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	<title>PENSIONI - ilMonti.com</title>
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	<description>il blog di Andrea Monti</description>
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	<title>PENSIONI - ilMonti.com</title>
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		<title>VERSO IL 22 OTTOBRE / Caro Boeri sono i Lombardi che ci pagano le pensioni</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2017/08/28/22-ottobre-boeri-lombardi-pensioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Aug 2017 15:56:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Boeri ci racconta che immigrati e finti profughi ci pagheranno le pensioni. In realtà sono i lombardi che sopportano 1/4 del peso pensionistico, pagando per tutti Tito Boeri è uomo che ama le provocazioni, che in questo caso è un termine raffinato per chiamare con un altro nome quelle che a tutti sono note come [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;"><em>Boeri ci racconta che immigrati e finti profughi ci pagheranno le pensioni. In realtà sono i lombardi che sopportano 1/4 del peso pensionistico, pagando per tutti</em></h3>
<h3 style="text-align: center;"><iframe style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fandreamonti78%2Fvideos%2F1361896407256193%2F&amp;width=500&amp;show_text=false&amp;appId=376790922430899&amp;height=280" width="500" height="280" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></h3>
<p>Tito Boeri è uomo che ama le provocazioni, che in questo caso è un termine raffinato per chiamare con un altro nome quelle che a tutti sono note come «cazzate». Ad inizio estate, in piena calura, arrivò a spararla <a href="http://www.lastampa.it/2017/07/04/economia/boeri-bisogna-dire-la-verit-agli-italiani-senza-immigrati-linps-crollerebbe-SryiT6oW4Tu2aonINATLmM/pagina.html">davvero grossa</a>, giusto per conquistarsi le prime pagine:</p>
<blockquote><p>Bisogna dire la verità agli italiani: senza immigrati l’Inps crollerebbe</p></blockquote>
<p>Siccome i nostri nonni ci hanno insegnato che non bisogna buttar via niente, voglio tenere buona una parte di questa intemerata: «bisogna dire la verità agli italiani». Giusto, bisogna dirla la verità.</p>
<p>Cominciano con il dire, agli italiani, chi paga oggi le loro pensioni, senza avventurarsi in pittoresche e curiose costruzioni del futuro che verrà.</p>
<p>Oggi un quarto delle pensioni, esattamente il 26,4%, è pagato dai contribuenti e lavoratori lombardi. Seguono il Veneto con il 10,7% e L’Emilia e la Romagna con il 10,3%. Con tre regioni padane abbiamo già coperto quasi la metà delle entrate pensionistiche. Il tutto mentre qualcuno, da sinistra, vorrebbe convincerci che dovremmo sperare che a pagarci le pensioni, in futuro, siano quelli che, ciondolando per le nostre piazze, si trascinano e si sdraiano tra una panchina e una fontana.</p>
<p><a href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2017/08/LS_PENSIONI.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-4999" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2017/08/LS_PENSIONI.jpg" alt="" width="700" height="495" /></a></p>
<p>Ancora più interessante, visto che Boeri si preoccupa di denunciare un futuro non equilibrio del sistema pensionistico, annotare come quello lombardo sia in perfetto equilibrio. Il tasso di copertura, cioè quanto i contributi versati da ogni singola regione coprono le uscite per prestazioni, è pari infatti al 97,11 la media nazionale è del 76,19 per cento.</p>
<p>Altro che stranieri, immigrati e finti profughi. I lombardi pagano da soli un quarto delle pensioni, e vantano un sistema in totale equilibrio. Il resto dello stato arranca, va al traino. La Sicilia, per dirne una, contribuisce con un misero 3,3% alle entrate pensionistiche. Questa è l’unica verità che Tito Boeri dovrebbe affrettarsi a dire agli italiani. Per il momento cerchiamo di farla sapere ai lombardi, giusto perché il 22 ottobre, per questo e per una selva di altri motivi, corrano a votare al Referendum per l’autonomia. E a votare Sì.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2017/08/28/22-ottobre-boeri-lombardi-pensioni/">VERSO IL 22 OTTOBRE / Caro Boeri sono i Lombardi che ci pagano le pensioni</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Ius soli, ennesima truffa della sinistra</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2017/06/20/ius-soli-ennesima-truffa-della-sinistra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jun 2017 14:17:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La cittadinanza per gli stranieri non era davvero un problema, ma i sinistrati italiani stanno correndo per approvare la prima ed unica legge in Europa che introdurrà il principio dello &#8220;ius soli&#8221; Dicono che sia una priorità. Dicono che ci siano decine di migliaia di giovani cittadini stranieri, nati e cresciuti in Italia, che non [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><em>La cittadinanza per gli stranieri non era davvero un problema, ma i sinistrati italiani stanno correndo per approvare la prima ed unica legge in Europa che introdurrà il principio dello &#8220;ius soli&#8221;</em></strong></p>
<p><a href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2017/06/iussoli.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-4873 size-full" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2017/06/iussoli.jpg" alt="ius soli" width="1022" height="471" /></a></p>
<p>Dicono che sia una priorità. Dicono che ci siano decine di migliaia di giovani cittadini stranieri, nati e cresciuti in Italia, che non pensano a nient’altro se non a quando diventeranno cittadini italiani. Pare strano che ci sia tutta questa voglia di diventare italiani, ma ci dicono essere così. Sarà vero? Siamo sicuri? Credo ci siano buoni motivi per dubitarne. Ma soprattutto, interroghiamoci, è davvero un problema così sentito quello della cittadinanza italiana per gli stranieri?</p>
<p>Sinceramente, guardandosi intorno, appare più un problema per i soliti quattro «sinistrati», quelli che ogni tanto trascinano il Parlamento nella difesa di battaglie che fanno a pugni con il buon senso.</p>
<h2>Ricordiamolo, pochi stranieri vogliono vivere in Italia</h2>
<p>La verità è che di studi seri non ne sono stati fatti molti, ma ho già avuto modo in passato di citarne <a href="http://www.ilmonti.com/carnate-regala-la-cittadinanza-ai-figli-di-immigrati-ma-si-ignora-che-molti-stranieri-non-desiderano-rimanere-in-italia/">uno del 2008</a>. I risultati? Ci dicono che solo una minima parte di stranieri desidera rimanere qui in Italia per tutta la vita, un risicato 26%. Anche i meno svegli tra di voi, sono certo, intuiranno che se uno non vuole rimanere in italia tutta la vita, difficilmente potrà sentirsi così italiano da desiderare a tutti i costi la cittadinanza.</p>
<p>Interrogati poi sul potenziale interesse ad ottenere la cittadinanza, risponde sì «solo» il 55%. La maggioranza degli stranieri, vero, ma una maggioranza davvero risicata. Se poi ci aggiungiamo che la maggioranza di questi sogna la cittadinanza come mero strumento per non rinnovare più il permesso di soggiorno, capiamo che la battaglia sulla cittadinanza è una roba che interessa solo 4 radical chic, su cui si sta costruendo il solito circo della politica italiana. Chi ne farà le spese? Indovinate un po’…</p>
<h2>L’attuale legge scoraggia l’ottenimento della cittadinanza? Balle.</h2>
<p>A sentire i soliti tromboni, quelli che ci viene la nausea solo a nominarli, una revisione della legge è necessaria, perché ottenere la cittadinanza sarebbe troppo difficile. A parte che non si capisce il motivo per cui l’ottenimento della cittadinanza, e non un etto di prosciutto dal banco salumi, dovrebbe essere facile, i dati smentiscono anche questa tesi.</p>
<p>I dati del <a href="http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/17/DOSSIER/941909/index.html">dossier</a> del Senato parlano chiaro: il numero di non comunitari diventati italiani erano meno di 50mila nel 2011 e sono oltre 120mila nel 2014, segnando una crescita del +143%. Vi paiono numeri che disegnano una difficoltà nell’ottenere la cittadinanza? Non credo proprio.</p>
<h2>Una legge che produrrà bambini stranieri nella loro stessa famiglia</h2>
<p>L’attuale legislazione ha una impostazione chiara e lineare: la cittadinanza del minore, nato o meno in Italia non fa differenza, segue quella dei genitori. Quando i genitori diventano italiani, automaticamente lo diventano anche i figli, oppure se il genitore non vuole, il figlio minorenne non diventerà italiano fino alla maggiore età. A quel punto sarà emancipato, e la legge prevede che sia sua la scelta se accettare di diventare italiano o meno. Una roba di assoluto buon senso, nella misura in cui un minore si auspica possa rimanere nella propria famiglia d’origine il più a lungo possibile.</p>
<p>Cosa propongono invece i sinistrati? La loro idea di famiglia, ma questo lo sapevamo già, è abbastanza bislacca. Secondo loro a fare la differenza è dove nasce un bambino: quindi con la nuova legge, se approvata, basta nascere in Italia e si diventa subito italiani. Il famoso principio dello ius soli, con l’unica condizione che i genitori siano residenti legalmente in Italia da almeno 5 anni. E i genitori? Avranno anche loro la cittadinanza? Naturalmente no, i genitori continueranno ad avere in tasca la cittadinanza straniera, pur avendo partorito un figlio italiano. Vi pare abbia senso una famiglia in cui il genitore è straniero e il figlio neonato è già italiano? Una follia, tanto che una legge simile non si trova in nessun Stato d’Europa.</p>
<h2>Il nodo della doppia cittadinanza, perché viene permessa?</h2>
<p>Sapete che i Cinesi, che sono una delle comunità più numerose e più anticamente presenti in Italia, non compaiono ai primi 10 posti delle nazionalità di chi ottiene la cittadinanza? Vi domandate perché? Semplice, la Cina è uno di quei Paesi che non permette la doppia cittadinanza. Ciò significa che se un cinese vuole diventare italiano deve rinunciare alla cittadinanza cinese. E non ci rinunciano.</p>
<p>Perché l’Italia permette invece la doppia cittadinanza agli stranieri? Perché se sosteniamo che queste persone si sentono solo e soltanto italiani, non chiediamo loro di rinunciare alla cittadinanza d’origine? Non per una forma di ripicca, ma per avere la certezza che la richiesta di cittadinanza non risponda ad un mero interesse burocratico, piuttosto ad una condivisione piena di principi e di valori e di voglia di integrarsi.</p>
<p>Invece niente di tutto questo, i sinistrati corrono solo a regalare le cittadinanze, come fossero noccioline.</p>
<h2>Lo ius culturae, una totale idiozia legislativa</h2>
<p>Nella nuova legge si è inventata addirittura l’introduzione dello «ius culturae», una forma agevolata per ottenere la cittadinanza. Se lo ius soli vale per chi ha emesso il primo vagito in Italia, lo «ius culturae» vale per chi ha emesso dal secondo vagito fino ai 12 anni in Italia. In questo caso si ottiene la cittadinanza semplicemente dopo cinque anni di «frequentazione» di scuole o corsi. Badate bene, non si parla di diplomi o di esami positivi. Si parla semplicemente di 5 anni di studi, anche di scuole professionali, senza però specificare che sia necessario studiare e non solo frequentare. Ecco l’idiozia: si parla di «ius culturae», salvo poi fregarsene se la persona abbia semplicemente scaldato il banco oppure imparato qualcosa. Ma che cultura sarebbe questa, scusate? Ah già, una cultura italiana.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2017/06/20/ius-soli-ennesima-truffa-della-sinistra/">Ius soli, ennesima truffa della sinistra</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Vitalizi: io difendo Eva Klotz (e la libertà)</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2017/03/27/vitalizi-difendo-eva-klotz-la-liberta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Mar 2017 11:22:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Continua la becera campagna contro la Klotz e i tirolesi, una campagna che ha un solo obiettivo: soffocare la voglia di libertà e permettere a Roma di continuare a banchettare con i nostri quattrini L’Italia è un posto davvero strano, in perenne lotta contro il nemico sbagliato. Oggi, sulle pagine del Quotidiano Nazionale, l’ennesimo attacco [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><em>Continua la becera campagna contro la Klotz e i tirolesi, una campagna che ha un solo obiettivo: soffocare la voglia di libertà e permettere a Roma di continuare a banchettare con i nostri quattrini</em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2017/03/17545375_1209548379157664_995120503430256754_o.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-4752" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2017/03/17545375_1209548379157664_995120503430256754_o.jpg" alt="vitalizi" width="918" height="720" /></a></p>
<p>L’Italia è un posto davvero strano, in perenne lotta contro il nemico sbagliato. Oggi, sulle pagine del Quotidiano Nazionale, l’<a href="http://www.quotidiano.net/politica/stipendi-consiglieri-regionali-1.2994971">ennesimo attacco </a>contro la «casta del Trentino Alto Adige». A piena pagina viene sparata una foto degli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sch%C3%BCtzen">Schützen</a> e, manco a dirlo, della Pasionaria Eva Klotz.</p>
<p>Sarebbe un’inchiesta, così viene chiamata, anche se ha tutte le caratteristiche della solita operazione di killeraggio mediatico, dove non conta il contenuto della notizia, piuttosto l’obiettivo che ci si prefigge. E qui, tanto per essere chiari, l’obiettivo è solo uno: combattere una delle ultime realtà territoriali capaci ancora di ribellarsi con forza e buoni risultati al giogo romano. È Roma che lancia strali contro gli sprechi. Roma, la più grande cloaca politica che la storia abbia conosciuto, il più grande centro di sperpero di denari pubblici, il luogo dove tutto si fa corrompere. Tutto, anche l’anima. Da che pulpito, pensate un po’.</p>
<p>I Sud Tirolesi sono come il villaggio di Asterix e Obelix, l’ultimo ridotto di ribelli che non si vogliono piegare ai capricci dell’Imperatore. Questo è il motivo per cui vengono continuamente attaccati, non ce ne sono altri. Qui le inchieste giornalistiche non c’entrano nulla, anche perché i «risultati», di queste pseudo inchieste, non è che siano così eclatanti.</p>
<h3>EVA KLOTZ E IL VITALIZIO CHE NON C’È</h3>
<p>Partiamo dal principio: <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Eva_Klotz">Eva Klotz</a>. A me la Pasionaria non sta particolarmente simpatica, tantomeno l’ho mai osannato come fosse un idolo. Certo però che additare lei come simbolo di poltronismo politico o come persona che si è comodamente accontentata di uno stipendio facile, è davvero una porcata. Lei è la figlia del Martellatore della Val Passiria, l’indimenticato Georg, un vero mito da quelle parti. Inizia la sua carriera politica a 25 anni, seguendo sempre l’ideale dell’indipendenza dall’Italia. Può piacere o meno, ma Eva Klotz rappresenta un punto fermo di coerenza, in mezzo al putridume consociativo della politica romana, e di una certa parte di quella trentina.</p>
<p>Oltretutto lei al vitalizio, ovvero una rendita mensile garantita alla fine del mandato, ha rinunciato in favore del pagamento in un’unica soluzione di quanto dovuto. Che è una cifra enorme, proprio perché pagata in una soluzione unica, ma comunque inferiore a quella che avrebbe percepito qualche anno fa, quando già aveva maturato il diritto, ma decise di continuare l’attività politica. Perché, allora, si parla sempre e solo di Eva Klotz e non delle decine di altri consiglieri che incassano vitalizi ben più generosi? Semplice, perchè Eva Klotz è il simbolo da abbattere, il simbolo della battaglia contro Roma e per la libertà dei popoli. È così banale che spiace vedere quanti ci caschino. Troppi direi.</p>
<h2>IL RECORD DEGLI STIPENDI È LA SICILIA, MA NON VIENE CITATA</h2>
<p>L’autrice, Rosalba Carbutti, ci racconta i numeri dello «scandalo», quelli che farebbero del Consiglio Regionale trentino un record assoluto di sprechi. Eccoli:</p>
<p>Consiglieri Regionali</p>
<p>Trentino: indennità lorda 9.800€ + 1.450€ di rimborso = <strong>11.250,€</strong></p>
<p>Lombardia: indennità lorda 6.327€ + 4.218€ di rimborso= <strong>10.545€</strong></p>
<p>Emilia Romagna: indennità lorda 5.000€ + 2.258€ di rimborso= <strong>7.258€</strong></p>
<p>Toscana: indennità lorda 7.334€ + 1.925€ di rimborso= <strong>9.259€</strong></p>
<p>Potremmo, con qualche ragione, sostenere che siano in generale un mucchio di soldi. Vero, nonostante siano stati tutti ridimensionati negli ultimi anni, ma non è questo il punto. Il punto è che il Trentino, seppur in cima a questa particolare classifica «stralcio», che prende in esame solo alcune Regioni, non di discosta poi tantissimo, a ben guardare, da Lombardia e Toscana. Differenze minime. C’è però una Regione che, stranamente, non viene citata nella tabellina di questa inchiesta sugli sprechi regionali. Si chiama Regione Sicilia. Perché non viene citata? Semplice, perché avrebbero dovuto scrivere questo:</p>
<p>Sicialia: indennità lorda 6.600€ + 7.680€ di rimborso e diaria= <strong>14.280€</strong><em><br />
</em></p>
<p>A quel punto, converrete, lo scopo di infangare il fiero popolo sud tirolese, non sarebbe stato raggiunto. Quindi, meglio omettere la Sicilia, che rappresenta invece il record negativo assoluto.</p>
<h3>IN CALABRIA 1 LAVORATORE SU 5 È PUBBLICO</h3>
<p>Ma non è l’unica omissione. Vengono poi citate le percentuali dei dipendenti pubblici. Si riporta il lavoro del centro studi Impresa Lavoro, i cui risultati sono riassunti <a href="https://impresalavoro.org/dipendenti-pa-314-milioni-regioni-statuto-speciale-al-top-numero-rapporto-ai-residenti-calabria-un-occupato-4-dipendente-pa/">qui</a>.</p>
<p>Stranamente, ma dev’essere un caso, l’autrice del pezzo pubblica solo un pezzo dello studio, ovvero la percentuale di dipendenti pubblici rapportata alla popolazione residente. Il Trentino, primo fra le regioni, vanta il 7,4%. Il dato però più significativo, anche qui potrete facilmente convenire, è però rappresentato dal rapporto tra totale dei cittadini occupati e quelli impiegati nel comparto pubblico. È questo il numero che ci dice quanto peso rappresenti l’apparato pubblico rispetto all’economia di un territorio. Un indice di dinamismo e virtuosità.</p>
<p>Sapete perché Rosalba Carbutti si è «dimenticata», diciamo così, anche questo dato? Perché avrebbe dovuto scrivere che il primato spetta alla Regione Calabria, dove 1 cittadino lavoratore su 5 è dipendente pubblico: il 22,02% per la precisione, contro il 16,42% del Trentino Sud Tirolo, che sta a metà classifica.</p>
<h3>ANCHE IL TRENTINO VANTA UN PICCOLO RESIDUO FISCALE</h3>
<p>Ma il massimo lo raggiungiamo quando si criticano i trasferimenti che Roma garantisce al Trentino, che sono diversi e maggiori in funzione degli accordi che ne hanno riconosciuto la specialità. Capite bene che è davvero bizzarro che ci si limiti a citare quanto Roma «spenda» per un dato territorio, senza indicare quanto questo territorio versi annualmente alla casse statali. Anche qui, quello che conta è il residuo fiscale, ovvero la differenza tra ciò che si versa e ciò che lo Stato ridà indietro in servizi e trasferimenti. Giusto per capire, dato che siamo in argomento, chi davvero paga quelle famose pensioni d’oro e quegli stipendi generosi: paga Roma o paga il Trentino?</p>
<p>Lo studio sul residuo fiscale della CGIA di Mestre, che trovate <a href="http://www.cgiamestre.com/wp-content/uploads/2015/02/residuofiscale.pdf">qui</a>, racconta che anche il Trentino, nonostante goda di un regime sicuramente agevolato, vanta un «credito» nei confronti dello Stato di 612.000.000 di euro ogni anno. Quindi la risposta ce la siamo già data: gli stipendi e vitalizi dei consiglieri trentini vengono pagati dai contribuenti trentini. Roma non regala nulla.</p>
<p>E la Sicilia? I nostri «amici» dell’ARS (Assemblea Regionale Sicilia) che si fregiano del titolo di «Deputato», sono invece tutti a carico nostro. Là a quelle latitudini, è bene ricordare, regaliamo quasi 9 miliardi di euro ogni anno. Risultati positivi? Zero assoluto.</p>
<p>Per questo io difendo Eva Klotz e il Sud Tirolo, perché difendere loro significa difendere la sacrosanta lotta contro Roma, che utilizza ogni strumento per metterci gli uni contro gli altri, continuando a banchettare allegramente con i nostri quattrini.</p>
<pre><em><strong><span style="color: #ff0000;">* UPDATE</span>: segnalo che questa settimana Rosalba Carbutti ha firmato un completo servizio anche sugli scandali della Regione Sicilia, che potete "gustarvi" a questo indirizzo: <a href="http://www.quotidiano.net/politica/sicilia-sprechi-vitalizi-1.2997254">http://www.quotidiano.net/politica/sicilia-sprechi-vitalizi-1.2997254</a></strong></em></pre><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2017/03/27/vitalizi-difendo-eva-klotz-la-liberta/">Vitalizi: io difendo Eva Klotz (e la libertà)</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Al Nord si lavora, al Sud si fa l’invalido</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2016/04/04/al-nord-si-lavora-al-sud-si-linvalido/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Apr 2016 15:24:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Al sud c&#8217;è una strana epidemia che da decenni genera un tasso doppio di invalidi. Secondo Mastella si è stati di manica larga perché mancava il lavoro. E noi paghiamo. L’INPS ha pubblicato qualche giorno fa una sintesi statistica molto interessante. Cosa ci raccontano questi nuovi numeri? Una cosa abbastanza vecchia e risaputa, purtroppo. Niente di [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2016/04/04/al-nord-si-lavora-al-sud-si-linvalido/">Al Nord si lavora, al Sud si fa l’invalido</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;">Al sud c&#8217;è una strana epidemia che da decenni genera un tasso doppio di invalidi. Secondo Mastella si è stati di manica larga perché mancava il lavoro. E noi paghiamo.</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-4234" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2016/04/invalidi-interna-new1.jpg1_.jpg" alt="invalidi-interna-new1.jpg1" width="850" height="444" /></p>
<p>L’INPS ha pubblicato qualche giorno fa una <a href="http://www.inps.it/docallegati/News/Documents/Stat_In_Breve_Pensioni_2016.pdf">sintesi statistica</a> molto interessante. Cosa ci raccontano questi nuovi numeri? Una cosa abbastanza vecchia e risaputa, purtroppo. Niente di cui già non fossimo a conoscenza. Il nord d’Italia lavora e il sud succhia la scia, attraverso la greppia assistenzialista. Una mungitura costante e continua, che è poi il vero e unico segno distintivo di questa bistrattata italietta.</p>
<p>Pochi numeri dicono tutto: al Nord si erogano 190 pensioni di vecchiaia ogni 1000 abitanti, al Sud sono solo 102 ogni 1000 residenti, praticamente la metà. Scorrendo invece la riga delle pensioni di invalidità civile la proporzione si ribalta. Sono 37 ogni 1000 abitanti al nord e 64 al sud. Ed è davvero incredibile questo fenomeno che si rinnova da decenni, come se il sud Italia fosse costantemente colpito da una misteriosa epidemia che raddoppia le statistiche sugli invalidi.</p>
<p>Uno scandalo all’apparenza indifendibile. E invece c’è chi riesce persino a giustificarlo. E chi poteva avere il coraggio di difendere questa truffa istituzionalizzata? Pochi sarebbero riusciti a fare meglio di lui, il sempiterno Clemente Mastella, funambolico fuoriclasse nella difesa del sud, sempre e comunque. Lo ha <a href="http://www.radio24.ilsole24ore.com/programma/attenti-noi/trasmissione-aprile-2016-090211-gSLA5lg6aB">fatto su Radio24</a>, in diretta e senza vergogna, arrivando a paragonare le invalidità di «manica larga» elargite al sud con gli aiuti che lo stato italiano ha dirottato negli anni alla Fiat. Aiuti, tra l’altro, che sono finiti in gran parte a finanziare fabbriche e operai del sud, quindi sempre verso l’elettorato medio di Mastella, ma questa ha fatto finta d’ingnorarlo. (Potete ascoltarlo <a href="http://audio.radio24.ilsole24ore.com/radio24_audio/2016/160401-attenti-noi.mp3">scaricando il podcast</a>, dal minuto 22)</p>
<p>Ha usato parole come «integrazione» e «connivenza», asserendo che fosse lo Stato stesso ad intervenire scientificamente nell’introdurre pensioni di invalidità attraverso, uso la sua esatta terminologia, una «estensione di benevolenza».</p>
<p>Vi rendete conto? Questi spudorati hanno il coraggio di ammettere, pure bellamente in diretta nazionale, che al sud lo Stato non dice alla gente di andare a lavorare e pagare le tasse, bensì ordina di far finta di trascinare una gamba così arriverà una pensione. Pensione naturalmente pagata dagli inquilini coglioni del piano di sopra. Cioè i cittadini del nord. E poi a chi non aveva voglia di trascinare una gamba regalavano magari una divisa da forestale.</p>
<p>Tutto tristemente noto. La domanda è per quanto tempo ancora, noi contribuenti lombardi e veneti, cioè quelli che attraverso un enorme residuo fiscale finanziano queste porcherie immonde, saremo disposti a sopportare tutto questo? Temo purtroppo ancora per tanto tempo.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2016/04/04/al-nord-si-lavora-al-sud-si-linvalido/">Al Nord si lavora, al Sud si fa l’invalido</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
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		<title>IL GOVERNO MONTI DOPO 100 GIORNI SEMBRA L&#8217;INTER DI RANIERI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Feb 2012 12:15:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[GOVERNO]]></category>
		<category><![CDATA[INTER]]></category>
		<category><![CDATA[monti]]></category>
		<category><![CDATA[PENSIONI]]></category>
		<category><![CDATA[RANIERI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È vero, cento giorni non sono poi tanti per valutare l’azione di un governo, diventano però un traguardo per una prima importante valutazione, nel merito dei risultati, nel caso in cui, come in quello del governo Monti, l’insediamento e la nascita del governo fu anticipato da titoli da emergenza nazionale del tipo: “FATE PRESTO”, stampato [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2012/02/24/il-governo-monti-dopo-100-giorni-sembra-linter-di-ranieri/">IL GOVERNO MONTI DOPO 100 GIORNI SEMBRA L’INTER DI RANIERI</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È vero, cento giorni non sono poi tanti per valutare l’azione di un governo, diventano però un traguardo per una prima importante valutazione, nel merito dei risultati, nel caso in cui, come in quello del governo Monti, l’insediamento e la nascita del governo fu anticipato da titoli da emergenza nazionale del tipo: “FATE PRESTO”, stampato a nove colonne su “Il Sole 24 Ore”.</p>
<p>A questo punto sarà pur nostro diritto imbastire una sorta di primo bilancio dei 100 giorni del Governo Monti? Ok, forse considerate che sia troppo presto per tracciare un primo, seppur sommario bilancio? Ve lo concedo.</p>
<p><span id="more-120"></span></p>
<p>D’altro canto, insomma, ci sarà pur permesso, almeno, domandarci in maniera molto semplice, ma il Governo Monti, cosa ha fatto in questi cento giorni? Dopo essere stato invocato come l’unica soluzione forte, efficace e veloce?</p>
<p>Evitiamo di avvitarci su discorsi polemici e perniciosi, sulle lodevoli intenzioni (taxisti docet) di cui ben sapete sono lastricate le pareti dell’inferno; cerchiamo invece, di rimanere ai fatti,  provvedimenti approvati, risultati ottenuti, perché il resto capite bene essere aria fritta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In cento giorni il Governo Monti ha concluso l’iter di conversione definitiva in legge di un solo decreto,  il famoso “Salva Italia”, una manovra pesante in cui si raccolgono 75 miliardi di € sostanzialmente in nuove tasse e poi, come ben sanno i lavoratori, viene approvato l’ultimo miglio delle riforme pensionistiche, quello più sanguinoso ed ingiusto, ovvero l’eliminazione delle pensioni di chi ha lavorato veramente una vita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Risultati di questa manovra? Tutti gli indici macroeconomici, dal PIL in giù, hanno segno negativo, l’Italia ha subito 3 downgrade in 3 mesi del proprio rating, così come quello di 34 banche, insomma, un parziale negativo paragonabile solo aell’Inter di Ranieri!</p>
<p>Il famoso provvedimento “Cresci Italia” è in discussione al Senato e comunque,  non contiene nessuna vera liberalizzazione, nemmeno la tanto strombazzata stretta alla presunta casta dei taxisti. Dentro troviamo solo una serie di miseri provvedimenti che con la crescita poco o nulla hanno a che fare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Veniamo poi al decreto semplificazioni, questo ancora al palo attende l’inizio dell’iter in Parlamento, ma l’unica cosa che sarà semplificata veramente, come sembra, sarà la possibilità dello stato di vessarci di più, più in fretta e meglio.</p>
<p>Sulla riforma del lavoro, per finire, si sta facendo il solito teatrino sull’articolo 18, lo stesso copione che portano in scena governo, confindustria e sindacati da almeno quindici anni, con nessun risultato se non quello di riempire i giornali.</p>
<p>Si dice però che il famoso “spread” ora sia sceso, perché i mercati si fidano di uno serio come Monti, molto di più di quanto si fidassero di Berlusconi, vero? Pare di no.  L’ex Ministro Brunetta si è messo a far di conto, scoprendo che la media dello spread degli ultimi 95 giorni del gov. Berlusconi è stata di 368 p.ti, quella dei primi 95 di Monti 457.</p>
<p>Sempre ricordando che si è già dimostrato più volte come le dinamiche speculative degli ultimi sei mesi sullo spread abbiano poco, pochissimo a che fare con l’azione dei vari governi.</p>
<p>( Ne avevo parlato qui <a href="http://www.ilmonti.com/ma-in-spagna-governava-b-storie-di-spread-e-ordinarie-menzogne">http://www.ilmonti.com/ma-in-spagna-governava-b-storie-di-spread-e-ordinarie-menzogne</a> )</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ricapitoliamo, il gov. Monti non ha fatto una vera riforma delle pensioni, non ha fatto liberalizzazioni, non ha intaccato i potentati, non ha semplificato ancora nulla, non ha abbassato in maniera decisiva lo spread. Che cosa ha fatto? Ha tagliato risorse agli enti locali e inasprito la tassazione per 75miliardi di euro di nuove tasse.</p>
<p>La mia preoccupazione non sta tanto nella semplicità e leggerezza con cui si sia ingannata la gente sulle potenzialità salvifiche di questo esecutivo, ora la mia prima preoccupazione è registrare che il futuro sarà ancora più nero, poiché in questi 100 giorni, con una grande maggioranza, un clima di emergenza per cui tutti avrebbero accettato tutto, non si è fatto assolutamente nulla se non vessare i cittadini in una spirale pro ciclica nei confronti della crisi.</p>
<p>Buon compleanno governo Monti… speriamo non ci siano altri 100 giorni.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2012/02/24/il-governo-monti-dopo-100-giorni-sembra-linter-di-ranieri/">IL GOVERNO MONTI DOPO 100 GIORNI SEMBRA L’INTER DI RANIERI</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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