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	<title>fusione - ilMonti.com</title>
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	<description>il blog di Andrea Monti</description>
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		<title>Cancellare i comuni della Brianza, l&#8217;ultima follia post comunista</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2015 10:11:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Cari cittadini di Sovico, Macherio, Albiate e Biassono state in guardia e cominciate a mettere mano al vostro portafogli. C&#8217;è un sindaco della Brianza, quello di Sovico, che si è messo in testa di fondere queste quattro grandi realtà comunali in un solo mega municipio e il conto di questa follia ideologica, manco a dirlo, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Cari cittadini di Sovico, Macherio, Albiate e Biassono state in guardia e cominciate a mettere mano al vostro portafogli. C&#8217;è un sindaco della Brianza, quello di Sovico, che <a href="http://sovico.netweek.it/notizie/politica/sovico-la-fusione-dei-comuni-ok-ma-si-deve-preparare-bene-il-dibattito-tiene-banco-la-discussione-sull-ipotesi-di-accorpamento-tra-sovico-macherio-albiate-e-biassono-br-il-sindaco-alfredo-colombo-vede-di-buon-occhio-l-unione-ma-lancia-un-monito-prima-bisogna-uniformare-i-modelli-amministrativi-e-coinvolgere-i-cittadini-dei-diversi-paesi-per-non-trovarsi-poi-nel-caos-la-soluzione-migliore-potrebbe-essere-quella-di-mettere-insieme-macherio-sovico-e-albiate-br-3957709.html">si è messo in testa</a> di fondere queste quattro grandi realtà comunali in un solo mega municipio e il conto di questa follia ideologica, manco a dirlo, lo pagherete voi.</p>
<p>&nbsp;<a href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2015/08/IMG_0630.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="3000" height="2000" alt="" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2015/08/IMG_0630.jpg" title="" class="aligncenter size-custom"></a>&nbsp;<br />
Partiamo dalla questione economica, perché è la giustificazione dietro cui muove questo disegno criminoso. Entriamo nel campo dei numeri che, a differenza delle idee e delle opinioni, sono incontrovertibili. Un recentissimo <a href="http://www.corteconti.it/export/sites/portalecdc/_documenti/controllo/sez_autonomie/2015/delibera_25_2015_sezaut.pdf">studio della Corte dei Conti</a>, che il sindaco Colombo naturalmente si è guardato bene dal leggere e studiare, ha messo nero su bianco ciò che sindaci e cittadini avevano già intuito da tempo: più i comuni sono grandi e più aumenta la pressione fiscale che grava sui contribuenti. E il bello dei numeri è che si possono scrivere, senza fraintendimenti e con certosina precisione.</p>
<p>I cittadini di questi quattro comuni versano oggi alle casse municipali pro capite ogni anno 511,76€ (Fascia 3). Se dovesse passare la proposta di fusione si creerebbe un grande comune di 34.000 abitanti (Fascia 5), e il prelievo pro capite schizzerebbe fino a 558,50€. Il tutto certificato, come detto, dalla Corte dei Conti. Altro che risparmiare, come crede l&#8217;estemporaneo primo cittadino sovicese, seguire il suo disegno Napoleonico aumenterebbe il salasso per i suoi cittadini. Senza contare poi tutte le difficoltà gestionali e di rapporto con gli utenti, che scontano per forza i grandi comuni. Amministrare è diventato oggettivamente difficile, ma se il sindaco Colombo e altri suoi colleghi non si sentono all&#8217;altezza di farlo esiste una soluzione migliore: dimettersi.</p>
<p>NON E&#8217; SOLO UNA QUESTIONE DI QUATTRINI</p>
<p>Alfredo Colombo è il primo cittadino di Sovico, conosciuto anche come &#8220;Mister 35%&#8221;, perché è riuscito nella non facile impresa di farsi eleggere per ben due volte sindaco con una miseria di voti. E&#8217; un sottoprodotto di ciò che è rimasto del processo di decomposizione dell&#8217;ideologia comunista, gente smarrita che fa politica orfana di un ideale che non c&#8217;è più, che di volta in volta tentano di sposare le battaglie che possono, non perché ci credono, non perché siano utili, semplicemente perché quando non si ha uno straccio di idea buona si tenta di infilarsi sul treno che capita.</p>
<p>Certo è davvero bizzaro che il leader di una lista civica che si è fatta votare sotto la sigla &#8220;Uniti per Sovico&#8221;, ora proponga di cancellare per sempre la storia e l&#8217;identità della comunità che sarebbe chiamato a rappresentare. Una follia, portata avanti da questi personaggi che non hanno nessun rispetto e soprattutto amore per la terra, le genti e le comunità che, sciaguratamente per noi, sono chiamati ad amministrare. Gli uomini non sono bistecche, cioè semplici pezzi di carne che si possono cuocere a piacimento; da sempre l&#8217;uomo ha sentito l&#8217;esigenza di ritrovarsi nell&#8217;appartenenza comune ad un territorio, ad una famiglia, un clan e infine nella dimensione collettiva rappresentata dalla municipalità, dal proprio campanile. Pensare di cancellare tutto questo, non uso mezzi termini: è criminale. Uccidere e cancellare una comunità è davvero un crimine. Colombo, scarto del peggior post comunismo, sogna evidentemente grandi agglomerati cittadini, magari da popolare con enormi casermoni, grigi, spenti e tristi nel loro anonimato. Idealizza grandi unità amministrative ibridate a piacimento, senza storia, senza tradizioni, che debbano solo rispondere alle esigenze politiche di chi sogna di riciclarsi magari occuopando un piccolo posto, un piccolo ingranaggio di questa mostruosa macchina. Già, perché il Colombo è al secondo mandato, non può ricandidarsi, e forse lavora già per costruirsi un futuro, il suo, calpestando la storia e il domani di tutti. Piccoli interessi, piccoli uomini.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2015/08/18/cancellare-i-comuni-della-brianza-lultima-follia-post-comunista/">Cancellare i comuni della Brianza, l’ultima follia post comunista</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Bea-Cem, il Titanic dei rifiuti brianzoli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2015 14:47:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[Bea]]></category>
		<category><![CDATA[cem]]></category>
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		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Henry Hartley Wallace continuò a dirigere i suoi otto orchestrali fino all&#8217;ultimo, accompagnando i naufraghi del Titanic con popolari note di rag-time. La leggenda vuole che fu proprio lui, poco prima che la nave si inabissasse, ad alzarsi per congedarsi così ai suoi musicisti: “signori, è stato un piacere suonare con voi”. Wallace fu ritrovato [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2015/02/17/bea-cem-il-titanic-dei-rifiuti-brianzoli/">Bea-Cem, il Titanic dei rifiuti brianzoli</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2880" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2015/02/t2-1024x768.jpg" alt="t2" width="1024" height="768" /></p>
<p style="text-align: center;"><i>Henry Hartley Wallace continuò a dirigere i suoi otto orchestrali fino all&#8217;ultimo, accompagnando i naufraghi del Titanic con popolari note di rag-time. La leggenda vuole che fu proprio lui, poco prima che la nave si inabissasse, ad alzarsi per congedarsi così ai suoi musicisti: “signori, è stato un piacere suonare con voi”. Wallace fu ritrovato una settimana più tardi, dalla nave Mackay Bennett; morto, congelato, il suo cadavere stava sul pelo dell&#8217;acqua gelida a fianco del suo primo violinista, John Law Hume.</i></p>
<p style="text-align: center;"><i>Si è scritto molto sull&#8217;orchestra del Titanic, presa spesso e a torto come esempio di menefreghismo e superficialità. Sbagliato. Loro eseguivano degli ordini. Il comando gli ordinò di suonare, perché il rag-time desse ai passeggeri la sensazione che tutto fosse sotto controllo. Abbiamo urtato un Iceberg, ma il Titanic è inaffondabile. Guardate, l&#8217;orchestra suona, tutto è tranquillo. Non temete. Suonarono fino all&#8217;1:40 di notte, trenta minuti prima che il mega transatlantico di classe Olympic scomparve per sempre. Fino all&#8217;ultimo hanno compiuto il loro dovere: dissimulare.</i></p>
<p style="text-align: left;">Ho pensato subito a questo episodio, quando ho letto il comunicato stampa congiunto delle società Bea e Cem. La loro idea di creare una grande nuova società pubblica, frutto della fusione tra le due, a cui i comuni potranno conferire in house il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti, si è subito infranta contro due grossi iceberg, nemmeno uno, ma sulla nave imperterriti continuano a suonare del rag-time. D&#8217;altro canto i sindaci soci non devono sapere delle enormi falle che imbarcano acqua, bisogna trasmettere fiducia, sicurezza, addirittura audacia. Il Titanic è inaffondabile, si diceva.</p>
<p>È di qualche giorno fa, infatti, la <a href="http://www.cemambiente.it/passo-nel-processo-fusione-cem-bea/"><span style="text-decoration: underline;">breve nota congiunta</span></a> con cui le società <a href="http://www.cemambiente.it/"><span style="text-decoration: underline;">CEM</span></a> e <a href="http://www.beabrianza.it/"><span style="text-decoration: underline;">BEA</span></a>, annunciavano trionfalmente il compimento di un “Nuovo passo nel processo di fusione”.<br />
Curiosamente non si è specificato in quale, delle tante direzioni possibili, il passo sarebbe stato compiuto. Io tenderei comunque ad escludere che ci sia mossi in avanti.</p>
<p><b>ICEBERG NUMERO UNO, CENTRATO!</b></p>
<p style="text-align: center;"><i>Avanti con il reg-time, sir. Wallace! Alziamo il volume, e dispensiamo sorrisi. Tranquilli gente, il Titanic è inaffondabile!</i></p>
<p style="text-align: left;">Come ho già <a href="http://www.ilmonti.com/pasticcio-fusione-bea-cem-tutto-rifare-presentata-mozione-urgente/"><span style="text-decoration: underline;">raccontato qui</span></a>, durante la vivace assemblea di CEM del 18 dicembre 2014, il notaio incaricato di redigere l&#8217;atto, ha fatto sapere che la prima fase di questo “<a href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2015/02/Copia-di-3-all.-a.-relazione_illustrativa_cem_bea.pdf"><span style="text-decoration: underline;">Piano di Aggregazione e Sviluppo</span></a>”, a cui alcune eminenze grigie lavoravano da mesi, semplicemente non si poteva attuare perché in palese violazione di una precisa norma del Codice Civile (l&#8217;art. 2360). E basterebbe questa enorme “gaffe”, così come l&#8217;ha descritta il rappresentante del comune di Agrate Brianza in assemblea, perlomeno per avere qualche dubbio sulla bontà del lavoro svolto nel redigere l&#8217;intero Piano di Aggregazione; ma evidentemente a molti Sindaci, (non tutti in realtà) sta bene così. Se fossi in loro, però, non dormirei sonni proprio tranquilli.</p>
<p>Dicevo del comunicato di Bea e Cem, che esordisce così:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: left;"><i>Nuovo step nel processo di fusione tra CEM Ambiente e BEA. Dopo le Assemblee dello scorso 18 dicembre arrivano i pareri tecnici in merito alla modalità di prosecuzione del progetto e la partenza di un tavolo di lavoro in vista degli ulteriori sviluppi dell’operazione.</i></p>
</blockquote>
<p style="text-align: left;">Ohibò, e cosa diranno mai di così confortante e tranquillizzante questi pareri tecnici? Nella nota dello studio legale, a cui è stato richiesto il parere, viene a chiare lettere intimato e sconsigliato di dare corso all’operazione a causa della</p>
<blockquote>
<p style="text-align: left;"><i>“contrarietà a norme imperative per di più penalmente sanzionate”</i></p>
</blockquote>
<p style="text-align: left;">Accipicchia, siamo addirittura nel penale. Questo sta a significare che gli approfondimenti tecnici, che a detta di qualcuno dovevano sgombrare il campo dalle “eccessive” preoccupazioni emerse durante l&#8217;assemblea del 18 dicembre 2014, hanno invece confermato la piena e totale illegittimità della Fase 1 del <a href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2015/02/Copia-di-3-all.-a.-relazione_illustrativa_cem_bea.pdf"><span style="text-decoration: underline;">Piano di Aggregazione tra BEA e CEM</span></a>, che prevedeva proprio uno scambio di azioni attraverso aumento di capitale.</p>
<p><b>PROVINCIA E COMUNI REVOCHINO LE DELIBERE IN AUTOTUTELA</b><br />
Questo basterebbe per annullare, come abbiamo già richiesto con la <a href="http://www.ilmonti.com/pasticcio-fusione-bea-cem-tutto-rifare-presentata-mozione-urgente/">mozione presentata</a> a fine dicembre, tutte le delibere (di comuni e provincia) in autotutela. Cosa che consigliamo nuovamente e caldamente alla Provincia, soprattutto ai tecnici e funzionari che hanno apposto le firme di regolarità tecnica e di legittimità. I legali hanno sollevato come ciò che è stato deliberato sia in palese contrasto con norme imperative e penalmente sanzionabili. Com&#8217;è possibile che si attenda oltre? Come fanno ad essere corretti i pareri di regolarità e legittimità apposti?</p>
<p><b>IL SINDACO DI DESIO SI DOMANDA: DOVE VENGONO PRESE LE DECISIONI?</b><br />
Chi governa davvero le sorti di queste società? Dove vengono prese le decisioni strategiche per l&#8217;azienda BEA? Secondo quanto ha dichiarato il sindaco Corti di Desio, nell&#8217;assemblea di BEA del 8 dicembre 2014, è palese come le scelte strategiche della società non vengano prese in assemblea, la sua sensazione è che vengano prese altrove, e lui stesso si chiede dove?<br />
Il sospetto di qualcuno è che ci siamo una ristretta cerchia di persone che decida per tutti, sottoponendo poi a mera ratifica l&#8217;assemblea dei soci.</p>
<p>Ora la confusione regna sovrana, tra un pasticcio e l&#8217;altro i signori che muovono le fila sopra le teste degli ignari sindaci targati PD, non sanno bene che pesci pigliare.<br />
In realtà con il comunicato di CEM e BEA hanno giocato di rimessa, hanno buttato la palla in avanti sperando di trovare una soluzione. Ma quale sarebbe la soluzione? Fare finta di nulla?<br />
Lo stesso fa la Provincia, che è così in imbarazzo che rimanda nuovamente la discussione della mozione che <a href="http://www.ilmonti.com/pasticcio-fusione-bea-cem-tutto-rifare-presentata-mozione-urgente/">ho presentato</a> ormai più di un mese fa. Inizialmente si sarebbe dovuto convocare un Consiglio Provinciale il giorno 19 febbraio 2015, così come ci si era accordati nell&#8217;ultima capigruppo in cui era presente il Presidente Ponti, salvo poi apprendere della decisione di rinviare il Consiglio, forse, al prossimo 5 marzo. La paura fa novanta?</p>
<p><b>L&#8217;IMPERATIVO È TRANQUILLIZZARE I SINDACI. NON DOVETE TORNARE IN CONSIGLIO.</b><br />
La nota dei legali, per la verità prosegue indicando altre possibili soluzioni, attuabili in alternativa allo scambio di azioni previsto: si propone nello specifico una Joint Venture tra le due aziende oppure una più complicata operazione su azioni proprie. Possibilità alternative che dovrebbero naturalmente valutare i soci, cioè i sindaci. Dovrebbero, se non fosse che qualcuno, evidentemente, ha già deciso per loro. Forse le famose eminenze grigie che hanno dato già prova di grande affidabilità? Quelle che hanno fatto deliberare a tutti i soci un aumento di capitale vincolato, atto che oggi apprendiamo, per loro stessa ammissione, essere penalmente sanzionabile? Auguri!</p>
<p>Il <a href="http://www.cemambiente.it/passo-nel-processo-fusione-cem-bea/"><span style="text-decoration: underline;">comunicato</span></a> e prosegue infatti così:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: left;"><i>Lo comunicano le due Società che precisano come la nuova linea d’azione individuata sia perfettamente in linea con il mandato ricevuto dai Consigli comunali di valutare la prospettiva di fusione in un certo periodo di tempo, dal momento che lo scambio di azioni reciproco era un elemento accessorio e non fondamentale per procedere su questo percorso.</i></p>
<p style="text-align: left;"><i>Sono da considerare legittimi, dunque, gli atti adottati fino a questo momento e prosegue il percorso di collaborazione. «È già stato avviato – comunicano le due Società – un tavolo di lavoro per predisporre un Piano di azione riferito alle attività da porre in essere per preparare il progetto di fusione e realizzare le verifiche e le valutazioni congiunte propedeutiche alla decisione che dovranno assumere i Soci»</i></p>
</blockquote>
<p style="text-align: left;">Qui fate attenzione. Sono i vertici delle due società che comunicano come:<i>“la nuova linea d’azione individuata sia perfettamente in linea con il mandato ricevuto dai Consigli comunali”. </i>Direi che sarebbe perlomeno consigliabile usare il condizionale, visto anche i precedenti. Dicevamo attenzione, perché una lettura disattenta della comunicazione farebbe pensare che questa interpretazione sia avvallata dal parere legale (forse è questo che si vorrebbe dare da intendere ai sindaci?), ma non è affatto così<i>.</i> Nel parere redatto dallo studio legale non si dice nulla sulla presunta certezza che la nuova linea di azione sia coerente con il mandato dei Consigli; anzi sul punto ci si guarda bene dall&#8217;esprimersi. Non si dice nulla, se non di attuare altre azioni in alternativa, quindi consigliando implicitamente di ripassare per i Consigli comunali. È curioso invece come gli stessi che non si erano accorti dell&#8217;esistenza di una norma del Codice Civile, cioè una roba che sta lì scritta da un tot di tempo, ora si dicono certi e sicuri che la deliberazione dei Consigli sia in linea con la nuova linea d&#8217;azione. E a proposito, ma quale sarebbe la nuova linea d&#8217;azione? Di sicuro, come ho già detto, nessuna di quelle proposte nella nota dei legali, e sapete perché? Perché, come scrive nero su bianco l&#8217;Ammnistratore Pedrazzi nella sua lettera ai soci, ciò obbligherebbe un nuovo passaggio nei Consigli Comunali, che evidentemente si vuole evitare come fosse l&#8217;ebola. Dopo la prima figuraccia, vorrebbero evitarne una seconda. Come biasimarli? Ma c&#8217;è una robina chiamata legge, che non ti permette di fare sempre ciò che si vuole o ciò che è più conveniente.</p>
<p><b>PRIMA ERAN FASI FONDAMENTALI, OGGI DIVENTANO MAGICAMENTE “ACCESSORIE”</b><br />
È poi davvero curioso che nel comunicato stampa si legga: “<i>lo scambio di azioni r</i><i>eciproco era un elemento accessorio e non fondamentale per procedere su questo percorso”.</i><br />
Toh! Oggi dicono essere un elemento “accessorio”. Strano, visto che il punto 1 e 2 del dispositivo deliberato da tutti i Soci nei Consigli Comunali lo prevedeva espressamente, e ne deliberava espressamente l&#8217;attuazione.<br />
Ma c&#8217;è di più. La Relazione Illustrativa dell&#8217;Ipotesi di Piano di Aggregazione, uno degli allegati alla Delibera approvata dai Consigli, a pag. 16 recitava testuale:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: left;"><b>d. Fasi e tempi di realizzazione del progetto</b></p>
<p>Come evidenziato nell&#8217;accordo quadro sottoposto all&#8217;approvazione delle due Società, il primo, <b>FONDAMENTALE</b> elemento del piano di sviluppo è il perfezionamento delle fasi attuative dello stesso, finalizzate dapprima al rafforzamento della partnership e, in un secondo momento, al perfezionamento degli adempimenti occorrenti per dare corso all&#8217;integrazione delle due Società in una nuova realtà, tramite un processo di fusione propria.<br />
La prima fase prevede l&#8217;approvazione da parte delle Assemblee dei Soci delle due Società di un <b>AUMENTO DI CAPITALE RISERVATO</b> finalizzato alla realizzazione di uno scambio azionario di una quota pari al 5% del capitale sociale.</p></blockquote>
<p>In buona sostanza, la relazione ci diceva che la prima cosa fondamentale da fare era perfezionare le fasi attuative del piano, e che la prima di queste fasi prevedeva espressamente l&#8217;aumento di capitale riservato. Ora che hanno scoperto essere illegale ci dicono che era un elemento accessorio. Notevole, non credete?</p>
<p>Come del resto lo stesso <a href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2015/02/DC-CEM-BEA-ALLEGATI-A-B-C-D-E.pdf"><span style="text-decoration: underline;">accordo quadro</span></a>, anch&#8217;esso sottoposto ai Consigli Comunali che lo hanno approvato, descriveva in maniera specifica come si doveva procedere nella fase 1:</p>
<blockquote><p>Fase 1. Rafforamento della partnership<br />
Tale fase si caratterizza per un primo consolidamento della partnership da realizzare mediante uno <b><span style="text-decoration: underline;">scambio reciproco di azion</span></b><b><span style="text-decoration: underline;">i</span></b></p></blockquote>
<p style="text-align: left;">Quindi non è vero, come si vorrebbe far intendere, che lo scambio di azioni era una delle tante possibilità per addivenire ad un approfondimento e ad una reciproca conoscenza. Al contrario i Consigli Comunali ( e Provinciale) avevano specificatamente scelto quella tra le tante possibilità, per far partire il percorso di conoscenza e di sviluppo della partnership. Non altre.<br />
A quale titolo oggi l&#8217;Amministratore Unico della società decide, senza nemmeno sentire l&#8217;assemblea dei soci, che tale percorso sarà sostituito da un semplice e non meglio specificato accordo tra le parti? Quali azioni e impegni prevede questo accordo? Ma soprattutto, chi ne ha deciso i contenuti e i confini? È palese come il mandato dei soci fosse diverso: i soci non hanno dato mandato per redigere un accordo tra le parti, ma hanno chiaramente votato uno scambio di azioni attraverso un aumento di capitale dedicato. Se questo non si può fare, allora i soci debbono tornare ad esprimersi. Anche e soprattutto per una questione di trasparenze e correttezza, dopo lo scivolone legale subito.</p>
<p><b>ICEBERG NUMERO DUE, COLPITO!</b></p>
<p style="text-align: center;"><i>L&#8217;Architetto Thomas Andrews proferì le sue ultime parole: “affonderemo in un&#8217;ora e mezza, massimo due, se siamo fortunati”. Il capitano Edward John Smith si congedò dal mondo alla guida dell&#8217;inaffondabile Titanic, guardandolo tristemente affondare. Con lui si inabissarono i sogni di gloria e fortuna di oltre 1500 persone tra donne, uomini e giovani di belle speranze.</i></p>
<p>Dicevo del <a href="http://www.mbnews.it/2015/01/gelsia-limbiate-tar/">secondo iceberg</a>, quello che si è materializzato il 23 gennaio 2015, con la <a href="https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=Z7QLXOYCPGBL6GDE4T5JYNNU44&amp;q=gelsia"><span style="text-decoration: underline;">sentenza</span></a> con cui il TAR Lombardia ha accolto il ricorso di Gelsia ambiente contro la decisione del Comune di Limbiate di affidare il servizio di raccolta rifiuti a Bea.<br />
Al netto di una vicenda molto lunga e complessa, quelli che qui interessa sottolineare è che il tribunale ha scritto una cosa semplice ma sconvolgente, per chi ha ideato tutta l&#8217;operazione Bea/Cem, ovvero che Bea non ha i requisiti idonei per ottenere l&#8217;affidamento diretto dai comuni soci, in quanto il socio privato individuato con la gara non può essere considerato come socio operativo.</p>
<p style="text-align: left;">Ecco un passo decisivo della sentenza</p>
<blockquote>
<p style="text-align: left;"><i>In tal modo, si realizza l’assegnazione diretta del servizio ad una particolare società pubblica, al di fuori di qualunque meccanismo concorrenziale ed in assenza dei presupposti, neppure allegati dall’amministrazione, per un affidamento in house, con palese violazione dei modelli giuridici, interni e comunitari, utilizzabili per lo svolgimento dei servizi pubblici locali.</i></p>
</blockquote>
<p style="text-align: left;">Bea non può ottenere affidamenti diretti, ciò significa che nemmeno i soci di Cem e i futuri soci della nuova società frutto della fusione, potranno affidare senza gara i servizi a Bea/Cem. Colpiti e affondati. Mi domando: per quanto ancora l&#8217;orchestra suonerà del buon rag-time? Per quanto ancora si prenderanno in giro sindaci e cittadini?</p>
<p style="text-align: left;"><b>IL TEMPO STA PER SCADERE. VALUTIAMO UN CONSIGLIO STRAORDINARIO SENZA ESCLUDERE UN RICORSO</b><br />
Come abbiamo visto siamo di fronte ad una deliberazione assunta dal Consiglio Provinciale e in netto contrasto con la normativa, così come evidenziato dalla stessa società CEM.<br />
È assurdo che ancora non se ne sia preso atti, e da questo punti di vista il tempo per ripristinare la legittimità degli atti sta per scadere. Come forza di opposizione chiediamo che a nel giro di pochi giorni venga convocato un Consiglio Provinciale per discutere la nostra mozione che chiede il ritiro delle delibere, altrimenti richiederemo noi una convocazione straordinaria, facoltà prevista dall&#8217;art. 35 comma 6 del regolamento. Senza escludere, fino ad ora, la possibilità di ricorrere al Presidente della Repubblica, entro 120 giorni dalla deliberazione, se non verrà ritirata la delibera di indirizzo.<br />
Allo stesso modo chiediamo alla Provincia, in qualità di socio di maggioranza di BEA, di chiedere la revoca in autotutela della deliberazione dell&#8217;Assemblea, avendo riscontrato appunto profili di illegittimità sanzionabili penalmente.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2015/02/17/bea-cem-il-titanic-dei-rifiuti-brianzoli/">Bea-Cem, il Titanic dei rifiuti brianzoli</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Pasticcio fusione Bea-Cem, tutto da rifare? Presentata mozione urgente</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2014/12/23/pasticcio-fusione-bea-cem-tutto-rifare-presentata-mozione-urgente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2014 11:31:26 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Bea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La contrastatissima, anche da noi in Consiglio Provinciale, fusione tra Bea e Cem deraglia subito, nemmeno il tempo di giungere indenne alla prima stazione: lo scambio azionario tra le due società. Ricapitoliamo. Nella seduta in cui si doveva approvare, di fatto, la fusione tra Bea e Cem, la maggioranza di centro sinistra si era già [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La contrastatissima, anche da noi in Consiglio Provinciale, fusione tra Bea e Cem deraglia subito, nemmeno il tempo di giungere indenne alla prima stazione: lo scambio azionario tra le due società.<br />
Ricapitoliamo. Nella seduta in cui si doveva approvare, di fatto, la fusione tra Bea e Cem, la maggioranza di centro sinistra si era già squagliata come neve al sole <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #800080; text-decoration: underline;"><a style="color: #800080; text-decoration: underline;" href="http://www.ilmonti.com/maggioranza-pd-si-spacca-fusione-beacem-fi-ncd-corrono-in-aiuto/">in Consiglio Provinciale</a></span></span>, scontando i pesanti mal di pancia di tutta una parte piddina che aveva sollevato, come del resto noi, più di una perplessità sull&#8217;operazione. Ma il Presidente Ponti aveva comunque tirato dritto, forte dei numeri seppur risicati, serrato i ranghi e incassato il si all&#8217;operazione; nonostante la cosa fosse tutt&#8217;altro che condivisa dalla sua stessa maggioranza.</p>
<p><b>Se cade lo scambio di azioni cade tutto il castello di carte</b><br />
Serve ricordare che il progetto di fusione, così come esposto nel testo dell&#8217;accordo quadro e della sua relazione illustrativa, prevedeva come prima fondamentale fase di attuazione, quello dello scambio azionario tra le due società con collegato aumento di capitale. Su questo punto, tra l&#8217;altro, si basa tutta la strategia che sottende all&#8217;operazione di fusione tra Bea e Cem, visto che questo scambio azionario avrebbe poi giustificato l&#8217;affidamento “in house” (quello che Cottarelli chiede di evitare) dei comuni soci alle rispettive società, che poi alla fine si dovrebbero addirittura fondere in un&#8217;unica realtà aziendale. Bene, o meglio, male; visto che questo primo passaggio sembrerebbe addirittura illegittimo.</p>
<p>I primi ad avanzare dubbi sulla legittimità di questo aspetto dello scambio di azioni, erano stati i nostri consiglieri di maggioranza a Correzzana (centro destra + Lega). E ci avevano visto giusto.<br />
Si apprende infatti, come ha dato notizia ieri il consigliere Gianmarco Corbetta <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #800080; text-decoration: underline;"><a style="color: #800080; text-decoration: underline;" href="http://gianmarcocorbetta.it/2014/12/la-fusione-bea-cem-parte-male-saltato-allultimo-minuto-lo-scambio-di-azioni/">sul suo blog</a></span></span>, senza che nessuno, tra Provincia o aziende abbia detto qualcosa, anche in nome della trasparenza dovuta ai cittadini (va bhè, pretendo troppo), che durante l&#8217;assemblea di Cem non sarebbe filato tutto liscio. Il notaio chiamato a vagliare l&#8217;atto avrebbe eccepito proprio sulla procedura di scambio azionario tra Bea e Cem, sostenendo che sarebbe in violazione dell&#8217;art. 2360 del codice civile, che testualmente recita:</p>
<blockquote><p>“E’ vietato alle società di costituire o di aumentare il capitale mediante sottoscrizione reciproca di azioni, anche per tramite di società fiduciaria o per interposta persona”</p></blockquote>
<p>Dopo un primo momento di imbarazzo generale, la soluzione trovata sarebbe stata quella di stralciare l&#8217;operazione dello scambio di azioni, che quindi non sarebbe stata votata.</p>
<p><b>Tutto sistemato quindi? Ma nemmeno per sogno.</b><br />
Il Consiglio Provinciale, con la delibera nr. 41/2014 <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #800080; text-decoration: underline;">(<a style="color: #800080; text-decoration: underline;" href="http://albopretorio.provincia.mb.it/index.php/albo/action/download/allegato/7897/">potete leggerla qui)</a></span></span>, aveva votato un preciso impegno che vincolava il Presidente, o il Vice Presidente delegato a presentarsi in Assemblea, ad approvare l&#8217;Accordo Quadro e la sua nota illustrativa con il passaggio fondamentale dello scambio di azioni, citato anche nel dispositivo della delibera. Se ne deduce, visto che questa parte è stata stralciata dal testo votato, che non vi è aderenza tra il mandato del consiglio e il voto espresso in assemblea. E se davvero questa previsione di scambio di azioni non fosse conforme alla normativa, sarebbe bene che la delibera stessa fatta assumere al Consiglio Provinciale, venisse ritirata in autotutela, in quanto violerebbe la legge.</p>
<p>Potevamo noi stare in silenzio? Naturalmente no, e infatti abbiamo già provveduto a presentare una mozione urgente, chiedendo che la questione venga discussa al prossimo consiglio provinciale, tra l&#8217;altro già calendarizzato per il 27 dicembre prossimo. Nel<span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #800080;"><a style="color: #800080; text-decoration: underline;" href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2014/12/mozione_bea_cem2.pdf"> testo della mozione, che allego qui sotto</a></span></span>, chiediamo che venga fatta subito chiarezza sullo svolgimento dei fatti nell&#8217;assemblea di CEM e che venga richiesto il ritiro in autotutela delle deliberazioni assunte. Cosa succederà? Vorranno discutere apertamente la cosa? Staremo a vedere. Di sicuro si configura un percorso ad ostacoli per questa fusione, anche perché tale vizio di difformità tra il mandato del consiglio e quanto votato in Assemblea di CEM varrebbe per tutti i comuni soci.</p>
<p>&nbsp;</p>
<figure id="attachment_2578" aria-describedby="caption-attachment-2578" style="width: 50px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2014/12/mozione_bea_cem2.pdf"><img decoding="async" class="wp-image-2578 size-full" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2014/11/pdf-icon5-e1415900096644.png" alt="pdf-icon" width="50" height="50" /></a><figcaption id="caption-attachment-2578" class="wp-caption-text"><strong>Testo Mozione Bea Cem</strong></figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2014/12/23/pasticcio-fusione-bea-cem-tutto-rifare-presentata-mozione-urgente/">Pasticcio fusione Bea-Cem, tutto da rifare? Presentata mozione urgente</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>La maggioranza PD si spacca sulla fusione BEA/CEM, FI e NCD corrono in aiuto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Dec 2014 11:57:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Quando si discute di affari e azienda pubbliche, piuttosto che di politica, gli schieramenti si mischiano e le larghe intese, per qualcuno, diventano più naturali. Già, perché il progetto du fusione BEA/CEM non convince tutta la maggioranza di centro sinistra, tanto che ieri in consiglio provinciale, dove si discutevano ben tre documenti sull&#8217;argomento, alla fine [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2014/12/10/maggioranza-pd-si-spacca-fusione-beacem-fi-ncd-corrono-in-aiuto/">La maggioranza PD si spacca sulla fusione BEA/CEM, FI e NCD corrono in aiuto</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando si discute di affari e azienda pubbliche, piuttosto che di politica, gli schieramenti si mischiano e le larghe intese, per qualcuno, diventano più naturali. Già, perché il progetto du fusione BEA/CEM non convince tutta la maggioranza di centro sinistra, tanto che ieri in consiglio provinciale, dove si discutevano ben tre documenti sull&#8217;argomento, alla fine la maggioranza si è salvata per il rotto della cuffia, con soli due voti di scarto, grazie anche all&#8217;intervento provvidenziale del sindaco di Concorezzo Riccardo Borgonovo, in quota NCD, che ha inspiegabilmente votato a favore del progetto di fusione. Inspiegabilmente, nel senso che si è guardato bene dal motivare la sua scelta, e non ha aperto bocca per tutti il lungo consiglio.<br />
La tensione in aula, tra i consiglieri di sinistra, era così densa che ad un certo punto si poteva persino tagliare l&#8217;aria a fette. Da incorniciare, e conservare per i posteri, la dichiarazione di voto del capogruppo PD Domenico Guerriero:<em> “dichiaro il voto di maggioranza di “quasi” tutto il mio gruppo”</em>.<br />
Risultato? Solo 9 consiglieri hanno votato a favore, e ben 7 si sono astenuti o hanno votato contro. Una maggioranza risicata, soprattutto tenendo conto che tra i favorevoli si è contato pure il voto di Borgonovo, che teoricamente dovrebbe stare all&#8217;opposizione, essendo stato anche uno dei candidati presidente che si è presentato come alternativa a Gigi Ponti; evidentemente qualcuno l&#8217;ha convito ad allinearsi alla maggioranza, ed avrà adoperato buone argomentazioni. Aggiungiamo pure che l&#8217;opposizione ha scontato l&#8217;assenza di Gabriele Volpe, (si sa che i malanni di stagione colpiscono, a volte chirurgicamente, le vecchie volpi), così che alla fine si può ben comprendere come la fusione tra BEA e CEM, super sponsorizzata da Ponti, si stia rivelando un boccone amaro mal digerito dai più, soprattutto a sinistra. Altrettanto chiaro è il dato, sempre più eclatante, cioè che l&#8217;unica opposizione in provincia sia quella della Lega Nord, ma su questo ne eravamo convinti già da tempo.</p>
<h3>LA PANTOMIMA DELL&#8217;ATO RIFIUTI NON CONVINCE I RIOTTOSI PD. È una presa in giro.</h3>
<p>Il PD aveva aperto la giornata con un mezzo colpo di scena, anzi più un colpo di teatro, anzi una vera e propria pantomima. Nel disperato tentativo di recuperare e convincere i consiglieri riottosi, il PD ha pensato bene di ricorrere al più classico degli stratagemmi: alzare uno spauracchio. Ecco allora materializzarsi, di fretta e furia e all&#8217;ultimo momento, senza che nessuno ne sapesse nulla, un ordine del giorno targato PD da sottoporre al voto dell&#8217;aula. A testimonianza di quanto il testo sia stato vergato di corsa, segnalo curiosamente che il dispositivo finale impegna “il Presidente della Giunta”. Non si è avuto il tempo nemmeno di aggiornare i vecchi modelli usati nei cinque anni di opposizione, lasciando il riferimento alla Giunta, organo che non esiste più. Minuzie. E visto che ad un ordine del giorno non si nega nulla (tanto non conta niente) hanno pensato bene di ficcarci dentro un po&#8217; di tutto: un bel peana contro il mitologico “far west” del mercato, qualche spruzzatina, in salsa cubana, in stile ultima frontiera della lotta al capitalismo e al malvagio “business”, senza naturalmente dimenticarsi di citare anche qualche parolina magica, tipo; ri-conversione. Che ci sta sempre bene, salvo poi votare di li a poco, approvando la fusione Bea Cem, per dare lunga vita del forno di Desio.<br />
La chicca però, stava già nel titolo, ovvero l&#8217;intenzione di costituire l&#8217;ATO dei rifiuti di Monza e Brianza. E questa è una colossale presa per i fondelli ai consiglieri di maggioranza, e il perché è presto spiegato.<br />
Se davvero l&#8217;intenzione fosse stata quella di costituire un ATO dei rifiuti di Monza e Brianza, per quale assurdo motivo dopo pochi minuti la maggioranza ha votato si alla fusione di Bea con Cem, società che vede nella propria compagine sociale per metà comuni che stanno in provincia di Milano? I due passaggi erano e rimangono assolutamente in antitesi, anzi, proprio sulla scorta del complicatissimo iter che ha portato alla costituzione dell&#8217;Ato dell&#8217;acqua, due anni passati tra fusioni, scorporazioni e aggregazioni, appare chiaro come la creazione di un solo soggetto partecipato da comuni di province diverse, pone oggi un ostacolo praticamente insormontabile, almeno nel breve, alla costituzione dell&#8217;ATO rifiuti.<br />
Ma questo, dopotutto, è il rodato sistema Gigi Ponti: dissimulare, pigliare per il naso, distribuire sorrisi e paroline buone e dolci, ma alla fine decidere con autorità e spietatezza, per assecondare solo e soltanto gli i propri fini e quelli della propria corrente politica. E tutti in silenzio. Zitti e mosca! Bene hanno fatto a non piegare la testa, e bisogna riconoscerne il coraggio, i consiglieri che non si sono prestati a questo squallido giochino. Onore quindi agli astenuti: Monguzzi, Garofalo e Vanosi. Il che starebbe a significare che forse Seveso e Bovisio, tutti soci di BEA, non sono propriamente d&#8217;accordo alla fusione.</p>
<h3>DALLA FUSIONE CI PERDERANNO I CITTADINI E I COMUNI. MA CHI CI GUADAGNA?</h3>
<p>Va anche registrato, per chi ancora nutrisse qualche speranza sulla presunta buona fede di alcuni esponenti del PD, che ieri si è registrato l&#8217;ennesimo schiaffo a Cottarelli, il suo mitologico piano e la tanto sbandierata esigenza di dimagrire le aziende pubbliche.<br />
Si è deciso che il bene dei cittadini passi attraverso la creazione di una mastodontica azienda pubblica, gestita da vecchi arnesi della politica, qualcuno dei quali sta li da oltre 20 anni, che gestirà tutto il ciclo dei rifiuti senza passare attraverso il vaglio delle gare. Questo significherà una cosa semplice: costi più alti. Ma che importa, tanto pagheranno i cittadini, l&#8217;importante è poter gestire in futuro una delle 5 aziende più grandi a livello nazionale, come si è vantato ieri il capogruppo Guerriero. Immagino manifestazioni e scene di giubilo tra i cittadini, felicissimi che il PD possa gestire una delle 5 aziende del settore a livello nazionale.<br />
L&#8217;aspetto buffo è che proprio gli estensori della relazione a sostengo del percorso aggregativo di Bea e Cem, abbiano poggiato buona parte delle ragioni a favore della fusione, sulla famosa relazione del commissario Cottarelli. Mi domando: ma l&#8217;avranno <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #000000;"><strong><a style="color: #000000; text-decoration: underline;" href="http://revisionedellaspesa.gov.it/documenti/Programma_partecipate_locali_master_copy.pdf">letta tutta la relazione</a></strong></span></span>, o si saranno fermati ai primi paragrafi? C&#8217;è più di un sospetto, dando per scontata la loro buona fede, che si siano limitati al titolo, o poco più. Già perché lungo tutta la sua relazione, proprio Cottarelli, non fa altro che smontare l&#8217;impianto dell&#8217;operazione BEA e CEM.</p>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;esigenza che venga tenuto il più possibile lontano il privato dalla gestione dei servizi pubblici a rilevanza economica, come sostenuto ieri dal PD in provincia, il commissario pare avere le idee chiare e dimetralmente opposte. Ecco cosa dice:</p>
<blockquote><p>“Che il campo di azione della mano pubblica debba essere limitato in una economia di mercato è un principio accettato anche se trova diverse formulazioni. Due in particolare sono gli approcci che possono essere seguiti:</p>
<p>• Da un lato c’è chi sostiene che il vincolo principale all’azione di imprese pubbliche debba essere costituito dalla necessità di operare allo stesso livello delle imprese private, agendo quindi in modo efficiente e senza ricevere un supporto da parte del settore pubblico.</p>
<p>• Un altro approccio, più restrittivo, è quello di chi, comunque, ritiene che il campo dell’azione delle partecipate debba essere strettamente limitato ai compiti istituzionali dell’ente di controllo, che, presumibilmente, non includono la produzione di beni e servizi che possono essere forniti, in quantità ritenute adeguate, dal settore privato.</p></blockquote>
<p>Direi che vi sia poco spazio per le interpretazioni. Ma se qualcuno nutrisse ulteriori dubbi, è sempre l&#8217;uomo chiamato da Letta e venuto dall&#8217;America (e negli States subito rispedito) a chiarirceli:</p>
<blockquote><p>“La mera profittabilità di una azienda pubblica non ne giustifica l’esistenza. Questa posizione può essere motivata dicendo che, prima o poi, la presenza di una impresa pubblica corre il rischio di: (i) turbare il corretto funzionamento del mercato; e (ii) provocare passività per la collettività, per di più con modalità non trasparenti.”</p></blockquote>
<p>Il piano di Bea e Cem inoltre, come denunciato a gran voce dal nostro gruppo, si regge tutto sul principio secondo il quale i comuni, già a partire dalle prossime settimane, dopo l&#8217;avvenuto inizio dell&#8217;iter di aggregazione, dovranno conferire i servizi di raccolta e smaltimento rifiuti con il sistema “in house”, quindi direttamente, senza ricorrere a nessun tipo di procedura di selezione.<br />
Anche qui Cottarelli non ha dubbi, e la pensa in maniera diametralmente opposta:<br />
“Si dovrebbe eliminare la possibilità di affidamento <i>in house </i>o la sua ulteriore limitazione, anche al di là della disciplina comunitaria<i>. </i>Questo costituirebbe un passo importante per valutare in modo non soggettivo ma oggettivo la possibilità da parte del mercato di fornire i servizi richiesti. Inoltre, l’affidamento <i>in house </i>richiede l’esistenza di un “controllo analogo”. Tale controllo dovrebbe, in linea di principio, vincolare a tal punto l’operatività di una partecipata da vanificare i vantaggi da una esternalizzazione dell’attività rispetto all’ente partecipante.”</p>
<p>Ma nel piano di Cottarelli non manca nemmeno un riferimento preciso al ciclo integrato dei rifiuti, e nemmeno a dirlo, il commissario smentisce la tesi del PD brianzolo e il progetto di fusione BEA CEM, quando dice:</p>
<blockquote><p>“Le linee di intervento prospettate per i servizi idrici con riferimento al quadro normativo degli ATO possono essere utilmente estese al caso dei rifiuti. Per questo settore si deve, tuttavia, tenere conto che i vari segmenti della filiera (raccolta e pulizia stradale, smaltimento) presentano caratteristiche produttive diverse. Maggiore variabilità richiede maggiore flessibilità. Per questo si ritiene utile dare la possibilità di gestire su scala diversa i tre comparti garantendo però il coordinamento dei diversi affidamenti attraverso l’ente di governo dell’ATO.”</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo significa una cosa semplice e banale: l&#8217;ATO dei rifiuti non va inteso, come vorrebbe il PD, la possibilità di far gestire automaticamente e senza gara e BEA e CEM tutti i rifiuti provinciali, e oltretutto lo stesso Cottarelli sottolinea come sarebbe buona cosa tenere separate le varie fasi del servizio, quando invece con la fusione di BEA e CEM si punta a creare un unico soggetto che gestisca sia la raccolta che lo smaltimento.</p>
<h3>LA NOSTRA PROPOSTA</h3>
<p>Certo che se da una parte l&#8217;affidamento “in house” pone qualche rischio, soprattutto legato alla sua presunta legittimità (come non abbiamo mancato di sottolineare) va ricordato che non esiste nessuna norma, legge o semplice indicazione, che vieti o vieterebbe agli enti locali di aggiudicare il servizio attraverso una procedura ad evidenza pubblica. Una semplice gara, onde selezionare in maniera oggettiva il fornitore migliore per svolgere i servizi legati al ciclo integrato dei rifiuti.<br />
E se l&#8217;esigenza è quella di avere una regia, il controllo e la garanzia pubblica sul delicato mondo dei rifiuti, essendo questa anche la nostra di esigenza, abbiamo avanzato una proposta che avrebbe superato anche questa problematica, senza limitare il principio salutare della concorrenza.<br />
Abbiamo proposto che la Provincia, così come prevede l&#8217;articolo 33 comma 3 bis del codice degli appalti, diventi centrale di committenza, facendosi carico di gestire il delicato iter di predisposizione delle gare. A queste gare potranno naturalmente partecipare tutti, aziende pubbliche comprese. E come si dice in questi casi? Vinca il migliore. A quel punto, se davvero le aziende pubbliche della Brianza sono le più efficienti e le più convenienti, come quasi tutti nel PD appaiono convinti, avranno gioco facile ad aggiudicarsi gli affidamenti. Sarebbe così sventato il rischio, quanto mai reale e concreto con la fusione Bea Cem, che a pagare il conto (salato) di questa (finta) voglia di tutelare il pubblico a tutti i costi, saranno come sempre i cittadini, attraverso le tariffe dei rifiuti che inesorabilmente si alzeranno sempre più.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2014/12/10/maggioranza-pd-si-spacca-fusione-beacem-fi-ncd-corrono-in-aiuto/">La maggioranza PD si spacca sulla fusione BEA/CEM, FI e NCD corrono in aiuto</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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