FINALMENTE ANCHE ROMA LADRONA PAGA!!!

Viviamo in un momento davvero particolare della vita non solo del paese Italia, ma dell’intero pianeta, scosso da una crisi mondiale finanziaria che rischia di travolgere interi stati con i conti traballanti, vedi Grecia. Questo come sappiamo dalla cronaca di questi giorni, ha obbligato il governo e il ministro Tremonti a ufficializzare la necessita’ di una manovra correttiva da spalmare sui due anni.

Dalle prime indiscrezioni che possiamo leggere su corriere.it, pare che questa manovra segnera’ il passo di un’ulteriore grande svolta epocale, ovvero per la prima volta ROMA NON PESERA’ SOLO SULLE SPALLE DELL’INTERA COLLETTIVITA’!

Pare infatti che tra le misure proposte, ci sia anche quella di istituire una tassa di soggiorno per i soli turisti romani (fino a 10 euro), utile per finanziare la legge (tanto vituperata ed odiata) di Roma Capitale… ora attendiamo i dettagli, ma se cosi’ fosse, sarebbe la prima volta che io gioisco per la creazione di un balzello… caro Giulio non ci deludere… tieni duro!

 

AVEVO QUASI 8 ANNI… QUANDO MORI’ HENRY…

 

Era la sera del 2 maggio 1986, avevo quasi 8 anni, oggi ne ho quasi 32 ma non dimenticherò mai quella tv in bianco e nero, piccina piccina che stava sulla nostra vecchia cucina di casa; le immagini sgranate, qualche riga ogni tanto faceva su e giù sullo schermo, quasi a voler nascondere lo strazio di un groviglio irriconoscibile di ferro carbonizzato. Il telecronista parlava, descriveva la tragedia, non ci potevo credere.

Avevo quasi 8 anni quando morì Henri Toivonen, il più grande rallysta di sempre, il più grande di tutti.
Ero particolarmente legato ad Henry, perché nel gennaio di quel maledetto 1986 ero al controllo orario della tappa di avvicinamento del Rally di Montecarlo allestito a Milano;  vidi arrivare quella mostruosa delta, era Alen e corsi verso il finestrino con il mio cartoncino in mano, Alen mi gettò uno sguardo gelido, era arrabbiato, si voltò e passo avanti.
Poi arrivò Henry, mi vide, si fermò, aprì lo spioncino del suo finestrino mi firmò il cartoncino e sorridendo me lo restituì.
Da quel giorno sognai di diventare un pilota di rally, e non fa niente se quella maledetta ed insignificante curva a sinistra sulla discesa del Col d’Ominanda ti ha strappato il sogno di diventare campione del mondo di rally, tu rimarrai comunque nei nostro cuori.
Avevo quasi 8 anni nel 1986, e dopo 24 anni non dimentico il tuo sorriso.