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	<title>limbiate - ilMonti.com</title>
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	<description>il blog di Andrea Monti</description>
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		<title>Scandalo a Limbiate: si delibera il bavaglio ai Consiglieri</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2015/10/01/scandalo-a-limbiate-si-delibera-il-bavaglio-ai-consiglieri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2015 14:59:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[ASL]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Siamo da un pezzo abituati a leggere delibere e ordinanze di ogni tipo, capaci di soddisfare un ampio spettro della bizzarria umana, ma a Limbiate riescono ancora a farci saltare sulla sedia. È di qualche settimana fa la polemica esplosa, come prevedibile, dopo una comunicazione dell’ASL in cui si faceva riferimento ad un sospetto caso [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2015/10/01/scandalo-a-limbiate-si-delibera-il-bavaglio-ai-consiglieri/">Scandalo a Limbiate: si delibera il bavaglio ai Consiglieri</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo da un pezzo abituati a leggere delibere e ordinanze di ogni tipo, capaci di soddisfare un ampio spettro della bizzarria umana, ma a Limbiate riescono ancora a farci saltare sulla sedia.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-3621" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2015/10/legge_bavaglio1.jpg" alt="legge_bavaglio" width="800" height="449" /></p>
<p>È di qualche settimana fa la <a href="http://quibrianza.it/cronaca/limbiate/mestrone-su-profughi-e-tubercolosi-il-pd-mente-anche-in-regione.html">polemica esplosa</a>, come prevedibile, dopo una comunicazione dell’ASL in cui si faceva riferimento ad un sospetto caso di tubercolosi all’interno del centro profughi di Limbiate. Dopo un pietoso valzer di accuse e contro accuse di falsità, in cui la tutela dell’incolumità pubblica veniva evidentemente messa in secondo piano rispetto al rischio di perdere qualche voto, si è accertato che la relazione dell’ASL conteneva un elemento non corretto. Ovvero il sospetto caso di tubercolosi era stato sì riscontrato ad Aprile, coinvolgeva sì un cittadino extracomunitario ospite in strutture di Limbiate, ma via l’errore di qualche decina di metri nell’ubicazione del luogo in cui soggiornava. Non stava nel centro profughi ma in altri locali, comunque non molto distanti.</p>
<p>Questo piccolo errore, del resto ininfluente rispetto all’eventuale rischio sanitario, ha giustificato una reazione esagerata ed esagitata da parte del Sindaco ed anche del capogruppo in Regione Lombardia Brambilla, che ha dichiarato alle agenzie stampa:</p>
<blockquote><p>La Lega arriva addirittura a diffondere notizie false per alimentare la paura dei profughi. È un atteggiamento veramente vergognoso, che si fa beffe della sofferenza di tante persone e di chi, nonostante tutto, si fa in quattro per soccorrerli</p></blockquote>
<p>Ignorando evidentemente che il caso di sospetta tubercolosi è stato effettivamente riscontrato ad aprile, come del resto ammesso dalla stessa Giunta. Qualche decina di metri forse rende una notizia falsa? Cosa non si fa per non perdere voti.</p>
<p>Non contenti di essersi sfogati attraverso la loro incontinenza verbale, la Giunta di Limbiate ha deciso addirittura di approvare una delibera per puntare il dito dritto dritto al Consigliere Luca Mestrone, capogruppo di Forza Italia a Limbiate; Mestrone è accusato di aver chiesto informazioni all’ASL, di aver fatto sapere alla popolazione che ad aprile fosse stato registrato un sospetto caso di TBC e di aver richiesto, udite udite, addirittura la convocazione di un Consiglio Comunale aperto. Cioè una delle massime espressioni della partecipazione alla politica locale dei cittadini. Cosa evidentemente poco gradita al «soviet» che governa Limbiate.</p>
<p>E già che c’erano, nella delibera tentano di intimorire pure tutti gli altri consiglieri di minoranza e pure la libera stampa. Meglio abbondare.</p>
<p>Cito testuale dalla delibera comunale nr. 194 del 9/9/2015, che potete leggere <a href="http://80.22.39.14:82/ULISS-e/tmp/uxljhz2mmtrigq55dumk1q45/842280.merge.pdf">per intero qui</a>,</p>
<blockquote><p>Che la richiesta pervenuta in data 08/09/2015 dal Consigliere comunale Luca Mestrone, in nome e per conto anche di altri consiglieri comunali di minoranza, di convocazione di un consiglio comunale aperto sul tema delle “procedure sanitarie e di sicurezza vigenti all’interno dei locali dell’HUB (Centro di accoglienza n.d.r.) provinciale di prima accoglienza dei migranti di via Bonaparte n. 2 a Limbiate” si inserisce in tale ambito utilizzando le informazioni pubbliche pervenute acriticamente e a solo scopo elettoralistico, con la finalità di ingenerare, il senso di insicurezza dei cittadini che ripongono nei soggetti incaricati di una funzione pubblica, la massima fiducia riconoscendo l’autorevolezza delle informazioni diffuse</p></blockquote>
<p>Secondo la Giunta di Limbiate, che ha sprecato carta, tempo ed inchiostro per redigere questa inutile delibera, sarebbe stato compito di Mestrone indagare sulla totale veridicità delle comunicazioni ufficiali dell’ASL. Ridicolo. Perché al contrario non si accusa direttamente l’ASL? Forse si aveva timore di farlo?</p>
<p>O forse perché l’obiettivo è solo quello di spaventare i Consiglieri Comunali, così da limitare di fatto il loro diritto ad esercitare una doverosa e legittima funzione di critica e controllo:</p>
<blockquote><p>Che, pertanto, si ritiene che i predetti comportamenti sia del consigliere Mestrone e altri firmatari della richiesta, che dai mezzi di comunicazione, potendo dar luogo ad allarmismi ingiustificati, debbano essere stigmatizzati e portati all’attenzione delle autorità competenti affinché siano valutate le ricadute in termini di generalizzazione del panico nella popolazione limbiatese;</p></blockquote>
<p>Terrificante anche il dispositivo della Delibera:</p>
<blockquote><p>DELIBERA</p>
<p>Le premesse fanno parte integrante della parte dispositiva</p>
<p>DI PROCEDERE ALLA VERIFICA, SULLA BASE DI QUANTO SOPRA ESPOSTO, DELL’AVVERARSI DELLE CONDIZIONI CHE POTREBBERO, SE PROVENIENTI DA SOGGETTO PUBBLICO, DETERMINARE PROCURATO ALLARME ALLA POPOLAZIONE, RIVOLGENDOSI ALLE AUTORITA COMPETENTI.</p></blockquote>
<p>Il Sindaco e la Giunta minacciano di rivolgersi alle autorità competenti (Carabinieri, Prefetto, Procura?) se i Consiglieri Comunali dovessero continuare a fare ciò che è loro dovere, oltre che diritto: ovvero controllare l’operato della maggioranza ed informare i cittadini, anche veicolando informazioni ufficiali. Mica il sentito dire al bar.</p>
<p>Questo è un atto gravissimo, politicamente vergognoso, che dovrebbe far insorgere tutta la politica.</p>
<p>Mi frulla poi in testa una domanda: ma se il Sindaco e l’amministrazione sapevano fin dal mese di Aprile di questo caso, cosa hanno fatto per limitare gli eventuali rischi di contagio? Perché questo è loro dovere fare. Non vorremmo che la loro unica preoccupazione fosse stata quella di nascondere la verità, di cercare di non rendere pubbliche notizie ufficiali, anche rilevanti, solo perché politicamente scomode e sconvenienti? Sarebbe anche questo gravissimo.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2015/10/01/scandalo-a-limbiate-si-delibera-il-bavaglio-ai-consiglieri/">Scandalo a Limbiate: si delibera il bavaglio ai Consiglieri</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Sono entrato in un centro profughi. Ecco cosa ho visto</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2015/09/18/sono-entrato-in-un-centro-profughi-ecco-cosa-ho-visto/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2015 14:48:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[bordonali]]></category>
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		<category><![CDATA[immigrati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ieri abbiamo fatto visita ad uno dei centri di prima accoglienza provinciale (Hub) dei richiedenti protezione internazionale allestito in Brianza. Si tratta di quello realizzato in località Mombello nel Comune di Limbiate. nella visita ho accompagnato l’Assessore Regionale Simona Bordonali, in compagnia del mio collega Consigliere Provinciale Andrea Villa e il Consigliere Comunale di Limbiate [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri abbiamo fatto visita ad uno dei centri di prima accoglienza provinciale (Hub) dei richiedenti protezione internazionale allestito in Brianza. Si tratta di quello realizzato in località Mombello nel Comune di Limbiate. nella visita ho accompagnato l’Assessore Regionale Simona Bordonali, in compagnia del mio collega Consigliere Provinciale Andrea Villa e il Consigliere Comunale di Limbiate Cinzia Galli.</p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-3551 alignnone" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2015/09/IMG_0004.jpeg" alt="IMG_0004" width="1600" height="1200" /></p>
<p style="text-align: center;"><iframe src="https://www.spreaker.com/embed/player/mini?episode_id=6657209&#038;autoplay=false" style="width: 100%; height: 71px;" frameborder="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>Ho scritto questo lunghissimo reportage (troppo lungo forse), diviso in sezioni a secondo degli argomenti, per rendere più agevole la lettura.</p>
<p>La prima parte è un fedele racconto di ciò che ho visto e sentito, cronaca pura, imparziale e il più possibile corretta che metto a disposizione di tutti. Quello che penso e quello che ho pensato dopo la visita l’ho scritto alla fine.</p>
<p>I più curiosi possono quindi saltare direttamente là all’ultimo capitolo, ma leggere il resto è sicuramente utile ed interessante.</p>
<h2>[su_highlight background=&#8221;#f4e427&#8243;]Cosa ho visto?[/su_highlight]</h2>
<p>È il primo ed unico centro di questo tipo che ho avuto l’occasione di visitare; cercando un confronto con altre strutture di questo tipo di cui ho letto oppure visto servizi e reportage, posso confermare ciò che ha dichiarato l’assessore Bordonali, ovvero che quello di Limbiate è sicuramente una struttura di primo livello: bella, accogliente, nuova e pulita.</p>
<p>Molto lontana dalla drammatica situazione che si vive nelle tendopoli di Agrate o in quelle di Bresso.</p>
<p>Conosco bene questi spazi di Mombello, visto che sono stati i miei uffici per 4 anni dal 2010 al 2014, vederli trasformati in un dormitorio ammetto che mi fa un certo effetto. Gli spazi interni sono di recentissimo allestimento, inaugurati dalla Provincia appena qualche anno fa, nel 2010 per la precisione, e una volta adibiti ad ospitare i settori agricoltura, ambiente, caccia e pesca, turismo e sport.</p>
<h4>[su_label type=&#8221;success&#8221;]Come un ottimo ostello[/su_label]</h4>
<p>I vecchi singoli uffici sono stati trasformati in altrettante camere da letto, in cui sono presenti dai 4 ai 6 letti a castello. Non esistono quindi camerate con numerosi letti in promiscuità. Diciamo che è una soluzione alloggiativa simile a molti ostelli in cui qualcuno di voi avrà avuto sicuramente modo di soggiornare. Anzi, in realtà posso dirvi che ho visto molti ostelli o anche pensioni di gran lunga peggiori.</p>
<h4>[su_label type=&#8221;success&#8221;]Lavanderia e ambulatorio[/su_label]</h4>
<p>Le presenze sono tutte di sesso maschile, ciò ha permesso di trasformare quelli che erano i vecchi WC femminili nella stanza docce, dove è presente anche l’angolo lavanderia, con una bella lavatrice di grandi dimensioni e un’asciugatrice.</p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-3549 alignnone" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2015/09/IMG_0001.jpeg" alt="IMG_0001" width="1600" height="1200" /></p>
<p>Esiste anche un piccolo locale adibito ad ambulatorio/infermeria, per la verità migliorabile e non particolarmente attrezzato. Va ricordato che comunque in loco si effettuano semplici visite, niente di approfondito e che eventuali necessità sanitarie ulteriori sono comunque soddisfatte fuori da questo centro.</p>
<h4>[su_label type=&#8221;success&#8221;]dotazione tecnologia ottima: tv e wi-fi[/su_label]</h4>
<p>il centro è dotato anche di alcuni servizi tecnologici particolarmente apprezzati dagli ospiti, come la TV e il Wi.Fi.</p>
<p>La TV è chiaramente considerata un elemento indispensabile, tanto che come vedremo più avanti il mancato funzionamento anche per brevissimi periodi è motivo di vibranti proteste.</p>
<p>Gli uffici sono stati dotati anche di una copertura wi-fi, (impianto realizzato ad hoc, visto che gli uffici della Provincia non erano dotati di infrastruttura wi-fi) così che gli ospiti possono usufruire di un collegamento internet permanente utilizzando direttamente i loro smartphone personali. Questo significa per loro: chiamare in maniera autonoma attraverso servizi come Skype e simili, navigare per reperire notizie e informazioni, godere di intrattenimento video e audio direttamente on demand sul loro dispositivo.</p>
<p>Uno dei responsabili mi ha informato che per scelta dei responsabili del centro, il wi-fi viene spento per alcune ore del giorno, per evitare che rimangano tutto il giorno in branda a fare nulla e soprattutto che non facciano le attività di formazione previste. Anche questi brevi black out sono motivo di accalorate proteste.</p>
<h4>[su_label type=&#8221;success&#8221;]cosa mangiano?[/su_label]</h4>
<p>il cibo viene preparato all’esterno, messo in conservazione e somministrato nel centro. Gli addetti mettono a disposizione una scelta tra quattro tipologie di menù. I coordinatori si sforzano, come ci hanno riferito, di offrire tipologie di cibi e ricette il più vicino possibile alle abitudini alimentari degli ospiti. Riso, cuscus e pollo sono apprezzatissimi. Il problema, ci fanno notare, è che la cosa non è sempre realizzabile: i nigeriani, per esempio, gradiscono mangiare il pollo fritto, tanto fritto da essere nero carbonizzato. Ricette impossibili da preparare quotidianamente qui da noi. Ecco perché le lamentele sul cibo non mancano mai.</p>
<h4>[su_label type=&#8221;success&#8221;]piccola curiosità[/su_label]</h4>
<p>Quello che fu l’ufficio dell’Assessore Fabrizio Sala ( e poi di Martina Sassoli) è oggi trasformato nello spazio mensa, dove vengono serviti i pasti che sono però realizzati all’esterno della struttura e distribuiti quotidianamente per il loro consumo. A fianco della sala mensa, nell’ufficio che era del dirigente settore Ambiente, oggi vi è un piccolo spazio dedicato allo svago, dove mi è sembrato di scorgere quello che fu il divanetto che impreziosiva l’arredamento dell’ufficio a disposizione dell’assessore.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-3550 alignnone" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2015/09/IMG_0002.jpeg" alt="IMG_0002" width="1200" height="1600" /></p>
<h2>[su_highlight background=&#8221;#f4e427&#8243;]Cosa ci hanno detto[/su_highlight]</h2>
<p>Ci siamo intrattenuti a lungo con due operatori della RTI di cooperative che gestiscono il centro, con il Presidente Roberto D’Alessio e con il Vice Prefetto Aggiunto Dott.re Diego Dalla Verde. Un colloquio sereno, in cui tutti si sono dimostrati molto disponibili e cordiali con noi.</p>
<h4>[su_label type=&#8221;success&#8221;]i numeri[/su_label]</h4>
<p>Ieri nella struttura erano presenti 66 ospiti, nonostante la capienza dichiarata limiterebbe l’ospitalità a poco più di 50 individui. Hanno confermato come in piena emergenza estiva si siano sfiorate le 80 presenze, mai superate.</p>
<p>Gli ospiti sono tutti di sesso maschile, come già ricordato, e tutti molto giovani, alcuni giovanissimi. Mi ha colpito in particolare la loro prestanza fisica e l’apparente ottimo stato di salute. Le due cose mi sono state confermate come caratteristiche normalmente riscontrabili in tutti gli uomini transitati dal centro.</p>
<p>Mi ha stupito, anche perché essendo questo un primo centro di smistamento, è chiamato ad accogliere immigrati giunti in Italia da un tempo relativamente breve. Questo conferma la tesi che solo i più forti riescono a sopravvivere all’infame viaggio organizzato dai trafficanti di uomini. E i più deboli che fine faranno? Ci pensiamo?</p>
<h4>[su_label type=&#8221;success&#8221;]da dove arrivano? Niente siriani[/su_label]</h4>
<p>La loro provenienza è quasi esclusivamente del centro Africa: Nigeria, Ghana, Costa d’Avorio, Nuova Guinea e Mali in prevalenza. Aree che non sembrano interessate da particolari conflitti o guerre. Tra questi solo la Nigeria e il Mali subiscono da tempo una crescente attività terroristica da parte di alcuni pericolosi gruppi, tra cui «Boko Haram». Questo elemento, se da una parte potrebbe in qualche modo giustificare una richiesta di protezione, apre però anche ad un secondo risvolto inquietante: quali sono e sono eventualmente calcolati i possibili rischi legati ai collegamenti e contatti che alcuni elementi giunti in Italia potrebbero avere o sviluppare in futuro con organizzazioni terroristiche? Ciò anche in considerazione delle possibilità di collegamento e comunicazione garantite agli ospiti: accesso libero ad internet attraverso il wi-fi. Certamente non siamo però di fronte a provenienze da crisi importanti e conclamate, come l’emergenza siriana.</p>
<p>La Guinea invece è un Paese ancora colpito dall’epidemia di Ebola, tanto che il sito viaggiare sicuri <a href="http://www.viaggiaresicuri.it/paesi/dettaglio/guinea.html?no_cache=1">consiglia agli italiani</a>di lasciare se possibile il Paese. A questo proposito va però ricordato che rimane particolarmente difficile che un soggetto affetto da ebola riesca a portare a compimento il lungo viaggio e, nel caso accadesse, sarebbe quasi sicuramente fermato e dirottato verso adeguate strutture direttamente dopo lo sbarco.</p>
<p>Nessuna presenza di siriani è stata registrata in questo centro.</p>
<p>Tutto questo ci porta a credere, con una buona approssimazione, che la maggioranza dei presenti in questa struttura difficilmente potrà vedersi riconosciuta una qualche tipologia di protezione, tantomeno l’asilo politico.</p>
<h4>[su_label type=&#8221;success&#8221;]quanto rimangono qui? E dopo dove vanno?[/su_label]</h4>
<p>In questa struttura il tempo di permanenza medio ci è stato indicato in una forbice che va dai 30 ai 48 giorni, quindi tutto sommato un tempo limitato. Il passaggio successivo è quello di trasferirli, per un periodo molto breve, in un residence (come <a href="http://www.residenceallastazione.it/servizi.php">quello di Carnate</a>), dove viene sperimentato una sorta di «inserimento alloggiato». Semplicemente, prima di assegnare loro una delle abitazioni a disposizione della rete di accoglienza, vengono messi alla prova nel residence che rappresenta una via di mezzo tra il centro accoglienza totalmente assistito e l’alloggio in cui vivranno autonomamente. Molto critico, ci hanno segnalato, l’aspetto legato all’abitudine alle pulizie. Anche i giovani africani, per risolverla con una battuta, non hanno tanta voglia di fare i lavori domestici.</p>
<p>Dopo l’inserimento abitativo, tutti gli ospiti di questo centro si vedranno assegnata un’abitazione, tra le tante reperite in Brianza in affitto nel mercato privato, dove attenderanno gli esiti del lunghissimo percorso burocratico. Ciò significa, in media, almeno 18 mesi. In questo periodo rimangono sempre mantenuti e assistiti dalla medesima rete di accoglienza, cambiando solo l’alloggio.</p>
<h4>[su_label type=&#8221;success&#8221;]cosa fanno tutti il giorno?[/su_label]</h4>
<p>Noi siamo entrati attorno alle 18.30, uscendo dopo un’ora abbondante. Abbiamo potuto vedere diversi ragazzi che giravano per i corridoi, alcuni stavano sul divano, altri sul letto. Molti naturalmente non era presenti nel centro. Ed è normale, in quanto va ricordato che non sono assolutamente in un regime di tipo detentivo, quindi liberi di circolare quanto e dove vogliono.</p>
<p>Gli operatori delle cooperative ci hanno comunque illustrato una serie di attività in cui si cerca di impegnare queste persone: corsi di lingua italiana (quasi tutti parlano o inglese o francese secondo le ex colonie di provenienza), qualche laboratorio per imparare i rudimenti di attività lavorative e naturalmente qualche attività ludica e di svago.</p>
<p>Il comune di Limbiate ha occupato alcuni richiedenti asilo anche in lavori socialmente utili: potature piante, rasatura erba ecc…</p>
<p>A me risulta però che questa attività sia ora interrotta o comunque limitata, riducendo il tutto, questa la mia impressione, a un semplice «spot» propagandistico.</p>
<h4>[su_label type=&#8221;success&#8221;]richieste, dinieghi, ricorsi ed appelli[/su_label]</h4>
<p>La trafila burocratica è lunga e complessa. Chi tra di voi si stia chiedendo come diavolo faccia un ragazzotto del centro africa, che parla solo inglese e francese, a districarsi nei meandri di una burocrazia italiana che disorienta gli stessi cittadini nativi, è presto detto: tutta la procedura è naturalmente seguita dalle cooperative che forniscono preziosa consulenza amministrativa in tal senso.</p>
<p>I richiedenti asilo vengono quindi fotosegnalati all’arrivo e quelli che non scappano prima del fotosegnalamento (e non sono pochi) vengono aiutati nella compilazione delle richieste.</p>
<p>Dopo molti mesi arriva il responso della commissione, che in caso positivo garantisce protezione e permanenza duratura in Italia. In caso di diniego (molto frequente), lo straniero viene aiutato nel fare ricorso alla decisione: il ricorso garantisce immediata sospensione dei termini, ovvero il diritto di continuare a permanere nella rete di accoglienza. Ecco allora che dopo i famosi 18 mesi arriva anche il responso del ricorso. Nel caso il ricorso venga rigettato lo straniero viene aiutato ad inviare legittima istanza di appello al ricorso che ha avuto esito negativo (siamo in Italia, patria degli appelli, contro appelli e ricorsi). In questo caso però, quasi sempre, non è più concessa la sospensiva dei termini e quindi lo straniero viene invitato a lasciare l’alloggio che occupa, in attesa della sentenza di appello. A quel punto in molti casi si perdono le tracce, in altri è sempre la cooperativa a tenere vivo il legame.</p>
<h4>[su_label type=&#8221;success&#8221;]di cosa si lamentano?[/su_label]</h4>
<p>Ieri, al termine della visita, l’Assessore Bordonali è stata fermata da alcuni ospiti, che hanno presentato in maniera assai vivace alcune rimostranze. Io ho seguito a distanza la scena, incuriosito dalla foga con cui venivano portata avanti la protesta ho chiesto quali fossero i motivi che agitava il gruppetto.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-3552" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2015/09/Copia-di-IMG_0003.jpg" alt="Copia di IMG_0003" width="1600" height="1200" /></p>
<p>La prima lamentela era per il fatto che la TV a loro disposizione fosse guasta e non funzionante da due giorni, la qual cosa evidentemente disturbava parecchio. La seconda problematica è legata al wi-fi, che a detta loro per diverse ore del giorno non è utilizzabile (questa è una scelta dei gestori, i cui motivi gli ho esposti sopra). Infine, immancabile, la lamentela sui pasti: la pasta al pomodoro è poco gradita, il riso sarebbe molto più apprezzato.</p>
<h2>[su_highlight background=&#8221;#f4e427&#8243;]Ordine pubblico e sicurezza[/su_highlight]</h2>
<p>Uno degli aspetti più caldi e delicati legati a questo tipo di centri è sicuramente la sicurezza. Qui non dobbiamo limitarci a quello che ci dicono statistiche e resoconti ufficiali. La sicurezza influenza gli stati d’animo della gente, è quasi un sentimento che determina il benessere o meno degli individui. Per questo motivo non mi sono limitato ai dati e alle notizie della Prefettura. Ho ascoltato anche la gente.</p>
<h4>[su_label type=&#8221;success&#8221;]la testimonianza della Prefettura[/su_label]</h4>
<p>Come già ricordato le persone presenti nel centro non vivono in regime detentivo, ciò significa che sono libere di circolare dentro e fuori dalla struttura. Il Vice Prefetto Dalla Verde ci ha rassicurato che a Limbiate, per fortuna, non si è mai registrato fino ad ora nessun evento particolarmente grave legato alla sicurezza. Gli ospiti sono stati protagonisti solo di qualche «scazzottata», tutto sommato abbastanza normale trattandosi di giovani ragazzi corpulenti. Gli «espulsi» dal centro sono stati fino ad ora solo due, uno per motivo legati allo spaccio di sostanze stupefacenti e uno che si è reso protagonista di un episodio di danneggiamento ai danni di un’ambulanza.</p>
<h4>[su_label type=&#8221;success&#8221;]la voce dei residenti[/su_label]</h4>
<p>Prima di recarmi all’interno della struttura ho voluto scambiare qualche parola con alcuni residenti, soprattutto per capire quale siano le difficoltà legate alla convivenza con la struttura denunciate da chi ci abita attorno. La diffidenza e le paure, come normale che sia, non sono poche. Alcuni abitanti confermano il continuo via vai che però a detta loro non interesserebbe solo e soltanto gli ospiti della struttura. Qualcuno mi ha riferito, naturalmente sono fatti che non ho potuto verificare, di aver parlato con alcune persone provenienti dalla provincia di Bergamo e regolarmente soggiornanti in italia da anni, queste sostenevano di essersi recati in «visita» al centro, dove era alloggiato un loro parente. Altri sostengono di aver «intercettato» alcuni ospiti in uscita serale che in realtà risiederebbero in comuni limitrofi a Limbiate. Questi fatti sarebbero di per sé insignificanti, ma testimoniano come ci sia la necessità di vigilare il più possibile ingressi e uscite dalla struttura. Le visite parenti non ci preoccupano, naturalmente; quello che ci preoccupa è che in qualità di «parenti» o «amici» potrebbe entrare chiunque. Altri si lamentano della continua presenza, anche di sera, di capannelli di persone che girano e gironzolano per le strade, apparentemente senza meta e senza motivo.</p>
<p>Poi, ma è difficile (anzi impossibile) capire se chi lo denuncia abbia ragione, alcuni hanno notato l’aumento di presunte attività illegali. Avranno ragione? O sono solo sensazioni? E anche nel caso avessero ragione, rimane altrettanto impossibile sostenere con certezza che tutto questo sia dovuto all’insediamento del centro. Mi limito, come credo comunque doveroso, a registrare ciò di cui alcuni cittadini si dicono sicuri.</p>
<p>Ma in tutti la reazione più forte è legata al profondo senso di ingiustizia che nasce dal vedere come lo Stato sia pronto, efficiente e generoso con queste persone, lo stesso Stato che ogni giorno è incapace di dare risposte ai propri cittadini in difficoltà. Questo è per tutti intollerabile.</p>
<h4>[su_label type=&#8221;success&#8221;]anche i profughi non sono di legno?[/su_label]</h4>
<p>Per finire, tra il serio e il faceto, tra la storia e la leggenda, c’è pure la questione legata alle presunte esigenze dell’uomo che si sa, non è certo di legno.</p>
<p>Un cittadino mi ha fatto avere questa immagine che riporto qui sotto; a detta sua immortalerebbe l’ingresso di una signorina dell’est dai costumi «allegri» accompagnata da un cittadino straniero ospite del centro.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-3555 alignnone" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2015/09/IMG_0005.jpeg" alt="IMG_0005" width="959" height="1280" /></p>
<p>Leggenda? Verità? Bufala? Anche qui impossibile dirlo.</p>
<p>Possiamo solo limitarci a descrivere quello che vediamo: l’ingresso è effettivamente uno degli accessi al centro (quello posteriore), l’uomo è sicuramente di colore e la donna apparentemente di razza caucasica. Tutto il resto è consegnato al mistero, o alla fantasia a seconda dei punti di vista.</p>
<h2 style="text-align: center;">[su_highlight background=&#8221;#f4e427&#8243;]Quindi, cosa ne penso io?[/su_highlight]</h2>
<p>Dopo questo lungo reportage, dove ho cercato di limitarmi alla semplice cronaca e descrizione di ciò che ho visto, alcuni tra i più pazienti tra di voi che giunti fin qua, si chiederanno quale sia la mia opinione. Cosa ne penso insomma?</p>
<p>La prima reazione che ho avuto una volta terminata la visita è stata quella di interrogarmi su un punto: ma qual è il senso di tutto questo?</p>
<p>Una struttura di recentissima realizzazione, bella, funzionale, pronta per essere messa a disposizione della società civile, viene sacrificata dalla Provincia per trasformarla in un ostello dove ospitare alcuni ragazzotti africani. Questi staranno per 18 mesi in una specie di vacanza, coccolati, con qualche comfort e tante attenzioni. Poi per molti di loro si riapriranno le porte e via, verso un’altra destinazione in clandestinità oppure un improbabile ritorno a casa. E cosa è servito tutto questo? A quale logica risponde l’idea di allestire una costosissima rete di ospitalità per gente che non scappa dalle guerre, che non sta particolarmente male e che in fondo non vuole nemmeno starci in Italia? Che senso ha? Per me nessuno.</p>
<p>Non abbiamo così smosso di un millimetro i problemi che affliggono i Paesi d’origine di questi ragazzi, peggio abbiamo sperperato una montagna di denaro che poteva essere meglio utilizzato.</p>
<p>Non vorrei sembrare cinico, ma io a Limbiate non ho visto sofferenza. Non ho percepito quella stessa sofferenza che tante volte mi è capitato di trovare e riconoscere nel nostro palazzo municipale, quando un padre di famiglia ti si attacca al collo piangendo dicendo che ha pensato magari di farla finita, tale è la disperazione. E tu che cerchi di farlo lavorare, aiutandolo attraverso i voucher lavoro (per fare un esempio), scopri che magari non puoi farlo perché lo Stato italiano (lo stesso che amorevolmente aiuta questi ragazzi) ti pone un limite, un tetto di spesa, anche se il comune di soldi propri ne ha, e avrebbe la possibilità di aiutare quel padre di famiglia.</p>
<p>Cosa possiamo pensare allora? Che tutto questo abbia un senso? No mi spiace.</p>
<p>Non ho visto gente con il terrore negli occhi, non ho percepito la tragedia entrando in quel centro. Potrei essermi sbagliato, è vero. Un’impressione conta come tale, e potrebbe ingannarti. Ma oggi mi ritrovo a scrivere questo, e lo faccio con la stessa onestà intellettuale con cui ho scritto per filo e per segno ciò che ho visto là dentro.</p>
<p>Ho visto questi ragazzi arrabbiarsi per la Tv e il wi-fi, ma non voglio indignarmi per questo. Vi dico anzi che lo trovo assai normale: sono dei giovani ragazzi, forti, in salute che come dei normali ragazzi di 18-20 anni danno importanza a cose che in talune situazioni, importanti non lo dovrebbero essere. Non mi ha sorpreso la loro protesta per il cibo, perché tutti, sempre si lamentano del cibo; dalla mensa della scuola a quella del villaggio vacanza. E forse proprio questo sta a significare che là dentro c’è qualcosa che è molto più simile alla normalità che alla tragedia.</p>
<p>Dopo la visita penso questo: che in fondo ci stanno un po’ prendendo in giro, che forse davvero stiamo sbagliando tutto e che dovremmo interrogarci al di la delle nostre rispettive posizioni, per quanto granitiche e irremovibili possano apparire.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2015/09/18/sono-entrato-in-un-centro-profughi-ecco-cosa-ho-visto/">Sono entrato in un centro profughi. Ecco cosa ho visto</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Centro profughi Limbiate: primi arrivi e sono già una ventina</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2015/04/17/centro-profughi-limbiate-primi-arrivi-e-sono-gia-venti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2015 14:10:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ed alla fine sono arrivati i primi ospiti del centro di smistamento richiedenti asilo di Limbiate; oggi sono entrati i primi gruppi, ed il numero è già alto, essendo 19 gli immigrati già presenti, con buona pace del Sindaco De Luca che si era sempre detto favorevole solo per ospitare 10/15 persone al massimo. Si tratta [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2015/04/17/centro-profughi-limbiate-primi-arrivi-e-sono-gia-venti/">Centro profughi Limbiate: primi arrivi e sono già una ventina</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-3032 size-large" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2015/04/immigrati-1024x767.jpg" alt="immigrati" width="1024" height="767" />Ed alla fine sono arrivati i primi ospiti del centro di smistamento richiedenti asilo di Limbiate; oggi sono entrati i primi gruppi, ed il numero è già alto, essendo 19 gli immigrati già presenti, con buona pace del Sindaco De Luca che si era </span><a style="font-size: 16px; line-height: 1.5;" href="http://www.ilmonti.com/centro-immigrati-limbiate-sindaco-de-luca-ce-lotta/">sempre detto favorevole</a><span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;"> solo per ospitare 10/15 persone al massimo.</span></p>
<p>Si tratta di ragazzi che provengono dal Senegal e dal Mali, niente a che vedere quindi con l’emergenza dei profughi siriani, che è la copertura mediatica che si da in pasto all’opinione pubblica per far accettare questa gestione scellerata delle frontiere. Un sorta di avanti tutti che c&#8217;è posto.</p>
<p>Noi non ci arrenderemo, sia chiaro, e nel silenzio generale continueremo a vigilare e a dare notizia degli arrivi, anche se Provincia e Prefetto fanno di tutto per nascondere le informazioni. Ma i cittadini sono dalla nostra parte, vivono li, vedono e controllano, e non riusciranno a tenere nascosto a lungo i numeri delle persone ospitate a Limbiate.</p>
<p>È comunque scandaloso che le notizie debbano arrivare solo da noi; chiedevamo e pretendevamo almeno trasparenza e informazioni, ma ci tocca constatare che vince sempre lo stile italiano: l’insabbiamento.</p>
<p>E intanto, meglio tardi che mai, anche il nostro ministro degli esteri Gentiloni (sì l’Italia ha un ministro degli esteri, per chi non se ne fosse accorto), ha fatto sapere che l’Europa aiuta l’Italia con finanziamenti ridicoli, circa 3 milioni di euro al mese, con buona pace di chi da tempo ci vuol far credere che <a href="http://www.ilmonti.com/centro-accoglienza-vimercate-afferma-si-useranno-fondi-europei-i-documenti-smentiscono-qual-verita/">siano solo soldi europei</a> quelli che si spendono per la gestione degli immigrati.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><iframe loading="lazy" src="http://video.corriere.it/video-embed/fbe3ba2e-e502-11e4-845e-5bcd794907be" width="540" height="340" frameborder="no" scrolling="no"></iframe></strong></p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2015/04/17/centro-profughi-limbiate-primi-arrivi-e-sono-gia-venti/">Centro profughi Limbiate: primi arrivi e sono già una ventina</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Quanti Aziz nei campi profughi? Appello al Presidente Ponti: blocchiamo subito il centro a Limbiate</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2015 12:02:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>﻿ ﻿Alla fine è successo, e nei peggiori dei modi, sferrando un pugno tremendo alle anime belle di casa Italia. Aassoul Amine, detto Aziz: per le idiote leggi italiche costui era un potenziale profugo, un richiedente protezione internazionale. Per il Marocco, sua nazione d&#8217;origine, e per tutte le persone dotate di un briciolo di buonsenso, [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2015/03/17/quanti-aziz-nei-campi-profughi-appello-al-presidente-ponti-blocchiamo-subito-il-centro-a-limbiate/">Quanti Aziz nei campi profughi? Appello al Presidente Ponti: blocchiamo subito il centro a Limbiate</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>﻿<img decoding="async" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2015/03/IMG_0593-0.jpg" alt=""></p>
<p><span style="line-height: 28px;">﻿</span>Alla fine è successo, e nei peggiori dei modi, sferrando un pugno tremendo alle anime belle di casa Italia. Aassoul Amine, detto Aziz: per le idiote leggi italiche costui era un potenziale profugo, un richiedente protezione internazionale. Per il Marocco, sua nazione d&#8217;origine, e per tutte le persone dotate di un briciolo di buonsenso, era ed è un delinquente, un criminale della peggior specie.</p>
<p>Spesso ho scritto su queste pagine dei rischi e dell&#8217;insensatezza del sistema di accoglienza e gestione dei presunti profughi, che in gran parte profughi non sono: quando va bene sono semplicemente immigrati economici, quando va male sono delinquenti, quando va malissimo sono assassini criminali. Non c&#8217;era bisogno di Aziz per intuirlo, non c&#8217;era bisogno di un ragazzo sgozzato per accorgersene, sarebbe bastato aprire gli occhi, e mettere in secondo piano gli interessi economici di chi gestisce la rete di accoglienza e mettere in primo piano la sicurezza di tutti. Tra i richiedenti asilo si può annidare e nascondere chiunque, anche pregiudicati già espulsi in Italia, assassini criminali come Aziz che le anime belle accolgono come fosse gente che scappa dalle guerre, quando invece la guerra la portano a casa nostra. Si dirà che Aziz è solo uno, che di criminali ne abbiamo molti pure a casa nostra, e quindi si cercherà di fare spallucce e di dimenticare presto il ragazzo di Terni sgozzato come una bestia per strada, senza nessun motivo.</p>
<p>Ma chi può assicurarci che Aziz sia solo uno? Forse le stesse anime belle che ci assicuravano che Aziz fosse un povero ragazzo che scappava dalla guerra, quando era un noto e incallito criminale? Nessuno lo può sapere quanti Aziz ci sono in Italia, sappiamo però che potenzialmente potrebbero essere diversi. I tanti Aziz sono in Italia grazie a organizzazioni che per aumentare il business dell&#8217;accoglienza aiutano Aziz ad aggirare le leggi dello Stato: aiutano tutti a fare richiesta di asilo politico, in spregio ad uno dei pilastri della civiltà e del diritto internazionale, e se anche questo viene respinto lo spingono e consigliano a fare ricorso. Una vera e propria rete, senza scrupoli, pronta a dare aiuto anche a criminali patentati. Per quale motivo? Semplice, per vile denaro. Più richiedenti asilo riescono a tenere nei vari centri e più si fattura allo Stato, cioè più si incassano soldi. Sinceramente, non possiamo permetterlo.&nbsp;</p>
<p>L&#8217;ho già scritto tante volte su queste pagine, sono i numeri a dirci che qui non siamo davanti a profughi che scappano dalle guerre. Guardiamo la nostra Brianza: circa 300 richiedenti asilo, oltre 290 sono giovani e uomini, praticamente assenti le donne, i vecchi e i bambini. Ma che razza di profughi sarebbero questi? Sono immigrati economici, a cui qualcuno suggerisce di presentare domanda d&#8217;asilo, come ha fatto con Aziz.&nbsp;</p>
<p>A Limbiate il Presidente della Provincia Ponti, per accogliere questi profughi, che profughi non sono, ha deciso addirittura di sacrificare un pezzo di edificio della provincia stessa, senza pensare prima ai rischi sanitari e di sicurezza; ha deciso di allestire un campo di presunti profughi nello stesso stabile in cui insiste da anni uno dei più grandi centri di raccolta sangue dell&#8217;Avis. Quanti potenziali Aziz transiteranno da quelle stanze? Nessuno può saperlo, questo è il problema. Ma ne basterebbe uno, anzi basterebbe il rischio concreto, come già esiste, che ne possa passare anche uno solo, per tornare sui propri passi e fermare questa sciagurata scelta di allestire un centro di immigrati in promiscuità con un presidio sanitario. Caro Presidente Ponti, caro Prefetto, non attendiamo &nbsp;la tragedia, non aspettiamo che accada anche qui ciò che per colpevole leggerezza è accaduto altrove: fermiamo il centro profughi al Formentano di Limbiate, subito e ora.&nbsp;</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2015/03/17/quanti-aziz-nei-campi-profughi-appello-al-presidente-ponti-blocchiamo-subito-il-centro-a-limbiate/">Quanti Aziz nei campi profughi? Appello al Presidente Ponti: blocchiamo subito il centro a Limbiate</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>CENTRO PROFUGHI: LA PROVINCIA MENTE A SE STESSA SUI RISCHI SANITARI. L’ORDINE È: TACERE.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2015 12:45:40 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-2942" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2015/03/hub_naso.jpg" alt="hub_naso" width="900" height="550" />Piccolo ma significativo aggiornamento sul dossier “centro (presunti) profughi” di Limbiate: la Provincia ha mentito, è il presidente stesso a farcelo sapere, e lo ha fatto su una questione delicatissima: i rischi sanitari.</p>
<p>Andiamo con ordine. Dopo mesi di voci che si rincorrevano sulla possibile installazione a Limbiate di un Hub per immigrati, il 17 febbraio 2015 la Provincia di Monza emanava un comunicato stampa ufficiale, che trovate <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.provincia.mb.it/news/dettaglio_news.html?id=15842&amp;area=256&amp;titolo=Monza%20e%20Brianza">qui</a></span>.</p>
<p>Nella nota, oltre a confermare la decisione di aprire il centro proprio nella stessa struttura che ospita l’Avis formentano, si precisava, con dovizia di particolari, tutte le attività che si sarebbero svolte nel centro. Tra le tante, una era proprio quella di sottoporre gli ospiti a screening sanitari e vaccinazioni.</p>
<blockquote><p>L’hub di Limbiate. L’hub è una struttura di prima assistenza, in grado di ospitare 30/50 persone per volta per 20/30 giorni al massimo, ovvero per il tempo necessario ad effettuare i primi adempimenti burocratici per il riconoscimento della protezione internazionale, degli screening sanitari, le vaccinazioni ed individuare nel sistema SPRAR (sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) strutture di ospitalità temporanea più adeguata dove trasferire i profughi in attesa dell’accettazione di richiesta di asilo.</p></blockquote>
<p>A seguito di questa decisione, come ho informato anche su <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilmonti.com/era-mare-nostrum-ora-sono-cazzi-nostrum-folle-scelta-brianza-un-centro-profughi-accanto-ad-un-centro-donazioni-avis/">queste pagine</a></span>, sono scaturite accese polemiche tra la Provincia e i dirigenti dell’Avis provinciale che non hanno gradito né la scelta di installare un centro immigrati a ridosso dei locali raccolta sangue, né tantomeno i modi con cui hanno appreso la notizia. Ovvero dai giornali, visto che il presidente Ponti non si è degnato nemmeno di fare una telefonata per avvisarli.</p>
<p>Poi <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilmonti.com/centro-profughi-limbiate-la-provincia-se-ne-fregata-dei-rischi-sanitari-nessuna-verifica-preventiva-2/">abbiamo scoperto</a></span> che la Provincia, dall’alto della leggerezza e noncuranza con cui ha gestito questa pratica, non si era nemmeno preoccupata di incassare preventivamente il parere dell’ASL, sulla delicata convivenza tra le due attività. Lo ha fatto solo dopo, a decisione presa e polemiche divampate, e ne ha ricevuto per tutta risposta delle prescrizioni, che al momento non vengono però ree pubbliche. Ho già effettuato da giorni una richiesta di accesso agli atti per venire in possesso del documento dell’Asl, ma ancora la Provincia non mi ha inviato nulla.</p>
<p>Nel frattempo però il Presidente Ponti si precipita a comunicare la sua versione dei fatti, minimizzando la questione e cercando di adoperarsi nel suo sport preferito: lo scaricabarile con lavata di mani. Roba che Ponzio Pilato a confronto era un dilettante.</p>
<p>In una breve intervista, rilasciata al Giornale di Desio , ci racconta che l’ASL avrebbe richiesto solo piccoli interventi, e alcune prescrizioni sui percorsi da seguire. Poi si affretta a chiarire che le decisioni relative ai profughi sono frutto di richieste del Governo e della Regione, che la Provincia è obbligata a rispettare. Ah ecco, è tutta colpa della Regione Lombardia e di Roberto Maroni. Bravo Gigi, barile scaricato e mani lavate su pubblica piazza.</p>
<p>Peccato però che Ponti, evidentemente privo della più minima informazione sulla questione, e nemmeno conscio di quello che lui stesso aveva dichiarato ufficialmente, ha tenuto a precisare che, testuale:</p>
<blockquote><p>Non si tratta di un problema sanitario, anche perché i profughi arrivano qui dopo uno screening accurato</p></blockquote>
<p>Ma come? Se è stata la stessa Provincia a spiegarci che lì verranno effettuati screening sanitari e vaccinazioni, adesso che si alza la polemica ci racconta che arrivano qui dopo uno screening accurato?</p>
<p>Non vi pare sospetto? Ma soprattutto, chi ha mentito? Il Ponti di febbraio che confermava l’attività degli screening a Limbiate, oppure il Ponti di marzo che la negava?</p>
<p>Ora vi domando: foste voi nei panni dei dirigenti dell’Avis, vi sentireste rincuorati e rassicurati da un Presidente che oggi dice una cosa e dopo qualche settimana ne dice un’altra? A me da tanto l’impressione che l’obiettivo sia solo quello di mettere tutto a tacere, di nascondere ogni rischio e problema, di non creare eccessivi fastidi ed ostacoli al business dell’accoglienza; e se per farlo bisogna dire qualche bugia, pazienza, si mente spudoratamente. Con buona pace della trasparenza, del diritto a sapere dei cittadini, della sicurezza e del rispetto. Zitti e mosca.</p>
<p>Occhio Pinocchio, perché le bugie hanno le gambe corte!</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2015/03/11/centro-profughi-la-provincia-mente-se-stessa-sui-rischi-sanitari-lordine-e-tacere/">CENTRO PROFUGHI: LA PROVINCIA MENTE A SE STESSA SUI RISCHI SANITARI. L’ORDINE È: TACERE.</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Centro profughi Limbiate: la Provincia se n’è fregata dei rischi sanitari, nessuna verifica preventiva</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2015/02/24/centro-profughi-limbiate-la-provincia-se-ne-fregata-dei-rischi-sanitari-nessuna-verifica-preventiva-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Feb 2015 16:20:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Quante belle parole abbiamo sempre sentito dal Presidente Gigi Ponti. Perché nel confezionare belle parole è uno dei migliori, va riconosciuto. La sua doveva essere la provincia dei comuni, bisognava fare rete, dialogare, collaborare&#8230; Bla, bla,bla. Il solito spartito di buoni propositi, roba da vecchi politicanti. Poi, come ci insegnavano le nostre nonne, tra il [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2015/02/24/centro-profughi-limbiate-la-provincia-se-ne-fregata-dei-rischi-sanitari-nessuna-verifica-preventiva-2/">Centro profughi Limbiate: la Provincia se n’è fregata dei rischi sanitari, nessuna verifica preventiva</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2886" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2015/02/Schermata-2015-02-17-alle-16.34.26-1024x577.png" alt="Schermata 2015-02-17 alle 16.34.26" width="1024" height="577" />Quante belle parole abbiamo sempre sentito dal Presidente Gigi Ponti. Perché nel confezionare belle parole è uno dei migliori, va riconosciuto. La sua doveva essere la provincia dei comuni, bisognava fare rete, dialogare, collaborare&#8230; Bla, bla,bla. Il solito spartito di buoni propositi, roba da vecchi politicanti.<br />
Poi, come ci insegnavano le nostre nonne, tra il dire e il fare c&#8217;è sempre di mezzo il mare, e la distanza tra le parole e i fatti è spesso incolmabile, soprattutto da chi è abituato a coprirsi con il bandierone dell&#8217;ipocrisia e del politicamente corretto.</p>
<p>Prendiamo il caso del centro profughi che sta per essere aperto nei vecchi uffici della provincia a Limbiate. Il Presidente della Provincia, quel Gigi Ponti che teorizzava la “provincia dei comuni”, non si è nemmeno degnato di alzare il telefono per avvisare il Sindaco di Limbiate, che è pure sostenuto da una maggioranza di centro sinistra, Pd in testa. Un caso di arroganza bipartisan. Badate bene, non stiamo parlando di una condivisione del progetto per realizzare un grande centro di smistamento immigrati, ma nemmeno ha avuto il buon gusto di avvisarlo cinque minuti prima, nemmeno a cose fatte e decisioni prese. Il povero De Luca l&#8217;ha scoperto leggendo i giornali. Poveretto. Qui non è più nemmeno una questione di visione politica, il voler fare rete, collaborare e via discorrendo; qui si tratta di semplice garbo istituzionale. Del tutto inesistente in Ponti, che ha agito come un vero ras, con arroganza, seguendo un po&#8217; il motto dannunziano: me ne frego! Ma questa volta Fiume e la patria non c&#8217;entrano nulla.</p>
<p>E con un bel “me ne frego” ha liquidato pure gli uomini dell&#8217;Avis, che da anni occupano quegli spazi, riuscendo a portare il centro Avis Formentano tra i primi in Lombardia per raccolta sangue. Non ne sapevano niente, anche qui nemmeno una telefonata. Anzi, solo qualche giorno prima, come <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilcittadinomb.it/stories/Cronaca/centro-profughi-a-limbiate-di-fianco-allavis-lassociazione-dice-no_1106755_11/">denunciano gli stessi vertici provinciali</a> </span>dell&#8217;Avis, avevano avuto perfino un incontro con i vertici della Provincia, proprio per parlare dello stabile di Limbiate, in cui sono stati bellamente presi per il naso sentendosi raccontare che da lì a poco avrebbero trovato come vicini di casa solo dei libri, quelli del magazzino bibliotecario provinciale. Me ne frego anche dell&#8217;Avis, avrà pensato qualcuno. Il fare rete, il collaborare, il condividere, sono cose buone solo per incantare qualche elettore che ancora ci crede.</p>
<p><strong>LA PROVINCIA NON HA VERIFICATO IMRISCHI SANITARI</strong><br />
Fin qui siamo alla cronaca, seppur gravissima, di un Presidente di Provincia che si muove come un elefante in un negozio di cristalli, sempre con aria paciosa e tranquilla, ma con l&#8217;agire un po&#8217; prepotente e istituzionalmente sgarbato. C&#8217;è però un “me ne frego” più grave e che non si potrebbe in alcun modo giustificare, che trasformerebbe un agire criticabile in un modo di lavorare pressapochista e inadeguato per un istituzione provinciale. È l&#8217;aspetto legato alla sicurezza sanitaria, su cui non possiamo soprassedere, su cui oggettivamente non si può che essere tutti preoccupati.<br />
Secondo voi un Presidente che non si è degnato di fare una telefonata ad un collega Sindaco e che non ha avvisato i responsabili di un presidio sanitario prima di realizzare nello stesso edificio un centro di smistamento profughi, si sarà curato di avvisare l&#8217;ASL per accertarsi dell&#8217;eventuale incompatibilità tra le due strutture, perlomeno dal punto di vista della sicurezza sanitaria? Ve lo dico io: non l&#8217;ha fatto. Incredibile.</p>
<p>Nessuno ha pensato di verificare se fosse conforme ai protocolli sanitari l&#8217;insediamento di un centro smistamento profughi, dove questi vengono sottoposti addirittura a screening sanitario, nello stesso stabile dove ogni settimana si raccolgono litri di sangue che verranno poi distribuiti ai pazienti bisognosi di trasfusioni.<br />
Anche qui qualcuno avrà pensato: me ne frego! Questo risvolto è davvero grave, a prescindere poi dal fatto se si accerterà o meno una eventuale incompatibilità. È inaudita la leggerezza con cui un agisce un Presidente e una maggioranza che si sta rivelando inadeguata a coprire il ruolo di guida provinciale in un momento così delicato e difficile. Non si può sempre e comunque agire fregandosene di tutto e di tutti, non si può farlo soprattutto quando c&#8217;è di mezzo la nostra salute. Non si può dire sempre “me ne frego”, noi non lo accettiamo, per questo lo abbiamo denunciato fin dall&#8217;inizio e continueremo a batterci perché il problema sia risolto dallo Stato nelle forme e nei modi adeguati, senza che siano ancora gli enti locali e i cittadini a pagare il conto salato di una politica folle e miope del governo sul controllo delle frontiere.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2015/02/24/centro-profughi-limbiate-la-provincia-se-ne-fregata-dei-rischi-sanitari-nessuna-verifica-preventiva-2/">Centro profughi Limbiate: la Provincia se n’è fregata dei rischi sanitari, nessuna verifica preventiva</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Era mare nostrum ora sono cazzi nostrum! Folle scelta in Brianza: un centro profughi accanto ad un centro donazioni Avis</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2015/02/19/era-mare-nostrum-ora-sono-cazzi-nostrum-folle-scelta-brianza-un-centro-profughi-accanto-ad-un-centro-donazioni-avis/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Feb 2015 15:54:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[centro profughi]]></category>
		<category><![CDATA[immigrati]]></category>
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		<category><![CDATA[mare nostrum]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Brianza non era di fatto più in condizione di accogliere gli immigrati (presunti profughi), che copiosi sono sbarcati nel 2014 e che continuano a sbarcare nel 2015. Non lo era perché nessuno dei 55 sindaci della provincia, nemmeno quelli del PD, erano disponibili a concedere spazi per allestire un hub di smistamento, essenziale per [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2015/02/19/era-mare-nostrum-ora-sono-cazzi-nostrum-folle-scelta-brianza-un-centro-profughi-accanto-ad-un-centro-donazioni-avis/">Era mare nostrum ora sono cazzi nostrum! Folle scelta in Brianza: un centro profughi accanto ad un centro donazioni Avis</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2892" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2015/02/018_018-1024x681.jpg" alt="018_018" width="1024" height="681" />La Brianza non era di fatto più in condizione di accogliere gli immigrati (presunti profughi), che copiosi sono sbarcati nel 2014 e che continuano a sbarcare nel 2015. Non lo era perché nessuno dei 55 sindaci della provincia, nemmeno quelli del PD, erano disponibili a concedere spazi per allestire un hub di smistamento, essenziale per accogliere nuovi arrivi. Questo avrebbe avuto come effetto l&#8217;immediato stop di nuovi arrivi. Naturalmente chi è chiamato, a pagamento, a gestire l&#8217;accoglienza degli immigrati non poteva accettare uno scenario simile, tantomeno adesso che si prevede l&#8217;arrivo in pochi mesi di 200.000 immigrati! Una cifra enorme, tenendo conto che in tutti i 12 mesi del 2014 (anno che ha segnato il record assoluto di sbarchi) sono stati circa 180.000. Ogni immigrato in più che arriva sono 33€ al giorno che si aggiungono al fatturato e se qualcuno chiudesse il rubinetto degli stranieri contestualmente verrebbe chiuso il rubinetto dei soldi. Chiaramente questa cosa a qualcuno non stava bene.<br />
E se i sindaci non volevano il centro pazienza, ci ha pensato direttamente la provincia, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilmonti.com/il-declino-del-sogno-brianzolo-centro-immigrati-negli-uffici-della-provincia/">come già raccontato</a></span>, mettendo a disposizione addirittura i propri uffici di Limbiate, nuovissimi, realizzati solo qualche anno fa. Quando si dice una gestione oculata delle risorse dei contribuenti.</p>
<p><b>RISCHI SANITARI CON IL CENTRO DI RACCOLTA AVIS</b><br />
Fino qui la polemica si limiterebbe alla cattiva gestione di un fenomeno, che<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilmonti.com/profughi-il-modello-brianza-e-razzista-perche-non-vale-per-tutti-stranieri-e-non/"> numeri alla mano</a></span>, c&#8217;entra ben poco con i profughi che scappano dalle guerre, ma tanto con la gestione colabrodo delle nostre frontiere. Ma adesso la situazione si fa seria, e una decisione presa sull&#8217;onda del solito buonismo un tanto al chilo e della solita solidarietà a pagamento, rischia di trasformarsi in un vero e proprio pericolo per tutti i cittadini brianzoli e non solo. Il problema è che il nuovo centro profughi condividerà lo stesso edificio (al piano superiore) con il grande centro di raccolta sangue dell&#8217;Avis.<br />
Da lì nei prossimi mesi transiterà qualche centinaio di immigrati clandestini giunti senza nessun controllo dal Nord Africa, e proprio nello stesso edificio dove è attivo da anni uno dei più grandi centri di raccolta sangue dell&#8217;Avis, fiore all&#8217;occhiello della Provincia di Milano e di Monza e Brianza. Nello stesso stabile ci sono tutte le stanze in cui centinaia di donatori, settimanalmente, arrivano per donare il loro sangue. Le prescrizioni richieste dall&#8217;ASL in questi casi sono naturalmente molto elevate, tanto che alcuni piccoli centri di raccolta ultimamente sono stati costretti alla chiusura. Pensate che ad alcuni di questi centri, per esempio, una delle criticità contestate è stata la promiscuità dei locali di raccolta con l&#8217;attività associativa degli iscritti dell&#8217;Avis! E la Provincia adesso pensa di aprire in promiscuità di edificio addirittura un centro profughi? Ma stiamo scherzando?</p>
<p>Intendiamoci, è normale che i livelli di sicurezza igienico sanitari richiesti ad una struttura in cui si raccoglie del sangue siano elevati; ci si domanda invece come sia possibile che a pochi metri, nella stessa aerea, si facciano alloggiare persone che proprio in quel luogo saranno sottoposte a controlli e a screening sanitari!? Follia! Com&#8217;è possibile che a pochi metri da dove si raccoglie sangue si facciano dormire e transitare persone potenzialmente affette da infezioni contagiose, come per esempio la scabbia, molto comuni e frequenti in persone vissute per mesi in condizioni così critiche. E soprattutto com&#8217;è pensabile mettere in contatto i donatori con persone provenienti da Paesi considerati a rischio per gli stessi standard del donatore.<br />
Dovete infatti sapere che chi, per esempio, ha compiuto un viaggio in paesi dell&#8217;Africa o del Medio Oriente, considerati a rischio infettivo, per 6 mesi gli è addirittura preclusa la possibilità di donare. A questo punto capite bene l&#8217;assurdità e la pericolosità della scelta presa dalla Provincia? Una decisione davvero scellerata e irresponsabile.</p>
<p>[su_pullquote align=&#8221;right&#8221;]a chi ha compiuto un viaggio in paesi dell&#8217;Africa o del Medio Oriente per 6 mesi gli è preclusa la possibilità di donare[/su_pullquote]Cosa grave è che non mi risulta che la Provincia abbia condiviso con i responsabili dell&#8217;Avis la scelta di installargli sopra la testa un centro profughi, anzi fino a qualche giorno fa si ventilava nei corridoi la possibilità che quegli stessi spazi fossero messi a disposizione proprio per l&#8217;Avis e per il trasloco del magazzino bibliotecario. Evidentemente la Provincia ha altre priorità. Sistemare gli immigrati.</p>
<p><b>ALTO RISCHIO TERRORISTI ISIS TRA I PRESUNTI PROFUGHI</b><br />
Ma quello sanitario non è l&#8217;unico pericolo. Giusto due giorni fa il Telegraph ha pubblicato<span style="text-decoration: underline;"> <a href="http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/islamic-state/11418966/Islamic-State-planning-to-use-Libya-as-gateway-to-Europe.html">questo allarmante articolo</a></span>, in cui si cita una fonte diretta dell&#8217;ISIS, che fa sapere come gli uomini neri del califfato stiano pianificando una strategia chiara: utilizzare il canale del trasporto clandestino di immigrati, tollerato ed anzi quasi agevolato dalle decisioni del governo italiano, per far sbarcare clandestinamente e in incognito soldati dell&#8217;esercito islamico. Insomma, con i barconi in cui ci fanno credere esserci solo gente che scappa dalle guerre, arriveranno soldati nemici, nuove potenziali cellule dormienti. Sempre sul Telegraph, vengono riportate anche le dichiarazioni dell&#8217;ambasciatore egiziano a Londra, Nasser Kamel, che mette in guardia dal concreto pericolo che confusi tra i clandestini sui gommoni, potrebbero presto arrivare centinaia di uomini dell&#8217;ISIS. E lo fa ricordando il numero elevatissimo degli sbarchi in queste ultime ore.</p>
<p>Purtroppo, a dimostrazione di quanto questo pericolo sia reale, vi sono altri numerosi indizi ed elementi. La Procura di Palermo <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/12/17/isis-indagine-palermo-rischio-terroristi-si-siano-infiltrati-i-migranti/1283249/">ha aperto da tempo un&#8217;inchiesta</a>,</span> e lo ha fatto in seguito a segnalazioni precise pervenute dai servizi segreti, cioè non dalle dichiarazioni di qualche leghista xenofobo. Sarebbero addirittura stati individuati già 5 elementi sospetti, e di questi alcuni di loro hanno già fatto perdere le tracce, come riportato <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.corrierediragusa.it/articoli/cronache/ragusa/29535-terrorismo-allerta-elevatissima-riserbo-inchiesta-procura-palermo-su-estremisti-isis-forse-gia-sbarcati-in-sicilia-40-miliziani-italiani.html">sui media locali</a>.</span><br />
Lo stesso governo, che inizialmente aveva addirittura deriso questa eventualità per bocca di alcuni ministri, oggi conferma che il rischio esiste ed è <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/01/22/terrorismo-gentiloni-esiste-rischio-infiltrazioni-notevoli-dallimmigrazione/1361106/">confermato dallo stesso Ministro Gentiloni</a></span> e anche Alfano <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2015/02/16/libia-isis-oggi-riunione-consiglio-sicurezza-onu.-telefonata-gentiloni-kerry._a3943585-c1e3-424c-b8ee-d62191dc5617.html">dichiara apertamente</a></span> che non è possibile escludere un rischio infiltrazioni.</p>
<p>Questo significa che tra gli ospiti del centro di Limbiate potrebbero potenzialmente celarsi anche pericolosi terroristi, o comunque soldati dell&#8217;esercito dell&#8217;ISIS. Il tutto nei pressi di alcune scuole e di alcuni presidi sanitari. Ma vi pare una scelta intelligente? A me no.</p>
<p><b>CI RACCONTANO CHE SONO DONNE E BAMBINI, MA NON È VERO</b><br />
La versione ufficiale, quella che qualcuno cerca di veicolare in modo artefatto per impietosire e giocare con la sensibilità delle persone, ci racconta che accogliamo solo profughi e che tra di loro ci sono molte donne e bambini, che naturalmente scappano dalle guerre. Peccato che tutto ciò sia semplicemente FALSO! Una vera e propria presa in giro, fatta circolare per indorare la pillola. Come ho già avuto modo <a href="http://www.ilmonti.com/profughi-il-modello-brianza-e-razzista-perche-non-vale-per-tutti-stranieri-e-non/">di raccontare</a>, i richiedenti protezione internazionale (la maggior parte di loro non ne avrà tra l&#8217;altro diritto) ospitati nella provincia di Monza sono oggi in totale 310, di questi ben 293 sono uomini, per lo più giovani, e ospitiamo un solo bambino. Avete capito bene? Significa che in questi centri saranno ospitati tutti uomini, giovani e forti, cioè con un profilo simile a quelli che le guerre solitamente le fanno, cosa che dovrebbe preoccupare ancora di più, non vi pare? Ma quando l&#8217;accoglienza diventa un business, si rischia di tralasciare persino le più elmentari nozioni del buon senso. Come si dice? Business is business! La Provincia torni sui suoi passi e non compia questo grave errore.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2015/02/19/era-mare-nostrum-ora-sono-cazzi-nostrum-folle-scelta-brianza-un-centro-profughi-accanto-ad-un-centro-donazioni-avis/">Era mare nostrum ora sono cazzi nostrum! Folle scelta in Brianza: un centro profughi accanto ad un centro donazioni Avis</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>No al centro immigrati a Limbiate: il sindaco De Luca c&#8217;è e lotta con noi</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2014/12/21/centro-immigrati-limbiate-sindaco-de-luca-ce-lotta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Dec 2014 18:52:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[de luca]]></category>
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		<category><![CDATA[limbiate]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questa mattina eravamo a Limbiate, località Mombello, per protestare e dire no all&#8217;insediamento di un centro di smistamento di immigrati. Gli sbarchi hanno superato ormai le 200.000 unità quest&#8217;anno, pesantemente segnato dalla sciagurata operazione “Mare Nostrum”. Molta, troppa confusione si è fatta, e si continua a fare, mischiando immigrati economici con i profughi che scappano [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2014/12/21/centro-immigrati-limbiate-sindaco-de-luca-ce-lotta/">No al centro immigrati a Limbiate: il sindaco De Luca c’è e lotta con noi</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa mattina eravamo a Limbiate, località Mombello, per protestare e dire no all&#8217;insediamento di un centro di smistamento di immigrati. Gli sbarchi hanno superato ormai le 200.000 unità quest&#8217;anno, pesantemente segnato dalla sciagurata operazione “Mare Nostrum”. Molta, troppa confusione si è fatta, e si continua a fare, mischiando immigrati economici con i profughi che scappano dalle guerre, con il drammatico risultato di rischiare di mutilare i diritti proprio di questi ultimi. È l&#8217;Italia bellezza. Un luogo dove tutto diventa caos, dove tutto diventa business, persino la gestione di un fenomeno delicato come quello dell&#8217;immigrazione. Un fenomeno che porta con se il potenziale di rischi enormi, non ultimo quello che tra gli immigrati vi siano pure degli elementi infiltrati dell&#8217;IS, il feroce califfato islamico. (ne <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #800080; text-decoration: underline;"><a style="color: #800080; text-decoration: underline;" href="http://palermo.repubblica.it/cronaca/2014/12/17/news/infiltrati_isis_tra_i_migranti_indaga_la_procura_di_palermo-103135262/">parla qui Repubblica</a></span></span>.it)</p>
<p style="text-align: center;"><strong><iframe loading="lazy" src="//www.youtube.com/embed/1m1grfzaxIQ" width="420" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></strong></p>
<p>Nonostante fosse il 21 dicembre, nonostante il freddo noi c&#8217;eravamo, per far sentire la nostra voce, per difendere i diritti di chi soffre e viene discriminato e abbandonato dallo stato: e sono i nostri cittadini, la nostra gente. Ecco perché eravamo li, e c&#8217;eravamo anche per chiedere e pretendere dal Presidente della Provincia Ponti e dal Prefetto Villasi, massima informazione e trasparenza su tutta la gestione dei richiedenti protezione internazionale. Pretendiamo di sapere quante persone sono arrivate, quante hanno fatto perdere le loro tracce, quante sono ospitate, quanti posti letti sono stati messi a disposizione, e quanti soldi sono stati impegnati e spesi. Lo vogliamo sapere perché chiediamo una cosa molto semplice: da domani, non tra un mese o tra un anno, da domani il Prefetto e lo stato si devono impegnare nel mettere a disposizione una cifra identica per affrontare l&#8217;emergenza abitativa della nostra gente. I comuni sono quotidianamente strozzati da uno stato sempre più vorace nel chiedere quattrini, e sono messi nell&#8217;impossibilità di aiutare tanti cittadini che ne avrebbero bisogno. Se la prefettura ha soldi, tanti soldi, da impegnare per gestire i disastri generati da Mare Nostrum, riuscirà facilmente a trovarne altri. O aiutiamo tutti o non aiutiamo nessuno, è il momento di dire basta a questa assurda discriminazione.</p>
<p><b>BLOCCARE IL CENTRO DI SMISTAMENTO. C&#8217;È ANCHE IL SINDACO</b><br />
Ancora <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #800080; text-decoration: underline;"><a style="color: #800080; text-decoration: underline;" href="http://www.ilcittadinomb.it/stories/Cronaca/profughi-in-brianza-le-associazioni-bocciano-prefetto-e-provincia_1094980_11/">in questi giorni si parla</a>va</span></span> della possibilità di allestire un centro di smistamento nell&#8217;ex bocciodromo, una struttura che dovrebbe gestire almeno 50 posti letto. Senza attivare questa struttura difficilmente potranno arrivare altri immigrati in brianza. Bloccare il grande centro di smistamento significherebbe, dunque, lanciare un segnale importante allo stato; ribellarsi ad un disegno che vuole l&#8217;apertura indiscriminata delle nostre frontiere. La sorpresa arriva di buon mattino: verso le 10.15 arriva a trovarci al nostro presidio il Sindaco di Limbiate De Luca. Lo invitiamo a prendere la parola e a fare un breve intervento. Non si tira indietro, anzi l&#8217;atteggiamento è di chi ha proprio voglia di far sapere a tutti di essere lì, e che si sappia chiaramente quale sia il suo pensiero. Seppur dichiarando di dissentire rispetto il nostro dissenso, si dice favorevole solo e soltanto all&#8217;accoglienza di piccoli gruppi, massimo 10/15, ma che anche lui è assolutamente contrario alla realizzazione di un grande centro profughi da 50 o più posti letto nell&#8217;ex bocciodromo. E soprattutto, questa è stata la richiesta del Sindaco avanzata a Prefetto e Presidente della provincia, a fronte della disponibilità di accogliere alcuni immigrati nella comunità Montebello, la Provincia si deve impegnare a mettere a disposizione alcuni alloggi di sua proprietà a favore dei cittadini limbiatesi. Questa mi sembra proprio una richiesta intelligente e di buon senso. Insomma, De Luca c&#8217;è, e lotta con noi. Questa la notizia di oggi, che ci stupisce certo, ma fino ad un certo punto: il buon senso di un sindaco non può che andare oltre le assurde posizione ideologiche di qualcuno, oltre la solidarietà pelosa di chi specula sulle emergenze, oltre la follia di una gestione dell&#8217;immigrazione che rischia soltanto di produrre una pericolosa discriminazione al contrario. Un bello schiaffo a chi continua a considerarci solo e soltanto dei razzisti xenofobi. Imparate la lezione del vostro sindaco.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2014/12/21/centro-immigrati-limbiate-sindaco-de-luca-ce-lotta/">No al centro immigrati a Limbiate: il sindaco De Luca c’è e lotta con noi</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Centro profughi a Limbiate, il comune conferma ma la provincia si nasconde</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2014/12/04/centro-profughi-limbiate-comune-conferma-provincia-si-nasconde/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Dec 2014 15:29:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[clandestini]]></category>
		<category><![CDATA[limbiate]]></category>
		<category><![CDATA[ponti]]></category>
		<category><![CDATA[profughi]]></category>
		<category><![CDATA[provincia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo le diverse voci e indiscrezioni sul possibile insediamento di un centro profughi nel comune di Limbiate, arrivano conferme:  trapelano infatti ulteriori indiscrezioni dal comune di Limbiate, anche se non avrebbero ancora i crismi della comunicazione ufficiale. Insomma, la sensazione generale è quella della confusione e del timore dell&#8217;eventuale impatto negativo che la notizia potrebbe [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2014/12/04/centro-profughi-limbiate-comune-conferma-provincia-si-nasconde/">Centro profughi a Limbiate, il comune conferma ma la provincia si nasconde</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo le diverse <strong><span style="color: #000000;"><a style="color: #000000;" href="http://www.ilmonti.com/confermato-centro-profughi-limbiate/">voci e indiscrezioni</a></span></strong> sul possibile insediamento di un centro profughi nel comune di Limbiate, arrivano conferme:  trapelano infatti ulteriori indiscrezioni dal comune di Limbiate, anche se non avrebbero ancora i crismi della comunicazione ufficiale. Insomma, la sensazione generale è quella della confusione e del timore dell&#8217;eventuale impatto negativo che la notizia potrebbe avere.</p>
<p>Le indiscrezioni posso essere riassunte in questi termini:</p>
<blockquote><p><em>Per quanto riguarda la provincia di Monza e Brianza, la prefettura ha deciso che, per far fronte all&#8217;emergenza legata al fatto che nei prossimi mesi invernali il Comune di Monza sarà impossibilitato a mettere a disposizione una sua struttura, sarà la comunità di Montebello ad accogliere i profughi, con la seguente modalità:</em></p>
<p><em>&#8211; si tratta solo di pochi mesi, fino a primavera</em><br />
<em>&#8211; si tratta di ospitare gruppi ridotti di max dieci persone alla volta per una settimana ciascun gruppo,</em><br />
<em> &#8211; il luogo è idoneo perché c&#8217;è il presidio della comunità di montebello</em><br />
<em> &#8211; la cooperativa Monza e Brianza metterà a disposizione un suo operatore presso la comunità giorno e notte</em><br />
<em>&#8211; trascorsa la settimana, i profughi vengono trasferiti dove ci sono strutture di inclusione, quindi non sul territorio limbiatese</em><br />
<em>&#8211; ovviamente questa ospitalità è a costo zero per il comune, che è soltanto stato informato della decisione della prefettura</em></p></blockquote>
<p>La prima domanda che sorge spontanea, visto che in questi ultimi giorni si sono susseguiti più di un incontro, è per quale motivo la Provincia di Monza e Brianza, per bocca del suo presidente Ponti, ancora oggi nulla diceva sulla possibilità che i profughi arrivassero a Limbiate. Come potete leggere qui su <strong><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #000000;"><a style="color: #000000; text-decoration: underline;" href="http://www.mbnews.it/2014/12/limbiate-il-centro-profughi-della-discordia/">mbnews.it</a></span></span></strong>. La gestione della vicenda, da parte della provincia di Monza e del suo presidente è stata perlomeno opaca, priva della necessaria trasparenza, visto e considerato che già nell&#8217;ultima seduta di consiglio si erano chieste informazioni sulla vicenda.</p>
<p>Il comune di Limbiate dichiara che si tratterà solo di un periodo di pochi mesi, questo significa che si continuerà a lavorare nel frattempo per trovare un&#8217;altra location dove installare il centro profughi? Magari significa che questi mesi occorrono per portare a termine dei lavori di sistemazione di un&#8217;altra area? Magari sempre all&#8217;interno delle proprietà della provincia?</p>
<p>Sempre il comune afferma che si tratterà di “piccoli gruppi” e di massimo dieci persona. Qui mi permetto di dubitare, e non perché sono un leghista a cui piace pensare male, ma piuttosto per due dati di fatto oggettivi. In primo luogo la stessa prefettura, nella lettera del 30 luglio ai sindaci, parlava di esigenza di trovare un HUB che potesse contenere almeno 20 persone. Ciò significa che la necessità è quella di gestire gruppi che siano da 20 persone in su. E in secondo luogo è difficile capire quale sarà l&#8217;esigenza massima di saturazione del centro profughi, perchè tutto dipenderà da due fattori che né il comune né la prefettura possono prevedere: ovvero quant profughi ancora arriveranno e quanta sarà la capacità di assorbimento delle strutture poste a valle di questo centro. Se quest&#8217;ultime si satureranno, difficilmente su quello che la prefettura chiama HUB (brutto termine visto che parliamo di esseri umani) si potrà effettuare l&#8217;adeguato turn over.</p>
<p>Qualche perplessità ci permettiamo di avanzare anche sulla presunta compatibilità tra <span style="color: #000000;"><strong><a style="color: #000000;" href="http://www.comunitaefamiglia.org/index.php?option=com_content&amp;view=section&amp;id=106">la comunità delle famiglie di Montebello</a></strong></span> e l&#8217;installazione di un centro profughi; ma su questo punto vogliamo credere e sperare che vi sia un convinto e preventivo assenso degli uomini e le donne della comunità stessa. Non va però dimenticato che a ridosso di quell&#8217;area vi sono diverse scuole e un  movimento di ragazzi e ragazze che qualche timore legato alla sicurezza potrebbero generarlo.</p>
<p>Naturalmente la nostra contrarietà sarà manifestata nei luoghi, nelle sedi e nei modi più opportuni e utili a sottolineare come sia scandaloso, in un momento in cui tante famiglie e cittadini lombardi e brianzoli soffrono, ma lo stato si muove con celerità e generosità per trovare soluzioni solo a chi ha deciso di varcare clandestinamente i nostri confini. Ciò non è tollerabile e non vogliamo ad arrivare al punto di chiedere una corsia preferenziale per qualcuno, ma perlomeno che vi sia lo stesso trattamento ed attenzione per le numerose emergenze sociali che attanagliano la nostra gente.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2014/12/04/centro-profughi-limbiate-comune-conferma-provincia-si-nasconde/">Centro profughi a Limbiate, il comune conferma ma la provincia si nasconde</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>A Limbiate i soviet difendono BEA. Hasta la victoria siempre!</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2014/11/28/limbiate-i-soviet-difendono-bea-hasta-victoria-siempre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Nov 2014 17:55:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[Bea]]></category>
		<category><![CDATA[cem]]></category>
		<category><![CDATA[limbiate]]></category>
		<category><![CDATA[riifuti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È bello scoprire che c&#8217;è sempre qualche pezzo di mondo che non si arrende all&#8217;inesorabile evoluzione dei tempi; sapere che ci sia sempre qualche ultimo giapponese che resiste, e che non si arrenderà mai. Mi è capitata per le mani la risposta del sindaco di Limbiate Raffaele De Luca e del suo assessore Sandro Archetti, ad [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2014/11/28/limbiate-i-soviet-difendono-bea-hasta-victoria-siempre/">A Limbiate i soviet difendono BEA. Hasta la victoria siempre!</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È bello scoprire che c&#8217;è sempre qualche pezzo di mondo che non si arrende all&#8217;inesorabile evoluzione dei tempi; sapere che ci sia sempre qualche ultimo giapponese che resiste, e che non si arrenderà mai.<br />
Mi è capitata per le mani la risposta del sindaco di Limbiate Raffaele De Luca e del suo assessore Sandro Archetti, ad una interrogazione puntuale e circostanziata, del nostro gruppo Lega Nord di Limbiate. Argomento? Una richiesta di chiarimenti in merito alla decisione, a tutti apparsa improvvida, assunta dal comune di Limbiate di affidare la raccolta rifiuti, oltre allo smaltimento, alla propria controllata BEA.<br />
Servizio di raccolta, è bene ricordare, che la società BEA non svolge e non ha mai svolto e che non può svolgere in prima persona, essendo priva dei mezzi necessari. Ma adesso scopriremo che nella Little Havana limbiatese, evidentemente, le priorità sono altre. Tenetevi forte.</p>
<p><strong>RISPARMIARE 500.000€? AVEVAMO SCHERZATO!</strong></p>
<p>Innanzitutto la questione economica. Il Sindaco De Luca, al contrario di quanto aveva sbandierato (o qualcuno gli aveva fatto sbandierare) sulla stampa questa estate, dove era arrivato ad ipotizzare un risparmio di 500 mila euro per il comune affidando il servizio a Bea, oggi fa retromarcia e dichiara, nero su bianco, che il risparmio non è la priorità dell&#8217;operazione e comunque è impossibile ipotizzare se ci sarà. Apperò! Niente male.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-2642" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2014/11/Schermata-2014-11-28-alle-18.02.51-1024x715.png" alt="Schermata 2014-11-28 alle 18.02.51" width="800" height="559" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vorrei far cadere la vostra attenzione su questo inciso, scritto in perfetto stile “Politburo”:</p>
<blockquote><p>“Vale la pena ricordare che la convenzione oggi esistente, tra Comune di Limbiate e Gelsia Ambiente Srl, non è più in grado di stabilire la chiarezza relazionale necessaria tra ente e società pubblica”</p></blockquote>
<p><b><i>“Chiarezza relazionale necessaria”</i></b>?!?! A parte che l&#8217;impressione di essere alle prese con una supercazzola è elevata, ricapitoliamo:  la coppia sindaco/assessore ci dice che abbiamo un contratto con Gelsia srl, ma siccome la convenzione non è più in grado di stabilire la “chiarezza relazionale” che desideriamo, allora abbiamo affidato la raccolta ad un&#8217;altra azienda, che però non fa la raccolta. Mi sembra che non faccia una piega. O No? Dubitate della linea? La linea non si discute, anche quando non c&#8217;è (come cantava Ferretti).</p>
<p>Quindi per concludere: risparmi? Zero.</p>
<p><em><strong>IL MERCATO È UN FAR WEST!?!?!?</strong></em></p>
<p>Ancora si chiedono gli amici della Lega di Limbiate: ma perché non avete deciso di fare una gara ad evidenzia pubblica, di grazia, per decidere chi debba svolgere un servizio pubblico?</p>
<p>E qui la risposta arriva direttamente dall&#8217;ottobre del 1917, compiendo un lungo viaggio spazio-temporale, da Mosca alla Brianza. Peccato che sindaco ed assessore, presi com&#8217;erano a recitare il ruolo di ultimi e strenui difensori del socialismo reale, abbiano perso un po&#8217; di vista qual è qui il nocciolo della questione. E non è quello di discettare su quanto sia cattivi i padroni, sporchi capitalisti i privati o sfruttati i braccianti agricoli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-2643" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2014/11/Schermata-2014-11-28-alle-18.13.41-1024x277.png" alt="Schermata 2014-11-28 alle 18.13.41" width="802" height="217" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Leggiamo infatti che a detta loro il ciclo dei rifiuti deve assolutamente rimanere in mano pubblica e loro sono convinti che l&#8217;interesse pubblico sia tutelato da una gestione partecipata e non dal far west del mercato.<br />
Al netto di tutte le considerazioni ( e sarebbero pessime e forse irripetibili) che sarei portato ad elaborare leggendo queste parole, mi domando cosa c&#8217;entri questo pistolotto ideologico contro il mercato (fonte di tutti i mali secondo il dogma socialista), con il fatto che qui si è trattato di togliere un servizio a Gelsia per darlo a Bea, che sono ambedue aziende pubbliche.<br />
Poi saremo anche curiosi, molto curiosi, di vedere come sindaco e assessore si difenderanno dal &#8220;pueblo&#8221; incazzato, e succederà se seguiranno questa strada, costretto a pagare aumenti di tariffe della Tari per il solo motivo che qualcuno è convinto che, cito testuale:</p>
<blockquote><p>“La regia unica se di matrice totalmente pubblica, sia lo strumento migliore per porsi obiettivi di massimizzazione della differenziazione dei rifiuti, riduzione dei costi, e progressivo superamento delle tecnologie di incenerimento”</p></blockquote>
<p>Avete capito? Una società totalmente pubblica, che ottiene un affidamento senza gara, che ha la garanzia di copertura automatica dei costi attraverso la tariffa, è la soluzione migliore per garantire la riduzione dei costi del servizio. E poi la decisione di far portare i rifiuti di mezza Brianza a bruciare in Bea (con la fusione di Cem) è la soluzione migliore per il progressivo superamento delle tecnologie di incenerimento. E Cicciolina naturalmente è vergine, ci aggiungerei io.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2014/11/28/limbiate-i-soviet-difendono-bea-hasta-victoria-siempre/">A Limbiate i soviet difendono BEA. Hasta la victoria siempre!</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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