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		<title>Cari 5 Stelle, giù le mani dal GP di Monza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Dec 2018 10:36:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un ridicolo emendamento 5 Stelle in Lombardia mette in allarme il futuro del Gran Premio. Giù le mani da Monza Diciamocelo, con questi dei 5 Stelle bisogna avere la pazienza di Giobbe, forse anche di più. Ieri hanno aggiunto un altro grano al lungo rosario di NO che qualifica il loro programma politico: nel mirino [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;">Un ridicolo emendamento 5 Stelle in Lombardia mette in allarme il futuro del Gran Premio. Giù le mani da Monza</h2>
<p><a href="http://ilmonti.com/wp-content/uploads/2018/12/Monza-2016-podio.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-5361" src="http://ilmonti.com/wp-content/uploads/2018/12/Monza-2016-podio.jpg" alt="monza" width="700" height="458" /></a></p>
<p>Diciamocelo, con questi dei 5 Stelle bisogna avere la pazienza di Giobbe, forse anche di più. Ieri hanno aggiunto un altro grano al lungo rosario di NO che qualifica il loro programma politico: nel mirino è finito il Gran Premio di Monza. Martedì 18 inizierà infatti la sessione di bilancio in Consiglio Regionale della Lombardia, in votazione il <a href="http://ilmonti.com/wp-content/uploads/2018/12/leggestabilita.pdf">PDL n. 39</a>, ovvero la legge di stabilità 2019-2021. Ieri, ultimo giorno utile per depositare gli emendamenti, ecco che arriva il siluro grillino. Il mio collega Consigliere Regionale pentastellato <a href="http://www.consiglio.regione.lombardia.it/wps/portal/crl/home/istituzione/I-Consiglieri/elenco-consiglieri/Dettaglio-consigliere/consiglieri-xi-legislatura/con-di-marco-nicola/con-di-marco-nicola">Nicola Di Marco</a>, neo consigliere trentenne di Lachiarella, ha firmato un<a href="http://ilmonti.com/wp-content/uploads/2018/12/emendamento_demarco.pdf"> emendamento</a> che punta ad abrogare i commi 3, 4 e 5 dell’art. 2 della legge di stabilità. Cosa dicono questi tre commi? Sono quelli con cui Regione Lombardia decide di erogare un contributo di 5 milioni di euro all&#8217;anno, per il quinquennio 2020/2024, in favore della federazione sportiva nazionale Automobile Club Italia, al fine di favorire il rinnovo della concessione del Gran Premio d’Italia all&#8217;Autodromo di Monza. Questo contributo risulta quantomai necessario, comune noto a tutti da tempo, per poter porre ACI nelle condizioni di avviare e concludere<a href="https://f1grandprix.motorionline.com/formula-1-monza-pronta-al-rilancio-aci-propone-a-liberty-media-un-rinnovo-fino-al-2023/"> le trattative</a> con i nuovi padroni del Circus, gli americani di Liberty Media. Il contratto attuale scade nel 2019. Quindi, o si rinnova in fretta, oppure l’anno prossimo sarà l’ultimo in cui la nostra Lombardia potrà ospitare uno dei più grandi eventi sportivi internazionali in Italia. Perché i 5 stelle dicono di NO? Non so. Forse perché <mark>sognano un mondo diverso: niente treni ad alta velocità, <a href="http://www.ilmonti.com/milano-meda-5-stelle-vogliono-scippare-la-brianza/">niente pedemontana</a>, niente gasdotti, niente termovalorizzatori (salvo poi, <a href="http://www.ilgiornale.it/video/politica/rifiuti-roma-fontana-appello-raggi-ci-ha-chiamati-1616042.html">come Roma</a>, non sapere dove mettere i rifiuti se non in discarica). Un mondo parecchio triste. Ci lasciassero almeno la Formula Uno!</mark> Nemmeno quella.</p>
<p>O forse, più semplicemente, il loro NO è frutto di insipienza e poca conoscenza delle cose. In una parola antipatica: ignoranza.</p>
<p>Lo si evince dall&#8217;emendamento presentato dal Consigliere Di Marco, e sottoscritto anche dai consiglieri Mammì, De Rosa, Verni e Degli Angeli, che nella relazione illustrativa giustifica così l’intervento:</p>
<blockquote><p>Si ritiene che soggetti pubblici non debbano pagare un privato per salvare il Gp di Monza con i fondi pubblici, e ciò nonostante l’evento possa contare su miliardi di euro di pubblicità da parte degli sponsor privati. Un aiuto inopportuno considerato che i soldi dei cittadini impegnati, potrebbero essere indirizzati verso utilizzi più necessari.</p></blockquote>
<p>Tralasciando la qualità della forma lessicale, giustificabile per la fretta e la grande mole di emendamenti da depositare, ciò che viene scritto è banalmente falso. Di Marco sostiene che Regione Lombardia vuole erogare un contributo pubblico a un privato. Ma dove l’ha letto? Non nella legge di stabilità. Il contributo di Regione Lombardia verrà infatti erogato alla federazione sportiva nazionale Automobil Club d’Italia, non a un privato. Ridicolo, quanto falso, anche l’inciso in pieno stile “mio cuggino, che vede gente e fa cose, mi ha detto che”, quello in cui <mark>si asserisce che il GP di Monza godrebbe di miliardi erogati da sponsor privati</mark>. I ricavi del GP di Monza, organizzato dall’Aci, sono nell’ordine delle decine di milioni di euro (o forse Di Marco ragiona ancora in vecchio conio?) e arrivano in gran parte dalla biglietteria. E anche nel caso si intendesse alludere agli americani di Liberty Media, che sul GP Monza raccolgono parte della loro pubblicità, sappia Di Marco che l’intero fatturato del circus gestito dalla compagnia statunitense, per tutte le tappe del lungo calendario della F1 in giro per il mondo, è di 1,4 miliardi di euro. Difficile che pure loro raccolgano a Monza “miliardi di sponsor”. Insomma, non sanno di cosa parlano.</p>
<p>Così come non si rendono conto di come questi 5 milioni di euro, certo tanti soldi ma non una cifra enorme, potranno generare un volano incredibile per il territorio lombardo e per l’economia di cui godono e godranno gli stessi cittadini che a detta loro sarebbero scippati. Insomma, un emendamento masochista.</p>
<p>Ora, il problema non è questo emendamento, che naturalmente non ha nessuna possibilità di essere approvato, il problema sta a Roma, che potrebbe rappresentare la seconda tappa di questa follia grillina.</p>
<p><mark>Per rinnovare il contratto ACI dovrò contare sull’appoggio economico di Regione Lomnbardia, che martedì sarà realtà con il voto in Aula, ma anche dell’appoggio del Minister dei Trasporti nel concedere l’utilizzo dei fondi del PRA per garantire le risorse necessarie al rinnovo</mark>. Stiamo parlando del Ministro Toninelli, il quale sarà bene che sappia che sul Gran Premio di Monza non siamo disposti a scherzare.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2018/12/14/cari-5-stelle-giu-le-mani-dal-gp-monza/">Cari 5 Stelle, giù le mani dal GP di Monza</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>F1 a Monza a rischio, ancora</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jan 2018 10:11:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’infinita telenovela si ripropone ogni anno. Questa volta Roma si è «dimenticata» di correggere un cavillo. Un territorio tradito e ignorato Ancora una volta, come fosse una collaudata telenovela sudamericana, puntualmente ogni anno si mette a repentaglio la disputa del Gran Premio di Formula 1 a Monza. Questa volta non c’entrano più le bizze dell’ex [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;">L’infinita telenovela si ripropone ogni anno. Questa volta Roma si è «dimenticata» di correggere un cavillo. Un territorio tradito e ignorato</h2>
<p><a href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2014/07/GP-Monza-F1-2013.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-2172 size-full" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2014/07/GP-Monza-F1-2013.jpg" alt="monza" width="620" height="350" /></a></p>
<p>Ancora una volta, come fosse una collaudata telenovela sudamericana, puntualmente ogni anno si mette a repentaglio la disputa del Gran Premio di Formula 1 a Monza. Questa volta non c’entrano più le bizze dell’ex patron Bernie Ecclestone, tantomeno esistono problemi economici da parte di Aci e Regione, autori del salvataggio in extremis dello scorso anno. Tutta colpa della politica romana, dell’inettitudine del Governo Gentiloni e del menefreghismo di una maggioranza, evidentemente romanocentrica, a cui non pare vero di poter fare un dispetto alla Lombardia e alla Brianza.</p>
<p>Il Governo a trazione PD, si legge dalle<a href="http://www.ilgiorno.it/monza-brianza/cronaca/soldi-spariti-gran-premio-1.3664872">cronache</a>degli ultimi giorni, si sarebbe «dimenticato» di inserire in legge di stabilità la deroga ad Aci per onorare il contratto, come peraltro avvenuto lo scorso anno. Questo significa che le lancette si muovono veloci, mentre tutti chiacchierano di campagna elettorale, arriverà la fattura di Liberty Media, i nuovi proprietari del Circus.</p>
<p>«No money, no party», pare già di sentir riecheggiare dagli uffici statunitensi. Ed ecco che ci risiamo, ancora una volta, un intero territorio mette a rischio un evento mondiale, capace di sostenere da solo un intero comparto, semplicemente perché a Roma sono impegnati a farsi i fatti loro, tra una carbonara e un cacio e pepe.</p>
<p>Angelo Sticchi Damiani, Presidente di Aci, verrà a Monza venerdì, in occasione delle premiazioni sportive. Credo che sarebbe una buona occasione perché la nostra Provincia e il nostro Presidente Invernizzi, chieda a tutti i primi cittadini di essere presenti, per dare testimonianza della compattezza di intenti della Brianza, a prescindere dai colori politici.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2018/01/16/gp-monza-rischio-ancora/">F1 a Monza a rischio, ancora</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Monza vuole ancora la F1?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Mar 2016 16:02:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Siamo ancora sicuri che i vertici di SIAS vogliano rinnovare il contratto per la F1 a Monza? Qualche indizio ci suggerisce di no. Dev’essere questa, più o meno, la domanda che ogni tanto frulla per la testa di Mr. E. Bernie, il signore della Formula Uno. Non è che sia un pensiero fisso, per carità. Se [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;">Siamo ancora sicuri che i vertici di SIAS vogliano rinnovare il contratto per la F1 a Monza? Qualche indizio ci suggerisce di no.</h2>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-4198" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2016/03/full-bernie-ecclestone-238335.jpg" alt="full-bernie-ecclestone-238335" width="800" height="529" /></p>
<p>Dev’essere questa, più o meno, la domanda che ogni tanto frulla per la testa di Mr. E. Bernie, il signore della Formula Uno. Non è che sia un pensiero fisso, per carità. Se ne occupa giusto quando, e capita spesso ultimamente, gli mettono sotto il naso qualche articolo, di quelli in cui vengono riportate le intemerate di qualche «fenomeno» nostrano, quelli che vanno matti per i «piani» ben riusciti. Meglio se iniziano con la <a href="http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/15_gennaio_16/monza-rilancio-dell-autodromo-avanti-anche-senza-formula-1-df6b8708-9da1-11e4-b018-4c3d521e395a.shtml">lettera «B»</a>.</p>
<p>Dopo più di due anni di melina, di palle buttate in tribuna, promesse e pagherò vari, stiamo ancora passando dal via. Ma quello che ancora non è del tutto chiaro, è quale sia l’obiettivo dei grandi capi che governano le sorti dell’Autodromo. Siamo sicuri che vogliano davvero rinnovare il contratto di F1? Io comincio a nutrire qualche dubbio.</p>
<p>Ci sono troppe cose che non quadrano. Nei pellegrinaggi londinesi ci si presenta con le toppe ai gomiti e le camice lise. Si piange la dura miseria di chi proprio non riesce a racimolare le risorse utili per soddisfare le nuove condizioni contrattuali. Durante l’ultimo incontro, a quanto pare, ci si sarebbe lamentati pure della data in cui è collocato il GP di Monza. Perché a settembre gli «italians» si son spesi tutto con l’esodo agostano. Quindi non «tengono la lira» per comprare il biglietto. Vi lascio immaginare la reazione di Mr. B.</p>
<p>E la scenetta, in pieno italian style, potrebbe pure funzionare. Peccato che poi, quando si torna a casa, ci si trasforma improvvisamente in super baüscia, annunciando di voler comprare manifestazioni a destra e a manca. La Superbike, la MotoGp? Si firma senza problemi. E mettiamoci pure la Formula E! Perché chi ghem i danè! È un po’ come andare in banca a chiedere il blocco delle rate del mutuo perché si è perso il lavoro, salvo poi uscire ed infilarsi nel primo concessionario per acquistare l’ultima moda dei SUV. Sotto gli occhi del direttore. Non sarebbe proprio una furbata. Ora, escludendo a priori che si possa pensare che Ecclestone viva in una caverna priva di internet, tv e giornali, è lecito immaginare che tutto questo risponda ad una deliberata strategia. Quale? Per ottenere cosa? Uno sconto o una porta in faccia? Come strategia non sta funzionando.</p>
<p>A Londra si è sgranato il solito rosario dei lamenti, con gli incassi che sono sempre più scarsi per la F1; Bernie, che naturalmente difende il suo prodotto, fa sapere che Patrick Allen a Silverstone <a href="http://www.corrieredellosport.it/news/formula-1/2016/01/23-7796460/f1_numeri_da_record_per_il_gp_di_silverstone/">ha portato 350.000 persone</a> nell’ultimo week end di gara. 140.000 nella sola domenica. Numeri più o meno doppi rispetto a Monza. Certo il Motorsport in U.K. è tutt’altra cosa, e poi «noi non abbiamo così tante tribune da vendere», si sarebbero difesi i nostri. Vero. C’è da dire che pure quelle poche si fa fatica a riempirle. Perché diciamocelo, sarebbe un vero e proprio miracolo far spendere quasi 1.000€ ad una coppia per vedersi il Gran Premio su vecchie e scomode tribune. Alcune nemmeno coperte. Che se vuoi pigliarti un mezzo panino devi sgomitare davanti ad affollati camioncini e quando ti scappa la pipì, dopo aver versato il «millino», ti tocca infilarti in una lunga sfilza di toilette provvisorie in plastica. A noi gente da canottiera la cosa piace pure, perché sa di ruspante. Ma se avessimo speso 2.000.000 del vecchio conio, ci girerebbero le palle. Un’esperienza poco «esclusiva», per cosi dire. Irripetibile, nel senso che la prossima volta vai altrove. O ti compri un biglietto prato.</p>
<p>Perché l’Autodromo necessiterebbe di «qualche» lavoro di ammodernamento, qualcosa di simile alla vecchia idea dello stadio dei motori, per rilanciarlo e per aumentare incassi e ricavi. Sarebbe bello, ma mancano i soldi da investire. Ma poi ti domandi: la Regione non ha forse garantito 7 milioni di euro per gli investimenti? In effetti. E dove andranno? Sfogli i giornali e leggi che si sta pensando di modificare pesantemente il tracciato: via la curva Biassono, via 400 alberi, via la prima variante, allargare tutta la zona delle curve Ascari. Tutti lavori che Ecclestone non ha chiesto e che non servono per tenerci la F1, che costano però tanti quattrini. A qualcuno inizia a salire il sospetto: ma non è che questi ci stanno prendendo per il culo?</p>
<p>Per pietà sorvoliamo su tutta un’altra serie di aspetti inquietanti: il trattamento riservato a Bendinelli, uno che Ecclestone ha platealmente cercato e abbracciato dentro il paddock dell’ultimo GP di Monza. Oppure il fatto che questi fantomatici lavori di adeguamento della pista, stanno ancora al palo della lunga trafila autorizzativa. Pensiamo che sarà una passeggiata tagliare qualche centinaio di alberi nel Parco di Monza?</p>
<p>Voi siete ancora sicuri che Monza voglia tenersi davvero la Formula Uno? Io non ne sono più tanto convinto.</p>
<p>Per questo urge un cambio di rotta, la gestione dei «professori» in Autodromo ha avuto lo stesso successo dei «professori» al Governo: un sanguinoso disastro.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2016/03/11/monza-vuole-ancora-la-f1/">Monza vuole ancora la F1?</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>La storia e la gloria non salveranno Monza. Serve solo la grana. Ecco perché…</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2015 11:30:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Bene l’iniziativa lanciata ieri da Regione Lombardia dal titolo: “Scendi in Pista con la Lombardia!”. Una buona idea quella di lanciare una raccolta firme per difendere e sostenere la permanenza del Gran Premio di Formula Uno a Monza. Ciò dimostra, ancora una volta, che la Regione guidata da Roberto Maroni è l’unica istituzione che da [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2015/06/29/la-storia-e-la-gloria-non-salvera-monza-serve-solo-la-grana-ecco-perche/">La storia e la gloria non salveranno Monza. Serve solo la grana. Ecco perché…</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-3281" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2015/06/Sala-Maroni-DellOrto-GP-Italia-Monza-Expo-2015.jpg" alt="Sala-Maroni-DellOrto-GP-Italia-Monza-Expo-2015" width="666" height="444" /></p>
<p>Bene l’iniziativa lanciata ieri da Regione Lombardia dal titolo: “<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.regione.lombardia.it/cs/Satellite?c=Evento&amp;childpagename=Regione%2FDetail&amp;cid=1213740770683&amp;p=1194454760288&amp;pagename=HMSPRLWrapper&amp;#38;m=5&amp;#38;y=2015&amp;#38;dd=27&amp;miadvslide=true">Scendi in Pista con la Lombardia!</a></span>”. Una buona idea quella di lanciare una raccolta firme per difendere e sostenere la permanenza del Gran Premio di Formula Uno a Monza. Ciò dimostra, ancora una volta, che la Regione guidata da Roberto Maroni è l’unica istituzione che da tempo si muove e si impegna per cercare di salvaguardare un evento cruciale e importantissimo per il territorio. A questo punto è sempre più evidente e scandaloso il totale menefreghismo con cui sia il comune di Monza che la Provincia, i primi che dovrebbero preoccuparsene, stanno affrontando un momento così decisivo e cruciale per le sorti di un pezzo di storia dell’intera città, e non solo.</p>
<p>Purtroppo non basteranno le giuste e sacrosante rivendicazioni sollevate ieri dal Governatore lombardo, che ha ricordato come Monza sia una delle pietre miliari della storia del motorsport e quindi della stessa Formula Uno. Quella striscia bituminosa, che attraversa il più grande parco cintato d’Europa, è intrisa da un secolo di olio, benzina, sudore e sangue che hanno segnato l’epopea dell’automobilismo sportivo. La storia delle quattro ruote passa da Monza. Questo è vero ed innegabile e la Formula Uno non potrà privarsene così facilmente. Pensare però che tutto questo sia sufficiente a salvarci sarebbe un tragico errore.</p>
<h4><span style="text-decoration: underline;">I SOLDI E LA VELOCITÀ</span></h4>
<p>Purtroppo (o per fortuna) la Formula Uno è un business in cui i soldi contano più di ogni altra cosa, anche della sua stessa storia. Il perché non è poi così tanto difficile da spiegare ma per farlo voglio partire da lontano, precisamente da un giorno del lontano 1908.</p>
<p>Un figlio di papà (che da poco gli aveva lasciato una discreta fortuna), uno di quelli che potremmo oggi con qualche ragione chiamare “bamboccione”, si lanciava a tutta velocità al volante della sua elegante Isotta Fraschini. Alla vista di due poveri ciclisti il giovanotto perse il controllo della pesante ammiraglia e finì a gambe all’aria nel fosso. Quel giovane era Filippo Tommaso Marinetti, proprio in quel momento e in quel giorno scoprì la velocità. Ne rimase così folgorato ed elettrizzato che da lì iniziarono a maturare in lui le idee che lo portarono poi a scrivere il <span style="text-decoration: underline;"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Manifesto_del_futurismo">Manifesto del Futurismo</a></span>.</p>
<p>La scoperta della velocità fu scolpita nella storia con questa prosa poetica.</p>
<blockquote><p>Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova; la bellezza della velocità</p></blockquote>
<p>E cos’è in fondo la velocità, secondo Marinetti, se non l’elemento che spinge l’uomo e il mondo sempre in avanti, senza più guardarsi indietro.</p>
<blockquote><p>Noi siamo sul promontorio estremo dei secoli!&#8230; Perché dovremmo guardarci alle spalle, se vogliamo sfondare le misteriose porte dell&#8217;impossibile? Il Tempo e lo Spazio morirono ieri. Noi viviamo già nell&#8217;assoluto, poiché abbiamo già creata l&#8217;eterna velocità onnipresente.</p></blockquote>
<p>Sfondare le misteriose porte dell’impossibile. Ecco il senso della velocità, e quindi della ricerca quasi ossessiva verso ciò che può renderci più veloci. Possiamo quindi affermare che l’essenza stessa della Formula Uno sembra racchiusa in queste poche parole. Una lotta continua contro il tempo e lo spazio, dove un centesimo di secondo fa la differenza. Sempre più veloci.</p>
<p>Da più di un secolo eserciti di ingegneri, progettisti, meccanici e piloti si dannano per limare quel tempo, per abbassare quel decimo, quel centesimo di secondo. Questa avvincente corsa verso ciò che sembra impossibile si alimenta con un fiume di denaro. Chi ha più soldi va più veloce, chi ha più soldi vince. Inutile scandalizzarsi, è sempre stato così. Ce ne sono tanti di campionati al mondo, magari più combattuti, certamente più spettacolari e con costi più abbordabili. Ma la Formula Uno è unica. Il suo successo è ineguagliato, perché è il luogo dove più di ogni altro si rinnova quotidianamente quella sfida tra l’uomo e la velocità, quella che affascinò per primo il Poeta Marinetti.</p>
<p>Bernie Ecclestone è semplicemente quello che ha capito prima e meglio di altri questo semplice concetto; lui è il gran capo che si è messo alla testa di tutti per fornire ciò di cui i suoi colleghi team manager avevano estremo bisogno: il denaro. Montagne di denaro. La F1 è un grande business, oggi per il suo controllo <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://autosprint.corrieredellosport.it/2015/06/24/formula-attira-investitori/32873/">arrivano offerte</a></span> che sfiorano gli 8 miliardi di dollari; questa è considerata come una grande fortuna per chi in Formula Uno ci corre. Sarebbe ingenuo credere che una squadra scelga di rinunciare ad un pezzo di questo grande business semplicemente per difendere la storia, la leggenda, la tradizione o peggio qualche tifoso. Una squadra di F1 semplicemente non può permettersi di rinunciare al denaro, perché ogni dollaro è la benzina che alimenta la sfida tra l’uomo e la velocità.</p>
<h3><span style="text-decoration: underline;">LA F1 VALE PIÙ DI EXPO</span></h3>
<p>Il Governo Italiano e Regione Lombardia si sono impegnati e spesi per la buona riuscita di Expo 2015, nella convinzione che ogni euro investito in Expo potesse moltiplicarsi nelle ricadute future, dirette ed indirette. Expo è certo un grande evento, che però dura in fondo solo pochi mesi; il Gran Premio di Formula Uno a Monza è invece una magia che si ripete ogni anno, un evento i cui benefici sono certi e non hanno bisogno di essere sperimentati. Lasciamo pure perdere il Governo italiano, incapace persino di concedere una banale <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilmonti.com/f1-monza-il-contributo-di-regione-lombardia-per-lautodromo-dovra-andare-parte-al-parco-la-situazione-si-complica/">defiscalizzazione</a></span>, quindi totalmente disinteressato a salvare il Gp brianzolo. Il Gran Premio a Monza vale per la Lombardia molto più di quello che vale Expo, nonostante questo siamo tutti i giorni impegnati a discutere di Expo, dei suoi numeri, del suo indotto dei suoi conti. Per la Formula Uno giusto qualche trafiletto. Non va bene e per questo, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilmonti.com/lo-schiaffo-di-bernie-a-monza-maroni-salvaci-tu/">come ho già auspicato</a></span>, Regione Lombardia deve continuare sulla strada intrapresa senza paure e timori, andando fino in fondo. Se i bilanci di Sias non permettono nemmeno di intavolare una trattativa per il rinnovo, (come ormai appare evidente) è il caso che Sias faccia un passo indietro e che Regione intervenga in prima persona, anche garantendo il denaro necessario al rinnovo se necessario. Nessuno si potrebbe scandalizzare, perché Regione Lombardia eroga decine e decine di contributi ogni anno, per permettere lo svolgimento di numerose manifestazioni sul territorio Lombardo. Aiutare Monza significherebbe dare una mano alla più importante tra queste manifestazioni. Chi potrebbe eccepire qualcosa? Nessuno, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.mbnews.it/2015/06/regione-lombardia-raccolta-firme-per-il-gp-di-monza-movimento-cinque-stelle-contrari/">a parte i grillini</a></span>. Poi finalmente a ottobre potremmo brindare al rinnovo direttamente in <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.isamilan.com">Villa Reale, con le migliori bollicine del mondo</a></span>!</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2015/06/29/la-storia-e-la-gloria-non-salvera-monza-serve-solo-la-grana-ecco-perche/">La storia e la gloria non salveranno Monza. Serve solo la grana. Ecco perché…</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>La burocrazia provinciale blocca il monumento a Vittorio Brambilla</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2015/03/30/la-burocrazia-provinciale-blocca-il-monumento-vittorio-brambilla/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2015 11:50:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[brambilla]]></category>
		<category><![CDATA[f1]]></category>
		<category><![CDATA[monumento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ricordare Vittorio Brambilla, attraverso un monumento commemorativa della sua unica vittoria in F1. Una bella idea, se non fosse che per la burocrazia italiana la cosa non s&#8217;ha da fare. Un muro di gomma capace di sferzare anche le fibre più tenaci e forti, perfino di un mito come Vittorio Brambilla. Uno che era veramente forte. Qualcuno lo chiamava [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-2975 size-full aligncenter" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2015/03/brambilla.jpg" alt="brambilla" width="800" height="474" /><br />
Ricordare Vittorio Brambilla, attraverso un monumento commemorativa della sua unica vittoria in F1. Una bella idea, se non fosse che per la burocrazia italiana la cosa non s&#8217;ha da fare. Un muro di gomma capace di sferzare anche le fibre più tenaci e forti, perfino di un mito come Vittorio Brambilla. Uno che era veramente forte. Qualcuno lo chiamava il “gorilla di Monza”, perché pare avesse dita così potenti da riuscire a tirare i bulloni delle ruote senza usare le chiavi. Piloti d’altri tempi, cuori, mani e dita di un tempo che non c’è più; solcate da screpolature nere di grasso, lo stesso che pitturava le unghie di chi stava dentro e fuori dall’auto. Un modello lontano anni luce dalla F1 di oggi, quella di Vettel, Alonso ed Hamilton. Era la stagione epica dei motori, gesta eroiche e narrazioni poetiche.</p>
<h4><span style="text-decoration: underline;">Il GP d&#8217;Austria 1975, una vittoria da raccontare</span></h4>
<p>Dopo che la Ferrari gli preferì Lauda e Regazzoni, il nome di Vittorio Brambilla si legò per sempre alla Beta Utensili di Sovico, che lo aiutò per tutta la sua carriera, creando un binomio tutto brianzolo capace di conquistare fama mondiale.<br />
Il 17 agosto 1975 compiva l’impresa della vita, ed è una storia che vale davvero la pena di raccontare. In una domenica strana, iniziata tragicamente con l’incidente mortale di Mark Donohue, che causò una partenza ritardata e poi nuovamente allungata per l’arrivo della pioggia. Poi si scatenò un violento temporale, al limite della praticabilità della pista, tanto che la gara venne sospesa prima del tempo. Ma Vittorio è il mago della pioggia, ha cuore e grinta ed è uno che non molla; sotto quel diluvio si presenta la sua grande occasione. E la prende al volo. Risale dalla nona posizione alla seconda. Fittipaldi, Stuck, Depailler e Lauda cadono come birilli. Infila sorpassi uno dietro l’altro, ed eccolo arrivare alle spalle del leader James Hunt. Hunt “The Shunt”, uno a cui piace sorridere alla morte e giocare con il pericolo; una cosa che nella F1 di quel tempo può fare la differenza. Perché in quegli anni i piloti muoiono come mosche, vittime di incidenti assurdi e spaventosi. Ma quella è davvero la giornata di Vittorio Brambilla, il momento in cui il destino ha deciso di premiare quel ragazzo di Monza, quel giovane meccanico che sognava di fare il pilota. Il destino è dietro di lui, bussa sulle sue grosse spalle e gli sussurra: &#8220;è il tuo momento ragazzo, fatti avanti&#8221;. E Vittorio non se lo fa ripetere due volte. Basta una sola indecisione di Hunt, una porta che si apre e il gorilla si infila, giù il pedale del gas e siamo in testa. Ecco la bandiera a scacchi, arriva la prima vittoria (e sarà poi l’unica) della carriera. Il cuore batte forte, la gioia esplode, Vittorio molla le mani dal volante e fa mulinare tutte due le braccia al cielo. È pazzo di gioia. Se però guidi una March F1 del 1975 , per di più sotto un diluvio universale, mollare il volante non è proprio una buona idea se vuoi rimanere in strada. E infatti: Brambilla taglia il traguardo con le mani al cielo e la sua March marchiata Beta Utensili va in testa coda e sbatte contro il rail. Riparte subito per il giro d’onore, ma il suo musetto è tutto storto.  Forse anche qui il destino ha giocato un ruolo importante. Perché quell’incidente dopo il traguardo e quel musetto mezzo accartocciato, rimarrà per sempre il simbolo e il marchio indelebile della sua impresa. Rappresenterà per sempre la sua vittoria, ed è quello in fondo il vero trofeo che Vittorio e la Beta si portano a casa dall’Austria. Scrivere una pagina di storia dello sport, è un privilegio che tocca a pochi.<br />
Questo è il racconto dell’impresa di Vittorio Brambilla. Adesso inizio un’altra storia, purtroppo molto meno epica.</p>
<h4><span style="text-decoration: underline;">La burocrazia ci mette lo zampino</span></h4>
<figure id="attachment_2983" aria-describedby="caption-attachment-2983" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-2983 size-medium" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2015/03/musetto-300x198.jpg" alt="musetto" width="300" height="198" /><figcaption id="caption-attachment-2983" class="wp-caption-text"><strong>Vittorio Brambilla e il suo musetto</strong></figcaption></figure>
<p>Lo scorso ottobre la Beta Utensili presenta un bel progetto all’attenzione del proprio comune, Sovico. Si tratta di realizzare un monumento celebrativo dell’unica vittoria di Brambilla, quella appunto del GP d’Austria del 1975, posizionato all’interno di una rotonda; il monumento è semplice ed elegante, niente di pacchiano e il protagonista non poteva che essere lui: il mitico musetto arancione della March di F1. È riprodotto con un calco, direttamente dall’originale. Realizzazione e manutenzione a carico dell’azienda.</p>
<p>Una di quelle iniziative a cui non si può che rispondere con entusiasmo e favore. Capita però che la rotonda interessa una strada provinciale, motivo per cui inizia da ottobre una lunga “gara”, molto più difficile di quelle a cui era abituato Brambilla, incrociando però un solo avversario, molto più temibile dei vari Hunt, Fittipaladi o Lauda: la burocrazia italiana.<br />
Dopo una serie di lettere, incontri, confronti, modifiche e varianti, ecco arrivare il fatidico responso: la Provincia di Monza e Brianza nega il permesso.</p>
<p>Ora non credo sia nemmeno il caso di addentrarci nei meandri paludosi di una fitta normativa fatta di commi, articoli, complicati calcoli geometrici e leggine varie. Non mi interessa. Voglio prendere la questione dalla coda, ovvero da quello che noi tutti possiamo vedere con i nostri occhi guidando per le strade delle nostre province, Monza e Brianza compresa. Anche in questi ultimi anni abbiamo visto fiorire in ogni angolo le più disparate versioni di rotonde, rotondine e rotondone. Quelle fatte a semplice aiuola, quelle che ricordano montagne invalicabili tipo Everest o K2, quelle tempestate di parapetti pubblicitari o quelle in cui si installano addirittura oggetti tridimensionali pubblicitari, autorizzati naturalmente dalla Provincia. E quando a Sovico si vuole omaggiare un personaggio simbolo dello sport e della storia brianzola, attraverso un monumento bello e gradevole, salta fuori il cavillo, la leggina e il codicillo per bloccare tutto? Senza contare che proprio su quella stessa strada provinciale, percorrendola da Monza in direzione Sovico, si incontrano numerose rotonde con piazzati sopra dei monumenti: mistero.</p>
<h3 style="text-align: center;"><strong><span style="color: #008000;">ECCO COMA SAREBBE IL MONUMENTO ALLA VITTORIA DI BRAMBILLA</span></strong></h3>

<p>L’azienda, provata da questi snervanti mesi di tira e molla, sta per alzare bandiera bianca, comprensibilmente stanca di correre dietro alle bizze di una normativa che francamente spesso si fatica a comprendere. Io credo però che non possa finire così, perché sarebbe stupido e sarebbe uno schiaffo alla memoria di Vittorio Brambilla. Probabilmente lui avrebbe risolto la situazione in maniera molto semplice, abituato com’era a superare gli ostacoli con un colpo di gas. Cerchiamo allora di accelerare, cara  Provincia di Monza e Brianza, superiamo queste ridicole pastoie burocratiche, perché se davvero lo volessimo una soluzione riusciremmo sicuramente a trovarla.</p>
<p>Per questo motivo ho inviato oggi al Presidente della Provincia Ponti, interrogazione scritta (la trovate <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2015/03/interrogazione_ROTONDA_BRAMBILLA.pdf">qui</a></span>) perché si ricerchi una soluzione che possa autorizzare l’installazione del monumento</p>
<dl id="attachment_2575" class="wp-caption alignleft" style="width: 70px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2015/03/interrogazione_ROTONDA_BRAMBILLA.pdf"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-2575" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2014/11/pdf-icon2-e1415898782934.png" alt="pdf-icon" width="70" height="70" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd"><strong>Scarica interrogazione</strong></dd>
</dl>
<p>&nbsp;</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2015/03/30/la-burocrazia-provinciale-blocca-il-monumento-vittorio-brambilla/">La burocrazia provinciale blocca il monumento a Vittorio Brambilla</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>F1 a Monza: il contributo di Regione Lombardia per l&#8217;autodromo dovrà andare in parte al Parco. La situazione si complica</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2015/02/05/f1-monza-il-contributo-di-regione-lombardia-per-lautodromo-dovra-andare-parte-al-parco-la-situazione-si-complica/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Feb 2015 16:30:57 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[FOA]]></category>
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		<category><![CDATA[SINDACO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il futuro del Gran Premio di Monza è appeso ad un filo. Bernie Ecclestone ha lanciato il conto alla rovescia, SIAS ha tempo fino a maggio per formulare un&#8217;offerta che soddisfi FOA, e permetta di garantire la disputa per il GP di Monza anche in futuro. Oggi si discuteva in Consiglio Provinciale una mozione del [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2015/02/05/f1-monza-il-contributo-di-regione-lombardia-per-lautodromo-dovra-andare-parte-al-parco-la-situazione-si-complica/">F1 a Monza: il contributo di Regione Lombardia per l’autodromo dovrà andare in parte al Parco. La situazione si complica</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2816" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2015/01/Monza-GP-F1-2014-1024x578.jpg" alt="Monza-GP-F1-2014" width="1024" height="578" />Il futuro del Gran Premio di Monza è appeso ad un filo. Bernie Ecclestone ha lanciato il conto alla rovescia, SIAS ha tempo fino a maggio per formulare un&#8217;offerta che soddisfi FOA, e permetta di <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilmonti.com/ve-lo-dico-io-la-f1-monza-e-quasi-persa/">garantire la disputa per il GP di Monza </a></span>anche in futuro.<br />
Oggi si discuteva in Consiglio Provinciale <a href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2015/01/ODG_SALVIAMO_MONZA.pdf"><span style="text-decoration: underline;">una mozione del gruppo Lega Nord</span></a> Padania, in cui si chiedeva che la Provincia si attivi, insieme a Comune e Regione, per sensibilizzare il Governo e concedere la defiscalizzazione, necessaria perché Regione Lombardia entri nella proprietà dell&#8217;autodromo e porti in dote il famoso tesoretto di 20 milioni di euro.<br />
La mozione diceva e chiedeva anche altro, per esempio di attivare subito un incontro con il Presidente del Consiglio Renzi e la riattivazione del comitato “Uniti per l&#8217;Autodromo”.</p>
<p>La discussione si è esaurita in poco tempo, visto che già nella riunione dei capigruppo è stata avanzata dalla maggioranza la richiesta di rinviare il punto, in attesa che da Roma giungano buone nuove, frutto del lavoro congiunto e bipartisan dei parlamentari della Brianza. Bene, attendiamo fiduciosi.</p>
<p>Non mi tranquillizza però l&#8217;intervento del Sindaco Scanagatti, Consigliere Provinciale e Sindaco di Monza, che nel suo intervento ha sottolineato, a tratti anche in maniera puntuta, alcuni aspetti che a questo punto pongono motivi di riflessione.<br />
Il Sindaco ci ha tenuto a sottolineare che la quantificazione dell&#8217;intervento di Regione Lombardia non è mai stata ufficializzata, e che anche nel caso fossero davvero 20 milioni di euro, non sarebbero sufficienti. Soprattutto il Sindaco ha posto l&#8217;accento su una questione che fa la differenza, ovvero che se arrivassero dei soldi da Regione, quest&#8217;ultimi non andrebbero spesi soltanto per il rilancio dell&#8217;autodromo, ma andrebbero dirottati in parte alla riqualificazione di tutto il Parco di Monza.<br />
E qui la questione si complica. Perché, come ho avuto modo di ricordare anche oggi in aula, l&#8217;urgenza nell&#8217;immediato è quella di trovare i soldi per rinnovare il contratto con FOA, che chide circa 10/11 milioni di euro per l&#8217;adeguamento. Il contributo di Regione sarebbe sul fronte degli investimenti, certo indispensabile e necessario per aumentare in prospettiva i ricavi dell&#8217;impianto, ma sicuramente potrebbero non bastare per arrivare pronti a maggio al rinnovo con Ecclestone.<br />
Oltretutto, questa la novità di oggi, il Comune non sarebbe d&#8217;accordo nell&#8217;utilizzare questi fondi di Regione solo per il rilancio dell&#8217;impianto sportivo, ma esigerebbe che una quota venga utilizzata per interventi sul parco.<br />
Mancano tre mesi mesi a maggio, e la situazione sembra al palo. Le lancette corrono veloci, ad oggi il Governo non ha concesso la defiscalizzazione, e pare già orientato a non inserire il provvedimento nel milleproroghe. A questo punto si ipotizza di utilizzare il prossimo treno utile, che sarebbe rappresentato (come ha confermato anche il Sindaco) dall&#8217;imminente arrivo in aula per la conversione, del decreto “Investiment Act”. Registro che qui si corre però il rischio che sul testo venga posta la fiducia, visto che nel provvedimento è inserita la contestata riforma delle Banche Popolari; con la fiducia si riducono al lumicino le possibilità di inserire emendamenti.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilmonti.com/ve-lo-dico-io-la-f1-monza-e-quasi-persa/">Il futuro della F1 a Monza è appeso ad un filo.</a></span> Continuiamo ad attendere, ma spaventa la leggerezza con cui si sta da diversi mesi affrontando una questione cruciale, come quella della permanenza del GP di F1 a Monza. Il dubbio viene naturale: interessa veramente a tutti salvare il Gp di F1 a Monza? Comincio ad avere qualche dubbio.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2015/02/05/f1-monza-il-contributo-di-regione-lombardia-per-lautodromo-dovra-andare-parte-al-parco-la-situazione-si-complica/">F1 a Monza: il contributo di Regione Lombardia per l’autodromo dovrà andare in parte al Parco. La situazione si complica</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Ve lo dico io: la F1 a Monza è (quasi) persa</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2015/01/19/ve-lo-dico-io-la-f1-monza-e-quasi-persa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jan 2015 15:46:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[ECCLESTONE]]></category>
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		<category><![CDATA[gp]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel menefreghismo più assoluto, senza che si muova nessuno tra le istituzioni locali, mi sento di darvi una notiza: la Formula Uno a Monza è quasi persa. Riassumo in breve la storia, che per molti è arcinota: già nel settembre 2013 Ecclestone era pronto a firmare un prolungamento del contratto, naturalmente prevedendo cifre diverse dalle [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2015/01/19/ve-lo-dico-io-la-f1-monza-e-quasi-persa/">Ve lo dico io: la F1 a Monza è (quasi) persa</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2816" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2015/01/Monza-GP-F1-2014-1024x578.jpg" alt="Monza-GP-F1-2014" width="1024" height="578" />Nel menefreghismo più assoluto, senza che si muova nessuno tra le istituzioni locali, mi sento di darvi una notiza: la Formula Uno a Monza è quasi persa.<br />
Riassumo in breve la storia, che per molti è arcinota: <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilgiorno.it/monza/cronaca/2013/09/07/946095-Gran-Premio-maroni-ecclestone.shtml">già nel settembre 2013 Ecclestone era pronto a firmare</a></span> un prolungamento del contratto, naturalmente prevedendo cifre diverse dalle vecchie condizioni (11-12 milioni di $). Ma tra un tentennamento e un rinvio, tipicamente italiani, si è arrivati al settembre 2014. Bernie ha continuato a chiedere una cosa molto semplice: i soldi. O si paga una cifra più o meno doppia rispetto al passato, diciamo 23/25 milioni di $, oppure il contratto, che scade nel 2016 non si rinnova.<br />
Il patron della Formula Uno si è sentito rispondere con l&#8217;ennesima giustificazione: dato il recente rinnovo dei vertici Aci e Sias, si chiedeva un rinvio. Ecclestone lo concede, e ci si da appuntamento alla fine di maggio 2015, per il GP di Monaco.<br />
Ora, se i più avveduti tra di voi, magari, fossero portati a pensare che il patron della F1 non abbia particolarmente gradito questo atteggiamento dilatorio, molto “italians” e poco british, diciamo che si avvicinerebbe di molto alla verità. Per dirla in una sola parola: probabilmente siamo riusciti a far incazzare qualcuno a Londra.</p>
<p>Ora mettiamo in fila gli elementi: dal 2013 prendiamo per il naso il capo della F1 che ci chiede più soldi, dopo 12 mesi di tira e molla chiediamo ancor un rinvio, arriviamo a pochi mesi dalla scadenza, e dalla SIAS cosa ci sentiamo dire? Una cosa come questa:</p>
<blockquote><p>«L’autodromo di Monza andrà avanti anche senza la Formula 1. Il 2017 arriverà comunque, con o senza Bernie Ecclestone. Se non otterremo il prolungamento del contratto per il Gp che ci scade il prossimo anno, abbiamo predisposto un “Piano B” con il mantenimento della pista, di un certo numero di gare e lo sviluppo di attività complementari alle corse»</p></blockquote>
<p>Queste le<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/15_gennaio_16/monza-rilancio-dell-autodromo-avanti-anche-senza-formula-1-df6b8708-9da1-11e4-b018-4c3d521e395a.shtml"> dichiarazioni</a></span> del direttore in pectore dell&#8217;Autodromo di Monza, Francesco Ferri.<br />
Naturalmente, noi generazione cresciuta con il mito di &#8220;Hannibal&#8221; e dell&#8217; <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/A-Team">A-Team</a></span>, non possiamo che andare matti per i piani ben riusciti. Al netto di questo, credo che in situazioni come queste piuttosto che accendersi un sigaro, come faceva Hannibal, sarebbe meglio accendere un cero alla Madonna. Sicuramente più salutare.</p>
<p>Insomma, tiriamo le somme e il risultato è eloquente: prepariamoci a dire addio alla F1. E a farlo molto presto.</p>
<p>Certo accolgo con favore l&#8217;annuncio di un imminente piano indistriale, di un progetto di rilancio e riqualificazione dell&#8217;Autodromo, Expo e via dicendo. Tutto molto bello, come diceva Pizzul, ma tutto abbastanza fuorviante in questo momento. Adesso serve una sola cosa: il grano. Ad Ecclestone le strutture di Monza vanno benissimo così come sono per ospitare la F1, il rinnovo è legato semplicemente ad un discorso commerciale: ci vogliono più soldi e stop.</p>
<p>Io come priorità ci metterei prima il rinnovo e dopo un piano di rilancio. Mancando il rinnovo prevederei anche un Piano C, il fallimento.</p>
<p><b>SENZA FORMULA UNO LA SIAS SE NE VA</b><br />
Ma ora è inutile dilungarsi sulla possibile sostenibilità dell&#8217;impianto senza F1, che continuo a vedere difficile, anzi difficilissima, tenendo conto dell&#8217;attuale contesto economico e considerando anche la continua perdita di appeal del motorsport in Italia.<br />
C&#8217;è invece un particolare, non di poco conto, che pare sfuggire un po&#8217; a tutti, uomini di Sias e Ac Milano compresi. Quando si inizia a parlare apertamente di “PianoB”, ovvero contemplare un futuro di Monza senza F1, va fatto presente che a questo futuro, molto probabilmente, SIAS e Ac Milano rischiano di non farne parte. Perché dico questo? Semplicemente perché SIAS gestisce l&#8217;Autodromo in forza di una convenzione stipulata con i comuni di Monza e Milano (anche se Milano non l&#8217;ha mai approvata), che è abbastanza chiara, soprattutto nelle clausole risolutorie:</p>
<blockquote><p><strong>ART. 14 COMMA 2</strong><br />
Inoltre, la presente convenzione si risolverà di diritto nel caso in cui la SIAS S.p.A. non fosse più in grado di <em><span style="text-decoration: underline;">garantire l&#8217;effettuazione presso l&#8217;Autodromo di Monza del Gran Premio d&#8217;Italia di Formula Uno</span></em> o di manifestazione equipollente di livello internazionale. Resta salva, in questo caso, la facoltà delle parti di raggiungere diversi accordi pee la prosecuzione del rapporto concessorio.</p></blockquote>
<p>Poi nell&#8217;articolo 2 Comma 2 si fa riferimento al fatto che i beni vengono concessi in uso a Sias, con lo scopo preciso di organizzare eventi motoristici e in particolare il Gran Premio di Formula 1. Così come l&#8217;articolo 7 Comma 1 recita testuale:</p>
<blockquote><p>La concesssionaria si impegna a programmare il calendario delle gare privilegiando le manifestazioni di interesse internazionale e garantendo che l&#8217;Autodromo venga utilizzato, in particolare, <em><span style="text-decoration: underline;">per l&#8217;effettuazione del Gran Premio d&#8217;Italia di Formula 1</span></em> o gare equipollenti.</p></blockquote>
<p>Cosa significa tutto questo? Significa che i proprietari hanno concesso l&#8217;uso dell&#8217;Autodromo di Monza a SIAS con un limite preciso e più volte ribadito: ovvero fino a quando verrà svolto il gran premio di Formula Uno. Quindi, mi permetto di aggiungere io, il compito di SIAS e dei suoi dirigenti, non sarebbe quello di redigere un fantomatico “Piano B”, piuttosto quello di impegnarsi in ogni azione necessaria perché Monza non perda la Formula Uno. Se ciò non dovesse accadere, la convenzione dovrà essere per forza di cose rivista; e a quel punto sfido qualsiasi amministratore a voler nuovamente affidare a SIAS, magari senza nessuna procedura ad evidenza pubblica, la gestione dell&#8217;impianto, dopo che quest&#8217;ultima non è riuscita a soddisfare la più importante delle clausole contrattuali: far correre la Formula Uno a Monza. Sarebbe davvero scandaloso.</p>
<p><b>CHI NON VUOLE L&#8217;ARRIVO DELLA REGIONE?</b><br />
E proprio perché mancano i soldi, trovo altrettanto curioso come stia passando sotto silenzio la questione della <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.monzatoday.it/politica/auodromo-bocciato-emendamento-regione-lombardia.html">defiscalizzazione negata dal Governo.</a></span> La Regione è li da mesi pronta con una valigia di 20 milioni, e soprattutto con l&#8217;intenzione di entrare nella proprietà dell&#8217;Autodromo. Tutti formalmente d&#8217;accordo: Milano, Monza, Aci, Sias e pure il Generale Cadorna! Peccato che l&#8217;operazione diventi sostenibile solo nel caso in cui lo Stato conceda la defiscalizzazione (cioè conceda di non volerci guadagnare nulla con le tasse sull&#8217;operazione). Una cosa banale, qualcuno penserà. Peccato che il Governo abbia detto no, cancellando un emendamento puntuale presentato nella legge di stabilità. Reazioni? Molto vicine allo zero. Sfugge a pochi che Governo, comune di Milano e di Monza, sono retti da maggioranze omogenee, tutte di centro sinistra? Credo di si. Ed è altrettanto strano che un ente come l&#8217;Automobil Club d&#8217;Italia, storicamente sempre capace di far valere le proprie ragioni al governo, tanto che chi ha provato a restringere il potere dell&#8217;Aci è sempre stato costretto a battere in ritirata, non sia riuscito a far passare un emendamento all&#8217;apparenza così insignificante. Sarà mica che qualcuno non vuole in mezzo ai piedi la Regione Lombardia nella gestione dell&#8217;autodromo? A pensar male&#8230; Ma è un gioco in cui rischiamo di perderci tutti, e tanto.</p>
<p><b>LA SUPERBIKE NON VALE MEZZA F1</b><br />
Per finire, comincia a farsi largo una seconda ipotesi, questa davvero inquietante. Secondo alcuni, tenetevi forti, l&#8217;idea sarebbe quella di lavorare per sostituire la F1 con la Superbike, considerando quest&#8217;ultima come una manifestazione “equipollente” alla F1, così da soddisfare i termini della convenzione citata. Senza arrivare al pericolo di violentare il buon senso, ci si potrebbe limitare a non stuprare la lingua italiana. Il concetto di equipollenza è abbastanza noto a tutti, e in sintesi sta a significare qualcosa che abbia lo stesso valore. Sfido chiunque, addetti ai lavori o non, nel sostenere che la Superbike (manifestazione di altissimo livello e che dobbiamo tentare di far ritornare a Monza) sia dello stesso valore rispetto alla Formula Uno. Sarebbe bene chiarire subito questo punto, prima che qualcuno si senta autorizzato a battere strane alternative e bizzarre. Pronto? Comune? Qualcuno ci sente?</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2015/01/19/ve-lo-dico-io-la-f1-monza-e-quasi-persa/">Ve lo dico io: la F1 a Monza è (quasi) persa</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Caro sindaco, il provincialismo è la peggiore delle risposte ad Ecclestone, perché La F1 dobbiamo anche meritarcela</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2014/07/02/caro-sindaco-provincialismo-peggiore-delle-risposte-ad-ecclestone-perche-f1-dobbiamo-meritarcela/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jul 2014 10:05:44 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[ECCLESTONE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Leggo questa mattina le reazioni alle minacciose dichiarazioni di Bernie Ecclestone; la questione tiene naturalmente banco su tutti i giornali locali, e come temevo nel mio intervento di ieri, i più si limitano a guardare il dito e non la luna.  Tranne rare e lodevoli eccezioni, è la solita tiritera: un misto di vittimismo e [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2014/07/02/caro-sindaco-provincialismo-peggiore-delle-risposte-ad-ecclestone-perche-f1-dobbiamo-meritarcela/">Caro sindaco, il provincialismo è la peggiore delle risposte ad Ecclestone, perché La F1 dobbiamo anche meritarcela</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Leggo questa mattina le reazioni alle minacciose dichiarazioni di Bernie Ecclestone; la questione tiene naturalmente banco su tutti i giornali locali, e come temevo nel <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #008000;"><a href="http://www.ilmonti.com/monza-f1-ecclestone-fa-suo-mestiere-fa-bene-forse-colpa-monza/"><span style="color: #008000; text-decoration: underline;">mio intervento di ieri</span></a></span></span>, i più si limitano a guardare il dito e non la luna.  Tranne rare e lodevoli eccezioni, è la solita tiritera: un misto di vittimismo e provincialismo banale e credo addirittura pericoloso, che trova la sua massima espressione in questo virgolettato attribuito al Sindaco di Monza Roberto Scanagatti (PD):</p>
<blockquote><p>«Ecclestone ha fatto il suo tempo e sarebbe ora che lasciasse il posto a qualcun altro, magari più in grado di coniugare innovazione, redditività ma soprattutto la passione che la manifestazione e in particolare il Gp d’Italia che si corre a Monza continuano a scatenare in milioni di appassionati»</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Intendiamoci, di Bernie Ecclestone si può dire tutto e il contrario di tutto, si può considerare il personaggio più o meno spregiudicato, più o meno commercialmente spietato, ma di certo alcune cose su di lui non si possono proprio dire.</p>
<p>Non si può dire che Bernie Ecclestone non sia in grado di “coniugare innovazione e redditività”, e non tanto perché lui è uno degli uomini più ricchi del Regno Unito con un patrimonio di oltre due miliardi di sterline (direi che sulla redditività ci siamo, che dite?), ma soprattutto perché la sua F1 è proprio quello, ovvero l&#8217;ultima frontiera dell&#8217;innovazione e della tecnologia, declinata in un giochino in cui girano un sacco di soldi, il famoso circus dorato della Formula One.<br />
Possiamo poi criticare Ecclestone perché pensa troppo al denaro ( e comunque non vi trovo nulla di male nel farlo), dando troppo peso al lato commerciale della faccenda, anche se in fondo lui gestisce un business, è un imprenditore mica un missionario, quindi è naturale che lo faccia; quello che non possiamo proprio pensare è che lui non conosca la passione per i motori, o che peggio ignori la storia di Monza.<br />
Conosciamo la biografia di Ecclestone? Forse qualcuno no. Quella di Bernie è una storia che a ben vedere non è molto diversa da quella di tanti imprenditori brianzoli: uno che ha lasciato la scuola presto, che ha tirato la lima fin da giovane, che si è costruito da solo una carriera da imprenditore. Ma è anche uno che la passione per i motori l&#8217;ha dimostrata sul campo, uno che ha corso in moto e in macchina, che ha pure rischiato di lasciarci la pelle a Brands Hatch, che ha visto morire piloti, amici, proprio da noi, qui a Monza, dove morì il suo pilota Jochen Rindt.<br />
Ecco allora, e lo dico soprattutto da appassionato praticante, che fa un po&#8217; ridere leggere come il sindaco di Monza Scanagatti, uno che ha più volte ribadito che si troverebbe d&#8217;accordo nell&#8217;abbattere una parte di curve sopraelevate, si metta ad impartire lezioni di business e di ortodossia motoristica a Bernie Ecclestone.<br />
La mia non è voglia di fare polemica gratuita, beninteso, ma vorrei evitare che ancora una volta Monza e la Brianza si limitasse alla solita reazione dal sapore molto provinciale. Non ce lo possiamo permettere. Non possiamo accusare Bernie Ecclestone di pensare solo al business, perché dovremmo essere noi i primi ad esigere che l&#8217;Autodromo di Monza faccia un sacco di quattrini, e dovremmo essere incazzati con noi stessi, e non con Ecclestone, se abbiamo un impianto fatiscente e incapace di generare profitto nonostante la sua gloriosa e leggendaria storia. È colpa di Ecclestone se i cessi dell&#8217;Autodromo sono da terzo mondo? È colpa di Ecclestone se nei box restaurati di recente, magari piove dentro? È colpa di Ecclestone se la prima impressione di chi mette piede nell&#8217;impianto è quella di un degrado generalizzato? Non credo sia colpa sua.<br />
E attenzione a pensare che i nostri avversari siano Abu Dhabi, Singapore o la new entry Azerbaijan, quella è un&#8217;altra roba, piuttosto guardiamo al grande successo dell&#8217;ultimo GP d&#8217;Austria, e al rinnovamento dell&#8217;A1 ring.<br />
Dietrich Mateschitz, patron di Red Bull, ci ha investito 200 milioni di euro, ha costruito un impianto moderno seppur ricco di storia e ha riportato la gara in F1. Sapete perché Ecclestone è contento? Perché il GP d&#8217;Austria è stato un grande successo, sono stati venduti, anzi letteralmente bruciati, 95 mila biglietti in due giorni per la sola gara, e nell&#8217;intero week end si sono registrati 235mila spettatori. Vi sembrano tanti? Lo sono, visto che Monza ne ospita la metà, ma quello che forse in pochi sanno è che sono stati “solo” 235 mila perché si è voluto limitare il numero di presenze, per assecondare le richieste di alcuni residenti e degli ambientalisti.</p>
<p>Ecco allora perché invito a riporre in un cassetto il provincialismo, emancipiamoci, e smettiamola di guardare il dito e non la luna, di avanzare critiche, accuse e ridicole richieste di dimissioni a Bernie Ecclestone; vediamo invece di pensare ad un rilancio dell&#8217;Autodromo per farci dei quattrini, vedrete che Bernie Ecclestone ne sarà felice, ma lo saremo anche noi.</p>
<p>Un circuito di Monza che sappia coniugare modernità e storia, leggenda ed efficienza, potrà rappresentare un valore aggiunto per tutta la F1, e il primo a saperlo è Ecclestone, che farà la corsa per rinnovare il contratto con noi. Pensare invece di mendicare la pietà di qualcuno, o peggio di essere sempre l&#8217;ombelico del mondo, è innanzitutto sbagliato, perché l&#8217;ombelico del mondo dei motori non è più l&#8217;Italia e non è più Monza da un pezzo. Insomma, diamoci una svegliata e rimbocchiamoci le maniche, perché se pensiamo ancora di poter vivere di rendita siamo destinati all&#8217;oblio.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2014/07/02/caro-sindaco-provincialismo-peggiore-delle-risposte-ad-ecclestone-perche-f1-dobbiamo-meritarcela/">Caro sindaco, il provincialismo è la peggiore delle risposte ad Ecclestone, perché La F1 dobbiamo anche meritarcela</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>I grillini vogliono un referendum per chiudere l’Autodromo. Salviamo Monza dalle cazzate dei 5 Stelle</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2013/12/22/i-grillini-vogliono-un-referendum-per-chiudere-lautodromo-salviamo-monza-dalle-cazzate-dei-5-stelle/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Dec 2013 14:43:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Regione Lombardia è pronta a fare la propria parte nel rilancio dell’Autodromo di Monza, volontà confermata anche da un recente ordine del giorno votato a larghissima maggioranza in Consiglio. Non si può dormire sugli allori, che in questo caso significano una lunga storia che sconfina addirittura nella leggenda; tutto bello, prezioso, necessario ma non [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2013/12/22/i-grillini-vogliono-un-referendum-per-chiudere-lautodromo-salviamo-monza-dalle-cazzate-dei-5-stelle/">I grillini vogliono un referendum per chiudere l’Autodromo. Salviamo Monza dalle cazzate dei 5 Stelle</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Regione Lombardia è pronta a fare la propria parte nel rilancio dell’Autodromo di Monza, volontà confermata anche da un recente ordine del giorno votato a larghissima maggioranza in Consiglio. Non si può dormire sugli allori, che in questo caso significano una lunga storia che sconfina addirittura nella leggenda; tutto bello, prezioso, necessario ma non sufficiente. <span id="more-1589"></span><a href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2013/12/1477163482.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft" alt="1477163482" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2013/12/1477163482.jpg" width="307" height="184" /></a>Urge quindi una politica di rilancio complessivo che dovrà per forza di cose passare anche, ma non solo, attraverso nuovi investimenti, non necessariamente soltanto pubblici. Tutti d’accordo quindi? Purtroppo no.</p>
<p>Se al loro capo, Beppe Grillo, <span style="color: #008000;"><strong><a href="http://www.giornalettismo.com/archives/789729/il-giornale-e-tutti-i-soldi-di-beppe-grillo/"><span style="color: #008000;">i bolidi e le supercar non dispiacciono</span></a></strong></span>, visto che sarebbe felice possessore di una Porsche, una Chevrolet Blazer, una Maserati, una Ferrari 308 bianca e una Ferrari Testarossa, evidentemente <span style="color: #000000; background-color: #ffd700;">i grillini sono refrattari alla passione per i motori, almeno quelli che siedono sui comodi scranni di Regione Lombardia.</span> Il Gruppo 5 Stelle, infatti, ha votato contro il documento, e al termine dei lavori d’Aula dello scorso 17 dicembre, è il brianzolo (di Bovisio Masciago) Consigliere Gianmarco Corbetta ( addirittura portavoce del Movimento 5 Stelle Lombardia, <strong><span style="color: #008000;"><a href="http://gianmarcocorbetta.it/2013/12/sullautodromo-di-monza-decidano-i-cittadini/"><span style="color: #008000;">come recita il suo Blog</span></a></span></strong>), a vergare un delirante comunicato stampa in cui da libero sfogo a fantasiose e bizzarre considerazioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>“E’ un atto scivoloso […] Non è coerente chiedere la valorizzazione del Parco e della Villa Reale e insieme il finanziamento del rilancio dell’attività della pista, il cui indotto sulla città va verificato puntualmente e con serietà”</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Apprezziamo la licenza, tutta poetica, nel descrivere un atto come “scivoloso” (anche se sfuggirà ai più il significato!?!), quelle che non possiamo più tollerare sono invece le cretinate scritte subito dopo, in rapida successione. Non sono servite, evidentemente, un secolo di corse e quasi cento anni di felice e prosperosa convivenza tra l&#8217;Autodromo e il Parco; c’è ancora qualche tizio, nel 2013, probabilmente in imbarazzo nel giustificare il suo stipendio, che arriva addirittura a mettere in dubbio il ritorno economico di cui la città di Monza, la Brianza e la Lombardia tutta, giovano grazie alla presenza del tracciato che ospita uno degli eventi più ricercati al mondo, il Gran Premio di Formula 1. <span style="color: #000000; background-color: #ffd700;">Sfuggirà a questo tal Corbetta che forse, dico forse, Monza è conosciuta nel mondo intero proprio grazie alla presenza dell’Autodromo?</span> Sfuggirà a questo tal Corbetta che i Governi di mezzo mondo, sceicchi, magnati e capi popolo vari, sono disposti a tutto pur di ospitare una tappa del “Circus” più famoso al mondo? Tutti sgomitano alla corte di Bernie Ecclestone, stanno fuori dalla porta nella speranza di poter entrare un giorno, se questi sapessero che qualche &#8220;intelligentone&#8221; vuole &#8220;verificare puntualmente e con serietà&#8221; l&#8217;eventuale indotto, si farebbero grasse risate. Purtroppo chi lo pensa rappresenta il primo partito in Italia, i 5 Stelle. Senza parlare poi di quei Paesi che non ci riescono proprio ad entrare nel calendario, e nemmeno a candidarsi, ed allora si accontentano di foraggiare qualche pilota nazionale, pur di mettere un piede nel magico mondo della F1; ho avuto modo di vedere personalmente con i miei occhi, grazie ad un amico giornalista, la fattura di 29.000.000 di sterline staccata dalla Williams, proprio per <span style="text-decoration: underline;"><strong><span style="color: #008000;"><a href="http://www.linkiesta.it/blogs/million-dollar-play/formula-1-maldonado-vince-chavez-coi-petroldollari-del-venezuela"><span style="color: #008000; text-decoration: underline;">far correre in F1 Pastor Rafael Maldonado Motta</span></a></span></strong></span>, pupillo del capopopolo venezuelano, quello che tanto infiamma i cuori della sinistra, Hugo Chavez. Insomma Corbetta, saranno tutti così imbecilli al mondo?<span style="color: #000000; background-color: #ffd700;">Saranno tutti coglioni nel fare carte false per avere la Formula uno?</span> O forse, sciur Corbetta, ti è scappata una cretinata grande come una casa? Ti sarà venuto un dubbio?</p>
<p>Ma non è finita qui, non contento così prosegue il Consigliere pentastellato:</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>“Se l’autodromo porta un indotto alla città, è altrettanto vero che impedisce alla città stessa di averne un altro, di tipo diverso, fondato sulla valorizzazione piena del patrimonio storico, artistico, culturale e paesaggistico dei veri gioielli monzesi, il Parco e della Villa. Ricordiamo difatti che questi non sono entrati tra i beni mondiali di interesse culturale dell’Unesco a causa della presenza invasiva e impattante dell’autodromo”</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ed eccola qui la “smoking gun” delle baggianate, la perla degna del Nobel alla sciocchezza! Secondo i deliri di Corbetta, il freno alla valorizzazione culturale e al rilancio turistico di Monza sarebbe da imputare proprio alla presenza dell’Autodromo all’interno del Parco. Questa sballata e superficiale analisi del Consigliere prende spunto dalle<span style="text-decoration: underline;"><strong><span style="color: #008000; text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilgiornale.it/news/villa-reale-patrimonio-dell-umanit-no-dell-unesco-l.html"><span style="color: #008000; text-decoration: underline;"> improvvide dichiarazioni rilasciate nel lontano 2009 da Françoise Rivière</span></a>,</span></strong></span> direttore generale aggiunto dell’Unesco; la signora, giusto per ricordare le dimensioni dello scivolone, paragonò l’Autodromo ad una centrale nucleare! E vabbhè, quanta pazienza. Non si può però continuare a tacere dinanzi a tali stupidaggini, buttate lì da personaggi estemporanei che utilizzano l&#8217;Autodromo per aizzare gli ultimi rimasugli di un ambientalismo fanatico ed inconcludente. <span style="color: #000000; background-color: #ffd700;">È tempo di reagire, e avere il coraggio di dire chiaramente: caro Corbetta hai detto una montagna di cazzate.</span> Punto e basta.</p>
<p>Ora lasciamo perdere per un attimo le sciocchezze, cominciamo a maneggiare dati e numeri, che hanno più valore delle prese di posizione ideologiche. Evidentemente Corbetta ignora l’esistenza di una classifica mondiale delle città più visitate, si chiama “<strong><span style="text-decoration: underline; color: #008000;"><a href="http://c15210660.r60.cf2.rackcdn.com/wp-content/uploads/2013/05/MasterCard-Global-Destination-Cities-2013-Report.pdf"><span style="color: #008000; text-decoration: underline;">Index of Global Destination Cities</span></a></span></strong>” ed è curato da MasterCard: vorremmo umilmente informare Corbetta che città come Singapore (4° posto), Dubai (7° posto), Barcellona (10° posto), Kuala Lumpur (8° posto),  Shanghai (14° posto) ospitano, ma guarda un po’, un Gran Premio di F1 e stanno nella top 20 delle città più visitate del globo. Intendiamoci, Monza deve crescere nel turismo culturale, ma lo farà anche grazie al blasone, al prestigio e alla notorietà garantita dalla presenza di un evento mondiale come il Gp di F1.</p>
<p>Ed ecco chiudere con l’ultima cretinata, il referendum per chiedere la chiusura dell’Autodromo:</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>“sulla permanenza dell’autodromo nel polmone verde di Monza, il Movimento 5 Stelle chiede che si pronuncino direttamente i cittadini con un referendum”</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Aggiorniamo Corbetta che le battaglie ideologiche dei pasdaran ambientalisti, coccolati dalla sinistra, sono iniziate tanti anni fa e i cittadini hanno avuto diverse occasioni per dimostrarsi favorevoli alla convivenza di Parco e Autodromo.<br />
<span style="color: #000000; background-color: #ffd700;">Inizi magari a fare un sondaggio alzando la cornetta del telefono e manifestando queste sue cretinate agli operatori turistici…. ci faccia sapere come la prendono!</span> Un consiglio, si armi di elmetto.</p>
<p>&nbsp;</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2013/12/22/i-grillini-vogliono-un-referendum-per-chiudere-lautodromo-salviamo-monza-dalle-cazzate-dei-5-stelle/">I grillini vogliono un referendum per chiudere l’Autodromo. Salviamo Monza dalle cazzate dei 5 Stelle</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>PARTE IL GP DI MONZA, CERCHIAMO DI MERITARCELO</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2013/09/05/parte-il-gp-di-monza-cerchiamo-di-meritarcelo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Sep 2013 11:26:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ci siamo, domani mattina inizia il lungo week-end della Formula Uno a Monza, una liturgia lunga 84 edizioni, a cavallo di due secoli, insomma un pezzo di storia, una gloria nazionale, un evento che da solo contraddistingue non solo una città, ma un territorio intero. Dalla prima edizione, datata 1922, ad oggi, tanto è cambiato; [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2013/09/05/parte-il-gp-di-monza-cerchiamo-di-meritarcelo/">PARTE IL GP DI MONZA, CERCHIAMO DI MERITARCELO</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2013/01/gp.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-822" alt="gp" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2013/01/gp.jpg" width="625" height="198" /></a></p>
<p>Ci siamo, domani mattina inizia il lungo week-end della Formula Uno a Monza, una liturgia lunga 84 edizioni, a cavallo di due secoli, insomma un pezzo di storia, una gloria nazionale, un evento che da solo contraddistingue non solo una città, ma un territorio intero.</p>
<p><span id="more-1284"></span></p>
<p>Dalla prima edizione, datata 1922, ad oggi, tanto è cambiato; il tracciato, che rimane comunque il più veloce, le auto sempre più sofisticate e potenti, il circus della F1, sempre più patinato e inaccessibile. Non è cambiata la passione dei tifosi, l&#8217;adrenalina che inizia a scorre negli appassionati al primo rombo del venerdì mattina, ha attraversato le generazioni, tramandata nel sangue, nel cuore di migliaia di spettatori “malati” incurabili della stessa malattia.</p>
<p>Dopo questi dodici mesi così travagliati per il nostro Autodromo, segnato e sconvolto dalla bufera giudiziaria, ma non solo; dopo tanti anni di promesse mancate, sogni svaniti, progetti e idee finite nel nulla, il dubbio che comincia a maturare è se davvero ci meritiamo un evento così importante, straordinario e che il mondo ci invidia. Martedì mattina, durante la consueta conferenza stampa di presentazione del Gran Premio, sono risuonati i consueti buoni propositi, evocati gli investimenti che servirebbero, la necessità di sfruttare di più e meglio l&#8217;impianto, l&#8217;idea di traslocare a Monza parte del Museo Alfa Romeo, la richiesta di un matrimonio tra Expo 2015 e Gran Premio di Monza. Bene, tutte idee positive. Bene la Regione, che ha annunciato la volontà di giocare un ruolo importante nella partita legata al futuro dell&#8217;Autodromo, sottintendendo addirittura l&#8217;intenzione di entrare direttamente nella gestione, investimenti compresi, naturalmente.</p>
<p>Il cuore è colmo di speranza, le istituzioni pronte a fare la propria parte, anche la Provincia di Monza, sempre in prima linea a difendere passato e futuro del nostro gioiello. Ecco però che lunedì inizierà la parte più difficile, quella in cui si è chiamati a tradurre le idee in fatti, i sogni in realtà, i buoni propositi in azioni concrete. Non sarà facile, perché inevitabilmente qualcuno sarà chiamato a fare un passo indietro, e non sarà dura farlo accettare. Ecco allora che dobbiamo cercare di meritarcelo il nostro futuro, tutti debbono capire che è arrivato il momento di cambiare passo, cambiare mentalità, nulla è eterno, nessuno è immortale, niente è immutabile. L&#8217;annuncio del Presidente Valli, che ha evocato l&#8217;apertura di SIAS verso nuovi investitori, pubblici e privati, è stata a suo modo coraggiosa, perché è sempre più difficile essere propensi all&#8217;inclusione e alla condivisione, quando per anni si è sempre stati abituati ad una gestione esclusiva e quasi settaria. Il Presidente Aci Angelo Sticchi Damiani, presente alla conferenza, si è limitato a registrare la dichiarazione, senza sbilanciarsi, limitandosi a sottolineare che Monza, nonostante tutto, non ha poi così tanto da invidiare ad altri circuiti. Probabilmente non ha torto, ma il mondo corre veloce, il 2016 (anno in cui scade il contratto con la FOA) è dietro l&#8217;angolo, le persone passano e sono destinate comunque a cambiare, è giunto il momento di meritarcelo davvero il Gran Premio di F1, e di onorare la nostra storia.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2013/09/05/parte-il-gp-di-monza-cerchiamo-di-meritarcelo/">PARTE IL GP DI MONZA, CERCHIAMO DI MERITARCELO</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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