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	<title>Fascismo - ilMonti.com</title>
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	<description>il blog di Andrea Monti</description>
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	<title>Fascismo - ilMonti.com</title>
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		<title>Il fascismo pare tornato ad Arcore, sta in  maggioranza ed è rosso</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2017/11/20/fascismo-tornato-ad-arcore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Nov 2017 18:03:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fascismo? Ad Arcore se critichi l&#8217;Anpi non hai più diritto di parola in Consiglio. Forse dovremmo iniziare a difenderci da questi fascisti rossi, attraverso una pacifica rappresaglia Ci risiamo. Il delirante tour della «mozione antifascista», che già aveva fatto tappa a Monza, Bernareggio e Nova Milanese, atterra nel Consiglio Comunale di Arcore. Il contenuto? Sempre il [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2017/11/20/fascismo-tornato-ad-arcore/">Il fascismo pare tornato ad Arcore, sta in  maggioranza ed è rosso</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><em>Fascismo? Ad Arcore se critichi l&#8217;Anpi non hai più diritto di parola in Consiglio. Forse dovremmo iniziare a difenderci da questi fascisti rossi, <i>attraverso una pacifica rappresaglia</i></em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2017/11/1200px-Bandiera_delle_Brigate_Garibaldi_partigiane_1943-1945.svg_.png"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-5146 size-large" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2017/11/1200px-Bandiera_delle_Brigate_Garibaldi_partigiane_1943-1945.svg_-1024x681.png" alt="fascismo" width="1024" height="681" /></a></p>
<p>Ci risiamo. Il delirante tour della «mozione antifascista», che già aveva fatto tappa a Monza, Bernareggio e Nova Milanese, atterra nel Consiglio Comunale di Arcore. Il <a href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2017/11/odg-28025-2017.pdf">contenuto</a>? Sempre il medesimo squadrismo rosso. L’obiettivo è, letterale dal testo, « impedire agibilità politica» ad alcuni soggetti, anche partiti politici, come specificato espressamente. Ci domandiamo, a noi che piace la democrazia e siamo repellenti ai fascismi rossi e neri, come sia possibile che ad Arcore non valgano le garanzie costituzionali? Ovvero, se un partito partecipa regolarmente alle elezioni indette nello Stato italiano, senza mai essere stato ricusato o escluso in applicazione delle leggi che vietano la ricostituzione del partito fascista, su quali base il Podestà (magari a loro piace essere chiomati così) di Arcore intenderà impedirne o limitarne la libertà d’azione?</p>
<p>Non solo, addirittura si arriva a dire che queste formazioni politiche (non meglio specificate) non dovranno più avere diritto di parola in Consiglio Comunale.</p>
<blockquote><p>2. individuare le forme e le modalità più efficaci secondo quanto stabilito dall&#8217;ordinamento per non consentire che tali formazioni possano prendere parola durante i Consigli Comunali</p></blockquote>
<p>Perché dovremmo prima o poi intenderci su cosa possa significare essere fascisti nel ventunesimo secolo? Tralasciando i riferimenti a ideologie e dittatori del secolo scorso, morti e sepolti da metri di terra (per fortuna), per me l’essere fascista sta negli atteggiamenti e nelle azioni che vengono propugnate. Cercare di tappare la bocca a chi non la pensa come te, come vuole fare la maggioranza di Arcore, è un atteggiamento che assomiglia molto al fascismo. Magari non c’è l’olio di ricino e il manganello, ma quelli potrebbe sempre portarli qualcun altro, come quei simpatici ragazzi «di sinistra» che amabilmente mettono spesso a ferro e fuoco le città, distruggendo vetrine e negozi, o aggredendo i pacifici militanti della Lega, come successo a Monza. Non è fascismo anche questo? E chissà poi quali saranno queste azioni o fatti di stampo fascista che hanno creato tanto allarme sociale ad Arcore? Andiamo a memoria, ricordandoci che effettivamente sì, qualche azione dal sapore fascista in città si era registrata. Per esempio quando un tizio, in realtà un noto esponente politico cittadino, fu fotografato mentre era intento a strappare i manifesti dell&#8217;avversario, peraltro regolarmente affissi. Atto deplorevole, un gesto abbastanza cretino e infantile, ma certo non mi sembra tale da giustificare l&#8217;allarme rosso rispetto alla democrazia della comunità arcorese. La cosa ridicola è che il personaggio protagonista del bel gesto, <a href="https://www.mbnews.it/2016/11/arcore-nel-mirino-dellopposizione-lassessore-allo-strappo-fausto-perego/">colto in flagrante e reo confesso</a>, era  giusto un assessore di questa maggioranza di sinistra, che ora agita il rischio fascismo e lancia strali verso il pericolo antidemocratico. Siamo al ridicolo.</p>

<p>C’è poi un passaggio ancora più pericoloso, in questa mozione al gusto di olio di ricino, ed è questo:</p>
<blockquote><p>valutato che sempre più spesso con interventi sui social più diffusi, come Facebook e Twitter si tenta di avallare, giustificare, osannare quanto avvenuto durante il «ventennio» fascista in Italia, nel contempo denigrando e accusando le associazioni antifasciste, i partigiani e l’Anpi</p></blockquote>
<p>E qui casca l’asino. Come può essere una colpa grave, tanto da essere privati del diritto di parola in Consiglio Comunale (sì, è previsto addirittura questo) , criticare e accusare l’Anpi? Ovvero, quel manipolo che tenta pervicacemente di speculare ancora su una guerra civile morta e sepolta nel secolo scorso? Come possiamo non accusare e criticare gente, come l’Anpi, che si permette di criticare la scelta di ricordare attraverso una targa, è accaduto a Noli, il feroce stupro e assassinio di una bambina di tredici anni? E opporsi alla commemorazione solo e soltanto perché il crudele atto è avvenuto per mano partigiana, ovvero quelli della loro parte? Che differenza trovate tra chi tenta di giustificare o minimizzare le stragi fasciste e quelli che vorrebbero negare gli eccidi dei partigiani rossi? A questo punto c’è da intendersi, perché se si vogliono escludere i movimenti che hanno atteggiamenti fascisti, allora l’Anpi dovrebbe essere tra i primi candidati all’esclusione. Talvolta si comportano proprio come fossero loro i nuovi fascisti. Rossi o neri non fa differenza, almeno per chi si pone dritto in faccia alla stella polare che è la democrazia. A me non piace parlare di rappresaglia, tanto cara alle fazioni rosse e nere che animarono la guerra civile italiana, ma una reazione a questo punto sarebbe opportuna. Per come la penso io, se l’Anpi continua a promuovere, direttamente o indirettamente, queste iniziative liberticide, sarebbe il caso di pensare se valga la pena di invitarli ancora alle commemorazioni ufficiali. Credo che se vanno avanti così non meritino nessuno spazio, almeno tra chi ama la democrazia e la libertà di pensiero. E spero che siano ancora maggioranza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2017/11/odg-28025-2017.pdf">Leggi il testo della Mozione presentata in Consiglio Comunale ad Arcore</a></p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2017/11/20/fascismo-tornato-ad-arcore/">Il fascismo pare tornato ad Arcore, sta in  maggioranza ed è rosso</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Scrivere dopo essersi fatti una Per(in)a di centralismo</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2017/04/04/perina-centralismo-federalismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Apr 2017 11:30:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[centralismo]]></category>
		<category><![CDATA[comuni]]></category>
		<category><![CDATA[debito pubblico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Flavia Perina firma uno scellerato e strampalato attacco all&#8217;unica dimensione amministrativa in cui la politica italiana non ha (nonostante Roma) completamente fallito: i nostri municipi.  Flavia Perina si può definire una fascista o ex, «una fascista così» per dirla alla Mario Brega. Lo è stata anche nella fine politica ingloriosa, vissuta tra le fila del [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2017/04/04/perina-centralismo-federalismo/">Scrivere dopo essersi fatti una Per(in)a di centralismo</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em><strong>Flavia Perina firma uno scellerato e strampalato attacco all&#8217;unica dimensione amministrativa in cui la politica italiana non ha (nonostante Roma) completamente fallito: i nostri municipi. </strong></em></p>
<p><a href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2017/04/export.1.1550676.jpg-.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-4787" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2017/04/export.1.1550676.jpg-.jpg" alt="centralismo" width="1024" height="660" /></a></p>
<p>Flavia Perina si può definire una fascista o ex, «una fascista così» per dirla alla <a href="https://www.google.it/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=web&amp;cd=2&amp;cad=rja&amp;uact=8&amp;ved=0ahUKEwiD85311IrTAhWClCwKHftGC5EQtwIIIjAB&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3DAHRUKbr3Z6Y&amp;usg=AFQjCNFImSyuDruHgW5s8ypLOlX7nD6tfQ&amp;sig2=mz0m-PjCEteoOcVYbQ9iOw">Mario Brega</a>. Lo è stata anche nella fine politica ingloriosa, vissuta tra le fila del morente partito di Fini-to, Futuro e libertà. È figlia di uno dei fondatori del MSI, una che si è fatta pure qualche giorno di galera (da innocente) negli anni in cui tra fasci e rossi si faceva sul serio, tra bombe e pistolettate. Non stupisce, dunque, che sia ancora inebriata dal fascino del centralismo, forse nel «bel» ricordo di quando il fascio littorio tutto comandava e disponeva. Orfana della figura rimpianta del Podestà, colui che comandavano così bene, senza l’intralcio e l’impiccio di dover essere votato da qualcuno. Il Governo, dalle chiuse stanze romane, sceglieva e nominava tutti i sindaci della penisola, da Bolzano a Palermo, impipandosi della volontà popolare. Bei tempi, forse, per Flavia Perina, che ancora nel 2017 non digerisce proprio il fatto che Roma non possa schiacciare e comandare, dalle stanze di Palazzo Chigi, ogni centimetro del territorio italico. Sono rigurgiti del centralismo, di cui ne avevo già segnalato traccia <a href="http://www.ilmonti.com/cavalcare-rigurgiti-centralisti/">qui</a>, che tornano con rinnovata spocchia grazie all’ingiustificata vergogna in cui pare debbano essere castigati gli autonomisti e i federalisti. Ecco allora che la Perina si esibisce in <a href="http://www.linkiesta.it/it/article/2017/04/04/e-ora-di-dirselo-litalia-dei-comuni-dei-campanili-e-del-partito-dei-si/33757/">questo articolo</a> psichedelico, pubblicato oggi su <a href="http://www.linkiesta.it/it/article/2017/04/04/e-ora-di-dirselo-litalia-dei-comuni-dei-campanili-e-del-partito-dei-si/33757/">Linkiesta</a>.</p>
<p>Tutto nasce dall’analisi del numero di enti locali in pre dissesto, oltre a quelli già dichiarati tali. Ci ricorda infatti la Perina che:</p>
<blockquote><p>Sono 146 gli enti locali in pre-dissesto, 84 quelli in dissesto vero e proprio (praticamente falliti)</p></blockquote>
<p>Il dato è esatto e incontestabile, quello che manda però fuori bussola la vecchia camicia nera è un piccolo particolare, non conosciuto, oppure sfuggito per distrazione: «enti locali» non significa solo i comuni, bensì anche province, per esempio. E guarda caso, facciamo sapere alla Perina, sono proprio le Province italiane quelle costrette ad una situazione di pre dissesto per decisione del Governo centrale. E per quasi tutte non si tratta di una questione di «tagli» ai trasferimenti, piuttosto di prelievi enormi ed ingiustificati di risorse proprie di queste province. In italiano questo si chiama «saccheggio», parente stretto del furto. E le province in Italia sono 93, a cui si aggiungono 14 città metropolitane, che stanno messe tale quali le province. Facile avvicinarsi al totale di 146. Ecco che tutto il perinapensiero, quello secondo cui l’esperienza amministrativa dei comuni sarebbe un fallimento politico, parte da un assunto praticamente falso. Di questi 146 enti locali, la gran parte sono province, peraltro messe in pre dissesto a causa dello Stato.</p>
<p>Ma la camicia bruna nostrana para il colpo in anticipo, perché secondo la sua logica, quella da grande impero de noiartri, ogni gemma e ogni goccia d’acqua prodotta su suolo italico è per definizione proprietà di Roma, che ne può disporre a piacimento. Solo lei, la grande città eterna a cui tutti dobbiamo obbedienza, potrà semmai per somma bontà concederne una piccola parte a noi sudditi felici. E se qualcuno osa lamentarsi? Arriva l’etichetta di politicanti abili nello scaricabarile. Eccola:</p>
<blockquote><p>Questa categoria gode di simpatie sconosciute al resto della politica, un po&#8217; perché eletta direttamente dal popolo, un po’ perché talmente abile nel gioco dello scaricabarile – la colpa è sempre di qualcun altro – da aver resistito assai bene all’offensiva contro le caste che ha messo in ginocchio le classi dirigenti nazionali.</p></blockquote>
<p>Notare come questa roba dell’essere «eletti direttamente dal popolo» propio non va giù alla signora, che forse avendo poggiato per anni il suo culo al caldo delle seggioline parlamentari, nulla sa di cosa voglia dire amministrare un comune in questa sgangherata italia. Perché non basta più spostare quattro aerei di cartone, come faceva Lui, per far vedere che tutto va bene e che siamo una «grande potenza».</p>
<p>Èd è veramente ridicolo pensare come qualcuno possa criticare l’unica dimensione amministrative dove la politica, con mille difficoltà, riesce ancora a dare delle risposte ai cittadini. E per inciso, cara Perina, è questo il motivo per cui i sindaci sono ancora apprezzati, proprio perché nonostante tutto, nonostante Roma, il Parlamento e politicanti che la pensano come lei, riescono ancora a svolgere la funzione naturale che dovrebbe compiere la politica: risolvere i problemi della gente. Poche chiacchiere e fare le cose. Questa è la buona politica.</p>
<p>Il marcio, lo spreco, la cloaca a cielo aperto di questa Italia rimane sempre e soltanto una: Roma. Sapete a quanto ammonta il debito pubblico italiano? La cifra non si riesce nemmeno a leggere, a gennaio 2017 era di 2.250.352.000.000€ (<a href="http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/finanza-pubblica/2017-finanza-pubblica/statistiche_FPI_15032017.pdf">fonte</a>).</p>
<p>Di questa cifra mostruosa, ben oltre la soglia dei duemila miliardi di euro, sapete quanto è «responsabilità» dei comuni? Al 2017 sono poco più di 88 miliardi di euro, che sono normalmente ripagati, precisamente 88.538.000.000€. Piccolo particolare: lo stock del debito dei comuni italiani è in costante discesa, cioè il debito dei comuni si sta restringendo. Al contrario del debito italiano, quello continua inesorabilmente a crescere.</p>
<p>Pensate se si avverasse il sogno della Perina, quello di uniformare a tutta la penisola il «buon governo» romano. Dio ce ne scampi, anche ai nostri debitori.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2017/04/04/perina-centralismo-federalismo/">Scrivere dopo essersi fatti una Per(in)a di centralismo</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Quando l’antifascismo diventa fascismo</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2016/12/16/lantifascismo-diventa-fascismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Dec 2016 13:06:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Comunisti e ANPI vogliono negare spazi pubblici agli avversari politici con la scusa dell&#8217;antifascismo Il nostro consigliere comunale Stefano Tornaghi, capogruppo della Lega Nord a Bernareggio, Brianza, mi segnala una curiosa iniziativa politica della maggioranza. Circa un mese fa, esattamente il 5 novembre, un paio di cittadini firmano una richiesta recapitata al Sindaco. Oggetto: Appello [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><em>Comunisti e ANPI vogliono negare spazi pubblici agli avversari politici con la scusa dell&#8217;antifascismo</em></h2>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-4537 size-full" title="fascismo" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2016/12/fascisti.jpg" width="1040" height="693" /></p>
<p>Il nostro consigliere comunale <a href="http://www.comune.bernareggio.mb.it/istituzioni/scheda/tornaghi_stefano">Stefano Tornaghi</a>, capogruppo della Lega Nord a Bernareggio, Brianza, mi segnala una curiosa iniziativa politica della maggioranza. Circa un mese fa, esattamente il 5 novembre, un paio di cittadini firmano una richiesta recapitata al Sindaco. Oggetto: <em>Appello con misure da attuare contro ogni neofascismo e contro ogni manifestazione di discriminazione. Richiesta di trasformarla in MOZIONE da votare in Consiglio Comunale.</em></p>
<p>Allegato alla richiesta un appello(lo <a href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2016/12/pag-3.pdf">trovate qui</a>), redatto dall’ANPI e firmato da numerose altre sigle, dal titolo eloquente: «Appello per Monza Antifascista». Una roba molto «sul pezzo», pregna di attualità, tanto che l’appello è datato addirittura settembre 2013. Certo non sono mica pochi tre anni di ritardo, ma per chi ha ancora le lancette ferme a settant’anni fa, e che ancora oggi respira l’aria di guerra civile del biennio 1943/1945, equivalgono ad un battito di ciglia.</p>
<p>L’appello attacca denunciando una presunta <em>«recrudescenza del fenomeno neofascista in Europa»</em>, citando la morte del giovane francese <a href="[https://fr.wikipedia.org/wiki/Affaire%5C_Cl%C3%A9ment%5C_M%C3%A9ric]">Clément Méric</a>, avvenuta il 5 giugno 2013. Il caso, poco conosciuto in Italia, non appare però ancora completamente chiaro nella dinamica. Crto è che si sia trattato di uno scontro tra due gruppi ideologicamente opposti, uno di estrema sinistra e uno di estrema destra, che probabilmente si sono provocati a vicenda e che, come tragicamente può accadere, ha visto una scazzottata trasformarsi in tragedia. Ciò, sia chiaro, non toglie gravità all’episodio, appare però scorretto farlo passare come fosse un vile attentato nei confronti di un inerme e pacifico cittadino. Così non è stato, come potete facilmente evincere da <a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Affaire_Cl%C3%A9ment_M%C3%A9ric">questa ricostruzione</a>. La morte del giovane Clément viene poi collegata al tragico <a href="http://www.ilpost.it/2013/09/18/live-grecia-killah-p-alba-dorata/">assassinio di <strong>Pavlos Fyssas</strong></a>, avvenuta ad Atene sempre nel 2013. Episodio molto più grave e complesso, dove i militanti del partito di Alba Dorata, peraltro successivamente messo sotto processo in Grecia, hanno accoltellato il giovane rapper, pare anche qui dopo una lite. Due fatti gravi, direi gravissimi, in nessun modo però collegati alla situazione italiana. Ma ANPI, che per darsi una ragione di esistere è condannata a fomentare l’odio ideologico di settant’anni fa, il collegamento lo trova. E se non lo trova, evidentemente se lo inventa.</p>
<p>Nel documento parla di una ventennale propaganda omofoba, xenofoba e razzista. È curioso come quella del «ventennio» sia diventata l’unica unità di misura temporale che sanno utilizzare, direi per ossessione.</p>
<blockquote><p>In Italia la ormai ventennale propaganda omofona, xenofoba e razzista e la riabilitazione di figure legate ali ventennio fascista con l’intitolazione di targhe, strade e monumenti ad opera di partiti che siedono nelle Istituzioni locali e nazionali, ha favorito il proliferare di organizzazioni di estrema destra, con l’inevitabile strascico di manifestazioni e provocazioni</p></blockquote>
<p>Il documento continua elencando quelle associazione e formazioni politiche che, a detta loro, dovrebbero essere cancellate o comunque veder cessata la loro attività politica: Forza Nuova (che tra l’altro da anni partecipa regolarmente alle elezioni), Lealtà Azione, Leone Crociato e Casa Pound.</p>
<p>E poi si chiude con l’appello a all’Amministrazione Comunale:</p>
<blockquote><p>Medesimo impegno può e deve assumere la nostra Amministrazione Comunale alla quale chiediamo, nel rispetto della nostra Costituzione conquistata &#8211; è bene ricordarlo &#8211; con il sacrificio di tanti partigiani e antifascisti caduti e deportati anche nella nostra città, di inserire nel regolamento per la concessione degli spazi pubblici, il requisito «Antifascista».</p></blockquote>
<p>Personalmente non ho nulla a che spartire con questa gente, ringrazio Dio un giorno si e un giorno NO di non essere nato fascista, nei restanti giorni lo ringrazio di non essere nato comunista. Con alcuni esponenti di Forza Nuova, giusto un anno fa, ho avuto pure modo di scontrarmi personalmente in un pesante alterco avvenuto al termine di un collegamento televisivo nella mia Lazzate. Questo per dire che non ho nessun interesse a difendere nessuno, se non la libertà che come valore amo sopra ogni altra cosa.</p>
<p>Ed ecco il punto. L’Anpi, e le varie sigle che firmano l’appello, si pongono come obiettivo quello di negare spazi a tutte le forze politiche, associazioni e gruppi che non vanterebbero un non meglio specifico requisito «antifascista».</p>
<p>Se vogliamo però codificare il requisito «antifascista», sarebbe utile intenderci su cosa si intenda oggi, nel 2016, per fascismo. Mi sembrerebbe riduttivo, e pure pericoloso, limitarsi alla concezione ristretta di «fascismo», ovvero limitarsi all’esperienza nata dai fasci combattenti italiani, sfociata poi nella dittatura mussoliniana. Troverei invece più corretto, e pure più utile per tenere accesa la coscienza libera e democratica, intendere il fascismo con questa definizione più estensiva:</p>
<blockquote><p>qualsiasi concezione della vita politica e dei rapporti umani e sociali basata sull&#8217;uso indiscriminato della forza e della sopraffazione</p></blockquote>
<p>Ecco, se la mozione avesse l’intenzione di introdurre questo tipo di discriminazione, ovvero di chiarire che chi non accetta le regole del gioco democratico viene posto fuori dalla vita pubblica, potrei anche discuterne e magari arrivare ad essere pure d’accordo.</p>
<p>Temo però, lo dico con dispiacere, che i primi a porsi fuori da questo contesto sarebbero proprio quelli dell’ANPI, accompagnati da tutti quei gruppuscoli di estrema sinistra che si rifanno a vecchie e tragiche ideologie. L’ANPI parla dei partigiani che combatterono il fascismo, senza però aver mai fatto davvero chiarezza e giustizia rispetto ai tanti partigiani uccisi o perseguitati solo perché non erano partigiani comunisti. Di questa infame stagione, il dramma di Porzûs rappresenta solo la punta dell’iceberg. E ancora nel giugno 2016, come potete <a href="http://www.anpi.it/storia/229/leccidio-di-porzus">leggere qui</a>, non si riesce a chiarire una volta per tutte che l’eccidio non può trovare giustificazione alcuna, e che fu semplicemente figlio di un’ideologia pericolosa quanto il fascismo, ovvero il comunismo.</p>
<p>Perché se vogliamo negare spazio politico a chi si professa fascista (anche se a me in linea di principio non piacciono le limitazioni), dovremmo ammettere che pure uno che si professa comunista si ispira ad una ideologia che, ovunque nel Mondo e nella storia, da Stalin a Castro, si è contraddistinta per un uso indiscriminato della forza e della sopraffazione, di cui milioni di cittadini ne sono stati per decenni vittime innocenti. Esecuzioni di massa, privazioni della libertà, torture, processi discriminatori per motivi politici, religiosi e sessuali. Tutto questo è stato il comunismo. Qualcuno continua a giustificarne una presunta differenza per il semplice motivo che in Italia, nonostante fosse l’obiettivo di alcuni partigiani, non riuscirono ad instaurare un regime comunista sovietico. Per fortuna, aggiungerei. Ma il fatto che il nazismo, come il comunismo, lo abbiano subito altri e non noi (a noi è toccato ben prima il fascismo), non ci permette il lusso di non condannarle come ideologie nefaste e fuori dal nostro contesto democratico. O mi sbaglio? Ecco, credo che nel 2016 sarebbe l’ora di giungere ad una semplice conclusione: fascismo, nazismo e comunismo sono tutte ideologie nemiche della libertà e della democrazia. Si potrebbe addirittura obiettare che il comunismo abbia prodotto più morti di tutti, ma per onestà intellettuale non considero questa un’aggravante, perché in fondo ciò è frutto solo della longevità del comunismo, longevità che è in fondo un rifiuto tossico della Conferenza di Yalta.</p>
<p>Quindi, dopo tutto questo girovagare ideologico, dobbiamo decidere. Se a Bernareggio, ed in altri comuni della Brianza e d’Italia, vogliamo veramente escludere dalla vita sociale e politica chi non si rifà pienamente ai principi di libertà e democrazia, dobbiamo avere il coraggio di farlo fino in fondo, ed escludere tutti. Altrimenti, mi spiace per l’ANPI e gli amici che ancora amano il comunismo, se pensiamo di escludere dalla vita politica solo chi ha il pensiero più lontano dal nostro, questa fattispecie rientrerebbe a pieno titolo tra le azioni di discriminazione politica, attuate in virtù della forza che si detiene. Sarebbe ora di emanciparsi davvero rispetto al vecchio clima di guerra civile, allontanarci davvero da tutti quelli che usano la violenza come strumento politico, siano di destra o di sinistra, dagli agitatori di piazza, dai manifestanti che mettono a ferro e fuoco le città. Altrimenti si rischia che l’antifascismo diventi, esso stesso, una nuova forma di fascismo.</p>
<p>La discussione della Mozione nel Comune di Bernareggio è programmata per il prossimo mercoledì, il testo <a href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2016/12/Mozione-Bernareggio-TRIS.doc">è questo</a>. Io aggiungerei semplicemente:</p>
<blockquote><p>dove per fascismo si intende qualsiasi concezione della vita politica e dei rapporti umani e sociali basata sull&#8217;uso indiscriminato della forza e della sopraffazione</p></blockquote>
<p>Sarebbe già un passo avanti.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2016/12/16/lantifascismo-diventa-fascismo/">Quando l’antifascismo diventa fascismo</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>La #brianza ha votato il cdx e adesso x legge mettono PresidentePisapia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Nov 2012 20:01:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[Fascismo]]></category>
		<category><![CDATA[posapiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Noi elettori avevano scelto un Presidente (Allevi) e una maggioranza di cdx. Il governo fascio comunista invece, ha deciso di cancellare la Brianza, e mettere a capo il comunista Pisapia&#8230; e tutti rimangono in silenzio ?</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Noi elettori avevano scelto un Presidente (Allevi) e una maggioranza di cdx. Il governo fascio comunista invece, ha deciso di cancellare la Brianza, e mettere a capo il comunista Pisapia&#8230; e tutti rimangono in silenzio ?<span id="more-477"></span></p>
<p><a href="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2012/11/20121102-210139.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-full" src="http://www.ilmonti.com/wp-content/uploads/2012/11/20121102-210139.jpg" alt="20121102-210139.jpg" /></a></p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2012/11/02/la-brianza-ha-votato-il-cdx-e-adesso-x-legge-mettono-presidentepisapia/">La #brianza ha votato il cdx e adesso x legge mettono PresidentePisapia</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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