covid. L’enfasi, le aspettative e l’interesse quotidiano, quasi morboso, posto sul PNRR sono giustificate, perché si tratta di un oceano di risorse che inonderà anche l’Italia. Parliamo di centinaia di miliardi di euro che pioveranno nelle casse statali. Soldi a debito, che peseranno sulle spalle delle generazioni future. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il piano è naturalmente molto articolato. In una delle sue parti prevede copiose risorse che saranno indirizzate per investimenti sui territori, transitando dalle casse degli oltre ottomila comuni italiani.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto molto bello e stimolante. La partenza però non è stata delle migliori, scatenando giuste polemiche e recriminazioni. Una delle prime misure varate, infatti, è stata quella per finanziare un bando sulla rigenerazione urbana, destinato ai soli comuni italiani con più di 15.000 abitanti. Le <a href="https://dait.interno.gov.it/documenti/decreto-fl-30-12-2021-all-3.pdf">graduatorie</a> (guardate con i vostri occhi) sono però impietose: i comuni beneficiari sono quasi esclusivamente del Sud. Addirittura il 93% del totale di quelli esclusi sono comuni del Nord. Un risultato inaccettabile, che ha provocato le dure reazioni di <a href="https://www.adnkronos.com/comuni-anci-veneto-per-riqualificazione-periferie-troppi-fondi-al-sud_3MasEXVyKj7ymAT7isnJCA">Anci Veneto</a> e <a href="https://www.anci.piemonte.it/pnrr-lallarme-bando-rigenerazione-urbana-esclude-progetti-del-nord/">Anci Piemonte</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E’ giusto ricordare che il PNRR prevede già una quota di salvaguardia per il Sud, per eliminare gli squilibri territoriali: così recitano le premesse del Piano:</p>



<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<blockquote class="wp-block-quote is-style-default is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>&#8220;<em>Il 40 per cento circa delle risorse territorializzabili del Piano sono destinate al Mezzogiorno, a testimonianza dell’attenzione al tema del riequilibrio territoriale.</em>&#8220;</p><cite>Antonio Decaro &#8211; Presidente Nazionale A.N.C.I.</cite></blockquote>



<div class="wp-block-getwid-advanced-heading"><span class="wp-block-getwid-advanced-heading__content">I risultati dei parametri del bando, però, hanno fatto sì che anche il restante 60% sia stato destinato al Sud. Molti si interrogano: può essere totalmente escluso un pezzo di Italia da una occasione storica come questa? No, sarebbe un vero e proprio tradimento.<br></span></div>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>ESCLUSA LA PARTE PIÙ&nbsp; PRODUTTIVA, QUELLA CHE MEGLIO UTILIZZA LE RISORSE</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ma il problema è anche più grave e preoccupante. Partendo dai concetti elementari di economia, sappiamo bene che il debito si divide in due brutali categorie: buono e cattivo. Il debito buono è quello che finanzia investimenti che generano crescita, utile poi ad aumentare la ricchezza e ripagare il debito. Il debito cattivo si traduce in sprechi, inefficienza, spesa non produttiva, corruzione, assistenzialismo e tutto il corollario che ben conosciamo. In una sola parola: soldi buttati. Senza la necessità di scomodare qualche Nobel all’economia, possiamo intuire facilmente che se il debito cattivo batte quello buono, le future generazioni saranno in ginocchio perchè non riusciranno a ripagarlo quell&#8217;enorme debito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le regioni e i comuni del nord, negli ultimi anni, hanno dimostrato di essere quelle ad aver registrato le migliori performance rispetto alla capacità di saper spendere presto e bene i finanziamenti europei. Indirizzare tutte le risorse del PNRR in aree ad alto rischio di sprechi, non è solo una questione dì ingiustizia, è anche una scelta rischiosa e dannosa per le casse dello stato.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>UNA PARTE SPENDE E UNA PARTE PAGA I DEBITI</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Così come sappiamo bene che il bilancio dello Stato Italiano poggia le sue gambe sulle quattro regioni che sono il motore dell’Italia: Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Piemonte. Come sarebbe possibile tollerare una divisione netta e impietosa: da una parte cittadini che si vedranno pioggia di quattrini e dall’altra cittadini ugualmente italiani che non vedranno un soldo ma dovranno pensare a ripagare quel debito.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>NO, LA SOLUZIONE NON PUÒ&nbsp; ESSERE “FINANZIARE TUTTI”</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Una ingiustizia così macroscopica ha trovato tutti concordi nella sua condanna senza appello. Anche il Presidente Nazionale di ANCI, Antonio Decaro, è <a href="https://www.anci.it/decaro-il-governo-trovi-le-risorse-per-finanziare-i-progetti-che-sono-gia-pronti-a-partire/">intervenuto con decisione</a>:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-style-default is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>&#8220;<em>Appare paradossale – ha proseguito Decaro – che da una parte l’Italia possa disporre di risorse per investimenti straordinarie, e dall’altra parte ci siano progetti già pronti che non vengono finanziati, escludendo in particolare alcuni importanti Comuni del Nord</em>&#8220;</p><cite>Piano Nazionale per la Rinascita e la Resilienza</cite></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Questa levata di scudi, da Nord a Sud, è sicuramente positiva. Quello che preoccupa è la soluzione proposta. Anci propone di finanziare tutti i progetti, anche quelli esclusi, implementando un altro miliardo di risorse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Certo, una soluzione che sul singolo bando potrebbe accontentare tutti (sempre da vedere se il Governo quel miliardo lo metterà), ma che nasconde una fregatura dietro l’angolo. Perché non possiamo pensare che il PNRR si trasformi in un rimborso a piè di lista, oppure ad un bancomat  in cui ogni comune potrà prelevare quanto desiderato. E’ evidente che altri bandi usciranno, altre graduatorie saranno stilate e non si potrà sempre soddisfare tutti.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La soluzione è agire sui parametri, evitare che si determini a priori, come accaduto in questa occasione, l’esclusione di una intera parte di territorio.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ancora, <span style="text-decoration: underline;">sarebbe utile e necessario prevedere una quota di salvaguardia di fondi che siano destinate a quelle regioni che hanno dimostrato solidità nei conti e alte performance nella qualità della spesa.</span>&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non possiamo giocare tutte le centinaia di miliardi alla roulette, sperando che vada bene.C’è in gioco il futuro delle prossime generazioni, quindi dobbiamo pretendere che una quota di PNRR sia messo in cassaforte, destinato a chi ha dimostrato di saper investire presto e bene.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nemmeno a dirlo che in Lombardia siamo in pole position, con la prova data dall’enorme Piano Lombardia, quasi 4 miliardi investiti in pochi mesi.&nbsp;</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2022/01/05/il-pnrr-parte-male-nord-escluso/">IL PNRR PARTE MALE: NORD ESCLUSO</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Vaccino: ma la Lombardia va così male? No</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2021/03/23/vaccino-ma-la-lombardia-va-cosi-male-no/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Mar 2021 17:19:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consiglio Regionale]]></category>
		<category><![CDATA[Regione]]></category>
		<category><![CDATA[covid19]]></category>
		<category><![CDATA[dosi]]></category>
		<category><![CDATA[lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[regioni]]></category>
		<category><![CDATA[vaccino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Abbiamo reagito con severità al minimo errore, ma non possiamo accettare uno stravolgimento della realtà.</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2021/03/23/vaccino-ma-la-lombardia-va-cosi-male-no/">Vaccino: ma la Lombardia va così male? No</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Abbiamo reagito con severità al minimo errore, ma non possiamo accettare uno stravolgimento della realtà. La Lombardia non è ultima, non è un disastro, non è il centro dei disservizi. Siamo quelli che somministrano più vaccini, un pezzo importante di tutto il sistema Italia.</h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://ilmonti.com/wp-content/uploads/2021/03/Copia-di-Senza-titolo-3-1024x576.jpg" alt="vaccino" class="wp-image-32508"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Se non avete pazienza, tempo o voglia, saltate direttamente più sotto, dove conoscerete i dati veri, quelli che davvero contano e che ci raccontano come Regione Lombardia non sia affatto il peggio oppure quel disastro che tutti si impegnano a dipingere con tinte fosche.<br>Se avete qualche minuto in più, partite dall’inizio, così costruiamo insieme un quadro più completo di cosa stia succedendo davvero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa mattina ero ospite ad una trasmissione TV su <a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=web&amp;cd=&amp;cad=rja&amp;uact=8&amp;ved=2ahUKEwih9NeL5MbvAhWOqaQKHbgfBPoQFjAAegQIBhAD&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.mediapason.it%2Ftelelombardia%2F&amp;usg=AOvVaw1k6mo2-KqSy0Q-0c7V-1UE">TeleLombardia</a>, «detto da voi» di Caterina Collovati. Tema? Naturalmente i vaccini Covid. Mentre mi recavo negli studi di via Colico a Milano, tra lo scarso traffico del lockdown e con voglia di rimanere sempre aggiornato sulle ultime accuse, ero sintonizzato su Radio24, la radio di Confindustria.<br>Sono ascoltatore assiduo dell’emittente, ma questa mattina, purtroppo, è stata un fulgido esempio di come sia facile manipolare l’informazione. La trasmissione era <a href="https://www.radio24.ilsole24ore.com/programmi/24mattino-le-interviste/puntata/caos-vaccini-lombardia--082020-ADUbvCSB">«24 Mattino»</a>, condotta da <a href="https://twitter.com/simonespetia?ref_src=twsrc%5Egoogle%7Ctwcamp%5Eserp%7Ctwgr%5Eauthor">Simone Spetia</a>, valido professionista, accompagnato da Paolo Mieli. Mieli è una colonna del giornalismo che non ha bisogno di presentazioni. Nemmeno c’è bisogno di ricordare o spiegare quanto sia abile a utilizzare la professione che svolge come una clava sul terreno della battaglia politica. Non è uno che si sia mai fatto tanti scrupoli. Nessuno scrupolo il 13 giugno 1971, quando firmò l’appello contro il commissario Luigi Calabresi: accusato di essere un «torturatore» e di avere «responsabilità» nella morte dell’anarchico Pinelli. Undici mesi dopo Calabresì fu barbaramente ucciso. C’è da dire, per amor di verità, che poi Mieli si pentì della firma. Giusto trent’anni dopo, nel 2002, dicendo che la firma la mise più o meno per sbaglio, comunque a suo dire quello era un appello per la «libertà di stampa». Argomento immaginiamo a lui particolarmente caro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Così come molti anni dopo, il 28 marzo 2006, quando non esitò a schierare il Corriere della Sera, primo quotidiano di Italia, firmando un vero e proprio <a href="https://www.corriere.it/Primo_Piano/Editoriali/2006/03_Marzo/08/scelte.shtml">appello al voto per Romano Prodi</a>. Governo tragico quello, che durò meno di 24 mesi. Anche lì, tra qualche anno, ci spiegherà forse che lo fece per la libertà di stampa e per il bene dell’Italia? Attenderemo pazienti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non vado oltre, questi due episodi sono però utili per capire con chi abbiamo a che fare. Gente bravissima e rispettabilissima, non fraintendete, uno tra i migliori professionisti in circolazione, ma che interpreta il proprio ruolo in maniera smaccatamente partigiana. Sembra quasi che il compito del giornalista non sia di informare, bensì di formare l’opinione di chi legge o ascolta. E qual è l’idea che voglio inculcare a forza nei loro lettori e ascoltatori oggi? Quella che politicamente conviene, ovvero che Regione Lombardia sia la peggiore regione d’Italia, perché guidata dal centro destra e perché ha un presidente della Lega.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno poi pensa, imbastendo una puntata tutta contro Regione Lombardia, che sicuramente ci sarà qualcuno di Regione Lombardia ospite, vero? Effettivamente, un ospite lombardo lo hanno chiamato. Menomale! Chi? Il Sindaco Del Bono di Brescia. Chi è Del Bono? Diciamo che possiamo a ragione definirlo lo Scanzi dei sindaci lombardi. Lo stesso Scanzi che l’ottimo Filippo Facci <a href="https://www.liberoquotidiano.it/news/commenti-e-opinioni/26629307/andrea-scanzi-vaccinato-riservista-asl-indaga-filippo-facci-caz-colpisce-ancora.html">ha etichettato</a> come «cazzaro». Del Bono è una garanzia da questo punti di vista. Lui era il Sindaco, pensate, che a gennaio 2021 (cioè una manciata di settimane fa), ancora attaccava Regione Lombardia per le chiusure, <a href="https://www.ilgiorno.it/brescia/cronaca/lombardia-zona-rossa-1.5925139">pretendendo che si dividesse</a> la Lombardia in aree provinciali, sostenendo che andasse chiusa Milano e non Brescia. Poi la realtà lo ha sotterrato con la sua città ritornata al centro dell’emergenza. Per sua fortuna, anzi per fortuna dei suoi cittadini, Regione Lombardia non lo ha mai ascoltato. Per sfortuna nostra questo rimane invece sindaco di un capoluogo lombardo e trova ancora il coraggio di apparire su radio e tv, sputando sentenze come se la sua coscienza da primo cittadino fosse in perenne stato comatoso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Del Bono non si capisce poi a che titolo parli? Cosa sa davvero della situazione vaccini Covid? A quanto pare poco. Infatti, non sappiamo se con dolo o in buona fede comunica dati palesemente FALSI. Nella trasmissione sostiene che solo il 30% degli over 80 siano stati vaccinati. Quando il dato ufficiale della Regione Lombardia è del 49%. Forse i report gli sono stati forniti direttamente da Scanzi? Probabile. Ancora più assurdo che lo stesso conduttore della trasmissione, a sentire tali numeri sballati, non abbia rivendicato quelli che sono pubblicati dal suo stesso editore! Già, perché sarebbe bastato collegarsi al loro sito, quello del <a href="https://lab24.ilsole24ore.com/numeri-vaccini-italia-mondo/">Il sole 24 ore</a>, e scoprire che i dati veri sono questi:<br><strong><span style="text-decoration: underline;">Fascia 80-89 in Lombardia: 41,4%<br>Fascia 90+ in Lombardia: 61,3%</span></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Capisco che tutto questo, evidentemente, non sarebbe stato funzionale allo scopo della trasmissione: condannare la Lombardia ad essere vista come il peggio del peggio, in quanto leghista naturalmente.<br>E infatti lo stesso conduttore, incredibilmente, sostiene che la Lombardia avrebbe un problema con gli «over 80», rispetto ad altre regioni come il Lazio, che invece vanno molto bene.<br>Ancora, lo smentiamo con gli stessi dati che pubblica il suo editore:<br><strong><span style="text-decoration: underline;">Fascia 80-89 nel Lazio: 54,5%<br>Fascia 90+ nel Lazio: 53,2%</span></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Lazio fa meglio nella fascia 80-89, la Lombardia fa meglio del Lazio nella fascia 90+. La percentuale dell’intera fascia over 80 della Lombardia è di 49% di copertura, come detto. Sfido a sostenere che la Lombardia abbia un problema sugli ovvero 80, essendo in linea alla media nazionale, meglio comunque di altre regioni. E questo, mi si permetta di ricordarlo, nel contesto di una scala demografica decisamente più complicata: noi abbiamo i numeri, la complessità territoriale e organizzativa di uno Stato. Non siamo il Molise, con tutto il rispetto dovuto.<br>La Lombardia è ampiamente la Regione che ha somministrato più dosi, circa 1,3 milioni quelle somministrate. Sabato abbiamo registrato in Italia la somministrazione di 120mila vaccini, la Lombardia da sola ne ha inoculati 30mila.<br><span style="text-decoration: underline;">Il totale dice che in Italia sono state inoculate 7,5 milioni di dosi di vaccino, in Lombardia ne abbiamo fatto 1,3 milioni. La Lombardia rappresenta il 16% della popolazione italiana e le dosi somministrate da noi sono il 18% del totale Italia. Numeri reali, non giochetti di classifiche per sbertucciare chi sta antipatico</span>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://ilmonti.com/wp-content/uploads/2021/03/Schermata-2021-03-23-alle-18.04.07.png" alt="vaccino" class="wp-image-32505"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ma è tutto inutile, perché l’obiettivo non è la salute dei cittadini lombardi o italiani. Per loro l’obiettivo è politico. E lo spiega bene Paolo Mieli, quando pesca appositamente una classifica funzionale al suo scopo, quella del rapporto tra dosi consegnate e somministrate. Lo fa per far notare che agli ultimi 7 posti ci sono 6 regioni con governatore della Lega, più una che è guidata da Toti, che comunque è un «mezzo leghista», a suo insindacabile giudizio. Non importa poi che sia una classifica con poco significato e costrutto e che le differenze tra le varie regioni siano di pochi punti percentuali. L’obiettivo è, in questo caso, far volare dalla finestra la Lombardia. Magari ci riusciranno, salvo poi pentirsene, dopo 30 anni naturalmente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E ad un occhio distratto, lo ammetto, ciò appare come inconfutabile. Ma, giusto per mettervi il dubbio, sappiate che se pescassimo invece la classifica di incidenza dei vaccinati ogni 100mila abitanti, scopriremmo che la Liguria che Mieli ha messo dietro alla lavagna, balza invece ai primi posti della classifica. Quindi? La Liguria è buona o cattiva sig. Mieli? Dipende dalle classifiche che ci sottoponi, oppure dipende dall’idea di cui vuoi convincerci?</p>



<p class="wp-block-paragraph">La verità è che questo giochino delle classifiche ha poco senso, serve solo come strumento di propaganda, per giornalisti e politici così mal ridotti che son costretti ad utilizzare un momento così tragico, in cui dovremmo essere tutti uniti, per darsi di gomito e tentare di dare la spallata all’avversario politico di turno. Poveracci. Mi fanno un po’ pena.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’unico dato che davvero conta sono le persone, cittadini, esseri umani, che ogni giorno riusciamo a vaccinare. Nessuna regione vaccina più di quanto faccia Regione Lombardia. Qui un anziano su due è già vaccinato, così come medici e infermieri, così come stiamo vaccinando personale scolastico e ora i fragili a suon di oltre 30.000 vaccinazioni al giorno. E aumenteremmo pure, se solo arrivassero questi benedetti vaccini in quantità consona.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Intendiamoci, ciò non significa che in Regione Lombardia vada tutto perfettamente bene. No, come del resto non va perfettamente bene in nessuna parte d’Italia e del mondo. <span style="text-decoration: underline;">Ma stiamo parlando di errori che hanno coinvolti 2.400 casi su un totale di 1.231.522 dosi somministrate</span>. Parliamo dello 0,2% di disguidi. Ma noi in Lombardia, abituati a confrontarci sempre con il meglio del mondo e non il peggio, protestiamo e ci arrabbiamo quando non funziona anche la più piccola cosa. Non facciamo spallucce. Se ci sono stati dei disservizi ed errori sul sistema informatico di prenotazione, per esempio, siamo corsi ai ripari. Nell’immediato, somministrando sempre le dosi a tutti quelli che si sono presentati, oppure senza mai sprecare nemmeno una dose, quando per errore è capitato che i prenotati non fossero stati avvisati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non ci siamo fermati, abbiamo chiesto severità e che paghi chi era responsabile di questi errori. Quanti lo fanno in politica in Italia? Quando mai avete visto questo atteggiamento nell’amministrazione pubblica? Il PD ha difeso Arcuri e i suoi errori fino allo stremo, nel concetto sbagliato che la «ditta» venga sempre prima dei cittadini. Per noi vengono prima i cittadini, e abbiamo talvolta anche sacrificato qualcuno della «ditta», che si è preso magari colpe che erano chiaramente condivise con altri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma un secondo dopo esserci assunti le nostre responsabilità, dobbiamo con forza gridare lo scandalo di ciò che sta avvenendo. Dobbiamo cercare di reagire e ripristinare un minimo di verità. Per noi? Per la Lega? Per Fontana o per il Centrodestra? No. Lo dobbiamo alle decine di migliaia di operatori sanitari, volontari, medici e infermieri che stanno dando l’anima per vaccinare 10 milioni di persone, e che per primi hanno raggiunto e superato a grandi falcate il traguardo del milione di dosi somministrate. Lo dobbiamo a loro, mentre cerchiamo di evitare anche la più piccola falla o disservizio. Questa è una maratona, non una corsa sui 100 metri, e statene sicuri: vinciamo perché vacciniamo più di tutti. Il resto? Saranno chiacchiere che evaporeranno.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2021/03/23/vaccino-ma-la-lombardia-va-cosi-male-no/">Vaccino: ma la Lombardia va così male? No</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Sala foeura i dané</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2020/01/22/sala-foeura-i-dane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jan 2020 13:23:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consiglio Regionale]]></category>
		<category><![CDATA[Regione]]></category>
		<category><![CDATA[lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[sala]]></category>
		<category><![CDATA[tagli]]></category>
		<category><![CDATA[trasporti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Milano non si azzardi a tagliare i bus in provincia quando sta incassando 50 milioni di euro in più. Questa volta i sindaci del PD sono rimasti soli a difendere gli interessi di Sala</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong><em>Milano non si azzardi a tagliare i bus in provincia quando sta incassando 50 milioni di euro in più. Questa volta i sindaci del PD sono rimasti soli a difendere gli interessi di Sala</em></strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://ilmonti.com/wp-content/uploads/2020/01/sala.jpg" alt="" class="wp-image-32336"/><figcaption>Beppe Sala Sindaco di MIlano</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ci risiamo, il PD milanese torna a fare il prepotente (e il furbetto) sul tema trasporto pubblico.  Naturalmente, nemmeno a dirlo, tutto sulla pelle di cittadini e utenti. E ancora una volta, spiace doverlo constatare, trova la disponibilità dei Sindaci di centro sinistra della Provincia di Milano, che invece di difendere i propri cittadini penalizzati dagli atteggiamenti e scelte di Milano, antepongono come sempre l’appartenenza al partito e alla fazione politica. Profonda tristezza, ma ci siamo abituati. </p>



<p class="wp-block-paragraph">::<strong>I SINDACI DEL PD FANNO GLI INTERESSI DEL PD E NON DEI CITTADINI</strong>::<br> Qualche giorno fa, infatti, una ottantina di Sindaci (tutti del PD e dintorni) del milanese hanno accettato di sottoscrivere una lettera preparata da Siria Trezzi, già sindaco PD di Cinisello Balsamo (poi sconfitta dal leghista Giacomo Ghilardi), oggi Consigiere della Città Metropolitana con delega alla mobilità. La missiva ha lo scopo, e te pareva, di attaccare la Regione Lombardia, denunciando un presunto «taglio» di 3,4 milioni delle risorse che Regione distribuisce all’Agenzie del Trasporto Pubblico Locale di Milano, Monza e Brianza, Pavia e Lodi. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La verità è presto detta: lo Stato centrale assegna le risorse destinate a finanziare il trasporto pubblico locale alle Regioni, queste hanno poi autonomia nel gestire la loro ripartizione sul territorio. E qui si registra già il primo problema per la Lombardia, ancora una volta penalizzata. Da noi si muove il 24% dei passeggeri nazionali, ma le risorse che ci vengono assegnate rappresentano solo il 17% dello stanziamento totale. Mancano soldi da Roma. <br> La Lombardia, per distribuire le risorse alle varie agenzie territoriali, ha deciso nell’ormai lontano 2017 (<a href="https://www.regione.lombardia.it/wps/wcm/connect/6b6092a1-069d-4f17-922b-424109714ccc/DGR+7644_28122017_costi+standard+e+fabbisogni+di+mobilit%C3%A0.pdf?MOD=AJPERES&amp;CACHEID=ROOTWORKSPACE-6b6092a1-069d-4f17-922b-424109714ccc-m3WcOdM">delibera 7644/2017</a>) di assumere come criterio quello dei costi standard, superando la logica dei costi storici. Cosa significa? Si trasferiscono le risorse in base alle reali esigenze e costi, e non semplicemente trasferendo a piè di lista ciò che ogni agenzia (o comune e provincia) hanno sempre speso. <br> Tradotto: l’obiettivo è premiare le gestioni più virtuose, punendo quelle realtà in cui i costi del trasporto sono decisamente più alti della media, che a occhio e croce è dove si annidano gli sprechi.<br> E’ in fondo la logica che vorremmo applicare anche a livello nazionale, con l’obiettivo di superare i tanti sprechi che attanagliano molte regioni italiane e che penalizzano quelle più virtuose.  Come Regione Lombardia. </p>



<p class="wp-block-paragraph">::<strong>LA CITTA’ DI MILANO NON RISPETTA I COSTI STANDARD, COME FOSSE LA REGIONE SICILIA</strong>::<br>
E quindi? Perché i sindaci si lamentano? Semplice, perché l’arrivo dei costi standard si è tradotto, per l’Agenzia del TPL di Milano, in una riduzione di risorse pari a 3,4 milioni di euro. Motivo? I servizi della città di Milano non sono evidentemente in linea con i costi standard, ovvero costano troppo. Concetto semplice, parente di quello ancora più chiaro: ci sono sprechi e inefficienze. Insomma, semplificando, la Città di Milano è un po’ la Regione Sicilia quando si tratta di trasporto pubblico locale.  </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ora cosa si dovrebbe fare davanti a sprechi e inefficienze? Un amministratore mosso dalla logica del buon padre di famiglia (ah no, non si può più usare questa espressione perché <a href="https://www.mbnews.it/2020/01/cesano-buon-padre-di-famiglia-frase-sessista/">secondo il PD è sessista</a>)  si impegnerebbe ad eliminare gli sprechi e ridurre i costi, a parità di servizio. Invece cosa fa il PD? Se la prende con la Regione, aizzando i sindaci. Atteggiamento irresponsabile e grave, tenuto anche conto che la decisione è del 2017 e noi siamo nel 2020. C’era quindi tutto il tempo per prepararsi in tempo all’introduzione dei costi standard. Cosa hanno fatto? Evidentemente niente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma c’è un altro aspetto, ancora più scabroso e per cui questi sindaci dovrebbero vergognarsi di tenere la parte di Milano.<br>
L’Agenzia del TPL di Milano, Monza Brianza, Pavia e Lodi, controllata totalmente dal Sindaco Beppe Sala e dal PD,  ha varato come noto l’aumento del biglietto urbano a 2€ e l’introduzione anticipata della tariffazione integrata. Questione che ha scatenato una lunga coda di polemiche, che ho già ben <a href="https://ilmonti.com/biglietto-integrato-aumento-treni-la-verita/">spiegato qui</a>. Questa mossa, come abbiamo sempre denunciato, sta generando un maggiore incasso per Milano nell’ordine dei 50 milioni i di euro. E se la matematica non è ancora una opinione, nemmeno in casa PD, 50 milioni di euro sono molti di più di 3,4 milioni di euro. Quindi, se tu introiti 50 milioni in più non puoi non riuscire ad assorbire una riduzione di 3,4 milioni, che peraltro potevi superare allineandoti per tempo ai costi standard. </p>



<p class="wp-block-paragraph">::<strong>MILANO NON SI AZZARDI A TAGLIARE I BUS AI NOSTRI RAGAZZI</strong>::<br>
E soprattutto, aprite bene le orecchie sindaci di sinistra, Milano NON SI DEVE AZZARDARE  a far pagare le proprie inefficienze di gestione ai cittadini della provincia. Non DEVONO NEMMENO PROVARCI a diminuire nemmeno un singolo metro di corsa dei bus che portano i nostri ragazzi nelle scuole della provincia, anzi dovrebbero metterne di più visto che sono <a href="https://www.ilcittadinomb.it/stories/Cronaca/bus-pieni-e-fuori-orario-a-seregno-carate-verano-e-besana-autoguidovie-zero_1323941_11/">stipati come sardine</a>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è un caso che i sindaci di Lega e centro destra, che evidentemente antepongono l’interesse dei cittadini a quello dei partiti, si stanno muovendo proprio in questo senso. Quindi la smettano i sindaci del PD di seguire le sirene e gli interessi dei milanesi, solo per alimentare l’infantile guerra di Beppe Sala contro la Regione. Spingano perché Milano si allinei finalmente ai costi standard. Regione ha sempre fatto la propria parte, anche sostituendosi allo Stato quando ha messo in ginocchio le province. Regione Lombardia stanzia per l’agenzia del TPL di Milano ben 417,7 milioni su un totale di 629 a disposizione per tutta la Regione. Milano faccia la sua parte, dimostri di essere capitale europea e di saper gestire un trasporto pubblico locale efficiente.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2020/01/22/sala-foeura-i-dane/">Sala foeura i dané</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Treni: e perché non fate come la Toscana? Fatto.</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2020/01/10/treni-e-perche-non-fate-come-la-toscana-fatto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jan 2020 14:16:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consiglio Regionale]]></category>
		<category><![CDATA[Regione]]></category>
		<category><![CDATA[contratto]]></category>
		<category><![CDATA[regione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il PD invoca in Lombardia la gara per l’affidamento del servizio ferroviario regionale, ma dove governa il PD le gare non le fanno.</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2020/01/10/treni-e-perche-non-fate-come-la-toscana-fatto/">Treni: e perché non fate come la Toscana? Fatto.</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong><em>Il PD invoca in Lombardia la gara per l’affidamento del servizio ferroviario regionale, ma dove governa il PD le gare non le fanno.</em></strong> </p>



<p class="wp-block-paragraph">Premessa: il servizio ferroviario regionale in Lombardia deve assolutamente migliorare e tornare ai livelli e standard lombardi. Lo sanno bene le migliaia di pendolari che in questi anni hanno sofferto le pene dell’inferno. Le cause del deterioramento del servizio sono molteplici, lo abbiamo spiegato molte volte, poche di queste imputabili direttamente a Regione: su tutte lo stato della rete e la mancanza di investimenti in Trenord da parte del socio Trenitalia. Regione, dal canto suo, ha investito 1,6 miliardi che proprio in queste settimane si stanno concretizzando con le prime consegne dei nuovi treni. La polemica di questi giorni del PD si concentra invece sull’imminente rinnovo del contratto a Trenord per altri 10 anni. Perché gli esponenti del Partito Democratico, almeno a parole,  stanno concionando da giorni sul fatto che loro avrebbero fatto la gara per l’affidamento del servizio ferroviario regionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">::<strong>Repubblica dice che la Toscana ha fatto la gara! FALSO</strong>::<br>
 A supporto e sostengo di questa messinscena della propaganda piddina, arriva la cavalleria degli amici di Repubblica, che sul dorso milanese del giornale, a pagina 17, si esibiscono in un capolavoro di propaganda. Ve lo riporto perché è davvero divertente. <br>
Ecco cosa scrive Repubblica:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>L’assenza di una gara non è illegale, ma una gara avrebbe potuto essere stimolante e necessaria.  La Toscana, per esempio, l’ha fatta, e l’hanno vinta i francesi di Ratp  </p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Fermiamoci qui. Leggendo queste parole, il lettore si convince che la gara non solo sarebbe stimolante, ma addirittura necessaria (secondo Repubblica). Poi, per sgombrare ogni dubbio sulle eventuali difficoltà o inconvenienti nel mettere a gara un servizio ferroviario regionale (che magari a qualcuno viene, non essendo l’acquisto delle risme di carta) da Repubblica ci fan sapere che «in Toscana lo hanno fatto». E allora, uno si convince, perché se l’hanno fatto in Toscana… si può fare anche in Lombardia! O no?<br>
Peccato che poco dopo, buttata lì, ti aggiungono che:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>l’hanno vinta i francesi di Ratp per il trasporto su gomma  </p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Ma come su gomma? Volete dirmi che in Toscana i treni vanno su gomma e non su rotaie? Che strana invenzione sarebbe questa? Forse un treno innovativo?<br>
Ma no, tranquilli, anche in Toscana i treni viaggiano sui binari. Semplicemente la Toscana non ha affatto messo in gara il servizio ferroviario, tantomeno lo hanno vinto i francesi. Repubblica ha mischiato i treni con i bus. Come se fossero la stessa cosa, inducendo però il lettore a crede che la Toscana abbia messo in gara il servizio ferroviario e lo abbiano vinto i francesi. Falso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">::<strong>In Toscana Trenitalia investe 1,4mld e in Lombardia 0!::</strong><br>
Cosa ha fatto la Toscana invece con i treni? E qui viene il bello. La Regione Toscana, nel novembre 2019, giusto una manciata di settimane fa, ha rinnovato il contratto ferroviario regionale. E il PD della Toscana, che governa la Regione, avrà sicuramente fatto quella gara per cui da giorni sta strepitando in Lombardia? Naturalmente no. <br>
La Regione Toscana non ha fatto la gara, ha invece <a href="http://www.fsnews.it/fsn/Gruppo-FS-Italiane/Regione-Toscana-Trenitalia-nuovo-Contratto-di-servizio-2019-2034">rinnovato il contratto con Trenitalia</a>, naturalmente con un affidamento diretto. Accidenti, forse non si sono parlati tra PD lombardo e PD Toscano? Se l’avessero saputo prima… una chiamata, un sms, nemmeno una whatsappata diamine!<br>
Fa niente. Comunque sulla durata, invece, avranno fatto meglio. Sicuramente non avranno fatto l’errore di affidare il servizio addirittura per 10 anni, come ha fatto la Lombardia, subendo le critiche del PD.<br>
E in effetti, dobbiamo ammetterlo, la Regione Toscana non ha fatto un contratto con Trenitalia che dura 10 anni. Proprio no. Già, perché lo ha fatto addirittura di 15 anni, fino al 2034.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sarebbe pure da ricordare che Regione Lombardia, al contrario della Regione Toscana, affida il servizio ad una società (Trenord) che per il 50% è di sua proprietà (l’altro 50% è di Trenitalia) e che quindi in caso di affidamento ad altra società dovrebbe chiuderla o ridimensionarla. La Toscana non avrebbe questo problema, e ciò nonostante la gara non l’ha fatta.<br>
Ma non è finita qui, perché c’è altro di cui incazzarsi con il PD.  Il socio Trenitalia, negli anni di Governo del PD, ha investito spiccioli in Trenord, qualche manciata di milioni di euro. Questo è uno dei motivi per cui il servizio, come abbiamo detto in premessa, ha raggiunto livelli inaccettabili. Sapete invece quanto investirà Trenitalia in Regione Toscana? Investirà 1,4 miliardi di euro. In Lombardia dove governa la Lega investe 0 e in Toscana dove governa il PD investe 1,4 miliardi. Così che Regione Lombardia, da sola, ha dovuto investire per i propri cittadini la bellezza di 1,6 miliardi di euro. Grazie PD!</p>



<p class="wp-block-paragraph">::<strong>E allora la gara? Qualcuno fa la gara?</strong>::<br>
In Italia c’e stata una sola regione che ha tentato la strada della messa in gara del servizio ferroviario regionale. Quale? L’Emilia Romagna. Invito però i piddini all’ascolto (anzi, in lettura) a rimettere lo spumante sotto il tavolo.<br>
Perché sapete qual è stato il risultato della mitologica gara dell’Emilia Romagna? Il risultato è stato che alla gara ha partecipato un solo concorrente, ovvero Trenitalia (insieme all’azienda regionale Tper) e <a href="https://parma.repubblica.it/cronaca/2015/07/02/news/treni_conclusa_la_gara_del_ferro_vince_trenitalia_tper-118165260/">si è aggiudicata la gara</a> offrendo la base d’asta (153 milioni di euro) che era in aumento rispetto al costo precedente del servizio (120 milioni di euro). Quindi, in buona sostanza, hanno solo speso i soldi per mettere in piedi una gara che poi ha vinto lo stesso a cui avrebbero potuto affidare il servizio in maniera diretta, come ha fatto la Toscana, e non hanno nemmeno ottenuto un euro di risparmio. Non so da voi, a casa a mia sta roba qui ha un solo nome: presa per i fondelli! E però sapeste come ci montano la propaganda su questa presa in giro? La realtà è che una gara in cui partecipa uno solo non è una gara, è un fallimento. Una figuraccia bella grande, seconda solo alla possibilità che la gara finisca addirittura per andare deserta. Il risultato dell’Emilia Romagna sarebbe stato sicuramente lo stesso in Regione Lombardia, se avessimo ascoltato il PD, visto che l’unico attore che partecipa a queste gare (Trenitalia), non avrebbe mica potuto partecipare essendo socio di Trenord. Quindi Regione Lombardia avrebbe dovuto indire una gara, con dispendio di soldi e tempi, a cui avrebbe quasi sicuramente partecipato solo l’azienda che attualmente gestisce il servizio e che è al 50% di sua proprietà. Una cosa ridicola. Per sfortuna del PD e fortuna dei lombardi, chi Governa Regione Lombardia non sono cretini. </p>



<p class="wp-block-paragraph">::<strong>Quindi cosa vuole davvero il PD?</strong>::<br>
Quale quindi l’obiettivo del PD, sia in Lombardia che nazionale? Credo che molti di voi lo abbiano capito, per gli altri lo spieghiamo chiaramente. Il PD ha il solo obiettivo di distruggere la più grande azienda ferroviaria in Italia che non è controllata totalmente dal Gruppo FS e quindi dallo Stato. Quello che da fastidio è che la Lombardia possa avere una propria società ferroviaria di queste dimensioni e su cui Roma non ha il totale controllo. Questo è l’obiettivo del PD, ancora una volta contro i lombardi. Tutto il resto, come il richiamo alla gara, sono balle  e lo abbiamo appena dimostrato: dove governano loro le gare non le fanno. </p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2020/01/10/treni-e-perche-non-fate-come-la-toscana-fatto/">Treni: e perché non fate come la Toscana? Fatto.</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Due regali di Natale per la sanità in Brianza</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2019/12/24/due-regali-di-natale-per-la-sanita-in-brianza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Dec 2019 14:50:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consiglio Regionale]]></category>
		<category><![CDATA[Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[irccs]]></category>
		<category><![CDATA[lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[MONZA]]></category>
		<category><![CDATA[regione lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ecco il mio ultimo intervento in Aula sulla questione della creazione della nuova ASST Brianza, dove l'Ospedale di Desio sarà protagonista. L'ultimo piccolo ostacolo, superato di slancio raggiungendo l'unanimità di tutti i gruppi.</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2019/12/24/due-regali-di-natale-per-la-sanita-in-brianza/">Due regali di Natale per la sanità in Brianza</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph">Ecco il mio ultimo intervento in Aula sulla questione della creazione della nuova ASST Brianza, dove l&#8217;Ospedale di Desio sarà protagonista. L&#8217;ultimo piccolo ostacolo, superato di slancio raggiungendo l&#8217;unanimità di tutti i gruppi. </p>



<figure class="wp-block-embed-facebook wp-block-embed is-type-video is-provider-facebook"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="fb-video" data-allowfullscreen="true" data-href="https://www.facebook.com/andreamonti78/videos/774350289746662/?eid=ARAzw9AFC0OV4c3CKQvhNmhwczP5-nn1OJbonsbe9M9imvi2bX99HcGo_KQ0v07GUgEHxRfJbbgThj7k" style="background-color: #fff; display: inline-block;"></div>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Con l&#8217;Ospedale San Gerardo di Monza che si appresta a diventare IRCSS il risultato diventa storico, addirittura epocale. Tutto questo è frutto di un percorso lungo, intenso, talvolta incerto, iniziato grazie agli amici del COB (Comitato Ovest Brianza) e gestito con serietà, competenza e concretezza dall&#8217;Assessore&nbsp;<a href="https://www.facebook.com/giuliogallera/?eid=ARBGS7rVLzw5nsJ_BiAqFRvitnPKGkkw8ZKKIDOCJQxIhiXfgc7eXvxZqN8C4ELqz1kWYdTUcw7NdrZK&amp;fref=tag">Giulio Gallera</a>. Insieme a tutti i Consiglieri Regionali del gruppo&nbsp;<a href="https://www.facebook.com/legaregionelombardia/?eid=ARDF4hm_QZgm-VpsKnuZD3z-kVZfmn6ONyEIkxgtCS3xsqLsCWjGEfbmhsVgg2qXqFmTNhYzKd3YQEMk&amp;fref=tag">Lega &#8211; Lega Lombarda Salvini &#8211; Regione Lombardia</a>&nbsp;e ai Consiglieri della Brianza di maggioranza e minoranza, abbiamo portato a casa dei bei regali di Natale ai nostri cittadini. Ed è bello perché ci sono tanti vincitori in questa storia e nessun sconfitto. Attenzione però, perché ora viene il bello e il difficile. Festeggiamo e mettiamoci al lavoro per migliorare sempre di più il nostro servizio sanitario e valorizzare tutti i poli ospedalieri, grandi e piccoli.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2019/12/24/due-regali-di-natale-per-la-sanita-in-brianza/">Due regali di Natale per la sanità in Brianza</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Gli agriturismo devono fare gli agriturismo. E gridano al fascismo…</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2019/06/12/gli-agriturismo-devono-gridano-al-fascismo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jun 2019 11:20:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consiglio Regionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Regione Lombardia abbiamo deciso che negli agriturismo si vendano prodotti del contadino. Domani potremmo decidere che i benzinai vendano benzina e i panettieri pane. Evidenti prove di dittatura! «Agriturismo sovranista». Questo è il titolo, abbastanza comico, sparato a piena pagina sulla prima del dorso milanese di Repubblica. Perché, se ci pensate bene, l’agriturismo dev’essere [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2019/06/12/gli-agriturismo-devono-gridano-al-fascismo/">Gli agriturismo devono fare gli agriturismo. E gridano al fascismo…</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><em>In Regione Lombardia abbiamo deciso che negli agriturismo si vendano prodotti del contadino. Domani potremmo decidere che i benzinai vendano benzina e i panettieri pane. Evidenti prove di dittatura!</em></strong></p>
<p><a href="http://ilmonti.com/wp-content/uploads/2019/06/4CC59E03-B1B9-4896-B697-F0FB4EFF1604.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-5418" src="http://ilmonti.com/wp-content/uploads/2019/06/4CC59E03-B1B9-4896-B697-F0FB4EFF1604-1024x683.png" alt="Agriturismo" width="1024" height="683" /></a></p>
<p>«Agriturismo sovranista». Questo è il titolo, abbastanza comico, sparato a piena pagina sulla prima del <a href="https://milano.repubblica.it/cronaca/2019/06/11/news/negli_agriturismo_della_lombardia_solo_pesce_e_vini_della_regione_la_norma_autarchica_voluta_dalla_lega-228525863/">dorso milanese di Repubblica</a>. Perché, se ci pensate bene, l’agriturismo dev’essere «sovranista» per forza, altrimenti non sarebbe tale. Il turista sceglie di alloggiare in agriturismo perché vuole soggiornare in una fattoria, altrimenti sceglierebbe di pernottare in albergo. Oppure decide di pranzare o cenare in un agriturismo perché vuole gustare i prodotti dell’azienda agricola, altrimenti andrebbe al ristorante. Delle ovvietà. Ma sappiamo che, almeno per alcuni, le cose ovvie e di buon senso, se le decide la Lega, si trasformano in polemica. Chissà, domani grideranno allo scandalo perché gli orafi vendono l’oro, i benzinai la benzina e i macellai la carne. Chiari segnali di principio di dittatura fascista.</p>
<p>Però, prima di chiamare a raccolta i soliti quattro sfigati per mandarli a cantare «bella ciao» tra i pollai, sarebbe utile leggere, capire e riflettere sul senso della norma regionale approvata ieri.</p>
<p>In Consiglio Regionale, finalmente, abbiamo approvato un testo che andrà a valorizzare le migliaia di imprenditori agricoli che da anni lavorano ad una vera attività agrituristica. Abbiamo per esempio innalzato la quota obbligatoria di prodotti di produzione propria da mettere in tavola. Così come sarà obbligatorio servire l’80% di prodotti di produzione lombarda, per costringere ad un menù che risponda alla logica dell’agriturismo.</p>
<p>Per questo è stato anche posto un divieto assoluto di somministrare pesce di mare. Semplicemente, ma giuro che non è colpa della Lega, perché il mare in Lombardia non c’è. Non è voglia di autarchia, piuttosto l’esigenza di rendere evidente e non sovrapponibile l’attività di agriturismo (che gode anche di aiuti e vantaggi fiscali) con quella di ristorazione. Vuoi servire del pesce fresco di mare?</p>
<p>Vuoi fare il sushi? Benissimo. Aprirai un ristorante, non un agriturismo. Cosa c’è di tanto difficile e strano da capire?</p>
<p>Cosa c’è di tanto scandaloso nel voler valorizzare, da lombardi, i prodotti lombardi in questa speciale categoria di esercizi commerciali che godono di aiuti? Nulla. Anzi, è giusto e utile farlo.</p>
<p>Proprio leggendo Repubblica di oggi, con l’intervista al grande chef stellato della Brianza, abbiamo avuto la riprova di quanto ci sia bisogno di far conoscere i nostri prodotti, anche a chi lo fa di mestiere. Infatti Theo Penati, grande chef del <a href="http://pierinopenati.it/it/home/">Ristorante Peirino Penati</a>di Viganò Brianza, si è rammaricato del fatto che si corra il rischio di mangiare solo zucche e patate e che si obblighi ad una dieta senza prosciutto crudo.</p>
<blockquote><p>E si può obbligare il consumatore a una dieta da cui si esclude il pesce di mare ma anche il prosciutto crudo?</p></blockquote>
<p>Peccato che a pochi chilometri dal suo blasonato ristorante, esattamente 8,9km e 13 minuti di automobile, ha sede un’eccellenza alimentare lombarda e brianzola: si tratta del <a href="https://www.marcodoggiono.com/">Prosciuttificio Marco d’Oggiono</a>. Il suo prelibato crudo è stato riconosciuto nel 1999 come Prodotto Tradizionale Lombardo. Fa un prosciutto strepitoso, consiglio umilmente allo chef di provare a metterlo nel menù. Costa un po’ di più, ma non credo sia un problema per uno stellato Michelin. E non lo dice solo il mio palato, benintesi. Nel 2014 gli è stato assegnato il premio R-innovatori della terra propria da Regione Lombardia, nell’ambito di Expo 2015. Il suo prosciutto è squisito, e anche la mortadella di fegato è deliziosa. La consiglio a tutti i detrattori della Lega, quelli che in questi giorni post voto si stanno mangiando il fegato. Fatelo, ma almeno con prodotti di qualità, naturalmente lombardi.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2019/06/12/gli-agriturismo-devono-gridano-al-fascismo/">Gli agriturismo devono fare gli agriturismo. E gridano al fascismo…</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Funzionari regionali in ritardo per i treni? Ecco smascherata la fake news del PD</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2018/11/16/funzionari-regionali-ritardo-treni-fake-news-balla/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Nov 2018 10:19:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consiglio Regionale]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La notizia sembrava gustosa, una Commissione trasporti di Regione bloccata dai ritardi dei treni regionali. Divertente. Peccato sia una balla. Una storia inventata di sana pianta da Consiglieri Regionali a cui evidentemente piace prendere in giro i cittadini &#160; Il Partito Democratico lombardo è in forte imbarazzo sulla questione Trenord. Perché la verità sta venendo [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2018/11/16/funzionari-regionali-ritardo-treni-fake-news-balla/">Funzionari regionali in ritardo per i treni? Ecco smascherata la fake news del PD</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em><strong>La notizia sembrava gustosa, una Commissione trasporti di Regione bloccata dai ritardi dei treni regionali. Divertente. Peccato sia una balla. Una storia inventata di sana pianta da Consiglieri Regionali a cui evidentemente piace prendere in giro i cittadini</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://ilmonti.com/wp-content/uploads/2018/11/FAKENEWS.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-5350" src="http://ilmonti.com/wp-content/uploads/2018/11/FAKENEWS-1024x709.png" alt="" width="1024" height="709" /></a></p>
<p>Il Partito Democratico lombardo è in forte imbarazzo sulla questione Trenord. Perché la verità sta venendo a galla, con i pendolari che hanno finalmente capito come questo disastro sia stato causato principalmente dai mancati investimenti del Gruppo Ferrovie dello Stato nell&#8217;epoca del presunto eldorado renziano. Ecco allora ricorrere al caro vecchio strumento dei disperati della politica: la bugia. Voi vi siete mai chiesti come nasca una fake news? Ovvero la versione moderna e fighetta di quella che abbiamo sempre chiamato con lo stesso nome per anni: una balla.</p>
<p>Non è difficile come uno possa magari credere. Certo sono necessari alcuni ingredienti fondamentali. Innanzitutto serve un soggetto dotato di fervida fantasia e immaginazione. Il più classico dei casciaball. E’ lui che da vita alla «fake news». E&#8217; quello che inventa la storia, talvolta di sana pianta. Poi serve il megafono. Qualcuno così scaltro e ciarlatano da elevare a notizia la storiella inventata dal casciaball. Quasi sempre il megafono lo fa per un secondo fine, spesso politico. Perché in politica le «fake news» sono all’ordine del giorno. Ecco che la storiella, quella inventata dal divertente casciaball, si trasforma in un comunicato stampa. Ufficiale. Con i fiocchetti e le stelline.</p>
<p>Tic tac, tic tac. Passano pochi minuti e le agenzie di stampa fanno il loro dovere. Prendono il comunicato, quello ufficiale con i fiocchetti, e lo trasformano in un lancio di agenzia.</p>
<p>Terzo ingrediente fondamentale per avere successo è il giornalista. Lui ha la fame di notizie, se poi son curiose, di quelle che attirano il click facile, ancora meglio. Tra uno sbadiglio e l’atro vede arrivare il lancio di agenzia. Il gioco è fatto. E’ chiaro che a quel punto non starà lì a porsi troppe domande. Se arriva una notizia gustosa, con i crismi di un lancio di agenzia, lui la pubblica perché fa notizia, senza avventurarsi in quel noioso processo chiamato verifica della fonte. Senza domandarsi: possibile? Ma sarà vero? Non serve. D’altro canto, ci si potrà sempre giustificare dicendo: «ho riportato un lancio di agenzia, frutto di un comunicato stampa ufficiale». Nessuna colpa. Ed ecco così che la bugia, ora arrivata addirittura sulle pagine autorevoli di una testata, diventa una vera e propria notizia. A quel punto parte la rincorsa. Perché se tizio ha messo le notizia, se è pubblicata sul giornale, caio darà per scontato che sia vera. Quindi tutti la pubblicano.</p>
<p>Ecco, è andata esattamente così ieri, giovedì 15 novembre 2018. Quando avete letto questa notizia: « <a href="https://giornaledimonza.it/attualita/commissione-trasporti-sospesa-i-membri-sono-bloccati-su-un-treno-in-ritardo/">Commissione trasporti sospesa, i membri sono bloccati su un treno in ritardo &#8211; Giornale di Monza</a>».</p>
<p>Un sorriso è partito automatico sulle vostre labbra. Lo so. In molti casi una fragorosa risata. E avete condiviso con i vostri amici. Sul vostro smartphone. Su whatsapp, con un sms, addirittura con una telefonata. E’ stato l’argomento divertito del pranzo o della merenda.</p>
<p>Peccato vi sia un piccolo particolare abbastanza rilevante: la notizia non è vera.</p>
<p>Io ero presente in Commissione V, di cui sono pure Vice Presidente. E’ successo che una sola dirigente, la dott.ssa Giarretta responsabile del bilancio di Regione Lombardia, è arrivata in ritardo di circa 40 minuti perché impegnata in un’altra riunione. Certo un ritardo colpevole e deplorevole, per carità. Ma probabilmente giustificato quando sei nel periodo più complicato dell’anno per chi è chiamato a gestire un documento complesso come il bilancio di Regione Lombardia.</p>
<p>Poi la Commissione si è svolta regolarmente, con le opposizioni che hanno fatto qualche domanda a cui la Dottoressa Giarretta ha gentilmente e puntualmente risposto. Il PD ha deciso di andarsene, evidentemente poco interessato al fatto che lunedì ci sarebbe stata la scadenza del deposito degli emendamenti, pertanto non vi era possibilità di rimandare la Commissione.</p>
<p>Ma prima di andare via, forse colto da noia, il Consigliere Niccolò Carretta, a cui non difetta una buona dose di fantasia evidentemente, ha pensato bene di inventarsi una sua personale versione della storia. Magari per accalappiare qualche like sulla sua pagina FaceBook. Forse lo fa per abitudine e frequentemente. Chissà. Ed ecco che ha pubblicato questo post:</p>
<p style="text-align: center;"><strong><iframe loading="lazy" style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/post.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fniccolo.carretta%2Fposts%2F10217619454460897&amp;width=500" width="500" height="249" frameborder="0" scrolling="no"></iframe></strong></p>
<p>Tutto si sarebbe esaurito lì, se non fosse che il successo di mi piace sul post di Carretta deve aver ingelosito il PD. A quel punto il Consigliere Pietro Bussolati, non nuovo a sceneggiate di questo tipo (un giorno arrivò con un cartonato di Claudia Terzi in Commissione V per denunciare le presunte assenze di uno degli Assessori più presenti in Commissione), ha pensato bene di prendere questa storiella di Carretta e produrre un comunicato. Comunicato stampa che in pochi minuti si trasformava nel lancio di agenzia. Eccolo qui sotto. E via, il cerchio della fake news si sarebbe chiuso dopo pochi minuti.</p>
<blockquote><p><b>Lombardia: bilancio trasporti bloccato da ritardo treni, polemica =</b></p>
<p>(AGI) &#8211; Milano, 15 nov. &#8211; Proprio nella mattina in cui dovevano presentare i documenti sul bilancio regionale da dedicare ai trasporti locali (infrastrutture e mobilita&#8217;), alcuni funzionari sono rimasti bloccati su treni regionali in ritardo, facendo slittare e riducendo la durata della discussione prevista alla commissione Trasporti della Regione Lombardia. La seduta e&#8217; stata sospesa per &#8220;oltre 40 minuti&#8221; e poi liquidata in &#8220;20 minuti&#8221; a causa del ritardo dei funzionari, che viaggiavano su linee ferroviarie Trenord. La denuncia arriva dal Pd e dai Lombardi civici europeisti. Il consigliere regionale Pietro <b>Bussolati</b> (Pd) ha attaccato: &#8220;Inqualificabile.</p>
<p>I funzionari sono arrivati in ritardo di un&#8217;ora. Il nostro gruppo ha chiesto di rinviare la seduta, visto che all&#8217;ordine del giorno c&#8217;era la discussione sul bilancio per infrastrutture e mobilita&#8217;, non certo cosa di poco conto. Il presidente della Commissione, Palumbo e la maggioranza hanno deciso di andare avanti con i lavori e hanno licenziato il documento in meno di mezz&#8217;ora. Un farsa, alla quale non abbiamo voluto partecipare e abbiamo lasciato la commissione&#8221;. <b>Bussolati</b> ha annunciato che &#8220;con una lettera, abbiamo chiesto al presidente del Consiglio Fermi di riaggiornare la seduta per consentire una vera discussione. I consiglieri regionali non possono essere trattati come semplici passacarte della giunta&#8221;. Il consigliere Niccolo&#8217; Carretta (Lombardi civici europeisti) ha scelto invece l&#8217;ironia per commentare l&#8217;accaduto su Facebook: &#8220;Storia triste in diretta. Commissione Trasporti. Stamattina e&#8217; in presentazione la parte di bilancio per infrastrutture e mobilita&#8217;. Seduta sospesa perche&#8217; commissari e dirigenti regionali sono in ritardo di piu&#8217; di 40 minuti perche&#8217; ci sono linee Trenord bloccate&#8230; Fine della storia triste&#8221;. (AGI) Flo 151550 NOV 18 .</p>
<p>NNNN</p></blockquote>
<p>Per eccessivo scrupolo, dopo essere sobbalzato leggendo questa notizia ed essendo testimone diretto dei fatti, ho voluto comunque chiamare il Presidente di Commissione, giusto per chiedere se fosse vera la storia dei treni in ritardo. E niente, mi ha confermato che è stata una grande enorme balla. Ecco perché una storiella, una balla, una panzana, diventa notizia che oggi troviamo su tutta la stampa. Un modo davvero squallido di prendere in giro le persone. Io credo a una politica diversa. Dove si ha rispetto della verità, delle notizie, dei giornalisti e soprattutto dei cittadini. Quelli che già sono incazzati, spesso giustamente, e non credo sia il caso che qualche ciarlatano si diletti pure a prenderli per il culo inventando storie. Vorrei una politica con politici più seri. Lo so, chiedo troppo.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2018/11/16/funzionari-regionali-ritardo-treni-fake-news-balla/">Funzionari regionali in ritardo per i treni? Ecco smascherata la fake news del PD</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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