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	<title>dazi - ilMonti.com</title>
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		<title>Electrolux e la quota 30€. La soluzione sarebbero i dazi, ma non ditelo all&#8217;Europa</title>
		<link>https://www.ilmonti.com/2014/02/07/electrolux-e-la-quota-30e-la-soluzione-sarebbero-i-dazi-ma-non-ditelo-alleuropa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Feb 2014 15:19:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quota trenta euro. Il problema Electrolux sta tutto racchiuso dentro a queste due cifre; trenta euro per ogni singola lavatrice (o lavastoviglie) prodotta. Questo il gap che divide un lavoratore italiano dal suo omologo polacco. E anche nel caso tu fossi disponibile a diminuire le ore lavorate, ad eliminare le festività pagate, sospendere i premi [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2014/02/07/electrolux-e-la-quota-30e-la-soluzione-sarebbero-i-dazi-ma-non-ditelo-alleuropa/">Electrolux e la quota 30€. La soluzione sarebbero i dazi, ma non ditelo all’Europa</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quota trenta euro. Il problema Electrolux sta tutto racchiuso dentro a queste due cifre; trenta euro per ogni singola lavatrice (o lavastoviglie) prodotta. Questo il gap che divide un lavoratore italiano dal suo omologo polacco. E anche nel caso tu fossi disponibile a diminuire le ore lavorate, ad eliminare le festività pagate, sospendere i premi di produttività, efficienza, redditività e qualità; ridurre i permessi sindacali, le pause e congelare gli scatti di anzianità, anche a quel punto, si ridurrebbe il divario di soli 7,5€ a pezzo, arrivando quindi a 22,5€ per lavatrice. Sempre troppi, considerato che si parla di una produzione al ritmo di 80 pezzi l&#8217;ora. Ogni giro di orologio l&#8217;azienda potrebbe risparmiare oltre 2000€ a stabilimento; difficile, a queste condizioni, convincersi che vi sia una via d&#8217;uscita percorribile.<span id="more-1706"></span></p>
<p>Ecco lo scenario che ci siamo trovati di fronte oggi, davanti ai cancelli della Electrolux di Solaro; una delegazione della Lega, guidata dal Segretario Matteo Salvini, è arrivata qui soprattutto per ascoltare e per cercare di mettere in campo ogni aiuto possibile. Forti si sono levate le grida di rabbia e di dolore di centinaia di lavoratori, che non si vogliono rassegnare al ridimensionamento della loro fabbrica, non vogliono piegarsi alla logica che è poi sempre la solita: tagli, esuberi, ristrutturazione e poi si chiude.</p>
<p>Tavoli di concertazione, sindacati, riunioni, scioperi, convocazioni straordinarie al Ministero dello Sviluppo; sempre la stessa liturgia, gli stessi attori protagonisti, lo stesso canovaccio e purtroppo, spesso, troppo spesso, il medesimo risultato: cassa integrazione, se va bene, mobilità e poi l&#8217;oblio.</p>
<p>La questione è sempre la maledetta quota trenta euro. Potremmo aprire un lungo discorso sul valore della vita umana, della qualità del lavoro, dell&#8217;utilità marginale di questi dannati trenta euro; magari e soprattutto per una multinazionale che macina miliardi di fatturato. Tutti discorsi buoni per riempire le pagine di qualche libro, di un trattato di sociologia, o peggio di un comizio per aizzare le folle, il pueblo affamato, contro il padrone avido e cattivo. Parliamoci chiaro: tutto inutile. È il mercato, bellezza, non è che possiamo prenderci in giro. Le aziende non rimangono laddove sono costrette, rimangono laddove vi sono le condizioni per generare più profitto. Tutto il resto è roba buona per riempire la programmazione di qualche talk show stile La Gabbia, Piazza Pulita o Quinta Colonna.</p>
<p>Non si può e non si deve pretendere che un&#8217;azienda non guardi innanzitutto al profitto, altrimenti cadrebbe il motivo stesso per cui questa azienda, in ultima istanza, garantisce il lavoro, ovvero la vita e una dignitosa esistenza a migliaia di onesti lavoratori. Il problema sta altrove, e risiede nella responsabilità di chi è chiamato a dettare le regole di questo mercato; insomma, <span style="color: #000000; background-color: #ffd700;">la soluzione la troviamo in una parola che qualcuno crede sia ancorata soltanto ad antichi retaggi medioevali, ma che è uno strumento comunemente usato da tutti: i dazi.</span></p>
<p>E non si tiri fuori la solita tiritera che le forme di protezionismo sono antistoriche, illiberali, anacronistiche o quant&#8217;altro; non lo si faccia perché se persino una delle economie più votate al liberismo del mondo, quella degli Stati Uniti d&#8217;America, ricorre all&#8217;utilizzo dei dazi, così come fanno anche tantissimi Paesi emergenti, come la Russia, Cina, India e Brasile, forse ci si dovrebbe rendere conto che aprire indiscriminatamente il mercato dell&#8217;Unione Europea non è stata un&#8217;idea proprio brillante. <strong><span style="color: #008000;"><a href="http://group.electrolux.com/en/sales-by-country-265/"><span style="color: #008000;">Electrolux vende un terzo dei propri</span></a></span></strong> elettrodomestici nel mercato dell&#8217;Europa Occidentale; ciò significa che se permettiamo di produrre in Europa Orientale, (mercato che per Electrolux vale un misero 5%), e nel frattempo garantiamo libero accesso al nostro ricco mercato, dove si generano gran parte dei volumi di vendita, significa che siamo stupidi, o in malafede. Quelle dell&#8217;Unione Europea appaiono come regole scritte apposta per depredare il nostro territorio, succhiare il succhiabile e poi abbandonarci quando, un giorno non troppo lontano, non serviremo più nemmeno come mercato. Perché oggi non siamo più competitivi come zona di produzione, e domani, con la diminuzione di salari e occupati, non saremo più interessanti nemmeno come mercato. Probabilmente ritorneremo poveri, e solo allora il ciclo ricomincerà. <span style="color: #000000; background-color: #ffd700;">La prospettiva dev&#8217;essere quella di diventare noi la Polonia del domani?</span></p>
<p>Ecco allora come raggiungere e conquistare la famosa quota trenta euro; su ogni lavatrice prodotta nei mercanti emergenti, quelli che oggi scontano un basso costo di mano d&#8217;opera, ci mettiamo trenta euro di tassa. Attenzione: questo non esime l&#8217;Italia dal dover superare enormi difetti endemici al nostro sistema; burocrazia, sprechi, spesa pubblica improduttiva, tasse abnormi, ecc.. ecc.. Questo lo si dovrà continuare a pretendere. Ma pensare che possiamo permetterci di distruggere il nostro sistema produttivo, sperando di costruire comunque un futuro per noi e i nostri figli, è oggettivamente folle.</p><p>The post <a href="https://www.ilmonti.com/2014/02/07/electrolux-e-la-quota-30e-la-soluzione-sarebbero-i-dazi-ma-non-ditelo-alleuropa/">Electrolux e la quota 30€. La soluzione sarebbero i dazi, ma non ditelo all’Europa</a> first appeared on <a href="https://www.ilmonti.com">ilMonti.com</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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