<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>congresso - ilMonti.com</title>
	<atom:link href="https://www.ilmonti.com/tag/congresso/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.ilmonti.com</link>
	<description>il blog di Andrea Monti</description>
	<lastBuildDate>Thu, 18 Jan 2024 08:32:42 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>

<image>
	<url>https://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2024/01/Progetto-senza-titolo-2-150x150.png</url>
	<title>congresso - ilMonti.com</title>
	<link>https://www.ilmonti.com</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">63899545</site>	<item>
		<title>Cara Lega, ripartiamo dai militanti, dall’identità e dal progetto</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2022/09/26/cara-lega-ripartiamo-dai-militanti-dallidentita-e-dal-progetto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Sep 2022 14:53:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[congresso]]></category>
		<category><![CDATA[lega]]></category>
		<category><![CDATA[militanti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilmonti.com/?p=33146</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dobbiamo partire ricostruendo quel legame e quella fiducia con la nostra base, composta da valorosi militanti e infaticabili amministratori. Sono loro che ci chiedono di ripartire dai congressi, ascoltiamoli</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2022/09/26/cara-lega-ripartiamo-dai-militanti-dallidentita-e-dal-progetto/">Cara Lega, ripartiamo dai militanti, dall’identità e dal progetto</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong><em>Dobbiamo partire ricostruendo quel legame e quella fiducia con la nostra base, composta da valorosi militanti e infaticabili amministratori. Sono loro che ci chiedono di ripartire dai congressi, ascoltiamoli</em></strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://ilmonti.com/wp-content/uploads/2022/09/MILITANTI-1024x576.png" alt="" class="wp-image-33147"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La notte del 25 settembre 2022 è stata per molti di noi, militanti Lega di nuovo e vecchio corso, un momento amaro e a tratti drammatico. In piedi, dentro o fuori i seggi, assistevamo allo spoglio delle schede, con l’orecchio teso verso le TV che snocciolavano prima gli exit pool, poi le proiezioni, infine i dati reali.<br>La gioia per la grande vittoria del centro destra, davvero strabordante, ha ceduto subito spazio alla ferita più grande: il risultato della nostra Lega, negativo oltre alle difficili aspettative. E noi militanti eravamo lì, in un momento che poteva essere di gioia politica, a masticare amaro.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando si passa dal 34,33% all’8,8% in un amen di trentasei mesi, il disorientamento della base è il minimo che possa capitare.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">A questo punto, fare finta di nulla, continuare come se nulla fosse e attendere le prossime regionali, è davvero la scelta migliore? Io credo di no. Sarebbe innanzitutto ingiusto e poco rispettoso per le migliaia di militanti che in Lega ci sono da decenni e da decenni si impegnano, spesso senza nulla chiedere alla Lega. Lo hanno fatto anche in questa campagna elettorale, supportando i nostri candidati sul territorio. Alcuni sono stati eletti, altri no. Ma i militanti si sono impegnati tutti.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Io credo che dobbiamo una risposta alla grande famiglia politica della Lega, ai nostri militanti, ai nostri amministratori che formano quella classe dirigente locale che tutti ci invidiano. Dobbiamo ascoltarli, perché questo ci stanno chiedendo un po’ tutti in queste ore. Dobbiamo farlo ora, senza timori, senza perdere tempo, organizzarci e prepararci al meglio alla grande sfida che ci vedrà impegnati per rinnovare il governo della nostra Lombardia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché la Lombardia non è una regione come le altre. La Lombardia vale uno stato, con i suoi dieci milioni di abitanti e il suo sistema produttivo che genera quasi un quarto del PIL nazionale. La Lombardia è speciale e merita di essere governata da persone che la amano davvero, che si impegnano e combattono per difenderla da chi la vorrebbe per sempre schiava e mucca da mungere. Noi abbiamo promesso di farlo, non possiamo arrenderci.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Zaia in queste ore ha citato Rousseau, che sosteneva come<strong><em> &#8216;il popolo ti delega a rappresentarlo, quando non lo rappresenti più ti toglie la delega&#8217;.</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">In Lombardia, come in Veneto, il popolo ci ha punito in questa tornata elettorale, relegandoci a percentuali che mai avremmo immaginato. Gli elettori ci hanno alzato un cartellino giallo, ci hanno ammonito.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco perché dobbiamo urgentemente ritrovare la nostra identità politica,&nbsp; ricostruire quel progetto politico capace meglio di altri di rappresentare e valorizzare le aree più dinamiche del nostro Paese. Non è egoismo il nostro, non è un togliere a qualcuno e non ci dobbiamo vergognare.<br></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per farlo dobbiamo partire ricostruendo quel legame e quella fiducia con la nostra base, composta da valorosi militanti e infaticabili amministratori. Sono loro che ci chiedono di ripartire dai congressi, congelati causa covid ormai da troppo tempo. Sono momenti belli, rigenerativi, un normale esercizio democratico di confronto di cui nessuno dovrebbe avere timore.<br>Ascoltiamo e diamo voce ai nostri militanti e torneremo ad essere forti insieme a loro.&nbsp;</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2022/09/26/cara-lega-ripartiamo-dai-militanti-dallidentita-e-dal-progetto/">Cara Lega, ripartiamo dai militanti, dall’identità e dal progetto</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">33146</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Il Congresso l&#8217;ha vinto la Lega. Rimangono Lega Nord e Padania</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2017/05/23/congresso-lha-vinto-la-lega-rimangono-lega-nord-padania/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 May 2017 08:33:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[articolo 1]]></category>
		<category><![CDATA[congresso]]></category>
		<category><![CDATA[lega nord]]></category>
		<category><![CDATA[padania]]></category>
		<category><![CDATA[parma]]></category>
		<category><![CDATA[secessione]]></category>
		<category><![CDATA[statuto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilmonti.com/?p=4810</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un congresso che ha deluso i più esagitati, quelli che tifavano per rivoluzioni e trasformazioni radicali. Rimane la Lega Nord, rimane la Padania, rimane l&#8217;art. 1 dello Statuto E dopo il 21 maggio, incredibilmente, venne anche il 22 maggio. Il mondo non è finito. Tastiamoci e diamoci un pizzicotto, giusto per capire se esistiamo ancora. [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2017/05/23/congresso-lha-vinto-la-lega-rimangono-lega-nord-padania/">Il Congresso l’ha vinto la Lega. Rimangono Lega Nord e Padania</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><em>Un congresso che ha deluso i più esagitati, quelli che tifavano per rivoluzioni e trasformazioni radicali. Rimane la Lega Nord, rimane la Padania, rimane l&#8217;art. 1 dello Statut</em>o</h2>
<p><a href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2017/05/IMG_1133-1.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-4812" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2017/05/IMG_1133-1.jpg" alt="congresso" width="1024" height="768" /></a></p>
<p>E dopo il 21 maggio, incredibilmente, venne anche il 22 maggio. Il mondo non è finito. Tastiamoci e diamoci un pizzicotto, giusto per capire se esistiamo ancora. Si, ci siamo. Dopotutto era solo un congresso, ed è stato solo e semplicemente un congresso, come io auspicavo qualche <a href="http://www.ilmonti.com/favore-solo-un-congresso/">giorno fa</a>.</p>
<p>Probabilmente ci sarà qualcuno che è rimasto deluso, giusto quelli che dietro ad una tastiera hanno ringhiato per giorni con la bava alla bocca. Gente perlopiù che alla Lega non paga nemmeno una tessera. Lo hanno fatto per giorni, esortando qualcuno a far accadere qualche cosa. Hanno sperato in qualche scissione, si sono eccitati all’idea di nuove espulsioni, qualcuno preparava già la trasformazione del movimento. Non è accaduto nulla di tutto questo, e ora dovranno asciugarsi la bava alla bocca. Speriamo solo che lo facciano presto, evitando di sbrodolare ancora i loro inutili anatemi e le bizzarre idee su cosa, secondo loro, dovrebbe diventare la Lega Nord.</p>
<h3>STATUTO, NOME E SIMBOLO NON CAMBIANO</h3>
<p>A conti fatti, e a ben vedere, quel congresso che per qualcuno avrebbe dovuto rappresentare chissà cosa e chissà che, ha cambiato ben poco. Non vi sono state modifiche al nostro <a href="http://www.leganord.org/phocadownload/ilmovimento/statuto/Statuto.pdf">statuto</a>, e per la verità nessuno ha nemmeno osato presentarle.</p>
<p>Insomma la Lega lascia immutate le proprie finalità, stampigliate chiaramente nel tanto vituperato articolo 1:</p>
<blockquote><p>Lega Nord per l’Indipendenza della Padania” è un movimento politico confederale costituito in forma di associazione non riconosciuta che ha per finalità il conseguimento dell’indipendenza della Padania attraverso metodi democratici e il suo riconoscimento internazionale quale Repubblica Federale indipendente e sovrana</p></blockquote>
<p>Così come nessuna proposta di modifica di nome e simbolo è pervenuta. La Lega Nord rimane Lega Nord, il nostro glorioso Alberto rimane a difenderci con la spada sguainata, accompagnato dal fiero Leone di San Marco.</p>
<p>Qualcuno potrà obiettare che la linea politica non è più secessionista. Vero. Del resto non lo era già da molti anni. Quale novità allora? La novità è che a dispetto di mugugni, perplessità ed esplicite richieste di stralcio, l’articolo 1 rimane intatto, così come la finalità del movimento. La più grande novità è che noi siamo ancora quelli che puntano alla Padania indipendente, e non è una cosa da poco. Poi ci sono le tattiche, strategie e strumenti, e quelle saranno scelte da chi è stato chiamato a ricoprire il ruolo di Segretario Federale.</p>
<h3>IL SEGRETARIO NON CAMBIA E BOSSI NON SE NE VA</h3>
<p>La leadership di Salvini non è mai stata messa in discussione, per la verità nemmeno dallo stesso Gianni Fava, suo antagonista nelle primarie interne. La candidatura alternativa segnava la necessità di alcuni, che rappresentano oggi una minoranza significativa, di tenere il punto fermo sulla questione settentrionale e sulla priorità del tema della libertà dei nostri popoli, che sono profondamente diversi e distanti da altri che popolano la penisola italica.</p>
<p>Questo, in sintesi, è stato anche il cuore dell’intervento di Umberto Bossi, applaudito in diversi punti, omaggiato e rispettato dalla maggioranza dei congressisti e delegati. Ha ribadito che non lascerà la Lega, ricordando però che a lui interessa una Lega che continui a battersi contro Roma, il centralismo italiano e per la libertà della Padania. Ha ricordato la necessità di «aprirsi come una margherita», affrontando la lenta perdita di chi per mille motivi si è allontanato in questi anni. Intervento lucido, chiaro e diretto.</p>
<p>Certo, qualche sciocco ha tentato di rovinare tutto lanciando qualche fischio, probabilmente fischi di frustrazione, di quelli che credevano che la Lega dovesse trasformarsi in qualcosa d’altro, e sono stati delusi. Alla fine l’operazione non è riuscita e sono ritornati in fretta composti e mansueti non appena il Presidente Giorgetti ha richiamato tutti al silenzio.</p>
<h3>CHI HA VINTO IL CONGRESSO?</h3>
<p>Alla fine a vincere il Congresso è stata la Lega Nord. Quella Lega che a dispetto di tutto e di tutti resiste negli anni, come fosse immortale, resistendo ad ogni attacco e ad ogni desiderio di trasformazione e annientamento. E questa è la più bella vittoria, ripartiamo da qui.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2017/05/23/congresso-lha-vinto-la-lega-rimangono-lega-nord-padania/">Il Congresso l’ha vinto la Lega. Rimangono Lega Nord e Padania</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">4810</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Per favore, solo un congresso</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2017/05/11/favore-solo-un-congresso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 May 2017 16:38:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[candidati]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[congresso]]></category>
		<category><![CDATA[fava]]></category>
		<category><![CDATA[lega nord]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[salvini]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilmonti.com/?p=4807</guid>

					<description><![CDATA[<p>Qualcuno dovrebbe tirare il freno, si rischia di svegliarci il 22 con troppe ferite insanabili C’è in giro un clima che non è per niente buono tra noi. Tra noi militanti, tra noi leghisti e tra noi padani. Non so perché alla fine va sempre a finire così. Potrebbe essere che noi non siamo poi [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2017/05/11/favore-solo-un-congresso/">Per favore, solo un congresso</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;"><em>Qualcuno dovrebbe tirare il freno, si rischia di svegliarci il 22 con troppe ferite insanabili</em></h3>
<p><a href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2017/05/16411b82-5c95-44f8-ac29-f0d7780e9a17_large.png"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-4808 size-large" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2017/05/16411b82-5c95-44f8-ac29-f0d7780e9a17_large-1024x514.png" alt="congresso" width="1024" height="514" /></a></p>
<p>C’è in giro un clima che non è per niente buono tra noi. Tra noi militanti, tra noi leghisti e tra noi padani. Non so perché alla fine va sempre a finire così. Potrebbe essere che noi non siamo poi tanto abituati a congressi con più candidati, sarà che non siamo abbastanza maturi, certo non riusciamo proprio ad imparare dai nostri errori. In queste ore, dove ci si sfida a suon di selfie, post violenti e meme vari, dovremmo domandarci se sia davvero necessario ridurci a queste cose? Lo è? Non credo.</p>
<p>E non serve fare l’analisi speciosa per capire chi avrebbe iniziato per primo. Non siamo all’asilo e poi non c’è mai uno che inizia per primo in queste cose.</p>
<p>L’unica cosa certa è che questo è un film che si ripete, tutte cose già viste, con gli attori che si scambiano i ruoli, con tante cose dette e fatte, di cui poi qualcuno se ne vergognerà o se ne pentirà. Perché è già successo. Fidati. Poi inutile rammaricarsi il giorno dopo, il mese dopo o l’anno dopo. Pensarci prima? Eddai. Se poi ci si illude che tutto finirà lunedì 22 maggio, o si è ingenui o si è in malafede. Non finirà tutto il 22 maggio. Da lunedì inizierà a covare la frustrazione, la rivalsa, il malessere. Succede così quando si avvelenano dei rapporti e quando ci si mette di impegno a esacerbare inutilmente gli animi. Dopo è difficile cancellare e superare. Dopo è difficile ritrovarsi come comunità, a mettere manifesti insieme, a distribuire volantini la settimana successiva per le elezioni dell’11 giugno. Dopo continui a vedere il nemico tra i tuo fratelli, e qualcuno come nelle migliori faide attende solo la vendetta. Succede così quando si vive un congresso come una battaglia, una guerra, un duello, o più banalmente una finale di Champion’s League. Io sono del Milan, tu dell’Inter, l’altro della Juve. E allora scambiamoci insulti e diamoci botte. Perché la cosa che fa rabbia non è tanto l’asprezza e la durezza del confronto, che può anche starci se è un confronto acceso tra tesi e linee politiche diverse. Ma qui non c’è niente di tutto questo. La maggior parte dei militanti non conosce nemmeno i programmi dei candidati, anche perché dove e come potrebbero leggerli? Dove e come sono stati illustrati? Tutto si riduce ad uno scontro tra fazioni, tra bande, tra squadre, che tra l’altro leggendo alcuni post sembrano più squadracce. Io penso che qualcuno dovrebbe tirare il freno, qualcuno che conta, qualcuno che può farlo. Perché stiamo scegliendo tra due leghisti e perché siamo tutti della Lega. E soprattutto perché altrimenti dopo le ferite è difficile rimarginarle. Molto difficile. Svolgiamo un Congresso, solo un Congresso, altrimenti il 22 sarà l’inizio della fine. E voglio sperare e credere che nessuno si ponga questo come obiettivo.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2017/05/11/favore-solo-un-congresso/">Per favore, solo un congresso</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">4807</post-id>	</item>
		<item>
		<title>La Lega e la svolta nazionale</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2015/06/19/la-lega-e-la-svolta-nazionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2015 13:52:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[congresso]]></category>
		<category><![CDATA[federalismo]]></category>
		<category><![CDATA[lega nord]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilmonti.com/?p=3267</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sabato si svolgerà il Congresso straordinario della Lega Nord, stranamente e per la prima volta a porte chiuse, con l’accesso solo per i delegati. Io non sono delegato, quindi non ci potrò essere. Peccato, perché come tanti militanti ho sempre cercato di non perdermene uno di congresso. Come quello del febbraio 1995, ci arrivai in [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2015/06/19/la-lega-e-la-svolta-nazionale/">La Lega e la svolta nazionale</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignleft size-large wp-image-3268" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2015/06/primo.congresso.lega_.nord_.1991faceb-ook-1024x619.jpeg" alt="primo.congresso.lega_.nord_.1991faceb-ook" width="1024" height="619" /></p>
<p>Sabato si svolgerà il Congresso straordinario della Lega Nord, stranamente e per la prima volta a porte chiuse, con l’accesso solo per i delegati. Io non sono delegato, quindi non ci potrò essere. Peccato, perché come tanti militanti ho sempre cercato di non perdermene uno di congresso. Come quello del febbraio 1995, ci arrivai in stampelle con un femore operato solo una manciata di settimane prima. Era un congresso importante, reduci dal ribaltone i militanti spaesati cercavano conforto e speranza nelle parole del segretario. Il Capo lo sapeva bene, ci conosceva, eravamo sue creature e le prime parole del <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.leganord.org/phocadownload/ilmovimento/Presidente_Federale/discorsi_assemblee/1995_12febbraio.pdf">suo storico intervento</a></span> furono tutte per noi. Ci elettrizzarono:</p>
<blockquote><p>Cari militanti,<br />
è in momenti difficili che si valuta la forza degli animi e degli uomini. Io tengo a dirvi subito che noi siamo venuti a questo Congresso non per armistizio o, peggio, per arrenderci.<br />
Per la Lega, bandiera bianca mai!</p>
<h5>Umberto Bossi, Milano &#8211; Palatrussardi 12 Febbraio 1994</h5>
</blockquote>
<p>I Congressi servono anche a questo, un momento per confrontarsi e chiarire una linea politica, una nuova strategia, serrare le fila e rinvigorire lo spirito delle truppe. Non è come un raduno o un semplice comizio, il Congresso è una cosa diversa ed è un peccato non essere riusciti a coinvolgere tutti i nostri militanti.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">UN CONGRESSO DALLA PORTATA STORICA</span><br />
</strong></p>
<p>A dispetto della poca attenzione mediatica, a parte qualche trafiletto qua e la, la giornata segnerà probabilmente una svolta importante nella storia della Lega Nord. La Lega Nord si trasformerà in associazione politica, includendo a se le nuove associazioni regionali, che verranno fondate proprio sabato. Verrà poi modificato l’art. 2 dello Statuto, all’apparenza una modifica semanticamente banale, ma che racchiude in se un grande valore politico. Da lunedì il Consiglio Federale della Lega Nord, senza passare attraverso un Congresso e con una semplice delibera, potrà aprire nuove “Nazioni”, che nella struttura federale della Lega equivalgono ad un livello regionale. La Lega Nord è frutto dell’unione in federazione dei diversi movimenti autonomisti che popolano la Padania (Lega Lombarda, Liga Veneta, Lega Piemont ecc.), e che costituiscono appunto le “nazioni” della Lega Nord. Da domani diventeremo così un movimento un po’ più uguale agli altri, più normale, in cui sarà possibile di fatto aprire nuove delegazioni regionali, senza che queste rappresentino un movimento autonomista già esistente. Ma quali nuove “nazioni” si potranno aprire? La Padania è già ampiamente coperta e rappresentata nella struttura della Lega Nord, quindi è palese come questa modifica voglia probabilmente agevolare l’apertura di nuove “nazioni” al Sud: Campania, Puglia, Calabria, Sicilia ecc.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>LA SVOLTA NAZIONALE NON È UNA NOVITÀ</strong></span></p>
<p>È la svolta nazionale che sta vivendo la Lega Nord, in forte espansione nei sondaggi, che si è posta l’obiettivo di raccogliere i voti anche al Sud Italia. Per fare cosa? In linea teorica per raggiungere l’indipendenza della Padania, visto che rimarrà immutato l’attuale fine statutario della Lega Nord sancito dall’art. 1; in realtà sappiamo però che il successo elettorale odierno è legato fondamentalmente al tema degli immigrati e in misura minore ai Rom. Così veniamo percepiti soprattutto al Sud, ma in buona parte ormai anche al Nord.</p>
<p>Molti vedono questa svolta come una novità, alcuni come un’opportunità altri un sacrilegio, una violazione delle sacre scritture leghiste. Hanno tutti un po’ ragione e un po’ torto, anche se credo che in realtà si inganni chi creda che tutto questo rappresenti davvero una novità per la Lega Nord. Non mi riferisco certo alle fallimentari esperienze della Lega Ausonia o della Lega Italia Federale, che non hanno avuto alcuna rilevanza o incidenza storica, né tantomeno successo elettorale.</p>
<p>Pensandoci bene, il dato politico di questi ultimi 20 anni è che la Lega Nord ha già tentato di raggiungere l’obiettivo autonomista e federalista attraverso una strategia “nazionale”, anche se non nazionalista, almeno in tre occasioni. La prima nel 1994, con la breve parentesi del primo Governo Berlusconi, e poi ancora nei governi di centro destra del 2001 e del 2008. Sia prima, ma soprattutto dopo la parentesi secessionista, la Lega ha cercato di riformare lo Stato in senso federalista battendo la via del governo nazionale, conquistato raccogliendo consenso anche al Sud, attraverso una coalizione. Risultati? Purtroppo scarsi, sempre per colpa di un Sud che ha ostacolato ogni tentativo di cambiamento.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>ORA È DIVERSO? </strong></span></p>
<p>In cosa questa nuova avventura sarebbe diversa? Oggi, dicono in molti, saremmo direttamente noi con la Lega o attraverso il movimento che porta il nome del nostro Segretario Federale (<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://noiconsalvini.org">Noi con Salvini</a></span>) a pigliare i voti. Poi, questa la tesi, una volta che abbiamo raggiunto il Governo con quei voti raccolti al Sud facciamo il Federalismo.</p>
<p>Potremmo subito obiettare che, per raccogliere quel consenso al Sud, non stiamo in realtà dicendo loro che il nostro obiettivo sarà eliminare la mangiatoia assistenzialista attraverso il federalismo, perché sappiamo che ci limitiamo ad agitare (in maniera giusta e sacrosanta sia ben chiaro) la scandalosa gestione degli immigrati da parte di un governo prossimo alla fine. Di federalismo non ne parliamo praticamente più. Forse perché è fuori moda, e questo è innegabilmente vero. Ma questo potrebbe persino essere irrilevante. Su una cosa Salvini ha ragione da vendere: i voti non puzzano e non hanno odore, si contano e basta.</p>
<p>Il problema in realtà è che quando pigli i voti al Sud, con qualsiasi lista, sigla o movimento, eleggerai parlamentari del Sud, figli di quella politica, di quella storia e influenzati dai problemi d quei territori. Che differenza potrà mai esserci tra un parlamentare che fu eletto nelle fila di An o Forza Italia al Sud e uno che sarà eletto sempre al Sud nelle liste della Lega Nord o di Noi Con Salvini? Nessuna, non illudiamoci. Questi qui come hanno minato accordi siglati tra le forze politiche del centro destra, tradendo le indicazioni die loro partiti, allo stesso modo lo faranno in futuro con noi, se necessario. Senza contare, particolare direi rilevante, che in molti casi si tratta proprio degli stessi esponenti che già hanno in passato avuto esperienze nei partiti dell’ex centro destra.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>GUARDARE AL MODELLO SCOZZESE</strong></span></p>
<p>in definitiva quella che oggi sembra essere una strada nuova, inesplorata, che ci solletica e ci esalta sulle ali della sbornia e dell’entusiasmo delle recenti elezioni e dei sondaggi, è in realtà la riedizione di uno schema già visto. E che non ha portato molto di buono, se non qualche poltrona pesante. Cercare il consenso al Sud attraverso mediazioni e compromessi con l’elettorato e la classe politica meridionale, per poi conquistare insieme il Governo dell’Italia, entrando organicamente in un Governo politico, è la stessa strategia che ci ha portati al fallimento di questi venti anni.</p>
<p>L’unica differenza era che prima nel farlo evitavamo di mettere a repentaglio il nostro simbolo, la nostra storia e la nostra stessa natura di partito localista e autonomista.</p>
<p>È stato giusto provarci, ma credo che sarebbe sbagliato perseverare nell’errore. Dovremmo pensare di esplorare e battere nuove vie verso la nostra indipendenza. In questo il modello scozzese dovrebbe essere il faro che ci illumina e ci guida. Il <span style="text-decoration: underline;"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Partito_Nazionale_Scozzese">Partito Nazionale Scozzese</a> </span>(PNL), reduce da una campagna referendaria persa nelle urne ma vinta nei fatti grazie alle concessioni ottenute, non si è presentato alle ultime elezioni politiche in tutto il Regno Unito. Ha conquistato a livello nazionale una piccola percentuale (il 4,74%), ma ha raccolto il 50% in Scozia, calando a Londra con una truppa di ben 56 deputati. Certo in Gran Bretagna vige un sistema elettorale che prevede i collegi uninominali, che favoriscono nettamente i partiti territoriali, ma è anche vero che durante la riforma della legge elettorale mai abbiamo concretamente avanzato tale ipotesi al Governo, nonostante la sinistra sia storicamente affascinata dal sistema dei collegi uninominali.</p>
<p>Gli scozzesi hanno votato il PNL perché hanno visto un partito che in maniera coerente rappresentava e difendeva la Scozia, si batteva per la sua gente e ne incarnava le aspirazioni senza ambiguità o tradimenti. Una politica simile a quella del nostrano Südtiroler Volkspartei, oppure della CSU che opera in Baviera e a cui l’ex Segretario Federale <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.miglioverde.eu/maroni-la-lega-non-sparira-mai-anche-con-evoluzione-stile-csu/">Roberto Maroni aveva indicato</a></span> di volersi ispirare. Certo la strada per noi è ancora lunga, lo sappiamo, ma continuare a divagare seguendo schemi già visti non accorcerà la comune lunga traversata nel deserto che saremo costretti a compiere, e intendo come popoli oppressi prima ancora che come partito o movimento. Una cosa è certa, come diceva Umberto Bossi: per la Lega, bandiera bianca mai!</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2015/06/19/la-lega-e-la-svolta-nazionale/">La Lega e la svolta nazionale</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">3267</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Due anni, ventiquattro mesi, settecentrotrenta giorni e come fosse un solo interminabile sospiro</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2014/07/22/anni-ventiquattro-mesi-settecentrotrenta-giorni-come-fosse-interminabile-sospiro/</link>
					<comments>https://www.ilmonti.com/2014/07/22/anni-ventiquattro-mesi-settecentrotrenta-giorni-come-fosse-interminabile-sospiro/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jul 2014 09:25:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[Personale]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[cesarino]]></category>
		<category><![CDATA[congresso]]></category>
		<category><![CDATA[lega]]></category>
		<category><![CDATA[salvini]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilmonti.com/?p=2209</guid>

					<description><![CDATA[<p>Era il 22 luglio 2012, sono passati due anni. E chissà cosa direbbe il Cesarino? Questa me la sento rivolgere spesso, da tante persone, anzi forse da troppe. Si perché ognuno ha la sua personalissima idea di “cosa direbbe il Cesarino se fosse qui”, su questo o su quell&#8217;altro argomento. Importante o inutile che possa [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2014/07/22/anni-ventiquattro-mesi-settecentrotrenta-giorni-come-fosse-interminabile-sospiro/">Due anni, ventiquattro mesi, settecentrotrenta giorni e come fosse un solo interminabile sospiro</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Era il 22 luglio 2012, sono passati due anni. E chissà cosa direbbe il Cesarino? Questa me la sento rivolgere spesso, da tante persone, anzi forse da troppe. Si perché ognuno ha la sua personalissima idea di “cosa direbbe il Cesarino se fosse qui”, su questo o su quell&#8217;altro argomento. Importante o inutile che possa essere. Si perché non fa differenza, che sia la sua presunta opinione sulla nuova dirigenza della Lega, o sulla necessità di smussare quel marciapiede la, che proprio da fastidio. Tutti si dicono certi di “cosa direbbe” o “cosa farebbe” il Cesarino se fosse ancora qui, in mezzo a noi. Un po&#8217; debbo dire che quasi invidio chi mostra tanta sicurezza. Ne avessi io almeno la metà. Invece l&#8217;unica certezza che mi appartiene sta proprio nel sapere che non potrò mai saperlo davvero.<br />
Possiamo però ricordare e ricordarlo, non dimenticare ciò che ha fatto e ciò per cui si è battuto. Possiamo continuare a fare tesoro di ciò che ci ha lasciato.<br />
Ecco, questo è quello che possiamo fare noi che lo conoscevamo, noi che gli eravamo vicini, che abbiamo lavorato con lui e che gli abbiamo voluto bene.<br />
È quello che abbiamo cercato di fare, in questi due anni difficili, in cui tante volte avremmo voluto che le cose fossero andate diversamente, in cui tante volte avremmo voluto poter contare su di lui, in cui tante volte anche noi abbiamo pensato: “se ci fosse stato il Cesarino”.<br />
E alla fine è un po&#8217; come se ci fosse ancora qui tra di noi, lo troviamo dentro ad ogni problema che affrontiamo, dentro ogni nostro dubbio, ogni nostra paura, ogni nostra speranza e ogni nostro successo.<br />
Abbiamo vissuto così questi due anni, noi chiamati a riempire un vuoto che non si può riempire, e che rimarrà sempre così grande, così piacevolmente ingombrante.<br />
Non è stato facile, ma siamo andati avanti, e questo è il più bel regalo che potevamo fare a Cesarino.<br />
Lui era uno che ci credeva profondamente in quello che faceva, con una lealtà che andava al di là della sua stessa convenienza.<br />
Credeva in quello che faceva e in quello che diceva, e forse qualche volta aveva pure ragione.<br />
Se dal palco del congresso di Bergamo del 2012 gridò: “smettetela di usare quel cazzo di Facebook!”, lo fece per lo stesso motivo e con lo stesso spirito con cui in tanti lo hanno ripetuto domenica al congresso di Padova. Perché non potevamo e non possiamo essere nemici tra di noi, il rispetto e l&#8217;amicizia ce la dobbiamo in quanto leghisti, a prescindere, prima di tutto. Certo qualcuno non lo colse allora, e travisò il suo messaggio, si beccò qualche fischio, qualche insulto, ma adesso evidentemente importa poco. Ora siamo tutti d&#8217;accordo su questo, e alla fine è un bel passo avanti, e una soddisfazione che certo Cesarino non può incassare da vivo, ma che sicuramente da qualche parte lo farà sorridere. Un sorriso sincero, non di rivalsa, ma di gioia, per il bene della Lega.<br />
Sono passati due anni, ventiquattro mesi, settecentrotrenta giorni e come fosse un solo interminabile sospiro. Ciao papà.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2014/07/22/anni-ventiquattro-mesi-settecentrotrenta-giorni-come-fosse-interminabile-sospiro/">Due anni, ventiquattro mesi, settecentrotrenta giorni e come fosse un solo interminabile sospiro</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ilmonti.com/2014/07/22/anni-ventiquattro-mesi-settecentrotrenta-giorni-come-fosse-interminabile-sospiro/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">2209</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Io firmo per Umberto Bossi, e vi spiego una scelta che c&#8217;entra più con il futuro che con il passato</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2013/11/13/io-firmo-per-umberto-bossi-e-vi-spiego-una-scelta-che-centra-piu-con-il-futuro-che-con-il-passato/</link>
					<comments>https://www.ilmonti.com/2013/11/13/io-firmo-per-umberto-bossi-e-vi-spiego-una-scelta-che-centra-piu-con-il-futuro-che-con-il-passato/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Nov 2013 13:08:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Bossi]]></category>
		<category><![CDATA[candidature]]></category>
		<category><![CDATA[congresso]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilmonti.com/?p=1475</guid>

					<description><![CDATA[<p>Firmerò la candidatura di Umberto Bossi per il Congresso Federale, ed è una scelta che trova le sue motivazioni non solo nel passato, ma anche e soprattutto nel futuro. Nella Lega in cui sono cresciuto, piegando volantini la sera in sezione per distribuirli il giorno dopo, sporcandomi di colla la punta delle scarpe o di [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2013/11/13/io-firmo-per-umberto-bossi-e-vi-spiego-una-scelta-che-centra-piu-con-il-futuro-che-con-il-passato/">Io firmo per Umberto Bossi, e vi spiego una scelta che c’entra più con il futuro che con il passato</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2013/11/bossi.jpg"><br />
</a>Firmerò la candidatura di Umberto Bossi per il Congresso Federale, ed è una scelta che trova le sue motivazioni non solo nel passato, ma anche e soprattutto nel futuro. Nella Lega in cui sono cresciuto, piegando volantini la sera in sezione per distribuirli il giorno dopo, sporcandomi di colla la punta delle scarpe o di <span id="more-1475"></span><a href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2013/11/bossi.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft" alt="bossi" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2013/11/bossi.jpg" width="188" height="266" /></a>vernice la manica della camicia, in quella Lega lì non c&#8217;era bisogno di interrogarsi su quale fosse il candidato migliore, in quella Lega lì c&#8217;era un capo e si seguiva, nella buona e nella cattiva sorte, nel successo come nella sconfitta. E abbiamo scoperto poi, quanto questo fosse una fortuna, un leader solido che ha guidato un movimento giovane scagliandolo contro avversari terribili, e sconfiggendone molti.<br />
Potrebbe quindi essere solo per riconoscenza, per affetto, per rimanere fino in fondo, anche e soprattutto nel momento in cui converrebbe meno farlo, al fianco di chi ci ha guidato in battaglia, di chi ci ha regalato l&#8217;orgoglio di essere lombardi, padani, di rivendicare i nostri diritti per anni schiacciati, derisi, umiliati. Potrebbe essere solo per questo, e probabilmente potrebbe anche bastare, per alcuni sarebbe già sufficiente. Ma se fosse solo questo, allora sarebbe vero che il rischio è quello di voler ridurre la Lega ad un movimento di nostalgici, di fedeli che decidono di resistere, anche se il nemico è già dentro Berlino e fuori dal bunker. Non è così, e non può essere così, perché qui non ci sono nemici, perché non c&#8217;è una guerra, e soprattutto perché qui nessuno vuole morire. I nemici sono forti e numerosi, ma stanno tutti fuori, e vogliono annientarci, come sempre da venti anni a questa parte.</p>
<p>La Lega Nord del futuro dobbiamo iniziare a rimodellarla, a plasmarla, per farla tornare a crescere; dobbiamo ritornare ad essere forti, una Lega potente ed egemone soprattutto sul terreno delle riforme, come lo siamo stati negli ultimi venti anni, imponendo la nostra agenda riformista, dal federalismo in avanti. E per fare tutto questo, a mio giudizio, non possiamo prescindere da solide basi, dal valorizzare i nostri sacri principi, dal rivendicare la nostra diversità politica, dal ricordare e ricordarci che noi non siamo uguali agli altri, perché noi siamo la Lega. Ecco allora perché la mia decisione, di firmare la candidatura di Umberto Bossi, c&#8217;entra tanto con il futuro, e relativamente poco con il passato. Tutto questo prescinde i risultati del congresso, dove magari, come ipotizza qualcuno, potrà addirittura sopraggiungere la convergenza su un candidato largamente condiviso; è però importante comprendere come chiunque sarà scelto dal Congresso non potrà non tenere conto ciò che siamo stati, per capire ciò che dovremo continuare ad essere. Insomma, dal giorno dopo ritorniamo tutti ad infilarci il fazzoletto verde nel taschino, magari a lasciare nel cassetto le fasce tricolori e fianco a fianco lottare contro Roma, contro Bruxelles e tutti i nemici che soffocano la nostra gente.</p>
<p>Mi piace infine ricordare, con serenità, che un congresso non è guerra, non possono esistere sconfitti e prigionieri, perché il giorno dopo dovremo cercare di essere tutti ancora leghisti e ancora più convinti di prima, anzi più incazzati, ma solo con i nostri nemici; un congresso è un&#8217;occasione per parlarsi, per discutere, per porre le giuste basi per crescere. Non sono parole retoriche, perché nel recente passato ho già vissuto un congresso, quello nazionale, avendo il privilegio di condividere quei giorni a stretto contatto con uno dei candidati, Cesarino Monti; perso quel congresso il giorno dopo, io lui e tanti altri che avevano condiviso le nostre posizioni, continuavamo ad essere leghisti, a disposizione del nostro segretario. Questa è la Lega, questi sono i leghisti.</p>
<p>&nbsp;</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2013/11/13/io-firmo-per-umberto-bossi-e-vi-spiego-una-scelta-che-centra-piu-con-il-futuro-che-con-il-passato/">Io firmo per Umberto Bossi, e vi spiego una scelta che c’entra più con il futuro che con il passato</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ilmonti.com/2013/11/13/io-firmo-per-umberto-bossi-e-vi-spiego-una-scelta-che-centra-piu-con-il-futuro-che-con-il-passato/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>3</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">1475</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
