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	<title>unioni civili - ilMonti.com</title>
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	<description>il blog di Andrea Monti</description>
	<lastBuildDate>Mon, 08 Jan 2024 12:26:39 +0000</lastBuildDate>
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	<title>unioni civili - ilMonti.com</title>
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		<title>Cari amici gay, cercavate normalità ma si è scatenato l’odio</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2016/02/02/cari-amici-gay-cercavate-normalita-si-scatenato-lodio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Feb 2016 18:17:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il mito del matrimonio nasconde il desiderio di normalizzarsi all’interno della società, nell’illusoria aspirazione di eliminare ogni differenza con il mondo etero La senatrice Cirinnà ha iniziato il suo intervento in aula parlando di diritti, discriminazione ed uguaglianza. Termini forti, evocati con ancora maggior enfasi da Ivan Scalfarotto, su un lungo post pubblicato oggi in risposta [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2016/02/02/cari-amici-gay-cercavate-normalita-si-scatenato-lodio/">Cari amici gay, cercavate normalità ma si è scatenato l’odio</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><em>Il mito del matrimonio nasconde il desiderio di normalizzarsi all’interno della società, nell’illusoria aspirazione di eliminare ogni differenza con il mondo etero</em></h2>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-4092" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2016/02/4254708-2-1024x682.jpg" alt="bacio gay pirellone" width="1024" height="682" />La senatrice Cirinnà ha iniziato il suo intervento in aula parlando di diritti, discriminazione ed uguaglianza. Termini forti, evocati con ancora maggior enfasi da Ivan Scalfarotto, su un <a href="http://www.ilpost.it/ivanscalfarotto/2016/02/02/democrazia-liberale-unioni-civili/">lungo post</a> pubblicato oggi in risposta all’editoriale di Ernesto Galli della Loggia.</p>
<p>Mentre duellava con una delle firme più famose del corsera, bacchettandolo come fosse uno scolaretto, ricorreva a piene mani (ma senza titolo) a famosi episodi di eclatante discriminazione, citando per esempio Rosa Parks, simbolo della segregazione nera in Alabama. Arrivando addirittura a scrivere:</p>
<blockquote><p>non è strano che all’ordine del giorno dei parlamenti, dei tribunali e dei giornali non ci fosse, fino qualche decennio fa, alcun punto che riguardasse gli omosessuali. Vivendo una condizione di totale emarginazione, di stigma sociale pervsasivo quando non di repressione penale, le persone omosessuali erano troppo impegnate a nascondersi per osare un fiato.</p></blockquote>
<p>Emarginazione? Stigma sociale? Repressione penale? Ma è davvero questa la condizione in cui hanno vissuto gli omosessuali in Italia? Naturalmente no. La comunità gay è più che rispettata, da moltissimi anni è accolta nella pienezza dei suoi sacrosanti diritti civili. Cioè i medesimi di ogni altro individuo. Anzi diciamolo, ultimamente è guardata addirittura con eccessiva benevolenza, se non con un riguardo fuori misura. Gli episodi in questo senso si sprecano. Su tutti vorrei ricordare le disavventure di Guido Barilla, reo semplicemente di aver rivendicato le sue personali idee sulla famiglia tradizionale:</p>
<blockquote><p>Non faremo pubblicità con omosessuali perché a noi piace la famiglia tradizionale. Se i gay non sono d&#8217;accordo, possono sempre mangiare la pasta di un&#8217;altra marca</p></blockquote>
<p>L’azienda è stata messa alla gogna nel giro di poche ore, attraverso la campagna #boicottabarilla, costringendo lo stesso Barilla ad <a href="http://www.huffingtonpost.it/2013/09/28/guido-barilla-scuse-gay_n_4008229.html">abiurare pubblicamente</a> le sue stesse idee. Una figura da poveraccio. L’azione contro Barilla è stata così violenta e profonda da influenzare addirittura l’attività stessa dell’azienda, trovatasi a finanziare <a href="http://www.huffingtonpost.it/2015/03/17/barilla-da-scandalo-a-brand-gay-friendly_n_6883906.html">una serie di iniziative</a> a favore delle coppie LGBT. Al contrario nessuno, tra lo sterminato popolo dei single, anche loro discriminati rispetto al disegno della famiglia tradizionale, ha rivendicato alcunché. Ma come si può paragonare tutto questo alla povera ed indifesa Rosa Parks? È una grossa stupidaggine, come lo è dipingere l’Italia come uno Stato che non accetterebbe gli omosessuali. Ricordo che in ben due regioni del Sud, che è la zona che storicamente accusa una visione più arcaica della società, sono stati eletti alla carica di governatore individui dichiaratamente e smaccatamente omosessuali. Tutti lo sapevano, ma sono stati votati dalla maggioranza, senza la minima discriminazione.</p>
<p>Ho l’impressione che il mondo gay stia cercando altro. Questo mito del matrimonio, per verità una pratica molto fuori moda tra i giovani etero, trovo che abbia molto poco a che fare con i diritti, piuttosto nasconda il desiderio di normalizzazione all’interno della società, nell’illusoria aspirazione di eliminare ogni differenza con il mondo etero. Un desiderio umanamente comprensibile, ma profondamente sbagliato. La bellezza del mondo risiede nelle sue molteplici diversità, nella ricchezza dei colori, delle forme, dei profumi, degli odori, delle tradizioni e dei costumi. Le differenze non devono spaventare, non devono creare fobie e non devono essere cacciate ed eliminate. Siamo diversi, ed è una grande fortuna.</p>
<p>Ed è proprio ora che in maniera virulenta si scatena la corporazione, il fronte comune, la lobby, quella che trasforma un gusto e un’inclinazione sessuale in ideologia, che l’aria si fa più pesante. Lo avete notato? Accendete la radio, la tv o entrate in un bar, da mattina a sera: in ogni angolo è derby tra gay ed etero, come tra Coppi e Bartali, Mazzola e Rivera. Frequento lo stadio di S.Siro da tenere età, in 30 anni non ho mai ascoltato cori contro gli omosessuali. Domenica sera, complice la sceneggiata Sarri vs Mancini, per tutti i novanta minuti si sono alternati cori omofobi contro Roberto Mancini.</p>
<p>Non è un buon segno, come sul fronte opposto non lo sono state le battute idiote contro la Meloni (certo un po’ paracula nel tempismo) o contro i partecipanti al Family Day. Per non parlare poi della cretina campagna per boicottare i treni di Italo, colpevoli di aver offerto una scoutistica sulla tratta Milano-Roma nel giorno del Family Day. L&#8217;azienda è stata costretta a capitolare anche in questo caso, abbozzando le solite pietose scuse, solo in un rigurgito d&#8217;orgoglio ha ricordato che tempo fa aveva addirittura ideato una convenzione &#8220;PRIDE10&#8221;, in occasione del Gay Village di Padova. Naturalmente nessun etero tentò di boicottare Italo.</p>
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<blockquote cite="https://www.facebook.com/ItaloTreno/posts/1002417063138375"><p>Ciao a tutti,oggi vogliamo scusarci con chi, nei giorni scorsi, si è sentito offeso o discriminato dal nostro operato e&#8230;</p>
<p>Pubblicato da <a href="https://www.facebook.com/ItaloTreno/">Italo Treno</a> su <a href="https://www.facebook.com/ItaloTreno/posts/1002417063138375">Lunedì 25 gennaio 2016</a></p></blockquote>
</div>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Io ho l’impressione che cercando la normalità si stia semplicemente scatenando l’odio. Non sarebbe il caso di fermarsi?</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2016/02/02/cari-amici-gay-cercavate-normalita-si-scatenato-lodio/">Cari amici gay, cercavate normalità ma si è scatenato l’odio</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Non si dice, ma con la Cirinnà si torna al medioevo e al matrimonio riparatore</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2016/01/27/non-si-dice-ma-con-la-cirinna-si-torna-al-medioevo-e-al-matrimonio-riparatore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jan 2016 16:29:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con il DDL Cirinnà si ritorna alla fuitina, al matrimonio patriarcale, se lasci il fidanzato ti ritrovi invischiato in lunghe cause nei tribunali, carte bollate, avvocati e montagne di soldi per pagare alimenti e mantenimento Ho l’impressione che mentre l’opinione pubblica è impegnata a riempire fiumi di discussioni al bar, nelle case, in tv, se [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2016/01/27/non-si-dice-ma-con-la-cirinna-si-torna-al-medioevo-e-al-matrimonio-riparatore/">Non si dice, ma con la Cirinnà si torna al medioevo e al matrimonio riparatore</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><em>Con il DDL Cirinnà si ritorna alla fuitina, al matrimonio patriarcale, se lasci il fidanzato ti ritrovi invischiato in lunghe cause nei tribunali, carte bollate, avvocati e montagne di soldi per pagare alimenti e mantenimento</em></h2>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-4077" title="fuitina cirinnà" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2016/01/MatrimonioinSicilia.jpg" alt="MatrimonioinSicilia" width="800" height="565" /></p>
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<p>Ho l’impressione che mentre l’opinione pubblica è impegnata a riempire fiumi di discussioni al bar, nelle case, in tv, se non addirittura in piazza, pochi abbiano speso qualche minuto per leggere il testo del <a href="http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/17/DDLPRES/940551/index.html">Ddl Cirinnà</a>. Per intero.</p>
<p>Tralasciando ora la questione delle «Unioni Civili», così evitiamo di scatenare gli ultras, che sono regolate nel capo 1 della legge (quelle unioni discriminatorie in quanto sono appannaggio dei soli omosessuali, come ho <a href="http://www.ilmonti.com/la-legge-cirinna-vale-solo-per-gli-omosessuali-pero-non-chiamatela-discriminazione/">spiegato qui</a>), sarebbe interessante che qualcuno cominciasse a parlare pure del titolo 2, quello che regolerà in futuro le convivenze.</p>
<p>Perché mentre tutti si accapigliano sulla questione dei gay, tacciando i detrattori come persone che vivrebbero nel medioevo culturale, sfugge un po’ a tutti che con la Cirinnà si rischia davvero di tornare al medioevo, giocandoci qualche decennio di emancipazione nel modo di vivere i rapporti sentimentali e la vita di coppia. Cerco di spiegare perché.</p>
<p>Innanzitutto come si definisce una convivenza secondo la futura legge Cirinnà? E come si determina il momento in cui ha inizio questa convivenza?</p>
<p>Qualsiasi persona, dotata di un minino di buon senso, ipotizzerebbe che la convivenza si debba determinare a fronte di un atto o una dichiarazione volontaria della coppia. Cioè per intenderci: io voglio riconoscere il mio rapporto di convivenza, mi reco in comune e lo comunico con una dichiarazione firmata da entrambi i conviventi. E invece? Invece no. Ecco cosa si è inventata la Cirinnà.</p>
<p>Il primo e secondo articolo del capo 2 recitano:</p>
<blockquote>
<ol>
<li>Ai fini delle disposizioni del presente Capo si intendono per: «conviventi di fatto» due persone maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti di parentela, affinità o adozione, da matrimonio o da un&#8217;unione civile.</li>
<li>Per l&#8217;individuazione dell&#8217;inizio della stabile convivenza trovano applicazione gli articoli 4 e 33 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223.</li>
</ol>
</blockquote>
<p>Il combinato disposto di questi due articoli, come facilmente intuibile, determina che la convivenza viene presunta «di fatto», cioè due persone che iniziano a vivere insieme sono due conviventi. A prescindere dalla loro volontà di esserlo. Una visione patriarcale dello Stato, che come un padre padrone decide lui quando due individui debbano considerarsi conviventi. Roba da film anni ’50. Viene richiesto anche che siano «unite stabilmente da legami affettivi». Sfido però come si possa determinare se due individui siano effettivamente unite da legame affettivo? Interroghiamo amici e parenti Mettiamo una telecamera dentro ad ogni casa dei conviventi? Chiara invece la data da cui si presume inizi la convivenza: semplicemente quando i due individui fissano la residenza nella stessa abitazione.</p>
<p>Ciò significa che lo Stato, senza la presenza di nessuna manifestazione volontaria da parte delle due persone (che in linea teorica dovrebbero definirsi libere), decide di appioppare loro lo status di «conviventi».</p>
<p>Questo sarebbe già di per se grave, ma il problema più grande è quali doveri e obblighi si determinano dal riconoscimento di questo nuovo status.</p>
<p>Per esempio si matura il diritto di detenere l’abitazione, anche dopo la morte del convivente proprietario, per un periodo di tempo pari alla convivenza maturata, ma comunque minimo di due anni.</p>
<blockquote><p>Art. 13.</p>
<p>(Permanenza nella casa di comune residenza e successione nel contratto di locazione)</p>
<ol>
<li>Salvo quanto previsto dall’articolo 155-quater del codice civile, in caso di morte del proprietario della casa di comune residenza il convivente di fatto superstite ha diritto di continuare ad abitare nella stessa per due anni o per un periodo pari alla convivenza se superiore a due anni e comunque non oltre i cinque anni. Ove nella stessa coabitino figli minori o figli disabili del convivente superstite, il medesimo ha diritto di continuare ad abitare nella casa di comune residenza per un periodo non inferiore a tre anni</li>
</ol>
</blockquote>
<p>Questo articolo potrebbe pure trovare un senso nel caso la convivenza non fosse «di fatto», cioè nel caso in cui il riconoscimento della convivenza fosse frutto di una decisione volontaria e presa da entrambi gli individui. Ma con il nuovo concetto di «convivenza di fatto», si determinerebbero casi clamorosi. Due persone che convivono qualche mese, magari ignare dell’esistenza di questa legge, nel caso di morte prematura di uno di essi, sottrarranno agli eredi legittimi la fruizione di un loro bene, senza che il defunto abbia mai manifestato nessuna intenzione, nemmeno di voler riconoscere la convivenza. Pensiamo ai figli di un genitore separato, che si vedrebbero privati di un loro bene, senza che il genitore ne fosse consapevole.</p>
<p>Ma questo non è nulla, perché il peggio deve ancora venire.</p>
<p>Il convivente di fatto, sempre in assenza di qualsiasi dichiarazione volontaria, in caso di separazione dovrà garantire l’assegno famigliare e il mantenimento al fidanzato più debole economicamente.</p>
<blockquote><p>Art. 15.</p>
<p>(Obbligo di mantenimento o alimentare)</p>
<ol>
<li>In caso di cessazione della convivenza di fatto, ove ricorrano i presupposti di cui all&#8217;articolo 156 del codice civile, il giudice stabilisce il diritto del convivente di ricevere dall&#8217;altro convivente quanto necessario per il suo mantenimento per un periodo determinato in proporzione alla durata della convivenza.</li>
<li>In caso di cessazione della convivenza di fatto, ove ricorrano i presupposti di cui all&#8217;articolo 438, primo comma, del codice civile, il giudice stabilisce il diritto del convivente di ricevere dall&#8217;altro convivente gli alimenti per un periodo determinato in proporzione alla durata della convivenza.</li>
</ol>
</blockquote>
<p>Il portato di questa previsione normativa è gigantesco, anche dal punto di vista culturale. Si cancellano anni di emancipazione. Poniamo per esempio questo caso, nemmeno tanto raro: due giovani fidanzati decidono di «provare» la convivenza, e non è detto che ciò debba per forza arrivare dopo un lungo fidanzamento. Può succedere dopo poche settimane, magari perché semplicemente uno dei due già vive da tempo da solo. Dopo due o tre anni dopo, come può purtroppo capitare, i due fidanzati si lasciano. Una cosa triste, dolorosa, ma tutt’altro che rara, soprattutto tra le giovani coppie.</p>
<p>«Menomale non si sono sposati», direbbe la saggezza di mamma. Altrimenti ci sarebbe tutta la trafila degli avvocati, tribunali, sentenze, carte bollate e un mucchio di soldi.</p>
<p>Con la Cirinnà cambia tutto, come se tornassimo indietro di cinquant’anni. I due fidanzati saranno considerati «conviventi di fatto», magari pure inconsapevolmente, e nella nuova legge è previsto che il fidanzato economicamente più debole abbia diritto agli alimenti e ad un assegno di mantenimento. Tale e quale al matrimonio. E lo ripeto, nel caso non fosse chiaro: tutto ciò in assenza di un qualsiasi atto volontario, dichiarazione o modulo, compilato dai conviventi. Basta semplicemente che i due abbiano posto la residenza nella stessa abitazione.</p>
<p>Scordatevi quindi gli ultimi cinquant’anni di emancipazione sociale, quella che ha permesso ai giovani di andare a convivere prima di sottostare alla rigida cerimonia di un matrimonio. Tutto cancellato, ritorniamo dritti dritti al medioevo sociale.</p>
<p>È un po’ come se nel 2016 ci fossimo messi ad istituzionalizzare la «fuitina» e il matrimonio riparatore: basta dormire nello stesso letto ed è come se fossimo sposati. Aberrante, una roba da famiglia patriarcale siciliana degli anni ’60. E questa sarebbe la modernità evocata dalle manifestazioni arcobaleno? Accipicchia!</p>
<p>Ma lo sapranno tutti i ragazzi, gay o etero non importa, che sfilano per difendere la legge Cirinnà? Forse non hanno letto il testo. Forse non sanno che così si ritorna davvero al medioevo, ad un mondo in cui non puoi nemmeno provare a convivere con il tuo ragazzo o la tua ragazza, salvo rischiare di ritrovarsi invischiato in lunghe cause nei tribunali. Bella roba.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2016/01/27/non-si-dice-ma-con-la-cirinna-si-torna-al-medioevo-e-al-matrimonio-riparatore/">Non si dice, ma con la Cirinnà si torna al medioevo e al matrimonio riparatore</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>La legge Cirinnà vale solo per gli omosessuali, però non chiamatela discriminazione</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2016/01/26/la-legge-cirinna-vale-solo-per-gli-omosessuali-pero-non-chiamatela-discriminazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jan 2016 17:27:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando si discriminano gli eterosessuali non frega niente a nessuno, nemmeno ai difensori del politicamente corretto Con le piazze divise tra una #svegliaitalia e un #familyday, che è poi solo una nuova puntata della sempiterna aspirazione italica nel dividersi in guelfi e ghibellini (che palle!), pare che a tutti sia sfuggito un elemento stucchevole della legge [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2016/01/26/la-legge-cirinna-vale-solo-per-gli-omosessuali-pero-non-chiamatela-discriminazione/">La legge Cirinnà vale solo per gli omosessuali, però non chiamatela discriminazione</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><em>Quando si discriminano gli eterosessuali non frega niente a nessuno, nemmeno ai difensori del politicamente corretto</em></h2>
<p style="text-align: left;"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-4073" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2016/01/sveglia-italia-740x324.png" alt="sveglia-italia-740x324" width="608" height="300" /><br />
Con le piazze divise tra una #svegliaitalia e un #familyday, che è poi solo una nuova puntata della sempiterna aspirazione italica nel dividersi in guelfi e ghibellini (che palle!), pare che a tutti sia sfuggito un elemento stucchevole della legge Cirinnà: ovvero che è un testo discriminatorio. Ed è davvero curioso come l’esercito dei pasdaran dell’antidiscriminazione, quelli pronti a rompere addirittura i coglioni alla Menegatti, ultima tra le aziende «colpevoli», in questo caso di aver condito la pubblicità di un cornetto con <a href="http://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/melegatti_pubblicit_agrave_omofoba_bufera-1368326.html">questo messaggio</a>:</p>
<p>«Ama il tuo prossimo come te stesso&#8230; basta che sia figo e dell&#8217;altro sesso».</p>
<p>Alzata la canea, subito han licenziato il povero cristo autore del post, uno che sarà stato pagato due euro in croce, finito ricoperto d’insulti per aver forzato un po’ troppo una rima: omofobo, razzista, retrogrado, cattointegralista e giù il diluvio d’insulti. Copione e canovaccio ormai noti. Tutto così scontato, banale e noioso. Bene, anzi male, malissimo. Però mi sarei aspettato la medesima intransigenza, da parte di questi difensori della nuova religione dell’iper politicamente corretto, nell’additare l’articolo 1. comma 1 del <a href="http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/17/DDLPRES/940551/index.html">DDL Cirinnà</a>, che pensate recita così:</p>
<blockquote>
<ol>
<li>Le disposizioni del presente Capo istituiscono l&#8217;unione civile tra persone dello stesso sesso quale specifica formazione sociale.</li>
</ol>
</blockquote>
<p>Ma come? Se uno scrive un semplice post su Facebook per pubblicizzare una brioche, rivolgendosi magari indirettamente solo agli etero, partono fulmini saette e denuncia davanti alla Corte dell’Aia. Al contrario, qui si crea un nuovo istituto, una nuova formazione sociale che vale solo per chi ha un determinato orientamento sessuale, e non si dice nulla? Scusate, ma non eravamo mica quelli che «davanti alla legge siamo tutti uguali»? Non eravamo mica quelli che «la legge non deve discriminare in base al nostro orientamento sessuale»?</p>
<p>E allora perché io eterosessuale non potrei usufruire dell’isituto dell’unione civile?</p>
<p>Qualcuno potrebbe rispondere: per gli etero c’è il matrimonio. Ma come? Mica si va dicendo che le unioni civili non sarebbero uguali al matrimonio? E poi io voglio l’unione civile, non il matrimonio! Perché mi si negherebbe questo diritto?</p>
<p>Insomma, qualcosa non torna. Perché per legge ad una coppia eterosessuale verrebbe preclusa la possibilità di accedere a questo nuovo istituto delle Unioni civili? E come mai quel mondo gay, sempre ipersensibile alle discriminazioni subite, sta in silenzio davanti ad una conclamata discriminazione rispetto alle coppie non omosessuali? Probabilmente perché anche ai gay importa poco delle discriminazioni degli altri.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2016/01/26/la-legge-cirinna-vale-solo-per-gli-omosessuali-pero-non-chiamatela-discriminazione/">La legge Cirinnà vale solo per gli omosessuali, però non chiamatela discriminazione</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>L’ignoranza selvaggia della Lucarelli che sogna il Qatar</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2016/01/23/lignoranza-selvaggia-della-lucarelli-che-sogna-il-qatar/</link>
					<comments>https://www.ilmonti.com/2016/01/23/lignoranza-selvaggia-della-lucarelli-che-sogna-il-qatar/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Jan 2016 12:35:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[ciripà]]></category>
		<category><![CDATA[coppie di fatto]]></category>
		<category><![CDATA[family day]]></category>
		<category><![CDATA[gay]]></category>
		<category><![CDATA[lucarelli]]></category>
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		<category><![CDATA[omosessuali]]></category>
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		<category><![CDATA[unioni civili]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Selvaggia Lucarelli &#8220;chiama&#8221; a difesa dei Gay il Qatar, dove gli omosessuali finiscono in galera o&#160;condannati a frustate È comprensibile che quando, per professione, sei costretto a scrivere ogni pensiero che ti balza per la testa, quando lo fai nell’era dei social media che ti obbligano a farlo senza pensarci troppo, capita facilmente che ti [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2016/01/23/lignoranza-selvaggia-della-lucarelli-che-sogna-il-qatar/">L’ignoranza selvaggia della Lucarelli che sogna il Qatar</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-4057" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2016/01/qatar.png" alt="lucarelli emiro" width="690" height="445"></p>
<h2 style="text-align: center;">Selvaggia Lucarelli &#8220;chiama&#8221; a difesa dei Gay il Qatar, dove gli omosessuali finiscono in galera o&nbsp;condannati a frustate</h2>
<p>È comprensibile che quando, per professione, sei costretto a scrivere ogni pensiero che ti balza per la testa, quando lo fai nell’era dei social media che ti obbligano a farlo senza pensarci troppo, capita facilmente che ti esca qualche castroneria. Una bella cazzata, per dirla in termini grevi.</p>
<p>Prendiamo, per esempio, questo recente post di Selvaggia Lucarelli:</p>
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<p><script>// <![CDATA[ (function(d, s, id) var js, fjs = d.getElementsByTagName(s)0; if (d.getElementById(id)) return; js = d.createElement(s); js.id = id; js.src = "//connect.facebook.net/itIT/sdk.js#xfbml=1&#038;version=v2.3"; fjs.parentNode.insertBefore(js, fjs);(document, 'script', 'facebook-jssdk')); // ]]&gt;</script></p>
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<div class="fb-xfbml-parse-ignore">
<blockquote cite="https://www.facebook.com/selvaggia.lucarelli/posts/10153405601575983"><p>Amo Milano e ormai la sento la mia città, ma questa sera la scritta apparsa sul Pirellone (&#8220;Family day&#8221;) mi fa sentire&#8230;</p>
<p>Posted by <a href="https://www.facebook.com/selvaggia.lucarelli">Selvaggia Lucarelli</a> on&nbsp;<a href="https://www.facebook.com/selvaggia.lucarelli/posts/10153405601575983">Venerdì 22 gennaio 2016</a></p></blockquote>
</div>
</div>
<p>Ci sarebbe innanzitutto da capire perché la Lucarelli, in quella semplice scritta «Family Day», ci ritrova addirittura un’offesa alla sua di famiglia? Non mi sembra sia stato messo in discussione il diritto al divorzio, tantomeno alla separazione. Quindi per quale motivo la sua famiglia, con un bambino nato da una precedente relazione e un fidanzato convivente, si sentirebbe offesa da quella scritta? Non è dato sapere. Probabilmente era solo utile a dare un senso all’invettiva polemica. Certo che si può vivere felicemente anche «sparpagliati», con il sole sul sagrato ma anche con la pioggia o in mezzo alla scighera (visto che la signorina si crede già milanese, capirà). È però innegabile che la lontananza da chi si ama è sofferenza vera, soprattutto se parliamo di un genitore. Non banalizzerei troppo la questione, ne tantomeno ne farei un punto di vanto o di orgoglio. Cose che accadono, si vivono e si superano. Senza trionfalismi. Ma comunque tralasciamo questo aspetto, il discorso sarebbe troppo lungo e noioso.</p>
<p>Perché la parte stupefacente del messaggio è la seconda, dove scrive questo:</p>
<blockquote><p>Non ho mai invidiato la ricchezza altrui, ma questa sera, davvero, vorrei essere l&#8217;emiro del Qatar, accendere le luci di un grattacielo in Gae Aulenti e scrivere &#8220;Fanculo Maroni&#8221;</p></blockquote>
<p>La signorina Lucarelli sogna di essere l’emiro del Qatar, per «sfanculare» Maroni. Sorvolando sull’eleganza della pulzella e il suo rispetto per le istituzioni e per le idee altrui, non possiamo evitare di sottolineare l’epic fail compiuto evocando il Qatar. Va bene, sarà pure una battuta, ma la Lucarelli avrà una minima idea di chi vorrebbe evocare in difesa dei diritti civili e dei gay? Lei dice che vorrebbe essere l’Emiro del Qatar. Ma come se la passeranno le donne e gli omosessuali in Qatar? Va bhè lo so è facile, perché non ci vuole mica un genio per immaginarlo, ma andiamo a consultare comunque fonti qualificate. Ecco cosa ci racconta <a href="http://www.amnesty.it/Rapporto-Annuale-2010/Qatar">Amnesty International</a>, iniziamo dalle donne:</p>
<blockquote><p>Le donne hanno continuato a incontrare discriminazioni nella legge e nella prassi e sono state inadeguatamente tutelate contro la violenza all&#8217;interno della famiglia. Il codice di famiglia rende molto più semplice per gli uomini divorziare rispetto alle donne.</p></blockquote>
<p>Come inizio non c’è male. Ma continuiamo.</p>
<blockquote><p>ad aprile una corte d&#8217;appello ha ribaltato la decisione di un tribunale di primo grado che aveva ottemperato alla riforma e ha sentenziato che il risarcimento per la morte di una donna e di sua ﬁglia doveva essere valutato la metà di quello per la morte del marito e del loro ﬁglio, secondo quanto stabilito dalla legge della shari&#8217;a.</p></blockquote>
<p>Andiamo bene! In Qatar, seguendo la shari’a, le donne valgono la metà degli uomini. E chissà come tratteranno gli omosessuali, nel magico Qatar?</p>
<blockquote><p>Almeno 18 persone, per lo più cittadini stranieri, sono state condannate alla fustigazione, tra i 40 e i 100 colpi, per reati collegati a &#8220;relazioni sessuali illecite&#8221;</p></blockquote>
<p>Eh si, perché purtroppo ancora oggi nel magico Qatar, quello dei sogni proibiti della Lucarelli, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Diritti_LGBT_in_Qatar">l&#8217;art 296 del codice penal</a>e punisce la sodomia fra adulti consenzienti e stabilisce la reclusione da uno a tre anni.</p>
<p>Forse, prima di scrivere battutine idiote, questa Selvaggia Lucarelli farebbe bene ad informarsi un pochino. Oppure a contare fino a 10, le nostre nonne ci consigliavano questa buona prassi,. Perché altrimenti si rischiano magre figure, come quella di evocare l’Emiro del Qatar in difesa dei diritti civili. Questo si che offende chi è davvero discriminato.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2016/01/23/lignoranza-selvaggia-della-lucarelli-che-sogna-il-qatar/">L’ignoranza selvaggia della Lucarelli che sogna il Qatar</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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