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	<title>devolution - ilMonti.com</title>
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	<description>il blog di Andrea Monti</description>
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	<title>devolution - ilMonti.com</title>
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		<title>Il ridicolo Zanda. Oggi accetta la tagliola, ieri invocava l&#8217;Assemblea Costituente</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2014/07/25/ridicolo-zanda-oggi-accetta-tagliola-ieri-invocava-lassemblea-costituente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Jul 2014 09:34:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lui è uomo d&#8217;altri tempi, nato e cresciuto in un mondo in cui l&#8217;informazione viaggiava molto lenta e soprattutto aveva poca memoria. Con i suoi capelli tutti grigi che svolazzano con troppa libertà, e quell&#8217;aria sempre un po&#8217; assente, quasi svampita, di chi sembra essere in perenne stato di sorpresa, come se si domandasse: “ma [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lui è uomo d&#8217;altri tempi, nato e cresciuto in un mondo in cui l&#8217;informazione viaggiava molto lenta e soprattutto aveva poca memoria. Con i suoi capelli tutti grigi che svolazzano con troppa libertà, e quell&#8217;aria sempre un po&#8217; assente, quasi svampita, di chi sembra essere in perenne stato di sorpresa, come se si domandasse: “ma che ci faccio qui”?<br />
Purtroppo per lui, Lugi Zanda, oggi viviamo in un mondo in cui ogni dichiarazione, ogni notizia, ogni parola detta riemerge, impietosa e senza sconti a nessuno. Siamo nell&#8217;era di quel grande archivio digitale e condiviso che è la grande rete.<br />
I tipi come lui, quelli cresciuti con l&#8217;abitudine di trasformarsi in sepolcri imbiancati a seconda della propria convenienza, dimenticandosi di ciò che si era fatto e detto con la velocità di un battito di ciglia, non hanno ancora capito che la classica figura di palta, per non dire peggio, sta sempre dietro l&#8217;angolo ad attenderli. Impietosa.<br />
E il povero Luigi non impara la lezione, e continua a coprirsi di ridicolo. Non è servita la figuraccia di qualche mese fa, quando avvallò l&#8217;estromissione di due Senatori dalla commissione Affari Costituzionali, mentre dagli archivi di stampa <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/06/16/riforme-caso-mineo-quando-zanda-si-scagliava-contro-le-sostituzioni-del-pdl/1029131/">saltò fuori la sua furibonda reazione e i veementi attacchi che portò contro Schifani nel 2012 (mica due secoli prima), reo di una simile estromissione in commissione Vigilanza Rai</a>.<br />
Non conosce vergogna Luigi Zanda, e imperterrito continua a infilare una figuraccia dietro l&#8217;altra.</p>
<p style="text-align: center;"><iframe src="http://player.sky.it/external/news/50/208103" width="600" height="340" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Ieri, durante un appassionato intervento in Senato, dove fingeva di rammaricarsi per l&#8217;annuncio della famosa “tagliola” sugli emendamenti, che non permetterà di discutere pienamente in Aula la riforma della costituzione, ha dato ancora una volta il meglio di se: ha attaccato gli avversari, <a href="http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/ContentItem-181da5e2-0177-4c4f-abdf-44b7b59bb27c.html?refresh_ce">gli ha additati per aver adoperato, a detta sua, “espressioni luride”</a>, ha accusato l&#8217;opposizione di “mancanza di democrazia”. Proprio lui che difende un Presidente del Consiglio che pretende di imporre la logica del: “o si fa come dico io oppure si fa come dico io”. Ovvero quanto ci sia di più lontano dal concetto di condivisione e dibattito democratico. Ma la cosa ridicola è andare a rileggere cosa affermava Zanda quando stava dall&#8217;altra parte, ovvero quando vestiva i panni della minoranza chiamata a condividere una riforma della costituzione.<br />
Nel 2006, quando si stava per approvare la riforma costituzionale del centro destra, la famosa “Devolution”, il buon Luigi Zanda arrivò a firmare addirittura un appello a quattro mani con Mario Segni, in cui affermava:</p>
<blockquote><p>“In un tempo nel quale il senso dello Stato e la dignità delle istituzioni nazionali vengono pericolosamente calpestati, vogliamo con questo manifesto riaffermare il loro valore assoluto “</p></blockquote>
<p>Per mera convenienza, e con fiera ipocrisia, gridava allora alle istituzioni che venivano calpestate, oggi fa spallucce e anzi approva.<br />
E poi l&#8217;appello finale</p>
<blockquote><p>“le procedure di revisione della Carta costituzionale previste all&#8217;articolo 138, siano la strada maestra per la modifica di pochi e circoscritti articoli. Viceversa, ove la revisione dovesse interessare vaste parti della Costruzione ed una pluralità dei suoi istituti, riteniamo che sia necessario indire una Assemblea costituente”</p></blockquote>
<p>Avete capito bene? Non solo rivendicava il rispetto integrale del percorso di riforma della costituzione, e non la tagliola che impone oggi, ma addirittura sosteneva che tale procedura potesse valere solo per piccole modifiche. Per le grandi riforme era necessaria un&#8217;Assemblea Costituente. Oggi invece è lì a perorare la causa di chi vuole riformare l&#8217;intero sistema istituzionale in due settimane ad agosto, comprimendo addirittura il dibattito parlamentare.</p>
<p>Questo è Luigi Zanda, e probabilmente non è nemmeno colpa sua, è che lo disegnano così, senza vergogna.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2014/07/25/ridicolo-zanda-oggi-accetta-tagliola-ieri-invocava-lassemblea-costituente/">Il ridicolo Zanda. Oggi accetta la tagliola, ieri invocava l’Assemblea Costituente</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>LA COSTITUZIONE NON È LA BIBBIA, STIAMO MORENDO DI IMMOBILISMO</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2013/09/14/la-costituzione-non-e-la-bibbia-stiamo-morendo-di-immobilismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Sep 2013 17:21:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[il Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[138]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quirinale, 25 aprile 2006, anniversario festa della liberazione, il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi scolpisce nella storia queste parole:”La Costituzione è stata e rimane la mia bibbia civile”. Pochi mesi dopo, il 25 e 26 giugno 2006, solo un cittadino italiano su due si recò alle urne per votare il referendum sulla grande riforma [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft" alt="" src="http://cultura.biografieonline.it/wp-content/uploads/2012/10/costituzione-italiana.jpg" width="324" height="364" /></h1>
<p>Quirinale, 25 aprile 2006, anniversario festa della liberazione, il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi scolpisce nella storia queste parole:<span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #993300;"><a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2006/06_Giugno/16/ciampi.html"><span style="color: #993300; text-decoration: underline;">”La Costituzione è stata e rimane la mia bibbia civile”</span></a></span></span>. Pochi mesi dopo, il 25 e 26 giugno 2006, solo un cittadino italiano su due si recò alle urne per votare il referendum sulla grande riforma costituzionale, la Devolution; il 61,32% di loro voto “NO” al cambio della carta e la “bibbia” civile non venne riformata. Il parallelismo con il testo religioso, scelto da Ciampi probabilmente per rimanere nel solco di quella retorica spinta a cui è abituato l&#8217;ambiente quirinalizio, non sembrerebbe dei più felici, seppur innegabilmente ad effetto. Accostamento infelice, proprio perché starebbe ad evocare, anche in politica, gli scontri, le guerre e le divisioni religiose scaturite proprio dalle diverse interpretazioni del Testo Sacro .<span id="more-1306"></span></p>
<p>Non stupiamoci quindi nel leggere le cronache di questi giorni, con i soliti mujāhidīn della Costituzione impegnati nella guerra totale ad ogni tentativo, seppur piccolo, di modifica della “bibbia” civile. La modifica dell&#8217;art.138 in fondo è poca cosa; è vero riduce i tempi del doppio passaggio da 90 a 45, garantendo però  la possibilità di indire un referendum confermativo anche se la modifica venisse approvata dai due terzi del Parlamento. Trovare cinque Consiglieri Regionali che firmino per la richiesta del Referendum non è poi una grande cosa, o un quinto dei Parlamentari o in ultima istanza basterebbero 500.000 firme e la parola ultima, sulla “bibbia” civile passerebbe agli elettori.</p>
<p>La verità è che la nostra Carta ha un estremo bisogno di essere riformata, soprattutto nella sua seconda parte. La difesa oltranzista e scellerata, portata avanti da questi pasdaran della Costituzione, ha in realtà diminuito l&#8217;efficacia democratica delle nostre istituzioni e per accorgersene non serve la preparazione e la statura di un costituzionalista.</p>
<h3>BICAMERALISMO PERFETTO</h3>
<p>L&#8217;anacronistico bicameralismo perfetto (che la Devolution della Lega aveva abolito), difeso a oltranza per non intaccare il ruolo di Senato e Camera, ha spinto ad una continua legiferazione attraverso lo strumento della decretazione d&#8217;urgenza. Ormai il Parlamento non fa altro che ratificare Decreti del Governo, spogliato da ogni possibilità di incidere, si approvano di fatto solo provvedimenti approvati tra le quattro mura di un Consiglio dei Ministri e, ciò che è peggio, scritti e decisi dagli oscuri burocrati che popolano i vari dicasteri. Il popolo sovrano? Totalmente assente nel processo legislativo.</p>
<h3>DIMINUZIONE DEI PARLAMENTARI</h3>
<p>Da anni si levano voci, grida e appelli volti a smagrire il peso, forse eccessivo numericamente, dei parlamentari in Italia. La Devolution della Lega tagliava 172 Parlamentari, ma come detto, fu bocciata e ogni difesa della Carta ad oltranza agevola chi in realtà non vuole tagliare nulla.</p>
<h3>SEMI PRESIDENZIALISMO</h3>
<p>Le critiche più forti, da parte dei pasdaran della “bibbia” civile, alla Devolution, furono rivolte all&#8217;introduzione del Semi Presidenzialismo, che avrebbe rappresentato l&#8217;anticamera di una nuova dittatura (?!?), e comunque avrebbe dato troppo potere al Premier. Il risultato sta nelle cronache di questi ultimi anni; il Presidente della Repubblica Napolitano ha disposto come ha voluto vecchi e nuovi Governi, lavorando per portare alle dimissioni il Governo Berlusconi e spendendosi in prima persona per insediare un Governo fatto di tecnici, con a capo Mario Monti, che ha buttato in picchiata il Paese dentro il vortice di una crisi che appare senza fine. Ancora ha manovrato per portare PD e PDL al Governo insieme, sostenendo un Premier Letta che non riesce a decidere nulla e somministra aspirine ad un malato terminale. Questa è la difesa della democrazia?</p>
<p>Peccato siano scesi così velocemente dal tetto i dodici Parlamentari grillini, forse avrebbero dovuto meditare di più sul valore e l&#8217;obiettivo della loro difesa ad oltranza della Carta, che rischia di tradursi soltanto in una vittoria di chi non vuole cambiare nulla.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2013/09/14/la-costituzione-non-e-la-bibbia-stiamo-morendo-di-immobilismo/">LA COSTITUZIONE NON È LA BIBBIA, STIAMO MORENDO DI IMMOBILISMO</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Italia, un paese che ha paura di cambiare. Quando il treno passa non siamo mai in stazione, ma a lamentarci</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2013/02/21/italia-un-paese-che-ha-paura-di-cambiare-quando-il-treno-passa-non-siamo-mai-in-stazione-ma-a-lamentarci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Feb 2013 12:49:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; L&#8217;Italia è una Paese che ha paura di cambiare. Sembriamo condannati al lamento eterno, ed ogni volta che il treno del cambiamento passa e si ferma, noi non siamo in stazione, pronti a salirci, siamo altrove. Nel 1996, prima della nascita dell&#8217;euro, la Lega Nord denunciava il rischio di costruire un&#8217;Europa frutto dell&#8217;unione a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="aligncenter" alt="" src="http://www.sconfinare.net/wp-content/uploads/3.jpg" width="478" height="318" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;Italia è una Paese che ha paura di cambiare. Sembriamo condannati al lamento eterno, ed ogni volta che il treno del cambiamento passa e si ferma, noi non siamo in stazione, pronti a salirci, siamo altrove.<span id="more-918"></span><br />
<strong>Nel 1996</strong>, prima della nascita dell&#8217;euro, la Lega Nord denunciava il rischio di costruire un&#8217;Europa frutto dell&#8217;unione a freddo dei diversi Stati, con economie e mercati profondamente diversi. Umberto Bossi avvisava del pericolo che un giorno a comandare fosse un élite di tecnocrati: «ci imporranno la legge finanziaria inviandola via fax» profetizzava. Proprio così è accaduto, con la lettera dell&#8217;estate 2011, che l&#8217;Europa ha inviato al Governo Italiano.<br />
Proponevamo l&#8217;euro a due velocità, il ridisegno dell&#8217;Europa sui confini delle nazioni, piuttosto che degli Stati. Inascoltati arrivammo a dichiarare l&#8217;indipendenza della Padania, atto forte, coraggioso, forse disperato, nel vano tentativo di salvare le nostre imprese e la nostra gente da un disastro annunciato. Il popolo ebbe paura, non volle cambiare; subimmo l&#8217;euro. Consolazione: avremmo poi vinto i mondiali di calcio. Bhe, non siamo contenti?</p>
<p><strong>Nel 2001</strong> si aprì una nuova fase della storia della Lega Nord, accordo elettorale con il centro destra e arrivammo al governo con un programma preciso di riforma costituzionale. Sul prato di Pontida decidemmo di riporre lo spadone, e intraprendere la via del riformismo; dalla secessione alla devolution.<br />
La Lega, seppur debole avendo raccolto solo il 3,94%, dopo cinque anni di lunghe trattative, riuscì ad approvare la riforma, <span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="http://www.sitiarcheologici.palazzochigi.it/www.governo.it/maggio%202006/www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/devolution/index.html">pubblicata il 18 novembre 2005 sulla Gazzetta Ufficiale.</a></strong></span><br />
Finalmente, con grave ritardo, l&#8217;Italia compiva un passo verso la modernità. Cosa prevedeva la riforma? In sintesi: abolizione del bicameralismo perfetto, con la creazione del Senato Federale, riduzione Consistente del numero dei Parlamentari, 172 in meno. E poi ancora, snellimento nell&#8217;iter di approvazione delle leggi, assegnazione di ampi poteri alle Regioni, aumentando autonomia e responsabilità anche nella gestione delle risorse.<br />
Tutto questo era già legge, approvata. La parola passò poi agli elettori, chiamati a confermare la riforma attraverso un referendum; ed ecco di nuovo la paura, il treno passa, la stazione è vuota. Gli Italiani, sempre in prima fila quando c&#8217;e da lamentarsi, disertano le urne, lasciando il campo alla parte del paese più politicizzata, che per cieca ideologia affondò tutta la riforma, cancellandola.</p>
<p>Intanto i problemi del paese, ben lontani dall&#8217;essere risolti, si inasprivano.<br />
<strong>Solo nel 2008</strong> la Lega riesce a tornare al governo, ed ecco la terza occasione per cambiare il Pase; questa volta si chiama &#8220;federalismo fiscale&#8221;. La maggioranza è politicamente e numericamente forte, l&#8217;apprezzamento per l&#8217;operato è alto, nonostante la crisi, stravinciamo le elezioni amministrative nel 2010, unico governo europeo in controtendenza.<br />
La riforma corre veloce e spedita, troppo veloce per qualcuno. Nell&#8217;estate 2010, ad un passo dal coronamento di una svolta epocale per il paese, finalmente si poneva un primo argine agli sprechi e all&#8217;assistenzialismo, ecco la paura che torna. Questa volta ha un nome e cognome: Gianfranco Fini. Il voltagabbana si sfila dalla maggioranza, toglie l&#8217;appoggio, chiamato a difendere il meridionalismo nella sua forma più becera, quella del bieco assistenzialismo che tiene sotto scacco le energie di un sud che, al contrario, vuole finalmente svoltare. Tutto il resto è cronaca di contorno: la speculazione, lo spread, Ruby, i processi. Sono le armi buone per fermare il cambiamento. Ancora una volta, il treno passa, la stazione è vuota.</p>
<p><strong>E arriviamo a queste elezioni alle porte</strong>. In questi dodici mesi i nemici della Lega hanno colpito duro, mirando a imperdonabili debolezze, presunti scandali, sempre ingigantiti ad arte. L&#8217;obiettivo era uccidere, soffocare, annientare, questi cocciuti e testardi soldati del cambiamento. Noi siamo vivi e offriamo un&#8217;altra possibilità di cambiamento.<br />
L&#8217;abbiamo resa ancora più semplice, più efficace: teniamo il 75% delle nostre tasse, eliminiamo lo spreco alla fonte, tagliando il fiume che lo alimenta.<br />
Questo è il senso del voto dato oggi alla Lega, cambiare, soffocare i parassiti di stato, avere ancora una speranza di sopravvivenza. Ma di quale egoismo ci accusano? Dobbiamo salvare le nostre imprese, la nostra capacità produttiva, o sarà tutto perduto, anche per chi vive sulle nostre spalle. Dobbiamo dare un senso al futuro di migliaia di giovani, o sarà la fine. Per tutti.<br />
Io non ho paura di Grillo, piuttosto ho paura dell&#8217;occasione che puo farci perdere. Il Movimento 5 stelle è un piatto gustoso per una paese giustamente affamato di protesta. La risposta a chi si nutre di solo lamento. Vuole eliminare i politici, ma alla fine eleggerà i suoi, promette di eliminare i commercialisti e magari togliere le tasse; e ancora dare uno stipendio a chi non lavora e poi internet gratis per tutti. Come può essere possibile tutto ciò, se non si parla di cambiare l&#8217;assetto di uno stato che non fa altro che sprecare?<br />
Certo prenderà un sacco di voti, la gente è arrabbiata, verrà masticato, digerito e poi sputeremo il nocciolo, pronti già a lamentarci per ciò che non è stato e poteva essere. In attesa del prossimo Grillo.<br />
La domanda non è se sia giusto o meno votare Grillo, la domanda è: possiamo ancora permetterci di perdere l&#8217;ennesima possibilità di cambiamento?</p>
<p>Il treno passa domenica e lunedì, la stazione è la cabina elettorale, voi ci sarete questa volta? Io si, e voterò per la mia terra, la mia gente, il mio futuro. Voterò Lega Nord.</p>
<p>&nbsp;</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2013/02/21/italia-un-paese-che-ha-paura-di-cambiare-quando-il-treno-passa-non-siamo-mai-in-stazione-ma-a-lamentarci/">Italia, un paese che ha paura di cambiare. Quando il treno passa non siamo mai in stazione, ma a lamentarci</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>SCALFARO, IL PEGGIOR PRESIDENTE DI SEMPRE</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2012/01/30/scalfaro-il-peggior-presidente-di-sempre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 12:08:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[devolution]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Probabilmente potrebbe essere definito, con più di una ragione, il peggior presidente della repubblica italiana. Oscar Luigi Scalfaro fatica a trovare un plauso unanime perfino all’indomani della sua morte, questa è forse la riprova più forte e tangibile di quanto sia riuscito a dare spesso e volentieri il peggio di se, nonostante di occasioni ne [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Probabilmente potrebbe essere definito, con più di una ragione, il peggior presidente della repubblica italiana. Oscar Luigi Scalfaro fatica a trovare un plauso unanime perfino all’indomani della sua morte, questa è forse la riprova più forte e tangibile di quanto sia riuscito a dare spesso e volentieri il peggio di se, nonostante di occasioni ne abbia avute, essendo stato eletto deputato ininterrottamente dal 1942 al 1992, e poi presidente e quindi senatore a vita.</p>
<p>A sua discolpa solo la prova dura a cui la vita l’ha sottoposto da giovanissimo, vedendo morire la sua sposa proprio nel dare alla luce l’amata figlia Marianna, il 27 novembre 1944.</p>
<p><span id="more-28916"></span></p>
<p>Tre episodi negativi segnano il perimetro di una vita politica di cui nulla condivido, per quel che conta naturalmente:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8211;       fa di tutto per essere inserito in qualità di tecnico prima e di PM poi nei tribunali speciali, in cui fu parte attiva in diverse condanne a morte (IO SONO CONTRARIO ALLA PENA DI MORTE, SOPRATTUTTO SE SOMMARIA)</p>
<p>&#8211;       la vicenda SISDE, che avrebbe fatto urlare all’indecenza morale chiunque (TRANNE IL NOSTRO PRES CHE NON HA MANCATO DI SOTTOLINEARNE LA MORALITA’)</p>
<p>&#8211;       il volersi schierare per il no alla devolution, l’unica vera, grande ed epocale riforma che abbia interessato lo stato italiano dalla sua costituzione (E CHI TRADISCE IL NORD IO FATICO A DIMENTICARLO)</p>
<p>evitiamo di considerare l&#8217;episodio dello schiaffo per la scollatura&#8230;</p>
<p>se a voi piace… dite la vostra… una preghiera poi, non la si nega a nessuno, sia chiaro</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2012/01/30/scalfaro-il-peggior-presidente-di-sempre/">SCALFARO, IL PEGGIOR PRESIDENTE DI SEMPRE</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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