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		<title>Bossi, processo politico e condanna infame</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2017/07/11/bossi-un-processo-politico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jul 2017 09:02:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È solo un processo politico, costruito per trascinare un uomo libero in tribunale, coprendolo con l&#8217;onta peggiore per un politico: l&#8217;accusa di essere ladro. Domenica l’ultimo saluto a Doddore Meloni, nella Cattedrale di San Pietro, a Terralba, dove Salvatore viveva con la famiglia. E ieri, lunedì 10 luglio, lo stato italiano (rigorosamente minuscolo), continuava a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;"><em><strong>È solo un processo politico, costruito per trascinare un uomo libero in tribunale, coprendolo con l&#8217;onta peggiore per un politico: l&#8217;accusa di essere ladro.</strong></em></h3>
<p><a href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2017/07/bossi.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-4895" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2017/07/bossi.jpg" alt="bossi" width="800" height="528" /></a><br />
Domenica l’ultimo saluto a Doddore Meloni, nella Cattedrale di San Pietro, a Terralba, dove Salvatore viveva con la famiglia. E ieri, lunedì 10 luglio, lo stato italiano (rigorosamente minuscolo), continuava a processarlo. Il Tribunale di Oristano, infatti, ha solo rinviato l’udienza di uno dei tanto processi all’indipendentista sardo, al prossimo 17 luglio, perchè «Dobbiamo aspettare il certificato di morte». E sempre lunedì, in un altro tribunale, a Milano, veniva letta la sentenza di condanna in primo grado a Umberto Bossi.</p>
<p>Due storie e due figure lontane anni luce, che si intersecano però in uno stesso punto, in una curiosa coincidenza temporale: lo stato italiano (sempre rigorosamente minuscolo) con il suo bislacco sistema giudiziario, ha tentato e tenta di farli passare per semplici ladruncoli. Il primo condannato per evasione, il secondo per appropriazione indebita.</p>
<p>Perché se sei indipendentista, per la Sardegna o per la Padania non fa differenza, l’italia non ti rispetta come avversario e non ti processa per la tua azione politica. Ti umilia, ti deride e ti infanga. Fa di tutto perché tu venga additato con la peggiore delle accuse, almeno per un esponente politico: ladro. Un comportamento infame, analogo in queste due storie, che sono così lontane nello svolgimento e nell’epilogo, ma così vicine nel sistema vigliacco perpetrato da una giustizia che giustizia non è, che sia chiaro.</p>
<p>Si tratta di processi politici. Umberto Bossi andava condannato. Non perché fosse colpevole di qualche cosa, come sa perfettamente chi ha seguito il processo di Milano; Bossi andava condannato perché l’italia doveva annientare l’uomo e la figura che ha incarnato l’unico tentativo di ribellione dei popoli della Padania, contro quell’italia che fu costruita a danno di tutti, sud compreso. E si tenta di farlo, come detto, nel peggiore dei modi, gettando addosso al vecchio capo della Lega, debilitato nel fisico ma non nello spirito, la lettera scarlatta dell’infame accusa di aver rubato.</p>
<p>Un’accusa da cui è difficile difendersi. Anzi, è quasi impossibile, perché il politico è già «ladro» per definizione nell’immaginario collettivo, figurarsi se lo trascini a processo, peggio ancora se lo condanni, seppur solo in primo grado.</p>
<p>E qui, giusto per non correre rischi, si è costruito pure un processo di famiglia, gettando anche il figlio alla sbarra. Ecco dunque il teorema spicciolo, quello da dare in pasto al popolino: ladri, ladri di famiglia. Finirebbe qui per chiunque, morti e sepolti senza nemmeno il processo.</p>
<h3>NIENTE PROVE, SOLO LA CONDANNA</h3>
<p>Il processo, appunto. <strong><em>&#8220;Se l’imputato non si fosse chiamato Umberto Bossi, cioè il capo della Lega, il processo non si sarebbe nemmeno svolto&#8221;</em></strong>, così ha dichiarato il difensore Brigandì. E questa non è una provocazione, ma un dato di fatto oggettivo, visto che altri soggetti, inizialmente coinvolti con le medesime accuse, sono stati subito esclusi. Non si chiamavano Bossi, evidentemente non andavano processati e condannati.</p>
<p>Ma per cosa è stato condannato Umberto Bossi? L’accusa è di appropriazione indebita, ovvero l’aver usato i soldi della sua stessa Lega, cioè quella creatura a cui ha dedicato tutta la sua vita, tutto il suo tempo, tutto il suo patrimonio e tutti i suoi soldi. Ma se Bossi ha dato tutto per far nascere e crescere la Lega, di cosa dunque si sarebbe mai appropriato, tanto da essere condannato?</p>
<p>L’elenco è quanto di più ridicolo e sciocco si possa pensare.</p>
<p>Chi vorrà capirne e saperne qualcosa di più, armandosi di pazienza, troverà <a href="http://www.radioradicale.it/scheda/509792/processo-a-francesco-belsito-ed-altri-umberto-e-renzo-bossi-per-appropriazione">qui su Radio Radicale</a> tutte le registrazioni. A tratti esilaranti. A Bossi, per esempio, contestano qualche migliaio di euro di multe, contravvenzioni al codice della strada per eccesso di velocità. L’accusa? Bossi si è fatto pagare le multe. Umberto Bossi, fatto notorio, è impossibilitato alla guida. Eppure, lo stato italiano, lo ha processato per essersi fatto pagare delle multe. Ridicolo. Ed è ridicolo che tutti ci credano.</p>
<p>Poi ancora, a Bossi contestano l’eccessivo acquisto di abiti e vestiti. L’uomo politico peggio vestito della storia, sbeffeggiato per anni perché circolava con canottiere e maglioni sgualciti, viene messo alla sbarra per aver acquistato troppi vestiti. Ridicolo, non vi pare?</p>
<p>E poi i mitologici lavori di ristrutturazione della «casa Roma Capo», come recita la famigerata cartellina «The Family», quella costruita e conservata con sospetto scrupolo da Belsito. Per la difesa non è bastato ricordare che Bossi di case a Roma non ne ha. È pero bastato all’accusa <a href="https://www.google.it/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=web&amp;cd=1&amp;cad=rja&amp;uact=8&amp;ved=0ahUKEwjOiYOa5oDVAhWEPxoKHWZIDmQQFggnMAA&amp;url=http%3A%2F%2Fmilano.repubblica.it%2Fcronaca%2F2017%2F03%2F27%2Fnews%2Fbossi_processo_lega_milano_appropriazione_indebita_fondi-161555835%2F&amp;usg=AFQjCNGH1-jUjutsqMC_xR1f4Va-sUgKzw">per chiedere </a>2 anni e 3 mesi di condanna. E alla fine, leggendo la sentenza, qual è stata <a href="http://milano.repubblica.it/cronaca/2017/07/10/news/spese_personali_con_i_soldi_della_lega_condannato_bossi-170459070/">la condanna </a>decisa dal Giudice? Naturalmente di 2 anni e 3 mesi. Ordine ed esecuzione. Il naturale epilogo di quello che considero un processo politico: una condanna politica.</p>
<h3>UMBERTO BOSSI NON MORIRÀ QUI</h3>
<p>Sarebbe davvero ingiusto, meschino e vigliacco, ridurre la figura di Umberto Bossi, sicuramente uno degli uomini politici che hanno segnato la storia della seconda metà del ‘900, alla semplice lettura di una sentenza ingiusta e infame.</p>
<p>Non può essere così, semplicemente perché non è vero. Umberto Bossi, a cui ognuno dei suoi avversari potrà anche addebitare mille colpe e difetti, di certo non quello di aver goduto di una vita da salotto, fatta di cene eleganti e vestiti da fighetto. Bossi non se l’è spassata. Uno che per la Lega ha iniziato dormendo sulle panchine, ha speso la vita in riunioni e comizi, da est a ovest della Padania, mangiando ogni notte a qualche festa della Lega Nord.</p>
<p>Non finirà così, perché non deve finire così. Umberto Bossi è nei cuori della gente e nella storia della Padania. Questo non lo cancellerà nessuno, tantomeno l’infame stato italiano.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2017/07/11/bossi-un-processo-politico/">Bossi, processo politico e condanna infame</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>La &#8220;smoking gun&#8221; che smaschera i comuni golosi di autovelox in nome della sicurezza! È falso ecco la prova!</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2012/06/24/la-smoking-gun-che-smaschera-i-comuni-golosi-di-autovelox-in-nome-della-sicurezza-e-falso-ecco-la-prova/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Jun 2012 17:40:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[autovelox]]></category>
		<category><![CDATA[GOVERNO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quanto ci fa arrabbiare quando viene data notizia di qualche fantomatica associazione, pizzicata a spartirsi per altri fini, spesso poco nobili, il bottino raccolto nel buon nome di qualche pietosa causa? Ci fa giustamente imbestialire; ed è normale, perché non vi è atteggiamento più meschino del camuffare un atto deprecabile come fosse un nobile gesto. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quanto ci fa arrabbiare quando viene data notizia di qualche fantomatica associazione, pizzicata a spartirsi per altri fini, spesso poco nobili, il bottino raccolto nel buon nome di qualche pietosa causa? Ci fa giustamente imbestialire; ed è normale, perché non vi è atteggiamento più meschino del camuffare un atto deprecabile come fosse un nobile gesto.</p>
<p>Fatte le debite proporzioni, se avessimo qualche prova e scoprissimo che le amministrazioni protagoniste di questo uso selvaggio dell’autovelox, sempre pronte a giustificarsi dietro la scusa della sicurezza (<a href="http://www.ilmonti.com/autovelox-ho-23-cosette-da-dire-a-gigi-ponti-io-vado-contro-a-de-nicola-tu-creavi-asam-a-danno-della-brianza-x-dovere-di-partito/">qui ne ho parlato riguardo al Sindaco di Cesano Gigi Ponti</a>), in realtà l’unica cosa che hanno a cuore sono i lauti incassi per le casse vuote dei loro comuni, non credete avremmo ottimi motivi per scandalizzarci e per indignarci ancor di più? Si perché vedete, se al danno di essere tartassati in continuazione con macchinette automatiche, si dovesse aggiungere pure la beffa di essere presi per il naso da chi si mena vanto di farlo come se stesse aiutando le Monache Carmelitane Scalze, bhe insomma a quel punto forse verrebbe vogli di dare qualche calcio nel sedere, metaforico s&#8217;intende, a qualcuno e noi non saremmo per niente scalzi.</p>
<p><span id="more-251"></span>Io, come molti di voi, sono convinto che la sicurezza stradale con questa faccenda non c’entri proprio un bel niente, perlomeno in alcune circostanze, come appunto la Milano-Meda; per questo motivo ho cominciato a raccogliere qualche prova che smascheri l’intento vessatorio, perlomeno dei Comuni.</p>
<p>Ed eccola allora la “smoking gun” che fa chiarezza, una volta per tutte, su quale sia il vero obiettivo dei Sindaci, ovvero fare cassa: <a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2010-07-20;120!vig=">la legge 120 del 29 luglio 2010</a> (entrata in vigore il 13/08/2010), all’art 25 innovava il Codice della Strada inserendo un nuovo comma, il 12bis all’art 142, che tra le altre cose prescriveva <strong>che il 50% delle multe degli Autovelox sarebbero spettate all’ente proprietario della strada</strong>.</p>
<p>L’intento del legislatore era de è chiaro, dirottare almeno il 50% degli introiti all’ente proprietario, che è l’unico che può effettuare investimenti volti a migliorare le condizioni di sicurezza, e non lasciare ai Comuni tutto il “tesoretto”, che userebbero per altri scopi, non certo per fare interventi su una strada di cui non sono proprietari e di cui non avrebbero nemmeno titolarità a farlo.</p>
<p>Purtroppo questa norma, limpida e chiara, rimandava l’attuazione ad un successivo decreto legge che il governo doveva impegnarsi ad emanare. E qui le lobbies hanno cominciato ad adoperarsi per procrastinare il più possibile nel tempo l’entrata in vigore di questa norma che avrebbe eliminato l’unico motivo che spinge i Comuni a piazzare Autovelox, ovvero prelevare montagne di soldi facili dalle tasche degli automobilisti.</p>
<p>La vicenda cade nel dimenticatoio, come spesso accade, fino al marzo 2012, quando il governo vara un decreto in materia di semplificazione tributaria (<a href="http://def.finanze.it/DocTribFrontend/getArticoloDetail.do?id={61CE6F7B-DE79-4C80-8CEA-50CCDD88035A}&amp;FROM_SEARCH=true&amp;codiceOrdinamento=200000400000300&amp;numeroArticolo=Articolo%204%20ter&amp;idAttoNormativo={865ACC0A-A332-48A0-9FA4-123D0A24FCF6}"> D.L: 16/2012</a>), e all’art. 4-ter compare il comma 16 che stabilisce: “<em>Il decreto di cui al comma 2 dell&#8217;<a href="file://localhost/javascript/kernel.go('show_doc',%257bmask/'show',id/'I020LX0000678254ART40',tipo/'leggi',pos/3,ds_name/'nazionali'%257d)">articolo 25 della legge 29 luglio 2010, n. 120</a>, è emanato entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto. In caso di mancata emanazione del decreto entro il predetto termine, trovano comunque applicazione le disposizioni di cui ai commi 12-bis, 12-ter e 12-quater dell&#8217;<a href="file://localhost/javascript/kernel.go('show_doc',%257bmask/'show',id/'I020LX0000102693ART146',tipo/'leggi',pos/3,ds_name/'nazionali'%257d)">articolo 142</a> del codice della strada, di cui al <a href="file://localhost/javascript/kernel.go('show_doc',%257bmask/'show',id/'I020LX0000102693ART0',tipo/'leggi',pos/3,ds_name/'nazionali'%257d)">decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285</a>.</em></p>
<p>Certo la vicenda assume un profilo kafkiano, come sempre accade quando la burocrazia ci mette lo zampino, visto che arriva un decreto che impone di emanare il famoso decreto mancante entro 120gg e comunque se non dovesse accadere la norma entra in vigore lo stesso, ovvero a giungo 2012, quindi oggi, il 50% dei proventi dovrebbero essere tolti ai Comuni.</p>
<p>Perché dico dovrebbero? Perché non succederà. E perché non succederà? Presto detto. Alla luce di questo decreto l’associazione dei Comuni, l’Anci, è chiaramente entrata in fibrillazione, visto che se il 50% delle multe non dovessero più finire nelle casse dei Comuni, molti sarebbero costretti ad attuare buone politiche di bilancio per pagare gli stipendi dei propri dipendenti (agenti e affini) e non coprire la loro inefficienza amministrativa con le tasche dei cittadini!</p>
<p>E allora è proprio l’Anci che arriva in soccorso dei Sindaci e verga <a href="http://www.anci.it/index.cfm?layout=dettaglio&amp;IdDett=36794"><strong>questa nota</strong></a> interpretativa che in punta di diritto riesce, in buona sostanza, a fregare ancora gli automobilisti, a rimandare al 2013 l’entrata in vigore della legge (votata nel 2010) e a rimandare anche le risorse, PER LA SICUREZZA, ai legittimi proprietari delle strade.</p>
<p>Allora infine mi domando, cari Sindaci, se lo fate per la sicurezza, ogni volta che piazzate un Autovelox in Milano-Meda, perché non versate un contributo all’ente proprietario della strada, la Provincia, pari al 50% degli incassi, di vostra spontanea iniziativa? Nessuno ve lo vieta, se il fine è veramente la sicurezza fatelo, altrimenti almeno tacete e non prendete in giro migliaia di automobilisti, che saranno, è vero, ogni tanto sbadati, ma non certo tutti fessi.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2012/06/24/la-smoking-gun-che-smaschera-i-comuni-golosi-di-autovelox-in-nome-della-sicurezza-e-falso-ecco-la-prova/">La “smoking gun” che smaschera i comuni golosi di autovelox in nome della sicurezza! È falso ecco la prova!</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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