Salario minimo – Bocciata mozione grillina al Pirellone

Andrea Monti (Lega): «Mozione ideologica. Sono altre le strategie per salvaguardare il tessuto produttivo lombardo»

«Quello del salario minimo è un tema particolarmente delicato ed impattante nel tessuto italiano e lombardo e non può avere un approccio ideologico, come era nella mozione grillina». Così il vicecapogruppo del Carroccio al Pirellone Andrea Monti spiega la bocciatura della mozione M5S che chiedeva l’istituzione del salario minimo.
«Semmai», spiega Monti, «è prioritario attuare politiche forti per il taglio delle tasse e la crescita della produttività. Come ribadito dall’Ocse, il problema in Italia negli ultimi anni è rappresentato essenzialmente dal cuneo fiscale-contributivo. Senza tali azioni è del tutto fuori luogo discutere di salari minimi. Del resto, la determinazione del salario minimo è già stabilita nella contrattazione collettiva e non dovrebbe essere definita per legge. Tra l’altro essa comporterebbe un aumento del costo medio del lavoro non inferiore al 20%, penalizzando ulteriormente tutto il settore produttivo, specialmente medio-piccolo, già duramente colpito dalla pandemia e dalle conseguenze della guerra all’Est».
«Altro effetto negativo del salario minimo, così come declinato nella mozione, sarebbe l’allontanamento dei lavoratori più qualificati e capaci, che non sarebbero remunerati in modo adeguato», aggiunge il consigliere regionale della Lega; «per tacer del fatto che la mozione pentastellata non teneva nemmeno conto del divario del costo della vita oggettivamente esistente tra nord e sud ma omologava indistintamente tutti i territori». «Per tutti questi motivi il Gruppo Lega ha votato convintamente in modo contrario ad una mozione che, com’era giusto che fosse, è stata bocciata», conclude Monti.

  • Già mercoledì i seggi nel Borgo, dove partirà la consultazione popolare in cui i cittadini potranno dire SI o NO al progetto portato avanti unilateralmente dalla Prefettura.  Era già accaduto nell’ottobre 2015, un referendum per dire no alla richiesta della Prefettura di ospitare una tendopoli a Lazzate. Furono oltre…

    Continua a leggere

  • Il vice Prefetto chiama il Sindaco e conferma la richiesta di D&G per ospitare profughi. Il Sindaco intima di fermare tutto e chiede di aprire un tavolo di confronto La Prefettura alza il livello dello scontro, confermando Dopo quasi una settimana di silenzio, con tempi di risposta in linea…

    Continua a leggere

  • Profughi in pieno Borgo e durante la festa: così la Prefettura organizza l’attacco al comune simbolo della resistenza allo stato e a Roma. Il Borgo di Lazzate è il nostro fiore all’occhiello, con il centro riqualificato, le facciate dipinte, i fiori sui balconi. Tutto quello che in tanti ci…

    Continua a leggere

  • Ennesimo accordo di Anci: prima erano 2,5 profughi per ogni 1000 abitanti, ora sono diventati 3, ma è tutto una balla! Ecco spiegato perché… Il Presidente di Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani), il Sindaco di Bari Decaro, dev’essere uno affezionato alle cabine di regia. Già, perché nello stesso medesimo…

    Continua a leggere