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	<title>unione - ilMonti.com</title>
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		<title>Unire tre Province? Una «cagata pazzesca»!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jan 2016 11:09:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brianza]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-4009" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2016/01/Cagata-Pazzesca-Fantozzi.jpg" alt="Cagata-Pazzesca-Fantozzi" width="600" height="315"><br />
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<p>L’idea di unire tre province come quella di Monza, Como e Lecco? Per me è una «cagata pazzesca», come direbbe il ragionier Ugo Fantozzi. Chi oggi la propone lo fa solo per opportunismo politico, probabilmente per complicare un percorso di riforma che al contrario, sarebbe meglio prevedesse tempi brevi, anzi brevissimi. Perché vorrei ricordare che a causa del Governo Renzi i nostri ragazzi rischiano di rimanere senza autobus al rientro dalle prossime vacanze estive e i loro genitori di andare al lavoro percorrendo strade scassate e insicure. Qualsiasi tavolo, riunione, incontro o stati generali che si organizzeranno, dovranno innanzitutto partire da questo grande stato di emergenza. Tentando di trovare una soluzione il più semplice e rapida possibile. Ci sarebbe poi da chiedersi come mai solo adesso per salvare la «Brianza» è tutto un fiorire di prolusioni, appelli accorati e &nbsp;lettere manoscritte? Cosa diavolo avrà trasformato questi politici del PD, fino a ieri abbastanza indifferenti rispetto alle sorti della nostra autonomia, in novelli scrivani fiorentini alla libro «Cuore»? Oggi leggiamo Ponti che firma strappalacrime dove ricorda come in Brianza si sia</p>
<blockquote><p>
&nbsp;nel tempo quel ‘saper fare’ che è il tratto distintivo della nostra terra</p></blockquote>
<p>Concetti sacrosanti, per carità, ma proferiti da bocche che non possiedono nessuna patente per farlo. Del resto delle sorti della nostra Brianza, della peculiarità della sua storia e della sua cultura, se ne erano strabattuti in maniera pure plateale fino a qualche mese fa, quando arrivarono a cancellarne, subito appena insediati, ogni riferimento addirittura nel nostro Statuto. Solo noi tentammo, invano, di opporci presentando centinaia di emendamenti. Ricordate? (Nel caso fosse utile <a href="http://www.ilmonti.com/pd-cancellato-brianza-sogna-citta-metropolitana/">qui potete rispolverarvi </a>la memoria).<br />
&amp;amp;amp;lt;p&amp;amp;amp;gt;Ora che si ritrovano in difficoltà si sono forse ricreduti? Hanno riscoperto in un attimo le peculiarità della nostra Brianza? Ne prendo atto con gioia. Come si dice in questi casi? Meglio tardi che mai. Certo sarebbe stato meglio svegliarsi prima, magari spendendo due parole quando la Brianza stava perdendo l’Associazione industriali. Invece fu silenzio assoluto. Colpevole silenzio.&nbsp;Certo però la soluzione non può essere quella di proporre l’unione di tre province. Questa è una fesseria nel merito, ed è soprattutto deleterio proporlo oggi che non c’è assolutamente tempo da perdere.<br />
La «Grande Brianza» non è affatto l’unione delle attuali tre province, Monza, Como e Lecco. Perché tocca intenderci, cos’è la Grande Brianza? A grandi linee, senza addentrarci in particolareggiate disquisizioni di confine, potremmo definirla come l’allargamento dell’attuale Provincia di Monza Brianza a tutta la parte inferiore della Provincia di Lecco (il meratese) e a tutta l’area del canturino (a sud della Provincia di Como). Questa sorta di triangolo rovesciato è quella che viene comunemente riconosciuta come Grande Brianza, o Brianza geografica. Sono questi i territori che condividono caratteristiche geografiche, culturali, storiche e soprattutto socio economiche. È semmai questo il territorio che reclamerebbe una guida omogenea e che trarrebbe vantaggi concreti e diretti da una regia politica e istituzionale comune, sotto molteplici punti di vista.&nbsp;La montagna e soprattutto il Lago, che nel caso di Como rappresenta una marca e un brand formidabile che ne costituisce il tratto distintivo, hanno poco o nulla in comune con la Brianza. Si andrebbe dunque a costruire un mostro istituzionale assolutamente disomogeneo, completamente diviso al suo interno, frutto oltretutto di un matrimonio fra tre soggetti economicamente disperati. Informo che unendo tre poveri si verrebbe a creare un grande povero e non un ricco.&nbsp;La soluzione all’emergenza creata dalla disastrosa riforma Delrio (figlia dello stesso Partito Democratico a cui sono iscritti i presidenti di provincia) dev’essere come detto molto rapida. In una prima fase sarebbe utile riconfermare in linea di massima gli attuali confini delle dodici province lombarde (che hanno sempre funzionato bene, prima che Delrio le distruggesse), lasciando però fin da subito libertà ai comuni di talune aree di manifestare il desiderio di venire aggregati ad altre province. Per esempio: se alcuni comuni del meratese e del canturino volessero fin da subito unirsi alla Provincia di Monza e Brianza, diano il via già ora a questa iniziativa politica, portando in approvazione dei documenti in tal senso nei rispettivi consigli comunali. Perché il ridisegno dei confini è un processo che deve per forza scaturire dal basso, fedeli al dogma che debbono essere i singoli popoli a disegnare i confini e non chi comanda dall’alto. Credo che il solo pensare di ridisegnare con i compassi i confini, con un’azione politica verticistica, magari pure contro la volontà degli stessi cittadini, sia folle ed inaccettabile. Oltretutto aprirebbe ad uno scenario complicatissimo, che rischierebbe di impantanare tutti in un infinito periodo di transizione. Viene un dubbio: non sarà mica questo l’obiettivo di qualcuno?<br />
Quindi agli esponenti del Partito Democratico andrebbe chiesta una cosa molto semplice: invece di riempire le pagine dei giornali di lettere, dichiarazioni ed enunciazioni teoriche sulla Grande Brianza, perché non concretizzate subito questa presunta volontà con azioni politiche nei singoli comuni? Quella è la strada maestra, che però non mi sembra stiate percorrendo. Come mai? Forse perché l’unica azione politica che potrebbe partire in questo senso è il desiderio, rivendicato ancora in questi giorni da alcuni esponenti del PD di Vimercate, di abbandonare la Brianza in favore di Milano? Alla fine non è che ci stiamo prendendo in giro?</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2016/01/08/unire-tre-province-una-cagata-pazzesca/">Unire tre Province? Una «cagata pazzesca»!</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Unione del vimercatese: ecco perché l&#8217;ex sindaco Stucchi mi attacca</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Sep 2014 15:07:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[outlet]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Capita di non essere simpatici a tutti  e capita ancora più facilmente quando si contrasta qualche progetto o ci si oppone a qualche interesse, piccolo o grande che sia. Subire le critiche fa parte del gioco, ed avere opinioni o visioni diverse è legittimo e sacrosanto. Non sono tipo da tirarmi indietro di fronte ad una [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Capita di non essere simpatici a tutti  e capita ancora più facilmente quando si contrasta qualche progetto o ci si oppone a qualche interesse, piccolo o grande che sia. Subire le critiche fa parte del gioco, ed avere opinioni o visioni diverse è legittimo e sacrosanto. Non sono tipo da tirarmi indietro di fronte ad una polemica, anzi, ma abbassare il livello della discussione all&#8217;insulto gratuito lo trovo disdicevole. Ma a tutto c&#8217;è una spiegazione. Sabato scorso ho ricevuto un pesante attacco dall&#8217;ex sindaco di Sulbiate Maurizio Stucchi, con una lettera pubblicata su &#8220;Il Cittadino&#8221; edizione del Vimercatese (che riporto in fondo a questo articolo per chi non l&#8217;avesse letta). Il tema è ancora il vimercatese, la salvaguardia del territorio, la grande distribuzione e l&#8217;unione dei comuni. Ecco la risposta che ho inviato oggi al direttore.</p>
<blockquote><p>Egregio Direttore,</p>
<p>ho letto la missiva a firma del sig. Maurizio Stucchi, che avete pubblicato sulle pagine del vostro giornale di sabato 6 settembre (ed. Vimercatese)  in cui quest&#8217;ultimo si esibisce in una serie di pesanti apprezzamenti personali nei mie confronti, prima di avventurarsi in alcune analisi sul futuro assetto istituzionale dell&#8217;area vimercatese. Le confesso che mi risulta difficile confrontarmi con chi, come in questo caso, conduce la discussione sul terreno dell&#8217;insulto gratuito, tanto facile da esternare quanto inutile e dannoso al fine di costruire un leale, seppur duro e magari anche aspro, confronto su tematiche così importanti e delicate. Personalmente sono solito confrontarmi sulle idee, sui progetti, sulle opinioni; sono queste le cose che fanno la differenza. Non l&#8217;età anagrafica, l&#8217;essere donne oppure uomini, o peggio il mestiere del padre o della madre del mio interlocutore. Evidentemente chi è a corto di argomenti, o peggio chi si sente colpito nel vivo delle proprie responsabilità politiche, reagisce male, manifestando il peggio di sé. E così è successo anche questa volta. Credo ci sia un motivo ben preciso che ha spinto il sig. Maurizio Stucchi a vergare una lettera così spregevole, piena di odio, iraconda e ostile verso la mia persona. Il motivo è semplice, e ha a che fare, guarda caso, con una storia legata alla costruzione di un outlet. Il sig. Stucchi venne qualche anno fa, nel giugno del 2011, negli uffici della Provincia, per incontrare il Presidente Allevi e il sottoscritto. Vi assicuro che nel suo atteggiamento verso di me non traspariva, nonostante fosse passato qualche anno dal mio insediamento, quella pessima considerazione che ha manifestato nella lettera, e che evidentemente deve aver maturato dopo l&#8217;esito di quell&#8217;incontro. Il sig. Stucchi, allora Sindaco di Sulbiate, tentò di convincere la Provincia a condividere l&#8217;idea di realizzare un grande Outlet, di circa 40.000 metri quadrati, proprio in una delle zone più belle e verdi della Brianza, ovvero nel suo comune, a Sulbiate. Ricordo bene l&#8217;energia con cui tentava di convincere me, anche in qualità di assessore al turismo, della bontà di questo progetto. Credo che il sig. Stucchi fu stupito dalla fermezza con cui mi opposi a quel progetto, evidentemente credeva di trovarsi di fronte, data appunto la mia giovane età, ad un “ragazzotto” più malleabile. Anche perché il sottoscritto era già impegnato da tempo, come Assessore alle attività produttive, sul fronte della lotta al proliferare indiscriminato della grande distribuzione in Brianza. Non a caso pretesi l&#8217;inserimento di una precisa moratoria per la grande distribuzione già nella prima bozza del PTCP. Tutto questo a qualcuno ha dato e da ancora fastidio, è inevitabile quando si va ad intaccare interessi così importanti. Ma il “ragazzotto” Monti Andrea, caro Maurizio Stucchi, ha evidentemente le spalle abbastanza larghe, e non si fa intimorire da nessuna minaccia tantomeno da puerili insulti, che nemmeno mi sfiorano. Questa vicenda dell&#8217;Outlet, è bene ricordarlo, costò la carica di Sindaco allo stesso Stucchi, che dopo aver perso l&#8217;appoggio della maggioranza PD, tentò di salvarsi facendosi appoggiare dai consiglieri PDL (e già questo è sufficientemente significativo), ma si dovette poi arrendere quando fu sfiduciato con le dimissioni in massa dei consiglieri. Ecco allora evidenti i motivi per cui, in questi anni, Stucchi ha covato un certo sentimento di odio nei miei confronti, che ha esternato pubblicamente alla prima occasione utile. Questo modo di intendere la politica e la gestione del proprio territorio, tipico della prima repubblica, è uno dei motivi che mi hanno spinto ad impegnarmi in politica, e a continuare a farlo a prescindere dalle cariche istituzionali ricoperte.</p>
<p>Tornando al tema dell&#8217;unione dei Comuni promossa da Vimercate, l&#8217;intervento di Stucchi non fa altro che confermare tutte le mie paure e perplessità: si conferma infatti come il progetto miri ad una riorganizzazione diversa dei soggetti istituzionali chiamati a governare la famosa “area vasta” e non semplicemente la creazione di una unione di comuni per ottimizzare i servizi. L&#8217;idea, lo fa intendere bene Stucchi, sarebbe quella di creare un soggetto nuovo, addirittura evoca l&#8217;intervento “romano” di Rampi, chiamato a governare il vimercatese, sostituendosi quindi alla Provincia. Conferma quindi la mia analisi, con cui avevo messo in guardia i Sindaci, avvisandoli che erano stati coinvolti in qualcosa di diverso della classica unione, andando a creare un soggetto che tanto assomiglia ad una “mini provincia”. E permettetemi, la preoccupazione aumenta quando Stucchi ricorda ancora una volta come quella zona sia più verde di altre, facendo sottintendere che vi sia quindi ampio spazio per nuovo consumo di territorio. Una visione che contrasta diametralmente con la visione della Provincia (ecco allora perché si critica ferocemente), che attraverso il PTCP ha cercato invece di tutelare al massimo ogni area verde, anche e soprattutto dove, come nella parte est della Brianza, di verde fortunatamente ne abbiamo ancora parecchio. A questo punto sarebbe più onesto chiarire a tutti, e soprattutto ai comuni interessati, quale sia il vero progetto che sta dietro all&#8217;idea dell&#8217;unione dei Comuni: è davvero il prototipo di un futuro nuovo soggetto istituzionale per gestire l&#8217;area vasta? Invito a discutere su questo, se si è attrezzati per farlo, evitando di abbassare il livello del dibattito all&#8217;insulto personale.</p>
<p style="text-align: right;"><em><strong>Assessore Andrea Monti</strong></em></p>
<p style="text-align: right;">
</blockquote>
<p style="text-align: left;">[su_document url=&#8221;http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2014/09/stucchi-1.pdf&#8221;]</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2014/09/10/unione-vimercatese-perche-lex-sindaco-stucchi-mi-attacca/">Unione del vimercatese: ecco perché l’ex sindaco Stucchi mi attacca</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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