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	<title>manovra - ilMonti.com</title>
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		<title>Tagli ai bus, la Provincia può mettere in mora lo Stato</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2017/01/20/tagli-ai-bus-z225/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jan 2017 10:05:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brianza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Regione pronta a scendere al fianco di Ponti, per mettere in mora lo Stato, riprendersi i soldi e scongiurare i tagli delle linee. Ponti lo farà? Giovedì la risposta. [spreaker type=player resource=&#8221;episode_id=10347317&#8243; width=&#8221;100%&#8221; height=&#8221;200px&#8221; theme=&#8221;light&#8221; playlist=&#8221;false&#8221; playlist-continuous=&#8221;false&#8221; autoplay=&#8221;false&#8221; live-autoplay=&#8221;false&#8221; chapters-image=&#8221;true&#8221; cover=&#8221;https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/images.spreaker.com/original/f4e5e8e24051517ea771e9b8284e595a.jpg&#8221;] Mentre continua il teatrino messo in piedi dai sindaci di Nova, Muggiò e Lissone, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;"><em>Regione pronta a scendere al fianco di Ponti, per mettere in mora lo Stato, riprendersi i soldi e scongiurare i tagli delle linee. Ponti lo farà? Giovedì la risposta.</em></h3>
<p><a href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2017/01/16113974_10211146252027934_3374012369549650046_n.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-4640 size-full" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2017/01/16113974_10211146252027934_3374012369549650046_n.jpg" alt="tagli" width="960" height="712" /></a></p>
<p style="text-align: center;">[spreaker type=player resource=&#8221;episode_id=10347317&#8243; width=&#8221;100%&#8221; height=&#8221;200px&#8221; theme=&#8221;light&#8221; playlist=&#8221;false&#8221; playlist-continuous=&#8221;false&#8221; autoplay=&#8221;false&#8221; live-autoplay=&#8221;false&#8221; chapters-image=&#8221;true&#8221; cover=&#8221;https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/images.spreaker.com/original/f4e5e8e24051517ea771e9b8284e595a.jpg&#8221;]</p>
<p>Mentre continua il teatrino messo in piedi dai sindaci di Nova, Muggiò e Lissone, impegnati esclusivamente a convincere i cittadini che la colpa del taglio sia di Regione Lombardia, noi lavoriamo per trovare soluzioni. Ieri alle 18.00 è stata organizzata una conferenza stampa nella sede provinciale della Lega Nord di Monza. Presente segretario, il sottoscritto, il consigliere Villa e due capigruppo di maggioranza in Regione Lombardia, Massimiliano Romeo e Stefano Bruno Galli. Oltre ai sindaci di Albiate, Biassono, Ceriano, Lazzate e Varedo.</p>
<h3>SE PONTI DICE SI, REGIONE PRONTA A METTERE IN MORA LO STATO</h3>
<p>La notizia è di quelle esplosive: Regione Lombardia è pronta a mettere in mora lo Stato, primo passo per recuperare i quattrini che ingiustamente sono stati sottratti alle province, senza che venissero poi riassegnati per coprire i servizi, così come anche la Corte Costituzionale ha indicato nella sua <a href="http://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2016&amp;numero=205">sentenza 205</a> del luglio scorso.</p>
<p>Come avevo già spiegato <a href="http://www.ilmonti.com/soldi-salvare-la-z225-la-z227/">qui</a>, la Corte Costituzionale ha sancito un principio chiaro, semplice e lineare: i prelievi approvati con la <a href="http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2014/12/29/14G00203/sg">Legge di stabilità 2015</a>, a valere sul 2015, 2016 e 2017, si intendono rispettosi della Costituzione vigente, solo e soltanto se le risorse verrano poi riassegnate agli enti e/o soggetti che si andranno a sostituire alle province nella gestione dei servizi.</p>
<p>Ecco il passaggio chiave della sentenza:</p>
<blockquote><p>Più precisamente, dunque, disponendo il comma 418 che le risorse affluiscano ad apposito capitolo di entrata del bilancio dello Stato, si deve ritenere – e in questi termini la disposizione va correttamente interpretata – che tale allocazione sia destinata, per quel che riguarda le risorse degli enti di area vasta connesse al riordino delle funzioni non fondamentali, a una successiva riassegnazione agli enti subentranti nell’esercizio delle stesse funzioni non fondamentali (art. 1, comma 97, lettera b, della legge n. 56 del 2014)</p></blockquote>
<p>È questo il caso del Trasporto Pubblico Locale, dove la Provincia di Monza, privata delle proprie risorse sottratte dallo Stato, non riesce più a coprire i contratti siglati con le aziende di trasporto. I soldi però ci sono, allocati in specifici capitoli di bilancio predisposti dallo Stato, e quei soldi devono essere utilizzati anche per pagare il trasporto pubblico.</p>
<h3>LO STATO NON RESTITUISCE I SOLDI? È APPROPRIAZIONE INDEBITA</h3>
<p>Lo Stato non paga? Non si fa trovare? Tenta di scappare con il bottino? Questa si chiama appropriazione indebita, così come definita in maniera chiara dal codice:</p>
<blockquote><p>Chiunque, per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, si appropria il denaro o la cosa mobile <a>c.c. 812; c.p. 624</a> altrui di cui abbia, a qualsiasi titolo, il possesso, è punito….</p></blockquote>
<p>Chiunque, anche lo Stato. Perché qui bisogna iniziare a trattare lo Stato per quello che è, anzi per quello che fa. O meglio, non fa. Se tenta di rubarci i soldi, se non ci restituisce ciò che la legge gli impone di restituire, si passa all’azione legale. Viviamo in uno stato di diritto, non in una dittatura, ed è bene che qualche papavero romano cominci a rendersene conto. Lo Stato deve rispettare la legge, non può fare e disfare come vuole, soprattutto non può sottrarre risorse senza averne titolo.</p>
<h3>ORA SI FA SUL SERIO, AZIONE LEGALE CONTRO LO STATO</h3>
<p>Ma il tempo stringe e i soldi non arrivano. Quindi, che fare? Sembra evidente che siamo costretti ad agire, subito e senza perdere tempo, a tutela dei nostri cittadini. Per questo dobbiamo iniziare con un’azione di recupero crediti. In questo caso il credito è certo, liquido ed esigibile, i soldi ci sono e sappiamo anche dove sono. Dobbiamo solo andarceli a prendere.</p>
<p>La Provincia di Monza deve compiere il primo passo, perché avendo subito l’ingiusto prelievo è lei titolata a farlo.</p>
<p>Si tratta di una semplice messa in mora: l’ufficio legale della Provincia invierà una lettera raccomandata, indirizzata al Ministro competente, con cui si chiederà la restituzione delle somme indebitamente corrisposte, ponendo un termine entro cui lo Stato dovrà restituirle. Nel contempo si opererà una diffida dal richiedere il pagamento di ulteriori annualità che andranno in seguito a maturare; avvisando nel contempo che in caso perseguissero nella loro richiesta e/o nella mancata restituzione delle somme indebitamente percepite, si avrebbe diritto ai danni, agli interessi moratori e alla rivalutazione monetaria.</p>
<p>Il secondo passo, che dovrebbe compiere il Presidente Ponti, è quello di opporsi alla richiesta di corresponsione di qualsiasi ulteriore somma, in quanto la Delrio è potenzialmente incostituzionale. Perché a breve arriveranno le pronunce della Corte, appena un Ente interessato presenterà ricorso, e ne stanno già arrivando.</p>
<p>E nel caso in cui lo Stato continuasse, pervicacemente, nei prelievi di denaro dalle casse della Provincia, questa potrà benissimo ricorrere contro l’Agenzia delle Entrate, qualora faccia azioni di esecuzione.</p>
<h3>LA REGIONE È PRONTA A SCENDERE IN CAMPO CON LA PROVINCIA</h3>
<p>Ora è tempo di rimanere uniti, come chiedeva il Presidente Ponti. La Regione, per bocca del Consigliere Romeo, si è detta pronta a scendere in campo a fianco della Provincia di Monza, portando avanti in prima persona l’azione legale contro lo Stato. Un atto di coraggio, un’azione forte, che dobbiamo però ai nostri cittadini. I brianzoli hanno pagato copiose tasse per pagare quei servizi, quindi non è giusto che lo Stato si sia fregato i soldi e lasci a piedi 9.000 tra studenti e lavoratori.</p>
<p>Speriamo e crediamo che non si antepongano ancora, per l’ennesima volta, i reciproci interessi di bottega. Non si dica di no per paura di schiacciare i piedi a qualcuno a Roma, o magari per paura di non avere il seggio garantito alle prossime elezioni. Non fatelo, i cittadini non lo perdonerebbero.</p>
<p>Giovedì 26 gennaio, alle ore 16.00, ci sarà il primo Consiglio Provinciale, dove si discuterà la mozione che ho presentato settimana scorsa. Il contenuto della <a href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2017/01/Mozione-Fondi-TPL.pdf">mozione</a> è molto semplice e chiede al Presidente Ponti proprio di intraprendere l’azione legale per riappropriarci delle risorse sottratte.</p>
<p>Ed allora, giovedì prossimo, non ci saranno più scuse o alibi. O dentro o fuori, chi vota SÌ vuole risolvere il problema, chi vota NO vuole continuare il solito teatrino della politica. Quella brutta.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2017/01/20/tagli-ai-bus-z225/">Tagli ai bus, la Provincia può mettere in mora lo Stato</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>La manovra dei più: + deficit, + debito e + Sud. E la Padania paga.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2015 10:38:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[2015]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Matteo Renzi è riuscito nella mirabolante impresa di presentare, come sempre in un tripudio di slide e tweet, una manovra finanziaria che non c’è. Non solo e non soltanto perché proprio fisicamente non esisteva nessun documento in cui venissero messi in fila due numeri, ma piuttosto perché questa «Legge di Stabilità 2016» non riserva grandi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Matteo Renzi è riuscito nella mirabolante impresa di presentare, come sempre in un tripudio di <a href="http://www.governo.it/governoinforma/documenti/legge_stabilita_2016/legge_di_stabilita_2016.pdf">slide</a> e tweet, una manovra finanziaria che non c’è. Non solo e non soltanto perché proprio fisicamente non esisteva nessun documento in cui venissero messi in fila due numeri, ma piuttosto perché questa «Legge di Stabilità 2016» non riserva grandi novità rispetto alla nota di aggiornamento del Def. Quello che c’è sempre, in strabordante misura, è il tracotante armamentario mediatico renziano.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-3772" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2015/10/Copia-di-pentole-09.jpg" alt="Copia di pentole-09" width="978" height="553" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><iframe style="width: 100%; height: 71px;" src="https://www.spreaker.com/embed/player/mini?episode_id=6851280&amp;autoplay=false" width="300" height="150" frameborder="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>Per dirla in poche parole: le solite balle. Siamo veramente al livello comunicativo dei peggiori venditori di piatti, pentole e merendine, quelli che passavano per le strade dei nostri paeselli con una tromba a tutto volume piazzata sul tetto della loro Fiat Croma: ve li ricordate? Almeno questi poveri cristiani cercavano, con variabile senso dell’onore, di trascinare a casa la loro vecchia e puzzolente Fiat con dentro qualche spicciolo per far campare la famiglia. Renzi, al contrario, l’hanno messo a capo di uno Stato con 60 milioni di abitanti. E c’è una differenza. Il claim di questa manovra è sicuramente efficace: «L’Italia con il segno più». A corollario la solita sbrodolata di cartelli colorati fatti con il Power Ponti. Il problema è che la Legge di Stabilità dovrebbe essere una roba fatta di numeri, e non per un tic burocratico, ma proprio perché sono i numeri che sorreggono le parole e non viceversa. Quindi tralasciando l’armamentario di lemmi, buono per gli stolti che ancora ci credono, ci toccherà concentrarci sui numeri che stanno alla base di questa manovra. Si aumenta il deficit (eh lo vedi allora che ci sono davvero i segni più!?! Gufo!): si porta il rapporto deficit/PIL da 1,4% a 2,2%, con un vigoroso più 0,8% di deficit. Quindi vengono riviste al ribasso le riduzioni del rapporto debito/PIL e sempre al ribasso le stime sull’avanzo primario che passa dal 2,4% al 2%.</p>
<p>Ci aggiungiamo poi che la mitologica spending review si è rivelata la solita bufala, ed il quadro è completo.</p>
<p>Renzi aumenta il deficit e di conseguenza deteriora le prospettive di rientro del debito (che è il problema più grande dell’Italia); per fare cosa? Ecco, qui viene il bello.</p>
<p>Innanzitutto ha deciso di eliminare l’IMU sui castelli e sulle ville, essendo le uniche abitazioni principali (prima casa) che ancora pagavano l’odiata IMU; Berlusconi non la pagherà più sulla sua Villa di Arcore. Misura che naturalmente tutto il popolo, soprattutto quello di sinistra, attendeva. Poi ha deciso di tagliare la TASI, quella introdotta qualche anno fa, giusto perché i cittadini stavano iniziando a ritrovare la bussola nella selva di nuove tasse ed imposte. E l’importante è non far capire mai nulla al cittadino, così lo freghi meglio. Qualcuno dirà: però vedi che c’è un taglio di tasse? Vero, fatto salvo che fare deficit per tagliare la più bassa delle tasse che grava sui cittadini, non mi sembra un solido motivo su cui costruirci sopra una fantomatica ondata di entusiasmo che genererà magicamente un aumento dei consumi. Ma questo lo scopriremo a breve, purtroppo.</p>
<p>Poi c’è naturalmente il capitolo «Sud», (poteva mancare?) con i provvedimenti di oggi e quelli che arriveranno tra qualche settimana, per soddisfare le «new entry» della maggioranza. Ecco stanziati 450 milioni (150 milioni già nel 2015) per i nostri «fratelli» campani, così che potranno «chiudere la ferita della terra dei fuochi». Cosa vorrà dire? Mah. Poi ci sarà lo stanziamento finale per la Salerno-Reggio Calabria. Oh, finale eh! Si, si. E poi una bella manciata di soldi per l’Ilva, così Emiliano la smette di rompere le palle a Renzi.</p>
<p>Ma il peggio, come sempre, deve ancora venire. Denis Verdini è infatti al lavoro per creare una sorta di Forza Sud (come se non fossimo già satolli con Forza Italia), che sarà poi la solita accozzaglia di politici e politicanti meridionali esperti nell’arte dell’avvinghiarsi alla greppia. Le richieste sono quelle tipiche dell’armamentario sudista: slancio al progetto del ponte sullo Stretto di Messina (arghhhhhhhhh) condono edilizio per 75mila abitazioni abusive in Campania, aumento della spesa sanitaria (giusto perché quella al Sud già è efficiente) e naturalmente misure di vantaggio per la fiscalità meridionale (cioè i pochi che pagano le tasse ne devono pagare meno). D’altro canto questa marmaglia si è sempre mossa bene in Parlamento, a prescindere da colori, ideologie o logiche di partito; ha sempre lavorato per l’unico vero partito a cui sono scritti dalla nascita, ovvero il partito del Sud. E a chi arriverà, secondo voi, il conto di tutta questa spesa? Naturalmente alla Padania, che come sempre lavora, paga e tace. Bravi pirla.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2015/10/16/la-manovra-dei-piu-deficit-debito-e-sud-e-la-padania-paga/">La manovra dei più: + deficit, + debito e + Sud. E la Padania paga.</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Irap e fondi pensione, una porcata tira l&#8217;altra</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2014/10/21/irap-fondi-pensione-porcata-tira-laltra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Oct 2014 11:50:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo avervi raccontato ieri, in questo<span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #008000;"><a style="color: #008000; text-decoration: underline;" href="http://www.ilmonti.com/renzi-manovra-pacco-pacco-contropaccotto/"> lungo post</a></span></span>, del gioco delle tre carte operato sulla fantomatica operazione da sogno (per dirla con le parole di Giorgio Squinzi) sull&#8217;Irap, in cui si raccontano fantasmagoriche riduzioni mentre si alza a tutti la tassazione, oggi arriva una seconda amara sorpresa. Si perché quella che Renzi ha sbandierato come <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #008000;"><a style="color: #008000; text-decoration: underline;" href="https://www.google.it/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=video&amp;cd=1&amp;cad=rja&amp;uact=8&amp;ved=0CCAQtwIwAA&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.ilgiornale.it%2Fvideo%2Fpolitica%2Ftasse-renzi-pi-grande-riduzione-mai-fatta-1059949.html&amp;ei=2t1EVM7bCKPiywPsq4GIBw&amp;usg=AFQjCNEcC7oeMqu3jg_7u9AqKIYa46RVCQ&amp;sig2=vMSnK_Efq10JWB-3-uX4UA&amp;bvm=bv.77648437,d.bGQ">“La più grande riduzione di tasse mai fatta da un governo nella storia repubblicana in un solo anno”</a></span></span> , si sta trasformando passo dopo passo nel solito salasso per cittadini e imprese.<br />
Notizia di oggi che la prima porcata, quella di aver aumentato l&#8217;Irap del 10% a tutte le imprese e professionisti, sarà seguita da una seconda, gigantesca porcata: l&#8217;aumento avrà decorrenza dal 1 gennaio 2014, cioè sarà retroattivo. E lo statuto del contribuente va giù di altri dieci centimetri nel tubo del cesso in cui è stato gettato da tempo.<br />
Ma visto che non c&#8217;è due senza tre, ecco la tripletta porcao: i tanto sbandierati sconti all&#8217;Irap di Renzi, quelli sulla quota lavoro riferita ai soli lavoratori con contratto a tempo indeterminato, partiranno invece dal 1° gennaio 2015. Perché quando è lo stato a dover dare, bhè allora lo statuto del contribuente si rispetta a menadito, anzi con il randello in mano.</p>
<p>È finita qui? Ma nemmeno per sogno. C&#8217;è pure la ciliegina sulla torta: anche sui fondi viene anticipato al 1 gennaio 2014 l’aumento dall’11,5 al 20%.<br />
Niente male, per <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #008000;"><a style="color: #008000; text-decoration: underline;" href="https://www.google.it/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=video&amp;cd=1&amp;cad=rja&amp;uact=8&amp;ved=0CCAQtwIwAA&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.ilgiornale.it%2Fvideo%2Fpolitica%2Ftasse-renzi-pi-grande-riduzione-mai-fatta-1059949.html&amp;ei=2t1EVM7bCKPiywPsq4GIBw&amp;usg=AFQjCNEcC7oeMqu3jg_7u9AqKIYa46RVCQ&amp;sig2=vMSnK_Efq10JWB-3-uX4UA&amp;bvm=bv.77648437,d.bGQ">“La più grande riduzione di tasse mai fatta da un governo nella storia repubblicana in un solo anno”</a></span></span></p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2014/10/21/irap-fondi-pensione-porcata-tira-laltra/">Irap e fondi pensione, una porcata tira l’altra</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Renzi e la manovra del pacco, doppio pacco e contropaccotto.</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2014/10/20/renzi-manovra-pacco-pacco-contropaccotto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Oct 2014 12:26:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“La più grande riduzione di tasse mai fatta da un governo nella storia repubblicana in un solo anno”. Accipicchia. Tutti a bocca aperta, tutti a sgranare gli occhi, tutti a chiedersi: ma come avrà fatto? Già, come avrà fatto? Se qualcuno vuole evitare lunghe e noiose spiegazioni, fatte di aliquote, detrazioni, limitazioni e inganni vari, [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2014/10/20/renzi-manovra-pacco-pacco-contropaccotto/">Renzi e la manovra del pacco, doppio pacco e contropaccotto.</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #008000;"><a style="color: #008000; text-decoration: underline;" href="https://www.google.it/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=video&amp;cd=1&amp;cad=rja&amp;uact=8&amp;ved=0CCAQtwIwAA&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.ilgiornale.it%2Fvideo%2Fpolitica%2Ftasse-renzi-pi-grande-riduzione-mai-fatta-1059949.html&amp;ei=2t1EVM7bCKPiywPsq4GIBw&amp;usg=AFQjCNEcC7oeMqu3jg_7u9AqKIYa46RVCQ&amp;sig2=vMSnK_Efq10JWB-3-uX4UA&amp;bvm=bv.77648437,d.bGQ">“La più grande riduzione di tasse mai fatta da un governo nella storia repubblicana in un solo anno”</a></span></span>. Accipicchia. Tutti a bocca aperta, tutti a sgranare gli occhi, tutti a chiedersi: ma come avrà fatto? Già, come avrà fatto? Se qualcuno vuole evitare lunghe e noiose spiegazioni, fatte di aliquote, detrazioni, limitazioni e inganni vari, ho una soluzione più veloce: guardatevi <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #008000;"><a style="color: #008000; text-decoration: underline;" href="https://www.youtube.com/watch?v=oBjeN86dXQA">questo episodio tratto dal capolavoro di Nanni Loy </a></span></span>“Pacco, doppio pacco e contropaccotto”. Se due normali cittadini (ma molto furbi) riescono a riempire, facendosi pagare, un traghetto fermo per manutenzione, figuratevi un Primo Ministro (furbo, furbissimo) quali strabilianti risultati possa raggiungere.<br />
Se non vi bastasse la spiegazione semplice, e siete tipi testardi che ancora hanno tanta voglia di credere che tutto questo sia vero, allora sarà il caso di leggere le due o tre cosette che seguono.</p>
<h4>DAL 2015 VIENE ABOLITA (in parte) LA COMPONENTE LAVORO DELL&#8217;IRAP. Ma intanto aumenta l&#8217;irap per tutti.</h4>
<p>Renzi, 13 ottobre 2014: <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #008000; text-decoration: underline;"><a style="color: #008000; text-decoration: underline;" href="http://video.repubblica.it/dossier/governo-renzi/confindustria-renzi-dal-2015-abolita-parte-dell-irap/180088/178875">“Se c&#8217;è una tassa che mi manda fuori di testa, è L&#8217;IRAP&#8221;, “dal 2015 viene abolita la componente lavoro dell&#8217;irap, la misura costerà circa 6,5 mld, ed è un impegno che io prendo qui davanti a voi”</a></span></span>. Questa dichiarazione fu sottolineata da un boato di applausi. Non solo. Un commosso Giorgio Squinzi si lasciò andare in Transatlantico: <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #008000; text-decoration: underline;"><a style="color: #008000; text-decoration: underline;" href="http://www.agi.it/economia/notizie/l_stabilita_squinzi_soddisfazione_per_taglio_irap_e_contributi-201410141826-eco-rt10201">&#8220;Ieri quando il presidente del Consiglio le ha annunciate onestamente ho sentito che si realizzasse quasi un nostro sogno”</a>.</span></span> [pl_blockquote pull=&#8221;right&#8221; cite=&#8221;Matteo Renzi&#8221;]La più grande riduzione di tasse mai fatta da un governo nella storia repubblicana in un solo anno[/pl_blockquote]<br />
Questa la narrativa, i frizzi e i lazzi, i ricchi premi e cotillon. Poi arriva il momento, inevitabile anche in epoca renziana, in cui bisogna misurarsi con la dura realtà (non con il testo vero e proprio, perché quello ancora non lo conosciamo). E allora qual è la realtà sull&#8217;irap? Innanzitutto l&#8217;irap aumenta. Non pensiate sia uno scherzo o una provocazione: l&#8217;irap aumenta per tutti, del 10%.<br />
Piccola digressione. Ecco cosa diceva Renzi, 12 marzo 2014: “<span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #008000;"><a style="color: #008000; text-decoration: underline;" href="http://video.sky.it/news/politica/renzi_10_irap_da_maggio_con_aumento_rendite_a_26/v191449.vid">Oggi noi annunciamo dal 1° di maggio una operazione anche sull&#8217;irap</a></span></span>”. Era la famosa conferenza stampa delle slide, in cui si annunciò il taglio dell&#8217;irap del 10%. Cosa che accadde realmente, con l&#8217;approvazione del decreto legge n. 66 del 24 aprile 2014.<br />
Adesso con la legge di stabilità, quella che secondo Renzi varerebbe la più grande diminuzione di tasse della storia, viene abolita la riduzione dell&#8217;irap prevista da Renzi stesso. Quindi tutte le aziende ritorneranno a pagare con l&#8217;aliquota irap piena del 3,9%.<br />
Cos&#8217;è allora che farebbe sognare Giorgio Squinzi? Probabilmente il suo Sassuolo che riesce a fermare la Juve, verrebbe da dire.<br />
Renzi è furbissimo, e dopo aver confezionato il pacco (aumento a tutti dell&#8217;irap), ci regala il classico doppio pacco. Come? Semplice.<br />
Per abolire (solo in parte) la componente lavoro sull&#8217;irap servivano 5mld. Avendo aumentato l&#8217;irap del 10% Renzi ha recuperato 2,1 mld, così che per lo scopo prefissato basteranno solo 2,9mld. Renzi gioca tutto sulla comunicazione, e soprattuto sulla vostra memoria, che è risaputo essere pessima. È un illusionista. Ha incassato applausi per aver tagliato l&#8217;irap del 10% a marzo (2,1mld), ora prende applausi per togliere parte della componente lavoro (2,9mld), ma nel frattempo ha eliminato il primo sconto. Cioè sono sempre gli stessi soldi, ma doppio applauso. E via, magicamente la colomba vola fuori dal cilindro del mago. E si alza un generale ohhhh dal pubblico.<br />
Per ultimo va detto chi e come godrà di questa riduzione della componente lavoro. Le aziende potranno eliminare la componente lavoro dall&#8217;irap solo per il costo legato ai lavoratori assunti a tempo indeterminato (quindi i professionisti sono esclusi e pagheranno il 10% in più), e solo nella misura in cui questo costo sia superiore alle numerose deduzioni già previste in questi anni (<span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #008000;"><a style="color: #008000; text-decoration: underline;" href="http://www.ipsoa.it/documents/fisco/imposte-dirette/quotidiano/2014/10/20/taglio-irap-ma-non-per-tutti">qui trovate un utile approfondimento</a></span></span>). Poca roba insomma, che sicuramente non giustifica l&#8217;enfasi con cui è stata presentata. Ma l&#8217;importante, in epoca renziana, è appunto l&#8217;enfasi. Dietro l&#8217;enfasi il nulla.</p>
<h4>A CHI VUOLE IL TFR IN BUSTA PAGA. E paghi piu&#8217; tasse anche se non vuoi.</h4>
<p>Siccome le nuove generazioni, cioè i vituperati, sbandierati e vilipesi gggiovani, percepiranno (sempre che questo malconcio stato non fallisca prima) una pensione di gran lunga più bassa di quella che percepiscono oggi i loro genitori, ecco arrivare l&#8217;ideona del secolo: bruciamoci oggi anche la liquidazione di domani. Ma Renzi, furbo furbissimo, di una cosa è certo: lui non ci sarà quando questi andranno in pensione. Quindi? Quinid chissenefrega! Anche qui l&#8217;operazione è all&#8217;insegna del pacco e del doppio pacco.<br />
Il primo pacco è quello che ti fa applaudire Renzi perché ti aumenta i soldi in busta paga, peccato che quei soldi sarebbero già tuoi e servirebbero per garantirti un futuro e una vecchiaia meno dolorosi. Ma il meschino doppio pacco sta nel fatto che l&#8217;unico a guadagnarci da questa operazione è lo stato stesso! Eh già, perché se hai un reddito superiore ai <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #008000;"><a style="color: #008000; text-decoration: underline;" href="http://www.corriere.it/economia/14_ottobre_18/tfr-busta-paga-ecco-chi-conviene-meno-tasse-solo-fino-15-mila-euro-a8b0ac90-5682-11e4-ad9c-57a7e1c5a779.shtml">15.000 con i soldi del TFR in busta paga pagherai più tasse</a></span></span>. Renzi prende gli applausi e pure i soldi. Furbo, furbissimo. E quando te ne accorgerai, caro suddito, sarà troppo tardi, perché Renzi ha pensato pure al tuo ripensamento: la decisione sarà irrevocabile fino al 2018. Si dirà, come si dice, che però la scelta sta al lavoratore, che può quindi rinunciare e non prenderli subito in busta i soldi del TFR. Vero. Peccato che le tasse ti aumentano lo stesso, visto che Renzi ha previsto anche l&#8217;aumento della tassazione della rivalutazione annuale del TFR, alzando l&#8217;aliquota dall’11 al 17%. Niente male per <a href="https://www.google.it/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=video&amp;cd=1&amp;cad=rja&amp;uact=8&amp;ved=0CCAQtwIwAA&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.ilgiornale.it%2Fvideo%2Fpolitica%2Ftasse-renzi-pi-grande-riduzione-mai-fatta-1059949.html&amp;ei=2t1EVM7bCKPiywPsq4GIBw&amp;usg=AFQjCNEcC7oeMqu3jg_7u9AqKIYa46RVCQ&amp;sig2=vMSnK_Efq10JWB-3-uX4UA&amp;bvm=bv.77648437,d.bGQ">“<span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #008000; text-decoration: underline;">La più grande riduzione di tasse mai fatta da un governo nella storia repubblicana in un solo anno”</span></span></a>.</p>
<h4>DECONTRIBUZIONE TOTALE PER TRE ANNI SUI NUOVI ASSUNTI. Ma solo per pochi.</h4>
<p>Sempre Renzi, sempre nella solita conferenza stampa, aveva annunciato una generalizzata azione volta a decontribuire totalmente, per tre anni, le nuove assunzione. Come sempre, quando si maneggiano le dichiarazioni di Renzi, la differenza tra l&#8217;annuncio e la realtà è più che sostanziale.<br />
Lo sgravio infatti non è affatto totale, ma l’articolo 12 fissa un tetto di 6.200 euro l’anno, corrispondente grosso modo ad una retribuzione di 1.200 euro netti al mese. Meglio di niente si dirà. Peccato però che lo stanziamento a copertura di questo provvedimento è totalmente insufficiente. L&#8217;articolo 12 stanzia infatti 1 mld di euro l&#8217;anno per il triennio 2015/2016/107; poi con il solito gioco delle tre carte Renzi arriva a 1,9 mld di euro, sopprimendo però gli sconti sulla stabilizzazione degli apprendisti e sull’assunzione di disoccupati da più di 24 mesi. Contando che già normalmente, quindi senza particolari operazioni di decontribuzione, nel 2013 si sono registrate 1.584.516 assunzioni, la matematica, a differenza delle parole, non da scampo. Visto che 1,9 miliardi diviso 6.200 euro fa 306.451, significa che i primi mesi del 2015 gli incentivi saranno già esauriti. Ma ce ne saremo già dimenticati. L&#8217;enfasi è tutto! È l&#8217;annuncio che conta, la sostanza è inutile orpello.</p>
<p>Se adesso, dopo questa lunga lettura, vi starete chiedendo come mai non stiamo discutendo di tutti i limiti di una manovra patacca, ho una risposta anche per questo: siamo già tutti a bocca aperta di fronte all&#8217;ennesimo annuncio di Renzi. “darò 80 euro a tutte le neomamme”. Che poi questa l&#8217;avevamo già sentita, ricordate? Governo Berlusconi 2005, bonus bebè di 1000€, che diviso 12 fa 83€. Ma con Renzi è tutto rivoluzione, tutto è cosa nuova, anche il vecchio.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2014/10/20/renzi-manovra-pacco-pacco-contropaccotto/">Renzi e la manovra del pacco, doppio pacco e contropaccotto.</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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