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	<title>francia - ilMonti.com</title>
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		<title>Aspettavamo la Le Pen, sono arrivati i corsi</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2015/12/14/aspettavamo-la-le-pen-sono-arrivati-i-corsi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Dec 2015 17:04:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[corsica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si può anche compiere un pezzetto di strada con chiunque, essere occasionali compagni di battaglia di chi è tanto, forse persino troppo, diverso da te. Così penso sia da intendere il rapporto tra la Lega Nord e il Front National. Una battaglia condivisa perché sacrosanta in Europa, al fine di arginare quel malefico disegno ordito [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2015/12/14/aspettavamo-la-le-pen-sono-arrivati-i-corsi/">Aspettavamo la Le Pen, sono arrivati i corsi</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si può anche compiere un pezzetto di strada con chiunque, essere occasionali compagni di battaglia di chi è tanto, forse persino troppo, diverso da te. Così penso sia da intendere il rapporto tra la Lega Nord e il Front National. Una battaglia condivisa perché sacrosanta in Europa, al fine di arginare quel malefico disegno ordito da un gruppo di politici e burocrati, che talvolta pare abbiano proprio in odio il futuro benessere dei popoli europei.</p>
<p style="text-align: center;"><iframe src="https://w.soundcloud.com/player/?url=https%3A//api.soundcloud.com/tracks/237522714&amp;auto_play=false&amp;hide_related=false&amp;show_comments=true&amp;show_user=true&amp;show_reposts=false&amp;visual=true" width="100%" height="650" frameborder="no" scrolling="no"></iframe></p>
<p>Oltre a questo rimaniamo però diversi, profondamente diversi. Il Front ha una chiara e marcata matrice fascista, rappresentata anche simbolicamente da quella fiamma tricolore presente nel simbolo, e <a href="http://www.corriere.it/esteri/cards/jean-marie-pen-quel-rapporto-impegnativo-la-francia-che-imbarazza-marine/ordine-nuovo-petain-almirante-nasce-front-national.shtml">chiesta in «prestito»</a> tanti anni fa ad Almirante. La Lega nasce nel solco della grande, seppur abbastanza sfortunata, tradizione federalista del Nord; una forza nata dal basso, proprio per attuare questa particolare forma di governo che si colloca all’esatto opposto, almeno idealmente, rispetto all’esaltazione dell’autorità e della potenza dello Stato, tanto cara ai fascisti. Questa antitesi ideologica, tra federalisti e fascisti italiani, illumina chiaramente i suoi confini attorno alla figura del Prefetto. Invisa ai primi, che sognano da anni la sua cancellazione dall’ordinamento statale, quale strumento inutile di uno Stato vorace e predatore; amata invece dai nostalgici del ventennio e dalla destra sociale più in generale, quale simbolo locale di quell’autorità nazionale che si sognerebbe grande, invincibile e potente. Per terra e per mari, avrebbe detto qualcuno. Non solo la Lega si è sempre tenuta lontana, perché diversa, dal fascismo ma ha sempre rifiutato persino il nazionalismo in senso stretto, inteso come battaglia nazionalista. In questo Umberto Bossi, padre fondatore della Lega Nord, fu chiaro e lapidario. Tuonò contro l’ipotesi «nazionalista» già nel <a href="http://www.leganord.org/phocadownload/ilmovimento/Presidente_Federale/discorsi_assemblee/1998_29marzomilano.pdf">Congresso Federale</a> del 29 marzo 1998:</p>
<blockquote><p>Io sono contrario al nazionalismo, io sono patriota, come fu sempre la Lega, patriota NON nazionalista. Io reputo che al nazionalismo non si deve rispondere con un contronazionalismo, padano contro quello italiano; vorrebbe dire mettersi sul loro piano, con quelli che usano diciamo strumenti ributtanti, fascisti, come il Codice Rocco, vorrebbe dire mettersi su quel livello, fuori da ogni principio democratico!</p></blockquote>
<p>Ecco allora perché, se il risultato elettorale francese di domenica scorsa ci ha fatto sorridere, grazie al successo di una forza contraria a questo tipo di Europa, è il risultato del secondo turno che ci deve dare forza e convinzione. Sorridiamo, perché i voti al Front National misurano lo stato comatoso di questa feticcia e ormai fetida unione di Stati Nazionali morenti; puzzano come corpi in cancrena, e la gente si allontana da ciò che puzza. Ma è il secondo turno che ci ha regalato l’ennesimo germoglio della nuova Europa, quella che sogniamo, fatta di popoli finalmente liberi. Mentre la Le Pen veniva sconfitta dal solito accordo «democratico» tra destra e sinistra, in Corsica trionfava il fronte regionalista-indipendentista.</p>
<p>Dopo l’ottimo risultato colto al primo turno (17,60%), la Lista «Femu a Corsica», guidata dal sindaco di Bastia Gilles Simeoni, ha intelligentemente stretto un accordo elettorale con Jean-Guy Talamoni di «Corsica Libera», movimento indipendentista più radicale. Questa strategia ha posto le basi per far raggiungere alla Lista Regionalista uno storico 35,34%, che ha permesso di battere destra e sinistra, conquistando la guida della Corsica. In Corsica il Front National è rimasto al palo, segnando un misero 9,09%. Ciò significa che un serio regionalismo, rivisto in chiave europea, rappresenta la vera risposta a chi chiede una nuova e diversa Europa, piuttosto che un ritorno ai defunti Stati Nazione. Altrettanto significativo in tal senso, seppur con dimensioni diverse, è il risultato di «Oui la Bretagne» di Christian Troadec, artefice di un tentativo di unione dei movimenti regionalisti bretoni. È sfuggita la soglia del 10%, che sembrava a portata di mano, avendola superata in diverse località e essendosi attestata come prima forza in alcune piccole realtà nel Finistère. È pero importante notare come anche in Bretagna, dove c’era in campo l’opzione regionalista, il Front National si è attestato terzo con il 18,17%, confermato anche al secondo turno.</p>
<p>Questo accade in Francia, ma credo che ciò valga ancora di più in Italia, dove nonostante la trasformazione forzosa in un sistema politico bipolare, dal 1994 in avanti, le elezioni (che piaccia o no) si vincono sempre al centro. Ed il centro, per paradossale che possa sembrare oggi, è lo spazio dove meglio può agire e svilupparsi un movimento a vocazione regionalista ed indipendentista com’è la la Lega Nord. Anche qui tocca citare Umberto Bossi, che spiegò bene la natura della Lega nel <a href="http://www.leganord.org/phocadownload/ilmovimento/Presidente_Federale/discorsi_assemblee/1997_15febbraio.pdf">Congresso del 1997</a>, ripercorrendo il periodo post mani pulite:</p>
<blockquote><p>Piuttosto che correre il rischio che il consenso elettorale dell’ex pentapartito finisse in gran parte nelle mani della Lega fecero saltare il centro e con esso l’autostrada sulla quale avanzava la Lega che ,in quanto movimento politico di liberazione, non può che viaggiare al centro dovendo rivolgersi a tutti i cittadini padani indipendentemente della loro fede ideologica di destra e di sinistra</p></blockquote>
<p>Un’autostrada, per arrivare veloci a destinazione, cioè alla libertà. In Europa si moltiplicano i segnali, di cui il più luminoso rimane la Catalogna e la Corsica è solo l’ultimo eclatante successo in ordine di tempo. La strada è quella giusta, serve percorrerla con coraggio e determinazione.</p>
<p style="text-align: center;"><iframe style="width: 100%; height: 131px;" src="https://www.spreaker.com/embed/player/standard?episode_id=7366368&amp;autoplay=false" width="300" height="150" frameborder="0" scrolling="no"></iframe></p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2015/12/14/aspettavamo-la-le-pen-sono-arrivati-i-corsi/">Aspettavamo la Le Pen, sono arrivati i corsi</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Scettici, Ufo e Garibaldini. Ecco chi non vuole il 75%</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Jan 2013 20:42:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[75%]]></category>
		<category><![CDATA[francia]]></category>
		<category><![CDATA[germania]]></category>
		<category><![CDATA[lega]]></category>
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<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2013/01/16/scettici-ufo-e-garibaldini-ecco-chi-non-vuole-il-75/">Scettici, Ufo e Garibaldini. Ecco chi non vuole il 75%</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><iframe src="http://www.youtube.com/embed/p5cP0DMhORA" height="315" width="420" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
<p>Da quando la Lega Nord ha fissato l&#8217;obiettivo di trattenere il 75% delle tasse in Lombardia, e nella futura macro regione del Nord, si è scatenata la controffensiva dei tromboni di professione.<br />
La difesa dei detrattori si è schierata a geometria variabile, terrorizzati, hanno suonato la chiamata alle armi generali. Buon segno, siamo sulla strada giusta.<br />
Ma quali sono le posizioni in campo? Eccole.</p>
<p><span id="more-655"></span></p>
<p><strong>GLI SCETTICI</strong><br />
Sono i meno fantasiosi del gruppo, quelli che non si sprecano nemmeno di abbozzare una posizione argomentata. Spocchiosi, arroganti, si limitano a liquidare con un semplicistico &#8220;non si può fare&#8221;, la proposta leghista.</p>
<blockquote><p>Risposta: Perché la Lombardia non può chiedere di trattenere per se il 75% delle tasse versate, quando altre Regioni già lo fanno? E il nostro punto di riferimento non è tanto la Regione Sicilia, che trattiene nelle proprie casse, anche se sarebbe meglio chiamarli forzieri, addirittura il 100%, con risultati però poco invidiabili.Noi guardiamo al Trentino, per esempio, capace, in un periodo di crisi economica, di aiutare le proprie imprese, stimolando addirittura un fenomeno di immigrazione imprenditoriale.Sempre più numerosi sono le imprese del Nord che spostano le attività in Carinzia, in Polonia, in Romania o in Svizzera; si chiama competizione territoriale, e a queste condizioni noi non rappresentiamo più un&#8217;opportunità.</p></blockquote>
<p><strong>I GARIBALDINI</strong><br />
Tra i Garibaldini si annovera anche il candidato del centro sinistra alla guida della Lombardia, <a href="http://www.lapoliticaitaliana.it/Agenzia/?d=20130110&amp;id=74602">Umberto Ambrosoli, che ha sentenziato</a>, con toni allarmistici, che questa proposta di tenerci una parte dei nostri soldi, significherebbe una sola cosa: la secessione del nord!<br />
Insomma, colui che si candida a rappresentare i lombardi, Dio ce ne scampi, considera ineludibile lo stato di sfruttamento dei suoi concittadini. I lombardi, sarebbero costretti, anzi condannati, a pagare i conti di uno stato inefficiente, sprecone, assistenzialista, pena lo sfascio.</p>
<blockquote><p>Risposta: il tessuto produttivo del nord si sta depauperando con una velocità spaventosa, le imprese chiudono, se non si interviene subito, il gettito non sarà più garantito, non tanto per una forma di egoismo, semplicemente perché esaurito alla fonte. Muoia Sansone con tutti i Filistei? No grazie.<br />
Il 25%, che proponiamo di devolvere allo Stato centrale, rappresenta una quota sufficiente a garantire un corretto sistema di solidarietà nazionale, il resto è spreco.</p></blockquote>
<p><strong>GLI UFO</strong><br />
Questa è la categoria più stimolante, di cui Mario Sechi, dopo una stupefacente performance alla trasmissione della Gruber, Otto e Mezzo, ne è diventato il capitano e leader indiscusso.<br />
Cerco di farla semplice e breve, perché si entra in un terreno che sta al confine tra l&#8217;assurdo, il metafisico e il trattamento sanitario obbligatorio.<br />
La tesi degli UFO è questa: la ricchezza del Nord è prodotta, in gran parte, sul mercato italiano (che comprende anche i consumatori del Centro Sud), quindi, sarebbe scorretto che il Nord drenasse per se tasse che sono frutto di utili generati grazie anche ai consumatori del Sud. Addirittura, si dice, il Nord a conti fatti (quali conti è difficile capire!) rischierebbe di perderci.<br />
Fate un paio di respiri profondi. Mantenete la calma.</p>
<blockquote><p>Risposta: in premessa va chiarito che la proposta non prevede né dazi, né tantomeno tentativi di autarchia economica da parte del Nord. Ammesso, e non concesso, che risponda ad una qualche logica fiscale, tentare di ripartire il dato del gettito a seconda della residenza del consumatore, è tutto da dimostrare che il mercato più importante e con più capacità di spesa sia il Centro Sud; ad occhio e croce, anche qui il Centro Nord rappresenta il mercato più forte, e questa teoria, applicata anche alle aziende del Centro Sud, probabilmente tenderebbe ad annullarsi.<br />
Nota: naturalmente nessuno ha mai paventato questo ragionamento nei confronti delle attuali Regioni a statuto speciale.<br />
Ma c&#8217;è di più. Se avesse senso un ragionamento di questo tipo, dovremmo rivendicarlo anche nei confronti delle altre nazioni europee, e su parte degli utili prodotti dalle loro aziende, naturalmente quelle che non hanno una stabile organizzazione in Italia. Facciamo qualche esempio. L&#8217;Italia rappresenta <a href="http://www.rapportipaesecongiunti.it/rapporto-congiunto.php?idpaese=19">il sesto mercato per la Germania</a> e il <a href="http://www.rapportipaesecongiunti.it/rapporto-congiunto.php?idpaese=16">secondo per la Francia</a>, quindi anche loro dovrebbero contribuire a pagare stipendi di forestali, lavoratori socialmente utili o pensioni a falsi invalidi? Pensate a quanti formaggi o vini Francesi siamo costretti a comprare nelle loro grandi catene di supermercati.<br />
Potremmo invitare Mario Sechi, nella nuova veste di politico, a chiederne conto alla Merkel e Hollande. Dovesse mai accadere, prenoto un posto in prima fila, pop corn alla mano, mi godo lo spettacolo.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2013/01/16/scettici-ufo-e-garibaldini-ecco-chi-non-vuole-il-75/">Scettici, Ufo e Garibaldini. Ecco chi non vuole il 75%</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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