Ho maturato in questi anni un odio viscerale per gli acronimi, non per un semplice capriccio, piuttosto perché ci rendono la vita sempre più difficile. Dal Put al Pac, dal Coc al Com, dal Pip al Pof, una giungla di ridicole sigle incomprensibili, capaci di rendere complicate anche le più semplici delle comunicazioni.
Probabilmente si dev’essere sviluppata una certa professionalità, nel nostro belpaese, nel coniare nuovi acronimi, abusando a piene mani della fantasia e creatività, che in Italia abbondano.
Prendiamo il nuovo strumento dell’Agenzia delle Entrate, la Gestapo del fisco italiano, è stato battezzato con il nome di Ser.p.i.co, l’ennesimo acronimo dal sapore leggendario.
Eh già, perché pronunciando Serpico, tutti pensiamo al giovane Al Pacino, il poliziotto infiltrato che lottava contro il cancro dei colleghi corrotti della Grande Mela.






