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		<title>Fermo, la Caporetto degli imbecilli buonisti</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2017/01/19/fermo-la-caporetto-buonisti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jan 2017 11:44:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2017/01/19/fermo-la-caporetto-buonisti/">Fermo, la Caporetto degli imbecilli buonisti</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;">Era stato trattato come un mostro. Ma in carcere non ci andrà e la moglie della vittima non chiederà risarcimento, perché ha mentito</h3>
<p><a href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2017/01/immagini.quotidiano.net-2.jpeg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-4630 size-large" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2017/01/immagini.quotidiano.net-2-1024x682.jpeg" alt="fermo" width="1024" height="682" /></a></p>
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<p>Amedeo Mancini, colui che fu dipinto come il mostro razzista di Fermo, dovrà scontare solo una piccola pena di quattro anni. Non andrà nemmeno in carcere, solo domiciliari e per otto ore al giorno sarà persino libero di andare al lavoro. Mancini, quello che per uno stuolo di zerbini del politicamente corretto era uno spregevole assassino razzista, non dovrà nemmeno risarcire i parenti della vittima, cioè la moglie che ha rinunciato ad ogni indennizzo, per non rischiare di essere denunciata per le false dichiarazioni rilasciate. Sarà solo chiamato a pagare la miseria di cinquemila euro, quelli necessari a rimborsare il costo del rimpatrio della salma di Emmanuel Chidi Namdi.</p>
<p>Si chiude dunque come una vera e propria Caporetto, una grande ritirata per i soloni del pensiero buono e giusto, quelli che sempre e comunque stanno dalla parte dello straniero. Quelli che se solo critichi sei un razzista, figurarsi se osi pure reagire, o ribellarti, fosse pure contro un’aggressione.</p>
<h3>FERMO, UNA STORIA DI FALSO RAZZISMO</h3>
<p>Emmanuel Chidi Namdi morì a Fermo nel luglio del 2016, a seguito di una lite con Amedeo Mancini. Mancini è bianco, è un ultrà della Fermana, un ex pugile. Emmanuel è un migrante, è nero, è africano ed è un richiedente asilo. Per alcuni, naturalmente imbecilli, questi furono elementi sufficienti per arrivare subito alla sentenza: Mancini ha ucciso Emmanuel per razzismo, perché è nero, per xenofobia, perché poi sicuramente è di destra. E il fatto che magari non la pensa politicamente come loro, lo rende già un po’ colpevole.</p>
<p>Partì così il carosello della manifestazioni, delle fiaccolate, delle marce. Come <a href="http://www.anconatoday.it/cronaca/fermo-marcia-migrante-emmanuel.html">questa</a>, dove sfilarono sindacalisti, comunisti e grillini. Tutti contro Mancini il razzista.</p>
<p>Bello rileggere le dichiarazioni di alcuni illuminati pensatori:</p>
<p><strong>Maurizio Di Cosmo</strong> della Camera del Lavoro di Fermo</p>
<blockquote><p>«Crediamo che questa città debba dare una risposta di diniego all’aggressione razzista che ci è stata. Questo non è l’unico evento ma ci sono altri fatti che parlano di illegalità e di razzismo. In questa comunità c’è un problema e vorremmo che la città respinga questo scivolamento verso un clima di barbarie»</p></blockquote>
<p><strong>Amar Ousmane</strong> dell’AISAM</p>
<blockquote><p>«Siamo tutti con la compagna di Emmanuel. Il suo dolore è il nostro dolore che condividiamo con lei e tutti i migranti d’Italia e speriamo che un fatto così non accada mai più».</p></blockquote>
<p>Fino ad arrivare a Don Vinicio Albanesi, che arringava la folla con il megafono</p>
<blockquote><p>Emmanuel è un martire della libertà e noi lo difenderemo, nel rispetto della vita, della sua donna e di ogni essere vivente</p></blockquote>
<p>Insomma, il quadro era perfetto, a questi non sembrava neppure vero. Finalmente un migrante massacrato senza motivo, solo per razzismo, solo per paura del diverso. Un africano, un nero, ucciso per mano di un bianco violento. Finalmente anche in Italia accadeva, dopo anni a commentare cose che succedevano solo negli USA. Finalmente un martire qui vicino a noi, da coccolare, da osannare. E da sfruttare politicamente, ovvio.</p>
<p>Peccato che poi la realtà si sia messa di mezzo. Maledetta realtà, maledetta verità. Ha rovinato l’idillio di una storia che era così perfetta. Ma non era vera. Piccolo ed «insignificante» particolare.</p>
<p>Sono bastati pochi giorni, qualche indagine, il minimo sindacale di interrogatori. Si è capito presto che la povera vedova di Emmanuel aveva mentito. Si è ben presto scoperto che l’indifeso migrante, cioè la povera vittima, si era preso la briga di colpire Mancini, addirittura con un palo di ferro. Il Mancini sferrò un pugno per reazione, l’altro cadde prendendo un colpo fatale alla testa. Una lite, una scazzottata finita male. Anzi, pare che Mancini sia stato addirittura aggredito per diversi minuti, sempre per mano del «martire» Emmanuel.</p>
<p>Ora arriva il patteggiamento, ovvero una condanna minima per omicidio preterintenzionale. Niente aggravanti di recidiva e futili motivi. L’aggravante di razzismo ridotta ai minimi termini. Ma queste è probabilmente una pena più severa di quella che avrebbe subito se la lite fosse avvenuta con un bianco. Invece Emmanuel, era migrante, era africano, era nero. Dunque Mancini si è dovuto difendere da due accuse, quella di omicidio e quella di razzismo. Ma qui, lasciatemelo dire, il razzismo è stato davvero al contrario.<br />
Sarebbe bello che tutti gli imbecilli che hanno alimentato questo caso inesistente di razzismo, quelli che hanno elevato a martire chi martire non era, chiedessero scusa. Scusa a Mancini, scusa a noi, scusa alla verità. Non accadrà, naturalmente.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2017/01/19/fermo-la-caporetto-buonisti/">Fermo, la Caporetto degli imbecilli buonisti</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Cari amici gay, cercavate normalità ma si è scatenato l’odio</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2016/02/02/cari-amici-gay-cercavate-normalita-si-scatenato-lodio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Feb 2016 18:17:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il mito del matrimonio nasconde il desiderio di normalizzarsi all’interno della società, nell’illusoria aspirazione di eliminare ogni differenza con il mondo etero La senatrice Cirinnà ha iniziato il suo intervento in aula parlando di diritti, discriminazione ed uguaglianza. Termini forti, evocati con ancora maggior enfasi da Ivan Scalfarotto, su un lungo post pubblicato oggi in risposta [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><em>Il mito del matrimonio nasconde il desiderio di normalizzarsi all’interno della società, nell’illusoria aspirazione di eliminare ogni differenza con il mondo etero</em></h2>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-4092" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2016/02/4254708-2-1024x682.jpg" alt="bacio gay pirellone" width="1024" height="682" />La senatrice Cirinnà ha iniziato il suo intervento in aula parlando di diritti, discriminazione ed uguaglianza. Termini forti, evocati con ancora maggior enfasi da Ivan Scalfarotto, su un <a href="http://www.ilpost.it/ivanscalfarotto/2016/02/02/democrazia-liberale-unioni-civili/">lungo post</a> pubblicato oggi in risposta all’editoriale di Ernesto Galli della Loggia.</p>
<p>Mentre duellava con una delle firme più famose del corsera, bacchettandolo come fosse uno scolaretto, ricorreva a piene mani (ma senza titolo) a famosi episodi di eclatante discriminazione, citando per esempio Rosa Parks, simbolo della segregazione nera in Alabama. Arrivando addirittura a scrivere:</p>
<blockquote><p>non è strano che all’ordine del giorno dei parlamenti, dei tribunali e dei giornali non ci fosse, fino qualche decennio fa, alcun punto che riguardasse gli omosessuali. Vivendo una condizione di totale emarginazione, di stigma sociale pervsasivo quando non di repressione penale, le persone omosessuali erano troppo impegnate a nascondersi per osare un fiato.</p></blockquote>
<p>Emarginazione? Stigma sociale? Repressione penale? Ma è davvero questa la condizione in cui hanno vissuto gli omosessuali in Italia? Naturalmente no. La comunità gay è più che rispettata, da moltissimi anni è accolta nella pienezza dei suoi sacrosanti diritti civili. Cioè i medesimi di ogni altro individuo. Anzi diciamolo, ultimamente è guardata addirittura con eccessiva benevolenza, se non con un riguardo fuori misura. Gli episodi in questo senso si sprecano. Su tutti vorrei ricordare le disavventure di Guido Barilla, reo semplicemente di aver rivendicato le sue personali idee sulla famiglia tradizionale:</p>
<blockquote><p>Non faremo pubblicità con omosessuali perché a noi piace la famiglia tradizionale. Se i gay non sono d&#8217;accordo, possono sempre mangiare la pasta di un&#8217;altra marca</p></blockquote>
<p>L’azienda è stata messa alla gogna nel giro di poche ore, attraverso la campagna #boicottabarilla, costringendo lo stesso Barilla ad <a href="http://www.huffingtonpost.it/2013/09/28/guido-barilla-scuse-gay_n_4008229.html">abiurare pubblicamente</a> le sue stesse idee. Una figura da poveraccio. L’azione contro Barilla è stata così violenta e profonda da influenzare addirittura l’attività stessa dell’azienda, trovatasi a finanziare <a href="http://www.huffingtonpost.it/2015/03/17/barilla-da-scandalo-a-brand-gay-friendly_n_6883906.html">una serie di iniziative</a> a favore delle coppie LGBT. Al contrario nessuno, tra lo sterminato popolo dei single, anche loro discriminati rispetto al disegno della famiglia tradizionale, ha rivendicato alcunché. Ma come si può paragonare tutto questo alla povera ed indifesa Rosa Parks? È una grossa stupidaggine, come lo è dipingere l’Italia come uno Stato che non accetterebbe gli omosessuali. Ricordo che in ben due regioni del Sud, che è la zona che storicamente accusa una visione più arcaica della società, sono stati eletti alla carica di governatore individui dichiaratamente e smaccatamente omosessuali. Tutti lo sapevano, ma sono stati votati dalla maggioranza, senza la minima discriminazione.</p>
<p>Ho l’impressione che il mondo gay stia cercando altro. Questo mito del matrimonio, per verità una pratica molto fuori moda tra i giovani etero, trovo che abbia molto poco a che fare con i diritti, piuttosto nasconda il desiderio di normalizzazione all’interno della società, nell’illusoria aspirazione di eliminare ogni differenza con il mondo etero. Un desiderio umanamente comprensibile, ma profondamente sbagliato. La bellezza del mondo risiede nelle sue molteplici diversità, nella ricchezza dei colori, delle forme, dei profumi, degli odori, delle tradizioni e dei costumi. Le differenze non devono spaventare, non devono creare fobie e non devono essere cacciate ed eliminate. Siamo diversi, ed è una grande fortuna.</p>
<p>Ed è proprio ora che in maniera virulenta si scatena la corporazione, il fronte comune, la lobby, quella che trasforma un gusto e un’inclinazione sessuale in ideologia, che l’aria si fa più pesante. Lo avete notato? Accendete la radio, la tv o entrate in un bar, da mattina a sera: in ogni angolo è derby tra gay ed etero, come tra Coppi e Bartali, Mazzola e Rivera. Frequento lo stadio di S.Siro da tenere età, in 30 anni non ho mai ascoltato cori contro gli omosessuali. Domenica sera, complice la sceneggiata Sarri vs Mancini, per tutti i novanta minuti si sono alternati cori omofobi contro Roberto Mancini.</p>
<p>Non è un buon segno, come sul fronte opposto non lo sono state le battute idiote contro la Meloni (certo un po’ paracula nel tempismo) o contro i partecipanti al Family Day. Per non parlare poi della cretina campagna per boicottare i treni di Italo, colpevoli di aver offerto una scoutistica sulla tratta Milano-Roma nel giorno del Family Day. L&#8217;azienda è stata costretta a capitolare anche in questo caso, abbozzando le solite pietose scuse, solo in un rigurgito d&#8217;orgoglio ha ricordato che tempo fa aveva addirittura ideato una convenzione &#8220;PRIDE10&#8221;, in occasione del Gay Village di Padova. Naturalmente nessun etero tentò di boicottare Italo.</p>
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<blockquote cite="https://www.facebook.com/ItaloTreno/posts/1002417063138375"><p>Ciao a tutti,oggi vogliamo scusarci con chi, nei giorni scorsi, si è sentito offeso o discriminato dal nostro operato e&#8230;</p>
<p>Pubblicato da <a href="https://www.facebook.com/ItaloTreno/">Italo Treno</a> su <a href="https://www.facebook.com/ItaloTreno/posts/1002417063138375">Lunedì 25 gennaio 2016</a></p></blockquote>
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<p>&nbsp;</p>
<p>Io ho l’impressione che cercando la normalità si stia semplicemente scatenando l’odio. Non sarebbe il caso di fermarsi?</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2016/02/02/cari-amici-gay-cercavate-normalita-si-scatenato-lodio/">Cari amici gay, cercavate normalità ma si è scatenato l’odio</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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