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	<title>residuo fiscale - ilMonti.com</title>
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	<description>il blog di Andrea Monti</description>
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		<title>Autonomia, il nodo Lezzi nel pettine</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2019/07/11/autonomia-nodo-lezzi-nel-pettine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jul 2019 13:31:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Ministro Lezzi ribalta la verità, sostenendo che lo Stato spenda più per il nord. E&#8217; vero drammaticamente il contrario. Come è vero che le diversità sono figlie del centralismo Autonomia &#8211; Ecco, ci siamo. Dopo mesi di «spazzolate» alla fulgida chioma dell’autonomia, il nodo si è finalmente incastrato nei denti del pettine. Dico finalmente, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;"><strong>Il Ministro Lezzi ribalta la verità, sostenendo che lo Stato spenda più per il nord. E&#8217; vero drammaticamente il contrario. Come è vero che le diversità sono figlie del centralismo</strong></h3>
<h3 style="text-align: center;"><a href="http://ilmonti.com/wp-content/uploads/2019/07/lezzi.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-5422" src="http://ilmonti.com/wp-content/uploads/2019/07/lezzi.jpg" alt="autonomia" width="990" height="634" /></a></h3>
<p><em><strong>Autonomia &#8211;</strong></em> Ecco, ci siamo. Dopo mesi di «spazzolate» alla fulgida chioma dell’autonomia, il nodo si è finalmente incastrato nei denti del pettine. Dico finalmente, non certo perché ci sia da gioirne, piuttosto perché tutti eravamo in attesa del nodo, quello da superare, quello che eravamo sicuri di trovare prima del traguardo. Era inevitabile, ed è un bene, in questo senso, che sia arrivato. Ora andrà sciolto.</p>
<p>E il nodo è sempre quello: la vecchia liturgia di una classe politica meridionale antica e superata, che stiamo scoprendo che nemmeno più rappresenta gli elettori e cittadini che sostiene di «difendere». Loro <a href="https://www.termometropolitico.it/1370947_sondaggi-politici-swg-14.html">sono più moderni</a> e accettano la sfida dell&#8217;autonomia. Stupisce, fino ad una certo punto, che a puzzare di vecchio siano pure gli esponenti di un movimento politico che ha fatto della novità il suo stesso motivo di esistenza: il Movimento 5 Stelle.</p>
<p>Ore 13.24, agenzia DIRE con dichiarazioni del Ministro per il Sud Barbara Lezzi:</p>
<blockquote><p>«Il nodo- spiega- e’ stato anche sull’istruzione, ma per quanto ci riguarda nessun bambino sceglie di nascere in Calabria, in Molise, nel Lazio o in Veneto e deve avere gli stessi diritti a essere istruito e formato, su questo non torniamo indietro».</p></blockquote>
<p>Ciò che dice è sacrosanto, seppur condito dalla solita dose di vittimismo tipico della Prima Repubblica. Ciò che non dice, purtroppo, è che sta fotografando la situazione attuale, ovvero quella determinata dal centralismo dello Stato nella gestione del sistema scuola. E’ risaputo, e i risultati dei <a href="http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/scuola-invalsi-matematica-classifica-studenti-sud-61e2ec2d-ac6c-4a2f-8d99-1b94771d71a3.html">test Invalsi, </a>proprio in queste ore, ne danno ulteriore conferma: oggi un bambino nato al sud è costretto, direi condannato, a una scuola mediocre e peggiore dei coetanei del nord.</p>
<p>E proprio per quei bambini che il Ministro Lezzi dovrebbe preoccuparsi di superare l’attuale sistema basato sul centralismo. Invece no, si accoda alla solita pretesa di voler frenare le scuole del nord per renderle meno diverse, in peggio, da quelle del sud. Insomma, pensa di risolvere le disuguaglianze che patiscono i bambini del sud, rubando la merenda dei coetanei del nord.</p>
<p>La Lezzi, purtroppo, aggiunge anche altro.</p>
<p>Ore 13.33, agenzia ANSA, sempre dichiarazioni del Ministro per il Sud Barbara Lezzi:</p>
<blockquote><p>«Durante il primo incontro avevamo tutti concordato per delle forme di perequazione e su questo non si può tornare indietro: le Regioni del Mezzogiorno, e’ innegabile, sono state pessimamente rappresentate ma <mark>hanno trasferimenti nettamente inferiori ad altre</mark>, e’ una verita’ innegabile questa». Cosi’ il ministro dell’<b>Autonomia</b>Barbara Lezzi, stamane parlando con i cronisti.»</p></blockquote>
<p>La verità è sempre un termine da maneggiare con cura, in questo caso alla Lezzi crediamo sia scappata un pelo la frizione. Perché i dati ufficiali, che in questo campo sono gli unici elementi che molto si avvicinano al concetto di verità, dicono esattamente il contrario. E lo dicono in maniera impietosa.</p>
<p>Ecco quanto trovate con una semplice ricerca nel <a href="http://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Pubblicazioni/Studi-e-do/La-spesa-s/Anni-prece/SSR-2017-stima.pdf">sito del MEF</a> (Ministero Economia Finanze), esemplificato in una tabella che non lascia scampo alle speranze della Lezzi.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://ilmonti.com/wp-content/uploads/2019/07/Schermata-2019-07-11-alle-14.44.17.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-5421" src="http://ilmonti.com/wp-content/uploads/2019/07/Schermata-2019-07-11-alle-14.44.17.png" alt="autonomia" width="892" height="697" /></a></p>
<p>Lo Stato Italiano spende per ogni cittadino lombardo 2.733€ ogni anno. Per il Veneto 2.946€, contro una media nazionale di 3.854€. Tutte le regioni del sud, manco a dirlo, sono sopra alla media o di poco sotto. Se poi rapportiamo la spesa pubblica con il prodotto interno lordo generato da ogni regione, che dà la misura di quanta ricchezza che viene generata con il sudore della fronte dei cittadini rimane poi sui loro territori, la classifica è drammatica. Lombardia in fondo con appena il 7,15%, e il sud tutto abbondantemente in doppia cifra.</p>
<h4><strong><em>AUTONOMIA E STRANE IDEE</em></strong></h4>
<p>A questo punto, tocca concludere spendendo due parole sul concetto di perequazione, così come vuole essere inserito dalla Lezzi nell’intesa.</p>
<p>Seguitemi. La Lombardia chiede di gestire 20 materie in autonomia, che ora sono competenza statale. Per farlo, di grazia, chiediamo che lo Stato ci riconosca la quota di spesa pubblica che spende nella nostra regione per gestire quelle materie. Niente di più, niente di meno. Parliamo di un livello di spesa pubblica, come abbiamo visto dalle tabelle sopra, già drammaticamente basso.</p>
<p>Ora, il Ministro Lezzi pretenderebbe UDITE UDITE, che nel caso noi riuscissimo ad essere più efficienti dello Stato, ovvero risparmiare qualche euro gestendo autonomamente queste funzioni, quel «tesoretto» dovrebbe essere trasferito al sud. Avete capito? La Lezzi vuole concedere autonomia alla Lombardia solo per alimentare ancora di più la spesa, già esagerata e inefficiente, delle regioni del sud.</p>
<p>E quindi, in fin dei conti, che autonomia sarebbe Ministro Lezzi? Forse è un colpo di caldo, sarà il caso di accendere i condizionatori nel suo ufficio. Così <a href="https://www.la7.it/laria-che-tira/video/lezzi-m5s-il-pil-sale-grazie-ai-condizionatori-25-08-2017-220377">aumenta il PIL</a>!</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2019/07/11/autonomia-nodo-lezzi-nel-pettine/">Autonomia, il nodo Lezzi nel pettine</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>La Nugnes dice che il Nord ha depredato il Sud per 50 anni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Dec 2018 11:10:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La dissidente grillina questa estate invocava una salvifica invasione di ragazzi africani, oggi sostiene che il Nord vuole mollare il Sud dopo aver sfruttato le sue ricchezze, evocando la caduta del Governo L’eccesso di leccornie nelle feste natalizie provoca pesantezza di stomaco e digestioni complicate. Scontato. Quello che non sapevamo è che potesse degenerare anche [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;"><em><strong>La dissidente grillina questa estate invocava una salvifica invasione di ragazzi africani, oggi sostiene che il Nord vuole mollare il Sud dopo aver sfruttato le sue ricchezze, evocando la caduta del Governo</strong></em></h3>
<h3 style="text-align: center;"><a href="http://ilmonti.com/wp-content/uploads/2018/12/BEF223CE-3BEC-4F6C-B9B4-DE313BBEEA4E.jpeg"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-5374" src="http://ilmonti.com/wp-content/uploads/2018/12/BEF223CE-3BEC-4F6C-B9B4-DE313BBEEA4E-1024x576.jpeg" alt="Sud" width="1024" height="576" /></a></h3>
<p>L’eccesso di leccornie nelle feste natalizie provoca pesantezza di stomaco e digestioni complicate. Scontato. Quello che non sapevamo è che potesse degenerare anche in effetti allucinogeni. Dev’essere così, almeno leggendo a pagina 11 del Corriere della Sera, dove la dissidente grillina Paola Nugnes si esibisce in una <a href="https://www.huffingtonpost.it/2018/12/28/io-dico-che-se-passa-la-riforma-delle-autonomie-cade-litalia-e-quindi-credo-che-sia-meglio-che-cada-il-governo_a_23628374/?utm_hp_ref=it-homepage">strampalata intervista</a>. La sventurata, da qualche giorno, vive evidentemente in un mondo parallelo, perché non si trovano altre spiegazioni ad affermazioni di questo tipo:</p>
<blockquote><p>Per 50 anni si sono fatti investimenti al Nord, per farne una forza trainante. E ora, dopo aver sfruttato la nostra ricchezza, ci si vuole sbarazzare di noi</p></blockquote>
<p>La Senatrice non è nuova a dichiarazioni shock, per non bollarle come totali castronerie. Questa estate, con il Governo e il Ministro Salvini impegnati contro lo sfruttamento dell’immigrazione clandestina, <a href="https://www.huffingtonpost.it/2018/06/16/la-senatrice-paola-nugnes-voce-in-dissenso-nei-5-stelle-no-a-porti-chiusi-abbiamo-bisogno-dellafrica_a_23460581/">se ne usciva</a> teorizzando i benefici di una invasione africana dell’Italia:</p>
<blockquote><p>Abbiamo bisogno dell&#8217;Africa per attingere ai geni della resistenza e della resilienza. Di un popolo giovane, forte e capace di resistere e di lottare per resistere.</p></blockquote>
<p>Va bene la simpatia dei napoletani, passi la voglia innata di prendere il giro il prossimo con ironia, ma qui siamo davanti ad un rovesciamento completo della realtà. Basterebbe ricordare a questo simpatico architetto di Pozzuoli, che 50 anni fa, ovvero nel 1968, erano già passati 18 anni dalla creazione della Cassa del Mezzogiorno. Che poi al Nord si sia nel frattempo costruita qualche autostrada, qualche ferrovia, qualche aeroporto, giusto per permettere a noi di lavorare, pagare le tasse e alimentare i bilanci dello Stato, non crederà mica che sia stata una gentile concessione? Anche perché, <mark>signora Nugnes, senza almeno quattro strade in croce (che ci paghiamo con i nostri soldi attraverso salati pedaggi), come avremmo fatto ad andare a lavorare per alimentare i fiumi enormi di denaro che per decenni hanno preso la direzione del Sud Italia?</mark></p>
<p>La cosa curiosa sarebbe poi capire quale ricchezza avrebbe depredato il Nord al Sud? Sorvoliamo su quello che vi abbiamo dato in nome dell’unità nazionale, non è questo il luogo. Ma cosa vi abbiamo tolto? Cosa vi avremmo depredato per 50 anni? Subiamo il più grande residuo fiscale territoriale che la storia abbia mai conosciuto (54 miliardi all’anno per la sola Lombardia), roba da rimpiangere quando a governarci c’era Cecco Beppe, e questa qui viene pure a dirci che abbiamo depredato le ricchezze del Sud?</p>
<p><mark>Le ricchezze del Sud, cara Senatrice Nugnes, sono state depredate da politicanti come lei, affezionati al “chiagni e fotti”, pronti ad alimentare le peggiori pulsioni assistenzialiste, quelle che hanno condannato il meridione d’Italia al sottosviluppo. Il vento sta cambiando, forse anche al Sud.</mark> Sono sempre di più i giovani che credono che il riscatto non passerà mai attraverso l’idea dell’elemosina di stato, della mancia, del cappello in mano rivolto al Nord. Il riscatto ci sarà liberando energie, lavoro, idee, voglia di fare, accompagnati da una macchina amministrativa guidata da una nuova classe politica. Non la sua, Senatrice Nugnes. L’autonomia fa bene a tutti, farà bene anche a lei.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2018/12/28/nugnes-dice-nord-depredato-sud/">La Nugnes dice che il Nord ha depredato il Sud per 50 anni</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Bandiere sui balconi, a Lazzate la Lombardia si festeggia così</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2017/05/25/bandiere-sui-balconi-lazzate-la-lombardia-si-festeggia-cosi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 May 2017 13:43:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Domenica mattina in piazza a Lazzate la Lega regalerà le bandiere della Lombardia. I cittadini che la ritireranno dovranno impegnarsi ad esporla su finestre e balconi Lunedì 29 maggio si festeggerà la festa della nostra Lombardia. La santa Lombardia che da anni trascina faticosamente il carrozzone dell’intera Italia. La ricorrenza non cade in una data a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<h3 style="text-align: center;"><strong><em>Domenica mattina in piazza a Lazzate la Lega regalerà le bandiere della Lombardia. I cittadini che la ritireranno dovranno impegnarsi ad esporla su finestre e balconi</em></strong></h3>
</blockquote>
<p><a href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2017/05/WhatsApp-Image-2017-05-25-at-15.09.08.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-4821 size-full" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2017/05/WhatsApp-Image-2017-05-25-at-15.09.08.jpeg" alt="lombardia" width="1280" height="720" /></a>Lunedì 29 maggio si festeggerà la festa della nostra Lombardia. La santa Lombardia che da anni trascina faticosamente il carrozzone dell’intera Italia. La ricorrenza non cade in una data a caso, perché fu il 29 maggio del 1176 che le truppe della Lega Lombarda sconfissero il grande e potente esercito del Barbarossa, proprio nella celebrata <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Legnano">battaglia di Legnano</a>. E questo 2017 segnerà un importante passo del lungo cammino verso la libertà del popolo lombardo. Il prossimo 22 ottobre si svolgerà il <a href="http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/17_aprile_20/referendum-autonomia-maroni-domani-data-voto-ottobre-180f325a-25a7-11e7-83cc-292021888e47.shtml">primo referendum</a>della storia per rivendicare più autonomia per la Lombardia. Un appuntamento in cui tutti i lombardi, fin da ora, devono sentirsi mobilitati, con lo spadone puntato contro quella Roma ladrona che da più di un secolo e mezzo ci sfrutta, ci deride, ci umilia e ci impedisce di essere grandi come meriteremmo.</p>
<h3>REGALEREMO BANDIERE DA ESPORRE SU FINESTRE E BALCONI</h3>
<p>È per questo motivo che la sezione Lega Nord di Lazzate, guidata dal nostro segretario Valentino Monti, ha avuto una bella idea. Domenica 28 maggio, per tutta la mattinata, sarà attivo un banchetto nella centralissima Piazza Giovanni XXIII di Lazzate, in cui verranno distribuite gratuitamente le bandiere della Lombardia. Noi militanti di Lazzate, autotassandoci, abbiamo deciso di donare ai nostri concittadini il vessillo verde con la Rosa Camuna, simbolo della nostra Lombardia. La bandiera è regalata da noi, ma chi la ritirerà dovrà accettare un piccolo impegno. Quale? Semplicemente quello di esporre la bandiera lunedì 29 maggio dalle proprie finestre e dai propri balconi, cercando di onorare al meglio la festa della Lombardia. Un gesto simbolico, che dovrà però rappresentare un primo piccolo segnale rispetto all’appuntamento referendario del prossimo 22 ottobre: tutti uniti per la Lombardia, votare SI perché finalmente si possa conquistare la nostra libertà e trattenere parte di quei 54 miliardi di residuo fiscale, quello che Roma ci rapina ogni anno. Meno tasse, più imprese, più lavoro e più servizi di qualità.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2017/05/25/bandiere-sui-balconi-lazzate-la-lombardia-si-festeggia-cosi/">Bandiere sui balconi, a Lazzate la Lombardia si festeggia così</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Vitalizi: io difendo Eva Klotz (e la libertà)</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2017/03/27/vitalizi-difendo-eva-klotz-la-liberta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Mar 2017 11:22:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Continua la becera campagna contro la Klotz e i tirolesi, una campagna che ha un solo obiettivo: soffocare la voglia di libertà e permettere a Roma di continuare a banchettare con i nostri quattrini L’Italia è un posto davvero strano, in perenne lotta contro il nemico sbagliato. Oggi, sulle pagine del Quotidiano Nazionale, l’ennesimo attacco [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2017/03/27/vitalizi-difendo-eva-klotz-la-liberta/">Vitalizi: io difendo Eva Klotz (e la libertà)</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><em>Continua la becera campagna contro la Klotz e i tirolesi, una campagna che ha un solo obiettivo: soffocare la voglia di libertà e permettere a Roma di continuare a banchettare con i nostri quattrini</em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2017/03/17545375_1209548379157664_995120503430256754_o.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-4752" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2017/03/17545375_1209548379157664_995120503430256754_o.jpg" alt="vitalizi" width="918" height="720" /></a></p>
<p>L’Italia è un posto davvero strano, in perenne lotta contro il nemico sbagliato. Oggi, sulle pagine del Quotidiano Nazionale, l’<a href="http://www.quotidiano.net/politica/stipendi-consiglieri-regionali-1.2994971">ennesimo attacco </a>contro la «casta del Trentino Alto Adige». A piena pagina viene sparata una foto degli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sch%C3%BCtzen">Schützen</a> e, manco a dirlo, della Pasionaria Eva Klotz.</p>
<p>Sarebbe un’inchiesta, così viene chiamata, anche se ha tutte le caratteristiche della solita operazione di killeraggio mediatico, dove non conta il contenuto della notizia, piuttosto l’obiettivo che ci si prefigge. E qui, tanto per essere chiari, l’obiettivo è solo uno: combattere una delle ultime realtà territoriali capaci ancora di ribellarsi con forza e buoni risultati al giogo romano. È Roma che lancia strali contro gli sprechi. Roma, la più grande cloaca politica che la storia abbia conosciuto, il più grande centro di sperpero di denari pubblici, il luogo dove tutto si fa corrompere. Tutto, anche l’anima. Da che pulpito, pensate un po’.</p>
<p>I Sud Tirolesi sono come il villaggio di Asterix e Obelix, l’ultimo ridotto di ribelli che non si vogliono piegare ai capricci dell’Imperatore. Questo è il motivo per cui vengono continuamente attaccati, non ce ne sono altri. Qui le inchieste giornalistiche non c’entrano nulla, anche perché i «risultati», di queste pseudo inchieste, non è che siano così eclatanti.</p>
<h3>EVA KLOTZ E IL VITALIZIO CHE NON C’È</h3>
<p>Partiamo dal principio: <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Eva_Klotz">Eva Klotz</a>. A me la Pasionaria non sta particolarmente simpatica, tantomeno l’ho mai osannato come fosse un idolo. Certo però che additare lei come simbolo di poltronismo politico o come persona che si è comodamente accontentata di uno stipendio facile, è davvero una porcata. Lei è la figlia del Martellatore della Val Passiria, l’indimenticato Georg, un vero mito da quelle parti. Inizia la sua carriera politica a 25 anni, seguendo sempre l’ideale dell’indipendenza dall’Italia. Può piacere o meno, ma Eva Klotz rappresenta un punto fermo di coerenza, in mezzo al putridume consociativo della politica romana, e di una certa parte di quella trentina.</p>
<p>Oltretutto lei al vitalizio, ovvero una rendita mensile garantita alla fine del mandato, ha rinunciato in favore del pagamento in un’unica soluzione di quanto dovuto. Che è una cifra enorme, proprio perché pagata in una soluzione unica, ma comunque inferiore a quella che avrebbe percepito qualche anno fa, quando già aveva maturato il diritto, ma decise di continuare l’attività politica. Perché, allora, si parla sempre e solo di Eva Klotz e non delle decine di altri consiglieri che incassano vitalizi ben più generosi? Semplice, perchè Eva Klotz è il simbolo da abbattere, il simbolo della battaglia contro Roma e per la libertà dei popoli. È così banale che spiace vedere quanti ci caschino. Troppi direi.</p>
<h2>IL RECORD DEGLI STIPENDI È LA SICILIA, MA NON VIENE CITATA</h2>
<p>L’autrice, Rosalba Carbutti, ci racconta i numeri dello «scandalo», quelli che farebbero del Consiglio Regionale trentino un record assoluto di sprechi. Eccoli:</p>
<p>Consiglieri Regionali</p>
<p>Trentino: indennità lorda 9.800€ + 1.450€ di rimborso = <strong>11.250,€</strong></p>
<p>Lombardia: indennità lorda 6.327€ + 4.218€ di rimborso= <strong>10.545€</strong></p>
<p>Emilia Romagna: indennità lorda 5.000€ + 2.258€ di rimborso= <strong>7.258€</strong></p>
<p>Toscana: indennità lorda 7.334€ + 1.925€ di rimborso= <strong>9.259€</strong></p>
<p>Potremmo, con qualche ragione, sostenere che siano in generale un mucchio di soldi. Vero, nonostante siano stati tutti ridimensionati negli ultimi anni, ma non è questo il punto. Il punto è che il Trentino, seppur in cima a questa particolare classifica «stralcio», che prende in esame solo alcune Regioni, non di discosta poi tantissimo, a ben guardare, da Lombardia e Toscana. Differenze minime. C’è però una Regione che, stranamente, non viene citata nella tabellina di questa inchiesta sugli sprechi regionali. Si chiama Regione Sicilia. Perché non viene citata? Semplice, perché avrebbero dovuto scrivere questo:</p>
<p>Sicialia: indennità lorda 6.600€ + 7.680€ di rimborso e diaria= <strong>14.280€</strong><em><br />
</em></p>
<p>A quel punto, converrete, lo scopo di infangare il fiero popolo sud tirolese, non sarebbe stato raggiunto. Quindi, meglio omettere la Sicilia, che rappresenta invece il record negativo assoluto.</p>
<h3>IN CALABRIA 1 LAVORATORE SU 5 È PUBBLICO</h3>
<p>Ma non è l’unica omissione. Vengono poi citate le percentuali dei dipendenti pubblici. Si riporta il lavoro del centro studi Impresa Lavoro, i cui risultati sono riassunti <a href="https://impresalavoro.org/dipendenti-pa-314-milioni-regioni-statuto-speciale-al-top-numero-rapporto-ai-residenti-calabria-un-occupato-4-dipendente-pa/">qui</a>.</p>
<p>Stranamente, ma dev’essere un caso, l’autrice del pezzo pubblica solo un pezzo dello studio, ovvero la percentuale di dipendenti pubblici rapportata alla popolazione residente. Il Trentino, primo fra le regioni, vanta il 7,4%. Il dato però più significativo, anche qui potrete facilmente convenire, è però rappresentato dal rapporto tra totale dei cittadini occupati e quelli impiegati nel comparto pubblico. È questo il numero che ci dice quanto peso rappresenti l’apparato pubblico rispetto all’economia di un territorio. Un indice di dinamismo e virtuosità.</p>
<p>Sapete perché Rosalba Carbutti si è «dimenticata», diciamo così, anche questo dato? Perché avrebbe dovuto scrivere che il primato spetta alla Regione Calabria, dove 1 cittadino lavoratore su 5 è dipendente pubblico: il 22,02% per la precisione, contro il 16,42% del Trentino Sud Tirolo, che sta a metà classifica.</p>
<h3>ANCHE IL TRENTINO VANTA UN PICCOLO RESIDUO FISCALE</h3>
<p>Ma il massimo lo raggiungiamo quando si criticano i trasferimenti che Roma garantisce al Trentino, che sono diversi e maggiori in funzione degli accordi che ne hanno riconosciuto la specialità. Capite bene che è davvero bizzarro che ci si limiti a citare quanto Roma «spenda» per un dato territorio, senza indicare quanto questo territorio versi annualmente alla casse statali. Anche qui, quello che conta è il residuo fiscale, ovvero la differenza tra ciò che si versa e ciò che lo Stato ridà indietro in servizi e trasferimenti. Giusto per capire, dato che siamo in argomento, chi davvero paga quelle famose pensioni d’oro e quegli stipendi generosi: paga Roma o paga il Trentino?</p>
<p>Lo studio sul residuo fiscale della CGIA di Mestre, che trovate <a href="http://www.cgiamestre.com/wp-content/uploads/2015/02/residuofiscale.pdf">qui</a>, racconta che anche il Trentino, nonostante goda di un regime sicuramente agevolato, vanta un «credito» nei confronti dello Stato di 612.000.000 di euro ogni anno. Quindi la risposta ce la siamo già data: gli stipendi e vitalizi dei consiglieri trentini vengono pagati dai contribuenti trentini. Roma non regala nulla.</p>
<p>E la Sicilia? I nostri «amici» dell’ARS (Assemblea Regionale Sicilia) che si fregiano del titolo di «Deputato», sono invece tutti a carico nostro. Là a quelle latitudini, è bene ricordare, regaliamo quasi 9 miliardi di euro ogni anno. Risultati positivi? Zero assoluto.</p>
<p>Per questo io difendo Eva Klotz e il Sud Tirolo, perché difendere loro significa difendere la sacrosanta lotta contro Roma, che utilizza ogni strumento per metterci gli uni contro gli altri, continuando a banchettare allegramente con i nostri quattrini.</p>
<pre><em><strong><span style="color: #ff0000;">* UPDATE</span>: segnalo che questa settimana Rosalba Carbutti ha firmato un completo servizio anche sugli scandali della Regione Sicilia, che potete "gustarvi" a questo indirizzo: <a href="http://www.quotidiano.net/politica/sicilia-sprechi-vitalizi-1.2997254">http://www.quotidiano.net/politica/sicilia-sprechi-vitalizi-1.2997254</a></strong></em></pre><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2017/03/27/vitalizi-difendo-eva-klotz-la-liberta/">Vitalizi: io difendo Eva Klotz (e la libertà)</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>K-Flex ci dice che in Lombardia senza autonomia si muore</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2017/03/09/k-flex-ci-dice-lombardia-senza-autonomia-si-muore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Mar 2017 12:31:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le aziende non possono più sopportare 54 miliardi di residuo fiscale. Senza autonomia il nostro sistema produttivo morirà Da qualche mese c’è un’azienda con un nome strano, la K-Flex, che rimbalza sulle bocche di tutti, dalla stampa locale ai grandi network nazionali. A dispetto della sua dimensione internazionale, con le sedi e impianti sparsi per [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2017/03/09/k-flex-ci-dice-lombardia-senza-autonomia-si-muore/">K-Flex ci dice che in Lombardia senza autonomia si muore</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;"><em>Le aziende non possono più sopportare 54 miliardi di residuo fiscale. Senza autonomia il nostro sistema produttivo morirà</em></h3>
<p><a href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2017/03/immagini.quotidiano.net-3-1.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-4715 size-large" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2017/03/immagini.quotidiano.net-3-1-1024x573.jpeg" alt="k-flex" width="1024" height="573" /></a>Da qualche mese c’è un’azienda con un nome strano, la K-Flex, che rimbalza sulle bocche di tutti, dalla stampa locale ai grandi network nazionali. A dispetto della sua dimensione internazionale, con le sedi e impianti sparsi per mezzo mondo, stiamo parlando di una realtà nata e cresciuta nel cuore produttivo della Lombardia, in Brianza.</p>
<p>I vertici aziendali hanno deciso di chiudere i battenti del sito produttivo di Roncello, proprio dove è partita l’avventura di questa realtà che solo fino a pochi mesi fa, prima delle agitazioni, era un fulgido esempio di imprenditoria lombarda.</p>
<p>Sono 187 i lavoratori che perderanno il posto di lavoro, a dispetto dei 60 colleghi che rimarranno in organico, perché assegnati al reparto ricerca e sviluppo, che continuerà ad operare regolarmente.</p>
<p>L’azienda è sotto accusa non solo per la decisione di chiudere i battenti e trasferire la produzione altrove, ma anche perché negli ultimi anni avrebbe goduto di svariati milioni di euro di finanziamenti. Il titolare e fondatore della K-Flex, in una <a href="http://www.ilgiorno.it/monza-brianza/economia/k-flex-licenziamenti-1.2949331">lunga intervista</a> a il Giorno, dice che però si tratta di un semplice prestito (non di finanziamento a fondo perduto) che in parte è già stato restituito e che finanziava attività di ricerca e sviluppo, settore che rimarrà in Italia e non sarà spostato.</p>
<blockquote><p>Si tratta di un prestito, che per definizione quindi dobbiamo ed abbiamo già restituito in buona parte, per attività di ricerca e sviluppo. L’erogazione di un prestito, secondo quanto previsto dal bando, avviene solo dopo l’effettiva verifica della destinazione di impiego dello stesso. L’importo complessivo è stato quindi interamente investito in Italia ed esclusivamente in ricerca e sviluppo. Il tutto documentabile e verificabile.</p></blockquote>
<p>Così come chiarisce anche la questione dell’aiuto ricevuto da Simest, ovvero Cassa Depositi e Prestiti. Si tratterebbe di un investimento con la logica del venture capital, proprio con lo scopo di internazionalizzare le aziende. Ironia della sorte.</p>
<blockquote><p>Forse non tutti sanno che lo scopo della SIMEST è proprio quello di sostenere la crescita delle imprese italiane attraverso l’internazionalizzazione della loro attività. Simest opera come società di private equity e versa capitale in imprese estere a forti potenzialità di sviluppo, non si tratta quindi di un aiuto di Stato ma di un investimento che Simest effettua con logiche di profitto come ogni altra impresa. Anche in questo caso si tratta di un prestito, concesso dal Ministero dello Sviluppo Economico attraverso una società del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti, a noi come a molte altre imprese italiane che stanno internazionalizzando.</p></blockquote>
<h3>PERCHÉ LE AZIENDE SCAPPANO?</h3>
<p>Credo che queste polemiche, buone solo ad alimentare il solito can can politico, rischiano di essere fuorvianti, se non addirittura dannose per le riflessioni che la vicenda K-flex dovrebbe indurci a sviluppare. Perché dovremmo iniziare a porci una domanda molto semplice: come mai le aziende che producono fuggono dalla Brianza e dalla Lombardia?</p>
<p>La K-Flex è una realtà sana, conta duemila dipendenti nel mondo e sta aprendo una fabbrica negli Stati Uniti, in Louisiana, che non è terzo mondo.</p>
<p>Potremmo pure ridurre la questione al semplice fatto che questo Amedeo Spinelli sarebbe semplicemente uno «stronzo», un «padrone» capitalista che decide, magari per sgarbo o per quattro pulciosi euro, di chiudere e trasferire la produzione della sua azienda. Il problema è che negli ultimi decenni, e non solo in Brianza, di questi imprenditori «stronzi» e «capitalisti», ce ne sono stati a centinaia. E oltre a far fuggire le aziende estere, cominciamo pure a far scappare i nostri imprenditori, quelli che hanno costruito una fortuna in Brianza e in Lombardia. Forse il dubbio che il problema stia altrove dovremmo farcelo venire? Che ne dite?</p>
<h3>LE AZIENDE SCAPPANO PERCHÉ NON SOPPORTANO I 54 MILIARDI RAPINATI DA ROMA</h3>
<p>Le aziende scappano perché non riusciamo più ad essere luogo adatto a fare impresa. Molto semplice. Se una volta potevamo sopperire alle carenze infrastrutturali, alla burocrazia, alla corruzione e a un sistema di leggi cervellotico, attraverso l’impegno, la dedizione, la fatica e la svalutazione, oggi non possiamo più farlo.</p>
<p>La colpa grave è stata quella di aver sperperato la ricchezza che abbiamo costruito in tutti questi anni, ed è stata tanta. Una montagna di quattrini che non sono stati investiti qui, in Lombardia, ma sono stati invece costantemente rapinati da Roma. Hanno alimentato il sistema perverso e distruttivo dell’assistenzialismo, che ancora oggi drena risorse al Nord, per tenere il Sud in una situazione comatosa, agevolando la malavita organizzata. Ogni giorno che alziamo la serranda o ci rechiamo in fabbrica, veniamo spennati come polli.</p>
<p>Per farla breve: il problema sta in quei mastodontici 54 miliardi di residuo fiscale annuo, la differenza tra ciò che cittadini e imprese versano e quanto ne rimane sul territorio sotto forma di trasferimenti e servizi. Il problema e la soluzione dei nostri mali sta tutta lì: 54 miliardi che servirebbero a rendere la Lombardia più efficiente, con strade ed infrastrutture all’avanguardia, tali da colmare il gap di costo della produzione. 54 miliardi che potrebbero allentare la morsa fiscale, che rende poco redditizio produrre in Lombardia.</p>
<p>La K-Flex è arrivata a perdere fino a 4 milioni di euro negli ultimi tre anni, considerando solo il sito produttivo italiano.</p>
<blockquote><p>Il bilancio civilistico della società italiana sarà positivo ma include gli utili prodotti all’estero dalle consociate. Il bilancio che riguarda le attività in Italia, escludendo quindi gli utili prodotti all’estero, sarà negativo come da alcuni anni a questa parte e, negli esercizi dal 2013 al 2015, ha fatto registrare perdite rilevanti che vanno dai 2,5 ai 4 milioni di euro.</p></blockquote>
<p>Questo Spinelli sarà pure «stronzo», non lo so non lo conosco, ma certamente non vuole passare da pirla.</p>
<h3>LA SOLUZIONE? IL REFERENDEM SULL’AUTONOMIA</h3>
<p>Perché il compito dell’imprenditore è semplicemente quello di far sopravvivere, magari anche crescere e prosperare, le proprie aziende. E considerate anche il fatto che se continuasse a perdere, rimanendo in Italia, magari i lavoratori il posto lo dovrebbero comunque salutare. Probabilmente anche gli altri 60, non solo i 187.</p>
<p>Quindi la soluzione, al di là di tante chiacchiere inutili, passa attraverso il referendum dell’autonomia, primo grande passo verso la richiesta, più che legittima, di poter tentare un ultimo e disperato salvataggio del sistema produttivo lombardo. Altrimenti, sarà la fine. Per tutti, Roma compresa.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2017/03/09/k-flex-ci-dice-lombardia-senza-autonomia-si-muore/">K-Flex ci dice che in Lombardia senza autonomia si muore</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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