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	<title>sanità - ilMonti.com</title>
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	<description>il blog di Andrea Monti</description>
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		<title>Perché attaccano la Lombardia</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2020/05/21/perche-attaccano-la-lombardia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2020 16:51:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Lombardia è il modello della buona amministrazione di centro destra ed è governata dalla Lega. Per qualcuno due buoni motivi per muovere guerra</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2020/05/21/perche-attaccano-la-lombardia/">Perché attaccano la Lombardia</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">La Lombardia è il modello della buona amministrazione di centro destra ed è governata dalla Lega. Per qualcuno due buoni motivi per muovere guerra</h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://ilmonti.com/wp-content/uploads/2020/05/conte-1024x576.jpg" alt="lombardia" class="wp-image-32417"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">L’ultimo <a href="http://www.quotidianosanita.it/allegati/allegato9532784.pdf">Rapporto annuale sull’attività di ricovero ospedaliero</a> riporta i dati del 2018. Ci racconta che sono stati ben 164.832 i cittadini italiani che, pur vivendo in altre regioni d’Italia, hanno deciso di trasferirsi in Lombardia per farsi curare. Il <a href="https://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=80665">quotidiano sanità</a> ci dice altro, ovvero che dall’analisi dei dati emerge che per i ricoveri per alta specialità (tumore e terapie collegate), dal sud ci si sposta quasi sempre verso il nord.<br>Dati oggettivi, reali, veri, non demoscopici o frutti di sondaggi. La seconda regione che cura cittadini da fuori regione è l’Emilia Romagna, molto staccata con 108.677 ricoveri. La fotografia di una sanità ospedaliera che cura i propri pazienti e addirittura ne attrae altri. E siamo convinti, con tutti i distingui del caso, che sia difficile che un cittadino percorra un viaggio di migliaia di chilometri per farsi curare male, o per andare incontro ad una sanità disastrosa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Eppure, in queste settimane di emergenza, siamo arrivati a udire voci che addirittura chiedevano il commissariamento della gestione sanitaria di Regione Lombardia. Ma come? Fino a ieri venivate qui a farvi curare da tutta Italia, e tutto a un tratto siamo diventati il peggio del peggio? E’ possibile? Naturalmente, no.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Lombardia è stata la prima ad essere colpita dal Covid-19. La Lombardia ha avuto un focolaio nel lodigiano, domato e tenuto sotto controllo. Poi, quasi contemporaneamente, un secondo focolaio praticamente nell’intera provincia di Bergamo. Impossibile da domare. In pochi giorni, addirittura ore, i pronto soccorso di alcune province lombarde sono impazziti: centinaia di ricoveri contemporanei. Uno vero tsunami, peggio di un terremoto. Regione Lombardia è stata lasciata letteralmente sola. Il Governo non ha istituito la zona rossa a Bergamo, come richiesto da Regione Lombardia. Conte non ha emanato un solo decreto specifico per la Lombardia, tantomeno stanziamenti straordinari. Non ha nemmeno inviato in maniera puntuale mascherine, guanti, camici o reagenti per i tamponi. Per oltre due mesi non si è fatto vedere in Lombardia, arrivando nelle zone colpite solo dopo quasi tre mesi e in piena notte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Eppure, Regione Lombardia, seppur pagando un conto salato, ha retto l’onda, ha più che raddoppiato le terapie intensive in poche settimane, ha cercato di salvare più vite possibili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma continuano ad attaccarla. Continuano a paragonarla alla Regione Veneto, che sostanzialmente ha attuato la medesima politica. Ma le due realtà non sono paragonabili. Il focolaio in Veneto si è registrato in una pesino di 3.000 anime, molto più facile da arginare. Il Veneto ha avuto qualche giorno di vantaggio, come il resto d’Italia, e i casi di contagio sono nettamente inferiori. La Lombardia ha pagato per tutti. Da sola.<br>Invece di ringraziarci, di correre in nostro aiuto, cosa fanno? Ci attaccano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ordiscono campagne mediatiche per screditare il nostro sistema. In maniera cinica, spudorata e vergognosa. Come mai? Semplice: solo un calcolo politico. Pd e Movimento 5 Stelle sono disperati, hanno un governo che traballa e imbarca in ogni momento. Credono di aver trovato, nel momento di debolezza di Regione Lombardia, a seguito dell’epidemia, l’occasione giusta per combatterci. Combattere la Lombardia per screditare il simbolo del buon governo del centro destra a trazione leghista. Non riescono a batterci con il voto democratico, sperano di cavalcare l’onda del virus. E Lombardia significa anche Lega, ovvero il perno dell’intera coalizione di centro destra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma sono dei poveri illusi. La verità emergerà: chiara, limpida ed inequivocabile. La Lombardia ha agito come meglio poteva, ha reagito meglio di chiunque altro e ha dato prova di solidità. Arriverà un onda contraria che annegherà tutti i sogni di gloria di chi ci vuole morti. Siamo vivi, ci stiamo rialzando e torneremo più forti di prima.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2020/05/21/perche-attaccano-la-lombardia/">Perché attaccano la Lombardia</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Due regali di Natale per la sanità in Brianza</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2019/12/24/due-regali-di-natale-per-la-sanita-in-brianza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Dec 2019 14:50:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consiglio Regionale]]></category>
		<category><![CDATA[Brianza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ecco il mio ultimo intervento in Aula sulla questione della creazione della nuova ASST Brianza, dove l'Ospedale di Desio sarà protagonista. L'ultimo piccolo ostacolo, superato di slancio raggiungendo l'unanimità di tutti i gruppi.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph">Ecco il mio ultimo intervento in Aula sulla questione della creazione della nuova ASST Brianza, dove l&#8217;Ospedale di Desio sarà protagonista. L&#8217;ultimo piccolo ostacolo, superato di slancio raggiungendo l&#8217;unanimità di tutti i gruppi. </p>



<figure class="wp-block-embed-facebook wp-block-embed is-type-video is-provider-facebook"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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<p class="wp-block-paragraph">Con l&#8217;Ospedale San Gerardo di Monza che si appresta a diventare IRCSS il risultato diventa storico, addirittura epocale. Tutto questo è frutto di un percorso lungo, intenso, talvolta incerto, iniziato grazie agli amici del COB (Comitato Ovest Brianza) e gestito con serietà, competenza e concretezza dall&#8217;Assessore&nbsp;<a href="https://www.facebook.com/giuliogallera/?eid=ARBGS7rVLzw5nsJ_BiAqFRvitnPKGkkw8ZKKIDOCJQxIhiXfgc7eXvxZqN8C4ELqz1kWYdTUcw7NdrZK&amp;fref=tag">Giulio Gallera</a>. Insieme a tutti i Consiglieri Regionali del gruppo&nbsp;<a href="https://www.facebook.com/legaregionelombardia/?eid=ARDF4hm_QZgm-VpsKnuZD3z-kVZfmn6ONyEIkxgtCS3xsqLsCWjGEfbmhsVgg2qXqFmTNhYzKd3YQEMk&amp;fref=tag">Lega &#8211; Lega Lombarda Salvini &#8211; Regione Lombardia</a>&nbsp;e ai Consiglieri della Brianza di maggioranza e minoranza, abbiamo portato a casa dei bei regali di Natale ai nostri cittadini. Ed è bello perché ci sono tanti vincitori in questa storia e nessun sconfitto. Attenzione però, perché ora viene il bello e il difficile. Festeggiamo e mettiamoci al lavoro per migliorare sempre di più il nostro servizio sanitario e valorizzare tutti i poli ospedalieri, grandi e piccoli.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2019/12/24/due-regali-di-natale-per-la-sanita-in-brianza/">Due regali di Natale per la sanità in Brianza</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Torniamo ai nostri ideali con la canottiera</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2016/02/19/torniamo-ai-nostri-ideali-con-la-canottiera/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Feb 2016 14:37:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le sirene del potere sono tremende, affrontarle senza la corazza di saldi ideali può diventare assai pericoloso. Perderemo qualche voto? Pazienza. Duecento pagine come un cazzotto in pieno viso. Dialoghi al limite del surreale, che tratteggiano un mondo che uno si immaginava rimanesse confinato tra i copioni di qualche b-movie. Certo c’è la presunzione d’innocenza, [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2016/02/19/torniamo-ai-nostri-ideali-con-la-canottiera/">Torniamo ai nostri ideali con la canottiera</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><em>Le sirene del potere sono tremende, affrontarle senza la corazza di saldi ideali può diventare assai pericoloso. Perderemo qualche voto? Pazienza.</em></h2>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-4145" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2016/02/umberto-bossi-pontida-150607.jpg" alt="umberto-bossi-pontida-150607" width="800" height="541" /></p>
<p>Duecento pagine come un cazzotto in pieno viso. Dialoghi al limite del surreale, che tratteggiano un mondo che uno si immaginava rimanesse confinato tra i copioni di qualche b-movie. Certo c’è la presunzione d’innocenza, ma come ha giustamente ricordato lo stesso Maroni le evidenze sono tali che ci sentiamo tutti traditi, incazzati, delusi. Come reazione potremmo limitarci al tiro al piccione, a randellare Fabio Rizzi che tanto sta già al fresco di una galera. Pensare che tutto si esaurisca lì. Potremmo anche ricordare quanti indagati hanno gli altri, stendere classifiche, statistiche che dimostrano come siamo di gran lunga i meno toccati da inchieste e arresti.</p>
<p>Però questa roba qui colpisce duro la Lega, la nostra immagine, la nostra storia, il nostro orgoglio, colpisce noi. C’è un aspetto che mi ha particolarmente turbato nelle intercettazione emerse; quell’idea che l’attività politica e amministrativa si sia ridotta ad una soluzione buona per «sistemarsi», mettersi a posto per sempre. L’errore grave ed esecrabile di un singolo, certo che sì. Penso però anche che Fabio Rizzi è un militante della Lega con una lunga storia, protagonista di tante battaglie, uno che come noi ha giurato quel settembre del 1996:</p>
<blockquote><p>Noi offriamo, gli uni agli altri, a scambievole pegno, le nostre vite, le nostre fortune e il nostro sacro onore</p></blockquote>
<p>Perché, dunque? Com’è possibile dimenticarsi di tutto? I tariffari, i soldi in soffitta, addirittura nel frigorifero, roba che rimanda la nostra memoria a Poggiolini, quello che infilava i soldi nel puff del salotto. Cioè all’impersonificazione di tutto ciò che mi spinse ad arruolarmi stabilmente nella Lega, io poco più che ragazzino. Erano i giorni di tangentopoli, i giorni del cappio sventolato alla Camera.</p>
<p>D’accordo, la Lega non sarà più quella del cappio, ed è pure comprensibile che quando il tempo passa si cresca, diventando più maturi, si affini un po’ il linguaggio e ci si infili la giacca ogni tanto. Senza esagerare però. Senza perdere di vista che la Lega rimane un partito rivoluzionario, nato per liberare il Nord e risolvere la «Questione Settentrionale». Certo la buona amministrazione è un nostro dovere, la sanità migliore d’Italia un nostro vanto, il marciapiede, le scuole, le siringhe e le dentiere. Ma noi siamo sempre la Lega, nata per liberaci da Roma e dare un calcio nel sedere a ladri, corrotti e farabutti di ogni risma. Non siamo quelli buoni per il potere da salotto. Noi non abbiamo mai cercato il potere fine a se stesso, l’accordino elettorale utile ad agguantare la vittoria alle elezioni del tal comune. Amministrare gli enti locali dev’essere il potente strumento utile al raggiungimento del fine, che rimane la nostra libertà. Ma essere li solo per pigliare un pezzetto del potere non ci interessa, ed è pure pericoloso. Ci sono stati anni in cui si rifiutava a prescindere ogni alleanza con i partiti tradizionali. La DC e il PSI ci lusingavano di offerte, ci tiravano la giacca, ma a noi non interessava.</p>
<p>Certo altri tempi, altro mondo, ma ricordare quello spirito sarebbe utile come antidoto. Ribadire quali siano i nostri veri obiettivi sarebbe occasione utile per ricordarci che tra questi non esiste il «sistemarsi». Le sirene del potere sono tremende, affrontarle senza la corazza di saldi ideali può diventare assai pericoloso. Senza se e senza ma. Qualcuno si preoccupa che perderemo qualche voto? Forse si, ma sicuramente meno di quelli che perderemo schizzati dal fango di queste inchieste, che non ci meritiamo.</p>
<p>Penso anche alla nostra Brianza, da dove tra l’altro è partita tutta questa inchiesta. E questo non lo possiamo ignorare, non possiamo considerarlo un aspetto secondario. I nomi che riecheggiavano sono i nomi delle nostre città. Ecco allora la necessità di rivendicare la nostra diversità, in maniera forte. Ecco l’esigenza di non sottostare per forza a degli schemi rigidi, dove magari conta di più lo schieramento, l’appartenenza rispetto al programma, alle idee e agli uomini. Insomma, forse la canottiera potrebbe tornare di moda.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2016/02/19/torniamo-ai-nostri-ideali-con-la-canottiera/">Torniamo ai nostri ideali con la canottiera</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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